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Creato da carmen46c il 27/06/2007

Tatuaggi dell'anima

I ricordi, certi ricordi, sono come tatuaggi, non vanno più via, sono parte della tua anima, della tua vita.

 

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E' davvero così potente?

Post n°185 pubblicato il 14 Settembre 2009 da carmen46c

E' davvero cosi potente? Mi direte: "A cosa ti riferisci?" Mi riferisco alla nostra mente, si, la mente ha il potere sia di farci ammalare fisicamente e sia il contrario.  Vi scrivo questa mia esperienza perchè potrebbe essere di aiuto a qualcuno e se non ne avete bisogno, ne sono felice, di certo qui vi parlo di un caso limite come lo era il mio tanti anni fa.

 In passato ho sofferto di grave depressione e dopo tanti tentativi, uso di medicinali, incontri con neurologi e cose varie, non ci crederete,  istintivamente un giorno, da sola, compresi che erano i miei pensieri che dovevo correggere. Non è stato facile, ma me lo proposi come esercizio fisico mentale da fare ogni giorno. All'inizio fu uno strazio, ero troppo abituata ai miei pensieri negativi che mi si affollavano nella mente senza fare alcuno sforzo, mentre per quelli positivi dovevo proprio costringermi a farlo,  una violenza che dovevo fare su me stessa.

 Poichè avevo compreso bene che quella era l'unica strada che potevo percorrere per salvarmi, si, mi vergogno persino a dirlo, ma lo dico perchè potrebbe essere di aiuto questa mia esperienza , dicevo, spesso ero arrivata al punto di pensare seriamente al suicidio.

Quando compresi il grande potere che ha la mente, e la sua grande influenza sulla salute fisica, decisi che la mia mente si sarebbe nutrita , anche sotto enormi sforzi, di pensieri positivi. Ho trascorso un anno di strenuo lavoro che ho fatto su me stessa costringendomi a vedere il lato positivo in qualsiasi cosa, mi ricordo che ad un certo punto, su una di queste mie riflessioni al positivo, cominciai a chiedermi: "E chi mi dice che non sia realmente così?".

 Compresi che ero sulla via della guarigione, oggi pensare in positivo mi viene spontaneo, le mie figlie mi apprezzano molto per questo e mi chiedono spesso come faccio ad essere così.

 Io lo so come faccio ma ci sono dovuta arrivare attraverso enormi sofferenze al punto  tale da mettermi di fronte ad un bivio, dovevo scegliere se vivere o morire ed ho scelto di vivere.

Con mia grande gioia, dopo alcuni anni, su una rivista scientifica lessi la nuova scoperta che avevano fatto gli scienziati riguardo alla depressione: " LA DEPRESSIONE SI PUò SCONFIGGERE ALIMENTANDO LA MENTE DI PENSIERI POSITIVI." Quel metodo ora aveva una sua validità scientifica.

Mi venne la pelle d'oca dall'emozione quando lessi quella notizia, perchè lo avevo sperimentato sulla mia pelle e ci ero arrivata da sola, senza l'aiuto di nessuno. A niente erano serviti gli incontri con i neurologi, con i medici e roba varia,  fu la mia voglia di vivere che mi fece intuire che dovevo dare una grande svolta al mio modo di pensare e di vedere le cose.

 

 
 
 

IL TUO POTERE

Post n°184 pubblicato il 26 Agosto 2009 da carmen46c
 
Tag: PNL, potere

Esiste una vecchia leggenda Indù che ci narra che esisteva un tempo in cui tutti gli uomini avevano un grande potere. Vivevano  sulla terra, avevano potere illimitato ed erano felici di questa loro condizione.

