
Tutto si svolge, in vari luoghi d’Italia, in sei giorni, gli ultimi di Eluana Englaro, la cui vicenda resta sullo sfondo. Personaggi di fantasia dalle diverse fedi e ideologie le cui storie si collegano emotivamente a quella vicenda, in una riflessione esistenziale sul perché della vita e della speranza malgrado tutto. Un senatore deve scegliere se votare per una legge che va contro la sua coscienza o non votarla, disubbidendo alla disciplina del partito, mentre sua figlia Maria, attivista del movimento per la vita, manifesta davanti alla clinica dove è ricoverata Eluana. Roberto, con il fratello, è schierato nell’opposto fronte laico.
Un “nemico” di cui Maria si innamora. Altrove, una grande attrice cerca nella fede e nel miracolo la guarigione della figlia, da anni in coma irreversibile, sacrificando così il rapporto con il figlio. Infine la disperata Rossa che vuole morire, ma un giovane medico di nome Pallido si oppone con tutte le forze al suo suicidio. E contro ogni aspettativa, alla fine del film, un risveglio alla vita.
Un film di certo non facile, che restituisce la giusta luce a una vicenda di cronaca tristemente famosa, lasciando comunque sullo sfondo la storia realmente accaduta per affidare la riflessione di fondo a cast d’eccezione composto da Toni Servillo, Isabelle Huppert, Alba Rohrwacher, Maya Sansa, Pier Giorgio Bellocchio, Michele Riondino, Brenno Placido, Fabrizio Falco, Gian Marco Tognazzi e con la partecipazione di Roberto Herlitzka.








VENEZIA - "Mio padre è nato a Lahore prima della divisione tra l'India e il Pakistan e anche se ci sono stata per la prima volta solo sei anni fa quella terra è parte di me, sui giornali se ne parla sempre come base del terrorismo, luogo di criminalità e corruzione, ma questo libro mi ha aperto una finestra". Il libro è The Reluctant Fundamentaliste Mira Nair si è sentita la persona giusta per portare sullo schermo questo romanzo già tradotto in 25 lingue (in Italia lo pubblica Einaudi). Bestseller in parte autobiografico, perché l'autore, Mohsin Hamid, nato a Lahore, studente a Princeton e Harvard, per anni consulente a New York, si rispecchia quasi alla lettera nel personaggio di Changez (l'attore e rapper anglopakistano Riz Ahmed), un giovane intelligente e sensibile diviso tra due mondi che esplodono all'indomani dell'attacco alle Torri Gemelle. "La religione non è la chiave di lettura di questi conflitti, che riguardano piuttosto la politica e l'identità", riflette lo scrittore, che ha portato sulla pagina il conflitto interiore di un uomo che non vuole aderire a nessuno dei fondamentalismi, né a quello occidentale del profitto né al terrorismo islamico.
"Il 9 settembre avevo vinto il premio a Venezia, l'11 mi trovavo al Festival di Toronto, felice e contenta. La notizia dell'attacco è stata uno shock per me che vivo a New York e che amo l'America. Per una settimana non sono riuscita a entrare in contatto con mio marito e con mio figlio né a tornare a casa. In quei momenti pensavo soprattutto alle persone che amo, ma anche al fatto che stava succedendo dietro casa quello che ero abituata a vedere in Asia". L'11 settembre ha cambiato profondamente la sua prospettiva come quella di molti altri: "New York è una città multietnica, dove nessuno è straniero, ma improvvisamente alcune persone potevano essere il nemico", dice ancora la regista. E' quello che capita a Changez, analista finanziario in carriera a Wall Street e innamorato di un'artista di strada bella e sofisticata (Kate Hudson in versione mora e con qualche chilo in più). Ma da quel momento il sospetto si accende su di lui. La sua pelle, la barba e il suo passaporto lo espongono a perquisizioni degradanti e insulti, persino la fidanzata lo bolla come "pakistano" in un'istallazione. Fino all'incontro con un raffinato editore turco, la cui azienda, per nulla redditizia secondo i parametri del capitalismo aggressivo, Changez è chiamato a liquidare. E invece da quella conversazione - e dalla storia dei giannizzeri, quei bambini cristiani che venivano adottati dagli ottomani e allevati a uccidere i propri cari - nasce la decisione di tornare in Pakistan, alle proprie origini. Ma è una seconda conversazione con un giornalista americano che lavora per la Cia (Liev Schreiber) l'ossatura della storia. "Il loro è un dialogo tra Est e Ovest, tra due persone che sarebbero in relazione se non fosse per il clima politico che le separa", dice ancora Mira Nair.
VENEZIA - Corteo al Lido nella serata dell'inaugurazione e neve finta sul Palazzo del cinema. Un drappello di circa sessanta persone, composto da lavoratori di Cinecittà insieme a quelli del Teatro Valle di Roma e del Teatro Marinoni dell'Ospedale al Mare del Lido, ha percorso il lungomare per fermarsi davanti all'ingresso del Village, alla Mostra del cinema. Con striscioni e slogan all'insegna di "Fermiamo il cemento di Abete altrimenti questo sarà l'ultimo ciak". E non mancava la bara già usata per fare il funerale al cinema.
Roberto Rossellini è il famoso tombeur de femmes, Anna Magnani la compagna tradita, Ingrid Bergman la nuova fiamma. Il loro melodramma d'amore, alla fine degli anni '40, è un famoso e popolare scandalo cinematografico-sentimentale, nel quale finzione e realtà si mescolano come racconta La guerra dei vulcani, il documentario di Francesco Patierno, nella sezione Venezia Classici (Documentari), ben costruito con materiali di repertorio e sequenze di film. Lo accompagna sempre in Venezia Classici (Lungometraggi restaurati)Stromboli-Terra di Dio di Rossellini presentato in concorso a Venezia nel 1950, film che, dopo la trilogia della guerra, apre la trilogia della solitudine, che con Europa 51 e Viaggio in Italia, vede il regista attento ai drammi interiori e psicologici, con protagonista di tutti e tre i titoli la sua nuova musa ispiratrice: Ingrid Bergman. ConStromboli prosegue il viaggio di Progetto Rossellini, voluto e realizzato da Istituto Luce-Cinecittà , Cineteca di Bologna, CSC-Cineteca Nazionale e Coproduction Office, per riscoprire l'opera di un grande autore attraverso il restauro digitale di 10 famosi titoli.
La Magnani furiosa non perdona il tradimento del suo ormai ex e la risposta è a mezzo cinema, approfittando del fatto che il cugino di Rossellini, a sua volta tradito, ha deciso comunque di chiedere aiuto agli americani per vedere il realizzato il suo soggetto originale. A Stromboli, che sancisce la collaborazione artistica e sentimentale tra Rossellini e la Bergman, la Magnani contrapponeVulcano di William Dieterle , film da lei voluto e interpretato insieme a Rossano Brazzi, girato in contemporanea in un'altra delle isole Eolie, Salina.






di Paul Joseph Watson


















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