Tatuaggi dell'anima
I ricordi, certi ricordi, sono come tatuaggi, non vanno più via, sono parte della tua anima, della tua vita.
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Post n°185 pubblicato il 14 Settembre 2009 da carmen46c
E' davvero cosi potente? Mi direte: "A cosa ti riferisci?" Mi riferisco alla nostra mente, si, la mente ha il potere sia di farci ammalare fisicamente e sia il contrario. Vi scrivo questa mia esperienza perchè potrebbe essere di aiuto a qualcuno e se non ne avete bisogno, ne sono felice, di certo qui vi parlo di un caso limite come lo era il mio tanti anni fa. In passato ho sofferto di grave depressione e dopo tanti tentativi, uso di medicinali, incontri con neurologi e cose varie, non ci crederete, istintivamente un giorno, da sola, compresi che erano i miei pensieri che dovevo correggere. Non è stato facile, ma me lo proposi come esercizio fisico mentale da fare ogni giorno. All'inizio fu uno strazio, ero troppo abituata ai miei pensieri negativi che mi si affollavano nella mente senza fare alcuno sforzo, mentre per quelli positivi dovevo proprio costringermi a farlo, una violenza che dovevo fare su me stessa. Poichè avevo compreso bene che quella era l'unica strada che potevo percorrere per salvarmi, si, mi vergogno persino a dirlo, ma lo dico perchè potrebbe essere di aiuto questa mia esperienza , dicevo, spesso ero arrivata al punto di pensare seriamente al suicidio. Quando compresi il grande potere che ha la mente, e la sua grande influenza sulla salute fisica, decisi che la mia mente si sarebbe nutrita , anche sotto enormi sforzi, di pensieri positivi. Ho trascorso un anno di strenuo lavoro che ho fatto su me stessa costringendomi a vedere il lato positivo in qualsiasi cosa, mi ricordo che ad un certo punto, su una di queste mie riflessioni al positivo, cominciai a chiedermi: "E chi mi dice che non sia realmente così?". Compresi che ero sulla via della guarigione, oggi pensare in positivo mi viene spontaneo, le mie figlie mi apprezzano molto per questo e mi chiedono spesso come faccio ad essere così. Io lo so come faccio ma ci sono dovuta arrivare attraverso enormi sofferenze al punto tale da mettermi di fronte ad un bivio, dovevo scegliere se vivere o morire ed ho scelto di vivere. Con mia grande gioia, dopo alcuni anni, su una rivista scientifica lessi la nuova scoperta che avevano fatto gli scienziati riguardo alla depressione: " LA DEPRESSIONE SI PUò SCONFIGGERE ALIMENTANDO LA MENTE DI PENSIERI POSITIVI." Quel metodo ora aveva una sua validità scientifica. Mi venne la pelle d'oca dall'emozione quando lessi quella notizia, perchè lo avevo sperimentato sulla mia pelle e ci ero arrivata da sola, senza l'aiuto di nessuno. A niente erano serviti gli incontri con i neurologi, con i medici e roba varia, fu la mia voglia di vivere che mi fece intuire che dovevo dare una grande svolta al mio modo di pensare e di vedere le cose. |
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Esiste una vecchia leggenda Indù che ci narra che esisteva un tempo in cui tutti gli uomini avevano un grande potere. Vivevano sulla terra, avevano potere illimitato ed erano felici di questa loro condizione. Ben presto abusarono di questo potere al punto che, Brahma, signore degli dei, decise di privarli del loro potere e nasconderlo in un posto dove nessuno avrebbe mai potuto recuperarlo. Il grande problema, quindi, fu quello di capire dove nascondere questo grande potere. Quando tutti gli dei minori si riunirono a consiglio vi furono molte proposte. La prima fu : ”Sotterriamo il potere dell’uomo nelle più profonde viscere della Terra, li non potrà mai recuperarlo!”. Allora Brahma rispose : ”No, non basta. Oggi l’uomo non è capace di raggungere le viscere della Terra ma prima o poi avrà i mezzi e la capacità per arrivarci.”’ Allora gli altri dei replicarono : ”In questo caso gettiamo il potere dell’uomo nel più profondo degli oceani!”. E Brahma rispose : ”Ancora non và bene. Perchè sicuramente prima o poi l’uomo esplorerà tutti gli oceani e riuscirà a riportarlo a galla”. Gli dei minori allora risposero : ”In tal caso non sappiamo dove nasconderlo, perchè sembra che non ci sia un posto sulla Terra o nel Mare che l’uomo non possa raggiungere prima o poi”. Allora Brahma, dopo essersi concesso qualche minuto per riflettere disse : ”Ecco cosa faremo del potere dell’uomo : lo nasconderemo dentro l’uomo stesso, nel suo io più profondo e segreto. Quello è l’unico posto in cui non gli verrà in mente di andarlo a cercare”. Da allora per migliaia di anni l’uomo ha fatto il giro del mondo, ha scalato le montagne, ha esplorato tutti i mari alla ricerca di qualcosa che si è sempre trovata dentro di se. |
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Post n°183 pubblicato il 20 Agosto 2009 da carmen46c
Spesso mi chiedo perchè quando sono gioiosa non sento il desiderio di scrivere poesie. Forse ho capito il perchè.