 Ben presto  abusarono di questo potere  al punto che, Brahma, signore degli dei, decise di privarli del loro potere e nasconderlo in un posto dove nessuno avrebbe mai potuto recuperarlo. Il grande problema, quindi, fu quello di capire dove nascondere questo grande potere. Quando tutti gli dei minori si riunirono a consiglio vi furono molte proposte. La prima fu : ”Sotterriamo il potere dell’uomo nelle più profonde viscere della Terra, li non potrà mai recuperarlo!”. Allora Brahma rispose : ”No, non basta. Oggi l’uomo non è capace di raggungere le viscere della Terra ma prima o poi avrà i mezzi e la capacità per arrivarci.”’ Allora gli altri dei replicarono : ”In questo caso gettiamo il potere dell’uomo nel più profondo degli oceani!”. E Brahma rispose : ”Ancora non và bene. Perchè sicuramente prima o poi l’uomo esplorerà tutti gli oceani e riuscirà a riportarlo a galla”. Gli dei minori allora risposero : ”In tal caso non sappiamo dove nasconderlo, perchè sembra che non ci sia un posto sulla Terra o nel Mare che l’uomo non possa raggiungere prima o poi”. Allora Brahma, dopo essersi concesso qualche minuto per riflettere disse : ”Ecco cosa faremo del potere dell’uomo : lo  nasconderemo dentro l’uomo stesso, nel suo io più profondo e segreto. Quello è l’unico posto in cui non gli verrà in mente di andarlo a cercare”.

 Da allora per migliaia di anni l’uomo ha fatto il giro del mondo, ha scalato le montagne, ha esplorato tutti i mari alla ricerca di qualcosa che si è sempre trovata dentro di se.

 
 
 

POESIA ALLA POESIA

Post n°183 pubblicato il 20 Agosto 2009 da carmen46c

 

Spesso mi chiedo perchè quando sono gioiosa

non sento il desiderio di scrivere poesie.

Forse ho capito il perchè.

 

Poesia alla poesia

 

 

Pecchè ‘e te me sto scurdann,

tu,  ll’unica che me ven’a salvà

quann sent  ca sto suffrenn

e nisciun me pò pensà.

 

Pecchè , io m’addumando,

t’abbandono e te trascuro,

m’alluntano fin’a quando

chistu core se fa scuro.

 

Eppure, pe chell ca tu faje,

nisciun t’avessa scurdà.

A ogni poeta tu glie daje

chell ca  nun se pò negà.

 

Tu glie daje  fama e onore,

m ‘a cosa cchiù importante,

daje sollievo dal dolore

a nu core sanguinante.

                                                          Carmen Auletta

 
 
 

LA SALITA

Post n°182 pubblicato il 17 Agosto 2009 da carmen46c
 

 

 

Non tutte le strade sono in discesa ma a volte le salite, anche se faticose, sono quelle che ci insegnano di più su noi stessi e che ci danno la maggiore soddisfazione.

 
 
 

TELL HIM - CELIN DION E BARBRA STREISAND

Post n°181 pubblicato il 13 Agosto 2009 da carmen46c
 

Artista: C.Dion feat. B.Streisand
Titolo: Tell Him

I'm scared
So afraid to show I care
Will he think me weak
If I tremble when I speak
Ooooh, what if
There's another one he's thinking of
Maybe he's in love
I'd feel like a fool
Life can be so cruel
I don't know what to do
I've been there
With my heart out in my hand
But what you must understand
You can't let the chance
To love him pass you by
Should I
Tell him that the sun and moon
Rise in his eyes
Reach out to him
And whisper
Tender words so soft and sweet
Hold him close to feel his heart beat
Love will be the gift you give yourself
Touch him
With the gentleness you feel inside
Your love can't be denied
The truth will set you free
You'll have what's meant to be
All in time you'll see
I love him
Of that much I can be sure
I don't think I could endure
If I let him walk away
When I have so much to say
I'll
Tell him
Tell him that the sun and moon
Rise in his eyes
Reach out to him
And whisper
Tender words so soft and sweet
Hold him close to feel his heart beat
Love will be the gift you give yourself
Love is light that surely glows
In the hearts of those who know
It's a steady flame that grows
Feed the fire with all the passion you can show
Tonight love will assume its place
This memory time cannot erase
Blind faith will lead where it has to go
I'll
Tell him
Tell him that the sun and moon
Rise in his eyes
Reach out to him
And whisper
Tender words so soft and sweet
Hold him close to feel his heart beat
Love will be the gift you give yourself
Never let him go
Never let him go




