Creato da donnasofia69 il 20/04/2013
Amo le parole. E il loro effetto. A volte inaspettato.....

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Dedicato all’unica donna che mi abbia chiesto un racconto saffico. “Le amiche” per gufo2005

Post n°32 pubblicato il 04 Settembre 2014 da donnasofia69
 

 

Le chiacchiere non finiscono mai, è ormai notte alta, qualche sbadiglio c'è stato ma il momento del sonno è passato, le risate si fanno più basse, le confidenze più scivolose.

sono tanti anni che ti conosco, non ti ho mai pensata come corpo solido, come vibrazione di piacere, mi sono sempre piaciuti i tuoi occhi, le rughette del tuo sguardo allegro, il sorriso aperto e il tuo gusto di vivere. Ora vedo la tua pelle liscia, il tuo odore sano, le tue curve piene di donna mediterranea, nuda nel mio letto, spigliata come se ci fossi stata da sempre, mi racconti il tuo dentro, mi chiedi pareri, mi chiedi intuizioni. Sto lì  a guardarti e vorrei allungare la mano a carezzare quel seno, chiaro, con la puntina rosa che sfregata dal lenzuolo si solleva, la vedo spuntare come un promontorio nel mare. Mi accorgo che la mente vaga e non rispondo a una tua domanda, non chiedi perché non  parlo, sorridi solamente, con sottile condiscendenza, sembri sapere già tutto. Lo so che sei abituata a piacere, ma io e te...  non era mai successo che... sei tu che allunghi la mano sul mio corpo teso, ho il ventre indurito dalla tensione e dal piacere, non chiedi permesso, non chiedi perché, sai che succederà e lo vuoi far succedere... benedetta estate che fa dormire nudi con naturalezza, tra i nostri corpi non ci sono ostacoli, né fisici né visivi, tolgo il lenzuolo che ci copre, le tue mani calde mi carezzano, tra le gambe, sui seni, bianchi e in parte abbronzati, proprio come i tuoi, sembra di guardarsi allo specchio, di toccarsi da sole... le mie mani più incerte scivolano sulla tua carne imperfetta, vera, come la mia. Ci esploriamo lentamente, senza parlare, senza baci, senza sfrenate passioni ma, ormai, con la tranquilla certezza di non essere respinte. Ti allargo le gambe e gioco col tuo pube, senza entrarti dentro, mi avvicino e ti guardo, le tue labbra carnose coperte di morbidi peli, mi piace discostarle, mostrare piano le carni più sensibili dentro le piccole labbra, le dita entrano  con naturalezza, sento i tuoi umori scivolosi attirarmi dentro, ti tasto, ti penetro, sei lì sdraiata a goderti me, sei splendida e continuo fino a  regalarti il tuo gemito più roco e profondo, come un ruggito. Un lieve sudore e il fiato corto, le contrazioni delle pareti della tua fica, la voce forte del tuo orgasmo mi hanno avvolta in una nuvola di gioia che mi commuove. Sono sfinita quanto te, mi basterebbe questo per dire che è stato bellissimo, ma mi sdrai sul letto e vuoi la tua parte, e ti lascio fare perché ho proprio voglia di abbandonarmi, chiudo gli occhi, alzo le braccia per non interferire con le tue azioni e lasciarti tutto lo spazio possibile, tutto l'accesso possibile... sento le dita e la lingua giocare piano, ti piace leccarmi, lo fai su tutto il corpo, dal seno alla fica in lunghe lingue di calore e freddo, finchè sento un lieve ronzio, hai trovato il mio vibratore nel comodino, lo appoggi sul mio clito mentre con le dita mi penetri piano fino  farmi illanguidire e fradiciare e poi mi penetri col vibratore e giochi col mio clito e poi mi penetri e poi mi penetri penetri penetri penetri... ahhhhhh siiiiiiiiii è così che vengo io, mentre col ventre spingo a cercare la fonte del mio piacere e tu resisti sicura di quello che mi serve fino al mio quietarmi... ci guardiamo in silenzio, sorridiamo complici. È la nostra prima volta, forse ce ne saranno altre, tradirò ogni mio uomo per te, come so che tu lo farai per me. Un bacio per sempre mia cara!

