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cathy63
   
Creato da cathy63 il 02/12/2005

Kairos & Kronos

C'è un tempo che scorre inesorabile (KRONOS) e un istante che cambia la vita (KAIROS). Un momento in cui qualcosa accade e nulla sarà più come era.

 

H.M.

Post n°998 pubblicato il 16 Luglio 2014 da cathy63

«...Quando la tempesta sarà finita, probabilmente non saprai neanche tu come hai fatto ad attraversarla e a uscirne vivo. Anzi, non sarai neanche sicuro se sia finita per davvero. Ma su un punto non c’è dubbio. Ed è che tu, uscito da quel vento, non sarai lo stesso che vi è entrato... »
(Haruki Murakami)

 
 
 

ça va sans dire

Post n°997 pubblicato il 26 Marzo 2014 da cathy63

Totò: "Sarò breve e circonciso!"
Peppino: "Coinciso! Quello è un'altra cosa: coinciso!"
...ma non sono Totò e Peppino, e neppure Cetto Laqualunque:
la gaffe è di Davide Tripiedi, del M5S, e la risposta ancora più tragicomica è del presidente della Camera di turno, Simone Baldelli, di Forza Italia.
La trasmissione è: "Ignoranti allo sbaraglio!", in diretta dal Parlamento, ogni giorno, da mattina a sera.
Del resto, un paese che vive un analfabetismo funzionale che ci fa piazzare al 24° posto tra i paesi "sviluppati" per competenze in lettura, matematica e problem solving, non è che può eleggere di meglio.

ça va sans dire

 
 
 

pioggia e clochard

Post n°996 pubblicato il 23 Novembre 2013 da cathy63

Piove, tuona e piove, fulmini saette e piove.
Diluvia.
E il mio cane non smette di abbaiare a tuoni e lampi.
Ed io non riesco a non pensare al clochard che dorme ogni notte nel parcheggio del campo sportivo, all'aperto su di una panchina di freddo metallo.
Un cambio di abito, un sacco a pelo ed un pasto è tutto quel che posso, ma non cambia la situazione:
piove, tuona e tutto è bagnato da fiumi di lacrime di un Tempo che non vuole cambiare.


Solo peggiorare.

 
 
 

16 nov #fiumeinpiena piazza mancini napoli

Post n°995 pubblicato il 16 Novembre 2013 da cathy63

 
 
 

16 nov #fiumeinpiena

Post n°994 pubblicato il 16 Novembre 2013 da cathy63

 
 
 

16 nov #fiumeinpiena Napoli

Post n°993 pubblicato il 16 Novembre 2013 da cathy63

 
 
 

16 nov #fiumeinpiena

Post n°992 pubblicato il 16 Novembre 2013 da cathy63

 

 
 
 

Madre Terra Soffre

Post n°991 pubblicato il 15 Novembre 2013 da cathy63

FAI GIRARE - Passa il mouse su @[595161373864049:274:La Terra dei Fuochi deve Vivere: Assieme si può] , si aprirà una finestrella, clicca sul Mi piace e seguici! Grazie.Mia madre soffre. Agonizza. Farò di tutto perché non muoia. Farò di tutto per vederla risorgere. Ha da svolgere una missione immensa. Ha da dar vita a chi viene dopo. Dar da mangiare ai miei figli. E ai figli dei loro figli. È bella la mia mamma. È sempre stata bella. Bella e trasparente. Bella e innocente. Ha generato miliardi di bambini. Uomini. Eroi. Santi. Ma anche ingrati. Ingrati e criminali. Brutti da vedere. Gente da evitare. Sciocchi. Stolti. Ottusi. Le hanno fatto male. Le hanno dato da mangiare arsenico. Toluene. Zinco, piombo e cloroformio. Assurdo. Inconcepibile. Mia madre sta morendo. Ma ci ama ancora. E avverte: “ Correte ai ripari. Se muoio, non lo farò da sola. Moriremo insieme. Mi siete tanto cari. Senza di voi non posso esistere. Senza di me vi siete suicidati”. Perdonaci, madre buona. Illumina gli _nesti. Raccoglie le lacrime di chi soffre. Conservale nello scrigno eterno. Che niente vada perduto. Noi combatteremo. Anche per gli stupidi. Per chi non ha capito niente della vita. Per chi credeva di essere il più furbo. Anche per loro ti richiameremo in vita. Preparati all’ abbraccio. Prepara il vestito bello. Quello che indossavi nel giorno della festa. Lavati. Profumati il capo. Il grande giorno sta per venire. Padre Maurizio PATRICIELLO

