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IL NUMERO 1

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DOMANDA

Post n°206 pubblicato il 28 Ottobre 2009 da Loralee

Berlusconi

 

 

In quale altro Paese, oltre l'Italia, il Capo di Governo irrompe telefonicamente in un programma televisivo, pretendendo e ottenendo dal conduttore un soliloquio su temi a lui a cuore?

 
 
 

MA GUARDA UN PO'

Post n°205 pubblicato il 27 Ottobre 2009 da Loralee

Il collegio giudicante formato da tre donne

La giudice ricusata dai pm:
non capisce CalciopoliL’accusa al processo Moggi: per lei è una perdita di tempo

DAL NOSTRO INVIATO
NAPOLI
«È inutile che perdiamo tempo». Le utopie finiscono sempre male. Il calcio giudicato dalle donne era un’idea che piaceva. Siccome, per bieca definizione, non è uno sport per signorine, l’unica notizia che lo scor­so gennaio scosse il torpore intorno all’avvio del processo a Luciano Mog­gi e ad altri 23 imputati fu questa. Un collegio tutto al femminile. Di più: tre magistrati che di pallone non sanno nulla, ma proprio nulla. Il presidente del Tribunale di Napoli Carlo Alemi non stava nella pelle per l’entusia­smo. «Come e più di ogni altra volta, difesa e accusa partono dallo 0-0. Il giudizio sarà sereno, senza sospetti di simpatie o antipatie sportive». Invece: «Inutile che perdiamo tem­po ». La frase, pronunciata in aula lo scorso 10 luglio dalla presidente Tere­sa Casoria dovrà essere valutata dalla Corte d’Appello come eventuale pro­va della sua parzialità e del suo disin­teresse per quella che venne chiamata Calciopoli. Dieci mesi e molto silenzio dopo, l’unica altra notizia emersa dal dibattimento che deve decidere sul­l’esistenza di una cupola in grado di condizionare i campionati è infatti una specie di Gronchi rosa del proces­so penale. Pochi giorni fa i magistrati dell’accusa hanno chiesto la ricusazio­ne della dottoressa Casoria. In genere, queste sono cose da avvocati. Che lo faccia un pubblico ministero è cosa davvero rara. Anche perché il discono­scimento del valore fondante dell’imparzialità del tribunale non appartiene al Dna del magistrato. A Napoli, per dire, è accaduto solo due volte negli ultimi 40 anni. Leggendo le 8 pagine che compon­gono la richiesta fatta dai pm Giusep­pe Narducci e Stefano Capuano pare di capire che il disinteresse per il cal­cio della presidente giochi un ruolo non secondario. «Ha manifestato in­debitamente un orientamento che ap­pare preconcetto e possiede inoltre il carattere del giudizio formatosi 'per partito preso', in assenza di verifiche serene ed obiettive». La faccenda può sembrare amena ma invece è terribil­mente seria.

Si tratta del processo sul­lo scandalo che ha cambiato il mondo del calcio. Nella primavera del 2006 non si parlò d’altro, le sentenze sporti­ve che decretarono la retrocessione della Juventus vennero seguite prati­camente in diretta. L’episodio principale sarebbe acca­duto durante l’udienza del 19 maggio 2009. Una specie di disvelamento, a parere dei pm. Teresa Casoria sta par­lando con difesa e accusa per fissare le date del dibattimento. Ad un certo punto afferma: «Lo sapete che questo processo reca un intralcio alla sezione enorme. In effetti, ci sono anche delle cause serie che devono essere rinvia­te per dare spazio... più serie, dove ci sono gli imputati detenuti». Narducci e Capuano non hanno dubbi sul sen­so della frase. «Il Presidente del colle­gio ritiene che il cosiddetto calciopoli sia processo non 'serio' o comunque meno 'serio' di altri processi». E lo stesso, sostengono, vale per i reati og­getto dei dibattimento, ritenuti «po­co seri o meno seri» di altri. Il 19 mag­gio l’accusa chiama a testimoniare Ar­mando Carbone. Napoletano, 45 an­ni, già protagonista dello scandalo sul Totonero del 1986, è stato uno dei primi a indicare in Luciano Moggi il deus ex machina del calcio contempo­raneo. Nel corso della sua deposizio­ne, la dottoressa Casoria dice: «Più o meno abbiamo già inquadrato il per­sonaggio ». Secondo i pm, la frase «dal tenore letterale quasi dispregiati­vo », è un modo per sottolineare co­me il teste non sia ritenuto una perso­na «seria» e le sue dichiarazioni riferi­scano «circostanze false, o non veri­tiere o non credibili». L’ultima nota dolente dei magistra­ti riguarda la querelle sulle parti civili. Lo scorso 24 marzo Casoria le esclude­va dal processo. Il 10 luglio venivano riammesse dalla Cassazione. Quando Narducci esibisce il dispositivo della sentenza, il presidente del collegio ta­glia corto. «Va bene pubblico ministe­ro, senza che ci dilunghiamo troppo... È inutile che perdiamo tempo».

