Community
 
Ladridicinema
Video
Sito
Foto
   
 
Creato da Ladridicinema il 15/05/2007

CINEMA PARADISO

Blog di cinema,cultura e comunicazione. Creato, edito e di Andrea Carletti

 

I primi 60anni di Vasco: tributi in tv e in rete da pupia.tv

Post n°7379 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 
Tag: musica, news

Numerosi i tributi, sia in televisione che in rete, per raccontare la storia di Vasco Rossi, il cantautore spericolato che dagli anni ’80  ha dato nuovo sapore alla musica italiana. Nato nel 1952,  il Blasco preferisce descriversi così: “Io non sono un cantante, né tantomeno un cantautore: sono una rockstar” - aggiungendo - “Il rock non è solo un genere musicale, ma un modo di vivere. Per me il rock è avere un manager coi Ray-Ban e i capelli lunghi, tenere i volumi delle chitarre molto alti, suonare delle sere bene e delle sere male, sesso, furgoni, automobili, e avere un gruppo veramente affiatato” Ed è quella stessa carica che gli permette ancora oggi di riempire gli stadi e registrare il tutto esaurito nei suoi tour.

Un rocker, che nonostante “la sua vita piena di guai”, non ha mai perso di vista il suo paese, Zocca, dove sarà omaggiato con una festa- raduno, organizzata dai fan, poi una lunga maratona (dalle 12 alle 24) su Roxy Bar Tv che celebrerà il "Blasco" con interviste, concerti dal vivo e momenti personali. Il lungo tributo in streaming tv  sarà condotto dall'amico Red Ronnie su Roxy Bar Tv e rilanciata da centinaia tra web-tv e videoblog. Tra i documenti ci saranno anche degli inediti, come per esempio la canzone scritta per Mina nel 1983, che saranno trasmessi esclusivamente durante la diretta 'a Rete unificata' sulle centinaia di siti collegati. Lo speciale, con ospiti in studio, è aperto al contributo del pubblico che potrà inviare i propri auguri collegandosi via skype all'account RoxyBarTv, scegliere il video migliore di Vasco attraverso la pagina Facebook del Vasco Day e di Roxy Bar di Red Ronnie e la pagina twitter di Roxy Bar tv o 'twittare' con il "#vascoday".

 Intanto è stato annullato per maltempo il concerto di Stefano Bittelli nell'ambito dei festeggiamenti a Zocca. Ma, pur apprezzando l’amore e il sostegno dei suoi fan, il regalo migliore sarà quello di uno dei tre figli, Lorenzo, che nei giorni scorsi ha detto: "Il regalo che apprezzerà maggiormente da parte mia sarà la laurea in Scienze della comunicazione. La conseguirò a marzo, pochi giorni dopo il suo compleanno”.  Un regalo sicuramente gradito, anche se in anticipo, sarà sicuramente stata la consacrazione sulla rivista “Rolling Stone” che lo ha premiato come miglior artista degli ultimi 60 anni.

Sempre in previsione per martedì, è in programma su La7, il documentario “Questa storia qua”, di Alessandro Paris e Sibylle Righetti, ambientato a Zocca e presentato alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia.  Ma come vive Vasco questo momento della sua vita? ''I 60 anni per un rocker non sono piu' un traguardo che coincide con il pensionamento della creativita'. Magari, piu' semplicemente, l'occasione per prendersela un po' piu' comoda'', commenta dalla sua pagina Facebook. 

La sua filosofia di vita forse può essere racchiusa in uno stralcio che il rocker posta sulla pagina del suo profilo personale: “Ogni giorno è un giorno nuovo. Ogni giorno è un po’ diverso. Un po’ diversi noi, un po’ diversi voi, un po’ diversi i cieli e un po’ diversi i mari. Non puoi pensare mai che quello che è stato ieri sarà identico ad oggi. E soprattutto, non puoi pensare che le cose non possano cambiare. Tutto sarà sempre un pochino diverso niente sarà più come prima. Prendi le cose così non contare mai su niente di certo. NON spaventarti se vedi cambiare i rapporti con le persone care o amate. Sono solo le “forme” che cambiano non la “sostanza”.E comunque non ti affezionare mai troppo alle circostanze del momento. Possono cambiare in un baleno e non durano mai molto”.

 
 
 

Bisio ancora top incassi, poi Scorsese da Ansa

Post n°7378 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Tom Cruise scende al terzo posto, Millennium debutta al quarto06 febbraio, 12:10
Bisio ancora top incassi, poi Scorsese(ANSA) - ROMA, 6 FEB - Per la terza settimana Benvenuti al Nord di Luca Miniero, con Claudio Bisio e Alessandro Siani, rimane in testa al box office, con un incasso nel week end di 2.328.978 euro e un totale di oltre 24 milioni. Hugo Cabret, la favola in 3D di Martin Scorsese, debutta al secondo posto, con 1.764.073 euro. L'agente Tom Cruise di Mission Impossible - Protocollo fantasma, scende al terzo gradino con 1.324.742 e un totale di 4.253.618. Millennium - Uomini che odiano le donne debutta al quarto posto.

 
 
 

600 copie per Brizzi porno-sentimental

Post n°7377 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Venerdi' Com'e' bello far l'amore con Timi, Gerini, De Luigi06 febbraio, 14:57
600 copie per Brizzi porno-sentimental(ANSA) - ROMA, 6 FEB - Arrivera' venerdi' in 600 copie distribuite da Medusa Com'e' bello far l'amore 3d, ultimo film di Fausto Brizzi che mescola in un frullatore soft porno, commedia e buoni sentimenti (impazza durante il film il leit motiv de Il tempo delle mele). Nel cast un troppo corretto Fabio De Luigi sposato con l'esuberante Claudia Gerini, coppia in crisi sessuale (lui ha prestazioni da un 1 e 35 secondi), Filippo Timi (detto Max Twentyfive), pornostar, e Giorgia Wurth, pornostar ingenua ma non troppo.

 
 
 

Patty Pravo canta per Brizzi in 3D da cinecittànews

Post n°7376 pubblicato il 06 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 
Tag: news

Patty Pravo canta per Fausto Brizzi il tema di Com'è bello far l'amore, commedia sentimental-sessuale in 3D con Claudia Gerini, Fabio De Luigi e Filippo Timi in sala da venerdì 10 febbraio in 600 copie con Medusa. Prodotto dalla Wildside, il film, che ruba il titolo al famosissimo brano di Raffaella Carrà Tanti auguri (1978), ha una colonna sonora pop che mescola brani inediti di Bruno Zambrini, tra cui la title track cantata appunto da Patty Pravo, e hit famose come Love is in the air, Perhaps perhaps perhaps, Everybody get up. Per la cantante veneziana, al secolo Nicoletta Strambelli, è l'ennesima collaborazione cinematografica. "Sto diventando una colonna sonora vivente, invece mi piacerebbe fare l'attrice, vorrei avere il ruolo della pazza", confessa. E racconta di averperduto il treno con Antonioni. "Dovevo fare Professione reporter, ma poi ero sempre in viaggio e non riuscimmo a combinare le date, anche con De Sica per Il giardino dei Finzi Contini andò male. Ho fatto solo qualche film musicale quando ero bambina, ma penso di essere una grande attrice".

 
 
 

L'industriale

Post n°7375 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Ancora una volta Montaldo conferma con il film “L'industriale” il suo impegno civile. Ci offre un film molto intenso e suggestivo. Buono e scorrevole a livello narrativo in gran parte del film, tranne nella seconda parte del film dove si comprende bene dove vuole andare a parare l'autore. La crisi economica che stiamo vivendo è al centro del film e la scelta di determinati colori per raccontare la storia è una scelta perfetta. La fotografia di Arnaldo Catinari è cupa e si incastra perfettamente all'interno del film.

