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Creato da Ladridicinema il 15/05/2007

CINEMA PARADISO

Blog di cinema,cultura e comunicazione. Creato, edito e di Andrea Carletti

 

Un 2009 nero per il cinema italiano da Ansa

Post n°3369 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

Un 2009 nero per il cinema italiano

Un 2009 nero per il cinema italiano (ANSA) - ROMA, 3 FEB - Secondo i dati Anica, presentati oggi a Roma, nel 2009 c'e' stata sofferenza al livello di mercato e produzione per il cinema italiano. I numeri in questo senso parlano chiaro. Il nostro prodotto cinema ha sofferto sicuramente per i tagli che ci sono stati al Fus, per l'avvento del 3d, ma anche per una sorta di cattiva annata di prodotto cinema italiano. Anche se il gennaio 2010 mostra una forte inversione che fa ben sperare.Mancano i finanziamenti pubblici scesi dal 21% al 12%.

 
 
 

Harry Potter uscira' in 3D da Ansa

Post n°3368 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

Harry Potter uscira' in 3D

Harry Potter uscira' in 3D (ANSA) - ROMA, 3 FEB - Il nuovo episodio di Harry Potter (Harry Potter and Deathly Hallows, Part 1) sara' distribuito a novembre negli Stati Uniti in 3D. Lo ha reso noto la Warner Bros confermando le voci diffusesi a Hollywood. La Warner ha contemporaneamente annunciato i titoli di altri suoi film che affiancheranno il formato 3D a quello 2D. Uno di questi e' Scontro tra titani (che esce il 2 aprile negli Usa). In Italia uscira' dal 16 aprile e sara' il primo titolo Warner in 3D.

 
 
 

Oscar: tre candidature italiane da Ansa

Post n°3367 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

Oscar: tre candidature italianePer Avatar, Il Divo e The messenger

Oscar: tre candidature italiane (ANSA) -LOS ANGELES,2 FEB- Sono 3 le candidature italiane agli Oscar:per la fotografia di Avatar, per il trucco de 'Il Divo' per la sceneggiatura di 'The messenger'.

Si tratta del direttore della fotografia Mauro Fiore (Avatar) e i truccatori Aldo Signoretti e Vittorio Sodano per il film italiano 'Il Divo' di Paolo Sorrentino, di Alessandro Camon, che ha scritto la sceneggiatura del film 'The Messenger' insieme a Oren Moverman. Il film 'The Messenger' e' candidato a due Oscar.

 
 
 

Due grandi verso nove Oscar

Post n°3366 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 


«Avatar», il kolossal di James Cameron e «The Hurt Locker» di Kathryn Bigelow, film emozionante sulla guerra in Iraq, i più nominati dall'Academy. Si contenderanno la statuetta d'oro per miglior film e migliore regia In corsa «Bastardi senza gloria» di Tarantino
Con nove candidature a testa, Avatar e The Hurt Locker - il fantasmagorico kolossal miliardario di James Cameron e il purissimo, teorico miracolo indipendente di Kathryn Bigelow - dominano la corsa agli Oscar 2010. Per la prima volta a partire dal 1943 (vincitore quell'anno fu Casablanca) saranno 10 e non 5 i titoli a contendersi la statuetta dorata. La scelta, fatta per aumentare l'interesse del pubblico nei confronti degli Oscar e le vendite di inserzioni pubblicitarie a sfondo cinematografico, contribuisce a creare un quadro variegato di quello che si è visto sui grandi schermi quest'anno: l'ipertecnologia di Avatar è in lizza contro la creatività a microbudget di District 9 (del protetto di Peter Jackson Neil Blomkamp), l'architettura barocca e visionaria degli Inglorius Basterds di Tarantino contro quella astuta e manipolatoria di Up in the Air di Jason Reitman, l'avventura sentimentale e costellata di palloni colorati di Up contro quella esplosiva e completamente priva di sentimentalismo di The Hurt Locker, i sobborghi della Londra anni Sessanta in An Education, di Lone Scherfig, contro il Minnesota ebraico dell'infanzia dei fratelli Coen, in A Serious Man... A disputarsi l'Oscar di miglior film ci sono persino due pellicole di budget, ambientazione e segno politico/culturale completamente opposte ma che raccontano più o meno la stessa storia: Precious, di Lee Daniels e la sua versione evangelico/rurale, The Blind Side, di John Lee Hancock.
Di nuovo Bigelow e Cameron sono i grandi favoriti tra i nominati per la miglior regia, che includono Quentin Tarantino, Lee Daniels e Jason Reitman. È probabile che Jeff Bridges, nei panni della soave, alcolica, ex star di country music in Crazy Heart (nominato anche per la miglior canzone, The Weary Kind) si contenderà il premio di miglior attore con il milleriano «piazzista» di licenziamenti di George Clooney in Up in the Air. Altri nominati nella categoria sono Morgan Freeman, il Mandela dell'eastwoodiano Invictus, Colin Firth, per A Single Man, di Tom Ford, e il disinnescatore di bombe di The Hurt Locker, Jeremy Renner.
Tra le migliori attrici protagoniste, contro le aspettative di qualche mese fa, la celeberrima, edonistica cuoca Julia Childs di Meryl Streep (Julie and Julia) potrebbe avere qualcosa da temere dalla platinata, religiosa decoratrice d'interni che Sandra Bullock interpreta in The Blind Side - dopo tutto Bullock è la star numero uno al botteghino 2009. Le altre attrici nominate come migliori protagoniste sono: Helen Mirren (The Last Station), Carey Mulligan (An Education) e Gabourey Sidibide (Precious).
Sarà più emozionante del solito la lotta per il miglior film d'animazione: oltre al classico Pixar dell'anno - Up di Pete Docter - si contenderanno il premio due bei film girati a passo uno: Coraline, di Henry Selick e Fantastic Mr. Fox, di Wes Anderson, il ritorno della Disney al disegno a mano La principessa e il ranocchio e (sorpresa quasi totale) The Secret of Kells.
Israele (Ajami), Argentina (El Secreto de Sus Ojos), Perù (The Milk of Sorrow), Francia (Un Prophète) e Germania (Il nastro bianco) sono i paesi in lizza per i miglior film stranieri, con Il nastro bianco di Haneke (già Palma d'oro a Cannes) in testa ai pronostici. L'Italia è rappresentata nella categoria del make up, dove Il Divo è stato nominato insieme a Star Trek e The Young Victoria.
I candidati per la miglior sceneggiatura originale sono The Hurt Locker, Inglorious Basterds, The Messenger (Orso d'argento a Berlino 2009, diretto da Owen Moverman), a Serious Man e Up. Quelli per il miglior adattamento District 9, An Education, Precious, Up in the Air e, inaspettatamente, la satira politico/mediatica inglese In the Loop.
Matt Damon (Invictus), Woody Harrelson (The Messenger), Christopher Plummer (The Last Station), Christoph Waltz (il seducente colonnello nazista di Inglorious Basterds) e Stanley Tucci (perfetto serial killer in The Lovely Bones di Peter Jackson) sono i nominati come migliori attori non protagonisti. Le attrici, nella stessa categoria, sono: Penelope Cruz (unica diva sopravvissuta alla catastrofe del musical Nine), Vera Farmiga (Up in the Air), Anna Kendrick (Up in the Air) e Mo'Nique, per Precious.
È un tributo alla visione cinema e all'impeccabilità dell'istinto formale e tecnico di Kathryn Bigelow che The Hurt Locker - un oggetto decisamente minimal a confronto di Avatar - si disputi con il film di Cameron anche gli Oscar per la miglior fotografia, il miglior montaggio, la miglior colonna sonora, il miglior montaggio sonoro e il miglior mix.
Dopo tanto parlare di cinema «delle donne»(Bigelow sarebbe la prima regista a vincere l'Oscar) eccone una capace di dominare il campo a tutti i livelli.