Poesia alla poesia
Pecchè ‘e te me sto scurdann, tu, ll’unica che me ven’a salvà quann sent ca sto suffrenn e nisciun me pò pensà.
Pecchè , io m’addumando, t’abbandono e te trascuro, m’alluntano fin’a quando chistu core se fa scuro.
Eppure, pe chell ca tu faje, nisciun t’avessa scurdà. A ogni poeta tu glie daje chell ca nun se pò negà.
Tu glie daje fama e onore, m ‘a cosa cchiù importante, daje sollievo dal dolore a nu core sanguinante. Carmen Auletta |
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Post n°182 pubblicato il 17 Agosto 2009 da carmen46c
Non tutte le strade sono in discesa ma a volte le salite, anche se faticose, sono quelle che ci insegnano di più su noi stessi e che ci danno la maggiore soddisfazione.
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Post n°181 pubblicato il 13 Agosto 2009 da carmen46c
Artista: C.Dion feat. B.Streisand
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Post n°180 pubblicato il 10 Agosto 2009 da carmen46c
“Vorrei sapere perché mi hai sposata!” Più che una domanda era un 'affermazione. Antonella, non riusciva neanche più a pensare con lucidità quella mattina, la rabbia e il rancore offuscavano la limpidezza dei suoi pensieri, di solito era una donna ragionevole e molto paziente, raramente manifestava con veemenza i suoi cattivi stati di animo. Preferiva raffreddare la sua rabbia servendosi del suo speciale “pronto soccorso”, il cibo. Quello che suscitava l’ira di Antonella era l’atteggiamento apatico del marito, si chiedeva la ragione della sua indifferenza per tutto quello che accadeva nella loro casa. Spesso con la mente andava indietro di 20 anni, al tempo in cui si erano conosciuti, si ricordava bene che all’epoca , il marito, un aitante giovanotto di bell’aspetto, con un carattere non proprio facile, aveva però di buono che manifestava con passione, seppur con furibonde litigate tutto quello che aveva dentro. Antonella sentiva la mancanza di quei sani litigi di un tempo, la continua attrazione e repulsione verso quell’uomo, che avrebbe voluto schiaffeggiare un momento prima per poi baciarlo un attimo dopo, rappresentava la linfa vitale del loro rapporto. Ora, la loro relazione era divenuta piatta, senza emozioni, senza sorprese, tutto era monotono e prevedibile . La cosa peggiore era che non si riusciva a litigare per nessun motivo, di certo non era perché non esistevano motivi per litigare, c’erano e per Antonella non erano affatto banali, anzi, erano persino di una certa gravità. “ E’ mai possibile che mi fai una carezza solo quando vuoi fare sesso con me?”. Questo era uno dei motivi “gravi” per cui Antonella avrebbe litigato volentieri con il marito, lui invece preferiva affondare la testa nel giornale che leggeva tutte le sante sere sdraiato su quella poltrona mentre lei sparecchiava la tavola e lavava i piatti. Sapeva già come sarebbe finita la serata, seduti entrambi annoiati e sonnacchiosi davanti al televisore e l’unica frase che lui le avrebbe rivolto sarebbe stata la stessa, identica a quella che ripeteva ogni sera dopo cena: “Fammi una tazza di caffè!” Ora, Antonella, in quella stanza asettica di ospedale, davanti a quel letto su cui giaceva il marito in coma da più di tre mesi, aveva lo sguardo perso nel vuoto, la sua unica occupazione era di ritornare più volte durante il giorno e costringersi a parlare al marito come il medico le suggeriva. Cosa poteva oramai dire a quell’uomo, ora che ella aveva imparato a non fiatare più, a reprimere ogni voglia di gridare, di litigare e di piangere? Pensava di essere stata