Il film parla di Nicola, un imprenditore torinese che tenta di salvare la fabbrica lasciatagli dal padre, ma in realtà forse tenta di salvare se stesso dal fallimento. Un film coraggioso che guarda la crisi dalla parte dell'imprenditore schiacciato da debiti, dalle banche che non danno prestiti e dalle angoscie private. Il regista ci da un'immagine cruenta, ma senza esagerare troppo, dei creditori.

La scelta di Favino per quel ruolo è perfetta. Interpreta il ruolo con quella giusta carica drammatica .

Il problema del film forse è nella seconda parte dove il personaggio principale si trasforma, iniziando da prima un pedinamento verso il presunto amante della moglie, fino ad arrivare ad un epilogo quasi scontato, ma che ti lascia con il dubbio di cosa succederà. Qui la sceneggiatura è meno convincente.

Un film malinconico ed attuale ritratto dell'Italia di oggi.

Voto finale: 3/5


L'industriale

Trama:

A ottant'anni compiuti Giuliano Montaldo punta ancora su un attore protagonista forte per raccontare un'epoca: Volontè non c'è più, ma non è un problema se un solido Pierfrancesco Favino s'impegna a tratteggiare una figura adeguatamente ambigua di industriale in crisi amorosa ed economica. Una Torino glaciale e priva di colore ospita un apologo sull'etica e sugli affetti, con un cast di supporto che comprende anche Carolina Crescentini. Se proprio non avete in odio il cinema italiano per partito preso, tra La nostra vita di Luchetti, Terraferma e questo L'industriale, qualcuno sta cercando di fotografare il terremoto sociale e finanziario degli ultimi nostri anni. (Domenico Misciagna)

NOTE:
Fuori concorso al Festival di Roma 2011

REGIA:Giuliano Montaldo
SCENEGGIATURA:Andrea Purgatori,Giuliano Montaldo
ATTORI:Pierfrancesco Favino,Carolina Crescentini,Eduard Gabia,Elena Di Cioccio,Elisabetta Piccolomini
FOTOGRAFIA:Arnaldo Catinari
MONTAGGIO:Consuelo Catucci
MUSICHE:Andrea Morricone
PRODUZIONE:Bibi Film in collaborazione con Rai Cinema, Prodotto Da Angelo Barbagallo
DISTRIBUZIONE:01 Distribution
PAESE:Italia 2011
GENERE:Drammatico

 
 
 

Benvenuti al Nord

Post n°7374 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Esce al cinema Benvenuti al nord. Dopo il grande successo della pellicola Benvenuti al sud, dello scorso anno, remake della commedia francese Bienvenue chez le Ch'tis (uscito come Giù al Nord in Italia); arriva il sequel e il risultato è deprimente.

Pur non apprezzando sequel, prequel e remake sono dell'idea che con i giusti elementi si possa realizzare un buon film. Qui invece siamo di fronte ad un pastrocchio fatto solamente per fare incassi.

Una porcheria bella e buona. E' vero che squadra che vince non si cambia, ma potevano invetarsi qualcosa di nuovo. Può starci l'idea che lui va al nord, può starci l'idea che non esiste nord e sud ma solo l'Italia; ma la banalità con cui è realizzato il tutto non è giustificabile.

Ancora una volta la simpatia di Bisio e l'esilarante comicità di Siani sono elemento forte di questo film, ma non come nel primo. Alcune macchiette della Finocchiaro, più da cabaret che da film, e i troppi riferimenti al precedente film (arricchito da immagini prese da quel film) rendono il tutto abbastanza ridicolo.

Si è persa la pulizia di racconto del primo capitolo (e dell’originale francese), là si voleva colpire, e si colpiva, il pregiudizio del Nord verso il Sud, e le reciproche incomprensioni, qui invece si sbanda su troppi fronti, si cerca di colpire troppi bersagli, e non se ne centra nessuno alla fine.

Apprezzabile forse solo la stoccata al metodo Marchionne, con Paolo Rossi che sta diventando dopo Rcl, uno specialista dell'argomento.

Voto finale: 1/5

 

Benvenuti al Nord:

Trama: Benvenuti al Nord soffre della formula pressoché perfetta di Benvenuti al Sud della quale, adattamento italiano a parte, il merito spetta a Dany Boon e al suo originale Giù al Nord (Bienvenue chez les Ch’tis). Senza discutere i meriti di questo sequel di matrice italiana, l’affiatamento tra Bisio e Siani, la riuscita di alcune battute (la cena a base di sushi), la simpatia della Finocchiaro nel doppio ruolo moglie/suocera, di Rizzo, Paone, Schiano e dell’incomprensibile dialetto di Misticone, manca chiaramente una corrente che riesca a traghettare in modo compiuto le avventure dei personaggi dall’inizio alla fine. E Milano è una città internazionale, difficile credere che le abitudini di chi ci vive siano radicali, avverse e inoppugnabili. (Antonio Bracco)

NOTE:
Sequel del film: Benvenuti al Sud.

REGIA:Luca Miniero
SCENEGGIATURA:Luca Miniero,Fabio Bonifacci
ATTORI:Claudio Bisio,Alessandro Siani,Angela Finocchiaro,Paolo Rossi,Valentina Lodovini,Giacomo Rizzo,Nando Paone,Nunzia Schiano
FOTOGRAFIA:Paolo Carnera
MONTAGGIO:Valentina Mariani
MUSICHE:Umberto Scipione
PRODUZIONE:Cattleya, Medusa Film
DISTRIBUZIONE:Medusa film
PAESE:Italia 2012
GENERE:Commedia

 
 
 

J.Edgar

Post n°7373 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

L'infaticabile Clent Eastwood a distanza di un anno dall'eccezionale Hereafter, torna al cinema con una biografia molto difficile, quella dell'inventore del moderno federal bureau of investigation, ovvero J. Edgar Hoover.

Un personaggio molto particolare, solo, ossessionato dal nemico in patria e molto intollerante, soprattutto con se stesso. La storia certamente è interessante ma il risultato è un film molto noioso, dove il grande regista americano non riesce a dare l'imput decisivo. La struttura narrattiva è tenuta in piedi forse solo dai ripetuti flash-back, che tengono viva l'attenzione ma riescono anche a ingarbugliare ancora di più il film.

Certo non era facile raccontare cinquant'anni di potere in due ore e mezzo, ma alcune sfumature personalistiche non fanno altro che creare un confuso ritratto del personaggio.

Voto finale: 2/5

 

J.Edgar

REGIA:Clint Eastwood
SCENEGGIATURA:Dustin Lance Black
ATTORI:Leonardo Di Caprio,Naomi Watts,Armie Hammer,Judi Dench,Josh Hamilton,Geoff Pierson

PAESE:USA 2012
GENERE:Biografico, Drammatico

Trama:

Durante la sua vita, J. Edgar Hoover è diventato l'uomo più potente di tutti gli Stati Uniti d'America. A capo dell' FBI per circa 50 anni fino alla data della sua morte nel 1972, non si è fermato davanti a nulla pur di proteggere il suo paese. Restando in carica durante i mandati di ben 8 Presidenti e tre guerre, Hoover ha dichiarato guerra a minacce sia vere che immaginarie, spesso infrangendo le regole per proteggere i cittadini americani. I suoi metodi erano allo stesso tempo spietati ed eroici e la sua più grande ambizione era quella di essere ammirato a livello globale. Hoover è stato un uomo che dava grande valore ai segreti - soprattutto a quelli degli altri - e non ha mai avuto paura ad usare le informazioni in suo possesso per esercitare la sua autorità sui leader più importanti della nazione. Consapevole che la conoscenza è potere e che la paura crea le opportunità, ha usato entrambe per ottenere un’influenza senza precedenti e per costruirsi una reputazione che era formidabile e intoccabile.