 
 
 

Nomination per «Up» tra i film live da il manifesto

Post n°3365 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

Nomination per «Up» tra i film live
Non è la prima volta nella storia del cinema, ma segna lo stesso il trionfo del film d'animazione, oltre il cartoon verso una nuova forma espressiva. Up di Peter Docter, lungometraggio Pixar/Disney è entrato nella rosa dei candidati all'Oscar per il «miglior film» e si batterà alla pari con Avatar, The Hurt Locker, District 9, An Education, Bastardi senza gloria, Up in the air, Precious e A serious man. Nel 1991 La Bella e la Bestia (Disney) aveva rotto l'incantesimo con la nomination nella cinquina dei best con il suo fascino di cartone, Up però è già cinema «ibrido», inclassificabile.
Il titolo figura anche nella categoria «miglior film d'animazione» ma lo stupore sta nell'ammissione alla categoria cinema live, che ormai non è più definibile come genere a sé. Il muro tra analogico e digitale è già caduto. Il cinema del «terzo mondo», astratto e materico, segnala dunque la sua presenza e incrocia le tematiche della comunicazione (politica), ferme allo scontro tra razionalità ed emotività.
Tanto Avatar osa la metamorfosi dell'umano, tanto Up viaggia all'inverso e presenta un personaggio ritagliato su Spencer Tracy, un pensionato dei suburbs americani, che per sfuggire all'effetto subprime e allo sfratto, vola via con la sua casetta appesa a migliaia di palloncini. Un uomo di pixel assunto tra gli esseri in carne e ossa. Un film che impone un nuovo sguardo, al di là del 3D, avventura in uno spazio dilatato, il cielo come metafora dell'invisibile, del pensiero, dove il nostro eroe chiede attenzione e partecipazione.
Un'opera poetico-politica dalle sorprendenti analogie con Gran Torino di Clint Eastwood (scandalosamente dimenticato, una sola nomination per Morgan Freeman-Mandela di Invictus). Primo film d'animazione a inaugurare Cannes (2009), Up ha collezionato cinque nomination: miglior film, miglior film d'animazione, migliore sceneggiatura originale (Bob Peterson e Pete Docter, Tom McCarthy), miglior montaggio sonoro (Michael Sfoeckinger e Alan Rankin), migliore musica originale (Michael Giacchino). Un record.
Prodotto da John Lasseter (creativo alla testa sia della Pixar che della Disney) probabilmente sarà battuto dal kolossal visionario di James Cameron (o dal molto umano, bellissimo film ipnotico sulla guerra in Iraq di Bigelow), ma in qualche modo Avatar è debitore di Up, ultima creatura del pantheon disneyano, nel suo trascendere la realtà così com'è e nella pretesa di iscriversi al mondo dei vivi. Up con la sua doppia candidatura parte in vantaggio sugli altri quattro film d'animazione: Coraline di Henry Selick, Fantastic Mr. Fox di Wes Anderson, La principessa e il ranocchio (il ritorno al disegno a mano Disney), The Secret of Kells di Tomm Moore. E la statuetta d'oro sarà sua.

 
 
 