davvero perfida con il marito quel giorno in cui gli disse che non avrebbe neanche sentito la sua mancanza, qualora lui fosse morto, perché per lei, lui era divenuto “inesistente” . Ora, al contrario, si faceva sempre più grande il vuoto che le aveva lasciato, quella poltrona, la sua preferita, era impossibile da guardare, Antonella avrebbe pagato chissà cosa per rivederlo con la testa affondata nel giornale. Si chiedeva, come sarebbe stata ora la sua esistenza senza l’ombra di suo marito che non le rivolgeva più di tre parole nell’arco della giornata. All’improvviso, comprese che il marito sapeva parlare con quel suo silenzio, era lei che non afferrava il suo linguaggio, e non era vero che non l’amava, non le faceva mancare niente, anche questo era un linguaggio d’amore, ogni giorno, ogni piccolo gesto, seppur identico e ripetitivo le diceva quanto lui continuasse ad amarla. “ Perché solo ora l’ho capito? Potevo godermi i tuoi silenzi invece di combatterli!”, finalmente Antonella riuscì a sbloccare le sue lacrime, prese la mano del marito, la baciò teneramente e l’appoggiò sulle sue guance , ebbe la sensazione che fosse il marito stesso ad asciugarle le lacrime mentre lei gli diceva: “Ora so come voglio trascorrere il resto della mia vita e …… VOGLIO FARLO CON TE”. Carmen Auletta
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IL MARE Sanremo 1960 Giorgio Consolini - Sergio Bruni (di Pugliese - Vian) .......... Dalla bianca e lucente scogliera ogni sera di te parlo al mare e tu al mare confidi ogni sera i pensieri d'amore per me. ......... Il mare e` la voce del mio cuore è la voce del tuo cuore che ci unisce ancora i miei baci a te, i tuoi baci a me ce li porta il mare ... ......... Quando un giorno vicini saremo nella nostra casetta sul mare ogni sera dal mare sentiremo la piu` bella canzone d'amore... .......... Il mare e` la voce del mio cuore è la voce del tuo cuore che ci unisce ancora i miei baci a te, i tuoi baci a me ce li porta il mare ... ....... Il mare e` la voce del mio cuore è la voce del tuo cuore che ci unisce ancora i miei baci a te, i tuoi baci a me ce li porta il mare ... |
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Post n°178 pubblicato il 22 Luglio 2009 da carmen46c
Bonagura - Bruni (Voce) Signó' acaláte, ca i', dimane, nun ce vengo! Va p''o vico na voce, na stesa, p''e mmaéste ca vònno fá spesa... Na carretta, ch'è chiena 'e campagna, ll'accumpagna pe' tutt''a cittá. Coro: Ll'accumpagna pe' tutt''a cittá. Mo na sciassa cu 'o rrusso e cu 'o ggiallo, s'appresenta cu 'a museca e 'o ballo: pazzariéllo è chist'ommo ch'avanza... Vótta e scanza, cchiù folla se fa... Puó' dí ch''e strade 'e Napule cheste só': nu palcoscenico, puó' dí ch''a gente 'e Napule chesto vò': nu palcoscenico... Só' scene comiche, só' scene tragiche, mentre se recita siente 'e cantá: "Napule, Napule, Napule, Na'... Acqua fresca...chi s''a véve!" 'Npont'ô vico s'apára na festa... passa 'o ruoto, 'o varrile, 'a canesta... Comm'arriva na chiorma 'e straniere, che se vede? Currite! Currí'!... Coro: che se vede? Currite! Currí'!... Carulina se scippa cu Rosa, chesta è 'nzista, ma chella è gelosa, pe' nu guappo ca 'nganna duje core, sti ddoje sore só' bone 'e murí... Puó' dí ch''e strade 'e Napule cheste só': nu palcoscenico... puó' dí ch''a gente 'e Napule chesto vò': nu palcoscenico... Só' scene comiche, só' scene tragiche, mentre se recita siente 'e cantá: "Napule, Napule, Napule, Na'... 'e mellune chine 'e fuoco!" Finalino: (Voce) Signó' acaláte, ca i', dimane, nun ce vengo... Acaláte!
