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Vieni; è l’ora...
Tu sei l’acqua nella quale si è imperlato il mio corpo. Sono lune le tue mani, come onde d’argento. Struggente, il tuo abbraccio come un accordo di violino, mi ghermisce, mi penetra e m’innalza.
Prendimi con te...
Vellutata oscurità, che fosca il giorno e corregge il volto del sentito. Dileguarsi nell’infinito desiderio, Tra respiri, nel blu arcano di vivide fronde... come il tuo cuore...
Rivolo di purpurea mimosa scivola giù per il pendio. Sopra gli universali sogni c’è il mio. Assaporarti in quell’altra esistenza, con la certezza tu sia il mio prossimo destino. Coprimi ora e annientami, assorbimi... Sono qui...sono qui nell’intimo della tua anima. Stringi la giacca, racchiudimi.
Andiamo; è l’ora. dani
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Compaiono disillusioni sfolgoranti. Brusco e presentito punisce. Non sono dalla parte giusta... Certezze di oggi... Ero,sono e sarò. No,non sono io. Femmina incantatrice di svigorito senso, ornato e scortese. Magnifico si... sognare. Mi chiedo quanto e come auspico,nella deferenza di chi. Inappagati ma risarciti tra sinonimi e contrari. Congiungiamo ardori, respingiamo l' ambizione nel rimpianto dei no. Infidi attimi che disgregano l'assemblato di un giorno mal nato. T' amo si, t' amo. Ali distese... Nell' attesa discontinua. Sono io. Uomo devoto e soave. Mettimi al sicuro, recingimi tra piume calde d' amore.
dani
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Post n°198 pubblicato il 19 Agosto 2012 da CampanellinaDiPeter
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E come sarebbe bello crollare giù Deflagra la pioggia e tutto fluttua. Sono immobile mentre accanto e su di me tutto si rivolta. Teste falciate mi sfiorano la cosce,intestini si attorcigliano alle mie caviglie. Come una giostra impazzita vomito pensieri. Pensieri avvizziti come bulbi che troppo hanno guardato Gira la giostra e ho quasi paura. Una mano recisa si appoggia sul mio ventre e spinge,bianca deliziosamente fresca. La corrente la tiene incollata alla mia pelle. Sono immobile ..e tutto galleggia e tutto gira. Potrei fare un balzo e raggiungere quel ramo...ma... le budella mi hanno risucchiato i piedi,son certa di non averli più. Sono immobile nell'acqua senza piedi. Quanti detriti intorno,affondo le mani consapevole che mi accadrà qualcosa di terribile. Ho timore di raggiungere le viscere e di scoprire che se le sbroglio non riuscirò a stare ancorata. Malinconico un tocco leggero si accinge lentamente alzo la mano al mio sguardo Le mie dita sono già lontano e sgorga il sangue. Sono immobile senza piedi e senza dita. Devo difendermi? Chiudo gli occhi,chissà perchè sono nuda. Ammutolito e fiacco un tizio si spinge e si sospinge... Non toccarmi non voglio salvarmi. sii legato alla mia pazzia, sostienimi nell'orrore di una sorgente eterna. ...ma non toccarmi. Frequenze alternate di svolte e di torsioni. Opprimente è scrutare un essenza spacciata! Ero al sicuro nella mia grotta... Merda! Mi sa che sono condannata. Già vedo la mia testa seguire le altre in questa apocalisse ruggente. Hei tu!,loco, usted tiene algo que me corten la cabeza? Nulla, ora che lo guardo meglio è senza braccia... Basta non respirare, si non respirare... Si, rispose lui... Si ad ogni ora... senza fine.