 

 

 
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Guardone per caso - Per estremalatitudine

Post n°31 pubblicato il 17 Luglio 2014 da donnasofia69
 

 

Avevo trovato un po' di fresco sotto l'albero, la bici appoggiata al tronco e la mia ragazza che era entrata nella villa per chiedere se c'è un bagno...  le donne... con tanto verde a disposizione per pisciare devono cercare un bagno, ok accucciarsi non sarà il massimo dell'erotico, ma in realtà non ci vedo neanche niente di così umiliante e in fondo mi intriga guardare una donna che fa pipì accucciata per terra... sa di antico e naturale.

Gironzolo un po' nel verde, c'è la casa padronale, sembra un casale antico. Le finestre aperte, una macchina nel piazzale davanti. Giro di fianco, mi piace l'architettura classica delle case rurali del secolo scorso, sanno di solidità, magari poco fantasiosa, ma affidabile.

Mi cade l'occhio dentro la finestra per puro caso, cazzo! C'è una donna china su un tavolo, è nuda e ... ma cazzo! Sta scopando! Porc..... non riesco a vedere l'uomo dietro di lei, ma di sicuro c'è. Vedo le sue tette sospese nel vuoto ondeggiare per i colpi alle sue spalle, la vedo alzare lo sguardo e vedermi.... Oddio che caldo! Mi tolgo la maglia e mi accarezzo leggermente il torace con i miei capezzoli induriti dall'improvvisa tensione. Dovrei andarmene e invece resto ipnotizzato a guardare la scena... un film porno dal vivo! Porca miseria.... Ci danno sotto sti due... lei mi guarda, e lo fa apposta! La guardo aprire leggermente la bocca ad ogni ondeggio delle sue tette, gliele strizzerei mentre il tizio là dietro, la tromba feroce. Apre la bocca... o cazzo... ecco glielo infilerei in bocca mentre quello la scopa a pecorina, spingerei a tempo con lui per infilzarla allo spiedo.... No lo spiedo non è sexi... lei si cazzo, se lo è!  Oddio basta così, devo andare via che mi si sta gonfiando il passerotto tanto che sta diventando un'aquila! Loro tanto hanno finito, si stanno facendo la doccia? Tutto il mondo, dopo, fa un salto al bagno...Mi giro ancora un attimo e la vedo... cazzo viene verso di me... un'attrice porno che fino a un secondo fa era dentro una realtà irraggiungibile e ora entra nel mio mondo reale.... Le sorrido, è bella, è sfatta dal piacere, le vorrei tanto toccare le tette, dopo averle viste agitarsi così compiaciute.... Viene verso di me e io mi protendo verso di lei... ma la voce   della mia ragazza che mi cerca mi fa girare di scatto. Torno alla mia passeggiata, alla mia vita  con la mia lei, senza rimpianti, con una contagiosa  allegria e parecchia voglia....  Giuro che stasera me la scopo a pecorina sul tavolo!

 

 

 
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I giorni dell'abbandono

Post n°30 pubblicato il 03 Luglio 2014 da donnasofia69
 

 

Qualche sera fa, guardavo "i giorni dell'abbandono" film di Roberto Faenza che narra la storia di una donna che viene lasciata dal marito per una donna più giovane.

Fin qui niente di strano. Succede tutti i giorni. Nel film il personaggio di lei, che rimane travolto dal dolore e fatica a trovare la spinta per risalire il baratro, è rappresentato benissimo da una margherita Buy molto intensa.

Film bello, introspettivo, ben delineato insomma da non perdere. Invece a me ha dato un senso di depressione che mi faceva quasi rabbia sta donna che passa il tempo ad auto commiserarsi, ad auto fustigarsi e colpevolizzarsi, talmente tanto che mi veniva di fare il tifo per il marito.... Così mi sono alzata e sono andata al fido pc a scrivere ad un amico.

E a lui raccontavo che in questo periodo aver scelto sto film era davvero autolesionista, non facevo meglio a  vedermi moulin rouge? E il giorno dopo trovo la sua sconcertante risposta... ti deprime perchè tu sei una che lascia.

Ecco, una bella sciabolata ci voleva di prima mattina.