Mia madre soffre. Agonizza.
Farò di tutto perché non muoia.
Farò di tutto per vederla risorgere.
Ha da svolgere una missione immensa.
Ha da dar vita a chi viene dopo. Dar da mangiare ai miei figli. E ai figli dei loro figli.
È bella la mia mamma. È sempre stata bella.
Bella e trasparente. Bella e innocente.
Ha generato miliardi di bambini. Uomini. Eroi. Santi.
Ma anche ingrati. Ingrati e criminali. Brutti da vedere. Gente da evitare. Sciocchi. Stolti. Ottusi.
Le hanno fatto male. Le hanno dato da mangiare arsenico. Toluene. Zinco, piombo e cloroformio.
Assurdo. Inconcepibile.
Mia madre sta morendo.
Ma ci ama ancora.
E avverte:
“ Correte ai ripari. Se muoio, non lo farò da sola. Moriremo insieme. Mi siete tanto cari. Senza di voi non posso esistere. Senza di me vi siete suicidati”.
Perdonaci, madre buona. Illumina gli onesti. Raccogli le lacrime di chi soffre. Conservale nello scrigno eterno. Che niente vada perduto.
Noi combatteremo. Anche per gli stupidi. Per chi non ha capito niente della vita. Per chi credeva di essere il più furbo. Anche per loro ti richiameremo in vita. Preparati all’ abbraccio. Prepara il vestito bello. Quello che indossavi nel giorno della festa. Lavati. Profumati il capo.
Il grande giorno sta per venire.

Padre Maurizio PATRICIELLO

 
 
 

Domenica pomeriggio di pioggia e ricordi

Post n°990 pubblicato il 10 Novembre 2013 da cathy63
Foto di cathy63

Ci sono due persone, due uomini, il cui ricordo provoca in me qualche rimpianto e qualche rimorso. E tanto amore che è stato donato ma tanto altro che è rimasto "incistato" lì, in un angolo del cuore. Uno, il primo amore della mia vita, son...o quasi due anni che non è più; lui ha portato via con sé domande e risposte non tanto a me piuttosto a nostro figlio. Il secondo, colui che per me era l'essenza primitiva dell'amore, colui per il quale ho fatto e detto cosa che per nessun altro avrei fatto e detto, è sparito nei meandri dei suoi pensieri, del suo vivere e delle mie accuse.
Oggi siamo tutti un po' più definitivamente soli...

 
 
 

la responsabilità di oggi è per tutti ieri che abbiamo ignorato, non visto o non voluto vedere

Post n°989 pubblicato il 18 Ottobre 2013 da cathy63

 

