Kairos & Kronos
Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l'abitudine di esercitare la propria intelligenza e lentamente tutto si chiude, si indurisce, si atrofizza come un muscolo.
Le piacerebbe riprendere a scrivere. Lei non ha mai studiato per scrivere, andava a istinto. È uno sbaglio andare a istinto. Ti porta fino a un certo punto, poi ti molla.Quando cominci a indurirti non hai più nulla, l'istinto muore giovane. Si trasforma in sospetto.
F.VOLO
"Leggere mette in moto tutto dentro te: fantasia, emozioni, sentimenti. È un'apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere le cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste, fa scoprire l'anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere. Nei libri le parole degli altri risuonano come un'eco dentro di noi, perché c'erano già."
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Post n°969 pubblicato il 06 Maggio 2013 da cathy63
Come siamo fragili nel nostro costrutto!
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Post n°968 pubblicato il 16 Marzo 2013 da cathy63
Il verdetto di un medico ha ribaltato il mondo.
"Io e Andrea attraverseremo tutte le Americhe possibili e immaginabili: due o tre, quelle che incontreremo. Ce ne andremo a zonzo, come esploratori."
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Post n°967 pubblicato il 02 Novembre 2012 da cathy63
Sfogliare a lungo un dizionario, cercare per ore intere le parole giuste da dire leggendo pagine e pagine di libri già scritti da altri, questo il mio unico interesse: perché ero convinta che se solo le avessi trovate, sarei riuscita a esprimere quello che sentivo e che ancora sento, a tradurre in un qualcosa di comprensibile quel groviglio di emozioni e pensieri che abita ormai da tempo in me e minaccia di soffocarmi. Se solo fossi riuscita a trovarle, quelle parole, ero convinta sarei stata subito meglio, ma... |
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Post n°966 pubblicato il 25 Ottobre 2012 da cathy63
"Sapete che succede quando non si è più abituati a ricevere amore? Succede che non ti fidi più, che preferisci stare solo. Succede che quando qualcuno ti dice "Ti voglio bene" rispondi con un sorriso e pensi "Come no". Succede questo, non sei amato per molto tempo e, quando trovi qualcuno che ti ama davvero, muori di paura" |
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Post n°965 pubblicato il 21 Ottobre 2012 da cathy63
Padre Maurizio Patriciello rappresenta nella desolata terra di Parco Verde a Caivano un riferimento. Conforto aiuto legalità. Ho raccontato di lui in “Gomorra” (padre Mauro). Don Maurizio, in un territorio difficile, ferito dalla coca e dall'eroina, isolato dalla città, svolge un ruolo fondamentale. Il prefetto di Napoli avrebbe dovuto saperlo e nonostante questo, l''ha aggredito senza motivo. Don Maurizio aveva semplicemente usato il termine "signora" rivolgendosi al prefetto di Caserta Carmela Pagano. In nessun modo definire una donna “signora” è offensivo né sminuente. Nel gergo criminale, usare l'espressione "signore", riferito però a un uomo e non a una donna – chi vive al Sud questo lo sa –, sta per "signor nessuno" non a caso i capi vengono definiti "don". In quel mondo, e solo in quel mondo, l’appellativo “signore” al maschile può risultare offensivo, ma nella società civile non ha alcun significato ambiguo. Del resto padre Maurizio stava parlando di tutt'altro, di rifiuti tossici, amianto, roghi e si è riferito al prefetto Pagano come da sempre ci si riferisce con rispetto a una donna, chiamandola "signora". Questo è bastato al prefetto di Napoli per riprendere padre Maurizio (sbagliando tra l’altro un congiuntivo: "Se la chiamerei signore") e non rispondere a ciò che il parroco stava dicendo. Lettera di don Patriciello al prefetto: «In mezzo a tanti problemi, mentre nei nostri paesi tanta gente scoraggiata non crede più a niente e a nessuno, mentre la camorra ancora ci fa sentire il suo fiato puzzolente sul collo, mentre i roghi tossici continuano a bruciare come se niente fosse, il signor Prefetto di Napoli mette alla berlina un prete perché anziché dire "signora prefetto" ha detto semplicemente "signora"»; è la conclusione della lettera che don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, ha inviato al prefetto di Napoli Andrea De Martino poche ore dopo l'audizione di mercoledì scorso in prefettura a Napoli aveva rimproverato aspramente il sacerdote. |
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IL GIORNO IN PIÙ
"E ADESSO CERCHI L'UOMO PERFETTO?"
"Spero di no. Sai, credo che l'uomo perfetto giustamente cerchi la donna perfetta. Non avrei chance"
"Allora cosa cerchi?"
"Non lo so. Forse niente, forse tutto. Magari adesso, più che cercare, voglio vivere quello che mi capita, quello che la vita mi dà. Amo giocare. Essere libera. Non devo discutere. Sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch'io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. Ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi, e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio che poi spesso con gli anni non c'è nemmeno più. Vorrei un uomo con cui stare bene. Vorrei incontrare una persona con la quale condividere delle prospettive. Non voglio dire per forza un matrimonio, figli eccetera. Ma nemmeno uno di questi uomini che si spaventano quando chiedi una cosa più lontana di due giorni. Mi sono rotta degli uomini bambini. Sono vecchia per fare quella giovane e sono troppo giovane per fare la vecchia".
Il giorno in più - Fabio Volo









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il 31/03/2013 alle 23:02
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