Zone di cinema, tutte le immagini del Friuli da il manifesto

Post n°3364 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

Zone di cinema, tutte le immagini del Friuli
Chiusa l'edizione 2010
«Ma dove siamo? a Hiroshima e Nagasaki?!» è il modo di sbottare di un personaggio del bel film bucarestino di Radu Jude ignorato dalla giuria del Trieste Film Festival. Momento che basterebbe a renderlo memorabile, evidenziando la geografia mobile del territorio centrosudesteuropeo. All'interno del quale il maggiore dei sei festival triestini ha saputo testimoniare anche la creatività interna all'euroregione che va unendo il Nordest italiano oltre i precedenti confini. La sezione «Zone di cinema» ha infatti riunito alcuni pregevoli documentari qui prodotti, aggiungendovi l'evento con Prime di sere di Pittini, cineasta gemonese che anche nelle sue altre opere, recentemente presentate in una serata al Cine Sociale di Gemona e talvolta premiate alla Mostre del cine furlan di Udine, rivela una sensibilità tutt'altro che limitatamente etnica. Ma è tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia a essere percorso dal cinema, complice anche l'impegno della Film Commission, mentre in passato veniva attraversato quasi casualmente, come nel memorabile Gli occhi stanchi di Salani, riproiettato per la presentazione del libro di conversazioni di Giuseppe Gariazzo e confermatosi superiore a tutti i film sulla prostituzione visti al festival.
Il Kinoatelje di Gorizia ha prodotto Il tempo del fiume di Anja Medved e Nadja Veluscek, che dà all'Isonzo il giusto respiro western, e si aggiunge al recente lungometraggio di Alberto Fasulo sul Tagliamento, Rumore bianco. A Trieste Diego Cenetiempo firma Italiani sbagliati, che sulle tracce dell'esodo istroquarnerinodalmata ben trova in La città dolente di Bonnard la ricostruzione della danza balcanica. E Giampaolo Penco in Uomini e vino rievoca i viaggi enologici in regione di Mario Soldati. La Cineteca del Friuli invece affida a Gloria De Antoni e Oreste De Fornari la scoperta dell'esotismo triestino, e La città di Angiolina trova il giusto tono per unire in un certo spirito libertino Svevo, le versioni cinematografiche di Senilità come la città stessa, da Luttazzi alle splendide nuotatrici del passato (mentre oggi è il momento delle schermitrici) alla ragazza punk ignara di mitologie culturali, da Tullio Kezich (omaggiato al festival anche con l'ultimo film di Mingozzi, senza purtroppo evidenziare l'omaggio a quest'ultimo) a un Claudio Magris che rievoca la propria frequentazione da ragazzino sul set di Bolognini senza privarci di un'osservazione acuta sulla mostruosità del corpo sano nel romanzo, che ben motiva le scelte di Claudia Cardinale e Serena Grandi per le versioni cinematografiche.
Le proiezioni di «Zone di cinema» sono state la miglior smentita alla crescente sottovalutazione istituzionale del territorio cinema nella regione, quella che ha portato a far subire il triestino «no se pol» (cioè «we can't») in occasione della chiusura del Cinema Excelsior, contro cui si era inutilmente speso Kezich, e che ora brandisce la crisi come un alibi dell'indifferenza. Lo sanno bene i festival della regione, monopolari a Udine, Pordenone e Gorizia, esapolari a Trieste: iniziative costruite a fatica negli anni con gelosa autonomia politica e con una differenziata ma tutt'altro che immotivata o opportunistica articolazione territoriale. È ingenuo volere che le amministrazioni colgano la ricchezza di quest'autonomia come un dono da potenziare? Non si possono solo dosare finanziamenti senza riconoscere all'intero territorio cinema una dignità pari al Mittelfest o al polo museale di Villa Manin. Per rendere efficace la legge regionale sul cinema bisogna saper valutare l'importanza delle cose.

 
 
 

Freeman: "Il mio Mandela, meglio di Obama e del Papa" da L'unità

Post n°3363 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

 

Freeman: "Il mio Mandela, meglio di Obama e del Papa"

di Alberto Crespitutti gli articoli dell'autore

Nelson Mandela ha visto il film? «Sì». Le ha detto qualcosa? «No. Ma durante la proiezione sorrideva. Ne abbiamo dedotto che il film gli sia piaciuto». Morgan Freeman e Nelson Mandela si conoscono da quasi 15 anni. «L’ho incontrato per la prima volta nel 1996. Qualche anno dopo, al terzo incontro, posso dire che siamo diventati amici. Sentivo che prima o poi, quando fossi arrivato all’età giusta, l’avrei interpretato. Diciamo che sono vent’anni che raccolgo le munizioni per questa impresa».
L’impresa di cui parliamo è Invictus , il nuovo film di Clint Eastwood in uscita in Italia il 26 febbraio. Freeman, a 72 anni, ha l’età giusta per interpretare Mandela nel ’95, quando il leader sudafricano ha una delle grandi intuizioni politiche della sua carriera: usare la Coppa del Mondo di rugby, e la squadra degli Springbocks – le «gazzelle», la nazionale del Sudafrica – come strumento di unificazione e riconciliazione. Nel Sudafrica dell’apartheid il rugby era lo sport dei bianchi: Mandela, sostenendo la squadra, riuscì a trasformarlo nello sport della «rainbow nation», delSudafrica-arcobaleno. Freeman è un signore imponente con un senso dell’umorismo laconico e curiosamente «british».

Dall’alto di una carriera gloriosa, con 5 nominations all’Oscar (e una vittoria, per Million Dollar Baby ), sembra osservare tutto dalla cima di un monte. Le risposte a monosillabi che state per leggere sono rigorosamente autentiche. Ma quando dice qualcosa a cui tiene, a Freeman non mancano le parole.
Signor Freeman, nella sua gioventù ha subito episodi di razzismo? «Sì. Sono nato a Memphis. Il razzismo era dovunque, anche in gesti quotidiani apparentemente non dovuti al colore della pelle».

C’è qualche episodio che le va di raccontare? «No. La memoria cancella le cose cattive».

Al di là dell’amicizia personale, cosa rappresenta per lei Mandela? «Madiba è un’icona (quando parla di Mandela, Freeman usa il nome tribale del suo clan, ndr ). Rappresenta quanto di meglio c’è nell’uomo. La prima volta che l’ho incontrato, ero molto intimidito. Non ho mai incontrato il Papa, ma non credo che mi farebbe la stessa impressione. Lui è generoso, spiritoso, cerca di metterti a tuo agio. Ma tu lo guardi, pensi alla vita che ha fatto, e ti dici: Dio mio, sto parlando con Nelson Mandela!»

È possibile un paragone con Obama? In fondo, anche lui è il primo presidente nero di un grande paese con un passato razzista. «Capisco la domanda. Non ho mai pensato ad Obama durante la preparazione di Invictus e credo che l’unica cosa in comune fra lui e Madiba sia il colore della pelle. Obama è molto più giovane e non ha avuto nemmeno lontanamente le esperienze di vita di Madiba. Non ha passato 30 anni in prigione, non ha avuto a disposizione tutto quel tempo per pensare. Quando Madiba prendeva certe decisioni, lo faceva con una certezza morale che rendeva difficile resistergli. In più, era la testa monolitica di un partito, l’African National Congress, altrettanto monolitico. Nessuno dei suoi collaboratori aveva la forza di opporglisi. Obama ha fieri oppositori anche all’interno del suo partito».

Pensa che le riforme volute da Obama, in particolare quella sanitaria, potranno essere realizzate? «Vorrei risponderle di sì. Ma ci sono persone potenti che si oppongono. Gli Usa sono coinvolti in una guerra che costa miliardi e miliardi di dollari. Obama propone l’assistenza sanitaria per i poveri, e metà Congresso dice: non ce lo possiamo permettere. Nessuno dice la stessa cosa delle spese militari».

Quindi «Invictus», che è una parabola sulla riconciliazione in Sudafrica, non è necessariamente un messaggio agli Stati Uniti. «Direi che è un messaggio per tutto il mondo».

Cosa sapeva del rugby, prima di girare il film? «Nulla».

Preferisce il football americano? «In realtà amo il golf. Meno contatto fisico».