Titolo Tradotto: Diglielo


Ho paura
così paura di mostrarE che ci tengo a lui
penserà che io sia debole
se tremo mentre parlo?
oooh e se ci fosse
qualcun'altra a cui lui sta pensando?
forse lui è innamorato
mi sentirei una stupida
la vita a volte riesce ad essere
così crudele, non so cosa fare
sono stata lì
con il mio cuore fuori dalla testa
ma quel che devi capire è
che non puoi perderti le occasioni
e lasciare che l'amore ti passi
accanto e ti superi

io dovrei
dirglielo
dirglielo che il sole e la luna
sorgono nei suoi occhi
dovrei allungarmi a lui e bisbigliargli
tenere parole così leggere e dolci
stringerlo forte per sentire
il suo cuore battere
L'amore sarà il regalo che
regalerai a te stesso

toccarlo
con la cortesia che senti dentro
il tuo amore non può essere negato
la verità ti libererà
tu avrai quel che devi avere
e in tempo capirai

lo amo tanto
di quello posso essere sicura
non penso che potrei sopportare di
lasciarlo andare via
quando ho da dirgli così tanto

l'amore è la luce che sicuramente risplende
nei cuori di quelli che sanno
che è una fiamma costante che cresce
devi nutrire il fuoco con tutta
la passione che puoi mostrare
stanotte l'amore prenderà il suo posto
il tempo non potrà mai
cancellare questa memoria
la tua fede guiderà l'amore
lì dove deve andare
non lasciarlo mai andare via.

 
 
 

VOGLIO FARLO CON TE

Post n°180 pubblicato il 10 Agosto 2009 da carmen46c
 

 

“Vorrei sapere perché mi hai sposata!”  Più che una domanda era un 'affermazione. Antonella, non riusciva neanche più a pensare con lucidità quella mattina,   la rabbia e il rancore offuscavano la limpidezza dei suoi pensieri, di solito era una donna ragionevole e molto paziente,  raramente manifestava con veemenza  i suoi cattivi stati di animo. Preferiva raffreddare la sua rabbia servendosi del suo speciale “pronto soccorso”, il cibo.

 

Quello che suscitava l’ira di Antonella era l’atteggiamento apatico  del marito, si chiedeva la ragione della sua indifferenza  per tutto quello che accadeva nella loro casa. Spesso con la  mente

andava indietro di 20 anni, al tempo in cui  si erano conosciuti, si ricordava bene che all’epoca , il marito,   un aitante giovanotto di bell’aspetto, con  un carattere non proprio facile,  aveva però di buono che manifestava

con passione, seppur con furibonde litigate tutto quello che aveva dentro.

 

 Antonella sentiva la mancanza di quei sani litigi di un tempo, la  continua attrazione  e  repulsione verso quell’uomo, che avrebbe voluto schiaffeggiare un momento prima per poi baciarlo un attimo dopo, rappresentava  la linfa vitale del loro rapporto.

 

Ora, la loro relazione  era  divenuta piatta, senza emozioni, senza sorprese, tutto era  monotono  e prevedibile .  La cosa peggiore era che non si riusciva a litigare per nessun motivo, di certo non era perché non esistevano  motivi per litigare, c’erano e per Antonella non erano affatto banali, anzi, erano persino di una certa gravità.