A questo punto della situazione, dopo avere LETTO e commentato molti degli interventi sulle varie pagine Web riguardo la problematica della Terra dei fuochi e dei Veleni, mi sovvengono alcune riflessioni:
1) c'è panico da cibo avvelenato, non si sa cosa e dove comprare anche i generi di prima necessità. Dunque si punta il dito ovunque vi sia una traccia che riconduca alla nostra Terra. Eppure fino ad ieri tutto andava bene, tanto non si sapeva... E se andava bene è perché non sapeva la maggior parte delle persone. Però la collusione c'è sempre stata, in ogni maglia della vita di questo paese.
2) C'è tanta disinformazione vestita da voglia di partecipazione che spesso produce solo sterile polemica.
3)pur di difendere il proprio, si nega l'evidenza dei fatti. Si torna al "è colpa tua se sto così" senza ammettere che la responsabilità di oggi è per tutti ieri che abbiamo ignorato, non visto o non voluto vedere. Non vedo, non sento e non parlo, per quanto tempo è stato la regola per potere vivere qui? Ma chi ha messo al g
overno le persone che oggi ancora si ostinano a rimanere incollati a ruoli di potere rovinando una terra che è la nostra, le nostre radici? NOI! per comodo, per convenienza, per ignoranza, per collusione.
4) non vogliamo più comprare e mangiare i nostri pomodori avvelenati, giusto! ma la scarpa imitazione di griffes, la borsa di moda, la cintura, gli orecchini, tutto l'indotto della contraffazione, questa roba va ancora bene, perché sii risparmia, perché comunque fa lavorare e portare a casa gli euro per mangiare il prodotto avvelenato dal rogo tossico del rifiuto di quella borsa, di quelle scarpe.
Scetammece!!! soprattutto scrolliamoci di dosso l'ipocrita convincimento che "noi non siamo stati". L'ipocrita convincimento sta pure nel pensare che noi e solo noi stamm'nguaiat. Il problema è mondiale, perché frutto del modo di agire, dissennato ed affaristico dell'uomo moderno dedito al dio danaro. Allora smettiamo di mangiare della nostra terra, ma smettiamo pure di comprare il Falso d'autore, la griffe del popolino, facciamo smettere gli sversamenti ed i roghi, poi andiamo verso il biomonitoraggio e poi la bonifica. ma c'è tutta un'opera di rieducazione da fare.

 
 
 

CHI EVADE, AVVELENA ANCHE TE: DIGLI DI SMETTERE!

Post n°988 pubblicato il 17 Ottobre 2013 da cathy63

 

CHI EVADE, AVVELENA ANCHE TE: DIGLI DI SMETTERE!

Gent. Mo Direttore de IL CORRIERE DEL MEZZOGIORNO

Dr Marco de Marco

Oggi giovedi 16 ottobre 2013, vorrei sottolineare come tre ottimi ed importantissimi articoli pubblicati sul vostro giornale, ( Isaia Sales “E’ possibile isolare i boss”,  le “Iene” fanno analizzare una pianta di pomodoro: l’esperto “piena di veleni”, “Zanonato lancia un brand contro i falsi”), apparentemente lontani tra loro per argomenti e contenuti, sono in realta’ l’uno la conseguenza dell’altro.

L’ordine logico e conseguenziale delle tre notizie è infatti il seguente :

1)      “Zanonato lancia un brand contro i falsi”

2)      “le “Iene” fanno analizzare una pianta di pomodoro: l’esperto “piena di veleni”

3)      Isaia Sales “E’ possibile isolare i boss”;

Da ormai riconosciuto esperto della crisi ambientale e sanitaria di Terra dei Fuochi che mi ha imposto altre due audizioni al Senato della Repubblica Italiana il 10 settembre 2013 (Commissione Salute Senato) e il 10 Ottobre 2013 (Commissione Ambiente Senato) , pongo alla vostra attenzione che quanto avete scritto è gran parte del contenuto delle mie audizioni e la base interpretativa (in termini medici “patogenetica”) del  disastro ambientale di “Terra dei Fuochi”.

 “La contraffazione è un parassita che divora un miliardo e 700 milioni di euro e 100 mila posti di lavoro all’anno” : ma quel parassita, se non lo fermi, avvelena anche con lo smaltimento illecito di una produzione manifatturiera cosi vasta!

“La Campania è un caso con il 42.3 per cento dell’intero fatturato e si attesta come regione in cui si registra la maggiore quota di mercato contraffatto. I settori commerciali in cui è maggiormente presente il fenomeno della contraffazione sono l’abbigliamento e gli accessori, con il 35.9 per cento. Poi gli audiovisivi, con il 25.8 per cento, e i prodotti alimentari e le bevande , con il 16,7 per cento.” Questi dati sono perfettamente in linea (in quanto ne sono la causa) con i dati Legambiente che attestano che la Campania detiene il 43 per cento (ma che coincidenza!) di tutti i reati ambientali commessi sul territorio nazionale, come ovvia conseguenza dell’obbligato smaltimento “in nero” di questa enorme produzione locale di attivita’ manifatturiera in regime di evasione fiscale. E rendono altresì ulteriore  discredito all’ignoranza suicida dei “boss” casalesi che quindi non possono sentirsi sicuri nelle proprie famiglie neanche se bevono l’acqua minerale , in linea con gli ordini di evacuazione dei parenti dei militari US Navy residenti nei loro villoni di paese,  cui è stato ordinato di non bere acqua minerale italiana e neanche di lavarsi i denti con l’acqua di rubinetto locale.