Per la seconda volta è candidato all’Oscar per un film di Eastwood. La prima volta ha vinto. È un vantaggio o uno svantaggio? «Sì».

«Sì» in che senso, scusi? «È un vantaggio e uno svantaggio. È sempre bello ricevere una pacca sulla spalla da gente che se ne intende, ed essere candidato per il ruolo di Mandela è doppiamente bello. Ma le faccio io una domanda: quest’anno le candidature al miglior film sono diventate dieci, e Invictus non c’è. Secondo lei, non ci poteva stare?»

Avendo visto molti di quei dieci, diremmo di sì. «Vede? Questo è lo svantaggio».

Lei e la sua produttrice di fiducia, Lori McCreary, pensate a questo film da anni. Come siete arrivati a Eastwood? «Gli ho telefonato. Era in casa, ha risposto, ha detto sì. Clint è il migliore. Dopo Gli spietati e Million Dollar Baby , abbiamo un’intesa naturale. Io amo lavorare e lui rende il lavoro rilassante. È il regista più veloce in circolazione. Non ti dice mai nulla sul tuo personaggio. È fantastico lavorare così».

Lei conosceva la storia di Mandela molto meglio di lui. Non è che stavolta è stato lei a dirigere Clint, in qualche caso? «Guardi, io sono piuttosto arrogante, ma non al punto di provare a dirigere Eastwood. Clint non è il tipo al quale ti puoi rivolgere schioccando le dita e dicendo ‘ehi, ragazzo, ti devo parlare’. Ci siamo confrontati, certo. Diciamo che è stata una perfetta collaborazione». Farà un altro film con lui? «Se sarò estremamente fortunato».

 
 
 

Morgan, miracolo a casa Vespa da L'unità

Post n°3362 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

Morgan, miracolo a casa Vespa

di Roberto Brunellitutti gli articoli dell'autore

Ancora una volta il miracolo s’è compiuto nello studio di Porta a Porta , il peccatore è stato mondato dei suoi peccati - come si conviene in questi casi - davanti a milioni di spettatori. Officiante il Bruno Vespa, esperto in materia di santi, padripii e madonne di Lourdes. Con sussiego curiale, costui si volta verso il figliol prodigo - oramai completamente ravveduto - e pronunzia la sua assoluzione: «Ho avuto modo di parlare con il direttore generale Mauro Masi che avrebbe deciso di riammetterti al festival pur senza partecipare alla gara...». E il ragazzo, contrito, ha gli occhi lucidi quando il direttore artistico del grande festival della somma italianità, Gianmarco Mazzi, sorridendo dice «sono molto colpito dalla sua vicenda umana. Oggi lui ci dice di avere sbagliato, ammette le difficoltà e ci chiede aiuto. Ora il problema è umano. Chi chiede aiuto merita di avere una mano tesa».

Ebbene sì, il caso-Morgan, la bufera Morgan, il ciclone-Morgan - che in un’intervista anticipata via agenzia di stampa aveva dichiarato «sono strafatto quotidianamente» e si riferiva al crack, versione killer della cocaina - si è tramutato di colpo nella tripudiante favola del perdono urbi et orbi , festeggiata ieri sera (ma la puntata era registrata, in modo da permettere la necessaria copertura mediatica), negli studi del Vespa Bruno dopo due giorni di passione, di indignati commenti di mezzo mondo politico, culminati sull’onda della riprovazione globale nella radiazione del cantante dal festival di Sanremo. E così, ça va sans dire , mentre la Rai sin dai suoi più alti vertici dichiara (per ora) l’irrevocabilità della dura sanzione, in rete subito si scatena il grido al complotto, alla truffa mediatica per tenere Sanremo saldamente in prima pagina. Non è mica detto: è stata una specie di bolla esplosiva, una gioiosa rincorsa alla dichiarazione, al commento sapido, un crescendo colto con orgasmica gioia dal Vespa suddetto proprio come i miracolati dalle stimmate sanguinanti e il contratto in diretta di Re Silvio, cavalcato da decine di insigni protagonisti della vita pubblica. Non per niente a raccogliere lo sfacciato pentimento di Morgan c’era un parterre da grandi occasioni: il ministro Giorgia Meloni, quella che gli aveva dato del «cattivo maestro» («si è reso conto della gravità delle sue affermazioni»), il prete per tutte le occasioni Don Mazzi, qui nelle vesti di esorcista («ora devi dire che di Sanremo non te ne frega niente - urla - e non ci vai»), la parlamentare del Pd Livia Turco («sii forte, continua questo percorso»), e poi - a mo’ di coro parrocchiale - il filosofo Stefano Bonaga e la moglie del molleggiato Claudia Mori («è Sanremo che non ti merita»). Ma è Pupo, il cantante, a cantare i vespri: «All’ultimo Morgan sarà sul palco e farà anche bene, gli italiani, che sono molto comprensivi, lo voteranno e rischierà anche di vincere il festival».

IL LAVACRO PUBBLICO Il Morgan medesimo, certamente più celebre come giurato del talent show X Factor nonché come ex marito di Asia Argento piuttosto che come insigne musicista, ha degnamente interpretato il ruolo del dolorante figlio redento. Sotto il megatitolo «A un passo dal baratro», il cantante ha messo in scena il proprio lavacro pubblico: «Sono vittima delle mie puttanate e dei miei errori. A questo punto, chi se ne frega di Sanremo. Mi interessa molto di più questo dibattito sull’uso delle droghe, di fronte al quale l’argomento Sanremo cade». Poi narra, il figliol prodigo, di sua figlia («non voglio che subisca la presenza di un padre depresso»), cerca il proprio stretto viatico al perdono («non dico di non aver detto quelle cose, ma ne è stato frainteso lo spirito»), declama la sua via crucis della disintossicazione («ma questo è il modo sbagliato di risolvere il problema. Non si passa da una sostanza a un’altra sostanza tossica. Lì ti facevano dormire una settimana pieno di psicofarmaci...»), fino al proprio auto da fé finale («sono una persona pulita e onesta nell’anima»). Miracolo. Tutto il paese ne parla. Ne parla Bersani («ha sbagliato, ma non possiamo massacrarlo: dobbiamo dargli un’altra possibilità»), ne parla Andrea Muccioli da San Patrignano («bisogna fare l’antidoping a tutti i personaggi del mondo dello spettacolo, a tutti i protagonisti di Sanremo»), ne riparla Gasparri, che proprio non riesce a rinunciare al ghigno della gogna («la Rai abbia il coraggio di mantenere la posizione assunta»), le agenzie intervistano sul tema un gruppo di scienziati, i radicali provocatoriamente chiedono che la Rai sottoponga tutti gli ospiti di qualsiasi trasmissione a «severi test antidroga», Nino D’Angelo lancia un appello per riammettere Morgan al festival, con tanto di spot anti-droga annesso. Che dire? Amen, il festival è salvo.