Bisogna dire che è un amico molto caro ma anche un ex di quando eravamo adolescenti e che manco a dirlo lo lasciai in malo modo. Quindi sicuramente ha approfittato dell'avergli mostrato il fianco per affondare un piccolo fendente. Ma se invece avesse ragione?  Chi è una persona che lascia? Perché il politicamente corretto obbliga a prendere le parti della persona abbandonata? Perché chi lascia e rivendica il diritto di vivere la propria vita lontano da chi ha scelto come partner, deve essere visto come il cattivo? Perché non si considera che quando si decide di lasciare la persona che ci vive accanto da più o meno tempo, questo lacera anche chi va via? Certo, il modo conta molto, spesso si lascia per qualcun altro, e nella maggior parte delle volte anche la storia successiva non dura a lungo. E magari si commettono gli errori peggiori tornando indietro, perché nella confusione dei sentimenti, la paura del futuro regna sovrana. Metti anche che spesso il fatto di verbalizzare l'intenzione di separarsi è la maturazione di un sentimento che si è formato nel tempo, non una bizzarria del momento, mentre l'altro della coppia è talmente preso ad interpretare il suo ruolo che non si è ancora accorto del disagio dell'altro e della sua sofferenza. Così come lui( o lei) non è stato in grado di spiegare efficacemente il suo stato, con parole adatte a farsi capire.

 

 

 

 
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Corto di Estrema Latitudine

Post n°29 pubblicato il 18 Giugno 2014 da donnasofia69
 

 

lei era dolcemente tonda, di una rotondità rassicurante, come il suo sorriso aperto, senza finzioni, allegro, rassicurante.

 

lui era un palestrato insicuro, ancora alla ricerca, forse, di una mamma perduta. giocava spesso a fare il macho, il maschio, quello che ha ragione, il bello, il superiore, ma, ma la notte le dormiva vicino, vicino, anche d'estate, quasi che le sue carni, le carni di lei, esse sole lo rassicurassero.

 

spesso, spessissimo lui la desiderava e lei, lei si faceva prendere docile e sorridente, eccitandosi ogni volta a vederlo così muscoloso, pronto, atletico, dotato e voglioso, voglioso di lei.

 

in quei momenti, entrambi si prendevano lunghe pause per mangiarsi l'un l'altra. "nutre e non ingrassa" diceva lei. "dolce come il miele e senza calorie" diceva lui.

 

vissero felici e contenti, finché la massa di lei, causa gravità, non ebbe i primi mancamenti. lui se ne trovò una uguale, ma solo più giovane. lei si disse che era ora di mettersi a dieta e in capo ad un anno, smagrita, si era messa con un salutista greco che la conduceva in lunghe camminate montane, baciandola poi con desiderio all'ombra delle prime conifere.

 

 

 

 
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La Donna di Botero

Post n°28 pubblicato il 16 Giugno 2014 da donnasofia69
 

Lei guardava la sua amica, così amica da tanti anni che non si vergognava più dei suoi troppi chili, quei kg che da giovane facevano benessere e che con l’età, perduta ormai la guerra contro la forza di gravità, facevano trascuratezza.  E le raccontava del suo amore scappato, come tutti i maschi di poco conto, con carne più giovane e soda, senza rendersi conto che anche quella è destinata  a stagionarsi, e senza mai guardare obiettivamente la propria… le raccontava, e aveva fiducia che lei capisse, non pensasse  “ti credo, con tutti quei kg come poteva avere ancora voglia di scoparti…”, sapeva che non lo avrebbe manco pensato. Le raccontava  come era stato bello il sesso per anni, come ogni volta che lei apriva quelle cosce ciambellose di cicca, lui si tuffasse nella sua savana leccandola come un cono gelato… come avevano riso quando a spasso per madrid avevano trovato la statua di botero… le gambe della statua proprio come le sue, identiche, come anche i suoi capelli corposi e intrecciati. Le raccontava delle parole che le diceva, di quanto era di dolce miele la sua figa, un paradiso di profumi e sapori, da non uscirne più. Di quanto si divertivano  e di come dolce fosse la notte, quando stanchi e appagati si accoccolavano vicini in un intreccio di corpi morbidi e duri, accogliente e avviluppante l’uno e forte e scattante l’altro… si amavano così. Diversi e impossibili agli occhi di tutto il mondo. Le raccontava di come era stato bello amare ed essere amati, senza sforzo, con allegria.  Era la prima volta che ne parlavano, la prima volta che si concedeva la nostalgia… la sua amica le chiese…. Ma insomma, ma ti sei vista allo specchio? Perché avrebbe dovuto restare con un elefante? Lui così atletico, così curato? Perché non dimagrisci e diventi come tutti gli altri?  Fu per accontentare gli occhi del mondo che decise di dimagrire, fece palestra e diventò snella e piacente. Uscì col suo nutrizionista e suscitò l’invidia di tutti, amica compresa.  Era già dimenticato il suo amore fuggito. Ma la statua di botero a madrid le metteva sempre una strana malinconia…

 
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