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Creato da campagnasiamonoi il 16/11/2009
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Dopo i due articoli scritti in precedenza sul malgoverno generale di questi anni sia a Campagna che nel sud in generale, preferisco affrontare ora una tematica molto particolare, ma che è strettamente correlata al malgoverno affrontato in precedenza: i tassi di mortalità regionali. Vi premetto che quello che troverete scritto nelle prossime righe non si basa su supposizioni ma è il frutto di un’attenta osservazione dei dati reali prodotti annualmente dall’istituto italiano di ricerca e statistica (ci tengo a sottolineare che sono dati reali!!!). Si tratta di dati che di solito non vengono pubblicati sui quotidiani a maggiore diffusione, ma al massimo se ne parla in qualche rivista specializzata. Sebbene si tratti di un argomento abbastanza crudo, queste elaborazioni permettono il monitoraggio dello stato di salute del Paese; infatti la mortalità, sebbene sia un indicatore parziale dello stato di salute, è infatti considerato a livello nazionale e internazionale uno dei principali indicatori per valutare l’efficacia di interventi volti al miglioramento della salute pubblica e più in generale dei sistemi sanitari.
Guardando i dati quasi non ci volevo credere. Di solito siamo convinti (anche io lo ero fino a dieci minuti orsono) che dalle nostre parti si vive bene, c’è poco stress, poco caos, poco smog, c’è una vita sostanzialmente tranquilla, un’ alimentazione sana e poi siamo la terra del sole e del mare per eccellenza.
Eppure venendo subito ai dati in Campania ci sono i tassi standard di mortalità più alti tra tutte le regioni italiane sia per i maschi che per le donne.
Infatti abbiamo un numero di decessi annuali pari a circa 48 mila persone che ci collocano al primo posto in Italia (non come numero assoluto).
L’elenco delle cause di mortalità nella nostra regione vede ai primi posti sia per gli uomini che per le donne i tumori (in modo particolare quello della trachea, dei bronchi e dei polmoni) e l’infarto del miocardio. Inoltre per le donne vi è un’alta incidenza del diabete mellito. C’è da dire che le cause su-elencate, nella forma non si discostano da quello che sono le cause principali di mortalità nel panorama nazionale, tuttavia in Campania si riscontrano dei tassi maggiori di incidenza, ossia numero di persone colpite su 10.000 abitanti.
Di solito siamo portati a credere che dalle nostre parti si vive bene e a lungo, invece guardando questi dati verrebbe da dire il contrario. Allora quali sono le cause ? In primis mi verrebbe da dire lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici nel territorio campano; è quindi necessario e urgente bonificare i siti inquinati e riavviare la lavorazione dei rifiuti solidi urbani e tutto il ciclo di trattamento degli stessi (e invece a Campagna l’argomento discarica lo conosciamo molto bene). Inoltre uno studio effettuato nel 2005 dalla regione mostra come in Campania ci sia un eccesso di fumatori rispetto alle altre zone d’Italia e soprattutto come vi sia un eccesso di soggetti sedentari, 40,3% contro il 23,3% a livello nazionale. Estremizzando, si potrebbe concludere che il fenomeno della disoccupazione causa non solo problemi socio economico esistenziali, ma incide anche fortemente sulla mortalità. Inoltre poi in vari studi viene fatto riferimento alle difficoltà incontrate dagli abitanti per accedere alle strutture sanitarie e alle pratiche di prevenzione ancora poco sviluppate. Utilizzando queste ultime informazioni e calandole nella realtà del nostro paese, mi vien da dire che forse non era il caso di chiudere l’unica struttura che facesse un minimo di prevenzione sul territorio campagnese (il cosiddetto poliambulatorio) e che permettesse un minimo di accesso all’assistenza sanitaria anche alle fasce con maggiori difficoltà motorie. Ma come al solito le scelte “politiche” esulano dalle necessità dei cittadini e la gente continua a morire.
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Nel primo pezzo scritto per CampagnaSiamoNoi c'è stato subito un attacco diretto e deciso alle cause dell'arretratezza in cui sta sprofondando Campagna, inquadrando il tutto in un contesto più generale che comprendeva il fenomeno dell'emigrazione verso nord di tanti compaesani. Nelle righe seguenti riprendo il discorso iniziale, inquadrandolo però in un contesto più regionale e meridionale.
Se vi ricordate, verso la fine degli anni novanta si parlava tanto del recupero di produttività e competitività da parte del sud ma nel decennio che si sta concludendo, guardando attentamente, si nota come quel recupero dell'economia meridionale di cui negli anni passati si era avuta una qualche evidenza, si è recentemente inesorabilmente fermato. Oggi infatti il prodotto interno lordo del Mezzogiorno è solo leggermente maggiore di quel che era all'inizio del decennio, una crescita inferiore alla media italiana, che non sta facendo altro che acuire le differenze tra nord e sud. In media al sud abbiamo un prodotto interno lordo pro capite inferiore del 60 % rispetto a quello del nord.
A cosa è attribuibile tale divario ?
