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Post n°5 pubblicato il 03 Agosto 2007 da programmatorealfa
Siamo nel 2003 quando la coraggiosa firefox Mitchell Baker prende il codice di Netscape, ed insieme a qualche persona in gamba (Blake, Dotzler), i 300 mila dollari di Mitch Kapor (Lotus 123) e i 2 milioni di dollari in 2 anni promessi da AOL fonda la Mozilla Foundation. Scopo dichiarato : fare un browser migliore di internet explorer. AOL ha appena chiuso il suo team di sviluppo della suite Netscape ed Internet Explorer è il vincitore incontrastato della guerra dei browser. Il piccolo gruppo lavora alacremente al codice, ma non dimentica il marketing : per il settembre del 2004 annuncia la pre-release della versione 1.0 del nuovo browser Firefox. L’obbiettivo iniziale dei bravi ragazzi è un milione di download nei primi 10 giorni, e per riuscirci mettono su la più geniale ed efficace iniziativa di marketing del web (spreadfirefox.com) e di giorni gliene basteranno 4. Il prodotto è acerbo ma è semplice, più sicuro di Internet Explorer, ha il blocco popup, la navigazione a tab, non è Microsoft, è nuovo e l'entusiasmo si diffonde. La fondazione spinge la macchina della propaganda al massimo, invita tutti a donare qualcosa, pubblicità, lavoro, soldi, viene organizzata una colletta per comprare una pagina del New York Times, in 10 giorni tirano su la bellezza di 250.000 dollari. La comunità cresce, programmatori, tester, semplici volenterosi, tutti volgiono dare una mano, firefox è anche un po' loro, i download sono milioni. A quel punto l’affare si ingrossa, gli stipendi dei ragazzi triplicano ( in ultima pagina ), IBM, Sun, RedHat ecc.. tutti sanno che la rete è tutto e finalmente hanno il loro browser multipiattaforma anti Microsoft, ma bisogna spingere, prima che il gigante si svegli. IBM consiglia ai suoi impiegati di usare FireFox ma è Google che si impegna di più : Pubblicizza FireFox nelle sue pagine, ne permette il download diretto, offre addirittura 1 Dollaro a chi lo fa scaricare ed usare, ma soprattutto riconosce a Mozilla dei soldi ogni volta che gli utenti usano il box di ricerca del browser. E a questo punto la storia prende una piega diversa per i bravi ragazzi dell’open source. Nel 2005 I soldi arrivano a fiumi e alla fondazione senza fini di lucro iniziale si affianca una bella corporation (equivalente ad una SPA), questa volta a fine di lucro e senza i fastidiosi obblighi di pubblicazione del bilancio, si spostano i dipendenti svuotando la fondazione ed arriva il controverso Joichi Ito a dare una mano http://www.nightpassage.org/2005/08/le-mani-sulla-rete_112459587844501033.html). A fine 2005 il gioco è fatto, c’è qualche mogugno : http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4276 http://www.attivista.com/2005/agosto/monopolio_open.html ma la nuova struttura bisogna farsela piacere per forza : è nata Mozilla.com Oggi Mozilla è una corporation, con fatturato nel 2005 di 53 Milioni di Dollari (1/4 di tutta RedHat del 2005) e una stima di 72 Milioni per il 2006 http://www.ossblog.it/post/1745/mozilla-ha-incassato-53-milioni-di-dollari-nel-2005/ Fa spot in TV http://mozlinks-it.blogspot.com/2007/01/e-finito-lincantesimo-per-firefox.html Ma continua a tenere aperta la pagina per le donazioni e la facciata angelica dei bravi ragazzi dell'open source. E’ di pochi giorni fa la notizia che i ragazzi vogliono smettere di perdere tempo con lo sviluppo di Thunderbird (il client di posta elettronica). C’è chi ha pensato che Google ne volesse la chiusura per favorire Gmail, e c’è chi ha sostenuto che semplicemente volessero dismettere un prodotto in perdita. I bravi ragazzi si sono prodigati a dire che i soldi non c’entrano niente e che Big G era all’oscuro di tutto (anche se ci sono 500 metri tra le due sedi), la comunità sembra daccordo ancora una volta. http://mozlinks-it.blogspot.com/2007/07/mitchell-baker-risponde-alle.html Chi sa se oltre a lavorare gratis per loro, qualcuno ancora gli dona qualche dollaro per la causa. Get Involved : http://www.mozilla.org/foundation/donate.html !! Qualche link : weblogs.mozillazine.org/mitchell/archives... http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4276 http://news.com.com/Mozilla+revenue+speculation+erupts/2100-1032_3-6048377.html http://news.zdnet.co.uk/software/0,1000000121,39171178,00.htm?r=3 http://news.zdnet.co.uk/internet/0,1000000097,39172163,00.htm?r=3 http://www.mozilla.org/images/nyt_ad_large_2004.png http://news.zdnet.co.uk/internet/0,1000000097,39167298,00.htm?r=3 E soprattutto : http://news.zdnet.co.uk/software/0,1000000121,39208866,00.htm Sarò ben lieto di corregge imprecisioni o errori, le fonti sono tutte citate.