 

 
 
 

[ Polisse ] da duellanti.com

Post n°7372 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

La storia – La quotidianità della Sezione Protezioni Minori di Parigi, divisa tra l’arrestare pedofili e il riflettere sui rapporti interpersonali durante le pause pranzo, alla disperata ricerca di normalità.

Ci sono film che scivolano via, e poi ci sono film come Polisse che ti piombano sui denti come una mazza chiodata. La pellicola – vincitrice del Premio della Giuria alla scorsa edizione del Festival del Cinema di Cannes – nasce dalla curiosità della regista Maiwenn Le Besco, rimasta colpita dalla visione in tv di un documentario dedicato alla BPM (Brigade de Protection des Mineurs, brigate per la protezione dei minori, ndr.). Ed è proprio dal documentario che Maiwenn – qui, non a caso, anche attrice, nel ruolo della silenziosa fotografa che documenta a colpi di flash la vita della squadra speciale – recupera l’uso di una camera a mano sporca, che, al tempo stesso, si pone come spettatore taciturno alle spalle dei personaggi che vuole raccontare.

Un film, Polisse, che lavora su due piani narrativi in realtà non tanto lontani tra loro: la drammatica routine quotidiana con cui la BPM è costretta a convivere, fatta di stupri, violenze sui minori e casi di abbandono, e una riflessione sull’apparente e necessaria normalità di un gruppo di agenti, costretti a confrontarsi ogni giorno con l’impalpabilità delle loro vite e alla continua e disperata ricerca di una boccata d’ossigeno dall’orrore quotidiano. E poi c’è un pregio, un grande pregio: dalla sua, infatti, la Maiwenn non cede mai alla tentazione di trascinare lo spettatore in una riflessione asettica sull’orrore, fatta di lacrime facili e situazioni portate volutamente all’estremo. La regista, infatti, preferisce utilizzare l’incredibile effetto realismo per analizzare e vivisezionare due realtà dure, durissime, che, paradossalmente, sono costrette ad intrecciarsi e che condividono ben più di un punto di contatto. Chapeau.

…in un tweet: Ci sono film che scivolano via, e poi ci sono film come Polisse che ti piombano sui denti come una mazza chiodata.

Fabrizia Malgieri

 
 
 

Recensione I Muppet, l'atteso ritorno da Mauxa.com

Post n°7371 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

“Siamo qui per cantare, ballare, divertire la gente per cercare, in qualche modo, di rendere il mondo leggermente migliore. Potrà sembrare un’idea strampalata, specialmente perchè proviene da una rana. Ma i Muppet hanno sempre cercato di ispirare il mondo con la loro stravaganza, per dimostrare che in questo mondo c’è spazio per tutti, anche per gli esseri più strani, e che c’è sempre qualcuno a cui state a cuore. E quando si trova il proprio posto nel mondo e si incontra chi ci ama, accadono cose meravigliose” (Kermit la Rana)

Recensione I Muppet, l'atteso ritorno - Sono lontani i tempi dal loro ultimo show, i Muppet ora conducono esistenze differenziate. Gonzo si è reinventato come magnate dell'idraulica. Animal ha lasciato la batteria in cambio di un flauto e segue una terapia in un rehab di Santa Barbara per dominare il temperamento collerico. Fozzie continua a esibirsi con i Moppets, una tribute band alquanto scalcagnata. Miss Piggy lavora come giornalista di moda per taglie forti per Vogue Paris e Kermit conduce un'esistenza tranquilla. Tutto cambia, quando Walter, Muppet in nuce e fan sfegatato, convince il fratello Gary (Jason Segel) a portarlo negli Studios dei Muppet. Insieme a Mary (Amy Adams), la fidanzata di Gary a seguito, i due fratelli lasciano la ridente cittadina di Smalltown alla volta di Los Angeles per scoprire lo scellerato piano del petroliere Tex Richman (Chris Cooper): abbattere i Muppets Studios, convinto di trovare il petrolio nel sottosuolo. Non c'è tempo da perdere, con l'aiuto di Kermit bisogna riunire i Muppet e organizzare una gara di beneficienza per salvare lo storico teatro: The Greatest Muppet Telethon Ever.

A dodici anni dall'ultimo film (I Muppet venuti dallo spazio), tornano i beniamini senza età – il loro esordio risale al 1976 – grazie alla determinazione di Jason Segel, co-sceneggiatore insieme a Nicholas Stoller (entrambi tra i co-produttori esecutivi). E' Segel che propone il progetto alla Jim Henson Company, fondata dall'inventore dei Muppets. La prossima fermata è in casa Disney. L'entusiasmo contagia tutti: dai produttori David Hoberman e Todd Lieberman ("I Muppet sono senza tempo. Questi personaggi sono ancora contemporanei come quando Henson li portò in vita. Penso che il nuovo film piacerà ad un pubblico di tutte le età") al regista James Bobin ("Quando ero piccolo e vivevo in Inghilterra, guardavo sempre i Muppet alla TV; hanno decisamente ispirato il mio senso dell'umorismo e i miei gusti comici"). 
In una parola: imperdibili.

 
 
 

Hesher è stato qui da cineblog

Post n°7370 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Hesher è stato qui - Recensione in Anteprima

Hesher Locandina ItalianaGià visto al Sundance Film Festival, nelle sale americane dal 13 maggio 2011, con parecchio ritardo Hesher arriva anche nelle sale italiane, anticipato da una campagna “virale” sui social network che non lascia dubbi sulle reali intenzioni di chi lo sta promuovendo con adesivi, proiezioni ai concerti, concorsi .. trasformarlo in un cult per adolescenti arrabbiati e adulti nostalgici e disillusi.

Senza ombra di dubbio, il primo lungometraggio diSpencer Susser ha tutto per piacere ad un ragazzino vittima dell’adolescenza con la voglia di spaccare tutto, e ad un adulto che ha smesso a malincuore l’utopia anarchica, il look scapigliato, i trascorsi da fumatore, ma continua a vibrare con il metal nelle orecchie.

Violenza priva di sensi di colpa, esplosioni di rabbia, linguaggio irriverente, black humor, rendono Hesher un piccolo trattato sull’incomunicabilità, ma anche un vivace antidoto al senso di annichilimento che sfiora l’esistenza, pronto a distogliere dal torpore anche un ragazzino che pensa di non avere più niente da perdere.

Hesher- Photo-01

In Hesher tutti hanno perso qualcosa, il giovanissimo TJ (Devin Brochu) ha perso la mamma, l’armonia familiare e ogni punto di riferimento, suo padre (Rainn Wilson) una moglie e l’amore romantico insieme al coraggio, la nonna (Piper Laurie) la forza per aiutarli, la commessa Nicole (Natalie Portman) ogni prospettiva per il futuro, anche Hesher (Joseph Gordon-Levitt) ha perso qualcosa che per un po’ ha creduto importante.

Hesher non è il solito film sulla perdita però, quanto piuttosto un film sul modo insolito e poco ortodosso che spesso usiamo per ritrovarci. Oltre ad essere l’incarnazione della rabbia ostinata di un tredicenne segnato dal dolore, anche fisicamente, Hesher è una terapia d’urto per tutti, è l’estraneo capace di guardare con distacco quello che non va, è l’intruso capace di svegliare l’istinto di protezione di un uomo arreso, è il balsamo per il livore di una donna che ha bisogno dell’anticonvenzionale per sentirsi speciale.