 
 
 

Cinema, per Dan Brown è subito ciak. Columbia ha già in cantiere il film 'Il simbolo perduto' da Adn

Post n°3361 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 

Cinema, per Dan Brown è subito ciak. Columbia ha già in cantiere il film 'Il simbolo perduto'

 

Roma, 5 feb. (Adnkronos/Cinematografo.it) - Columbia Pictures ha messo in cantiere The Lost Symbol, terzo capitolo della saga Il Codice Da Vinci. Secondo il daily di Variety, sarà Steven Knight ad adattare il romanzo omonimo di Dan Brown, in Italia Il simbolo perduto. Tom Hanks, che ha interpretato Robert Langdon nel 'Codice Da Vinci' e in 'Angeli e Demoni', non ha ancora firmato per riprendere il suo ruolo, ma non dovrebbero esserci sorprese. A produrre saranno Brian Grazer e John Calley di Imagine. La nuova avventura di Langdon si svolge a Washington nell'arco di sole 12 ore. Al centro dell'intrigo, la Massoneria e il suo ruolo nella storia degli Stati Uniti fin dall'epoca dei Padri Fondatori.

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La corsa contro il tempo di Langdon e di Katherine Solomon, esperta di Noetica, li porterà a decifrare i simboli massonici della città: dal Campidoglio all'Obelisco, dalla Casa Bianca fino al Massonic House of the Temple sulla 16a Strada, per svelare un mistero che sarebbe all'origine dell'Indipendenza americana e che se rivelato rischierebbe di scuotere i vertici stessi del potere politico.

 
 
 

Matto da (s)legare da Il manifesto

Post n°3360 pubblicato il 05 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

Matto da (s)legare

Il caso Morgan dimostra quanto stonato sia il paese del belcanto. Un divo pop che è spesso in tv, presunto drogato, racconta con straordinaria lucidità momenti delicati della sua esistenza. Un intero sistema, presunto nemico della droga, gli rovescia addosso con allucinata ferocia tutto il suo biasimo.
Poche ore dopo il putiferio sull'uso anti-depressivo che il cantante avrebbe fatto della cocaina, con una solerzia che il consiglio di sicurezza dell'Onu se la sogna, la Rai ha deciso di escluderlo dall'imminente Festival di Sanremo.
Inchiodato nel ruolo di cattivo maestro e sciupagiovani da autorevoli membri del governo, il reo-confesso viene invitato a stare a casa o a entrare in comunità. Perché puoi fare tutto, persino concederti una pipa di crack ogni tanto, basta che poi non vai a sbandierarlo in giro. Vabbè, se succede si può ritrattare. Ma se poi non funziona gridi al mondo il tuo pentimento. Così ha fatto in sequenza anche Morgan, come Bertolaso dopo la sparata di Haiti. Solo che lì la mossa frutterà forse una poltrona da ministro, mentre qui Morgan potrà al massimo tornare sul palco di Sanremo per cantare la sua canzone. Dopo beninteso aver letto un breve testo del ministro Meloni in cui si intima ai «milioni di giovani in ascolto» di non farlo, per carità. Gioverà di certo allo share e il festival apparirà per quel che è o può essere: un ottimo programma di recupero.
Pazienza. Era molto meglio il Morgan incasinato e sognatore, come nel film Morgan - Matto da legare, rispetto all'eterno sconfitto Henry Morgan, il pirata ridotto a dare la caccia ai pirati. Chi si droga è complice della mafia, gli ricorda Castelli, perché il problema è l'outing e non l'ideologica ipocrisia delle politiche proibizioniste. Torneremo a fare gran titoli sulla stupefacente percentuale di cocaina che circola nelle nostre reti fognarie. Ma se arriva uno che dice sì, un po' di quella pipì era mia, anziché essere usato per andare oltre il dato che il laboratorio offre al dibattito, chiedersi i come e i perché, viene messo in croce. Persino il Codacons, protettore di ben altri consumatori abituali, plaude alla Rai e aggiunge consigli procedurali: sostituitelo con uno dei cantanti esclusi. Verrebbe da chiedersi e con chi, sennò?, se non fosse che Don Gelmini ha pronta la risposta: mandiamoci uno dei «miei» ragazzi. A quel punto tanto varrà dargli la vittoria a tavolino.
Nel silenzio vigliacco del suo mondo - salvo rare eccezioni - e della presunta sinistra, Morgan arretra, ritratta. Ma l'aveva detta giusta almeno da un punto di vista farmacologico, denunciando i pericoli derivanti dall'abuso degli psicofarmaci...
In un contesto così dissonante, anche la battuta che ieri andava per la maggiore nei bar - facciamo il test anti-doping a tutti i cantanti del festival - è diventata subito imperiosa proposta politica. E al fianco della solita Alessandra Mussolini stavolta c'è Dj Aniceto, celebre non tanto come mischiadischi quanto come membro - squillino le trombe e si aprano le virgolette - della Consulta nazionale degli operatori ed esperti per il Dipartimento per le politiche antidroga che come mischiadischi. «Sono contento per la sua esclusione», ha ghignato, da operatore o esperto, chissà. E sia. Facciamolo questo test, ai cantanti, agli orchestrali, ai giornalisti in sala stampa. Sono categorie sensibili e arischio, come i camionisti e i piloti. Facciamolo agli scrittori prima del Campiello e agli stilisti prima delle sfilate. E pure ai modelli, che modelli lo sono almeno due volte. Facciamolo a tutti. Magari non ai politici, per evidente oltreché legittimo impedimento. Ma non dimentichiamo i bambini delle favelas, dove il crack uccide molto più che nei salotti.
 