dani
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Viaggio...se tu fossi qui con me. Melanconico mi avvolge,come il ricordo di una tugurio lontano. L 'indiviso si è capovolto... Intenso nel cielo nuvole grigie, come stessi precipitando al contrario in un orifizio primitivo . Lusingo le dita della mia intima disperazione ,dove tu non vedi... Lirica struggente di un vivo esanime. Segmenti invisibili si chiudono come insidie sulla mia pelle Tutto e superficiale al di fuori di me. Eccoti, sei nel versante ora... Commuovi e mi racconti... aliti di vento mi colpiscono lievi. Trascurami...ho decorato le unghie di un colore viola perlato. Mi armo a contrastare...ad attaccare. Bocciolo a stento deglutito. Tarli si congiungono... fanno l'amore e mi suggestionano. Blatte succhiano con diritto il senno. Flashback sfuocati. Mi avvinghio e affondo le narici nei tuoi capelli. ... abbimi bisogno.
Dani
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Rassomigliano a gocce perlacee. Sprofondo su corolle, antologie di aspirazione. Anomalie consentite e variabili confini da sottovalutare. Ingrata mi dissolvo, sbriciolata tra il cereo sprazzo inetto. Indosso la brezza con alterigia... sbarro la lucentezza e la sua cicatrice. Oblio, di conchiglie, cosparse tra veleni sulla mia carne. Palpebre che non nutrono, sublimi fiuti di lame scarne. Brandelli esplosi in scampoli di essenza. Sottraggo estremità sbiadite. Mi cerco... Plagio l' intelletto, succube di respiri criptati. Non sarò mai più... la stessa. D.
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Post n°194 pubblicato il 28 Aprile 2012 da CampanellinaDiPeter
Nel vento gremito d’insegnamenti, si cullavano sui flutti prima di espandersi in suono, le parole. Pressandomi nell’aura estesa di una fredda stella, nella mia immoralità di non confessarmi oltre. Avvenne in un varco di frontiera. Intimo e assoluto quel soffio liquefatto. Deposto,come privo di vita e obilato. Il sonno agognato , limpido e armonico inebria, come un amplesso promesso. Incolore sia il mio sogno... o all'inverso... giunga sacro.
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Con le pendici al firmamento ai tuoi fianchi migro. Veste rapita e turbata Come scogli le mie braccia di te m'avvolgo della tua pelle mi vesto. Miglio marino slego nella tua carne scompaio. Con la tua bocca centellino gocciole d'estro. Dall' impugnatura mi distendo nei tuoi occhi legami i capelli ai tuoi sospiri. Fiordalisi tra le dita riconoscimi... Flutto di melograno in fiore orgogli di clessidre sconfitte Preservami ancora... Anelli d'acqua e biancospino. Calda e amaranta vita sostiene la terra e la spiga. Se mi argini...ti intuisco. Ma tu... Non dire...
d. |
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Itinerario... all'interno dell'arcobaleno... Musiche celtiche elevano il mio aspetto. Volteggio tra le ali di un pegaso. Un sole blu mi avvolge e un interminabile cielo mi invita alla danza. Dorsi nudi di centauri precedono questo diverso cammino. Al di la delle nubi altri nubi... gocce si rincorrono tra spassi di barlume e di pace. Sono dentro la leggenda dei miei sogni... Inni omerici,manoscritti bizantini mi affiancano e mi sorprendono... Dei cavalcano linfe e fulmini... terra infinita. Armonioso frastuono. Contieni il mio cuore che fragrante palpita. Finalmente respiro e sono. Dov'è l'origine del mondo? E' qui,intimamente in me. Civiltà di guerrieri dagli scudi magici tra giardini di lune. Sono nel mio tempo primordiale con tutti gli eroi senza più mondo. Viaggia la mia voce muta e si distende tra rami di incandescente cristallo. Non tornare ordinatore della realtà. Lo spazio di questo luogo è MIO. Non c'è gravità... templi antichi sospesi e acque al di sopra del cielo. Vesti di candido bianco alitano sul ventre del vento. Sospiri di anemoni richiamano splendide aurore. Ali che spostano note di verdi foglie. Accarezzo il suo manto,cingo il suo collo, brandisco la sua criniera e giubilanti penetriamo... Sarà così... D.
