Kairos & KronosGirando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l'abitudine di esercitare la propria intelligenza e lentamente tutto si chiude, si indurisce, si atrofizza come un muscolo. |
Le piacerebbe riprendere a scrivere.
Lei non ha mai studiato per scrivere, andava a istinto.
È uno sbaglio andare a istinto. Ti porta fino a un certo punto, poi ti molla.
Quando cominci a indurirti non hai più nulla, l'istinto muore giovane.
Si trasforma in sospetto.
F.VOLO
"Leggere mette in moto tutto dentro te: fantasia, emozioni, sentimenti. È un'apertura dei sensi verso il mondo, è un vedere e riconoscere le cose che ti appartengono e che rischiano di non essere viste, fa scoprire l'anima delle cose. Leggere significa trovare le parole giuste, quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare forma. Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere. Nei libri le parole degli altri risuonano come un'eco dentro di noi, perché c'erano già."
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Il Tempo Mancato
Post n°873 pubblicato il 10 Febbraio 2010 da cathy63
1976 Tredici anni, terza media inferiore: primo approccio con la vita e le emozioni che si mescolano tra l’esser bambina e sentire la giovane donna volere sbocciare. Prima drastica dieta, persi 15 chili e sembravo già donna se non fosse stato per quel visino ancora troppo da bambina con quella espressione ingenua anche quando volevo fare la maliziosa pavoneggiandomi nel mio vestitino di lino bianco a chemisié. 1977 Quattordici anni, primo ciclo, un po’ tardivo, eppure le fattezze eran quelle di una donna! 1978 Quindici anni, prime malinconie, primi languori, la tristezza era nei miei occhi: sognavo il grande amore che sapevo sarebbe giunto a sedici anni, ne ero sicura! A sedici anni sarebbe sbocciata la donna e con lei una vita felice e serena. 1979 Sedici anni, prima liceo classico, mi guardo da fuori, in una foto di gruppo della classe e rivedo una ragazza ipocondriaca, studiosa quanto bastava a portare a casa una media da promozione, con la testa piena di romanticherie degna dei romanzi di Liala, di cui divoravo ogni pagina: sognavo il mio aviatore, mentre con malinconia mi lasciavo scorrere la vita guardando le altre coetanee che invece vivevano le loro esperienze dell’età. Leggevo abbastanza, mi piaceva la letteratura latina, Ovidio e la sua “Ars Amatoria”: rimanevo incantata quando il mio prof leggeva in classe, ti faceva sentire a pelle ogni parola! 1980-1981 Dei diciassette e diciotto anni ricordo poco, erano la prosecuzione dei sedici: studiavo, ma leggevo e sognavo di più ed aspettavo. Come manna dal cielo aspettavo che la mia vita mi cascasse tra le braccia, che un giorno per caso avrei avuto l’incontro magico e la mia vita si sarebbe colorata di intenso, di immenso, come la canzone che Mina cantava e che io ascoltavo innumerevoli volte in un sol giorno. Insomma, una camminata tra i ricordi di anni comunque per me belli, quelli dell’adolescenza che ti porta a diventare un giovane adulto. I condizionamenti di una educazione morale rigida, di una condizione economica di agio, frutto però di enormi sacrifici, hanno lasciato il segno per molto tempo, hanno determinato le scelte del futuro, le conoscenze, le esperienze che hanno formato la donna che sono oggi. Coi condizionali però non si crea nulla, non è stato, ma è stato, non potrò recuperare nulla degli anni andati, la consapevolezza che ho oggi, spero, mi mette nella condizione di guardare all’oggi, seme di domani.
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IL GIORNO IN PIù
"E ADESSO CERCHI L'UOMO PERFETTO?"
"Spero di no. Sai, credo che l'uomo perfetto giustamente cerchi la donna perfetta. Non avrei chance"
"Allora cosa cerchi?"
"Non lo so. Forse niente, forse tutto. Magari adesso, più che cercare, voglio vivere quello che mi capita, quello che la vita mi dà. Amo giocare. Essere libera. Non devo discutere. Sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch'io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. Ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi, e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio che poi spesso con gli anni non c'è nemmeno più. Vorrei un uomo con cui stare bene. Vorrei incontrare una persona con la quale condividere delle prospettive. Non voglio dire per forza un matrimonio, figli eccetera. Ma nemmeno uno di questi uomini che si spaventano quando chiedi una cosa più lontana di due giorni. Mi sono rotta degli uomini bambini. Sono vecchia per fare quella giovane e sono troppo giovane per fare la vecchia".
Il giorno in più - Fabio Volo








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