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RIVOGLIO LA MIA VECCHIA VISTA

Post n°1918 pubblicato il 08 Giugno 2014 da virginiagrey
 
Tag: AIUTO

VEDO LE MIE RUGHE... AHHHHHHH!

RIVOGLIO LA MIA CATARATTAAAAAA...

 
 
 

PSEUDOFACHIA

Post n°1917 pubblicato il 06 Giugno 2014 da virginiagrey

Che termine strano. Che vorrà dire?

Lo scopriremo a fine post...

Stamattina, ho avuto la triste conferma che ormai la sanità veneta non più all'eccellenza.

L'ospedale al quale mi sono rivolta per gli interventi agli occhi è un guazzabuglio di disorganizzazione.

I chirurghi svolgono ottimamente il loro operato, ma i poveri pazienti (ecco perché ci chiamano così) sono lasciati a se stessi, senza un briciolo di informazione.

Per carità, il personale è educato, ma essere infermieri richiede ben altre capacità ed abilità.

In genere, i miei post sono simpatici ed ironici, ma oggi non mi va di prenderla con leggerezza; sarà perché sono anch'io un'infermiera, e mi indigna vedere che tutt'ora dilaghino l'ignoranza e l'incapacità di rendersi conto di avere a che fare con persone e non con oggetti di nullo valore.

Tutt'ora c'è personale che passa e ripassa per i corridoi con la tipica cartina in una mano ed il cellulare appiccicato ad un orecchio. Ancora cosiddetti professionisti dell'assistenza parcheggiano un uomo corpulento in carrozzina, in mutande e con la sacca delle urine appoggiata sul grembo.

ECHECCAZZO! SAREBBE PESATO TROPPO SUL BUDGET DELL'OSPEDALE COPRIRE CON UN TELO LE GAMBE DI QUEL POVER'UOMO?

Non c'entra la crisi economica, è di mancanza di rispetto che si tratta. E' quel rispetto che, se fosse ancora presente, ci farebbe vergognare di essere in cima alla classifica come la nazione (con la n minuscola) più corrotta al mondo.

Torniamo alla parola del titolo.

La leggo per la prima volta sul referto che l'oculista mi ha rilasciato.

Chiedo lumi all'infermiera, la quale mi guarda con occhi bovini e mi dice di parlarne col medico.

Attimi fuggenti di puro panico, subito rientrato nel momento in cui ho letto che il decorso postoperatorio è regolare.

Cerco di condividere con la collega la mia scoperta, che da parte sua stavolta mi fissa con occhi ovini (e chiedo scusa ai bovini ed agli ovini), e ripete che ci sono casi e casi.

MA PORCO CANE! (e mi prostro umilmente davanti ai canidi ed ai suini) E' così grande l'orgoglio dell'uomo, che non vuole ammettere di non sapere?

E mo' andatevi a guardare dove volete voi cosa significa pseudofachia, se vi interessa.

Vs/ per così dire

 

                          Anticuoca

PS scusate la maleducazione

 

 

 

 
 
 

TUTTA UN'ALTRA COSA!!!

Post n°1916 pubblicato il 05 Giugno 2014 da virginiagrey
 
Tag: NOVITA'

SOTTOTITOLO: NON CI POSSO CREDERE!!!

Il momento è arrivato... ed è pure andato, lasciando dietro sé una bella novità: posso vedere, posso vivere!

Ora anch'io posso usare un template a sfondo nero e servirmi di caratteri di media/piccola grandezza.

Da qualche lustro, la miopia si mangiava la mia vita; cinque anni fa mi avevano riscontrata una cataratta congenita, della quale nessuno s'era prima accorto.

Portavo occhiali con fondi di bottiglia, che mi rimpicciolivano gli occhi, conferendomi un aspetto arcigno.

Nessuno voleva operarmi, perché l'intervento era rischioso. Ma alla fine, arrivata a non distinguere bene le immagini e ad usare lampade fortissime per poter lavorare, accusando fosfeni di una certa entità, ho trovato per caso un oculista che ha accettato con naturalezza di operarmi...

A marzo il primo intervento mi ha liberata di dieci diottrie, ma la vera sorpresa l'ho avuta stamattina, quando mi hanno rimosso la benda al sinistro: meglio ancora!

In questo momento, sto scrivendo senza occhiali. Vedo con nitidezza i caratteri sulla tastiera nera, atto del tutto impossibile fino a ieri.

La vita ora ha tutto un altro aspetto...

 

 

 

 

 
 
 

29 SETTEMBRE: SANTI ARCANGELI MICHELE, GABRIELE E RAFFAELE

Post n°1915 pubblicato il 29 Settembre 2013 da virginiagrey
 

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IL DITO NELLA PIAGA

Post n°1914 pubblicato il 25 Agosto 2013 da virginiagrey
 

Stamattina, il primo pensiero, appena aperti gli occhi, è stato:

"Cosa faccio da mangiare oggi?"

E' un tormentone, che può capire solo chi, come me, è un disastro in cucina .

Purtroppo, non ho la fortuna di condividere i miei insuccessi, perché stranamente mi ritrovo circondata da provette cuoche, che con le mani legate e gli occhi bendati riescono a creare veri e propri capolavori.

Io potrei avere anche un tutor incollato alle mie terga, che riuscirei a mandarlo in crisi.

La spesa diventa sempre più angosciante.

Si inizia con la lista. Il Povero Piero si arma di carta, penna e pazienza...

Decidiamo di stabilire il menù settimanale, in modo da acquistare i generi alimentari con intelligenza.

Ecco, io lì proprio l'intelligenza la perdo, mentre il Povero Piero perde la pazienza.

In qualche modo, dopo vari tentativi, liti e successive riconciliazioni, le liste sono pronte.

Sulla porta di casa, il Povero Piero mi urla: "E i tochi de carta i lassito a casa, ciò?"