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Post n°191 pubblicato il 23 Dicembre 2011 da CampanellinaDiPeter
Solo il tempo avrà l’eternità del sole. Dita tra i capelli… e intreccio perle di mare. Aliti tra bocche avide di baci… vento che invade. Cammina, qui sul cuore ,calpesta ogni mia vena… inebriami. Non lasciarmi mai! Come velatura sudicia di sfumature glaciali,vedo… Fa che non sia così… poggia il tuo sguardo e crea arcobaleno! Cammina solo, lo scruto con fame di sapere… Piove, la sua essenza si mescola nell’aria, giunge fino a me. Tutti i giorni,in tutte le stagioni,fedele come il giorno dopo che verrà. La mano protesa a stringere il nulla. Cammina… solo. Potrò mai chiederti del tuo ultimo raggio di sole? Potrai mai dirmi dell’ultimo istante di respiro? Voci perdute nell'anima. Sole che fuori non scalda. Ti sarai inginocchiata nel bosco, nel buio delle fronde. Avrai pregato o imprecato? Eri già perduta al di la del cielo nessuno ti ha salvato. Ti hanno cercato giorni,andando lontano… Ed eri qui. I tuoi biondi capelli lunghi… il tuo sguardo ormai spento. …hai scelto la bara più bella…il sottobosco. Hai scelto la tomba più sacra…la terra. Leggeri corrono i pensieri... Sarà così meno dura lasciarsi. Le tue grida silenziose hanno raggiunto le stelle, e poi… …benzina su di te…fuoco. E lui…cammina solo. d
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Meglio non farsi rapire dal blu della notte. meglio non fare bilanci della propria vita quando le stelle brillano e ti riscopri sola. Volare non è possibile, cadrei in un buco nero che conosco fin troppo bene. Ci vuole controllo,senza badare alle lacrime che scendono...controllo. guardo in alto e non so a chi domandare. Mi manca il guardiano della notte,mi mancano gli anni che non ho vissuto e quelli che non vivrò. La malinconia scorre in me,come eroina nelle vene. I colori si mischiano e non so se sono ancora materia o evanescenza. Il mio cane mi viene vicino, accarezzo il suo pelo lucente...ne ho conforto. Non voglio stare qui,vorrei volare tra le tue braccia... Perdermi tra i tuoi pensieri,assaporarti. Volare a te come un palloncino di una foto in bianco e nero... volare... a te. Richiamo la mia anima alla sua biblioteca. Picchi solitari, quanti segreti vorrei strapparti. Luminosi scontri e buie discese. Perchè fermarmi qui... Rampicante sale il bisogno di andare. vivere un solo sentiero della vita... ma sono tanti. Io vorrei vivere anche i tanti. Rifletto sulla mia vita. Piango i miei anni defunti. Ci costruiamo i nostri mostri e poi li celiamo con seta blu. Bevo la mia birra, il freddo collo della bottiglia mi ricorda che sono viva. Un sorso e frizzante scende. Siamo così vicini,ma così lontani. Retoriche logiche di chi è incazzato col mondo...e io lo sono. Sono le 3 passate di una notte di Dicembre... e io sono qui. Strappo con la radice i pensieri,poi cerco di rimetterli nel vaso. isolata dal mondo,cuffie e musica a palla... Un sali e scendi d'umore che mi fa accendere l ennesima sigaretta. La morte mi affascina. Piango. I miei quadri appesi come le ore... i miei scritti raccolti tutti dentro di me. Come mi sento inutile. Insoddisfatta e inappagata. Se per ogni lacrima versata si potesse realizzare un sogno,quanti di noi sarebbero vincitori. Stasera le mie pietre si muovono,non riesco a sistemarle sulla parte giusta. Credo che ci deporrò un fiore, ad una ad una rotolano,saltano come palline di gomma,che non ha alcun senso metterci un fiore... Avrei dovuto dare di più? Avrei dovuto dare di meno? La mia birra è finita. L'ho gradita... Che splendido esempio...che meraviglioso panorama offro di me a me. Vorrei morire per un pò,solo per un pò. Mi sento addosso 100 anni... prendo un sonnifero. Cavalli in fuga... hai mai notato come si susseguono i pensieri? come folli siano a volte. Si intrufolano a mille altri pensieri,ma trovo bellissimo lasciarli andare così. Sai pensavo, se tu vieni alla fine di un cammino io ti vengo incontro... Camminerò senza ali senza vesti... e che importa se camminando cadrò in un buco nero,che importa se mentre cado saprò che ci sei tu... per me. Vorrei essere meno ignorante e incantarti raccontandoti tutte le meraviglie dell'universo. Vorrei essere un mago, un killer un puttaniere. Ma sono solo io... e che tristezza ho dentro. Buonanotte. d.
