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        <title>CampagnaSiamoNoi</title>
        <description>Campagna</description>
        <link>http://blog.libero.it/CampagnaSiamoNoi/</link>
        <lastBuildDate>Tue, 24 Nov 2009 09:14:27 +0100</lastBuildDate>
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        <category>Di Tutto un pó</category>
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            <title>Campania: la regione del sole, del mare e della morte.</title>
            <link>http://blog.libero.it/CampagnaSiamoNoi/8034412.html</link>
            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot; style=&quot;margin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Dopo i due articoli scritti in precedenza sul malgoverno generale di questi anni sia a Campagna che nel sud in generale, preferisco affrontare ora una tematica molto particolare, ma che &amp;egrave; strettamente correlata al malgoverno affrontato in precedenza: &lt;span style=&quot;text-decoration: underline;&quot;&gt;i tassi di mortalit&amp;agrave; regionali&lt;/span&gt;. Vi premetto che quello che troverete scritto nelle prossime righe non si basa su supposizioni ma &amp;egrave; il frutto di un&amp;rsquo;attenta osservazione dei dati reali prodotti annualmente dall&amp;rsquo;istituto italiano di ricerca e statistica (ci tengo a sottolineare che sono dati reali!!!). Si tratta di dati che di solito non vengono pubblicati sui quotidiani a maggiore diffusione, ma al massimo se ne parla in qualche rivista specializzata. Sebbene si tratti di un argomento abbastanza crudo, queste elaborazioni permettono il monitoraggio dello stato di salute del Paese; infatti la mortalit&amp;agrave;, sebbene sia un indicatore parziale dello stato di salute, &amp;egrave; infatti considerato a livello nazionale e internazionale uno dei principali indicatori per valutare l&amp;rsquo;efficacia di interventi volti al miglioramento della salute pubblica e pi&amp;ugrave; in generale dei sistemi sanitari.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormalmargin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Guardando i dati quasi non ci volevo credere. Di solito siamo convinti (anche io lo ero fino a dieci minuti orsono) che dalle nostre parti si vive bene, c&amp;rsquo;&amp;egrave; poco stress, poco caos, poco smog, c&amp;rsquo;&amp;egrave; una vita sostanzialmente tranquilla, un&amp;rsquo; alimentazione sana e poi siamo la terra del sole e del mare per eccellenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormalmargin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Eppure venendo subito ai dati in Campania ci sono i tassi standard di mortalit&amp;agrave; pi&amp;ugrave; alti tra tutte le regioni italiane sia per i maschi che per le donne.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormalmargin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Infatti abbiamo un numero di decessi annuali pari a circa 48 mila persone che ci collocano al primo posto in Italia (non come numero assoluto).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormalmargin: 0cm 0cm 10pt;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;L&amp;rsquo;elenco delle cause di mortalit&amp;agrave; nella nostra regione vede ai primi posti sia per gli uomini che per le donne i tumori (in modo particolare quello della trachea, dei bronchi e dei polmoni) e l&amp;rsquo;infarto del miocardio. Inoltre per le donne vi &amp;egrave; un&amp;rsquo;alta incidenza del diabete mellito.&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; da dire che le cause su-elencate, nella forma non si discostano da quello che sono le cause principali di mortalit&amp;agrave; nel panorama nazionale, tuttavia in Campania si riscontrano dei tassi maggiori di incidenza, ossia&lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;numero di persone colpite su 10.000 abitanti. &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class=&quot;MsoNormalmargin: 0cm 0cm 10pt; text-align: justify;&quot;&gt;&lt;span style=&quot;font-family: &quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske01&quot;&gt;Di solito siamo portati a credere che dalle nostre parti si vive bene e a lungo, invece guardando questi dati verrebbe da dire il contrario. Allora quali sono le cause ? In primis mi verrebbe da dire lo smaltimento illegale dei rifiuti tossici nel territorio campano; &amp;egrave; quindi necessario e urgente bonificare i siti inquinati e riavviare la lavorazione dei rifiuti solidi urbani e tutto il ciclo di trattamento degli stessi (&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;e invece a Campagna l&amp;rsquo;argomento discarica lo conosciamo molto bene&lt;/em&gt;). &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Inoltre uno studio effettuato nel 2005 dalla regione mostra come in Campania ci sia un eccesso di fumatori rispetto alle