Hesher/ Joseph Gordon-Levitt, scapigliato come i capelli, infantile come il tratto dei tatuaggi che gli disegnano il corpo, ingestibile come la violenza improvvisa, è un capolavoro di cruda e rozza indifferenza nei riguardi di ogni circostanza e convenzione, con una discutibile e irritante filosofia di vita che travolge tutti e stravolge tutto, anche le buone intenzioni.

Nicole/Natalie Portman, ben nota come attrice, sceneggiatrice, regista e Ambasciatrice di Buona Volontà(FINCA), in questo caso al piccolo ruolo secondario ma molto efficace, affianca anche quello di produttrice del primo film indipendente della giovaneHandsomecharlie Films, che ha già in caldo pellicole come Booksmart per la Fox, Pride and Prejudice and Zombie per la Lionsgate, Plan B e Important Artifacts per la Paramount.

Hesher- Photo-02

Abbandonato l’ego di Dwight Schrute della serie The Office dell’NBC, Paul/Rainn Wilson è un perfetto depresso che torna ad apprezzare l’aria sulla faccia, il mix di fragilità e tenerezza di una nonna del calibro di Piper Laurie (Lo Spaccone, Carrie, Twin Peaks, Trauma tra i tanti) non sfugge neanche ad Hescer, ma è il piccolo TJ/Devin Brochu la vera sorpresa.

Un tredicenne con l’aspetto di un bambino e lo sguardo da adulto, con le sue corse disperate in bicicletta, la sua incrollabile ostinazione per l’auto feticcio che ha ucciso la madre, la rabbia dolorosa che lo spinge a tenere testa ad un Hesher che lo spaventa, e ai soprusi del bullo della scuola.

TJ è un ragazzino che cresce guardando in faccia i limiti della natura umana, incapace di reagire al dolore, di superare la morte e la perdita di punti di riferimento, acquistando la consapevolezza che nella vita non può fare affidamento su nessuno, perché le mamme muoiono, gli amori finiscono, i papà perdono il coraggio, le nonne invecchiano e gli amici stanno peggio di noi.

Hesher è un film a ritmo alternato, ibrido di dramma e commedia, scandito da momenti toccanti ed esilaranti, una colonna sonora che alterna metal duro a tappeti pop, spiazzante quanto basta per intrigare, deludere o far sorridere. Comunque un film low budget che riesce a dire un sacco di cose, e merita 100 minuti di sala buia da assaporare con gli occhi e le emozioni contrastanti che scatena, soprattutto se siete freschi di perdite e ritrovamenti. Come al solito per ingannare l’attesa potete anche approfittare della galleria fotografica con teaser poster, una clip originale e ben 1 e 2 trailer.

Voto di Cut-tv’s: 7

Hesher è stato qui ( Hesher, Drammatico, 2010, USA) di Spencer Susser; con Joseph Gordon-Levitt, Devin Brochu, Rainn Wilson, Natalie Portman, Piper Laurie, John Carroll Lynch, Brendan Hill, Paul Bates, Frank Collison, Biff Yeager, Nicolai Dorian, Helen Slayton-Hughes, Allan Graf, Van Epperson, Ralph P. Martin, Mary Elizabeth Barrett, Milt Kogan, Brian Lally, Rafael J. Noble, Cole Hockenbury, Audrey Wasilewski, Monica Staggs, Lyle Kanouse -Uscita in Sala: 3 Febbraio 2012 - Qui il trailer italiano.

Hesher- Photo-03

 
 
 

Hugo Cabret da Mymovies

Post n°7369 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Locandina Hugo Cabret

Il piccolo Hugo Cabret vive nascosto nella stazione di Paris Montparnasse. Rimasto orfano, si occupa di far funzionare i tanti orologi della stazione e coltiva il sogno di aggiustare l'uomo meccanico che conserva nel suo nascondiglio e che rappresenta tutto ciò che gli è rimasto del padre. Per farlo, sottrae gli attrezzi di cui ha bisogno dal chiosco del giocattolaio, un uomo triste e burbero, ma viene colto in flagrante dal vecchio e derubato del prezioso taccuino di suo padre con i disegni dell'automa. Riavere quel taccuino è per Hugo una questione vitale.
Con l'adattamento di "La straordinaria invenzione di Hugo Cabret", Martin Scorsese si ritrova e si perde allo stesso tempo, andando alla ricerca del tempo perduto, lui che il meccanismo del tempo, al cinema, lo ha messo alla prova più di altri. Tra le centinaia di persone che affollano il cosmo della stazione ferroviaria, immagini di una cartolina animata da un illusionista, è difficile riconoscere di primo acchito il regista, prestato a stantii siparietti tra ufficiali e fioraie, signore col cane e pretendenti col giornale, che avremmo visto meglio in un film di Jeunet. Quello che non è difficile riconoscere, invece, è il suo amore per la settima arte, profondo come un abisso. 
Ed è proprio in quell'abisso che ci fa sprofondare l'incipit del film, in un crescendo d'incanto: la tecnologia tridimensionale smette di essere sfoggio e diviene bullone imprescindibile della costruzione; d'altronde, il film incrocerà di lì a poco Georges Meliès, il padre degli effetti speciali e dell'animazione dell'inanimato. 
Ma padre non è solo un modo di dire, non in questa circostanza. Il film, infatti, si presenta letteralmente come un'avventura da cinéfils, nel senso che Daney dava al termine, essendo la storia di un ragazzo che, cercando il proprio padre, trova il cinema. Eppure è proprio su questo punto che Hugo Cabret rischia di perderci e di vederci abbandonare il vagone. Non è tanto la fine consistenza della trama (non era certo un cinema della narrazione, quello degli esordi) e non sono solo i dialoghi artefatti. Più che mai, a frenare l'emozione, è l'abito da film per cinefili cucito su un film per neofiti. 
Al cinefilo viene qui sottratto il godimento principe, quello di partecipare ad una missione clandestina, dove l'oggetto del desiderio è qualcosa da andarsi a cercare, lontano dal plauso della critica. Nella rilettura di Scorsese del bell'ibrido cartaceo di Brian Selznick, la magia dell'esperienza cinematografica è esplicitata e ribadita ogni pochi minuti e lo stesso trattamento è riservato al mistero e all'avventura, con effetti a dir poco ridondanti. S'invita lo spettatore ad ammirare lo spettacolo sensazionale, ad emozionarsi di fronte al meraviglioso, ma di fatto lo si tira per un braccio lungo un cammino prestabilito e didattico, che nulla ha di perturbante e molto di accattivante. 
Più che dietro gli occhi del giovane Hugo, il regista sembra essersi messo al posto dell'imbonitore di un tempo, colui che, quando il cinematografo era ancora uno spettacolo da fiera, sbandierava la natura straordinaria dell'invenzione per portare gente al proprio baraccone. Di fronte a questa presa di posizione (e a questo posizionamento), si può allora legittimamente avvertire o decidere una presa di distanza, perché se il film non può non piacere è anche perché è studiato per farlo.