In primis alla bassa occupazione, soprattutto tra le donne e i giovani e in secondo c'è da rimarcare l'incidenza del lavoro irregolare che è circa il doppio di quella del centro nord. Molte delle colpe sono poi da attribuire alle politiche di sviluppo regionale, provinciale e comunale che quasi sempre mancano gli obiettivi in quanto la spesa effettiva è normalmente inferiore a quella preventivata e gli aiuti a chi intende fare impresa sono spesso inefficaci o solo discorsivi. Ma il motivo principale è da imputare anche allo scarso cambiamento nel contesto socio-economico e istituzionale che più rilevano per lo sviluppo, come il concetto di legalità, l'istruzione, il concetto stesso di servizio pubblico. Non trascurerei poi anche il disegno delle politiche nazionali in quanto è molto palese che l'effetto di molte norme nazionali ha delle conseguenze molto differenziate su tutto il territorio italiano, quasi sempre con una minore efficacia nel Mezzogiorno. Si portano avanti da una vita alcune grandi questioni nazionali come il potenziamento delle infrastrutture ma è palese come tale obiettivo sia carente dal punto di vista della programmazione e della progettazione, senza poi tralasciare la presenza spesso di attività criminali. Da tutto ciò emerge un quadro dove il tessuto economico e produttivo meridionale non riesce ad agganciarsi alla ristrutturazione che nell'intero sistema nazionale è in atto da circa un decennio sulla spinta delle innovazioni tecnologiche, dell'integrazione dei mercati e della stessa unificazione monetaria. In tale contesto quindi le differenze con il nord sono destinate sempre più ad acuirsi e sta a noi giovani cercare di fare qualcosa affinchè non si perda ulteriormente il treno dello sviluppo.
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Siamo il sedicesimo paese della provincia di Salerno per numero di abitanti, il secondo per estensione territoriale, siamo ricchi di storia, eppure a occhio nudo è palese che mentre il mondo circostante corre in avanti, noi facciamo un piccolo passetto indietro quotidianamente. Basta guardare le statistiche dell'Istat aggiornate a Gennaio 2009 per avere subito un'idea di ciò che sta succedendo da vent'anni a questa parte; i nostri giovani sono costretti ad andare via prima per studio e poi per lavoro (e io ne sono un esempio) e Campagna sta diventando sempre più un paese "per vecchi". Su 16.063 residenti, abbiamo solo 3154 residenti sotto i 18 anni che rappresentano il 19 % della popolazione cittadina. Praticamente nel corso dell'ultimo ventennio c'è stata una vera e propria emorragia di giovani che invece di studiare e poi ritornare e prendere in mano la città, sono stati costretti per motivi lavorativi a trasferirsi altrove, quasi sempre al nord, e in molti casi a stabilirsi definitivamente in quei posti. Ciò cosa ha comportato ? Di sicuro questo flusso in uscita ha avuto delle conseguenze sul governo della città e sulla sua scena politica. Infatti Campagna ha perso quelle che dovevano essere le giovani menti in grado di trascinarla nel nuovo millennio mentre è stata costretta a subire nello stesso arco temporale l'ingerenza e il governo della sua scena politica da parte di poche persone che si sono alternate al governo della città, fatto salvo qualche giovane che però ormai per gli anni trascorsi in politica può essere considerato quasi un veterano. In questo arco temporale di 20/25 anni Campagna ha perso il treno dello sviluppo economico, commerciale e infrastrutturale, mentre i pochi governanti che si sono succeduti si sono limitati a perseguire il loro profitto (accontentando la popolazione ora con una piazza, ora con l'illuminazione di qualche zona periferica, ora con qualche posto di lavoro). Anche solo limitandoci a guardare i paesi confinanti, si è creato un gap di una decina di anni tra noi e loro sia dal punto di vista tecnologico, infrastrutturale e commerciale. Poche idee in un mondo che invece è diventato altamente competitivo, poca innovazione in un mondo che invece è globalizzato, poche persone con ampie vedute, pochi investimenti. Non è mia intenzione prendere posizioni politiche, tuttavia a supporto di quello che ho scritto nelle soprastanti righe vi porto quest'analisi dell'attuale consiglio comunale cittadino:
età media 45,5 - numero di laureati 11 pari al 39 % - numero di consiglieri sotto i 30 anni 3 di cui 1 laureata.
E per limiti di tempo evito di effettuare un'analisi degli attuali consiglieri che abbiano già in precedenza rivestito una qualche carica cittadina, tuttavia andando a ritroso con la memoria sono sicuro che si tratti di un numero consistente.
Pensate che con una media di 2 laureati su 5 consiglieri e con un' età presumibile tra i 45 e i 50 anni riusciremo a colmare questo gap e a riportare Campagna ai fasti di un tempo ? Io lo dubito fortemente e a partire da oggi mi impegnerò inizialmente mediante il blog a lottare affinchè Campagna possa ritornare in mano ai giovani, possibilmente laureati e con esperienze di vita fuori, che sono sicuro sapranno tirare fuori il nostro paese dall'oblio in cui sta precipitando e lo farò raccontandovi, per quanto possibile, quella che è la vita fuori da nostro paese evidenziandovene differenze.
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Inviato da: Mario Onesti
il 21/11/2009 alle 19:27
Inviato da: Anonimo
il 19/11/2009 alle 17:14