Ma no, li ho qui in borsa, gli rimando... ben sapendo di averli lasciati chissà dove; forse in bagno, o sotto il divano, oppure in cucina. Ma che importa?

La mia memoria ha già tutto registrato.

Arrivo al supermercato.

Lì già scopro di aver dimenticato le borse... vabbè, questa sarà l'ultima volta

Mi impegno a passare con metodo tutte le corsie, in modo da non tralasciare nulla... gliela faccio vedere io al Povero Piero, tsè!

Ah, guarda... c'è un 'offerta che non  posso tralasciare; potrei domani preparare qualcosa di diverso da quello stabilito. In fondo, i programmi esistono per essere sovvertiti... insomma, un po' di fantasia!!!

Dopo due ore, il carrello è pieno di cose che erano nella liste, di cose che erano nella lista ma che ho dimenticato di prendere e di cose che non erano nella lista.

Arrivo alla cassa. Il conto non è alto, perché le mie origini liguri mi fanno controllare i prezzi al centesimo.

Meno male che mi danno sempre una mano, perché lì mi faccio sempre confusione.

L'idea iniziale è quella di porre correttamente gli alimenti, ma poi la fretta mi spinge a stipare alla rinfusa la spesa, e così può capitare che l'insalata finisca sotto le patate... ma le uova no, a quelle sto attenta: non è mai successo che le portassi a casa rotte. Infatti, le disintegro direttamente nel carrello!

Alla fine, la cassiera di turno, davanti al mio imbambolimento, è colta dalla sindrome della giovane marmotta: si fa portare un altro cartone di uova, mi riempie le borse e per poco non mi fa attraversare anche la strada... visto che appunto è una giovane marmotta.

IL RESTO A LA PROCHAINE

Vs/ più o meno affezionatissima

                                                             Anticuoca

 
 
 

LA SALITA AL PODBRDO

Post n°1913 pubblicato il 19 Febbraio 2013 da virginiagrey
 

Il Podbrdo è la collina (sic!) dove sono avvenute le prime apparizioni della Madonna, nel 1981.

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E' un monticello impervio, pieno di sassi rossastri. Molti pellegrini la percorrono a piedi nudi, come penitenza per sé o per altri, o per ringraziamento per un dono ricevuto.

Noi lo abbiamo percorso di sera, quindi non abbiamo visto molto, impegnati come eravamo a mettere i piedi al posto giusto. Si fa fatica a salire il Podbrdo, eppure ci si riesce sempre

Ai piedi della collina c'è la famosa croce blu, dove ora appare Maria a Mirjiana, il 2 di ogni mese.

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Inziamo la salita. I più giovani in un baleno arrivano ala cima. Chi resta indietro, si arrabbia, perché siamo un gruppo, e non si lascia indietro la gente, soprattutto se tra i primi c'è l'accompagnatore.

Mi viene da intonare un canto dietro l'altro. Canto bene, soprattutto sono canzoni che parlano di strada: meglio di così non potevaandare.

E infatti, ecco che anche noi tartarughe guadagniamo la cima.

La statua di Maria - una copia di quella che si trova di fronte alla Chiesa di San Giacomo -  è molto alta ed illuminata. Attorno alla statua ci sono fiori, rosari, bigliettini, che chiedono preghiere e grazie.

Data l'ora tarda e la stagione, siamo in pochi. Il nostro gruppetto si siede; io prendo il rosario e guido la preghiera. Mi viene abbastanza bene, anche se con qualche piccolo inciampo; ma l'effetto non manca. Il silenzio è profondo ed arriva in fondo all'anima.

In questo momento, comprendo quanto sia importante per ognuno di noi immergersi di tanto in tanto nel silenzio, spegnendo la televisione, allontanandoci per un poco dai problemi quotidiani, per ascoltare.

DA QUANTO TEMPO NON ASCOLTIAMO?

 

 
 
 

DAL BLOG DI ANTONIO SOCCI

Post n°1912 pubblicato il 15 Febbraio 2013 da virginiagrey
 

LO STRANIERO - IL BLOG DI ANTONIO SOCCI

ATTENTI A CHI FOMENTA LE DIVISIONI

 

Perché una corazzata come il “Corriere della sera” sta così amplificando il presunto smarrimento della Chiesa in seguito alle dimissioni del Papa?

Ieri l’apertura della prima pagina strillava: “Tutte le insidie di un interregno. Ansia e timori tra i cardinali ‘Ora va fermato il contagio’ ”.

Non si capisce a che tipo di contagio ci si riferisca. C’è forse un’epidemia di peste in Vaticano? O di gotta? O di lebbra?

O forse al “Corriere” temono che a cascata vi sia una sequela di dimissioni? Magari. Del resto le dimissioni del Pontefice azzerano automaticamente tutte le cariche. E’ forse questo il problema?

Spero che la scelta “interventista” del “Corriere” non sia una replica – in grande – dell’ “operazione Todi” con cui il quotidiano di via Solferino teleguidò dove voleva le organizzazioni cattoliche nell’autunno 2011.

Fu un successone per il giornale di De Bortoli. Ma una catastrofe per i cattolici.

Torniamo a ieri. Non so chi sia l’anonimo ecclesiastico che avrebbe dichiarato a Massimo Franco: “Queste dimissioni di Benedetto XVI sono un vulnus; una ferita istituzionale, giuridica di immagine. Sono un disastro”.

Franco sostiene che l’anonimo monsignore sarebbe “uno degli uomini più in vista della Curia”. Io ho i miei dubbi.

Comunque se davvero un monsignore importante di Curia attacca così il papa (e sui giornali, sotto anonimato, cioè tirando il sasso – al Pontefice a cui dovrebbe lealtà – e nascondendo la mano) si capisce perché Benedetto XVI ha dovuto soffrire tanto in questi anni.

E si capisce perché si è dimesso per aprire la strada a un papa forte, energico, che metta in riga tanti bei soggettini del genere. Che sono braccia rubate all’agricoltura e andrebbero mandati a faticare raccogliendo pomodori.

