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Un blog creato da ladestracasatese il 25/12/2008

DESTRA CASATESE

Il blog di Alberto Cantù

 
 

Chi sono

 Foto di ladestracasatese

Nato il 17/07/1968, sposato, una figlia.
Laureato in Economia e Commercio.
Comincio a fare politica attiva a Casatenovo a metà anni '90
Iscritto ad Alleanza Nazionale, mi candido alle elezioni amministrative del 2004 nella lista civica di centrodestra Nuovo Casate Nuovo  risultando il 4° per numero di preferenze, primo dei non eletti ed il più votato dei candidati riconducibili ad AN.
Nel 2008, non condividendo l'idea del partito unico,  non aderisco al neonato Popolo della Libertà in cui confluisce AN, preferendo il neonato movimento politico La Destra di cui sono stato il coordinatore e referente per il Casatese fino ad Aprile 2010.
Nel 2009 mi candido alle amministrative di Casatenovo come indipendente nelle file della Lista Popolo della Libertà - Lega Nord - Nuovo Casate Nuovo per Perego sindaco e vengo eletto Consigliere Comunale.
Nell'Aprile 2010, a seguito di lungo ripensamento politico, insieme agli amici del direttivo lecchese, lascio La Destra. Aderisco all'associazione Generazione Italia e contribuisco alla nascita del Circolo Generazione Italia Casatenovo, di cui sono membro del Direttivo e che successivamente confluisce nel partito politico Futuro e Libertà per l'Italia. Nel Febbraio 2011 sono chiamato a far parte del Comitato Promotore per la provincia di Lecco di FLI. Nel Dicembre 2011 a seguito del Primo Congresso di FLI della Provincia di Lecco, sono eletto nel Direttivo Provinciale, quale Vice-Coordinatore. Attualmente siedo tra i banchi dell'opposizione in qualità di Consigliere Comunale a Casatenovo.

 

La destra o è coraggio o non è, è libertà o non è, è nazione o non è....

G.Almirante

 

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Non tutto quel ch’è oro brilla,

ne gli erranti sono perduti;

il vecchio ch’è forte non s’aggrinza,

le radici profonde non gelano.

Dalle ceneri rinascerà un fuoco,

l’ombra sprigionerà una scintilla;

nuova sarà la lama ora rotta,

e re quei ch’è senza corona.

                                                                         

 

 

Mio intervento in Consiglio Comunale su demagogica mozione sull'IMU

Post n°138 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Come già doverosamente comunicato e spiegato al mio gruppo consiliare Lega Nord-PDL-Nuovo Casate Nuovo, non posso essere favorevole alla mozione presentata dai miei colleghi.

Anche io, come chiunque, mi auguro di pagare meno tasse e mi auguro che l’amministrazione non spinga troppo su questa nuova tassa.

D’altra parte, sono anche conscio del momento particolare dal punto di vista economico  che il Sistema Italia sta attraversando.

Abbiamo un Governo che è posto nelle condizioni di fare scelte importanti e certamente dolorose , impopolari,diciamo anche antipatiche ma non mi sfugge la necessità di tali scelte, effettuate con l’unico scopo di fare uscire il Paese dalle sabbie mobili di una crisi senza precedenti e accompagnarlo verso una comunque difficile ripresa.

Eletto come indipendente, ho il piacere di rappresentare un partito, Futuro e Libertà per l’Italia, che convintamente e responsabilmente, ha deciso di sostenere tale sforzo e di farlo insieme ad altre forze politiche anche lontane ideologicamente. Fare a Roma e disfare in periferia non è il mio modo di agire.

Non posso accettare, quindi, che nella mozione, riferendosi all’IMU, si ritenga, leggo testualmente, “che sia inopportuna ed iniqua una ulteriore tassa” mettendo in tal modo in discussione non solo l’importo % ma l’intera norma; non lo accetto in quanto la ritengo magari antipatica e difficile da digerire ma non inopportuna per le ragioni succitate di straordinarietà del momento storico che l’hanno resa necessaria.  Come tale è stata votata e approvata in Parlamento anche e non solo dal mio partito, scelta che rivendico e che appoggio.

L'introduzione dell'IMU a fronte di un miglioramento dei servizi offerti dal Comune, quindi se questa nuova entrata verrà destinata con trasparenza ed efficacia a migliorare la vita dei casatesi, verrà accettata dai cittadini che sempre hanno dimostrato lungimiranza e disponibilità. Quindi giusta se l'Amministrazione si prende da subito l'impegno di destinarne parte alle necessità urgenti della collettività, che sono molte e alcune non più procrastinabili (una su tutte la soluzione del problema legato ai servizi scolastici, sempre più a rischio).

E’ questo il vero impegno che chiedo all’Amministrazione.

In conclusione, pur condividendo le preoccupazioni per il sacrificio richiesto ai contribuenti, per le ragioni ora esposte il mio sarà ovviamente e necessariamente un voto coerente con le mie convinzioni  e pertanto contrario alla mozione.

 

Alberto Cantù - FLI

 
 
 

Interpellanza su via San Biagio

Post n°137 pubblicato il 14 Febbraio 2012 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Oggetto: Messa in sicurezza di Via San Biagio e utilizzo del semaforo

 Il Gruppo Consiliare di Popolo della Libertà - Lega Nord - Nuovo Casate Nuovo 

                                                        Premesso che:

un’interpellanza con ìdentico oggetto fu da noi presentata in data 16/11/2009 senza ottenere soddisfacente risposta e conseguente risoluzione del problema

                                             Osservato che:

·         Nella notte del 06/01/2012 un gravissimo incidente si è verificato in via San Biagio, con una vettura con 4 giovani casatesi a bordo che si è schiantata contro il muro di cinta di un’abitazione privata;

·         La causa del sinistro, come verificato dai Carabinieri, è da ricondurre all’elevatissima velocità del mezzo

·         Si è reso necessario addirittura l’intervento dei Vigili del Fuoco per estrarre dalle lamiere i corpi, per fortuna solo feriti, dei 4 giovani