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Post n°177 pubblicato il 12 Luglio 2009 da carmen46c
Per gli amanti della canzone classica napoletana ho pensato di fare cosa gradita inserire questa canzone dei Sergio Bruni con il testo.
PISCATURELLA Pare na Sarracéna cu st'uocchie nire e 'sta vucchella rossa comm''o ffuoco... Si' nata 'nterr'â rena 'e Margellina ma tiene 'e sentimente 'e na regina... e puorte 'ncuollo nu prufumo 'e mare meglio 'e ll'addore 'e tutt''e prufumiere... Ohé!... Piscaturella... Ohé! Mme faccio piscatore pe' mm'arrubbá stu core... Nun cerco tesore, nun cerco ricchezza... mm'abbasta na varca, mm'abbasta na rezza... e ll'ammore cu te! Certo, dint'a 'sta rezza che tire 'a mare, nu juorn'e chiste truvarraje stu core... E pigliatillo, oje bella, t'appartiene... nun mme fá cchiù suffrí turmiente e pene! Tu si' pe' me padrona e 'nnammurata... e io sóngo 'o schiavo tujo pe' tutt''a vita!
Ohé!... Piscaturella... ......................
Finale:
Mme faccio piscatore pe' mm'arrubbá stu core... Nun cerco tesore, nun cerco ricchezza, mm'abbasta na varca, ll'azzurro d''o cielo e ll'ammore cu te...... |
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Post n°176 pubblicato il 01 Luglio 2009 da carmen46c
Paura dell’abbandono: cosa c’è dietro?
Soprattutto chi ha subito distacchi o lutti dolorosi in tenera età ha sempre paura di riviverli ogni volta che ama o che stabilisce un rapporto che spera possa durare nel tempo. E’ come se il dolore che ha segnato l’ infanzia restasse sospeso sopra la testa come un spada di damocle. In questo modo la persona resta adulta fisicamente ma non emotivamente e si sente sempre in pericolo, minacciata, costantemente in procinto di perdere il bene della persona amata. Da bambini infatti quando si perde l’amore di un familiare perchè ci abbandona, si allontana , si ammala, o muore si è portati a pensare di essere in qualche modo colpevoli, o responsabili e di meritare per questo, il castigo della sofferenza. O si pensa di VALERE POCO da poter essere lasciati soli a scontare la pena. Insomma il bambino che ha sofferto il distacco si sente SVALUTATO COLPEVOLE PERDENTE e SOLO. Un senso di AUTOSVALUTAZIONE di PERDITA e di COLPA che conserverà da adulto. Questa sensazione viene proiettata all’interno di sè stesso e covata nel tempo in maniera latente, così che quando si incontra una persona da amare, la sua paura di restare solo torna a farsi viva in tutta la sua forza come una “velenosa malattia della mente” e del cuore. La persona torturata dal complesso dell’abbandono teme di affezionarsi e di amare ancora, sicura che per lei verrà ancora quel momento che dovrà soffrire ancora quel dolore che BRUCIA e DIVORA. Proprio per ribellarsi e non subire passivamente l’attesa di un nuovo evento doloroso, può decidere, come in questo caso, di trasformare il suo tormento e la sua paura interiore in un vero e proprio attacco all’amore con comportamenti tesi a boicottare la buona armonia o il proseguimento felice del rapporto d’amore Chi l’ha subito da piccolo, conosce bene l’intensità di quella sofferenza, sa che può diventare insopportabile e così cerca di allontanarla e prevenirla.