Come scrive Sales “Il Governo non può ignorare che tutto ciò è il frutto di un mercato nazionale malato e di norme assurde; se è stato permesso di abbassare i costi alle imprese scaricando al Sud gli scarti velenosi”, ciò è stato possibile perchè lo stesso Stato , in tutte le sue articolazioni locali, di cui per anni anche Sales ha fatto parte, ha chiuso non due ma quattro occhi sull’eccezionale sviluppo di imprese e attività manifatturiere locali in regime di evasione fiscale, consentendo cosi ai boss casalesi di sovrapporre ai rifiuti solidi urbani, usati come scenografica copertura, non solo i rifiuti della attività produttive locali in regime di evasione fiscale, ma anche i ben più lucrosi , ma anche ben più tossici, scarti industriali del Nord.

E nelle ultime due audizioni in Parlamento ho presentato una sintetica tabella, definita “semplicistica” dal collega e Senatore Della Zuanna, ma estremamente efficace nel fare comprendere l’origine e la costanza dei flussi nord verso sud dei rifiuti tossici, in cui in base ai dati ISPRA 2012 e alla “semplicistica” considerazione statistica del 30 % medio di evasione fiscale su base nazionale, ho evidenziato che per ogni cittadino campano la quota di rifiuto speciale prodotto procapite/anno da smaltire illegalmente si aggira sui 500 kg (rifiuti solidi urbani non oltre 440 kg) , mentre per ogni cittadino veneto, lombardo e toscano tale quota si aggira sulla tonnellata/procapite/anno !

Quei 500 kg/anno costituiscono ( da decine di anni!) la parte visibile e “indigena” di “Terra dei Fuochi”; quella tonnellata/anno la parte “invisibile” ( e molto piu’ pericolosa!) di “Terra dei Veleni” proveniente anche dal Nord !

“Chiunque è in grado di fare due calcoli sa che una parte consistente di quella produzione prende necessariamente vie illegali e criminali”.Verissimo! Ma perche’ allora soltanto io ho presentato ufficialmente questi “due calcoli” in ben 4 audizioni al Parlamento italiano ed una al Parlamento Europeo (8 luglio 2013)  in tutti questi anni ?

Questi “due calcoli” si dovevano fare ben prima di litigare sulle vere cause (disastro ambientale e/o stili di vita individuali) di quei ben due anni di vita persi per ogni cittadino campano ma soltanto negli ultimi venti anni?  

E li doveva fare e rendere pubblici quella Amministrazione che ha governato per decine di anni la Regione Campania e di cui Sales , (come Velardi), è stato parte integrante? Ed invece sono stati fatti, e presentati con coraggio da  kamikaze , da Medici “pazzi” e preti “sciacalli” !

E non è una vergogna assoluta per un Governo Regionale e tutte le categorie universitarie e professionali campane che ancora oggi, dopo trenta anni di declarato disastro e dopo che tutte le altre regioni di Italia hanno dimostrato di sapere gestire “in proprio” le crisi sanitarie e ambientali locali, disponendo la Campania ancora di circa 800 laboratori di analisi privati, oltre quelli pubblici, (rispetto ai circa 260 lombardi per esempio), dobbiamo sentirci ancora trattati da ignoranti e incompetenti quando ancora oggi un Ministro della Salute valente come la Lorenzin, dispone che le analisi e le indagini epidemiologiche continuino ad essere fatte al di fuori delle Universita’, degli IRCCS e delle ASL e ARPA della Regione Campania ?