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Non molti mi attesero tra il prosperoso freddo. Dissotterravano con contegno. Dozzinali fronde di color bruno carminio. Nella segretezza dell’asprigno disgusto, inchiodavano i respiri. Più a sud nel lurido cosmo, una daga assediata da effimere impronte. Affondo la mano,gentile e inquieta nell’ormeggio di ciò che è umano. Ti vorrei qui… Nel basso tono di apparenze aree. Pretenderei averti qui… come un coagulo di corolla e di cristallo. Di te astratta essenza riversa latitudini di vorticosi affanni. Non eri tu, nella simulata morte, non eri tu nella riavuta vita. Tra l’orrendo groviglio sono salita dalle acque astruse fino a te. Codesto è il passo e il transito opportuno. Selci carnivore della novella aurora. Scruto le mie spoglie tra la colonna e l’architrave rossa. Addossate sulla radice della imponente quercia divorata le melodie filtrano il cobalto cielo. Aculei spezzati dalle improvvise lacrime. come smeraldi scollati dalla disabitata bianchezza. Viaggiarono colmi di parole chi mi attese E nel mentre colpivano la mortale vita Io racchiudevo gli addii. d
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Sto diligentemente nel punto, nel quale mi hai segnato. Inalterata e edificata, come un appellativo. Fuggono via gracili i giorni, estirpando memorie future… Rievochi integre quelle essenze che non hai vissuto. Mio Amore appassionato, vitale, implicato in una coppa arcaica. Velieri primitivi di splendore, il tuo sguardo ruba nell’abissale eterno. Offri alla tua Regina calessi fatati di stelle di mare. Gerle di lucciole plasmi, nel luogo in cui non v’è cielo. Stille di Macassar, sospese tra piastrelline scure… Smisurati t’amo nei giochi dell’oltre. Non si mostra frontiera tra firmamento e acqua… Non v’è luogo più nobile della scogliera... Non sussiste verbo più inebriante proferito. “Io ti sposo.” Soffio stregato di aceto balsamico… qui sul cuore. … e io… non dimentico.
d.
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Ti contemplo ma non ti guardo. Ti tocco ma non ti accarezzo. Ti ascolto ma non ti odo. Lustro meditazioni carnali, come una mela purpurea. Assecondo sul mio ventre mani inesistenti. Chiudo gli occhi nell’ attesa del tuo respiro. Adagiata tra infuocate lenzuola, abbandono qui, il mio corpo discinto. Liscia pelle coccolo, stuzzicandomi alla conquista. So che il mio rigagnolo si convertirà in fiume… e poi in oceano. Il tocco edotto delle mie dita conquistano il seno, due piccole vette si ergono. Già spasimo l’attimo di discendere a valle. Stringo le gambe ad un monito di veto… Trasporto in crescendo, un’arte di suoni mi soggioga. Allargo le gambe. Prometto il mio bocciolo al chiarore del piacere. Umida e calda è ora la mia terra… è giunta l’ora di schiudere il fiore. Florido e preparato, il clitoride recrimina le sue lusinghe. Concedo il gioco altalenante… accresce il sospiro. Contendono l’attesa le labbra e la gola… Ghermita dal tuo corpo invisibile… Come un fior di loto trasportato dalle acque, induco nell’intimo le dita. Oooh mio sole… Fletto la schiena, mi offro in dono. Viaggio tra il monte e il mare… Ed è la tua lingua che lambisce e fa le maree. Piccole onde spingono a riva… Ed ecco… l’impazienza di godere. Si contrae la gola in spasmi… Ancora…e ancora. Tripudio consolidato… esplosione ed ebbrezza d’astri. Baciami ora. Baciami… Stretta nel mio abbraccio amandomi… sorrido.
dani.