·         Se l’incidente si fosse verificato nelle ore diurne, le conseguenze avrebbero potuto essere ben più gravi, avendo la macchina concluso la sua corsa in un giardino ed avendo sfrecciato all’imbocco di un sentiero che porta al bosco

·         Non è il primo incidente di una certa gravità che accade in quel tratto di strada, essendo la velocità delle vetture spesso ben aldilà dei limiti consentiti tanto da rendere pericoloso per i residenti immettersi nella  suddetta strada

·         La risposta alla precedente interpellanza rassicurava i cittadini che la velocità media di percorrenza della via interessata era di soli 52,9 Km/h, dimenticandosi di specificare che tale velocità fu calcolata a circa un km di distanza dal tratto realmente pericoloso, “in salita”, in direzione Galgiana e in prossimità di un dosso e non in discesa, in direzione Cascina Bracchi, cioè non dove la strada è a rischio.

·         Sempre in risposta alle nostre sollecitazioni, l’Amministrazione annunciava “uno studio della viabilità per individuare future soluzioni, anche in considerazione degli interventi edificatori che interesseranno quel comparto”. L’edificazione è stata solertemente effettuata, soluzioni alla viabilità , a distanza di più di 2 anni, ancora no.

                                                        CHIEDE

  • Se il promesso studio della viabilità sia stato realmente realizzato e quali risultati siano emersi
  • Se l’Amministrazione intenda finalmente intervenire per rendere più sicura via San Biagio
  • Se si, quali siano le soluzioni che intende adottare
  • Se il semaforo “intelligente” ( che si attiva solo in caso di superamento dei limiti di velocità) che arrugginisce inutilizzato da anni proprio in via San Biagio, realizzato dal Commissario Prefettizio nel 2003 in virtù dell’acclarata pericolosità della strada, possa essere rimesso in funzione, visto che simili semafori sono attivi in comuni limitrofi a dispetto, forse, di Circolari Ministeriali che ne sconsiglierebbero l’uso
  • Se, nel caso in cui il semaforo risulti inutilizzabile, si sia finalmente deciso di toglierlo, vista la sua completa inutilità

Si chiede di discutere la presente interpellanza nel prossimo Consiglio Comunale. 

Il Gruppo Consiliare di Popolo della Libertà - Lega Nord - Nuovo Casate Nuovo 

 

 
 
 

Ciao Mirko!

Post n°136 pubblicato il 09 Gennaio 2012 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Ciao Mirko...vecchio ragazzo,ci mancherai tremendamente...eri uno dei pochissimi capaci di emozionarmi davvero... Ti voglio ricordare a Bastia, malfermo sulle gambe, le parole che faticavano a uscire...e il tuo urlo " CREDERE! CREDERE FORTEMENTE!"
Ciao Mirko!

 
 
 

FLI Lecco: nuovo Direttivo Provinciale

Post n°135 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Comunicato Stampa – FORMAZIONE NUOVO DIRETTIVO PROVINCIALE -

Lecco,  22/12/2011

La dirigenza provinciale di Futuro e Liberta’ per l’Italia, a seguito di opportune  valutazioni, comunica il Direttivo Provinciale di FLI – LECCO.

Enrico Castelnuovo ( Coordinatore provinciale)

Alberto Cantu'  ( Consigliere Comunale a Casatenovo - Vicecoordinatore provinciale)

Fabio Mastroberardino ( Responsabile Segreteria Politica FLI Lombardia – membro effettivo )

Luca Maggioni  ( Vice presidente nazionale GayLib - membro effettivo)

Caterina Loprete  ( Consigliere Comunale a Bosisio Parini - membro effettivo )

Matteo Artusi  membro effettivo

Corrado Maria Vigano' membro effettivo

Giada Lietti    ( Consigliere Comunale ad Oggiono - membro  effettivo )
 
Al direttivo vengono affiancati 2 uffici territoriali :
 
Citta’ di Lecco
Roberto Messina
Paolo Gerosa
Stefano Ratti
 
 
Citta’ di Merate
Francesco Arlati ( Consigliere Comunale ad Osnago )
Francesco Mandelli

Per informazioni:

 Enrico Castelnuovo    339/6549532       email:    flilecco@gmail.com             

 Alberto Cantù   347/2763379

 
 
 

Mio intervento al 1° Congresso Provinciale di FLI Lecco

Post n°134 pubblicato il 19 Dicembre 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Sono Alberto Cantù, vengo dalla provincia lecchese, da Casatenovo, terzo comune per abitanti della provincia di Lecco con i suoi circa 13.000 abitanti dove insieme ad un grande gruppo di amici abbracciammo immediatamente l’idea di un nuovo centrodestra, diverso da quello berlusconiano dando così vita ad un agguerrito circolo di Generazione Italia  e vivendo intensamente le diverse tappe che ci hanno portato ad oggi: da Mirabello 2010, passando per quell’indimenticabile momento di coesione che fu Bastia Umbra, fino ad arrivare al Congresso fondativo di FLI a Milano. Ora ci siamo trasformati in FLI Casatenovo e l’interesse e la curiosità nei nostri confronti hanno permesso di raggiungere un numero di adesioni a livelli altissimi per una realtà locale come la nostra e tutte tessere reali, non pagate dal politico di turno.

Nel 2009 sono stato eletto Consigliere Comunale a Casatenovo, come Indipendente in una lista civica di centrodestra: siedo quindi tra i banchi dell’opposizione dove cerco di rappresentare al meglio FLI, facendo da megafono alle istanze del gruppo.

Qualche mese fa sono stato chiamato a far parte del Comitato Promotore di FLI per la provincia di Lecco dall’amico Castelnuovo, la cui candidatura oggi appoggio convintamente. Ho accettato il suo invito cercando di dare il mio apporto anche a livello provinciale. Tale scelta mi ha consentito di conoscere un gruppo di persone validissime. FLI Lecco è un po’ il paradigma di FLI nazionale: un movimento giovane non solo perché nato da meno di un anno ma soprattutto perché la spina dorsale degli iscritti e militanti è composta da giovani. E basta guardarci tra di noi oggi per verificarlo: io, con i miei 43 anni, sono forse il più “maturo”.