Anche perché non si vede come si possa definire “vulnus, ferita istituzionale e giuridica”, una possibilità come le dimissioni perfettamente prevista dal Codice di diritto canonico.

Si ha piuttosto l’impressione che i monsignori anonimi che attaccano il Papa siano quelli che temono di perdere peso. E che la buttano in caciara per salvare qualche cadrega.

Il “Corriere” titolava l’articolo di Franco con questa assurda formula: “La Chiesa teme la ‘ferita’ al ruolo del Pontefice”. Sposando così le fantasiose teorie di Scalfari su “Repubblica”.

Ma non c’è nessun uomo di Chiesa serio e ferrato nella dottrina che può affermare una tale baggianata.

Perché la sacralità, o meglio l’essere “Vicario di Cristo” e l’ “infallibilità” sono prerogative del ministero petrino, non della persona momentaneamente incaricata.

E il gesto di umiltà di Benedetto XVI – così raro in un mondo dove ci si sbrana per conquistare potere – ha proprio lo scopo di esaltare il ministero e mettere in secondo piano se stesso, ovvero la persona che si trova a portare questa responsabilità.

Per lo stesso motivo il grande don Bosco correggeva i suoi ragazzi che gridavano “Viva Pio IX” dicendo loro: “bisogna dire: Viva il Papa!”. E si badi bene che lui era un convinto ammiratore di Pio IX.

Il presunto ecclesiastico anonimo poi si mette anche a teorizzare il “virus” che sarebbe stato scatenato dal pontefice: “se passa l’idea dell’efficienza fisica come metro di giudizio per restare o andare via, rischiamo effetti devastanti. C’è solo da sperare che arrivi un nuovo Pontefice in grado di riprendere in mano la situazione, fissare dei confini netti, romani, impedendo una deriva”.

E’ la conferma che questo “prelato” anonimo è soprattutto preoccupato  della cadrega.

E’ evidente che non può capire uno come Joseph Ratzinger che mette l’amore di Dio e della Chiesa sopra a tutto e si fa liberamente da parte, rinunciando al pontificato per il bene della Chiesa.

Ma il ragionamento dell’anonimo fa acqua anche da un punto di vista pratico. Perché Ratzinger ha semplicemente usato una possibilità già riconosciuta dal Codice di diritto canonico, non impone niente a nessuno dei suoi successori. Tanto meno a chi non ha una perfetta efficienza fisica.

Così come la decisione di Giovanni Paolo II di restare papa anche durante la grave malattia (per testimoniare il valore della sofferenza) non è stata affatto vincolante per il successore. Entrambi hanno deciso con lo stesso cuore: l’amore per la Chiesa.

L’anonimo del “Corriere” che lancia un apocalittico allarme per il “precedente” creato dalle dimissioni, dovute alla stanchezza dell’età, sembra non sia a conoscenza di una regola stabilita da Paolo VI e, questa sì, “dagli effetti devastanti” (per usare il suo linguaggio), perché obbligatoria, non facoltativa: il limite di età.

Sia quello dei vescovi (75 anni) sia quello per i cardinali, che dopo gli 80 anni non possono più entrare in Conclave. E a prescindere dalla loro efficienza fisica (potrebbero anche essere in perfetta salute a 82 anni, ma non entrano). Questa è la regola già esistente.

Invece Benedetto XVI non stabilisce nessuna nuova regola e nessun vincolo per nessuno. Che senso ha dunque – da parte del “Corriere” – alimentare tanto allarmismo e su dichiarazioni così assurde?

Oltretutto il senso che a queste dimissioni è stato dato da “Corriere” e “Repubblica” è totalmente smentito perfino dai precedenti storici.

Tanto per fare un esempio: Pio XII.

Era il 1954. Il Pontefice era gravemente malato. La fidata assistente suor Pascalina Lehnert, nel suo libro di memorie, “Pio XII. Il privilegio di servirlo” (Rusconi), alla pagina 199, riferisce quello che accadde: “ ‘Mi dica la verità: crede veramente che potrò guarire e adempiere interamente la mia missione?’, chiese il Santo Padre al dottor Niehans. ‘Altrimenti – aggiunse, come inciso – mi ritiro senza esitazioni. Ho appunto terminato di completare il Sacro Collegio; i cardinali non si troveranno in imbarazzo nell’eleggere un nuovo papa, perché di questi tempi può essere papa solo qualcuno in grado di impegnarsi a fondo’ ”.

Sembra lo stesso identico ragionamento di Benedetto XVI. In quel caso Pio XII guarì e dunque non ebbe bisogno di dimettersi, ma – come si vede dalle sue parole – era decisissimo a farlo. E senza alcun dramma.

Anche Pacelli dunque “relativizzava” o “laicizzava” il papato, come scrivono oggi certi giornali? Al contrario, voleva proteggerlo.

Dunque niente allarmismo per il gesto del Papa. Casomai l’allarme va suonato per il fatto stesso che esistono ecclesiastici importanti in Curia che possono attaccare il papa sui giornali e sotto anonimato.

Questo sì che è un problema: la (mancata) fedeltà al Papa. E “il carrierismo”, come Benedetto XVI ha denunciato a più riprese.

Da questo punto di vista la lezione più bella e dirompente – quanto a libertà dal potere e dalle tentazioni mondane – il Pontefice l’ha data, a tutta la Chiesa, proprio con le sue dimissioni.

Come ha scritto don Julian Carron: “Con questo gesto, tanto imponente quanto imprevisto, il Papa ci testimonia una tale pienezza nel rapporto con Cristo da sorprenderci per una mossa di libertà senza precedenti… Il gesto del Papa è un richiamo potente a rinunciare a ogni sicurezza umana, confidando esclusivamente nella forza dello Spirito Santo”.

