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Un blog creato da artchoker il 22/01/2009

Choke

ovvero Il Cuore Del Carciofo

 
 

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ORTI URBANI

Post n°448 pubblicato il 30 Marzo 2015 da artchoker


Gaetano tutti i santi giorni inforcava la bicicletta e raggiungeva il suo orto, sulla riva destra della Stura. Erano molti gli anziani che avevano fatto la domanda in Comune per avere a titolo gratuito il terreno per farci un orto. Ma tutti erano concordi nell'affermare che quello di Gaetano era il migliore. Le piantine di pomodori le metteva a dimora distanziate alla stessa misura, perfettamente allineate, e lo stesso era per le altre verdure, i peperoni, le melanzane e, quando era stagione, anche i finocchi e i cavoli.
Le insalate, il prezzemolo, il basilico, la rucola, li seminava a quadrotti lungo un muretto ben esposto al sole, e lo stesso faceva per i peperoncini piccanti, o le cipolline. Sul fondo dell'orto, quasi lambito dall'acqua del fiume, aveva piantato il rosmarino e la salvia, e accanto aveva costruito un piccola baracca per gli attrezzi.
Un giorno passò una signora e, dopo essersi complimentata con Gaetano per l'orto così ben tenuto, gli fece una proposta. Sarebbe stato disponibile per un giorno o due la settimana a insegnare ai ragazzini di una quinta elementare qualche rudimento di agricoltura? La signora era una maestra e pensava che sarebbe stato molto utile per i bambini avvicinarsi alla terra, capire l'evoluzione della natura, e allo stesso tempo provare fatiche e soddisfazioni di un lavoro manuale.
Gaetano accettò volentieri, e qualche tempo dopo l'orto fu invaso da una truppa vociante di ragazzotti felici come fossero in gita. Gli zainetti furono ammucchiati a lato della baracca degli attrezzi e tutt i bambini si sedettero in semicerchio ad ascoltare la maestra.
Lei presentò Gaetano, introdusse l'argomento che peraltro aveva già anticipato in classe, e poi gli lasciò la parola. In effetti di una parola si trattò, perchè Gaetano non amava perdersi in chiacchiere. Spiegò l'uso di alcuni attrezzi e dopo dieci minuti tutti i ragazzini erano intenti a zappare la terra nella parte dell'orto che Gaetano aveva riservato per loro.
Prepararono la terra, si sporcarono molto, ma per loro era un gioco e doveva essere giocato bene perchè Gaetano in qualche modo li affascinava, e quindi lo seguivano, ripetevano con attenzione le azioni che lui insegnava.

Quel primo giorno affrontarono la semina dei piselli. Gaetano aveva creato dei gruppi di quattro ragazzi ciascuno. Ognuno aveva il suo compito, quel giorno dovevano seminare due piccoli filari di piselli, con l'intento di seguirne la nascita e la crescita nelle settimane successive.
Fecero quindi con la zappa dei piccoli solchi paralleli, vi inserirono i piselli e poi li ricoprirono con la terra, spianandola per bene con il rastrello.
Un gruppo terminò prima degli altri la semina, erano emozionatissimi per la novità e anche per la competizione con gli altri gruppi. Uno di loro, saltellando come un canguro, si avvicinò a Gaetano e lo tirò per la camicia. "Maestro, maestro!" gli disse, "Vieni a vedere, noi abbiamo già finito!". Poi raggiunse i compagni, senza smettere di saltellare.
Gaetano si appoggiò alla pala, lo guardò e pensò che mai nessuno in vita sua lo aveva mai chiamato "maestro".
Sorrise scuotendo la testa, si aggiustò il cappello di paglia con un po' di orgoglio, infilò le mani in tasca e andò a controllare i piselli.