Per alcuni la gioventù è un limite, per me è un’opportunità da cogliere: giovani significa idee nuove, apertura mentale, assenza di schematismi preconcetti, entusiasmo e passione. Significa avere una sensibilità particolare su argomenti che oggi sono al centro del dibattito nel Paese: scuola, lavoro, occupazione, ambiente e cultura. E direi che da questo punto di vista siamo in una botte di ferro, anche e soprattutto a Lecco.

Come comitato promotore abbiamo seguito una linea guida ben precisa: no all’immobilismo. Abbiamo preso posizioni importanti: Castelnuovo ricordava la recente interrogazione parlamentare sulla vicenda del Cornizzolo, a me piace ricordare la nostra scelta di schierarci a favore dei 4 quesiti referendari primaverili; scelta non facile nata da lunghe discussioni, che ci ha procurato critiche, anche furibonde sui social forums, ma alla fine vincente. Abbiamo rischiato, dimostrando coraggio ma è l’unico modo che noi concepiamo per fare politica: il coraggio delle nostre idee. Non ci accontentiamo di rappresentare FLI vivendo della luce riflessa di quanto accade a Roma, vogliamo essere FLI.

In questo anno molti personaggi importanti hanno lasciato FLI: non a Lecco! Coloro che hanno iniziato questa avventura sono ancora tutti qui, segno che si è creato un gruppo forte, convinto, impermeabile alle critiche. E il merito di ciò va anche al timoniere, Enrico Castelnuovo.

Siamo solo all’inizio e la geografia non ci da certo una mano: Lecco è roccaforte leghista e anche l’influsso berlusconiano è fortissimo; ma abbiamo gettati semi che hanno resistito a venti e tempeste, mulinando per atterrare, infine, sul terreno dove hanno attecchito e nei prossimi mesi daranno certamente i frutti sperati.

 

Sono convinto che sia la politica locale che debba creare consenso e che il consenso lo si costruisca giorno per giorno attraverso la credibilità.

Se non si è credibili non c’è politica nazionale che tenga e nascono risultati elettorali contraddittori. Si ricordava il caso di Lecco Comune: il centrodestra doveva vincere a mani basse, si era addirittura candidato un senatore e invece si è consegnato il comune alla sinistra: forse il candidato non è stato percepito come credibile dagli elettori? Anche a Casatenovo abbiamo vissuto, ahimè, lo stesso problema nel 2009: nello stesso fine settimana Formigoni vinse la Regione e vinse a mani basse anche a Casatenovo; Nava vinse la Provincia e vinse anche a Casatenovo; alle Comunali il centrodestra si presentò per la prima volta unito ma prendemmo una scoppola dolorosissima nonostante il traino delle altre elezioni: forse non fummo credibili?

 

Dobbiamo essere noi, rappresentanti locali del movimento, a trovare gli argomenti giusti per crearci credibilità e gli argomenti li si identificano solo vivendo il territorio.

Agiamo in una zona che purtroppo è afflitta da tanti problemi ma i problemi sono opportunità se sapremo proporre le giuste soluzioni.

 

Così stiamo tentando di fare a Casatenovo con l’amico Viganò e gli altri del nostro circolo.

Abbiamo identificato i problemi e su quelli abbiamo agito proponendo, criticando, creandoci visibilità. Abbiamo fatto sentire la nostra voce con comunicati, interviste, gazebi e miei interventi in Consiglio Comunale, ad esempio, sul tema della sicurezza: il casatese, in quanto frontiera tra province non è facilmente controllabile ed è colpito ad ondate sempre più frequenti da fenomeni di criminalità quali furti in abitazione, rapine nei negozi. Abbiamo segnalato il problema e proposto maggiori controlli anche in collaborazione con le altre forze politiche di opposizione e alla fine il problema non è stato risolto ma è stato finalmente preso in considerazione.

Abbiamo attaccato per quanto riguarda l’ambiente: l’erosione del territorio a favore di nuove costruzioni è ormai un fenomeno definibile drammatico. Si costruisce ovunque, senza un criterio, lasciando spesso invendute le nuove abitazioni realizzate.

La verde Brianza lecchese sta diventando sempre più grigia.

Altri problemi affliggono la nostra provincia e dobbiamo essere bravi ad approcciarli. Uno per tutti,la viabilità: è possiblie che ci abbia messo più di un ‘ora per raggiungere Lecco da Casatenovo? E che l’unica soluzione trovata negli anni siano le inutili rotonde?

 

Tutto ciò ha procurato al gruppo casatese visibilità, credibilità e attestati di stima anche da forze politiche lontane dalla nostra.

E’ difficile, lo sappiamo bene; occorre sudare, spendere tempo e risorse, occorre faticare…ma io dico sempre: godiamoci la fatica perché attraverso di essa raggiungeremo i risultati attesi.

 

In questi mesi ci hanno attaccato in mille modi…ci hanno definito, taluni scribacchini, addirittura comunisti solo perché non berlusconiani…

Ma noi sappiamo bene chi siamo e cosa vogliamo che sia FLI: alternativi alla sinistra ( non vedrete Alberto Cantù da quella parte, la mia storia lo testimonia) ma anche alternativi alla destra volgare e ferma a vecchie logiche. Noi dobbiamo andare avanti e avere il coraggio di accettare le contaminazioni che arrivano dalla società moderna: le contaminazioni, se sane, fanno solo bene, migliorano, fanno crescere.

E allora riappropriamoci di argomenti che per troppo tempo sono stati appaltati alla sinistra, complice il silenzio di una certa destra.

Non temiamo di parlare di ambiente: difendere la nostra terra non è ne di destra ne di centro ne di sinistra; l’ambiente è di tutti.