 

“ E’ mai possibile che mi fai una carezza solo quando vuoi fare sesso con me?”. Questo era uno dei motivi “gravi” per cui Antonella avrebbe litigato volentieri con il marito,  lui invece preferiva affondare la testa nel giornale che leggeva tutte le sante sere sdraiato su quella poltrona mentre lei sparecchiava la tavola e lavava  i piatti. Sapeva già come sarebbe finita la serata, seduti  entrambi  annoiati e sonnacchiosi  davanti al televisore e l’unica frase  che lui le avrebbe rivolto sarebbe stata la stessa, identica a quella che  ripeteva ogni sera dopo cena: “Fammi una tazza di caffè!”

 

Ora,  Antonella,  in quella stanza asettica di ospedale,  davanti a quel letto su cui giaceva il marito in coma da più di tre mesi, aveva lo sguardo perso nel vuoto,  la sua unica occupazione era  di ritornare più volte durante il giorno e costringersi a parlare al marito come il medico le suggeriva. Cosa poteva oramai dire a quell’uomo, ora che ella aveva imparato a non fiatare più, a reprimere ogni voglia di gridare, di litigare e di piangere?

 

 Pensava di essere stata  davvero perfida con il  marito quel giorno in cui gli disse che  non avrebbe neanche sentito la sua mancanza, qualora lui fosse morto, perché per lei, lui   era divenuto “inesistente” .   Ora, al contrario,  si faceva sempre più grande il vuoto che le aveva lasciato, quella poltrona,  la sua preferita, era impossibile da guardare, Antonella avrebbe pagato chissà cosa per rivederlo con la testa affondata nel  giornale. Si chiedeva, come sarebbe stata ora la sua esistenza senza l’ombra di suo marito che non le rivolgeva più di tre parole nell’arco della giornata.

 

All’improvviso, comprese che il marito sapeva parlare con quel suo silenzio, era lei che non afferrava il suo linguaggio, e non era vero che non l’amava, non le faceva mancare niente, anche questo  era un linguaggio d’amore,

ogni giorno, ogni piccolo gesto, seppur identico e ripetitivo  le diceva quanto lui continuasse ad amarla.

 

“ Perché solo ora l’ho capito? Potevo godermi i tuoi silenzi invece di combatterli!”, finalmente Antonella riuscì a sbloccare le sue lacrime, prese la mano del marito, la baciò teneramente e l’appoggiò sulle sue guance  , ebbe  la sensazione che fosse il marito stesso ad asciugarle le lacrime mentre lei gli diceva: “Ora so come voglio trascorrere il resto della mia vita e ……  VOGLIO FARLO CON TE”.

                                                                                                  Carmen Auletta

 

 

 

 

 

 

 

 
 
 

DEDICATA A NIKA

Post n°179 pubblicato il 04 Agosto 2009 da carmen46c
 

nientesono il 03/08/09 alle 19:17 via WEB
Sapessi quanto ho sognato con le canzoni napoletane,oltre alle vecchie canzoni di quando ero piccola poi nel mio cuore ci sono state le canzoni di Peppino Di Capri,tutte.La canzone di Sergio Bruni faceva:"Il mare...è la voce del mio cuore" e non mi viene più in mente.Ciao,carissima.

 
 
carmen46c
carmen46c il 03/08/09 alle 20:41 via WEB
Ah si...me la ricordo...nel ritornello faceva "I tuoi baci a me...i miei baci a te... ce li porta il mare."

IL MARE

Sanremo 1960 Giorgio Consolini - Sergio Bruni
(di Pugliese - Vian)


..........

Dalla bianca e lucente scogliera
ogni sera di te parlo al mare
e tu al mare confidi ogni sera
i pensieri d'amore per me.
.........
Il mare
e` la voce del mio cuore
è la voce del tuo cuore
che ci unisce ancora
i miei baci a te, i tuoi baci a me
ce li porta il mare ...
.........

