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"Intervista" al Dottor Massimo Montinari - continua

Post n°26 pubblicato il 20 Novembre 2006 da saramir3
 

. ·                    Chi è Massimo Montinari?

Sono un medico che ha osato fare quello che non avrebbe dovuto fare....”toccare” gli interessi di alcune multinazionali dei farmaci.

·                    Che cos'è l'Autismo per il Dottor Montinari?

Nell’Autismo, si ipotizza  che una lesione della barriera emato- encefalica su base autoimmunitaria determini  la permeabilità e l’accumulo di radicali liberi nelle strutture mitocondriali  degli Astrociti, inibendo così lo scambio degli ioni ossigeno tra il vaso sanguigno e la cellula nervosa.

La produzione di radicali liberi circolanti è strettamente correlata alla disbiosi intestinale, al malassorbimento, all’azione di batteri patogeni, virus e parassiti presenti nel lume intestinale, come la presenza della candida ricopre un ruolo fondamentale nella produzione di amine tossiche.

Pertanto tutti gli stati tossici hanno la conclamata possibilità di inibire l’attività mitocondriale delle cellule nervose con l’accumulo nelle stesse di radicali liberi che, in relazione al tipo di lesione presente, e ad aplotipi HLA individuati, determinano una inibizione delle funzioni  biochimiche degli Astrociti con la comparsa di  diversi quadri clinici  associati a forme di epilessie farmacoresistenti, a stereotipie, a crisi ipercinetiche, anche queste farmacoresistenti, ad alterazioni sensoriali.

E’ quindi il network citochinico neurono – glio- linfocitario a rivestire un ruolo chiave nella genesi e nella regolazione della risposta neuroimmune nell’autismo.

·                    Perchè prescrive la Dieta Senza Glutine e Caseina ai bambini Autistici?

La somministrazione di diete privative di glutine e latte nei pazienti affetti da Sindrome autistica (AS) , disturbi del comportamento, ed epilessia farmacoresistente,  da diversi anni è stata proposta da Reichelt e Shattock, impegnati nella ricerca degli oppioidi glutomorfina e casomorfina nelle urine di soggetti autistici. Dalle loro osservazioni è emersa la presenza degli oppioidi nelle urine dei pazienti affetti da AS, ma alcune osservazioni sperimentali hanno evidenziato la presenza di casomorfina e glutomorfina anche in soggetti non affetti da AS. Tali osservazioni hanno generato non pochi dubbi sulla attendibilità della validità della ricerca di oppioidi condotta da Reichelt e Shattock , tanto da spingere alcuni ricercatori a dubitare della validità dei test eseguiti e contrastare la prescrizione di diete privative di glutine e latte nei pazienti affetti da AS.

Con il nostro studio condotto su pazienti affetti da AS, disturbi del comportamento e epilessia farmacoresistente, abbiamo dimostrato come tutti i pazienti  portatori di tali quadri clinici, presentavano un aplotipo comune, e come i portatori dello stesso aplotipo, anche se non affetti da patologie del comportamento ed epilessie farmacoresistenti presentassero nelle proprie urine i peptidi oppioidi quali la glutomorfina e la casomorfina.

Tale osservazione dimostra che i peptidi oppioidi sono presenti nelle urine di soggetti con aplotipo comune e che, solamente nei casi sia presente un’alterazione dei meccanismi enzimatici, propri della glia, si determini il transito di tali oppioidi attraverso la membrana ematoencefalica con l’accumulo neuronale e conseguente insorgenza dei differenti quadri clinici.

Tali osservazioni confermano la validità delle ricerche di Reichelt e Shattock aprendo nuove frontiere  per l’applicazione dell’immunogenetica alle patologie del SNC e al trattamento della AS nonchè  dei disturbi del comportamento.

Gli antigeni d’istocompatibilità individuati sono presenti nei soggetti affetti dalla malattia celiaca, non per questo i pazienti affetti da AS, disturbi del comportamento ed epilessia farmacoresistente, sono celiaci, e questa precisazione è utile per dirimere ogni dubbio sulla correlazione tra celiachia e AS. Il paziente affetto da AS potrebbe essere anche celiaco, ma non esclusivamente, come lo stesso potrebbe essere intollerante al latte, ma non necessariamente. Pertanto celiachia e intolleranza al latte non sono rappresentate, se non occasionalmente, nello stesso soggetto, ma tutti i pazienti affetti da AS presentano invece gli stessi antigeni d’istocompatibilità.

Gli studi condotti da Pelliccia che associa varie forme di epilessia farmacoresistente con il latte, dimostrando un miglioramento del quadro clinico ed EEGrafico dei pazienti dopo la sospensione dell’alimentazione con latte e derivati, trova anche  conferma nella presenza dei medesimi antigeni d’istocompatibilità,

Negli ultimi venti anni si è osservato l’incremento esponenziale dei casi di Autismo nei Paesi maggiormente industrializzati, come in Giappone dove si registrano ufficialmente 16 casi ogni 10.000 nati, con una media in tali Paesi variabile tra i 15 ai 20 casi ogni 10.000, con un incremento esponenziale negli ultimi anni, come è riportato precedentemente nella nostra trattazione, dove è più elevato l’uso di vaccini e antibiotici, in quelle popolazioni , definite da Classen, “pulite”.

Non esistono, ad oggi, statistiche italiane attendibili per la differente definizione dei disturbi del comportamento tra cui rientra la AS, pertanto il problema è ancora sottostimato dalle Autorità sanitarie, ma  si presenta in rapido incremento.

Un indice attendibile può essere rapportabile alla osservazione dei minori affetti da disturbi del comportamento monitorizzati dalla scuola dell’obbligo, ancor più che dalle strutture sanitarie. La non univocità diagnostica crea ancora una vasta confusione tanto da non consentire appropriati ed urgenti interventi.

 

 

 

 

 

 

 
 
 
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