 
 
 

LASAGNE

Post n°447 pubblicato il 23 Gennaio 2015 da artchoker

 

...e ad un tratto mi sono visto seduto ad un tavolo con un piattone di lasagne fumanti. A dire la verità si trattava di una tavolata, eravamo una ventina e l'occasione era una cena, una delle tante, tra commilitoni di stanza a Piacenza.
Erano tantissimi anni che non ricordavo quei momenti, diverse decine di anni, ed ora eccolo lì, Renato, con le guance perennemente rosse, quella sera seduto davanti a me, che raccontava l'ennesima barzelletta. Mi ricordo bene la sua faccia, e un po' quella di Francesco, gli altri sono avvolti nella nebbia. Qualche momento, la risata particolare di Mario, romano de Roma, che esclamava gaiardo! ad ogni occasione. Ma mi ricordo solo la bocca, i denti e un po' il naso. Rideva a singulti e allargava le narici.
Non ho più visto nessuno di loro, a parte Renato, un paio d'anni dopo il congedo, a Milano.

Mi domando perchè ho avuto questo ritorno di memoria. Mi disturba non saperlo. Sono convinto che per tutto ciò che ci capita esiste un motivo logico. O illogico, chi può dirlo?
Però qualcosa vorrà dire...
Ognuno di loro avrà avuto la propria storia, si saranno sposati, avranno avuto dei figli, forse...sicuramente saranno ingrassati, chi più chi meno, qualcuno avrà fatto una bella carriera. A pensarci bene, qualcuno sarà pure morto, cazzo!
Eravamo belli. Belli tutti, senza eccezione.
Chissà se quei venti ragazzi sono stati tutti felici...

 
 
 

SUPPOSTE

Post n°446 pubblicato il 08 Gennaio 2015 da artchoker

 

Il nuovo anno è iniziato ma ancora qualcosa qui non va, parafrasando la buonanima.
Ho diversi fronti su cui combattere, straschichi dell'altr'anno, e sono indeciso su quale puntare le mie soluzioni.
Nell'attesa continuo ad assumere antibiotici, cosa che non comporta decisioni di alto livello. Piuttosto, ho notato che non si usano più le supposte. Anni fa non c'era influenza che si risolvesse senza l'aiuto della suppostina serale.
Ricordo una dotta disquisizione con un amico durante un viaggio in treno. Lui preferiva di gran lunga il trangugiare capsule bicolori piuttosto che l'inserimento di un corpo estraneo in zone arcaicamente proibite. Io ero, e resto tuttora, del parere che una supposta leggermente inumidita fatta penetrare con perizia ha tutto il suo valore terapeutico. Molto utile nonchè rara, in questi frangenti, una moglie o compagna predisposta di sua natura alla cura del marito o compagno sofferente.
Va da sè che in caso di febbre alta il valore erotico dell'azione va vanificato!
A questo punto, vista l'inutilità, ai fini della guarigione, di questo post, direi che  è meglio lasciar perdere e concentrarmi su pensieri più piacevoli. I dubbi li facciamo slittare a domani, se siete d'accordo.

 

 
 
 

CONSAPEVOLEZZA

Post n°445 pubblicato il 08 Dicembre 2014 da artchoker

Amo leggere e scrivere, passo ore a dipingere, adoro i momenti in cui si crea l'immagine sulla tela, mi piace l'odore dei colori.
Amo le donne comunque, le trovo belle sempre, e inquietanti e stimolanti.
Vorrei riuscire a sognare per sempre, anche in punto di morte, perchè un sogno è una promessa di possibile futuro.
Mi commuove lo sguardo di un'adolescente e mi eccita il pensiero dello sbocciare dei suoi capezzoli. Anche questo è futuro.
Mi piace guardare un film che parli di vita e che mi faccia pensare anche il giorno dopo.
Adoro una giornata di sole in autunno.

Temo di essere totalmente inadeguato.

 
 
 

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Post n°444 pubblicato il 24 Novembre 2014 da artchoker

 

Condivido anch'io, giusto così.

 
 
 
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NOTTURNO

Per ogni uomo c'è un'area della vita compresa nel perimentro sacrosanto dei cazzi suoi.