Don Carron lancia anche un’esortazione importante ai cattolici: “accogliamo anche noi con libertà e pieni di stupore questo estremo gesto di paternità, compiuto per amore dei suoi figli, affidando la sua persona alla Madonna affinché continui a esserci padre dando la vita per l’opera di un Altro, cioè per l’edificazione della Chiesa di Dio. Con tutti i fratelli, insieme a Benedetto XVI, domandiamo allo Spirito di Cristo di assistere la Chiesa nella scelta di un padre che possa guidarla in un momento storico così delicato e decisivo”.

Il monsignore anonimo (“uno degli uomini più in vista della Curia”) avrebbe fatto meglio a pregare così per il Papa e la Chiesa piuttosto che parlare – sotto anonimato – con i giornalisti per attaccare e screditare il Pontefice.

 

Antonio Socci

Da “Libero”, 14 febbraio 2013

vedi Facebook : “Antonio Socci pagina ufficiale”

 

 
 
 

L'AVVENTURA

Post n°1911 pubblicato il 09 Febbraio 2013 da virginiagrey
 

Per tutti i quattro giorni di permanenza, fece un caldo tremendo.

La sera dell'arrivo a Medgjugorje, vi fu l'Adorazione Eucaristica nel grande spazio all'aperto, che si trova dietro la Chiesa di San Giacomo.

Nonostante fossimo numerosissimi, la maggior parte italiani, non si sentiva una voce, se non quella cadenzata dei celebranti che si alternavano presso l'altare. Un grande schermo riportava l'immagine del Santissimo Sacramento.

C'era gente inginocchiata sul ghiaino, e non soltanto giovani.

In quel momento, riesci a non farti prendere dai pensieri che ti accompagnano come mosche appicciate al miele. Riesci a fissare il pensiero, e a volte il cuore, a Colui che ci ha fatto il regalo più grande: il dono del Suo Corpo e del Suo Sangue.

Ancora  non riesco a mettere bene a fuoco questo dono; mi sembra impossibile che del pane possa realmente trasformarsi nel Corpo di Cristo - la transustanziazione - non per mancanza di fede, ma perché questo mistero è troppo grande per essere da me compreso. E' quindi per fede che accetto questo dono.

La mattina seguente iniziammo di buon'ora a visitare il paese, in verità bruttino e non molto pulito.

Lì, dove fino a pochi anni fa non vi erano che la chiesa e i campi, ora sorgono alberghi e pensioni. Crescono in un attimo, nel giro di pochi mesi. A chi obietta che la gente si sia arricchita e che faccia mercato del miracolo delle apparizioni di Maria, si può benissimo rispondere che vi sono altri posti dove veramente si fa mercato. Qui si offre ospitalità, e la fede è presente. Non è ancora come la chiede la Madonna, ma davvero si respira un'aria diversa. E, credetemi, per la maggior parte non è suggestione.

L'importante è lo spirito con il quale si raggiunge la meta. Se si cerca il miracolo, il sensazionalismo, se si vuole vedere il sole che danza nel cielo o se si vuole vedere impresse nelle foto presunte immagini di angeli e dela Madonna, quello non è il posto giusto: amico, va' da un'altra parte.

A Medjugorje si va per trovare la fede, per iniziare un duro camino interiore, fatto di inciampo e di gioia, di dolore e di speranza, con la consapevolezza che il vero pellegrinaggio inizia quando ritorni a casa... e non è facile.


ALLA PROSSIMA

 

 
 
 

IL VIAGGIO

Post n°1910 pubblicato il 03 Febbraio 2013 da virginiagrey
 

Prima o poi ci sarei andata, mi dicevo, anche se mi chiedevo come avrei potuto far fronte ai problemi familiari.

Ma è successo:sono andata a Medjugorje.

E' capitato prima che andassi in congedo staordinario retribuito.

Quel giorno d'estate, mentre piagnucolavo all'idea di quanto mi sarebbe aspettato, sentivo forte la prostrazione: non solo il caldo mi faceva annaspare, ma anche il senso di inutilità della mia vita faceva la sua parte.

Ero consapevole che stare a casa per due anni non mi avrebbe giovato.

Quel giorno d'estate, mentre usurpavo la poltrona del Povero Piero, elencando tutte le sventure che mi sarebbero capitate nei successivi due anni - in fondo non vi sono poi andata così lontana - lo stoico e coraggioso marito trafficava al pc.

Sigh sigh sob sob... e lui pestava sui tasti

Sob sob sigh sigh... e lui zitto zitto.

Ad un tratto disse:

-Tu ci vai!

Sigh sob sob sigh... "Dove?"

- A Medjugorje. Non ci sono obiezioni.

Non ne avevo; anzi, in quel momento sentii svanire tutte le mie ansie.

Medjugorje...  Così lontana, per quattro giorni... come se la sarebbe cavata il Povero Piero con la mamma?

Per due mesi, mi preparai, ascoltando appena possibile Radio Maria, che, casualmente, continuava a parlare delle apparizioni della Madonna, soprattutto delle migliaia  di conversioni avvenute.

Arrivò il giorno della partenza.

Mi aspettavo il pullman GT, ed invece arrivò un Ducato senza finestrini.

Eravamo in nove, perché il resto dei pellegrini aveva dato forfait.

Mi sedetti davanti, accanto a quello che era allo stesso tempo organizzatore, autista e guida.  Volevo tornarmene indietro, ma sapevo che me ne sarei pentita.

Tutto sommato, il viaggio non fu affatto brutto, a parte la nausea che mi accompagnò da Treste fino a destinazione, ma quando riuscii a rilassarmi, cominciai anche ad aprire bocca - e quando la apro non la chiudo più - e ad ammirare il paesaggio.

Dalla Slovenia in poi, la strada è sempre dritta, ampia; intorno, ci sono rocce biancastre, la terra è rossastra, tanto è ricca di ferro.

Giungemmo a Medjugorje dopo 12 ore di viaggio, comprese le numerose soste.

In Bosnia, le strade sono brutte brutte, perché nessuno se ne cura.