Post n°4 pubblicato il 02 Agosto 2007 da programmatorealfa
Ho ricevuto dei commenti che sottolieano con sarcasmo il mio usare template gratuiti o il mio usare un hosting linux. A questo punto è bene chiarire : Io non mi accanisco affatto contro linux (che reputo un ottimo SO). E non mi vergogno affatto di usare prodotti in licenza common creative o open source, anzi. Sono gratuiti e spesso decenti, perchè non li dovrei usare ? Come cliente sono felicissimo che qualcuno abbia lavorato gratis e così bene per me. Mi conviene, come a tutti. Tutti, meno i programmatori. PS: a presto la vera storia di FireFox : un incredibile successo di marketing.
Post n°3 pubblicato il 02 Agosto 2007 da programmatorealfa
Avete presente i lemmings ? Quei simpatici animaletti che (si dice) si suicidino in massa come nel famoso gioco per Amiga ? Ecco, i programmatori che sostengono l’open source si comportano come quei piccoli roditori. Cominciano a correre dall’università o spinti dalla semplice passione, imparano a programmare, alcuni sono molto molto bravi. Cominciano a lavorare, inizialmente fanno lavori umili come le personalizzazioni di prodotti open ma i più bravi contribuiscono attivamente ai grossi progetti, sviluppando, facendo test, documentazione, traduzioni, spesso a titolo completamente gratuito. Pensano di diventare famosi, di farsi conoscere, i più ingenui di fare qualcosa di buono per il mondo o di sostenere la libertà. Verso i 30 si accorgono che l’unica libertà che sostengono è quella del datore di lavoro e del cliente che li può facilmente sostituire con altri, più giovani e pagati ancor meno. Verso i 33 puntualmente accade. Allora si accorgono che il mondo intorno a loro (banche, professionisti, negozi) non è affatto Open, il mondo guarda al portafoglio e se ne frega della libertà del cliente. Intanto vedono gli amici con lavori “closed” che si sono sistemati, che pensano alla famiglia e tornano a casa presto la sera. Scoprono che la caldaia a gas di casa non è affatto open e che il tecnico vuole 80 euro l’ora più diritto di chiamata, ha una bella macchina, una bella moglie e va in ferie tutto agosto. Allora cominciano a lamentarsi del mercato del lavoro che per primi hanno contribuito a rovinare, ma è solo un grido incomprensibile per i giovani che spingono dietro di loro e che pieni di illusioni si affacciano sul meraviglioso burrone dell’informatica open source. La FSF ed i movimenti simili promuovono la libertà del software, sarebbe invece il momento di parlare di libertà del programmatore. Una categoria che potrebbe vivere come e meglio di altre, ed invece regala la propria professionalità.