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Post n°185 pubblicato il 04 Dicembre 2011 da CampanellinaDiPeter
Tag: Fragilità umane, Poesie visive
Vago sul mio tetro torrione Donna dissoluta e caliginosa addenta nell’animo Intimamente corazzata Andrò… si Mani al firmamento, braccia al vento Diluvio sferza tutto… tutto… tutto qui Ti attendo...si ti attendo Cammini laconici Ragno al muro Resti di corpi spigolosi oltrepassano il cielo Spranghe d'acqua sfigurano il respiro Corri... corri,vai Gemono suoni sulle rocce Scavano sepolcri come stormi in ascesa Mi brama il demonio ad ali stese Occhi d’ametista esplorano Le sue falde di fuoco mi circondano Non mi difendere… Realizzami, fammi morire Salto… volo.
dani
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Post n°184 pubblicato il 02 Dicembre 2011 da CampanellinaDiPeter
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Post n°183 pubblicato il 01 Dicembre 2011 da CampanellinaDiPeter
1) Con quale ordinamento non ti muovi? 2) Scorre contro o sotto il tuo fiume? 3) Contempli o trattieni la tua realtà?
Orsù… allestiamoci alla vita.
Come querce compatte alla terra… o come screziature in espansione. Un punto qui. Una virgola la, due punti a destra: un punto e virgola a sinistra; Coordinate ripartite tra la presenza e l’esistenza. Amenità approssimative, spaccato di ritratti cavati alle visioni oniriche. Rigurgito sociale in opera…atto terzo? Mah… per quale scopo alterare l’essere… Umano sarebbe, poter entrare ed uscire da questa performance chiamata vita. Poterlo fare a tal punto… chiaramente, privo di fare ingiustizia ad alcuno. Ma non puoi… un segno di riconoscimento impronta i pensieri… e ti segnerebbe l’esistenza e l’anima. (Per chi ne possiede una!) Se mi porgessi maschio, sarei un perfetto, adorabile, figlio di puttana! Mi offrissi donna, sarei una perfetta e giudicabile puttana in calore! Credo di essere l'uno e l'altro. Si mostrerà l’istante della propria abilità, si ostenterà. Decisivo (?) o forse no.
..che me la vorrei godere questa fottuta ed unica vita! Speranze, progresso, recessione… crisi, dentro e fuori di noi. Ma vaffanculo va!
dani.
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Vieni. Adagio ti svelo la nudità materiale. Scivola sulla tua pelle la mia mano Come alito di buona stagione il tuo sollievo. Vieni… Acqua calda ti carezza e da ogni parte giochi di riverbero. Piccole candele splendenti nel buio. Posati piano… allungati…rilassati. Chiudi gli occhi…lascia che sia. Essenza di mirra, sandalo e spugna di mare.. Balsamo per la mia anima lavarti così. Tocco la tua pelle irrorata. La tua pelle… la tua pelle. Foglie palpitano nell’aria. Tutto è magia… Vivo del tuo incanto… le tue mani lungo i fianchi… Stregata dal più profondo sortilegio, ti ammiro. Atti di venerazione, ogni movenza sia. Ooh che dolcezza infinita mi affidi. Maree di percezioni… Scintilla il mio cuore. La tua bocca chiusa bramo… Ti affido un piccolo bacio prolungato… senza tempo… Vieni amore…vieni a me col tuo silenzio. Sia tua la quiete, e mia la pace… …nel tempo in cui… ti possiedo così. dani
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