Era buio, perché eravamo a fine settembre, ma faceva caldo.

Entrai nella mia camera singola e subito ne uscii: va bene che era un pellegrinaggio, ma dormire per tre notti in un loculo con un sovrapprezzo di 50 E mi sembrava troppo!

Ci guadagnai nel cambio. In compenso, la stanza dava sul cortile dove c'erano turbine che giravano e cani che abbaiavano... ma quella notte, dopo anni, dormii di gusto.

ALLA PROSSIMA

 

k

 
 
 

SONO E SARO' SEMPRE CONTROCORRENTE

Post n°1909 pubblicato il 30 Gennaio 2013 da virginiagrey
 

L'ANTICUOCA non è un titolo preso a caso; all'inizio rappresentava la mia incapacità di coniugare i più elementari ingredienti per creare  il più semplice dei piatti, ma successivamente, nel mio animo si agitavano l'idea e la necessità di esprimere il mio essere da sempre controcorrente.

Un tempo, essere controcorrente significava contestare il cosiddetto tran tran borghese e familiare. Oggigiorno, essere controcorrente significa credere in Dio e nei valori non negoziabili.

A causa del politicamente corretto, si toglie il crocifisso nelle scuole, con la scusa che il simbolo della rinascita possa offendere chi non sia legato alla religione cristiana. Ipocrisia: è in verità un attacco contro Dio.

Non è vero che l'uomo non crede: per sua natura deve credere in qualcosa o Qualcuno. Lo testimoniano le civiltà primitive.

L'uomo sa di essere incompleto, ma per la sua stupidità - leggi orgoglio - piuttosto che ammettere di avere bisogno di Dio, si crea una miriade di idoli e false religioni.

L'uomo moderno pretende di essere libero, e crede che tale libertà consista nello stordirsi con una vita 'piena' di impegni, progetti, affanni, accumuli, disordini... insomma, una vera e propria ubriacatura.

L'uomo, ora più che mai, è nell'inganno.

Mi chiedo come mai si voglia rinnegare la fede cristiana, definendola un ammasso di pratiche superstiziose, quando poi ci si affida ai maghi, agli oroscopi, ad altre filosofie, alla teoria della reincarnazione, agli amuleti e talismani.

Si ama  additare agli errori della Chiesa, condannandola per i crimini provocati dalle Crociate, e si gira la testa davanti agli efferati omicidi a spese dei cristiani asiatici ed africani ed alle disciminazioni nei luoghi di lavoro in Europa.(un'infermiera britannica è stata licenzita perché si era rifiutata di togliersi la crocetta che portava al collo)

Qui qualcosa non quadra.

Si manifesta per la tutela dei diritti degli aninmali e per preservare l'ecosistema, e non si tiene in considerazione il diritto alla vita del nascituro. Quel feto è una persona, non un semplice agglomerato di cellule disorganizzate!

Apriamo gli occhi, riprendiamo le nostre radici cristiane|

Lo so, ioper prima mi lamento dei cristiani; da loro non ho ricevuto molto. Ma stamattima, prima di recarmi al lavoro, ho letto sulla Bibbia: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere."

E mi chiedo quante volte nella mia vita io sia sta per gli altri cristiana.

Tempo fa mi sono recata  a Medgjugorje.

Ve ne parlerò. La mia vita non è cambiata... o forse sì...

 

 
 
 

E LI CHIAMANO CRISTIANI...

Post n°1908 pubblicato il 15 Dicembre 2012 da virginiagrey
 
Tag: FEDE

Se da una parte abbiamo cristiani martiri, felici di morire per Cristo, dall'altra pullulano i cristiani di facciata, quelli che fanno arrossire il vero cristianesimo.

Ho volutamente appena postato l'articolo di Socci, perché ancora credo che vi siano persone che davvero hanno fatto della Parola di Gesù la propria bandiEra, per la quale sono disposti a tuttO, anche al martirio.

Vorrei conoscerne una, magari non così santa e così martire. Mi basterebbe incontrare un buon cristiano, uno che, tra alti e bassi, tra un combattimento spirituale e una tentazione vinta, percorre in silenzio il suo cammino, con gioia.

Oggi, ennesima delusione da parte di un cristiano. So che non dovrei scrivere queste parole, perché già il Signore è stato messo in cantina dalla maggioranza, che non ha bisogno di ulteriore pubblicità negativa da parte mia.

Ma il fatto è che in questo momento, Signore, mi sento smarrita, incredula.

Come ben sapete, Piero ed io stiamo gestendo una situazione familiare non facile. Certo, c'è di peggio... ma vi garantisco che la nostra vita non è facile con una 'nonna' di oltre 90 anni.

E' difficile, soprattutto, da quando ho ripreso a lavorare. In pratica, se prima avevo poco tempo per me, ora non ne ho affatto. Esco dal lavoro e mi fiondo a casa, dove Piero, col cappotto addosso, mi sta aspettando per andare al lavoro.

Da mesi chiediamo alla Parrocchia un piccolo aiuto. Vi sono tanti volontari vogliosi di fare del bene, ma pochi disponibili realmente.

Finalmente, pare che vi sia una persona.

Oggi, viene a trovarci.

Come entra, si immobilizza al centro del soggiorno; a malapena degna di uno sguardo la nonna, seduta sul divano.

La invito invano a togliersi il cappotto, tantomeno accetta il caffè che le offro (che abbia saputo che sono un'anticuoca?)

Con fare sbrigativo, vuole sapere cosa deve fare. Finalmente, riesco a condurla in studio, per parlare meglio.

Ma è lei che parla. Nervosissima e scocciata, dice che è oberata di impegni familiari e di volontariato, che può concecerdi un'ora il mercoledì mattina, per poi contraddirsi, e ripete come un disco rotto queste parole, prendendosela con la persona che l'aveva contattata per questo servizio.

La guardo, e non so cosa dire, oltre alle poche, educate parole di circostanza.

