Elio Germano, come Dio comanda
[di Cristiana Paternò]
L'hanno scelto, insieme ad altri otto giovani attori europei, per la sua grinta, per il suo trasformismo... per il suo umorismo, una qualità tipicamente italiana che sembra merce rara all'estero. Così racconta Elio Germano, 28 anni, nato a Roma ma originario della provincia di Campobasso, orgoglioso di vivere in un appartamento di 40 mq nel popolare quartiere di Corviale, un curriculum già di tutto rispetto. Quest'anno è lui la Shooting Star italiana a Berlino, protagonista di questa importante vetrina di talenti emergenti a cura della European Film Promotion (e di Filmitalia). Incontri con produttori e casting director, momenti mondani, interviste e set fotografici, le immagini del fascistello Accio che scorrono sugli schermi: il giovane interprete si è messo in luce a livello internazionale proprio con Mio fratello è figlio unico di Daniele Luchetti, con cui ha vinto un David di Donatello e che uscirà in Germania e GB, oltre che negli Stati Uniti in primavera. Da quest'anno il meccanismo di Shooting Star è diventato più selettivo: ogni nazione presenta una candidatura ma è una giuria a indicare i prescelti, 9 su 22. Accanto a Elio ci sono, per esempio, la tedesca Hannah Herzsprung (4 minuti), la rumena Anamaria Marinca (4 mesi, 3 settimane e 2 giorni), la danese Stine Christensens (Dopo il matrimonio). "E' stato bello conoscere questi attori, che sono miei coetanei ma hanno un livello professionale molto alto e una grande consapevolezza del mestiere. Noi in Italia, forse perché veniamo dalla commedia dell'arte, siamo abituati a improvvisare, loro dedicano molto tempo al lavoro di preparazione". Critica anche i produttori italiani, che "hanno poco coraggio di parlare di argomenti scottanti, vogliono andare sul sicuro".
Ha la barba rossiccia un po' incolta perché tra pochi giorni inizia a girare Come dio comanda, dal libro di Ammaniti e il suo ruolo è quello, balordo e trasandato, di Quattro Formaggi, un ragazzo mezzo ritardato, pieno di tic e di sogni. Con Salvatores aveva già lavorato, in Quo vadis, baby? dove faceva un aspirante investigatore gay e un po' timido, costantemente spiazzato dalla detective Angela Baraldi. In Come dio comanda, che si gira da domani in Friuli, tra Vajont e Udine, non è il protagonista: tutto ruota attorno ai personaggi dell'adolescente Cristiano Zena e di suo padre Rino, ma lui è uno degli amici, che sono Danilo e Corrado, detto appunto Quattro Formaggi. Rino è un alcolizzato di fede nazista, violento, con un lavoro precario che alleva da solo il figlio dodicenne Cristiano sotto gli occhi dei servizi sociali. Danilo, abbandonato dalla moglie dopo la morte della figlioletta di tre anni, progetta di svaligiare un bancomat nella piazza centrale del paese di Varrano, per poter così avere i soldi per rifarsi una vita e riconquistare la moglie. Coinvolge nel piano Quattro Formaggi, che ha come grande passione la costruzione di un enorme presepe i cui personaggi sono giocattoli trovati al parco giochi.
Un dramma, come il nuovo film di Francesco Patierno, Il mattino ha l'oro in bocca, che sta per uscire nelle sale il 29 febbraio. Anche questo da un libro, la biografia di Marco Baldini, la spalla di Fiorello, un passato impelagato in debiti di gioco tanto brutti da rischiarci la pelle: miliardi andati in fumo in una notte. Gioca d'azzardo, Elio Germano anche in un'altra storia italiana quella raccontata da Daniele Vicari con un altro romanzo sullo sfondo, Il passato è una terra straniera di Gianrico Carofiglio. "Una storia girata tra Bari, Roma e Barcellona. La storia di un magistrato che da ragazzo, subito prima della laurea, perché gli manca solo un esame, si lascia scivolare nei bassifondi: poker, cocaina, donne facili, insieme a un coetaneo conosciuto per caso in una rissa. Poi però rientro nei ranghi, divento un uomo di legge". In uscita, il 28 marzo, c'è Nessuna qualità agli eroi di Paolo Franchi, scandalo fin troppo annunciato a Venezia 2007 per scene di nudo che continuano mesi dopo a fare clamore: in un sondaggio 'Donna moderna' fa di Elio - e di Nanni Moretti per Caos calmo - due sex symbol per signore. Sono cose che lo lasciano un po' interdetto: "Io mi impegno a preparare un ruolo, per il film di Paolo Franchi sono dimagrito non so quanti chili e ho abitato con un enorme pupazzo in casa per prepararmi al parricidio, ma poi tutti volevano sapere solo del pisello". La dice e la ripete, questa cosa della preparazione, del metodo. "Mi interessa più della recitazione, più dei premi, mi piace lavorare con registi creativi, che danno spazio a questo aspetto". Per Paolo Virzì, prima di girare N Io e Napoleone, ha imparato a cavalcare un asino, a scrivere con la penna d'oca, a vivere senza telefonino e senza elettricità. "Poi magari non serve a niente, ma è come quando fai un viaggio in India e ti cambia la faccia". Serve anche a farti amare dai registi: così Virzì l'ha chiamato di nuovo, per Tutta la vita davanti l'odissea dei call center.
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il 21/12/2011 alle 00:08
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