Quando un giorno vicini saremo
nella nostra casetta sul mare
ogni sera dal mare sentiremo
la piu` bella canzone d'amore...
..........
Il mare
e` la voce del mio cuore
è la voce del tuo cuore
che ci unisce ancora
i miei baci a te, i tuoi baci a me
ce li porta il mare ...
.......
Il mare
e` la voce del mio cuore
è la voce del tuo cuore
che ci unisce ancora
i miei baci a te, i tuoi baci a me
ce li porta il mare ...

 
 
 

PALCOSCENICO

Post n°178 pubblicato il 22 Luglio 2009 da carmen46c
 

 

PALCOSCENICO

Bonagura - Bruni


(Voce) Signó' acaláte,
ca i', dimane, nun ce vengo!


Va p''o vico na voce, na stesa,
p''e mmaéste ca vònno fá spesa...
Na carretta, ch'è chiena 'e campagna,
ll'accumpagna pe' tutt''a cittá.
Coro: Ll'accumpagna pe' tutt''a cittá.
Mo na sciassa cu 'o rrusso e cu 'o ggiallo,
s'appresenta cu 'a museca e 'o ballo:
pazzariéllo è chist'ommo ch'avanza...
Vótta e scanza, cchiù folla se fa...

Puó' dí
ch''e strade 'e Napule cheste só':
nu palcoscenico,
puó' dí
ch''a gente 'e Napule chesto vò':
nu palcoscenico...
Só' scene comiche,
só' scene tragiche,
mentre se recita
siente 'e cantá:
"Napule, Napule, Napule, Na'...
Acqua fresca...chi s''a véve!"

'Npont'ô vico s'apára na festa...
passa 'o ruoto, 'o varrile, 'a canesta...
Comm'arriva na chiorma 'e straniere,
che se vede? Currite! Currí'!...
Coro: che se vede? Currite! Currí'!...
Carulina se scippa cu Rosa,
chesta è 'nzista, ma chella è gelosa,
pe' nu guappo ca 'nganna duje core,
sti ddoje sore só' bone 'e murí...

Puó' dí
ch''e strade 'e Napule cheste só':
nu palcoscenico...
puó' dí
ch''a gente 'e Napule chesto vò':
nu palcoscenico...
Só' scene comiche,
só' scene tragiche,
mentre se recita siente 'e cantá:
"Napule, Napule, Napule, Na'...
'e mellune chine 'e fuoco!"


Finalino: (Voce)

Signó' acaláte,
ca i', dimane, nun ce vengo...
Acaláte!

 

 

 
 
 

PISCATURELLA

Post n°177 pubblicato il 12 Luglio 2009 da carmen46c
 

 

 

 

Per gli amanti della canzone classica napoletana

 ho pensato di fare cosa gradita

inserire questa canzone dei Sergio Bruni

con il testo.

 

 

PISCATURELLA

Pare na Sarracéna

cu st'uocchie nire

e 'sta vucchella rossa

comm''o ffuoco...

Si' nata 'nterr'â rena 'e Margellina

ma tiene 'e sentimente 'e na regina...

e puorte 'ncuollo nu prufumo 'e mare

meglio 'e ll'addore 'e tutt''e prufumiere...

Ohé!...

Piscaturella...

Ohé!

Mme faccio piscatore

pe' mm'arrubbá stu core...

Nun cerco tesore,

nun cerco ricchezza...

mm'abbasta na varca,

mm'abbasta na rezza...

e ll'ammore cu te!

Certo, dint'a 'sta rezza

che tire 'a mare,

nu juorn'e chiste truvarraje

stu core...

E pigliatillo, oje bella, t'appartiene...

nun mme fá cchiù suffrí turmiente e pene!

Tu si' pe' me padrona e 'nnammurata...

e io sóngo 'o schiavo tujo pe' tutt''a vita!

 

Ohé!...

Piscaturella...

......................

 

 

Finale:

 

Mme faccio piscatore

pe' mm'arrubbá stu core...