Ci dice che dobbiamo pensarci su (noi??) e se ne va, anche stavolta senza degnare la nonna di uno sguardo.

Alla faccia della carità cristiana...

C'è modo e modo per rifiutare un aiuto richiesto...

Telefono alla persona che me l'aveva segnalata, e le  riferisco con delicatezza i particolari del colloquio.

Piero mi prende di mano il telefono e ci mette su il carico da quindici.

Morale: ora sono qui, a chiedermi cosa sia venuto a fare il Signore sulla Terra, a morire per noi... forse lo ha fatto per quelli che per tutto l'anno sono dimenticati, e che escono dalla naftalina per far gonfiare d'orgoglio il petto di chi fa beneficenza durante le festività.

So che esistono i veri cristiani, i silenziosi angeli che aiutano veramente chi ha bisogno. Ci sono bellissime persone che danno tempo, energie e vita per i fratelli.

Ma sinceramente, non ne ho vista nemmeno una.

E voi, le conoscete?

 

 

 
 
 

QUALCUNO VUOLE FARE QUALCOSA PER ASIA BIBI?

Post n°1907 pubblicato il 15 Dicembre 2012 da virginiagrey
 

Asia Bibi, una madre di cinque figli, è in carcere da tre anni ed è stata condannata a morte per impiccagione perché cristiana a 1700 anni esatti dall’Editto di Costantino.

La libertà di coscienza, cioè il riconoscimento pubblico della dignità umana, cominciò proprio quel giorno di febbraio del 313.

Il primo seme (ancora tanta strada c’era da fare) fu proprio quell’Editto di Milano, firmato da Costantino, a cui è dedicata la grande mostra che si è appena aperta a Palazzo Reale del capoluogo lombardo.

L’editto concedeva “anche ai cristiani, come a tutti, la libertà di seguire la religione preferita” e decretò quindi “che non si debba vietare a nessuno la libera facoltà di aderire, vuoi alla fede dei cristiani, vuoi a quella religione che ciascuno reputi più adatta a se stesso”.

Da lì, pian piano, sarebbero nate tutte le libertà (infatti con quella dichiarazione di fatto iniziava a nascere anche la laicità dello Stato, perché il potere non poteva più essere divinizzato).

Eppure oggi, a 1700 anni da quella storica svolta, i cristiani nel mondo continuano ad essere perseguitati e massacrati per la loro fede in Gesù Cristo. Anzi, lo sono oggi più ancora che nell’antica Roma.

Il caso simbolo è appunto quello di Asia Bibi, una madre di cinque figli. Dal giugno 2009 è rinchiusa in una cella senza finestre nel carcere di Sheikhupura in Pakistan. Ha subito atrocità e umiliazioni ed è stata condannata a morte per la sola “colpa” di essere cristiana.

In questo paese a stragrande maggioranza musulmana infatti il regime fondamentalista da anni ha varato la terrificante “legge sulla blasfemia” che è come un spada di Damocle sui cristiani, la cui vita, i cui figli, i cui beni sono così alla mercé di chiunque li denunci di aver offeso Maometto.

Ieri “Avvenire” ha pubblicato una lettera di Asia Bibi dove fra l’altro si legge: “Un giudice, l’onorevole Naveed Iqbal, un giorno è entrato nella mia cella e, dopo avermi condannata a un morte orribile, mi ha offerto la revoca della sentenza se mi fossi convertita all’islam”.

Questa mamma coraggio gli ha risposto: “preferisco morire da cristiana, che uscire dal carcere da musulmana. ‘Sono stata condannata perché cristiana – gli ho detto -. Credo in Dio e nel suo grande amore. Se lei mi ha condannata a morte perché amo Dio, sarò orgogliosa di sacrificare la mia vita per Lui’ ”.

Sono parole impressionanti, pronunciate da una povera donna inerme, alla mercé dei suoi aguzzini, con cinque figli piccoli che l’aspettano in una povera casa.

Parole che sembrano davvero tratte dagli “Atti dei martiri” dei primi secoli cristiani.

Là in Pakistan del resto perfino uno dei pochi cristiani importanti come Shahbaz Bhatti e un saggio governatore musulmano (di idee liberali) come Salman Taseer sono stati ferocemente assassinati per aver chiesto pubblicamente l’abolizione dell’assurda “legge sulla blasfemia” e la liberazione di Asia Bibi.

C’è qualcuno in Occidente, dove tutti strologhiamo, stando comodi al caldo (e ci piace pure fare i “martiri” per la minima controversia), che sa commuoversi per questo vero e drammatico atto di eroismo?

C’è un municipio che esporrà l’immagine di Asia Bibi o – trattandosi di una cristiana – non interessa a nessuno?

Noi cristiani, semplici fedeli, sacerdoti, religiosi, vescovi e alti prelati ci sentiamo davvero toccati da una testimonianza così?

E se fosse chiesto a noi di rischiare – non dico la vita, ma – qualcosa per la nostra fede, saremmo pronti a dire di sì o rinnegheremmo Gesù Cristo?

E i nostri giornali e i nostri intellettuali, sempre pronti a firmare appelli per tutte le cause “politically correct”, anche meritevoli come quelle di Salman Rushdie o di Sakineh, emetteranno almeno un vagito per Asia Bibi?

Dove sono tutti quei seguaci di Voltaire i quali amano ripetere quella frase (che Voltaire non ha mai pronunciato) secondo cui – pur non condividendo le idee dell’avversario – bisogna essere disposti a dare la vita per permettergli di professarle?

Non ne ho mai visti di eroi simili dalle nostre parti. Dove, del resto, non è chiesto così tanto, ma basterebbe una innocua presa di posizione.

Perché il Pakistan non è proprio un paesello sperduto, ma una potenza nucleare di 180 milioni di abitanti – il sesto più popoloso del mondo – con un peso geopolitico molto forte.

Per inciso, la potenza ad esso avversa è l’India e anche lì i cristiani non se la passano per niente bene: basti ricordare le atrocità commesse contro di loro da fondamentalisti indù in Orissa.