altre zone d&amp;rsquo;Italia e soprattutto come vi sia un eccesso di soggetti sedentari, 40,3% contro il 23,3% a livello nazionale. Estremizzando, si potrebbe concludere che &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;il fenomeno della disoccupazione causa non solo problemi socio economico esistenziali, ma incide anche fortemente sulla mortalit&amp;agrave;. &lt;span style=&quot;mso-spacerun: yes;&quot;&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Inoltre poi in vari studi viene fatto riferimento alle difficolt&amp;agrave; incontrate dagli abitanti per accedere alle strutture sanitarie e alle pratiche di prevenzione ancora poco sviluppate. Utilizzando queste ultime informazioni e calandole nella realt&amp;agrave; del nostro paese, mi vien da dire che forse non era il caso di chiudere l&amp;rsquo;unica struttura che facesse un minimo di prevenzione sul territorio campagnese (&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;il cosiddetto poliambulatorio&lt;/em&gt;) e che permettesse un minimo di accesso all&amp;rsquo;assistenza sanitaria anche alle fasce con maggiori difficolt&amp;agrave; motorie. Ma come al solito le scelte &amp;ldquo;&lt;em style=&quot;mso-bidi-font-style: normal;&quot;&gt;politiche&lt;/em&gt;&amp;rdquo; esulano dalle necessit&amp;agrave; dei cittadini e la gente continua a morire.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 23 Nov 2009 19:28:32 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/CampagnaSiamoNoi/8034412.html</guid>
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            <title>Nord e sud: un gap che aumenta</title>
            <link>http://blog.libero.it/CampagnaSiamoNoi/8024020.html</link>
            <description>&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Nel primo pezzo scritto per CampagnaSiamoNoi c'&amp;egrave; stato subito un attacco diretto e deciso alle cause dell'arretratezza in cui sta sprofondando Campagna, inquadrando il tutto in un contesto pi&amp;ugrave; generale che comprendeva il fenomeno dell'emigrazione verso nord di tanti compaesani. Nelle righe seguenti riprendo il discorso iniziale, inquadrandolo per&amp;ograve; in un contesto pi&amp;ugrave; regionale e meridionale.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;Se vi ricordate, verso la fine degli anni novanta si parlava tanto del recupero di produttivit&amp;agrave; e competitivit&amp;agrave; da parte del sud ma nel decennio che si sta concludendo, guardando attentamente, si nota come quel recupero dell'economia meridionale di cui negli anni passati si era avuta una qualche evidenza, si &amp;egrave; recentemente inesorabilmente fermato. Oggi infatti il prodotto interno lordo del Mezzogiorno &amp;egrave; solo leggermente maggiore di quel che era all'inizio del decennio, una crescita inferiore alla media italiana, che non sta facendo altro che acuire le differenze tra nord e sud. In media al sud abbiamo un prodotto interno lordo pro capite inferiore del 60 % rispetto a quello del nord.&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;A cosa &amp;egrave; attribuibile tale divario ?&lt;/p&gt;&lt;p style=&quot;text-align: justify;&quot;&gt;In primis alla bassa occupazione, soprattutto tra le donne e i giovani e in secondo c'&amp;egrave; da rimarcare l'incidenza del lavoro irregolare che &amp;egrave; circa il doppio di quella del centro nord. Molte delle colpe&amp;nbsp; sono poi da attribuire alle politiche di sviluppo regionale, provinciale e comunale che quasi sempre mancano gli obiettivi in quanto la spesa effettiva &amp;egrave; normalmente inferiore a quella preventivata e gli aiuti a chi intende fare impresa sono spesso inefficaci o solo discorsivi. Ma il motivo principale &amp;egrave; da imputare anche allo scarso cambiamento nel contesto socio-economico e istituzionale che pi&amp;ugrave; rilevano per lo sviluppo, come il concetto di legalit&amp;agrave;, l'istruzione, il concetto stesso di servizio pubblico. Non trascurerei poi anche il disegno delle politiche nazionali in quanto &amp;egrave; molto palese che l'effetto di molte norme nazionali ha delle conseguenze molto differenziate su tutto il territorio italiano, quasi sempre con una minore efficacia nel Mezzogiorno. Si portano avanti da una vita alcune grandi questioni nazionali come il potenziamento delle infrastrutture ma &amp;egrave; palese come tale obiettivo sia carente dal punto di vista della programmazione e della progettazione, senza poi tralasciare la presenza spesso di attivit&amp;agrave; criminali. Da tutto ci&amp;ograve; emerge un quadro dove il tessuto economico e produttivo meridionale non riesce ad agganciarsi alla ristrutturazione che nell'intero sistema nazionale&amp;nbsp;&amp;egrave; in atto da circa un decennio sulla spinta delle innovazioni tecnologiche, dell'integrazione dei mercati e della stessa unificazione monetaria. In tale contesto quindi le differenze con il nord sono destinate sempre pi&amp;ugrave; ad&amp;nbsp; acuirsi e sta a noi giovani cercare di fare qualcosa affinch&amp;egrave; non si perda ulteriormente il treno dello sviluppo.&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sat, 21 Nov 2009 14:59:31 +0100</pubDate>