Il Commissariato alle bonifiche, per auto definizione pubblica dello stesso Commissario mai dimissionario, come tutti i ruoli e i governi campani precedenti responsabili del disastro,  è composto da pochi “scafessi” senza risorse.

Nelle audizioni al Parlamento ho presentato ufficialmente la proposta della Prof Maria Triassi, nostro valente Direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica della Universita’ “Federico II”, di costituire una “cabina di regia” regionale con Laboratorio di Sanità pubblica regionale in grado di ricostituire , e “leggere” nei tempi giusti e in modo corretto , razionale , trasparente, i dati provenienti dalle matrici ambientali, sanitarie e zootecniche regionali e quindi in grado di indirizzare correttamente gli interventi della politica regionale.

Per tutelare concretamente la nostra meravigliosa Terra e i contadini leali che ogni giorno si ammazzano per mantenerla tale, perchè ancora stamattina non siamo in grado di portare le telecamere (e gli analisti) delle “Iene” sui territori ormai caratterizzati da anni e gravemente inquinati addirittura con i terreni tossici della bonifica della Val Bormida (RESIT) (che ora , nelle prossime bonifiche, si cercherà di spedire a qualche territorio da distruggere ) e mostrare loro che è in corso, e non ancora allo studio, la piantumazione di tali aree con migliaia di alberi non destinati a consumo alimentare magari donati ognuno, per solidarietà e condivisione, con tanto di cartellino alla base dell’albero, da un Comune di tutta la Regione Campania?

Portiamo le “Iene” e tutte le televisioni del mondo a filmare i nostri ettari avvelenati dal Nord come diventano “il Giardino dei Giusti” di un Popolo che con dignità, amore per la vita anche dei figli dei camorristi e degli industriali assassini del nord e con infinita civiltà , si è ribellato non solo ai boss dei casalesi ma anche ai loro complici nella politica, affinchè nei secoli futuri, e non solo in Campania, resti un messaggio preciso :

 “Che nessuno dimentichi , e che non accada mai più!”

Questo messaggio televisivo ( ovviamente accompagnato da controlli veri, affidabili e stabili da realizzare e mantenere costanti da strutture tecniche e sanitarie presenti all’interno della Regione Campania, e non con progetti finalizzati  “una tantum” destinati e realizzati solo da organismi di controllo nazionale) e non passerelle varie di politici e tecnici ormai (purtroppo!) palesemente inaffidabili, sarebbe il più forte messaggio da “gridare” al mondo a tutela della nostra agricoltura di qualità e della nostra salute !   

Napoli li 16 ottobre 2013,

Dr Antonio Marfella,

tossicologo oncologo

Vice Presidente ISDE MEDICI AMBIENTE NAPOLI

Difensore Civico Assise di Palazzo Marigliano

 
 
 

Occorre dare voce a chi non ha voce. Indietro non si torna più. Mai più

Post n°987 pubblicato il 17 Ottobre 2013 da cathy63

Occorre dare voce a chi non ha voce. Prendere sulle proprie spalle il fardello di chi ci vive accanto. Bisogna farsi prossimo. Le persone non debbono sentirsi sole. Chi sta pagando un prezzo altissimo per lo scempio che uccide la Campania deve sapere che gli vogliamo bene. Abbiamo un solo strumento per vincere questa guerra infame. L’unione. Stare insieme. Prenderci sottobraccio. Farci compagnia. Essere orgogliosi di lottare per un ideale immenso. Sentendo la riconoscenza di coloro che verranno dopo. Le nuove generazioni ci benediranno. Coloro cha hanno imbrogliato, lucrato, ingannato dovranno subire gli oltraggi dei loro stessi figli. Il cancro non guarda in faccia a nessuno. A nessuno. Prepariamoci alla macchina del fango. Nei giorni che verranno schizzi puzzolenti e velenosi tenteranno di sporcarci il volto. Non ci interessa. Un brillante gettato in una fogna rimane sempre un brillante. La fogna sempre una fogna. Importante è stare insieme. La differenza tra noi e loro è grande quanto il mare. Loro, per forza, dovranno far ricorso alla menzogna. O, come le femminucce delle elementari, al pettegolezzo. Noi, no. Noi non abbiamo niente da temere. Niente ci fa paura. Nulla desideriamo. La Grazia di Dio, la certezza di lavorare per il bene, l’ amicizia vera di migliaia di persone di buona volontà ci riempie il cuore fino alle lacrime. Siamo preparati a tutto. Tutto fu già messo in conto. Non siamo ingenui. Quando al cane tenti di strappare l’osso, è normale che ti azzanni. Tutto qua. Tutto secondo copione. Ma si va avanti. Indietro non si torna più. Mai più. Padre Maurizio PATRICIELLO