 
 
 

Millennium: Uomini che odiano le donne da supergacinema.it

Post n°7368 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Millennium: Uomini che odiano le donne – David Fincher

locandina-millennium-uomini-che-odiano-le-donne

Stieg Larsson approverebbe

 

Mikael Blomkvist, giornalista celebre per le sue inchieste, dopo una causa perduta contro un ambiguo uomo d'affari, viene ingaggiato da Henrik Vanger, potente industriale svedese, per trovare la verità ed il corpo della giovane nipote, scomparsa quarant’anni prima e probabilmente assassinata da un membro della “più detestabile collezione di individui che incontrerai mai”, sua famiglia. Lasciato il lavoro, Mikael inizierà ad indagare e si servirà della collaborazione di Lisbeth Salander, investigatrice senza scrupoli con un passato atroce ed un presente non migliore. I due dovranno affrontare i fantasmi della famiglia Vanger che proveranno ad ostacolarne l'indagine, minacciando la loro stessa vita.

Quando un remake (o addirittura un reboot) viene girato a pochissimi anni di distanza dall’uscita delle prima versione, il pensiero comune è: “ma perché?”. Le risposte possibili sono molteplici e spesso, anche le più maligne, condivisibili.

Quando uscì la notizia che, dopo The Social Network, il regista David Fincher avrebbe curato l’edizione hollywoodiana della saga di Stieg Larsson, Millennium, le perplessità non si fecero attendere, anche da questa testata e dalla penna che vi scrive; Zodiac ed il Curioso Caso di Benjamin Button hanno fatto storcere la bocca a molti, facendo credere che la magia di Fincher, impiegata per girare Seven e Fight Club, fosse svanita chissà dove; con il film sulla genesi di Facebook ha dimostrato di aver conservato parte di quel genio pur non convincendo totalmente i suoi sostenitori.

fincher

Con questo Millennium: Uomini che odiano le donne, David Fincher vince la sfida del remake e convince con una ritrovata verve, non uguale a prima ma sicuramente degna di attenzione. Parte di questa riaffermazione potrebbe essere stata conquistata anche grazie alle potenti sonorità del duo di fidati musicisti Atticus Ross e Trent Reznor, premio Oscar per le loro musiche sulle immagini di The Social Network, fidati collaboratori di Fincher e artefici di suggestive atmosfere nel corso del film (prossimamente Superga Cinema.it dedicherà alla colonna sonora del film un ampio approfondimento).

Un rifacimento di un regista tanto illustre non può esimersi dalla tortura dei confronti con l’originaria trasposizione europea. Le previsioni di una vicenda ripulita, e magari più glamour, annunciavano una vera catastrofe e, forse per non subire troppe pressioni o per mero riservo, quasi niente è trapelato dal set del film sino a 3 mesi dall’uscita americana.

Il risultato è decisamente convincente, seppur con delle differenze pensate, specialmente nelle intenzioni: si nota subito che la trama della vicenda è decisamente più chiara, senza troppo sacrificare i toni cupi e fortemente inquietanti dell’originale. La vicenda resiste e viene tesa moltissimo come i migliori colori del thriller, la detective story ed il noir: intrighi, perversioni e delitti acquistano nuovo smalto e spessore in questa nuova versione facendo ben sperare per l’eventuale seguito della saga (ancora non è sicuro se Fincher curerà la direzione dei due sequel che, però, verranno prodotti quasi certamente visti gli incoraggianti incassi negli Stati Uniti).

rooney mara

La decisione più coraggiosa ed obbiettivo di sicure critiche sarà la scelta di Rooney Mara come nuovo corpo di Lisbeth Salander, personaggio già cult dopo i 3 film svedesi. A differenza della mascolina Noomi Rapace, l’attrice newyorkese dal viso da bambolina è stata trasformata in una sorta di demonietto hi tech e tale metamorfosi potrebbe essere la motivazione principale per la nomination all’Oscar 2012 come miglio interpretazione femminile: visibilmente dimagrita, la muscolarità originaria è stata sostituita da una potenza interiore che subdolamente agisce muovendosi nell’ombra, con astuzia diabolica e accanita ferocia. Molto interessante è il lavoro che i truccatori e i costumisti hanno svolto per caratterizzare al meglio il personaggio ed il suo aspetto esteriore della versione di Fincher: la nuova Lisbeth, non avendo i muscoli e minor aggressività nel mostrarsi della Rapace, preferisce calcare sull’alienazione ed il distacco patologico dalla realtà, rendendola cinica nei momenti migliori e sadica davanti al pericolo.
Non a caso, l’aspetto dell’eroina autodistruttiva cambia a seconda delle situazioni: forte e sicura in prima istanza, nella presentazione ad inizio film, dove scende da una poderosa motocicletta con una invidiabile cresta ben ritta in testa; mite ma corazzata in cuoio e borchie nella fase centrale, dall’aspetto simile ad un alieno, con occhio rotondi, sbarrati e con le sopracciglia decolorate quindi apparentemente indifeso se visto distrattamente; spietata, rapida ed efferata nei momenti drammatici, dove il volto di ex bambolina lascia spazio ad un angelo della morte con il trucco pesante e gli occhi scavati.

rooney mara_2

Un lavoro complesso, curato, rischioso e per questo degno di attenzione; Fincher, inoltre, può fregiarsi dell’importante merito di aver reso giustizia ad una storia drammatica precedentemente prodotta con troppa foga o imperizia.

Se David Fincher è tornato il genio adrenalinico dei tempi di Seven non lo sappiamo ancora ma sicuramente ha subito dei cambiamenti che, come tali, portano novità belle e brutte. 
Millennium: Uomini che odiano le donne è una nuova decisamente gustosa.

Giovanni Villani

 
 
 