Non temiamo di parlare di diritti civili per le minoranze, siano esse religiose, etniche o di costume: come può la destra di un Paese come l’Italia che è un Paese di migranti chiudersi a riccio su certe tematiche? Come può la destra italiana, ghettizzata per decenni, anche solo pensare di ghettizzare altri in quanto “altro”?

Non temiamo di parlare di equità sociale! E’ nel DNA della destra italiana la difesa dei ceti meno abbienti; la convinzione di parlare solo ai ceti più ricchi la lasciamo volentieri ad altri.

 

E se i soliti ricominceranno a parlare di noi Futuristi definendoci sinistrorsi, pazienza! Io sono di destra perché cresciuto ed educato a certi valori, mi sono formato su certi ideali che mi accompagnano in tutto ciò che faccio, non solo in politica…non ho bisogno di indossare la maschera del militante che dice e fa sempre le solite cose per sentirmi di destra, non ho bisogno di essere la macchietta che taluni vorrebbero che fossimo per essere di destra! Io ho, noi abbiamo un’identità forte e solo chi ha un’identità forte non teme il confronto con altre identità.

 

 

Capitolo alleanze: chiedo, e sono sicuro che così sarà, che ci venga data ampia libertà di scelta nelle varie consultazioni locali che andremo a sostenere.

Ovviamente, alleanze non contro natura…lo abbiamo detto, siamo alternativi alla sinistra. Naturalmente i nostri interlocutori privilegiati sono gli amici con cui si è dato vita al Terzo Polo che mi auguro si possa declinare concretamente anche nelle nostre realtà.

Ma apertura anche a quella parte del PDL meno soggetta al berlusconismo come lo abbiamo conosciuto e più aperta alla formazione di un centrodestra finalmente europeo e moderno, quella parte con cui un dialogo non solo è possibile ma anche auspicabile.

Apertura a Liste Civiche di ispirazione moderata perché nei piccoli centri spesso sono tali liste a spuntarla.

 

Devo parlare anche della Lega Nord e parlo a titolo ancora più personale: rimango aperto al dialogo con i leghisti ma solo se tornano ad essere i rappresentanti del federalismo, delle richieste sensate localiste. Condivido con esponenti della Lega il gruppo consiliare e problemi insormontabili non ne ho avuti: significa che il dialogo è possibile.

Ma devo anche dire che non posso accettare, passatemi la definizione, quella “regressione infantile” che ha colpito la Lega nelle ultime settimane, tornata ad agitare lo spauracchio della secessione, a vaneggiare di nuova moneta, a fare un’opposizione strumentale alla conquista dei voti degli scontenti dei sacrifici cui la situazione ci costringe, che critica in modo anche volgare chi ora deve far accettare scelte impopolari, accusandoli di essere incapaci: come se loro venissero da Marte e non avessero governato, e fallito, il Paese fino a un mese fa, digerendo l’indigeribile.

 

Concludo confermando il mio appoggio ad Enrico Castelnuovo affinchè possa portare avanti ciò che ha iniziato.

Non sarà impresa semplice, anzi, ci sarà da sgobbare….ma godiamoci la fatica!

 

 

Alberto Cantù

 
 
 

Parole..parole..parole

Post n°133 pubblicato il 09 Ottobre 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

In questi giorni si discute su tutti i giornali del desiderio del Premier Berlusconi di cambiare nome al suo Partito. Si sono scritti fiumi di parole sull’ennesima battuta mal riuscita del premier, l’ormai famigerato Forza Gnocca. Ovviamente una battuta…peccato abbia fatto il giro del mondo per l’ennesimo sputtanamento del nostro Paese. Un’occasione persa.

Ma lasciando perdere queste sciocchezze rimane il dato importante e non trascurabile che si vuole cambiare nome ad un partito. Lo si fa come si può cambiare nome ad un prodotto che non funziona, per renderlo più intrigante alla massa dei consumatori…per carità, mi occupo di marketing e la cosa non può scandalizzarmi. Ed il marketing in politica esiste da sempre, nessuna sorpresa e nessun fastidio.

Quello che mi chiedo è: perché? Quando si cambia il nome ad un partito?

Negli anni abbiamo assistito a numerosi cambi di ragione sociale. Capita quando si cambia la sostanza di un Partito, introducendo motivi di novità sostanziale in termini valoriali o elementi di discontinuità con il passato. Oppure quando un partito si trasforma per fusione o annessione . Infine se nasce un nuovo partito dal nulla o per fuoriuscita da un altro.

Ora se ne sta parlando all'interno del PDL: secondo Berlusconi sia l'acronimo sia il nome declinato per intero non hanno fatto breccia nel cuore degli italiani e allora bisogna portare un'ulteriore novità.

Sorvolando sulla bizzarria di considerare gli italiani attenti solo ad un nome e non ai contenuti, capaci di farsi convincere dall'immagine e distratti sulle cose concrete, a me non sembra che il PDL non abbia mietuto successi: ha vinto a mani basse le ultime elezioni politiche, conquistandosi una maggioranza mai vista prima nella storia repubblicana. E lo ha fatto proponendosi con un nome ben preciso.

Poi sono iniziati i problemi e l'erosione dei consensi palesatasi in modo clamoroso nell'ultima tornata elettorale amministrativa. Si vuole forse dire che gli italiani improvvisamente hanno deciso che quel nome è brutto? O forse ciò che si è giudicato deludente è l'azione di governo? La risposta mi sembra facile-facile.

Ci spieghino: sta nascendo un nuovo partito? Su cosa si differenzia rispetto all’attuale? Si è deciso di portare avanti la rivoluzione liberale da 17 anni sbandierata?  A giudicare dalla recente finanziaria non si direbbe. Si vogliono trovare nuove , innovative e vincenti ricette per lo sviluppo? Certo l’ennesimo osceno condono che autorevoli esponenti pidiellini paventano in queste ore non pare essere la risposta tanto attesa. Oppure ci sarà una nuova classe dirigente a dettarne la linea? Magari quell’ Alfano già ministro molto sensibile alle esigenze del capo?