Nun cerco tesore,

nun cerco ricchezza,

mm'abbasta na varca,

ll'azzurro d''o cielo

 e ll'ammore cu te......

 
 
 

Abbandono

Post n°176 pubblicato il 01 Luglio 2009 da carmen46c

Paura dell’abbandono: cosa c’è dietro?

abbandonoNon ci si libera facilmente dalla paura di essere abbandonati.

Soprattutto chi ha subito distacchi o lutti dolorosi in tenera età ha sempre paura di riviverli ogni volta che ama o che stabilisce un rapporto che spera possa durare nel tempo.

E’ come se il dolore che ha segnato l’ infanzia restasse sospeso sopra la testa come un spada di damocle.

In questo modo la persona resta adulta fisicamente ma non emotivamente e si sente sempre in pericolo, minacciata, costantemente in procinto di perdere il bene della persona amata.

Da bambini infatti quando si perde l’amore di un familiare perchè ci abbandona, si allontana , si ammala, o muore si è portati a pensare di essere in qualche modo colpevoli, o responsabili e di meritare per questo, il castigo della sofferenza.

O si pensa di VALERE POCO da poter essere lasciati soli a scontare la pena. Insomma il bambino che ha sofferto il distacco si sente SVALUTATO COLPEVOLE PERDENTE e SOLO.

Un senso di AUTOSVALUTAZIONE di PERDITA e di COLPA che conserverà da adulto.

Questa sensazione viene proiettata all’interno di sè stesso e covata nel tempo in maniera latente, così che quando si incontra una persona da amare, la sua paura di restare solo torna a farsi viva in tutta la sua forza come una “velenosa malattia della mente” e del cuore.

La persona torturata dal complesso dell’abbandono teme di affezionarsi e di amare ancora, sicura che per lei verrà ancora quel momento che dovrà soffrire ancora quel dolore che BRUCIA e DIVORA.

Proprio per ribellarsi e non subire passivamente l’attesa di un nuovo evento doloroso, può decidere, come in questo caso, di trasformare il suo tormento e la sua paura interiore in un vero e proprio attacco all’amore con comportamenti tesi a boicottare la buona armonia o il proseguimento felice del rapporto d’amore

Chi l’ha subito da piccolo, conosce bene l’intensità di quella sofferenza, sa che può diventare insopportabile e così cerca di allontanarla e prevenirla.

 

Una volta rovinata la relazione e innescato un nuovo abbandono, chi lo ha determinato se ne sentirà di nuovo colpevole, perpetuando quella paura e quel senso di AUTOSVALUTAZIONE che costituiscono le sue convinzioni interiori, conscie o inconscie che siano.

Si cercano nuovi rapporti dei quali forse non importa nulla cercando inconsciamente di farsi scoprire e di mettere in crisi quell’unico rapporto al quale si tiene davvero..

Poichè dentro si è convinti che la felicità non può durare, purtroppo la si distrugge con le proprie mani.
Si vuole agire prima di un destino che si ritiene ineluttabile.

 IL MIO SUGGERIMENTO:

Non bisogna ripetere anche nella vita adulta il doloroso percorso che si è subito nella vita infantile. Abbi fiducia nell’amore nella possibilità di non abbandonare e di non essere abbandonato.
Parlarne con il partner ( se lo capisce) o con il terapeuta di questi meccanismi distruttivi che scattano in te.
In questo modo ti restituirà LIBERO/A e non colpevole al tempo dell’ amore adulto.

 
 
 

PREGHIERA DI UN BAMBINO

Post n°175 pubblicato il 22 Giugno 2009 da carmen46c
 

Un bambino pregava così :

" Signore, oggi ti chiedo qualcosa di speciale ... fammi diventare un televisore.

Vorrei vivere come la tele di casa mia. Vorrei avere una stanza speciale in cui riunire

tutti i membri della mia famiglia attorno a me. Essere preso sul serio quando parlo

e diventare il centro dell'attenzione, che tutti ascoltino senza interrompere o fare

storie. Vorrei sentire l'attenzione speciale che riceve la tele quando non funziona.