            <guid>http://blog.libero.it/CampagnaSiamoNoi/8024020.html</guid>
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            <title>CampagnaSiamoNoi</title>
            <link>http://blog.libero.it/CampagnaSiamoNoi/7999458.html</link>
            <description>&lt;p&gt;Siamo il&amp;nbsp;sedicesimo paese della provincia di Salerno per numero di abitanti, il secondo per estensione territoriale,&amp;nbsp;siamo ricchi di storia, eppure a occhio nudo &amp;egrave; palese che&amp;nbsp;mentre il mondo circostante&amp;nbsp;corre in avanti, noi&amp;nbsp;facciamo un piccolo passetto indietro quotidianamente. Basta guardare le statistiche dell'Istat aggiornate a Gennaio&amp;nbsp;2009&amp;nbsp;per avere subito un'idea di ci&amp;ograve; che sta succedendo da vent'anni a questa parte; i nostri giovani sono costretti ad andare&amp;nbsp;via prima per studio e&amp;nbsp;poi per lavoro (e io ne sono un esempio) e Campagna sta diventando sempre pi&amp;ugrave; un paese &quot;per vecchi&quot;. Su 16.063 residenti, abbiamo solo 3154 residenti sotto i 18 anni che rappresentano il 19 % della popolazione cittadina.&amp;nbsp;Praticamente nel corso dell'ultimo ventennio&amp;nbsp; c'&amp;egrave; stata&amp;nbsp;una vera e propria emorragia di giovani che invece di studiare e poi ritornare e prendere in mano la citt&amp;agrave;, sono stati costretti per motivi lavorativi a trasferirsi altrove, quasi sempre al nord, e in molti casi a stabilirsi definitivamente in quei posti. Ci&amp;ograve; cosa ha comportato ?&amp;nbsp;Di sicuro questo flusso in uscita&amp;nbsp;ha avuto delle conseguenze&amp;nbsp;sul governo della citt&amp;agrave; e sulla sua scena politica. Infatti Campagna ha perso quelle che dovevano essere le&amp;nbsp;giovani menti in grado di trascinarla nel nuovo millennio mentre &amp;egrave; stata costretta a subire nello stesso arco temporale l'ingerenza e il governo della sua scena politica da parte di poche persone che si sono alternate al governo della citt&amp;agrave;, fatto salvo qualche giovane&amp;nbsp;che per&amp;ograve; ormai per gli anni trascorsi in politica pu&amp;ograve; essere considerato quasi un veterano.&amp;nbsp; In questo arco temporale di 20/25 anni Campagna ha perso il treno dello sviluppo economico, commerciale e infrastrutturale, mentre i pochi governanti che si sono succeduti si sono limitati a perseguire il loro profitto (accontentando la popolazione ora con una piazza, ora con l'illuminazione di qualche zona periferica, ora con qualche posto di lavoro).&amp;nbsp; Anche solo limitandoci a guardare i paesi confinanti, si &amp;egrave; creato un gap di una decina di anni tra noi&amp;nbsp;e loro sia dal punto di vista tecnologico, infrastrutturale e commerciale. Poche idee in un mondo che invece &amp;egrave; diventato altamente competitivo, poca innovazione in un mondo che invece &amp;egrave; globalizzato, poche persone con ampie vedute, pochi investimenti. Non &amp;egrave; mia intenzione prendere posizioni politiche, tuttavia a supporto di quello che ho scritto nelle soprastanti righe vi porto quest'analisi dell'attuale consiglio comunale cittadino:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;et&amp;agrave; media &lt;em&gt;45,5&lt;/em&gt; - numero di laureati &lt;em&gt;11&lt;/em&gt; pari al 3&lt;em&gt;9&lt;/em&gt; % - numero di consiglieri sotto i 30 anni &lt;em&gt;3&lt;/em&gt; di cui &lt;em&gt;1&lt;/em&gt; laureata.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;E per limiti di tempo evito di effettuare un'analisi degli attuali&amp;nbsp;consiglieri che abbiano gi&amp;agrave;&amp;nbsp;in precedenza rivestito una qualche carica cittadina, tuttavia&amp;nbsp;andando a ritroso con la memoria sono sicuro che si tratti di un numero consistente.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Pensate che con una media di 2 laureati su 5 consiglieri e con un' et&amp;agrave; presumibile tra i 45 e i 50 anni&amp;nbsp;riusciremo a colmare questo gap e a riportare Campagna ai fasti di un tempo ? Io lo dubito fortemente e a partire da oggi mi impegner&amp;ograve; inizialmente mediante il blog&amp;nbsp;a lottare affinch&amp;egrave; Campagna possa ritornare in mano ai giovani, possibilmente laureati e con esperienze di vita fuori, che sono sicuro sapranno tirare fuori il nostro paese dall'oblio in cui sta precipitando e lo far&amp;ograve; raccontandovi, per quanto possibile, quella che &amp;egrave; la vita fuori da nostro paese evidenziandovene differenze.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:11:36 +0100</pubDate>
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