O forse si sono resi conto che il PDL senza il cofondatore Fini è altro rispetto al progetto originario? Fosse così, nulla da obiettare ma lo dicano. Invece no, invece a sentir gli interessati il motivo è molto più banale e furbetto : si considera semplicemente brutto “Popolo della Libertà”, infastidisce che molti lo chiamino “la PDL” al femminile…Questione di “genere”, di musicalità delle parole, di capacità evocativa dei termini scelti.

E allora mi sembra tutto molto banalmente un’operazione di maquillage, come quella signora un po’ in la con gli anni che si ostina a truccarsi pesantemente nel tentativo di coprire le rughe non accorgendosi che a poco serve contro il trascorrere del tempo e che si rende ridicola.

I Partiti politici sono fatti di idee e soprattutto di uomini. Non cambiando loro, il resto sono solo parole.

 
 
 

Io esisto e sono Italiano

Post n°132 pubblicato il 02 Ottobre 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Se ne facciano una ragione. E se non lo capiscono, pazienza, si arrangino e restino trincerati dietro la nebbia mentale della loro regione immaginaria. Anche Fini è interventuto: "Padania non esiste, da Napolitano parole sagge". Non si può star zitti di fronte alle sciocchezze del ministro Calderoli sulle pagine della Padania. Che, all’indomani dell'intervento del presidente Napolitano, titola: «Io esisto e sono padano». Il Calderoli dalle gote rosso fuoco (o Lambrusco, fate voi) non contento, aggiunge corbellerie su corbellerie, farneticando sull’interpretazione della costituzione, che magari non avrà mai nemmeno letto di sfuggita.

Solo 24 ore prima il presidente della Repubblica aveva sottolineato con forza che in Italia non c'è spazio per la secessione, mentre è possibile un'evoluzione in senso federale, asserendo che la parola secessione al massimo si può strillare in un prato, con un chiaro riferimento ai raduni leghisti . "Se si guarda al mondo d'oggi appare grottesco semplicemente il proporsi di creare che cosa? – aveva rilevato  - Uno Stato Lombardo-Veneto? Che quindi calchi la scena mondiale competendo poi con la Cina, con l'India, con il Brasile, con gli Stati Uniti, con la Russia? Mi pare che il livello di grottesco sia tale che dovrebbe bastare questo richiamo a far capire" che non si può "cambiare il corso della storia".  E oggi a Napoli a chi gli chiedeva se lo sviluppo dell'Italia non sia imprescindibile anche dallo sviluppo del Sud ha risposto: «O questo Paese cresce insieme o non cresce». E Calderoli replica: «Napolitano è sempre molto saggio ma fa finta di dimenticare il diritto universalmente riconosciuto alla autodeterminazione dei popoli. Il presidente poi sa bene che la Lega da oltre 20 anni è garanzia di democrazia». Mentre Borghezio aggiunge che «Napolitano sembra collocarsi molto stranamente tra i nemici della libertà. Sappia che noi padani siamo pacifici ma che molti di noi sono pronti ad affrontare la prigione pur di difendere l'ideale di libertà della Padania».

Ma ci facciano il piacere, li spernacchierebbe Totò (ecco la nostra risposta ironica). Chi sono questi signori che vomitano assurdità secessioniste senza tregua? Da dove vengono? E soprattutto, quando se ne andranno? Noi, e tanti altri cittadini senza l’assillo di questa o quella appartenenza ideologica, abbiamo una sola certezza: assoluta, prorompente e che non muterà di una sola virgola. Per questo a quelle tonnellate di farneticazioni rispondiamo: «Io esisto e sono italiano». Al cento per cento, senza un millimetro di dubbio, senza marce indietro. L’Italia, la nostra Italia, quella di tutti, è una e indivisibile. Perché frutto di quel patriottismo unitario e costituzionale che nessun vetero secessionista potrà in alcun modo scalfire. Mai.

 
 
 

Nelle mani di Bombolo

Post n°131 pubblicato il 23 Agosto 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Dopo le desolanti e controproducenti "argomentazioni" in campagna elettorale ( già evidenziate in precedente post), ora è la volta del turpiloquio; e così ci tocca sentire che Brunetta è "un nano veneziano che non deve rompere i c….oni", Casini "uno stronzo", il discorso di Tremonti  "una rottura di c…oni", Montezemolo" una scoreggia dell'umanità", sempre Brunetta " è un cretino" e ancora "ai giornalisti bisogna dare quattro legnate"…. Il tutto condito da sonore pernacchie, da elegante ostentazione di diti medi e da signorili e un po' vintage gesti dell'ombrello ( che non vedevo fare dalle scuole medie...) ; insomma, tra una salamella e una polenta taragna ( e qualche grappa di troppo?) non ci hanno fatto mancare proprio nulla, attingendo a piene mani da tutto il repertorio.
Ma Bombolo e Jimmy il Fenomeno non c'entrano nulla: sono ragionamenti (??) politici di alcuni Ministri della Repubblica Italiana, quelli che dovrebbero accompagnarci fuori dalla crisi…
Al popolo, dicono, si parla così, in modo popolare…per farsi capire... Forse che non avremmo capito il concetto senza insulti o parolacce? Ma che idea di popolo hanno?
 
Er Monnezza ed il compianto Bombolo recitavano una parte e lo facevano per far ridere, mica per convincere gli elettori della bontà delle proprie scelte.
 
Ho riportato solo gli ultimi esempi….ma l'insulto in politica è un malcostume bipartisan…il Cavaliere ne ha collezionati una poco invidiabile serie: tra "psiconano", "mafioso" e " corruttore di anime" la sinistra ha ben poco da insegnare….
 
Lo scontro politico è per definizione duro e a volte è difficile rimanere lucidi, tanto che l'epiteto colorito può, in taluni frangenti, scappare: ma oggi sembra essere la regola, anzi è innegabile un non celato autocompiacimento in chi oggi si lancia in insulti per conquistarsi un facile applauso da una platea ipereccitata. Insulti che saranno forse popolani ( qualunque cosa voglia dire…) ma certamente rozzi e maleducati.
 