Post n°2 pubblicato il 01 Agosto 2007 da programmatorealfa
Ormai l'open Source è una vera e propria ideologia, coi i propri guru (Stalman) e suoi circoli sul territorio (LUG) i suoi esaltati e perfino i suoi rappresentanti politici presso le istituzioni. L'ideologia (come quasi tutte) parla di libertà, di uguaglianza, del rifiuto dei brevetti, e naturalmente favoleggia una società ideale che cresce con il libero contributo di tutti al bene comune (in questo caso un software, sigh). Come sempre accade, qualcuno a pensato bene di sfruttarla : produttori di hardware, venditori di servizi, installatori, aziende al fallimento. Poco importa se il "libero contributo" è sempre più fornito da sviluppatori pagati (poco) dalle multinazionali e sempre meno frutto di una comunità, se i costi del sistema chiavi in mano al cliente sono paragonabili, se i prodotti sono vecchi o in qualche caso scadenti. Tutti (meno i programmatori e le società leader di mercato) hanno da guadagnare, quindi tutti dentro l'Open Source !
Se esiste Joomla gratis, chi ma investirà nello scrivere un nuovo CMS ? Se esiste Open Office gratis, chi mai investirà in una nuova suite per l'ufficio ? In quest'ottica Open Office è stato addirittura un bene per Microsoft, che si è vista cancellare in un sol colpo tutti i concorrenti più economici da un prodotto largamente inferiore.
- E' molto più cool (figo) avere un pc bello come il Mac che pc "libero" con Linux. - Dell vende pc con Linux preinstallato, ma la differenza di prezzo è dell'ordine dei 50$ Dollari (ex 1420N ), il prezzo di un buon mouse. - Open Office non è paragonabile ad Office, ma la comodità si paga e molti continuano a volerla pagare. - Importanti applicazioni aziendali restano closed, e le alternative open non hanno una la struttura ed una la rete di professionisti adeguati. - Il software open è solo software, anche lato server non è un vantaggio competitivo per le aziende, è solo un risparmio spesso pagato in perdita di qualità o innovazione. - Linux viene usato come una commodity da TiVo, TomTom, Nokia e simili prodotti commerciali e blindati, che ben poco hanno di Open o free. - Microsoft comincia ad attrezzarsi per vendere Linux (con Novell a WallMart) - Oracle eroga supporto per linux, facendo vedere a tutti quanto fragile sia una azienda basta su sorgenti non suoi.
Non a tutti va bene, quelli che si sono legati ad un prodotto (Linux o altro), magari facendone una professione, capiscono che questo li metterà fuori gioco e li rilegherà a fenomeno marginale. Ovviamente la mia personale speranza è che la GPL3 abbia successo, e che l'insanabile frattura tra Open Source e software commerciale si realizzi quanto prima e quanto più profondamente possibile. In questo modo chi lavora non dovrà contrastare orde di geek che vogliono cambiare il mondo col software. E chi vuol cambiare il mondo col software potrà sempre dire che il suo è diverso : libero ed equo e solidale, incontaminato dalle multinazionali, casto e puro come il suo guru Richard Stallman
Negli anni l'attenzione si è spostata dai programmi al contenuto veicolato dai programmi stessi. I video, le foto, youTube, il blog, flickr, la seconda vita digitale sono tutti indipendenti dal computer e dai programmi usati. La rivoluzione (come quasi tutte) non c'è stata e non ha neppure più l'importanza di qualche anno fa.
Post n°1 pubblicato il 24 Luglio 2007 da programmatorealfa
Tag: CSOE Penso che il primo post sia il più difficile di tutti, ma da qualche parte dovrò pur iniziare e solitamente le presentazioni sono il modo migliore : Sono un programmatore professionista. Come molti altri ho conosciuto la programmazione attraverso il Basic del VIC20, il Pascal delle superiori e l'assembler dello Z80. Navigavo in Internet nel 93 ed ho usato il servizio Gopher perchè Google non esisteva ancora. Ho la fortuna di fare un lavoro che amo e che ritengo essere uno dei più belli al mondo. Visto che sono tra quelli che i programmi li scrivono e non uno dei tanti che ne parlano e basta (venditori, installatori, sistemisti, studenti, politici ecc..), ho aperto questo blog per contrastare uno dei fenomeni più strani e stupidi della storia : Il movimento Open Source. Affiancherò a questo strumento un sito-manifesto per raccogliere documenti e considerazioni meno volatili : http://digilander.libero.it/programmatorealfa/ Ringrazio fin d'ora libero.it per gli strumenti che mi mette a disposizione gratuitamente.
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