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Un blog creato da cathy63 il 02/12/2005

Kairos & Kronos

Girando sempre su se stessi, vedendo e facendo sempre le stesse cose, si perde l'abitudine di esercitare la propria intelligenza e lentamente tutto si chiude, si indurisce, si atrofizza come un muscolo.

 
 

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IL CORPO GRIDA… Quello Che La Bocca Tace…

Post n°961 pubblicato il 16 Maggio 2012 da cathy63

IL CORPO GRIDA… Quello Che La Bocca Tace…

La malattia è un conflitto tra la personalità e l’anima.

Molte volte…
Il raffreddore “cola” quando il corpo non piange…
Il dolore di gola “tampona” quando non è possibile comunicare le afflizioni.
Lo stomaco “arde” quando le rabbie non riescono ad uscire.
Il diabete “invade” quando la solitudine duole.
Il corpo “ingrassa” quando l’insoddisfazione stringe.
Il mal di testa “deprime” quando i dubbi aumentano.
Il cuore “allenta” quando il senso della vita sembra finire.
Il petto “stringe” quando l’orgoglio schiavizza.
La pressione “sale” quando la paura imprigiona.
Le nevrosi “paralizza” quando il bambino interno tiranneggia.
La febbre “scalda” quando le difese sfruttano le frontiere dell’immunità.
Le ginocchia “dolgono” quando il tuo orgoglio non si piega.
Il cancro “ammazza” quando ti stanchi di vivere.
Ed i tuoi dolori silenziosi? Come parlano nel tuo corpo?
La malattia non è cattiva, ti avvisa che stai sbagliando cammino.


Mi sembra bello condividere questo messaggio:
LA STRADA PER LA FELICITÀ NON È DRITTA.
Esistono curve chiamate Equivoci
Esistono semafori chiamati Amici,
Luci di precauzione chiamate Famiglia

E tutto si compie se hai:

Un cerchione di risposta chiamato Decisione
Un potente motore chiamato Amore
Una buona assicurazione chiamata Fede
E abbondante combustibile chiamato Pazienza.

Alejandro Jodorowsky

 
 
 

...

Post n°960 pubblicato il 26 Aprile 2012 da cathy63

"Stai piangendo?"
- No, mi è entrato qualcosa negli occhi.
"Cosa?"
- Un ricordo...

 
 
 

con un'immagine di te

Post n°959 pubblicato il 24 Aprile 2012 da cathy63

Oggi siamo venuti a trovarti, lì dove ti trovi ora.
Non un segno ci indicava il tuo posto, non una tua fotografia, non un fiore.
Son passati due mesi e mezzo da che sei andato via e al nostro Tesoro ancora non par vero... sperava di trovare segni materiali nella tua nuova "casa" che gli parlassero di te, suo padre, ma nessuno dei tuoi ha messo un segno tuo lì, in quella cappella dal portoncino chiuso. 
Il nostro ragazzo ha messo su una foto tua che tiene sempre con sé, abbiamo pregato insieme per te perchè tu non ti senta solo, come ci sentiamo noi.

 
 
 

quotidianità

Post n°958 pubblicato il 22 Aprile 2012 da cathy63

Contraggo la vita in giorni che seguono giorni...
Incolonno numeri che danno un totale che non riconosco
e che mi sballa il conto...
La rinuncia è ormai parte del mio vivere:
rinunciare a tutto è facile quando non c'è più fuoco del desiderio.

 
 
 

Una luce fioca alla quale abituare lo sguardo.

Post n°957 pubblicato il 29 Febbraio 2012 da cathy63

Dalle assenze e dalle perdite,
sempre fioriscono la forza, la sorpresa, l’incontro,
 la conoscenza di sé e del mondo.
Per quanto tardi accada,
faticosamente, inaspettatamente, seguendo vie tortuose
e non proprio desiderate,
non esattamente quelle che potendo scegliere
 avreste scelto, va così:
vince la paura chi la attraversa,
sconfigge il dolore chi sa guardarci dentro.
Si illumina chi ha imparato a vivere al buio
e ha pensato, persino, che fosse quella la regola.
Una luce fioca alla quale abituare lo sguardo.

 
 
 

Solo i figli rendono immortali

Post n°956 pubblicato il 19 Febbraio 2012 da cathy63
Foto di cathy63

E' tutto inutile, quel che deve accadere, accade.
Un pezzo della mia vita e della vita di mio figlio finisce...
posso solo ringraziare il Destino che quel lontano 1995 ci ha messo l'uno nella vita dell'altra e ringraziare te per nostro figlio.
Ora hai un'altro viaggio da affrontare, lontano dal dolore e dalla malattia, lontano dalle umane e terrene piccolezze che invece tormenteranno noi che qui rimaniamo assieme ai ricordi ed alle memorie...