Dalla classe politica ci si attende ben altro.
Alberto Cantù

 
 
 

Stay hard

Post n°130 pubblicato il 15 Luglio 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

 

Nelle ultime settimane si è fatto e si sta facendo un gran parlare  di FLI, alla luce delle recenti defezioni eccellenti che hanno colpito il nostro Partito.
Ho avuto modo di leggere analisi davvero puntuali e lucide.
Effettivamente da troppo tempo sta emergendo l'immagine di un partito in difficoltà, un partito che fatica ad avere una sua stabilità interna, un partito non proprio granitico e decisamente litigioso.
 
La mia opinione è che tutto ciò sia tutto sommato normale per un partito completamente nuovo e che nulla ha da offrire alla sua classe dirigente se non sacrificio e lavoro sul territorio, prospettive e aspettative ma non poltrone e potere e tanto meno visibilità; un partito che si trova nella scomoda posizione di doversi contrapporre da destra ad un partito che si professa di destra ma con risorse economiche e mediatiche immensamente superiori alle nostre, che sono minime.
In questo panorama non è così strano che molti, superata l'euforia della partenza di un nuovo progetto, abbiano subito il fascino del potere perduto o si siano intimoriti di fronte alle difficoltà incontrate lungo il cammino, difficoltà che in taluni casi ci siamo create da soli.
Tutto normale ma non per questo meno preoccupante. Ma non mi preoccupa l'abbandono di questo o quel dirigente; no, a preoccuparmi è il pericolo contagio nei confronti dei tanti "invisibili" attivisti che in questo progetto continuano a credere, dei tanti che ci hanno messo la faccia e che potrebbero veder scemare il loro entusiasmo. Gli onorevoli si sostituiscono, la base no.
Da molte parti ho sentito inviti rivolti al Presidente Fini ad essere più presente nella vita del Partito: mi associo a questa speranza. Non perché abbia scarsa fiducia nella classe dirigente rimasta ( che reputo oltre che coraggiosa, anche preparata), ma perché è altresi innegabile che nessuno possiede il carisma, la capacità di coinvolgimento, l'arte di dare forza alle idee che possiede Gianfranco Fini.
Questo non vuol dire che FLI debba solo e soltanto riconoscersi nel proprio leader ( il partito cesarista lo lasciamo volentieri ad altri) ma semplicemente che in questa difficile fase è importante che il leader guidi con piglio sicuro la nave in questa lunga traversata e che lo faccia in prima persona, con il timone tra le mani, la faccia rivolta al mare ad affrontare e domare le onde.
Gli argomenti per vincere la nostra sfida non ci mancano, a partire dal riconoscimento, non palesato ma nei fatti, della bontà delle nostre critiche e delle nostre analisi che ora, per magia, sono diventate patrimonio condiviso ( lo stesso Berlusconi ha ammesso che forse il pdl ha qualche problema interno…).
Abbiamo dalla nostra le idee forti che ci caratterizzano: patriottismo repubblicano, Nazione, merito, legalità, etica, socialità, diritti civili,ecc.
Abbiamo solo bisogno di sentire al nostro fianco il leader: sono bastate poche parole all'inaugurazione della sede nazionale di FLI e già l'entusiasmo sui social network si è rinnovato. Non dimentichiamoci la nostra carta d'identità: a 43 anni io sono quasi un matusa tra gli iscritti.
I giovani vanno coltivati perché così come il loro entusiasmo si accende in un attimo, esso rischia di spegnersi altrettanto velocemente: impediamolo!
Serriamo le fila, teniamo duro, non è il momento di mollare ne mai lo sarà...e facciamo nostro l'invito del Boss:
"STAY HARD, STAY HUNGRY , STAY ALIVE!"

 

 
 
 

...e va bene così...

Post n°129 pubblicato il 30 Giugno 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Niente politica o problemi di amministrazione:oggi si parla di...Vasco e della sua improvvisa decisione di rinunciare ai concerti!

Perché ne voglio parlare? Semplicemente perché alla domanda "Ti piace Vasco?" rispondo sempre alla stessa maniera:" hey...io ci sono cresciuto a pane e Vasco!".

Già...perché io, come centinaia di migliaia di altri come me, il buon Vasco lo seguo dai tempi di "siamo solo noi"...ancora studente delle medie e da allora mi ha accompagnato nel corso dei miei (e suoi) ultimi 30 anni...

Ero un vero fanatico del più grande rocker italiano (non me ne voglia chi non la pensa così...e ammetta che ha spianato la strada ad intere generazioni successive di rockers italiani), con buona pace dei miei attoniti genitori... A quei tempi lui era il pericolo numero uno del perbenismo, lo scoppiato della porta accanto e quindi molto più pericoloso delle icone rock maledette d'oltre manica o oltre oceano così lontane, (Zocca, Appenino modenese mica Los Angeles, California….), era quello che nel santuario ingessato di Sanremo si presentò barcollante causa sbornia, quello che cantava strane storie di fegati spappolati e generazioni di sconvolti, quello che cantava la vita spericolata...

Certo, non uno stinco di santo..ma a Vasco noi perdonavamo ogni eccesso...

I più giovani forse non lo sanno ma Vasco sfioró anche Casatenovo: di fronte alle scuole medie era già stato montato il tendone dove si sarebbe dovuto tenere il suo concerto ( erano i tempi di Bollicine, ancora lontani gli stadi dei megacocerti) ed io mi ero già accaparrato i preziosi biglietti...poi saltò tutto per una laringite...ricordo la delusione! Insomma, per quelli della mia generazione Vasco è Vasco e non si discuteva allora e non lo si discute ora... Ricordo genitori, ma anche amici, che non capivano come mai quel pazzo sognatore che sembrava sempre prendere in giro l'interlocutore, ci affascinava tanto...ma c'era poco da capire... Vasco era per noi molto più di un cantante... era uno che cantava di emozioni forti e poi le viveva sulla sua pelle, che se ne fregava dei giudizi dei soloni da salotto...che andava al massimo per la sua strada anche a costo di sbandare e andare a sbattere! Il nostro amore trascendeva la musica… Certo, personaggio non immune da critiche ma tremendamente libero, vero e sincero! E' proprio la sua sincerità il suo segreto.