Sulla strada di casa da everyeye.it

Post n°7367 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Sulla strada di casa - Recensione
Inviato il 02/02/2012 da Elena Pedoto
Sorprendente l'opera prima di Emiliano Corapi, soprattutto per la capacità di incrociare il cinema di genere con una tensione drammatica tipica dei film a tema famigliare/sociale. Così facendo, Corapi ottiene il duplice effetto di un ritmo serrato, che si alimenta con l'incalzare degli snodi narrativi da thriller, calato però nella sospensione del dramma esistenziale e umano di due uomini la cui situazione critica farà (ri)trovare il senso di una solidarietà e paternità sopite. Interpretazioni misurate e una sceneggiatura esaustiva nella sua brevità (solo 83 minuti che hanno la completezza di due ore piene) contribuiscono inoltre a intensificare il realismo veicolato da Sulla strada di casa, una storia nata sotto il segno di una crisi che costringe a ‘non farsi problemi' anche chi a quella filosofia davvero non crede, e che si porterà - da quel momento in poi - dietro, oltre al peso di una scelta sbagliata, anche la - terribile - consapevolezza di aver scalfito per sempre l'integrità dei valori su cui aveva sempre fatto affidamento. Un prodotto italiano - inconsuetamente - toccante e snello che scrive il nome di Emiliano Corapi nella cerchia dei registi italiani da tenere d'occhio.
DUE PADRI, DUE DESTINI
Sulla strada di casa - recensione - CinemaAlberto (Vinicio Marchioni) è un piccolo imprenditore ligure che, strizzato nelle maglie di una crisi che disdegna l'integrità etica e morale, ha infine capitolato alla tentazione di ‘arrotondare' i suoi guadagni facendo da corriere per la malavita. Una breccia nella sua vita di uomo onesto che Alberto non ha mai avuto il coraggio di confessare alla moglie, ancora aggrappata all'ideale di un'onestà che non cede a compromessi e scorciatoie. Ma il diavolo ci mette lo zampino e, durante una delle classiche trasferte calabre per ritirare la merce, Alberto si ritrova addosso un altro gruppo di malviventi interessati allo stesso carico che non si faranno scrupoli - pur di convincerlo a fare i loro interessi - a prendere in ostaggio la sua famiglia (la moglie Laura e i due figli piccoli). Spinto dalla disperazione di voler salvare la vita dei propri cari, la ‘strada' di Alberto incrocerà così quella diSergio (Daniele Liotti), altro uomo ‘comune' finito (anch'egli) per necessità a servire la ‘Ndrangheta. Entrambi ‘malviventi' dell'ultima ora Alberto e Sergio troveranno in quella fuga-inseguimento il coraggio per ritrovare la loro identità di uomini e padri, un'identità smarrita sotto il peso di un'incertezza economica che ha fatto vacillare - irrimediabilmente - le fondamenta dei loro valori.
L'ASFISSIANTE PERDITA D'IDENTITÀ
Sulla strada di casa - recensione - CinemaPrimi piani stretti sui volti a veicolare una claustrofobia mentale che si alterna alla dinamicità dell'inseguimento, via di fuga o punto d'arrivo di una vita che ha perso le proprie tracce, mescolatesi alle polverose attività di un sottobosco malavitoso che sembra salvare e poi in realtà uccide (se non la persona fisica almeno integrità e valori). Un Vinicio Marchioni che tiene testa a un personaggio semplicemente complesso nella sua incapacità di (ri)trovare la strada maestra; un comune uomo buono ritrovatosi per necessità a ‘giocare' al criminale che non è, e che di conseguenza si troverà a combattere in una situazione alla quale è fondamentalmente impreparato. Forse ancora più viscerale e toccante il Sergio di Liotti, costantemente lacerato dalla paura di perdere o non meritare l'amore del figlio. Una storia di crisi (tema che al momento appare quanto mai attuale) economica che muta in crisi esistenziale restando fedele allo sviluppo psicologico dei suoi protagonisti e che non scivola in inutili digressioni narrative. Resta il pathos, il dramma di famiglie rovinate per un attimo di sbandamento, un illusorio secondo in cui la scorciatoia sembrava possibile e invece stava, inesorabilmente, allontanando da quel prato di piccoli fiori blu da cui facevano ostinatamente capolino onestà e sacrificio.
Emiliano Corapi firma una buona opera prima misurata nella forma e generosa nei sentimenti, che riesce a far emergere grazie alla costanza con cui bracca la 'comune' disperazione dei due protagonisti, padri rapiti da una crisi che è diventata avvolgente, in cui è annegata anche la capacità di discernere il bene dal male. Buone le prove di Vinicio Marchioni e Daniele Liotti che, aiutati da uno script equilibrato senza grandi storture, seguono intensamente l’evoluzione dei loro personaggi. Più defilate e marginali le interpretazioni della Finocchiaro e della Pandolfi.
VOTOGLOBALE7

 
 
 

Sulla strada di casa

Post n°7366 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

(Sulla strada di casa)
Sulla strada di casa - visualizza locandina ingrandita

 

TRAMA DEL FILM SULLA STRADA DI CASA: 
Sulla strada di casa è la storia di un imprenditore genovese di nome Alberto che ha moglie e due figli e che, per far fronte alla crisi della fabbrica che gli ha lasciato suo padre, ogni tanto compie dei viaggi per conto di un'organizzazione criminale che gli dà qualcosa da trasportare dal sud Italia fino al nord. Sfortunatamente, nel suo ultimo viaggio si intromette un'altra organizzazione criminale che gli rapisce moglie e figli.

USCITA CINEMA: 03/02/2012
REGIA: Emiliano Corapi
SCENEGGIATURA: Emiliano Corapi
ATTORI: Vinicio MarchioniDonatella FinocchiaroDaniele LiottiClaudia Pandolfi,Fabrizio RongioneMassimo PopolizioRenato MarchettiFausto Maria Sciarappa,Lucia Mascino
FOTOGRAFIA: Raoul Torresi
MONTAGGIO: Andrea Maguolo
MUSICHE: Giordano Corapi
PRODUZIONE: Marvin Film 
DISTRIBUZIONE: Iris Film
PAESE: Italia 2012
GENERE: Drammatico
DURATA: 83 Min
FORMATO: Colore
CRITICA: 
Con un budget ridottissimo, nessun effetto speciale e una piccola troupe, Emiliano Corapi è riuscito nella grandiosa impresa di rivelarci per immagini che il nostro non è "'o paese d''o sole", che ci hanno raccontato tante belle favole, che non è vero che se studiamo, ci impegnamo e formiamo una famiglia modello la nostra vita andrà necessariamente bene. Che non esistono nè una goustizia divina né una qualche forma di meritocrazia. Che soprattutto non esistono eroi. (Carola Proto)

 
 
 

Hugo Cabret

Post n°7365 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

(Hugo)
Hugo Cabret - visualizza locandina ingrandita

 

TRAMA DEL FILM HUGO CABRET: 
Hugo Cabret è un ragazzino orfano che vive da solo nei meandri di una stazione ferroviaria parigina negli anni Trenta. Dopo essersi imbattuto in un macchinario da ricostruire e in una ragazza eccentrica, il ragazzino entrerà in contatto con un anziano e misterioso gestore di un negozio di giocattoli, finendo risucchiato in una magica e misteriosa avventura. Hugo Cabret racconta l'avventura di un ragazzo pieno di inventiva, che mentre cerca la chiave per far luce su un segreto legato alla vita di suo padre, finisce per migliorare quella delle persone che lo circondano, trovando inoltre un luogo che può chiamare finalmente casa.

USCITA CINEMA: 03/02/2012
REGIA: Martin Scorsese
SCENEGGIATURA: John Logan
ATTORI: Asa ButterfieldBen KingsleyChloe MoretzSacha Baron CohenRay WinstoneEmily MortimerJohnny DeppChristopher LeeMichael Stuhlbarg,Helen McCroryJude LawRichard GriffithsFrances de la TourAngus BarnettEric Moreau
FOTOGRAFIA: Robert Richardson
MONTAGGIO: Thelma Schoonmaker
MUSICHE: Howard Shore
PRODUZIONE: GK Films 
DISTRIBUZIONE: 01 Distribution
PAESE: USA 2011
GENERE: Avventura, Fantastico
DURATA: 125 Min
FORMATO: Colore 3D - 1.85 : 1
SOGGETTO: 
Tratto dal libro La straordinaria invenzione Hugo Cabret di Brian Selznick edito da Mondadori
CRITICA: 
Scorsese mette da parte il tradizionale armamentario e trova nel libro di Brian Selznik la storia giusta per mantenere un unico, fondamentale e ingombrante appiglio al suo essere registico: quello della passione cinefila. 
Il regista usa le più moderne e raffinate tecnologie digitali e stereoscopiche in modo anti-moderno, tutto teso a dimostrare come la tecnica, ieri come oggi, sia comunque votata ad un obiettivo rimasto immutato nei decenni.
Laddove però serviva il cuore, la passione per il racconto, per i personaggi, Scorsese mostra la goffaggine di un nonno che solo oggi, dopo tanti anni, deve raccontare per la prima volta una storia ai suoi nipoti. (federico gironi)

 
 
 

Millennium - Uomini che odiano le donne

Post n°7364 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

(The Girl with the Dragon Tattoo)
Millennium - Uomini che odiano le donne - visualizza locandina ingrandita

 

TRAMA DEL FILM MILLENNIUM - UOMINI CHE ODIANO LE DONNE: 
Il giornalista di successo Mikael Blomkvist, aiutato della giovane e ribelle hacker Lisbeth Salander accetta un incarico dal ricco industriale H. Vanger: indagare sulla scomparsa della nipote Harriet, avvenuta quarant'anni prima. Da allora, ogni anno un misterioso dono anonimo riapre la vicenda. Dopo mesi di ricerche, Blomkvist e Salander scopriranno la sconvolgente ed inaspettata verità.