Solo i figli rendono immortali perchè in loro esiste la memoria di noi e di quel che siamo stati... in nostro figlio ci sarà sempre suo padre e la sua storia e la sua mamma con la sua storia... ora io e lui ci teniamo stretti l'un l'altra e passiamo insieme anche questo dolore...

Lui, nostro figlio, è il mio eroe.

 
 
 

Liberamente ispirata da "nessuno si salva da solo"

Post n°955 pubblicato il 13 Febbraio 2012 da cathy63

La rabbia dei puri, quella degli innocenti, quelli che sono rimasti in balia della vita e adesso si guardano, non si riconoscono e osservano sgomenti le macerie di ciò che è stato.
Come fa la vita a mangiarsi tutto?
Come fa la vita a travolgerci così, senza lasciarci margine di scelta?
Noi, puri indifesi a cui resta solo la rabbia dell’impotenza.
Queste sono cose che capisci una vita dopo, sono pensieri che non vuoi passare ai tuoi figli.
Hai paura che loro ricorderanno solo questo.

Le piacerebbe riprendere a scrivere.
Lei non ha mai studiato per scrivere, andava a istinto.
È uno sbaglio andare a istinto. Ti porta fino a un certo punto, poi ti molla. Quando cominci a indurirti non hai più nulla, l'istinto muore giovane. Si trasforma in sospetto.
E tu resti un semplice ignorante in balia delle tue emozioni.

Nessuno si salva da solo.

 
 
 

Un testo bellissimo di Alessandro Mannarino

Post n°954 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da cathy63

=vivere la vita=

Vivere la vita è una cosa veramente grossa 
C’è tutto il mondo tra la culla e la fossa 
Sei partito da un piccolo porto 
Dove la sete era tanta e il fiasco era corto 
E adesso vivi... 
Perché non avrai niente di meglio da fare 
finchè non sarai morto 
La vita è la più grande ubriacatura 
Mentre stai bevendo intorno a te tutto gira 
E incontri un sacco di gente 
Ma quando passerà non ti ricorderai più niente
Ma non avere paura, qualcun' altro si ricorderà di te 
Ma la questione è... Perché???
Perché ha qualcosa che gli hai regalato 
Oppure avevi un debito e non l’hai pagato???
Non c’è cosa peggiore del talento sprecato 
Non c’è cosa più triste di un padre 
che non ha amato... 
Vivere la vita è come fare un grosso girotondo 
C’è il momento di stare su 
e quello di cadere giù nel fondo 
E allora avrai paura
Perché a quella notte non eri pronto
Al mattino ti rialzerai sulle tue gambe 
E sarai l’uomo più forte del mondo 
Lei si truccava forte per nascondere un dolore 
Lui si infilava le dita in gola ... 
per vedere se veramente aveva un cuore 
Poi quello che non aveva fatto la società 
l’ha fatto l’amore... 
Guardali adesso come camminano leggeri 
senza un cognome ... 
Puoi cambiare camicia se ne hai voglia 
E se hai fiducia puoi cambiare scarpe 
Se hai scarpe nuove puoi cambiare strada 
E cambiando strada puoi cambiare idee 
E con le idee puoi cambiare il mondo 
Ma il mondo non cambia spesso 
Allora la tua vera Rivoluzione sarà 
cambiare te stesso 
Eccoti sulla tua barchetta di giornale 
che sfidi le onde della radiotelevisione
Eccoti lungo la statale ... 
che dai un bel pugno a uno sfruttatore
Eccoti nel tuo monolocale ... 
che scrivi una canzone
Eccoti in guerra nel deserto che stai per disertare
E ora ... 
eccoti sul letto che non ti vuoi più alzare
E ti lamenti dei Governi e della crisi generale ... 
Posso dirti una cosa da bambino??? 
Esci di casa! Sorridi!! 
Respira forte!!! Sei vivo!!! ...cretino ... 
 
 
 

Una donna forte

Post n°953 pubblicato il 28 Dicembre 2011 da cathy63

Una donna forte è quella che tira la corda.

Una donna forte è una donna che sta in punta di piedi a sollevare pesi

mentre cerca di intonare il Boris Godunov.

Una donna forte è una donna intenta a svuotare il pozzo nero degli anni

e mentre spala racconta di come non le importa di piangere,

il pianto stura i dotti lacrimali e vomitare sviluppa gli addominali,

e continua a spalare tirando su dal naso.

Una donna forte è una donna nella cui mente una voce ripete: te l'avevo detto,

brutta, cattiva, puttana, musona, strillona, strega, rompipalle,

nessuno ricambierà mai il tuo amore,

perchè non sei femminile, perchè non sei dolce,

perchè non stai zitta, perchè non sei morta?