 
 

Avatar supera i due miliardi di dollari

Post n°3359 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: incassi

Box Office Italia
Era nell'aria, ma sentirlo dire fa sempre il suo effetto: Avatar ha superato i 2 miliardi di dollari di incassi a livello mondiale. Un risultato impensabile alla vigilia dell'uscita del film. Certo, il fatto che i biglietti costino di più ha inciso parecchio (quanto a biglietti staccati, Titanic è ancora nettamente con 400 milioni contro 230), ma il dato fa venire un brivido. Anche l'Italia ha risposto all'appello e con questa settimana il film di James Cameron ha raggiunto il terzo posto assoluto nella classifica di tutti i tempi italiana con 38 milioni di euro. L'unico serio contendente per quello che oramai è diventato un vero evento cinematografico è il nostrano Baciami Ancora che parte bene ma non benissimo (almeno in relazione al successo del primo film) con 3,1 milioni di euro. Tra le new entry inizia bene anche Alvin 2, che recupera 1.8 milioni, dato quasi sorprendente, considerato che i protagonisti non sono poi così famosi nel nostro paese. Esordio in sordina invece, anche se c'era da aspettarselo, per Bangkok Dangerous, che esordisce con 400mila euro e, crediamo, verrà presto dimenticato. Nonostante la presenza di Avatar, ingombrante per chiunque, è da sottolineare la performance eccellente di Sherlock Holmes, a un passo dallo stabilirsi al terzo posto assoluto della classifica annuale, scalzando il cinepanettone delaurentico. Io, loro e Lara, intanto, fa segnare uno dei migliori risultati per Verdone da parecchi anni a questa parte con oltre 15 milioni di euro. La prossima settimana arriva Paranormal Activity, film che, paradossalmente, quanto a costi/ricavi è forse l'unico messo meglio di Avatar a livello mondiale, visto che è costato appena 8000 dollari e ne ha incassati più di cento milioni.
Classifica aggiornata al 31/01/2010.

Box Office Usa
In America Avatar si appresta a battere altri record: entro sabato prossimo avrà superato Titanic anche in come incassi casalinghi, visto che è a quota 594, contro gli oramai mitici 600 milioni del film con la Winslet e DiCaprio, che verranno superati dopo aver rappresentato per dodici anni il punto di riferimento da raggiungere per un film di successo. Avatar ottiene anche il record come migliore settimo weekend e resiste per la settima settimana in testa al boxoffice. Dubitiamo che riuscirà a raggiungere il record di 15 settimane di Titanic, o i 13 di Tootsie e Beverly Hills Cop, ma quelli, va da sé, erano altri tempi ed i film in sala ci restavano molto di più. Le due new entry settimanali deludono, anche se occupano il secondo e terzo posto della classifica. Male va Mel Gibson, che raccoglie solo 17 milioni con Fuori Controllo, mentre passabili appaiono i 12 milioni di When in Rome. Il resto della classifica vede la discreta tenuta di L'acchiappadenti, che perde meno del 30% rispetto alla settimana scorsa, il crollo di Legion ed l'avvicinamento di Sherlock Holmes ai 200 milioni. La prossima settimana arrivano altri due film debolucci come Dear John e From Paris with love, che dovrebbero garantire al macina incassi di Cameron l'ottavo weekend in testa alla classifica.
Classifica aggiornata al 31/01/2010.

 
 
 

Baciami ancora

Post n°3358 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: trailer

 
 
 

Film nelle sale da venerdi prossimo

Post n°3357 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 

USCITE DEL 05/02/2010
Locandina: An Education
 An Education
( An Education )
GENERE: Drammatico
ANNO PROD: 2009      DATA DI USCITA: 05/02/2010
NAZIONALITÀ Gran Bretagna
REGIA: Lone Scherfig
CAST: Carey Mulligan, Peter Sarsgaard, Alfred Molina, Cara Seymour, Matthew Beard, Dominic Cooper, Rosamund Pike, Em...
Locandina: Il concerto
 Il concerto
( Le concert )
GENERE: Commedia, Drammatico
ANNO PROD: 2009      DATA DI USCITA: 05/02/2010
NAZIONALITÀ Francia
REGIA: Radu Mihaileanu
CAST: Mélanie Laurent, François Berléand, Miou-Miou, Valerij Barinov, Lionel Abelanski, Alexeï Guskov, Dmitry Nazaro...
Locandina: Paranormal Activity
 Paranormal Activity
( Paranormal Activity )
GENERE: Horror, Thriller
ANNO PROD: 2007      DATA DI USCITA: 05/02/2010
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Oren Peli
CAST: Katie Featherston, Micah Sloat, Michael Bayouth, Amber Armstrong, Mark Fredrichs

 
 
 

Baciami ancora

Post n°3356 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 

Baciami ancora
Baciami ancora - visualizza locandina ingrandita
Sceneggiatura: Gabriele Muccino
Fotografia: Arnaldo Catinari
Montaggio: Claudio Di Mauro
Produzione: Fandango
Distribuzione: Medusa
Paese: Italia 2009
Uscita Cinema: 29/01/2010
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 139 Min
Formato: Colore
 
Trama del film Baciami ancora:
Sono trascorsi circa dieci anni da quando Carlo e Giulia si sono sposati, hanno avuto una splendida bambina, Sveva, e poi si sono lasciati, dopo una serie di ripicche e tradimenti reciproci. Ora Carlo fa il quarantenne single e ha difficoltà a legarsi stabilmente con una donna, mentre Giulia vive con la sua bimba a il nuovo compagno Simone, un attore squattrinato, nella casa che allora condivideva con Carlo. Adriano torna da suo lunghissimo viaggio, dopo aver scontato anche due anni di carcere a Cuba, per aver tentato di portare in Italia della cocaina. Ora è intenzionato a recuperare tutto il tempo perduto con il suo figlio, del quale non ha notizie da dieci anni e che vive con la mamma Livia, impegnata sentimentalmente con Paolo...

Note:
Sequel del film diretto da Gabriele Muccino "L'ultimo Bacio".