D’altra parte quello di Asia Bibi è solo uno dei tantissimi casi di cristiani perseguitati. La voce di Benedetto XVI è l’unica ad alzarsi in loro difesa (e in difesa di tutti i perseguitati). Ma sembra del tutto inascoltata. I cristiani sono tornati ad essere “la spazzatura del mondo”.

Il 5 novembre scorso Angela Merkel ha sottolineato che “il cristianesimo è la religione più perseguitata del mondo”. Ebbene, è stata subissata da critiche, anche da associazioni che si occupano di diritti umani. Perché non è “politically correct” affermare una cosa simile.

Eppure la benemerita associazione “Aiuto alla Chiesa che soffre”, nel suo “Rapporto sulla libertà religiosa nel mondo”, ha rilevato che tre casi di discriminazione su quattro (cioè il 75 per cento) riguardano i cristiani.

D’altra parte il Novecento è stato per i cristiani un’immane macelleria. Certo, è stato un secolo di genocidi per tanti altri gruppi umani – a cominciare dal caso più satanico, la Shoah – ma fortunatamente si tratta di orrori universalmente riconosciuti, denunciati e aborriti come tali da tutti noi.

Solo i cristiani pare non abbiano diritto a essere annoverati fra le vittime e i perseguitati. Loro e la Chiesa devono stare sempre e solo sul banco degli accusati o degli irrisi. E senza lamentarsi.

Eppure i cristiani nel Novecento sono stati massacrati a tutte le latitudini e sotto tutti i regimi. E i dati sono impressionanti e sconosciuti.

Quando, dieci anni fa, scrissi un libro su queste persecuzioni (“I nuovi perseguitati”, Piemme), cercai dei dati statistici ufficiali, di fonte neutra.

Dunque consultai la ricerca sociologica più autorevole, appena uscita presso Oxford University Press, ovvero la “World Christian Encyclopedia” di David B. Barrett, George T. Kurian e Todd M. Johnson.

Da cui appresi che, nei duemila anni di storia cristiana, si potevano quantificare in circa 70 milioni coloro che erano stati ammazzati, per via diretta o indiretta, a causa della loro fede in Gesù. Ma 45 milioni e mezzo erano martiri del XX secolo.

E tuttora ogni anno le vittime si contano in migliaia. Erano (e sono) dati sconvolgenti, però ignorati dai media.

A 1700 anni dall’Editto di Costantino che introdusse nel mondo la libertà di coscienza, una donna cristiana, condannata a morte solo per la sua fede, dal buio del suo carcere, scrive adesso parole che dovrebbero emozionare tutti.

Parole che sembrano arrivare dai primi secoli cristiani e che mostrano ancora oggi che il cristianesimo entrò nel mondo con un annuncio rivoluzionario: mentre le religioni pagane sacralizzavano il Potere, Gesù Cristo sacralizzava la dignità e la libertà di ogni singolo, piccolo essere umano.

“Gesù, nostro Signore e Salvatore” scrive Asia Bibi “ci ama come esseri liberi e credo che la libertà di coscienza sia uno dei tesori più preziosi che il nostro Creatore ci ha dato, un tesoro che dobbiamo proteggere”.

Ecco perché il caso di Asia Bibi riguarda chiunque abbia a cuore la propria libertà.

 

Antonio Socci

Da “Libero”, 9 dicembre 2012

 
 
 

Energia Elettrica...camminando

Post n°1906 pubblicato il 30 Novembre 2012 da amoon_rha_gaio
 

Sembra fantascienza è invece è  una cosa possibile e già realizzata anche se solo a livello di "prova".

Dall'Inghilterra (Pavegen Systems) e poi subito ripresa dai francesi (Viha Concept), arriva una tecnologia in grado di produrre energia elettrica "pulita" sfruttando il calpestio prodotto dai passanti. Il prototipo, che come dicevo è stato già sperimentato a Londra e pensate anche sul marciapiede davanti alla sede del Parlamento Europeo a Bruxelles, consiste in piastrelle capaci di trasformare l'energia meccanica indotta dal passaggio dei pedoni in energia elettrica.

Il prototipo più evoluto, quello messo in opera a Bruxelles, si completa anche di pannelli solari che contribuiscono a produrre l'energia elettrica per illuminare la zona.

Forse una goccia dentro al mare, ma il segreto per trovare nuove fonti di energia alternative al petrolio passa attraverso la diversificazione delle fonti stesse. Pensa se questo progetto venisse realizzato in una discoteca...chissà quanta energia riusciremmo a produrre?

Amoon

 
 
 

IN QUESTA GIORNATA UGGIOSA...

Post n°1905 pubblicato il 03 Novembre 2012 da virginiagrey
 

.. mentre il Povero Piero è alla partita, io spendo il mio giorno di riposo chiusa tra queste quattro mura, badando alla nonna ed alle cagne.

Basta. Ho finito.

SEMBRA UNA POESIA DI UNGARETTI... invece è pura prosa.

 

 

 

 
 
 

Il Salone del Gusto di Torino

Post n°1904 pubblicato il 25 Ottobre 2012 da amoon_rha_gaio
 

Oggi apre a Torino il Salone del Gusto che, insieme a Terra Madre, parlerà di cibo a tutto il pianeta. Il Salone apre all’insegna dei “cibi che cambiano il mondo” e punterà a diffondere l’idea di acquisti consapevoli da parte della gente: non è solo un discorso di cibi ottenuti in maniera bio, ma è anche il tentativo di indirizzare la gente verso prodotti a chilometro zero. Carlo Petrini, presidente di Slow Food e Karl Katz, presidente di Rainforest Alliance, saranno le star della kermesse.

Proprio Katz merita di essere citato perché è colui che ha cambiato le grandi multinazionali dell’alimentazione. “Dapprima non ci volevano parlare, dopo hanno capito le nostre idee e hanno cambiato politica comprendendo che si può fare comunque profitto rispettando la terra e la biodiversità”.