Una donna forte è una donna determinata a fare qualcosa

che altri sono determinati a non farle fare.

Cerca di sollevare il coperchio di piombo di una cassa da morto.

Cerca di alzare con la testa un tombino.

Prova a sfondare a testate una parete d'acciaio.

La testa le fa male.

Chi aspetta che il buco sia fatto dice: più in fretta, sei così forte.

Una donna forte è una donna che sanguina dentro.

Una donna forte è una donna che si fa forte ogni mattina,

mentre i denti s'allentano e la schiena duole.

Ogni bambino, un dente, sentenziavano le levatrici,

 ed ora ogni battaglia una ferita.

Una donna forte è un mucchio di cicatrici che fanno male quando piove

e di ferite che sanguinano quando le urti

e di memorie che si svegliano di notte e marciano avanti e indietro.

Una donna forte è una donna che ha bisogno assoluto d'amore come d'ossigeno

oppure diventa cianotica.

Una donna forte è una donna che ama fortemente e piange fortemente

e fortemente è terrorizzata e ha forti desideri.

Una donna forte è forte in parole, opere, relazioni, sentimenti,

non è forte come una roccia ma come una lupa che allatta i suoi piccoli.

La forza non è in lei, ma lei la mette in moto come il vento che gonfia una vela.

Ciò che le dà sollievo è che gli altri la amino ugualmente

per la sua forza e la debolezza da cui sgorga, lampo da una nuvola.

Il lampo abbaglia.  Nella pioggia, si sciolgono le nuvole.

Solo l'acqua delle relazioni rimane e ci attraversa.

Forti ci facciamo l'una con l'altra. Finché non saremo forti tutte assieme:

una donna forte è una donna fortemente spaventata.

Marge Piercy

 
 
 

*

Post n°952 pubblicato il 03 Novembre 2011 da cathy63

Dov'è?

Dove è il tempo della spensierata gioventù?
Il tempo della sfrontatezza, dell'audacia dei sogni, dell'agire e poi pensare?
L'ottimismo del presente, la lungimirante speranza del futuro?

Il tempo mi ha piegata, ammansita, addomesticata, spenta.
La vita non si è sgranata come il desiderio dettava, non è diventata il sogno che sognavo.

Restano giorni da sommare e danni da addizionare.

Dov'è la me che ero? smarrita, liquefatta nella nebbia di questi anni forieri di soli eventi distruttori: ladri di amore, malattie mortificanti, ladri di effetti cari profanatori di mura domestiche.

Un giorno, quando avrò compiuto i miei doveri, quelli obbligati e quelli assunti per libera scelta, quando potrò deporre la determinata capacità di cadere e rialzarmi per combattere, quel giorno compirò il senso della mia vita che comincia in solitudine e finirà in un ritiro dalle umane e terrene battaglie.

Sola, come ero e sono, anelo di vivere l'ultimo tempo in sola comunione con Madre Natura.

Oggi, mio fratello ha detto a mio figlio che nonostante ciò che nella vita accade di complicato, lui ricomincia sempre perché vuole vivere.
Lo ammiro per questo.

 
 
 
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IL GIORNO IN PIù

"E ADESSO CERCHI L'UOMO PERFETTO?"
"Spero di no. Sai, credo che l'uomo perfetto giustamente cerchi la donna perfetta. Non avrei chance"
"Allora cosa cerchi?"
"Non lo so. Forse niente, forse tutto. Magari adesso, più che cercare, voglio vivere quello che mi capita, quello che la vita mi dà. Amo giocare. Essere libera.  Non devo discutere. Sono indipendente. Difenderei questa condizione con tutte le mie forze. Sempre. Eppure anch'io a volte avrei bisogno di un abbraccio, di arrendermi e perdermi tra le braccia di un uomo. Un abbraccio che mi faccia sentire protetta anche se so proteggermi da sola. Sono in grado di fare le cose di cui ho bisogno, ma a volte vorrei far finta di non esserlo per il piacere di farle fare a qualcun altro per me. Ma non voglio stare con un uomo per questo. Non posso scendere a compromessi, e non posso rinunciare a tutto quello che ho, alla mia libertà, per quell'abbraccio che poi spesso con gli anni non c'è nemmeno più. Vorrei un uomo con cui stare bene. Vorrei incontrare una persona con la quale condividere delle prospettive. Non voglio dire per forza un matrimonio, figli eccetera. Ma nemmeno uno di questi uomini che si spaventano quando chiedi una cosa più lontana di due giorni. Mi sono rotta degli uomini bambini. Sono vecchia per fare quella giovane e sono troppo giovane per fare la vecchia".


Il giorno in più - Fabio Volo

 

 

 

 
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