 
 
 

lettera dal Pausillipon a P. Maurizio

Post n°986 pubblicato il 17 Ottobre 2013 da cathy63

Questa è la lettera che un papà mi scrive al ritorno del Pausillipon. Come si può facilmente comprendere il dramma che subiamo sulla pelle nostra e quella dei nostri figli è immenso e non lascia spazio a parole inutili, vuote o, peggio, menzognere. Padre Maurizio PATRICIELLO .

  “ Don Maurizio, buonasera. Sono il papà di una fanciulla da due anni in cura al Centro oncologico Pausillipon Napoli. Questa mattina al Pausillipon ho assistito a una scena a dir poco sconvolgente. Di solito i bambini che trovavamo erano 10, al massimo 12 , ma questa mattina erano più di 35. Nel parlare con altri genitori mi riferivano che erano i nuovi giunti per terapie. Io abito in un paese vicino al suo. Anche gli altri bambini che ho trovato erano quasi tutti della zona di Caivano, Orta di Atella, Cesa, Frattamaggiore e Cardito. Don Maurizio, seguo le sue battaglie e credo che lei e' l'unico a dare voce a noi genitori con figli malati di cancro. Pochi giorni fa e' morta mia suocera anche lei con il cancro , mi e' rimasto solo Dio. Siamo una famiglia distrutta , al Pausillipon dottori infermieri sono persone affettuose , ma e' un luogo TRISTE. Vedere tanti, troppi bambini con mascherine e chemioterapia ti distrugge. Don Maurizio per carità dica una preghiera pure per mia figlia e se può mi dica se possiamo venire da lei. Con affetto la saluto”. Un amico

 
 
 

Non opprimere i figli con l'idea della scuola (di Natalia Ginzburg)

