
MACHAN - LA VERA STORIA DI UNA FALSA SQUADRA
Titolo originale: Machan
Regia: Uberto Pasolini
Soggetto e sceneggiatura: Ruwanthie De Chickera, Uberto Pasolini
Fotografia: Stefano Falivene
Musiche: Lakshman Joseph De Saram, Stephen Warbeck
Montaggio: Masahiro Hirakubo
Scenografia: Errol Kelly
Arredamento: Lal Harindranath, Johannes Pfaller
Costumi: Sandhiya Jayasuriya, Rob Nevis
Effetti: Fabrizio Pistone
Interpreti: Dharmapriya Dias (Stanley), Gihan De Chickera (Manoj), Dharshan Dharmaraj (Suresh), Namal Jayasinghe (Vijith), Sujeewa Priyalal (Piyal), Mahendra Perera (Ruan), Dayadewa Edirisinghe (Naseem), Mohamed Adamaly (medico pakistano), Christian Ebert (arbitro), Malini Fonseka (madre di Manoj) , Theertham Muthiah Ganeshan (poliziotto anziano), Sanjaya Hettiaratchchi (cugino di Piyal), Lalith Janakantha (cugino di Piyal), Nino Jayakodi (giovane afgano), Sarath Karunaratne (PK), Vajira Kodituwakku (bengalese), Dilip Kumara Koralage (poliziotto giovane), Mangala Pradeep Kumara (VD), Sitha Kumari (nonna di Manoj), Ravi Kumar (Neville), Hemasiri Liyanage (padre di Manoj), Saumya Liyanage (straniero arrabbiato), Stefan Mehren (ufficiale dell'Immigrazione, Ruwan Malith Peiris (indiano), Mahendra Perera (Ruan), Chathurika Pieris (Shalini), Pradeepan Puwabalasingham (AJ), Janaka Ranasinghe (afgano), Ronika Rannetthi (Esther), Pitchchei Selvaraj (Nesa), S. Selvsekaran (padre), Jayani Senanayake (Jasmine), Irangani Serasinghe (Magie), Kumara Thirimadura (Oaf), Pubudu Chathuranga, Peer Martiny, Achim Schelhas
Produzione: Uberto Pasolini, Prasanna Vithanage, Conchita Airoldi, Henning Molfenter e Mirjam Weber per Redwave Films/Studiourania/Babelsberg Film/Shakthi Films/Rai Cinema
Distribuzione: Mikado - Dolmen Home Video
Durata: 110’
Origine: Italia, Germania, Sri Lanka, 2008
Volontà, desideri, speranze, inventiva e fantasia. Coloro che stanno al di là delle nostre frontiere, coloro che abitano nelle zone povere del mondo - quelli che noi chiamiamo “extracomunitari” - sono come eravamo noi qualche generazione fa. E hanno quello che in Occidente non si trova più: la fame dei popoli giovani, i loro desideri totalizzanti, l’ingenuità e la tenerezza di chi crede nella possibilità di una vita migliore, nel sogno a poche ore di volo. Uberto Pasolini, finora conosciuto come produttore (sua la produzione di “Full Monty”, il maggior successo commerciale inglese di tutti i tempi) è andato in Sri Lanka per mettere in scena una storia realmente accaduta. Nella bidonville di Colombo un gruppo di amici, senza soldi e senza futuro, capisce che l’unico modo per ottenere il visto per emigrare in Europa è farsi invitare: allora si improvvisano giocatori di pallamano per rappresentare il loro paese in un torneo tedesco e senza aver giocato nemmeno una partita si propongono come la “Nazionale di Palla a Mano dello Sri Lanka”.
L’improbabile squadra atterra in Baviera, ma prima di tentare la fuga dovrà cimentarsi davanti a un pubblico di tifosi… Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2008, il film guarda il volto di ciascuno e ascolta attento: interpretato da attori alla loro prima esperienza cinematografica e da non-professionisti, ognuno dei 23 cingalesi si porta dietro la sua storia da raccontare. “Machan” potrebbe essere letto come uno di quei film che aspira all’etichetta di ‘realista’ e ‘impegnato’ mentre mette in scena la parabola ascendente della metafora sportiva (un gruppo disomogeneo e disorganizzato che trova nello sport l’unione e la forza necessaria per farcela). Ma la regia mantiene il controllo e fa un passo indietro: tentato da stereotipi caratteriali e dalle solite trappole narrative, il film invece rallenta piano e apre i suoi occhi, le braccia, i pori della pelle.
Quello che entra è quel poco di realtà che ci serve per non morire.
Silvia Colombo, Film TV
Dopo essere diventato famoso in tutto il mondo per aver prodotto il successo internazionale di “Full Monty” - ma vanno ricordati senz’altro anche i due gioielli diretti da Alan Taylor, “Palookaville” e “I vestiti nuovi dell’imperatore” - Uberto Pasolini ha deciso di esordire dietro la macchina da presa con la storia (vera) di un gruppo di cittadini dello Sri Lanka che si finge membro della inesistente nazionale di pallamano per poter uscire dal proprio paese e cercare lavoro in Germania, dove sono stati invitati a partecipare ad un torneo.
Diretto con stile asciutto, molto attento a non sovrapporre la presenza della macchina da presa sulla vicenda raccontata o sull’interpretazione degli attori, “Machan” si rivela fin dalle primissime scene un lungometraggio dal tocco molto gentile, che racconta il disagio strisciante dei vari protagonisti in maniera certo leggera ma non per questo meno drammatica; la condizione disagiata, anzi più che precaria, dei due personaggi che danno il via alla vicenda, viene raccontata secondo gli stilemi precisi dettati da una sceneggiatura molto “classica” nel suo sviluppo, ma non per questo meno efficace. Pasolini si rivela poi un direttore d’attori sorprendentemente attento, sensibile nel riuscire a far emergere personalità diverse e sfaccettate da figure interpretate da attori per la maggior parte non professionisti o di origine teatrale: basta sapere che l’interprete più conosciuto del film, famoso nel suo paese per svariate produzioni televisive e cinematografiche, si chiama Mahendra Perera, un nome che probabilmente al pubblico internazionale dice poco o nulla.
Preciso nelle caratterizzazioni, concreto nel racconto, “Machan” ha l’indiscutibile pregio di essere un lavoro che cresce di tono e di spessore emotivo, fino a diventare nell’ultima parte un’opera a tratti commovente. Dove il film avrebbe invece dovuto essere asciugato è nella prima mezz’ora di proiezione, che in certi momenti subisce dei vistosi ed inutili rallentamenti; per il resto però il film è decisamente godibile, ed evidenzia la sincerità degli intenti con cui è stati ideato e realizzato.
Adriano Ercolani, Coming Soon
UBERTO PASOLINI
Filmografia:
Machan (2008)
Martedì 26 gennaio 2010:
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