Avere la compagnia di mio padre quando torna a casa, anche se è stanco per lavoro.

Che mia mamma mi cerchi quando è sola ed annoiata, invece di ignorarmi.

Che i miei fratelli litighino per avere la mia compagnia. E che possa divertire

tutti quanti, anche se per la maggior parte non dirò niente di importante. Vorrei

avere la sensazione che lascino perdere tutto per passare qualche momento insieme 

a me. Signore, non chiedo molto ... solo di vivere come vive qualunque televisore."

(tratto dal libro "PNL con i bambini" Eric della Parra Paz)

 
 
 

dreams

Post n°174 pubblicato il 21 Giugno 2009 da carmen46c
 
Tag: dreams

 
 
 

Premiazione in Second Life del Progetto MARGYE DREAMS

Post n°173 pubblicato il 12 Giugno 2009 da carmen46c

 
 
 

Alcuni momenti del Convegno

Post n°172 pubblicato il 08 Giugno 2009 da carmen46c
 

Visto da Roma

Visto da Second Life

 
 
 

EVVIVA!

Post n°171 pubblicato il 06 Giugno 2009 da carmen46c

Il progetto MARGYE DREAMS da me ideato e realizzato con l'aiuto del gruppo Pyramid ha ricevuto il secondo premio. Lo hanno fatto vedere su uno schermo gigantesco a Roma, al museo di Ara Pacis. Grazie Pyramid, senza di voi, non ce l'avrei fatta.

 
 
 

GRAZIE PYRAMID!

Post n°170 pubblicato il 31 Maggio 2009 da carmen46c

 

 

 
 
 

Risultati del progetto

Post n°169 pubblicato il 20 Maggio 2009 da carmen46c
 

 
 
 

Una esperienza bellissima

Post n°168 pubblicato il 14 Maggio 2009 da carmen46c
 

""" Amici carissimi di Pyramid Cafè, mi riferisco a Magicflute….a Salhazar…a Fiona….a Erpiotta e a tutti quelli che si vorranno aggiungere: so che se potete mi darete volentieri una mano, partecipo ad un concorso indetto da Imparafacile Runo (Ndr e uqbar) , purtroppo, devo di nuovo ricoverarmi e il tempo che mi rimane è poco , per questo ho pensato di presentare la mia opera chiedendo il vostro prezioso aiuto.
L’idea è questa: voglio presentare un’opera che faccia comprendere come il Web 2.0 può trasformare in meglio la vita di un invalido che è costretto a rimanere a letto per gran parte della giornata. Ci credereste che un invalido si vede volare via le giornate così in fretta perché ha tante cose costruttive da fare con un portatile? Ebbene, è quello che accade a me, a me non basta una giornata di 24 ore per tutti gli interessi che ho sul Web.

Come alcuni sanno, io amo dipingere , lo faccio a letto, senza muovermi di casa partecipo alle mostre di pittura, mostre che faccio in rl tramite il portatile, frequento siti per la poesia, utilizzo Facebook, You Tube per le mie video-poesie, ho un mio blog molto frequentato , sono iscritta ad una diecina di social network dove faccio sentire la mia presenza e, dulcis in fundo, mi ritrovo ad operare anche in Second Life.

Nonostante le mie difficoltà fisiche, devo dire che con tutti questi mezzi che ho a disposizione ho provato e provo tuttora l’emozione di sentirmi “viva” e non isolata dal resto del mondo.