Con la maturità il mio rapporto con Vasco è inevitabilmente mutato: sempre presente nel mio giradischi, poi nel lettore CD ed infine negli aggeggi digitali ma senza più fanatismi: si cresce, maledizione... E d'altra parte anche lui è diverso: più ironico e autoironico e meno maledetto... ma ogni nuovo cd lo compro sempre,certo io sono più legato ai suoi primi lavori ma anche la produzione più recente ci ha regalato autentiche perle ( con buona pace di tale Morgan che se Vasco è morto a 27 anni, lui ancora deve nascere). Ma i concerti... beh quelli non si smette mai perché Vasco dal vivo è inspiegabile ai non fans...( solo Springsteen è ancora più inspiegabile). È una liturgia, un rito collettivo, è un immenso, grandioso e liberatorio karaoke perché con Vasco si canta, cantano tutti: i 50enni, i 40enni fino ai 18enni. E così 24 anni dopo la prima volta, la scorsa settimana ero ancora da lui, al fianco di gente che 24 anni fa non era ancora nata. Non è incredibile? E le sensazioni che ti lascia ti accompagnano per settimane.

E quando ha attaccato un pezzo reputato minore e poco suonato negli ultimi anni come  "Giocala" ...beh...mentre cantavo felice mi è subito balenata nella memoria l'immagine di me che la cantavo a squarciagola sulle strade delle vacanze con i miei genitori che santamente mi sopportavano...e quell'immagine mi è piaciuta un sacco! E quando ho dato la notizia a mia madre…accidenti, anche lei era dspiaciuta…alla fine anche lei aveva ceduto…e mi ha ricordato i miei quaderni e libri di scuola dove su quasi ogni pagina era scritto “ Vasco” e pezzi di canzoni…Per questo sapere che non potrò più rivederlo dal vivo, beh...mi ha colpito...e ancora a distanza di giorni dalla notizia, non mi sembra possibile: viene a mancare un rito, un rito tranquillizzante. Tocca accontentarci di nuove canzoni ( ma non è poco, anzi!) ed aspettare che prima o poi il ragazzaccio decida di concedersi ancora......ma è giusto così: Vasco deve essere sempre al massimo sennò non sarebbe lui ed evidentemente non si sente più in grado di reggere certi ritmi; ci vuole un fisico all’altezza che il buon Vasco non ha più per via dell'età e di una vita esagerata...Mi farebbe più male vederlo fermo e diverso da come ce lo vogliamo ricordare, per questo trovo la sua decisione molto coraggiosa e anche di grande rispetto per noi fans.

Mi rimane un solo rimorso: settimana scorsa avremmo voluto portare a San Siro anche la piccola Alice per il suo battesimo del rock ma alla fine abbiamo responsabilmente preferito lasciarla ai nonni...accidenti..ad averlo saputo prima ci stava un atto irresponsabile, un atto alla Vasco, e  non l'avremmo privata di un’esperienza favolosa! Ma chissà che un bel giorno il ragazzaccio non ci regali un altro evento e che anche Alice possa godere di una serata speciale.

Per ora e in attesa di nuove canzoni e di una sorpresa live, non mi resta che dire un banale ma sentito "grazie, Vasco!"

P.S.

E’ anche da queste cose che ci si accorge di invecchiare: in pochi giorni prima è venuto a mancare il grande Clarence Clemons, infliggendo un colpo (temo) mortale alla springsteeniana E Street Band e poi il ritiro dalle scene di Vasco…aiutooooo

 
 
 

Un SI amaro

Post n°128 pubblicato il 24 Giugno 2011 da ladestracasatese

Durante il Consiglio Comunale del 23/06/2011, l'Amministrazione ha sottoposto all'approvazione dell'Assemblea, le "Linee guida tracciate dalla commissione per il paesaggio del Comune di Casatenovo".

Di seguito il mio intervento:

Noi gruppo di minoranza abbiamo, tramite interpellanze, interventi e voti contrari alle proposte della maggioranza, criticato più volte, anche aspramente, scelte dell'amministrazione che andavano ad impattare pesantemente proprio sul paesaggio....e continueremo a farlo, a partire proprio da questa sera votando NO ai 4 Piani di Lottizzazione che la Giunta si appresta ad approvare più tardi. Abbiamo in tal modo dimostrato grande attenzione al problema ed è quindi con grande soddisfazione che valutiamo il documento sulle linee guida per la difesa del paesaggio: votiamo SI, ma è un SI amaro.

Amaro perchè ancora non abbiamo percepito quella che l'assessore Galbiati ha definito "svolta culturale" che starebbe alla base del documento; anzi, è proprio nei due anni di gestazione di questo pur ottimo documento che a nostro avviso l'Amministrazione ha mostrato scarso interesse all'impatto sul territorio di alcune scelte in materia di concessioni edilizie! Basta fare una passeggiata per il territorio comunale, soprattutto nelle frazioni, per rendersene conto...Si sono fatti degli evidenti passi falsi evitabili anche senza le "linee guida": sarebbe bastato un pizzico di buon senso!

Ci sembra che l'adozione ora di questo documento sia un po' come chiudere i recinti dopo che i buoi sono scappati senza possibilità di essere recuperati.

Ad ogni modo, ben venga questo documento, nella speranza che possa realmente servire ed essere di impulso per agire nel modo migliore in futuro, soprattutto in funzione del prossimo Piano di Governo del Territorio.

Quindi votiamo SI....ma peccato per le occasioni perse.

 
 
 

Per noi sono 4 SI

Post n°127 pubblicato il 09 Giugno 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

In occasione dei Referendum dei prossimi 12 e 13 Giugno 2011 , FLI Lecco invita tutti gli elettori a recarsi alle urne per esprimere democraticamente la propria opinione sui 4 quesiti oggetto di consultazione popolare.