Post n°985 pubblicato il 12 Ottobre 2013 da cathy63

Al rendimento scolastico dei nostri figli, siamo soliti dare un'importanza che è del tutto infondata. E anche questo non è se non rispetto per la piccola virtù del successo. Dovrebbe bastarci che non restassero troppo indietro agli altri, che non si facessero bocciare agli esami; ma noi non ci accontentiamo di questo; vogliamo, da loro, il successo,vogliamo che diano delle soddisfazioni al nostro orgoglio.
Se vanno male a scuola, o semplicemente non così bene come noi pretendiamo, subito innalziamo fra loro e noi la bandiera del malcontento costante; prendiamo con loro il tono di voce imbronciato e piagnucoloso di chi lamenta un'offesa. Allora i nostri figli, tediati,s'allontanano da noi. Oppure li assecondiamo nelle loro proteste contro i maestri che non li hanno capiti, ci atteggiamo, insieme con loro, a vittime d'una ingiustizia. E ogni giorno gli correggiamo i compiti, anzi ci sediamo accanto a loro quando fanno i compiti, studiamo con loro le lezioni. In verità la scuola dovrebbe essere fin dal principio, per un ragazzo/a, la prima battaglia da affrontare da solo, senza di noi; fin dal principio dovrebbe esser chiaro che quello è un suo campo di battaglia, dove noi non possiamo dargli che un soccorso del tutto occasionale e illusorio. E se là subisce ingiustizie o viene incompreso, è necessario lasciargli intendere che non c'è nulla di strano, perché nella vita dobbiamo aspettarci d'esser continuamente incompresi e misconosciuti, e di essere vittime d'ingiustizia: e la sola cosa che importa è non commettere ingiustizianoi stessi.I successi o insuccessi dei nostri figli, noi li dividiamo con loro perché gli vogliamo bene, ma allo stesso modo e in egual misura come essi dividono, a mano a mano che diventano grandi, i nostri successi o insuccessi, le nostre contentezze o preoccupazioni. È falso che essi abbiano il dovere, di fronte a noi, d'esser bravi a scuola e di dare allo studio il meglio del loro ingegno. Il loro dovere di fronte a noi è puramente quello, visto che li abbiamo avviati agli studi, di andare avanti. Se il meglio del loro ingegno vogliono spenderlo non nella scuola, ma in altra cosa che li appassioni, raccolta di coleotteri o studio della lingua turca, sono fatti loro e non abbiamo nessun diritto di rimproverarli, di mostrarci offesi nell'orgoglio, frustrati d'una soddisfazione. Se il meglio del loro ingegno non hanno l'aria di volerlo spendere per ora in nulla, e passano le giornate al tavolino masticando una penna, neppure in tal caso abbiamo il diritto di sgridarli molto: chissà, forse quello che a noi sembra ozio è in realtà fantasticheria e riflessione, che, domani, daranno frutti. Se il meglio delle loro energie e del loro ingegno sembra che lo sprechino, buttati in fondo a un divano a leggere romanzi stupidi, o scatenati in un prato a giocare a football, ancora una volta non possiamo sapere se veramente si tratti di spreco dell'energia e dell'impegno, ose anche questo, domani, in qualche forma che ora ignoriamo, darà frutti. Perché infinite sono le possibilità dello spirito. Ma non dobbiamo lasciarci prendere, noi, igenitori, dal panico dell'insuccesso. I nostri rimproveri debbono essere come raffiche di vento o di temporale: violenti, ma subito dimenticati; nulla che possa oscurare la natura dei nostri rapporti coi nostri figli, intorbidarne la limpidità e la pace. I nostri figli, noi siamo là per consolarli, se un insuccesso li ha addolorati; siamo là per fargli coraggio, se un insuccesso li ha mortificati. Siamo anche là per fargli abbassare la cresta, se un successo li ha insuperbiti.
Siamo per ridurre la scuola nei suoi umili ed angusti confini; nulla che possa ipotecare il futuro; una semplice offerta di strumenti, fra i quali forse è possibile sceglierne uno di cui giovarsi domani.
 Quello che deve starci a cuore,nell'educazione, è che nei nostri figli non venga mai meno l'amore per la vita,né oppresso dalla paura di vivere, ma semplicemente in stato d'attesa, intento a preparare se stesso alla propria vocazione. E che cos'è la vocazione di un essere umano, se non la più alta espressione del suo amore per la vita? 

 (Natalia Ginzurg, Le piccole virtù, pubblicato originariamente su "Nuovi Argomenti" nel 1960)

 
 
 

caro Velardi comprati un bel paio di scarpe da ginnastica usa e getta e vieni a cavalcare i veleni insieme a me

Post n°983 pubblicato il 10 Ottobre 2013 da cathy63
Foto di cathy63

(sulla strada ti spiego anche la differenza tra rifiuti industriali e urbani, ovvio)

Ilaria Puglia su "Parallelo 41"

(...) E giù le mani da Patriciello, Velardi, che il nostro piccolo grande parroco sta là come un emblema del vostro fallimento. Perché tu, che in politica sei nato e cresciuto, dovresti avere l’onestà di ammettere che quando arriva un prete a catalizzare un popolo (fosse anche un popolo di monnezza), vuol dire che tu e tutta la razza politica a cui appartieni avete fallito. Sei kaput, Velardi. Zero. Di fronte a un uomo della statura di Padre Patriciello sei meno di niente. Meno di quelli che i veleni li hanno interrati. Perché se i camion pieni di lordume settentrionale portato qui dalla nostra gente non li abbiamo visti noi, non li hai visti neanche tu. Ma tu sei colpevole due volte, perché eri tra quelli che, a noi, ci avrebbero dovuti difendere.

 
 
 
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