USCITA CINEMA: 03/02/2012
REGIA: David Fincher
SCENEGGIATURA: Steven Zaillian
ATTORI: Daniel CraigStellan SkarsgårdRooney MaraRobin WrightChristopher PlummerSteven BerkoffGoran VisnjicYorick van WageningenJoely Richardson,Geraldine JamesUlf FribergBengt C. W. CarlssonDonald SumpterTony Way
FOTOGRAFIA: Jeff Cronenweth
MONTAGGIO: Kirk BaxterAngus Wall
MUSICHE: Trent ReznorAtticus Ross
PRODUZIONE: Scott Rudin Productions, Yellow Bird Films
DISTRIBUZIONE: Warner Bros. Pictures Italia 
PAESE: USA 2012
GENERE: Drammatico, Thriller
DURATA: 158 Min
FORMATO: Colore
SOGGETTO: 
Remake americano tratto dal primo libro della serie Millennium scritto da Stieg Larsson.
CRITICA: 
è nei dettagli e nei contrasti che invece il film di Fincher denuncia una radicalità che va ben oltre quella della pur efficacissima rappresentazione della violenza (solo in apparenza celata quella fisica, più sfacciata e disturbante quella psicologica). Complesso ed elegante come un oggetto di design capace di sintetizzare estetica e funzionalità, Millennium è un film da scrutare attentamente per coglierne l’intera portata teorica e concettuale, ma che basta vivere con il giusto e necessario coraggio per apprezzare nella rilevantissima carica di umanità affidata ai due personaggi protagonisti, due facce di una stessa, universale medaglia. Lisbeth Salander che è il vero cuore emotivo e narrativo del film, cui una perfetta Rooney Mara fornisce un’intensità quasi dolorosa, una sensualità aspra e devastante, un’energia inesauribile eppure vulnerabilissima. (federico gironi)

 
 
 

USCITE DEL 03/02/2012

Post n°7363 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Locandina: Hesher è stato qui
Hesher è stato qui(Hesher) 
GENERE: Drammatico
ANNO: 2011   DATA: 03/02/2012
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Spencer Susser
CAST: Joseph Gordon-Levitt, Devin Brochu, Rainn Wilson, Natalie Portman, Piper Laurie, John Carroll Lynch
Locandina: Hugo Cabret
Hugo Cabret(Hugo) 
GENERE: Avventura, Fantastico
ANNO: 2011   DATA: 03/02/2012
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: Martin Scorsese
CAST: Asa Butterfield, Ben Kingsley, Chloe Moretz, Sacha Baron Cohen, Ray Winstone, Emily Mortimer
Locandina: I Muppet
I Muppet(The Muppets) 
GENERE: Commedia
ANNO: 2012   DATA: 03/02/2012
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: James Bobin
CAST: Jason Segel, Amy Adams, Chris Cooper, Rashida Jones, Steve Whitmire, Emily Blunt
Locandina: Millennium - Uomini che odiano le donne
Millennium - Uomini che odiano le donne(The Girl with the Dragon Tattoo) 
GENERE: Drammatico, Thriller
ANNO: 2012   DATA: 03/02/2012
NAZIONALITÀ: USA
REGIA: David Fincher
CAST: Daniel Craig, Stellan Skarsgård, Rooney Mara, Robin Wright, Christopher Plummer, Steven Berkoff
Locandina: Polisse
Polisse(Polisse) 
GENERE: Drammatico
ANNO: 2011   DATA: 03/02/2012
NAZIONALITÀ: Francia
REGIA: Maiwenn Le Besco
CAST: Maiwenn Le Besco, Joey Starr, Karin Viard, Marina Foïs, Nicolas Duvauchelle, Karole Rocher
Locandina: Sulla strada di casa
Sulla strada di casa(Sulla strada di casa) 
GENERE: Drammatico
ANNO: 2012   DATA: 03/02/2012
NAZIONALITÀ: Italia
REGIA: Emiliano Corapi
CAST: Vinicio Marchioni, Donatella Finocchiaro, Daniele Liotti, Claudia Pandolfi, Fabrizio Rongione, Massimo Popolizio

 
 
 

Il cinema dice addio a Ben Gazzara da La stampa

Post n°7362 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 
Tag: news

 

Il cinema dice addio a Ben Gazzara

Ben Gazzara era nato il 28 agosto 1930

L'attore italo-americano
si è spento all'età di 81 anni
LOS ANGELES

È morto ad 81 anni l’attore americano Ben Gazzara, celebre in Italia per il ruolo del boss mafioso ispirato a Raffaele Cutolo detto 'O Professore e Vesuviano, interpretato nel film «Il Camorrista» che segnò l’esordio alla regia di Giuseppe Tornatore nel 1986.

Gazzara debuttò sul grande schermo nel 1959 nel ruolo di un tenente accusato di omicidio nel film del regista austriaco Otto Preminger «Anatomia di un omicidio». In carriera ha lavorato con numerosi cineasti di successo compreso John Cassavetes, con il quale ha collaborato in diversi film, compreso quello del 1976 «L’assassinio di un allibratore cinese».

 

 
 
 

Il Festival di Venezia cambia volto: nuovo regolamento, meno film, addio a Controcampo da Il cinematografo