 
Nello specifico, FLI Lecco suggerisce di votare:
 
- SI al quesito sull' Energia Nucleare ( scheda grigia), in modo da impedire la possibilità di costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano, anche alla luce della convinta marcia indietro effettuata da Paesi che già ospitano tali centrali, scelta dettata dagli indubbi rischi che l'opzione nuclearista comporta e dagli eccessivi costi legati alla produzione di energia nucleare;

- SI ai due quesiti per abrogare la privatizzazione dell'acqua e la possibilità di realizzare profitti da parte di privati ( schede rossa e gialla), perché convinti che un bene primario come l'acqua debba essere gestito nell'interesse pubblico e che tale interesse sia difficilmente perseguibile da grandi multinazionali private attente, per loro natura,  più al profitto che all'interesse pubblico;


- SI all'abrogazione del cosiddetto "Legittimo impedimento" a comparire in udienza per chi impegnato in attività di Governo ( scheda verde chiaro), perché governare non significa essere esentati dal rispetto del principio cardine della Giustizia, ovvero che la Legge è uguale per tutti !

 

Futuro e Libertà per l'Italia Lecco, Circolo di Casatenovo

 

 
 
 

Argomentazioni

Post n°126 pubblicato il 11 Maggio 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

"….le loro donne sono brutte, meglio le nostre….sono gente sporca e poco lavata…. quello è uno stronzo….quegli altri sono un cancro….lei è una metastasi….sono eversivi e brigatisti rossi….lui è un ladro amnistiato…"
 
Dialogo serale al pub , parlando di donne e calcio, tra amici un po' grossolani e brilli di fronte ad un paio di pinte di birra ormai vuote, magari stanchi dopo una giornata di duro lavoro?
 
Sbagliato: campagna elettorale Amministrative 2011, comizi e faccia a faccia, esponenti del Governo, argomentazioni "politiche" per una scelta consapevole.
 
Ogni commento pare superfluo

 
 
 

La parabola del Responsabile che amava il cabaret

Post n°125 pubblicato il 05 Maggio 2011 da ladestracasatese
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Dunque, finalmente i Responsabili entrano anche nel Governo. Responsabilmente.

Non mi scandalizzo, facciano quel che credono.

 

Permettetemi, però, un giochino riguardante una di queste personalità che si sacrificano in nome del buon governo : una breve cronistoria della sua parabola politica più recente fatta attraverso le sue dichiarazioni pubbliche, quindi non smentibili.  Giusto per sorridere un po'. Di chi si tratta? E' un gioco, chi legge non avrà difficoltà nell'identificarlo….

 

13 Febbraio 2011

Palco del Congresso Fondativo di FLI

 

“Vorrei farmi ascoltare senza emozionarmi, senza lacrime, senza le lacrime di coccodrillo di qualche ex collega. Fini è la dimostrazione che non tutti gli italiani sono comprabili. Chi si fa comprare non è libero: è una merce. Quando si viene pagati non si è più liberi. Io mi sento libero e coerente con la mia storia, col mio credo, e chi ha tradito forse dovrebbe considerare la propria storia. La storia di chi senza Fini avrebbe fatto il Ministro in qualche isola caraibica. Abbiamo il compito di risvegliare l’Italia da questo torpore. A Gianfranco Fini dico prenditi la responsabilità, fai come Mosè, portaci fuori dalle acque, portaci verso il futuro”.

 

17 Febbraio 2011

 

"Non vado, resto. Alcune voci mi danno come sotto osservazione da parte di ex colleghi ed ex colleghe del Pdl. Ringrazio entrambe le categorie per questa loro premura anche se confesso di sentirmi più lusingato dalle attenzioni delle colleghe. Al di là delle battute, il mio pensiero resta quello espresso dal palco del Congresso di Futuro e Libertà a Milano. Io continuo a credere in questo progetto politico….. A tutti gli amici di Futuro e Libertà: andiamo oltre alle sterili divisioni tra falchi e colombe e  pensiamo a un confronto sulle linee programmatiche che non sono, in fondo, poi così divergenti"

 

19 Febbraio…dello stesso anno…2 (due) giorni dopo...

 

Il Nostro lascia FLI e torna nel PDL-

Chiamato a giustificare le parole pronunciate dal palco milaese di FLI, costui affermò non senza un certo imbarazzo " Era cabaret. Si fanno cazzate, si dicono cazzate. Vai sul palco, ti lasci prendere dall' emozione "

 

5 Aprile 2011

 

L'Italia ha nove nuovi sottosegretari, tra cui il protagonista della nostra vicenda.

 

Auguri di buon lavoro al nuovo emozionato e cabarettista sottosegretario….

 

 
 
 

Tutto a posto

Post n°124 pubblicato il 05 Maggio 2011 da ladestracasatese
Foto di ladestracasatese

Prima, siccome qualcuno doveva sentirselo ancora duro e farlo capire pure al Comandante, ci si diverte votando la ridicola richiesta di avere una data certa per la fine del conflitto libico ( la guerra a tempo, come le partite di calcio…salvo recupero a discrezione dell'arbitro)…poi, per evitar altri mal di pancia e possibili ritorsioni, il suddetto Capitano nomina 9 nuovi sottosegretari, scelti, ma guarda un po', dal gruppo dei Responsabili, quelli che dicevano che avevano a cuore l'Italia disinteressatamente…

Tutto a posto

P.S. qualche escluso già si lamenta…sarà per il prossimo giro.. 

 
 
 
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IL MANIFESTO DI FUTURO E LIBERTà

Noi amiamo l’Italia, la nostra Patria e la vogliamo orgogliosa e consapevole, unita nelle sue differenze, civile e generosa, tollerante ed accogliente; una Nazione di cittadini liberi, che credono nell’etica della responsabilità.

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La nostra Italia.

 

Noi siamo sul promontorio estremo dei secoli! Perchè dovremmo guardarci alle spalle, se vogliamo sfondare le misteriose porte dell'Impossibile?