<!--OAS_AD('Bottom1');//-->L’ulti­ma frase pare sia un intercalare fre­quente. E nell’udienza del 13 ottobre, mentre discute con il difensore di una parte civile, si sentono que­ste parole: «Non possiamo non rispettare, obtorto collo, la sentenza della Cassazio­ne ». La locuzione latina fa tra­boccare il vaso. Per i magi­strati quell’ obtorto collo è ulteriore e definitivo se­gno del pregiudizio che il giudice nutre nei confronti dell’accusa. «Non appare più imparziale». Narducci e Ca­puano si convincono che non vi sia più margine. Ricusano. Se la Corte d’Appello darà loro ragione, si riparte da zero con un nuovo collegio ma la prescrizione che incombe per molti re­ati. In caso contrario, le prossime udienze si terranno in un clima surre­ale, dove magistrati convinti dell’inu­tilità dei loro sforzi stenteranno a salu­tare i giudici. Uomini contro donne. Così muore Calciopoli.

Marco Imarisio

Fonte: Corriere.it

 

Pubblici ministeri che ricusano un giudice. Assurdo. Calciopoli meglio nota come Farsopoli è la fiera dell'assurdità, del nulla fatto passare, con la complicità di giornalacci, istituzioni e soldi pubblici buttati al vento, per sostanza. Il Bar dello Sport che diventa Verbo. E' dal Maggio del 2006 che è evidente tutto ciò. I due pubblici ministeri napoletani, Narducci e Beatrice, quest'ultimo sostituito da Capuano, hanno montato una serie di accuse, ipotesi di reato gravissime fondate sul nulla, un nulla che anche uno studente, nemmeno tanto studioso, di Giurisprudenza coglierebbe immediatamente. I due pm napoletani hanno speso per questa indagine assurda soldi pubblici, soldi pubblici sottratti ad indagini ben più importanti. Forse vorrebbero scegliere loro il collegio giudicante, che so Guido Rossi presidente, Massimo Moratti e Marco Tronchetti Provera a completare il collegio.

A Maggio 2006 saranno quattro anni, alla prescrizione non manca molto, si è ancora al primo grado di giudizio, all'inizio del primo grado di giudizio e addirittura l'accusa richiede ora la ricusazione del giudice. Quando al nulla si vuol dare sostanza queste sono le conclusioni con buona pace dei diritti. Che Paese, l'Italia!

 
 
 

SUCCEDE ANCHE QUESTO

Post n°204 pubblicato il 13 Agosto 2009 da Loralee

Certe volte la realtà supera la fantasia di gran lunga. Anche quella televisiva. La storia che arriva dal Brasile sembra il canovaccio di una puntata di una serie Tv che si rispetti, a parte il fatto che i protagonisti sono in carne ed ossa e le vicende assolutamente vere. Wallace Souza è un noto presentatore brasiliano ed è stato accusato di aver commissionato una serie di omicidi al solo fine di aumentare l’audience di “Canal Livre”, il programma televisivo da lui stesso condotto. E’ una follia da share, questa, che naturalmente fa impallidire - e di gran lunga - le trovate nostrane pure aberranti, sebbene risulti figlia dello stesso compromesso, quello che ha storicamente venduto l’anima degli addetti ai lavori del tubo catodico al diavolo del successo.

Il capo dell’intelligence di polizia locale, Thomaz Vasconcelos, ha spiegato che quando l’uomo dava l’ordine di uccidere qualcuno, il figlio Rafael “avvertiva le troupe televisive perché arrivassero sul posto prima della polizia”. Una storia che ha dell’incredibile e che ricorda lo stratagemma di Peter Parker/Spiderman, il quale scattava fotografie di se stesso nel ruolo di supereroe per venderle in esclusiva al proprio giornale. Realtà che supera la fantasia, appunto. Sarebbero cinque gli omicidi che la polizia ritiene siano stati commissionati in tal modo da Souza.

Da notare che il conduttore televisivo è anche un ex agente di polizia, attualmente deputato dello Stato brasiliano di Amazonas: in precedenza era stato accusato anche di traffico di droga. L’uomo risulta attualmente a piede libero potendo godere dell’immunità parlamentare. Non può dirsi la stessa cosa del figlio che invece è stato incriminato ed arrestato con l’accusa di omicidio, traffico di droga e possesso di armi non autorizzata.

Fonte: TVBLOG

 
 
 

NELLA STORIA

Post n°203 pubblicato il 06 Luglio 2009 da Loralee

Roger Federer

 

Ieri Roger Federer ha vinto il suo sesto Wimbledon e il suo 15esimo titolo dello Slam. Nella storia del tennis nessuno come lui. L'Inghilterra ama le sue regole però una finale che finisce al quinto set 16 a 14 è assurda. Gli ultimi giochi sono stati noiosi e a quel punto avere un vincitore quasi non aveva senso. Un bel tie break, come avviene in tutti gli  altri tornei del mondo,grande slam compresi, sarebbe stato più emozionante e più veritiero nell'incoronare il vincitore, in un match equilibrato e in cui la differnza è stata sfumatura.

 
 
 

STATUS QUO

Post n°202 pubblicato il 29 Giugno 2009 da Loralee

 

mani

 

 

 

 

Tutti i miei atti mi apparivano soluzioni provvisorie, rattoppi anticipatamente insufficienti davanti a un crollo inevitabile.

Almudena Grandes


 
 
 
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Data di creazione: 21/05/2006
 

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"Lasciami entrare. Sono vent'anni, sì, sono vent'anni che vago come un'anima persa!" VIDEO Wuthering Heigths

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di macerie

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la mia carcassa

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come una suola

o come un seme

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ti basta un'illusione

per farti coraggio

Un riflettore

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mette un mare

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