Post n°7361 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 

Giovedì 02 Febbraio 2012
Restyling in Mostra
Il Festival di Venezia cambia volto: nuovo regolamento, meno film, addio a Controcampo. E via al Light Market e al Biennale College. Ecco le novità della direzione Barbera
Ecco i primi, annunciati cambiamenti alla Mostra di Venezia, che per l'edizione 69 (in programma al Lido dal 29 agosto all'8 settembre), diretta da Alberto Barbera, vara un nuovo regolamento approvato dal Cda della Biennale presieduta da Paolo Baratta: riduzione del numero di film, con un massimo di 20 titoli, in prima mondiale, per il Concorso internazionale Venezia 69, e un massimo di 11 titoli per il Fuori Concorso (di cui un massimo di 3 titoli per la Mezzanotte) e riduzione delle sezioni della Selezione ufficiale, che ora ne prevede tre: il Concorso Venezia 69, il Fuori Concorso e Orizzonti (con lungometraggi e cortometraggi). Viene così accantonata, dopo tre edizioni, la sezione "Controcampo italiano".
"Lo snellimento del programma della Mostra, caratterizzata da una più marcata selettività, darà alla stessa un’impostazione che garantirà a ogni titolo selezionato una migliore collocazione nel palinsesto e una maggiore visibilità, permettendo altresì una più ampia possibilità di repliche con una più agevole condizione di visione per il pubblico e per i professionisti, e sarà coerente con gli attuali programmi di riqualificazione degli spazi", si legge nel comunicato della Biennale.
Che annuncia anche altre novità, a partire dal Nuovo Light Market, che "darà particolare impulso all’Industry Office procedendo in direzione di una nuova struttura di Mercato vero e proprio (che nei primi tempi sarà di necessità leggero), capace di meglio rispondere alle esigenze e alle attese di produttori, distributori, compratori, venditori, agenti e agenzie di promozione cinematografica. Lo scopo principale è quello di attirare i professionisti da tutto il mondo, fornendo loro delle strutture e un’organizzazione che consenta di realizzare un giro d’affari tale da giustificare il loro investimento per venire a Venezia. Un primo passo consisterà nell’accrescere la possibilità dei compratori di visionare e acquistare i film che i venditori proporranno – oltre quelli visionati in Mostra - attraverso il sistema della Videoteca. Gli spazi del Mercato conterranno una triplice struttura: la Videoteca, il Businness Center e l’Industry Club. Per l’Industry Office / Light Market sarà avviato un programma quadriennale che partirà dagli spazi attualmente disponibili, e troverà compiutezza nelle nuove strutture realizzate all’interno del nuovo edificio".
L'altro annuncio è quello riguardante Biennale College - Cinema: l’obiettivo è quello di affiancare alla Mostra del Cinema un laboratorio di alta formazione aperto ai giovani filmmakers di tutto il mondo, per la produzione di film a basso costo. La sfida è quella di riuscire a realizzare, al termine di una serie di attività che coprono un anno, 3 opere audiovisive di lunga durata. Si tratta di un progetto di importanza decisiva. In questo modo il Settore Cinema della Biennale rinasce con una nuova configurazione del tutto inedita: viene avviato un programma di Attività permanenti “oltre la Mostra”, con quell’impegno verso lo sviluppo di nuove energie creative per la produzione artistica, che ispirerà Biennale College in tutti i Settori dell’istituzione.
“La Biennale di Venezia – ha dichiarato il Presidente Baratta - intende in tal modo diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per la creatività delle singole discipline artistiche, e quindi anche del cinema, accogliendo grandi maestri e giovani talenti, e offrendo loro opportunità di sviluppo per un futuro produttivo”.
Il laboratorio ha anche l’obiettivo di fare avanzare la ricerca sulle produzioni micro e low-budget, che sono diventate, in tempi di crisi, una delle poche possibilità che i giovani talenti hanno per cimentarsi con il lungometraggio. Il progetto prevede inoltre la distribuzione on-line delle opere, affrontando così uno dei problemi più delicati del cinema indipendente di oggi: la visibilità.
Infine, ecco i nomi dei consulenti, esperti e corrispondenti di cui si avvarrà il Direttore della Mostra Alberto Barbera: Giulia d'Agnolo Vallan, Bruno Fornara, Mauro Gervasini, Oscar Iarussi, Emiliano Morreale, Marina Sanna. I Corrispondenti della Mostra dal mondo sono: Giulia d'Agnolo Vallan (Usa, Canada), Violeta Bava (Sudamerica), Elena Pollacchi (Cina, Hong Kong, Taiwan, Corea del Sud), Paolo Bertolin (Filippine, Thailandia, Indonesia, Malesia), Petr Shepotinnik (Russia), Viola Shafik (Paesi Arabi), Mohammad Atebbai (Iran).

 
 
 

L’ultima beffa di Anonymous, intercettata conferenza fra Fbi e la polizia inglese da Il fatto quotidiano

Post n°7360 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da Ladridicinema
 
Tag: news

 

La conference call fra gli investigatori americani e inglesi verteva proprio sulle strategie per combattere il gruppo di pirati informatici. Peccato che alla discussione abbia partecipato un membro del gruppo che ha registrato e postato su Youtube il summit anti-hacker

La battaglia tra il gruppo hacker Anonymous e le polizie di mezzo mondo prosegue, e non sembra prendere una bella piega per i tutori dell’ordine. Dopo l’abbattimento di numerosi siti governativi in risposta alla chiusura diMegaUpload, arriva l’ultima clamorosa beffa. La vicenda riguarda una conference call tenutasi su Internet il 17 gennaio tra agenti dell’FBI e laMetropolitan Police inglese. Un summit che avrebbe dovuto permettere di fare il punto sulle operazioni per il contrasto di alcuni gruppi di pirati informatici e gli hacker di Anonymous. Peccato che alla conferenza abbia partecipato, oltre a 4 agenti dell’FBI e 2 della Metropolitan Police, anche un membro di Anonymous, che ha registrato i16minuti di conversazione e li ha pubblicati su numerosi siti, compreso YouTube.

Sulle prime, i visitatori che hanno ascoltato la registrazione hanno pensato a uno scherzo, fino a quando non è arrivata la conferma della polizia inglese: la conversazione è autentica ed è stata intercettata online. Ma come può essere accaduto? L’ipotesi più verosimile è che un membro di Anonymous abbia accesso alla casella di posta elettronica di uno degli invitati alla conference call e abbia così potuto leggere l’invito alla conferenza virtuale, nel quale sono riportati anche orario, i dettagli e la password per partecipare. Facile immaginare che adesso si scateni la caccia alla falla, nemmeno tanto facile da rintracciare visto che l’invito è stato inviato a circa 40 “pubblici ufficiali”.

Più facile immaginare le risate che si devono essere fatti quelli di Anonymous nell’ascoltare i loro “nemici” discutere delle strategie per mettere alle corde Ryan Cleary and Jake Davis. I due sono da tempo sospettati di fare parte di Anonymous e LulzSec, il gruppo hacker che si è reso protagonista del furto di account (e numeri di carte di credito) dai server di Sony e di un clamoroso attacco al sito della CIA. Tutte imprese che impallidiscono di fronte a questo ultimo, clamoroso sberleffo.

 
 
 
Successivi »
 

 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 
 

AREA PERSONALE

 

ARCHIVIO MESSAGGI

 
 << Febbraio 2012 >> 
 
LuMaMeGiVeSaDo
 
    1 2 3 4 5
6 7 8 9 10 11 12
13 14 15 16 17 18 19
20 21 22 23 24 25 26
27 28 29        
 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

CHI PUò SCRIVERE SUL BLOG

Solo l'autore può pubblicare messaggi in questo Blog e tutti possono pubblicare commenti.
I messaggi e i commenti sono moderati dall'autore del blog, verranno verificati e pubblicati a sua discrezione.
 

tutto il materiale di questo blog può essere liberamente preso, basta citarci nel momento in cui una parte del blog è stata usata.
Ladridicinema

 
 

CERCA IN QUESTO BLOG

  Trova
 

CONTATTA L'AUTORE

Nickname: Ladridicinema
Se copi, violi le regole della Community Sesso: M
Età: 27
Prov: RM
 
Citazioni nei Blog Amici: 22
 
RSS (Really simple syndication) Feed Atom
 

FILM PREFERITI

Detenuto in attesa di giudizio, Il grande dittatore, Braveheart, Eyes wide shut, I cento passi, I diari della motocicletta, Il marchese del Grillo, Il miglio verde, Il piccolo diavolo, Il postino, Il regista di matrimoni, Il signore degli anelli, La grande guerra, La leggenda del pianista sull'oceano, La mala education, La vita è bella, Million dollar baby, Neverland, Nuovo cinema paradiso, Quei bravi ragazzi, Roma città aperta, Romanzo criminale, Rugantino, The cinderella man, Un borghese piccolo piccolo, Piano solo, Youth without Youth, Fantasia, Il re leone, Ratatouille, I vicerè, Saturno contro, Il padrino, Volver, Lupin e il castello di cagliostro, Il divo, John Q, Che - Guerrilla, Che-The Argentine, Milk, Nell'anno del signore, Ladri di biciclette, Le fate ignoranti, Milk, Alì, La meglio gioventù, C'era una volta in America, Il pianista, La caduta, Quando sei nato non puoi più nasconderti, Le vite degli altri, Baaria, Basta che funzioni, I vicerè

 

ULTIME VISITE AL BLOG

lachouetteangye54sarabianchi1999tracco84a.dlaaspromonte4mistycosenzavoltocassetta2sybilla_cmartha76.mtpiumarossa70franck09domenico19781tizybl8mark_november
 

TAG