Bene, non voglio prolungarmi oltre e passo a descrivervi l’opera, nelle parentesi metto cosa voglio simboleggiare con gli oggetti:

bisogna costruire una sfera che rappresenti il mio mondo. In basso al centro, ci deve essere un letto con un avatar-manichino disteso con due grosse pietre sulle gambe (impossibilità di muoversi) , ha un portatile sul petto ( voglia di comunicare) . All’interno della sfera ci sono tante porte bianche, possibilmente socchiuse (apertura verso nuovi mondi) , su ogni porta viene messa il logo di un sito, di un ning, di un blog, di un gruppo, insomma, potrei mettere tutti i network in cui opero. Sullo sfondo delle pareti ci sono tante foto di folle di persone e anche folle di avatar ( amicizie). Tra queste foto vorrei inserire anche quelle che ho fatto in Sl e che rappresentano appunto il mio senso di libertà (Margye Dreams).

Al centro, un po’ più in alto del letto con sopra il manichino ci deve essere una figura che rappresenti la mia persona o meglio il mio avatar che si libra in aria (libertà). Deve dare l’idea di un avatar che si libera da un corpo imprigionato per andare verso la libertà.

Avrei pensato di mettere anche delle frasi volanti all’interno della sfera, frasi , citazioni o cose simili che siano inerenti al tema della comunicabilità degli invalidi mettendo particolarmente in risalto, che se se ne fa un buon uso, il Web 2.0, non solo per gli invalidi, ma per chiunque, può essere un mezzo efficacissimo per crescere in maniera costruttiva avvalendosi della esperienza di ognuno, perchè nessun essere umano, invalido o no, è un isola a parte, ogni essere umano ha bisogno degli altri come gli altri hanno bisogno di lui.

Qui ci sono i termini del concorso, ma se non dovessimo farcela, devo dire cha a me non è il concorso in se che m’ interessa. Sto seriamente pensando che questa opera può divenire un MOSTRA sulla COMUNICABILITA’ DEGLI INVALIDI e presentarlo come lavoro del gruppo Pyramid. Vi ringrazio già da ora, vi ho appena contattato e mi avete sbalordita con la vostra tempestività nell’aiutarmi. Ecco, questo è quello che io intendevo , mi fate sentire “viva” e orgogliosa di voi. GRAZIE!"""

----------


L’iscrizione sarà comunque effettiva solo con la consegna del lavoro attraverso un rezzing dell’opera presentata entro il 1 giugno 2009, presso la land di imparafacile con modalità che verranno comunicate successivamente.
Una giuria qualificata sceglierà le opere vincitrici, che saranno presentate durante il Convegno “ARS in ARA” che si terrà all’Ara Pacis di Roma, in data 5 e 6 Giugno 2009. All’opera prima classificata sarà corrisposto un premio di 20.000 $LL mentre alla seconda e alla terza un premio di 5.000 $LL. Le tre opere finaliste saranno poi esposte nel giardino dell’Isola Imparafacile fino al 31 agosto 2009.


 
 
 

Pausa

Post n°167 pubblicato il 08 Maggio 2009 da carmen46c

 
 
 
 
 
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Non sono una donna triste, la mia caratteristica principale, a detta di quelli che mi conoscono da vicino, è di essere una persona positiva, con il sorriso sempre pronto e volenterosa a dare sempre una parola incoraggiante quando serve. Tuttavia, ho notato anche io di avere questa vena malinconica nei miei scritti, in un primo momento non me ne resi conto ma con il tempo ne ho compreso la ragione. Scrivere per me è un atto liberatorio. Io non scrivo semplicemente per riempire un foglio bianco, non sarò neanche brava a dire quello che veramente ho dentro , ma ci provo e stranamente esce fuori questa mia malinconia che contrasta nettamente con la persona sorridente e giocosa che mi caratterizza almeno esteriormente. Devo ringraziare proprio la scrittura se oggi prendo coscienza di tutto questo, scrivere per me è una forma di terapia, un modo per curare le ferite dell’anima e sapere che qualcuno mi legge mi fa stare bene. 

 

VITA IN SECOND LIFE

Momenti di svago in ecovillage di ETOPIA