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Generazione mille euro: "Ma non siamo bamboccioni" (cinec.n.)

Post n°2471 pubblicato il 23 Aprile 2009 da Ladridicinema
 
Tag: news

[di Cristiana Paternò]

Viviamo nell'unico periodo storico in cui si torna in Molise da Milano... Siamo i primi figli che stanno peggio dei loro padri... Battute di questo tenore sono l'ossatura di Generazione mille euro, la commedia di Massimo Venier liberamente ispirata al libro omonimo di Antonio Incorvaia e Alessandro Rimassa (edito da Rizzoli). Un film che strizza l'occhio ai "milleuristi", trentenni umiliati e offesi da un sistema economico che si fonda sullo sfruttamento delle intelligenze e l'assenza di garanzie sia pur minime, tra co.co.co. e co.co.pro. "Ma non mi piace pensare che sia una commedia sul precariato", dice il regista, complice fisso di Aldo Giovanni e Giacomo. "Precariato è una parola abusata, televisiva, che raccoglie tante cose diverse e tende a nascondere, anziché svelare". L'argomento fa tendenza, dai film di Paolo Virzì e Federico Rizzo al documentario di Ascanio Celestini, ma gli autori negano che si stia assistendo alla nascita di un nuovo filone: "I film generazionali ci sono sempre stati e oggi non puoi parlare di chi ha trent'anni senza citare la difficoltà di trovare lavoro".

 

Scrivendo la sceneggiatura con Federica Pontremoli (autrice di film importanti come Il Caimano o Giorni e nuvole) il quarantaduenne cineasta ha cercato di moltiplicare i punti di vista. "La realtà dei trentenni è sfaccettata, se il libro raccontava come sbarcare il lunario con pochi euro al mese, noi abbiamo cercato di sviluppare modi diversi di affrontare la vita", spiega il regista. Mentre la sceneggiatrice, che si è ispirata anche alla lettura dei blog, elenca i vari modi di contrastare l'assenza di un posto fisso: "sarcasmo, ottimismo, grinta, attaccamento morboso al lavoro". Intanto il libro, nato su ispirazione di un'inchiesta del quotidano spagnolo 'El Pais', distribuito inizialmente online come reality book, tradotto in cinque lingue, tra cui il coreano, ha già un seguito interattivo.

 

Ecco allora la storia di Matteo (Alessandro Tiberi, un volto nuovo accattivante e credibile), brillantemente laureato in matematica ma costretto a lavorare per mille euro come co.co.co. in un'azienda in crisi che spreme idee di marketing dove può, mentre l'università non gli offre più che un ruolo di cultore della materia all'ombra del vecchio prof Paolo Villaggio. Matteo coabita con Francesco (Francesco Mandelli), proiezionista cinefilo e campione di play station, e ha come vicino di scrivania Faustino (Francesco Brandi), il classico secchione tutto dedito al lavoro. Ma soprattutto Matteo, dopo che la fidanzata medico di pronto soccorso (Francesca Inaudi) l'ha lasciato, è indeciso tra la bionda in carriera Angelica (Carolina Crescentini) e la bruna supplente di greco e latino Beatrice (Valentina Lodovini). 

 

"Sono sempre le donne quelle che cambiano il mondo, noi uomini arriviamo un po' in ritardo - riflette Venier - così abbiamo creato due personaggi femminili molto distanti tra loro ma entrambi attraenti che mandano avanti la storia". Secondo Valentina Lodovini: "Beatrice ha un presente da costruire e non si arrende. Non si lamenta, anche se non è immune da momenti di rabbia e di disperazione. Ma in fondo crisi vuole dire cambiamento. La nostra generazione non è fatta di bamboccioni e non abbassa la guardia". Per Carolina Crescentini: "Angelica ha un obiettivo e si organizza per arrivarci. E' felice di vivere con un trolley al seguito e di dormire negli alberghi. Però vorrei vederla tra cinque anni, quando magari il suo sorriso comincerà a spegnersi e si sentirà sola". Sulle note di Malika Ayane, il film non ambisce certo ad andare in profondità nel fenomeno: "Non è nelle mie corde parlare degli aspetti sociali o politici - dice ancora Venier - E poi i ragazzi che vivono queste esperienze non si fanno troppe domande, non perché siano disimpegnati, ma perché certe storture per loro sono scontate e la risposta è un sorriso sarcastico. Del resto la società che gli abbiamo dato è questa, fatta di nepotismo e sfruttamento".

 

Prodotto dai figli di Sergio Leone, Andrea e Raffaella, insieme a Rai Cinema, Generazione mille euro sarà in sala dal 24 aprile in 300 copie con 01 Distribution.

 
 
 
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