 
 
 

USCITE DEL 29/01/2010

Post n°3355 pubblicato il 02 Febbraio 2010 da Ladridicinema
 

Locandina: Bella
 Bella
( Bella )
GENERE: Drammatico, Romantico
ANNO PROD: 2006      DATA DI USCITA: 26/01/2010
NAZIONALITÀ Messico, USA
REGIA: Alejandro Gomez Monteverde
CAST: Eduardo Verástegui, Tammy Blanchard, Manny Perez, Ali Landry, Angelica Aragon, Ramon Rodriguez, Jaime Tirelli
Locandina: Alvin Superstar 2
 Alvin Superstar 2
( Alvin and the Chipmunks: The Squeakquel )
GENERE: Animazione, Commedia, Family
ANNO PROD: 2009      DATA DI USCITA: 29/01/2010
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Betty Thomas
CAST: Anna Faris, Justin Long, Jason Lee, Christina Applegate, Bridgit Mendler, Matthew Gray Gubler, David Cross, Za...
Locandina: Baciami ancora
 Baciami ancora
GENERE: Commedia, Drammatico, Romantico
ANNO PROD: 2009      DATA DI USCITA: 29/01/2010
NAZIONALITÀ Italia
REGIA: Gabriele Muccino
CAST: Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Sabrina Impacciatore, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Giorgio Pas...
Locandina: Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino
 Bangkok Dangerous - Il codice dell'assassino
( Bangkok Dangerous )
GENERE: Azione, Thriller
ANNO PROD: 2008      DATA DI USCITA: 29/01/2010
NAZIONALITÀ USA
REGIA: Danny Pang, Oxide Pang
CAST: Nicolas Cage, James With, Charlie Yeung, Shahkrit Yamnarm, Panward Hemmanee, Namngen Boonnark, Nirattisai Kalj...

 
 
 

Tour 2010 Renga

Post n°3354 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: musica

Tour 2010

Sono state annunciate le date del tour di Francesco, che partirà a Marzo 2010.

Per motivi logistici alcune date potrebbero subire variazioni, troverete aggiornamenti costanti in questa sezione

MARZO:

21-03-2010 Milano- Teatro Degli Arcimboldi Prevendite - Facebook

27-03-2010 Roma - Auditorium Conciliazione

APRILE:

07-04-2010Brescia - Teatro Palabrescia Prevendite - Facebook

08-04-2010 Bergamo - Teatro Creberg

09-04-2010 Torino- Teatro Colosseo

11-04-2010 Padova - Gran Teatro Prevendite - Facebook

12-04-2010 Genova -  Teatro Politeama Genovese

13-04-2010 La Spezia - Teatro Civico

15-04-2010 Firenze - Teatro Verdi

22-04-2010 Cesena - Nuovo Teatro Carisport

24-04-2010 Bologna - Auditorium Teatro Manzoni Prevendite - Facebook

MAGGIO:

03-05-2010 Matera - Teatro Duni

04-05-2010 Napoli - Teatro Augusteo

06-05-2010 Catanzaro - Gran Teatro Le Fontane

07-05-2010 Catania- Teatro Metropolitan

 
 
 

Baciami Ancora - 10 anni dopo da Cinemaz

Post n°3353 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da Ladridicinema
 

 

Film: Baciami Ancora

Ecco il sequel dell' Ultimo Bacio per raccontare le sconnesse vicende familiar sentimentali degli stessi personaggi a due lustri di distanza. Con Stefano Accorsi, Vittoria Puccini, Pierfrancesco Favino, Claudio Santamaria, Sabrina Impacciatore.

 

 Gabriele Muccino torna a raccontare la storia che l'ha reso famoso. Nel 2001 L'ultimo Bacio l'ha reso famoso e ha definitivamente imposto una nuova generazione di attori con le storie di disordinata quotidianeità di trentenni. Oggi con Baciami Ancora riprende il discorso, negando però di essere un regista generazionale.

Il nucleo attorno a cui si svolge la storia è la famiglia, anzi le famiglie, quasi tutte pericolanti, dei vari protagonisti che ora si trovano a fare i conti con il ruolo di genitori. Stefano Accorsi è di nuovo nei panni di Carlo, Vittoria Puccini sostituisce Giovanna Mezzogiorno in quelli di Giulia, ma nonostante la figlia i due sono sull'orlo della separazione; Simone (Adriano Giannini) e Anna (Francesca Valtorta) sono avanti nelle pratiche del divorzio; Marco e Veronica, Pierfrancesco Favino e Daniela Piazza, che il figlio non sono riusciti ad averlo, sono una coppia in crisi. Le cose non vanno meglio per Adriano-Giorgio Pasotti che torna dopo 10 anni e due anni di carcere in Colombia per incontrare il figlio (Matteo) e la ex moglie Livia-Sabrina Impacciatore che aveva abbandonato e che ora vive una storia con Paolo-Claudio Santamaria, in cura psichiatrica per curare la depressione. Poi c'è Alberto, interpretato da Marco Cocci, quello che a un legame stabile continua a preferire la varietà dei rapporti e che non ha mai smesso di aver voglia di andarsene via.

Film: Baciami Ancora

Racconta Muccino: "durante gli anni dell'ottimismo clintoniano, feci un film cinico, da cui scappare: 'L'ultimo bacio'. Oggi dopo l'11 settembre, dopo che i terroristi ci sono entrati in casa, racconto le cose semplici che ci fanno sentire ancora in vita, come il 'papà' detto da un figlio La famiglia 'è ancora il nucleo centrale, primordiale, da cui tutto parte. E da lì si ripartirà, se questo Baciami Ancora avrà un sequel tra 10 anni, con i figli dei protagonisti che saranno 18enni.". La canzone guida della colonna sonora è stata scritta da Jovanotti.

Paolo Biamonte

 
 
 

Avatar batte il Cavaliere Oscuro

Post n°3352 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: incassi

Avatar batte il Cavaliere Oscuro

Box Office Italia
A vatar Mania anche in Italia: il film di Cameron rimane ovviamente in vetta alla classifica. Prepariamoci a vedere primati sbriciolati quest'anno, anche se a contribuire parecchio al successo del film ci sono i costi vergognosi che alcuni cinema fanno pagare per la versione in 3d (ovvio che se un biglietto costa UNDICI euro invece dei normali 7,5, ad arrivare a cifre spaventose non è che ci voglia molto…). In ogni caso, siamo già dalle parti dei 25 milioni di euro e l'apparentemente imbattibile Era Glaciale 3, leader con ben 30 milioni, è già nel mirino della corazzata blu. Attorno resistono piuttosto bene i due film italiani di Verdone e Virzì che si son fatti trovare al momento giusto nel posto giusto. Io, loro e Lara arriva a 14, mentre La prima cosa bella è a 3,1. Nuove uscite deludenti: Il quarto tipo ottiene 557mila euro, Nine poco meno e L'uomo che verrà 322mila, anche se la media per sala è più che discreta. Incredibile Sherlock Holmes, prossimo a superare i 20 milioni. Incredibilmente quest'anno il cinepanettone potrebbe essere fuori dal podio. I cinofili spingono Hachiko a 5,2 milioni,confermando che l'Italia è ancora un paradiso per animali e attori che ad Hollywood nessuno si fila più. La prossima settimana arrivano Alvin 2 e Baciami Ancora di Muccino: i tempi dall'Ultimo Bacio sono cambiati parecchio, riuscirà a superare Avatar? Onestamente ne dubitiamo.
Classifica aggiornata al 24/01/2010.