Una volta rovinata la relazione e innescato un nuovo abbandono, chi lo ha determinato se ne sentirà di nuovo colpevole, perpetuando quella paura e quel senso di AUTOSVALUTAZIONE che costituiscono le sue convinzioni interiori, conscie o inconscie che siano. Si cercano nuovi rapporti dei quali forse non importa nulla cercando inconsciamente di farsi scoprire e di mettere in crisi quell’unico rapporto al quale si tiene davvero.. Poichè dentro si è convinti che la felicità non può durare, purtroppo la si distrugge con le proprie mani. IL MIO SUGGERIMENTO: Non bisogna ripetere anche nella vita adulta il doloroso percorso che si è subito nella vita infantile. Abbi fiducia nell’amore nella possibilità di non abbandonare e di non essere abbandonato. |
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Post n°175 pubblicato il 22 Giugno 2009 da carmen46c
Un bambino pregava così : " Signore, oggi ti chiedo qualcosa di speciale ... fammi diventare un televisore. Vorrei vivere come la tele di casa mia. Vorrei avere una stanza speciale in cui riunire tutti i membri della mia famiglia attorno a me. Essere preso sul serio quando parlo e diventare il centro dell'attenzione, che tutti ascoltino senza interrompere o fare storie. Vorrei sentire l'attenzione speciale che riceve la tele quando non funziona. Avere la compagnia di mio padre quando torna a casa, anche se è stanco per lavoro. Che mia mamma mi cerchi quando è sola ed annoiata, invece di ignorarmi. Che i miei fratelli litighino per avere la mia compagnia. E che possa divertire tutti quanti, anche se per la maggior parte non dirò niente di importante. Vorrei avere la sensazione che lascino perdere tutto per passare qualche momento insieme a me. Signore, non chiedo molto ... solo di vivere come vive qualunque televisore." (tratto dal libro "PNL con i bambini" Eric della Parra Paz) |
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Post n°173 pubblicato il 12 Giugno 2009 da carmen46c
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Visto da Roma Visto da Second Life |
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Post n°171 pubblicato il 06 Giugno 2009 da carmen46c
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Post n°170 pubblicato il 31 Maggio 2009 da carmen46c
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Post n°168 pubblicato il 14 Maggio 2009 da carmen46c
""" Amici carissimi di Pyramid Cafè, mi riferisco a Magicflute….a Salhazar…a Fiona….a Erpiotta e a tutti quelli che si vorranno aggiungere: so che se potete mi darete volentieri una mano, partecipo ad un concorso indetto da Imparafacile Runo (Ndr e uqbar) , purtroppo, devo di nuovo ricoverarmi e il tempo che mi rimane è poco , per questo ho pensato di presentare la mia opera chiedendo il vostro prezioso aiuto. |
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Post n°166 pubblicato il 15 Aprile 2009 da carmen46c
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- Poesia alla Poesia
Non sono una donna triste, la mia caratteristica principale, a detta di quelli che mi conoscono da vicino, è di essere una persona positiva, con il sorriso sempre pronto e volenterosa a dare sempre una parola incoraggiante quando serve. Tuttavia, ho notato anche io di avere questa vena malinconica nei miei scritti, in un primo momento non me ne resi conto ma con il tempo ne ho compreso la ragione. Scrivere per me è un atto liberatorio. Io non scrivo semplicemente per riempire un foglio bianco, non sarò neanche brava a dire quello che veramente ho dentro , ma ci provo e stranamente esce fuori questa mia malinconia che contrasta nettamente con la persona sorridente e giocosa che mi caratterizza almeno esteriormente. Devo ringraziare proprio la scrittura se oggi prendo coscienza di tutto questo, scrivere per me è una forma di terapia, un modo per curare le ferite dell’anima e sapere che qualcuno mi legge mi fa stare bene.
VITA IN SECOND LIFE
Momenti di svago in ecovillage di ETOPIA





Non ci si libera facilmente dalla paura di essere abbandonati.





























Inviato da: gemini1970
il 10/11/2009 alle 08:13
Inviato da: gemini1970
il 07/11/2009 alle 19:39
Inviato da: abramo50
il 04/11/2009 alle 10:28
Inviato da: abramo50
il 30/10/2009 alle 09:57
Inviato da: kiara540
il 21/10/2009 alle 23:19