 

Già la terra. Leggevo che l’Italia è in fondo alla classifica tra le nazioni con la più bassa percentuale di terreno potenzialmente agricolo. Per anni la cementificazione senza ritegno ha di fatto sottratto terreno fertile su cui coltivare. La crisi economica di questi anni ci ha fatto capire, forse, che il problema sta nel fatto che vogliamo vivere troppo comodamente: vogliamo andare al grande supermercato e trovare tutto anche fuori stagione. Questo modo di vivere, contro natura concedetemelo, prima o poi doveva andare in tilt. Forse per porre fine alla crisi occorre ripartire dalla terra mettendola al centro esattamente come lo era 70 anni fa.

Amoon

 
 
 

VEDRAI MIRACOLI

Post n°1903 pubblicato il 16 Ottobre 2012 da virginiagrey
 

 

Ieri sera mi chiedevo cosa sarà della nostra vita, se continueranno a limitare la nostra libertà, ad impoverirci... ho sentito che Monti ha tagliato anche i fondi ai senzatetto.

Poi, per caso, sono incappata in questo video, tratto dal film di animazione "Il Principe d'Egitto".

Vi sono versioni migliori, come potrete trovare, ma ho scelto di inserire questa perché vi invito a leggere le parole.

Vi invito alla speranza.

Grazie.

 

Gabriella

 
 
 

SONO FUSA

Post n°1902 pubblicato il 15 Ottobre 2012 da virginiagrey
 
Tag: lavoro

Ciao. sto scrivendo dal tablet, stramazzata a letto, dopo due gg allucinanti, ai quali h fatto comunque onore. Ah, se trovatr errori, fate finta di niente.nE' gia' tanto che non mi scompaia la videata. Odore di cacca? no, di pipi'. Di cacca ne ho maneggiata tanta. Ma cio' che m ha colpita e' il metodo di lavoro lontano mille miglia dal vero nursing.Vabbe', e' lavoro, serve per portare a casa 'sti due soldi... una volta erano quattro, ma con Monti...Ciao

 

 
 
 

MAMMAMIACOMMESTO'

Post n°1901 pubblicato il 13 Ottobre 2012 da virginiagrey
 

Ieri ho fatto un salto all'Istituto. La prima cosa che mi ha colpita, letteralmente, è stato l'odore di cacca. Una cosa impressionante. Mi sono chiesta come mai i visitatori non si lamentino e l'Amministrazione non  installi aspiratori potenti.

Vabbè, da domani pomeriggio mi ci dovrò abituare.

Ciò a cui non mi abituo è a questa vita all'apparenza assurda: Così di tnto in tanto me la prendo con Adamo ed Eva: se non fosse stato per loro, non saremmo qui a penare e a far penare, perché, come dice il buon Manzoni, il torto e la ragione non stanno mai da una parte ecc ecc.

In questo momento, non è facile affidarmi al Buon DIo ed alla SUa Volontà, ma è normale: anche Gesù  nel Getsemani ha chiesto al Padre di allontanare da Sé il calice della sofferenza; ma, a differenza di noi, ha detto: "Sia fatta la Tua volontà, non la Mia."

Vabbè...

 

 

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E BRAVO IL NOSTRO GOVERNO!

Post n°1900 pubblicato il 11 Ottobre 2012 da virginiagrey
 
Tag: GOVERNO

Evvai! Ci abbassano l'IRPER e ci aumentano l'IVA di 'solo' un punto.

Ma la chicca è questa: a chi, come me, usufruisce della L. 104 (sono tre gg di permesso al mese per l'accudimento del familiare con invalidità al 100%) si vedrà già da questo mese dimezzata la retribuzione del 50% dei tre gg suddetti. E chi sta 'godendo' o 'godrà' del congedo straordinario retribuito, percepirà, quando passerà il decreto attuattivo, lo stipendio al 50%. Questo per i genitori; per i figli ed il coniuge resta invariato. Per quanto riguarda i fratelli, onestamente non lo so, mi è sfuggito. Tutto questo, per scoraggiare un dipendente ad usufruire di un sacrosanto diritto/dovere: la cura del debole. Che dobbiamo fare? Spendere soldi per una badante o sbattere il nonno in una casa di riposo, così facciano girare l'economia? In questo momento, a girare sono ben altre cose...

Fra pochi mesi, dovremo andare alla urne.  E chi votare, onestamente? Sono tutti o pagliacci, o visionari, o ladri, o spremiagrumi...

Qualcuno ha da aggiungere qualcosa?

 

 

S

 

 
 
 

UN BEL WEEK END, UN BRUTTO INIZIO DI SETTIMANA

Post n°1899 pubblicato il 09 Ottobre 2012 da virginiagrey
 

Come detto precedentemente, ho riallaciato i contatti con la Protezione Civile. Non importa descrivere i motivi per i quali mi ero allontanata, ormai non contano più. Sta di fatto che ora ci sto veramente bene.

Venerdì sera abbiamo iniziato l'annuale esercitazione, fortunatamente qui ad Abano; in questo modo, ho potuto essere sempre a casa la sera... magari avessi potuto dormire in tenda...!

Ciò che mi è piaciuto è stato, principalmente, che i dolori della fibromialgia si sono etnuti alla larga da me: un vero regalo; secondariamente, sono riuscita a non pensare a casa.

Ma, soprattutto, ho imparato un bel po'  di cose, e non solo pratiche. Non contano le teste, ma il cuore. Frase banale, buonista? Può darsi, ma per il momento, è quello che riesco ad esprimere, e a me va bene così.

Ho scritto nel titolo che l'inizio della settimana è stato brutto. Purtroppo, prima ancora di iniziare il lavoro, ho già problemi, che il sindacato fa fatica a risolvere. Beh, appena so qualcosa, ve ne parlerò.

A presto.

 

Virginiagrey

 

 

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