Box Office Usa
In America, Avatar supera di slancio Il Cavaliere Oscuro e mette la freccia per superare Titanic. Il film è arrivato a quota 552 milioni di dollari (certo, a spingerlo c'è anche un deciso ricarico del prezzo del biglietto, come accade in Italia) e sorpassare quota 600 milioni dovrebbe essere questione di un paio di settimane. E poi? A quanto potrebbe finire la corsa del film? Vista la quasi totale assenza di concorrenza, il costo del biglietto, le doppie e triple visioni degli entusiasti, Avatar potrebbe sfondare il muro degli 800 milioni di dollari nella sola America. Incredibile vero? Il dato impressiona meno se si pensa che i 600 milioni ottenuti da Titanic oggi equivarrebbero a 950 milioni di dollari, ma il dato resta impressionante. A livello mondiale invece, il sorpasso dovrebbe avvenire già questa settimana: il film ha incassato infatti 1 miliardo e 836 milioni di dollari, quindi gliene mancano appena 8 per superare Titanic e diventare il film con l'incasso maggiore di tutti i tempi (fatto salvo il solito discorso relativo al prezzo maggiorato dei biglietti, inflazione etc.). Qui l'obiettivo dei 2 miliardi è possibilissimo ed il film potrebbe arrivare anche a 2,2-2,3 miliardi complessivi. Insomma, una cascata di denaro che dovrebbe restare imbattuta per molti anni (fino al sequel?). Nella settimana corrente si fa notare Legion, secondo, con 18 milioni , mentre scende Codice: Genesi al terzo posto con un totale di 62 milioni. Parte benino anche L'acchiappadenti, con The Rock, che ottiene 14 milioni, mentre perde quasi il 50% Amabili Resti. La terza ed ultima new entry è quella di Misure straordinarie con 7 milioni che gli valgono il settimo posto, ennesimo segno che Harrison Ford è proprio una star decaduta. Resiste benissimo Sherlock Holmes, arrivato a 191, mentre inizia a scendere Alvin 2, giunto a 204. Fuori dalla top ten dopo 9 settimane The Blind Side, arrivato a 234 milioni di dollari, la più grande sorpresa della stagione assieme a Una notte da leoni e Paranormal Activity. Crolla, prevedibilmente, The spy next door con Jackie Chan. La prossima settimana arrivano il thriller Fuori controllo che vede il ritorno di Mel Gibson in veste di attore e la commediola sentimentale When in Rome. Avatar dovrebbe restare in vetta per la settima settimana consecutiva…

 
 
 

I direttori del Future: "Garanzie dalle istituzioni per uscire dall'emergenza" da cince c.n.

Post n°3351 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news

I direttori del Future: "Garanzie dalle istituzioni per uscire dall'emergenza"

Panique au village di Stéphane Aubier e Vincent Patar (Belgio) vince il Grand Prize, premio del Future Film Festival per il miglior lungometraggio d'animazione o con effetti speciali. Nella motivazione della giuria si legge che "i registi con gran coraggio, convinzione e una cura appassionata nell'uso della stop-motion animation, hanno saputo dimostrare che non servono sofisticate, e talvolta meccaniche, tecniche al computer per creare un mondo fantastico capace di sorprenderci".
Una menzione speciale è stata assegnata a Edison&Leo di Neil Burns (Canada) "per l'originalità del racconto, la complessità dei personaggi, e gli alti valori produttivi di un film che ci offre un punto di vista indubbiamente inusuale su un personaggio storico".


Nella conferenza stampa di chiusura i due direttori artistici della manifestazione bolognese, Giulietta Fara e Oscar Cosulich, sottolineano ancora una volta quanto sia stato difficile realizzare questa 12a edizione, rimasta in forse fino a fine dicembre a causa dei tagli dei fondi da parte delle istituzioni pubbliche. "Alla fine abbiamo deciso di andare comunque avanti solo per rispetto nei confronti del pubblico e dei nostri collaboratori. Il budget drasticamente ridimensionato, ci ha costretto a rinunciare a prestigiosi appuntamenti, ospiti e anteprime. Ciò nonostante siamo riusciti a mantenere alto il livello della programmazione apprezzata sia dal pubblico, che ha gremito le sale, sia dalle due giurie, che sono state concordi nel considerare ottima la selezione dei titoli in programma".


Ora i direttori del Future sperano di uscire dall'attuale situazione di emergenza: "Ci auguriamo quindi di avere al più presto le dovute garanzie da parte delle istituzioni che ci consentano di lavorare serenamente con la qualità che ci ha sempre contraddistinto, sempre che si creda nel progetto Future Film Festival e lo si voglia mantenere nella città in cui è nato".


Tra i cortometraggi in concorso per Future Film Short i più votati dal pubblico del FFF, che si sono aggiudicati il Premio del Pubblico Groupama sono: Fard di David Alapont e Luis Briceno e The Man is the Only Bird that Carries his own Cage di Claude Weiss. Il Premio della Giuria-Provincia di Bologna per il miglior corto è andato a The Lighthouse Keeper e una menzione speciale a De si près.

 
 
 

Bellocchio premiato al 'Bif&St da Ansa

Post n°3350 pubblicato il 31 Gennaio 2010 da Ladridicinema
 
Tag: news, premi

Bellocchio premiato al 'Bif&St

Bellocchio premiato al 'Bif&St (ANSA) - BARI, 30 GEN - 'Vincere' di Bellocchio e' stato scelto come miglior film 2009 dalla giuria internazionale presieduta da Margarethe von Trotta al Bif&St. Il film e' stato incoronato anche dalla giuria popolare presieduta da Zeudi Araya. La giuria internazionale ha inoltre designato Margherita Buy come miglior attrice per la sua interpretazione dello 'Spazio bianco' di Francesca Comencini e Riccardo Scamarcio miglior attore per i film ''La prima linea' di Renato De Maria.

 
 
 
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