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Creato da Ladridicinema il 15/05/2007
 

CINEMA PARADISO

Blog di cinema,cultura e comunicazione

 

 

Vergogna italiana

Post n°9895 pubblicato il 24 Maggio 2013 da Ladridicinema
 

"Salvo" stravince la Semaine de la Critique
Grand Prix e Prix Révélation: en plein a Cannes per l'opera prima di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Ma in Italia non ha un distributore... ritengo che siamo veramente all'indecenza più pura....

 
 
 

"Salvo" stravince la Semaine de la Critique da cinematografo.it

Post n°9894 pubblicato il 24 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Giovedì 23 Maggio 2013
Grand Prix e Prix Révélation: en plein a Cannes per l'opera prima di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza. Ma in Italia non ha un distributore...
Salvo, opera prima di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza, stravince la 52esima Settimana della Critica del 66° Festival di Cannes. La giuria presieduta dal regista portoghese Miguel Gomes ha attribuito a Salvo il Grand Prix 2013. E non finisce qui, il film italiano s’è anche aggiudicato il Prix Révélation, assegnato dalla giuria presieduta da Mia Hansen-Løve. “Siamo felicissimi, abbiamo ricevuto due premi importantissimi da due giurie diverse: questi riconoscimenti ci ripagano di 5 anni durissimi, e con gioia li dividiamo con tutti quelli che ci sono stati vicini in condizioni molto difficili”, commenta a Caldo Antonio Piazza.
Prodotto dalle italiane Acaba Produzioni e Cristaldi Pictures, Salvo è coprodotto per la Francia da Mact Productions e Cité Films, mentre le vendite internazionali sono assicurate da Films Distribution. Ma incredibilmente Salvo non ha ancora un distributore italiano: “Il film – dice Piazza - parla di vedere e non vedere: l’accoglienza calorosa del pubblico e della stampa a Cannes, ancor prima dei premi, costringerà qualcuno ad aprire gli occhi anche da noi”. 
 
 
 

frasi d'autore

Post n°9893 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 
Tag: frasi

I Coen ha visto tutti i miei film quando vengono proiettati a NY. L'anno scorso mi chiesero se potevano farmi un omaggio chiamando uno dei personaggi del film con il mio nome. La coincidenza incredibile e divertente e che l'attore che interpreta il personaggio l'avevo conosciuto anni prima con John turturro durante un documentario girato per un spettacolo. Ma i Coen non lo sapevano (pappi corsicato)

 
 
 

La mia lotta, in direzione ostinata e contraria da Il manifesto

Post n°9892 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema


Questo è l'ultimo articolo che don Andrea Gallo ha scritto per il nostro giornale ed è stato pubblicato sul manifesto del 2 gennaio 2013
 
Ho visto gioiosamente nascere la democrazia nel 1945, con la mia Brigata Partigiana, comandata da mio fratello, ex tenente del Genio Pontieri, sopravvissuto alla tragica campagna di Russia, a diciassette anni di età. 

 

Don Andrea Gallo
23.05.2013

Diventato vecchio - 84 anni e mezzo - devo vederla vergognosamente morire?

Ho riflettuto a lungo sulla crisi economica finanziaria che stiamo attraversando. Non è scandalosa la "teoria" di chi si ostina a vedere nel profitto l'unica molla creativa, innovativa del progresso, quale sia la destinazione degli investimenti? Perché si è permesso la concentrazione del potere economico nelle mani bramose di pochi grandi colossi mondiali? Lasciamo le storielle dei complotti. Semplicemente siamo giunti al momento più vittorioso di un'economia vecchia di ottanta anni. Siamo al passaggio dal capitalismo di un tipo ad un capitalismo d'altro tipo. Altro che parlare di crisi! Abbiamo dimenticato nel '47 Von Hayek, Friedman e la Scuola di Chicago? Dopo la Seconda guerra mondiale si adottò la ricetta keynesiana e il mondo veniva ricostruito.
La crisi attuale è la vittoria degli ultraliberisti con l'assenza di un'alternativa ritenuta valida. La debolezza della politica occidentale e la scomparsa dei valori di civiltà hanno fatto il resto. I ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri, disse Paolo VI in un mirabile discorso all'Onu. C'è una evoluzione in atto, non una generica crisi. Irrompe un cambiamento della stessa portata della nascita delle banche nel XVII secolo. Gli economisti e gli statisti attuali ne sono imbevuti e, rivestendo posti di responsabilità, la applicano senza scrupoli. Un mercato, un potere economico. Lo dice Stiglitz, Nobel per l'economia, «il mercato e il potere finanziario creano armi di distruzione di massa». Questa logica liberista è propugnata dalle banche. Tra le più potenti, la Goldman Sachs americana.
Gli economisti italiani (Draghi, Monti e soci) sono composti chierichetti di questo neoliberalismo, in una blindata cattedrale del Dio Denaro. Goldman Sachs è una delle più importanti banche internazionali che agisce sui mercati adottando questa perversa logica capitalista. Non ha un «volto umano».
Una persona onesta non può più accettare un sistema di apartheid mondiale, dove il 20 per cento della popolazione mondiale consuma l'80 per cento delle risorse; e dove si spendono tre milioni di dollari in armamenti, ma in un minuto muoiono di fame dieci bambini.
Si vuole costruire un'alternativa? Sono sempre più numerosi i giovani europei che hanno perso la fiducia nel futuro. Scoraggiati, inattivi. Sia chiaro: è un processo molto impegnativo, lungo e complesso. La colpa di questa colossale truffa delle banche è stata addossata al debito pubblico per imporre austerità e conseguente perdita del patrimonio pubblico.
Il 2 marzo 2012, 25 dei 27 capi di stato della Ue hanno firmato il fiscal compact. Diventano permanenti i piani di austerità, una serie di tagli a stipendi, pensioni, il diritto e la dignità del lavoro e la privatizzazione dei beni comuni. Il potere economico ha imposto Draghi, governatore della Bce, già vicepresidente della Goldman Sachs. E un sorprendente senatore a vita, Monti, capo di un governo"tecnico". Il presidente del consiglio, sostenuto da Pdl, Terzo Polo e Pd, è stato consulente della stessa banca americana e ora consulente anche della Coca Cola e nei cda delle Generali e della Fiat. E i ministri dove sono stati precettati? Passera, Ad di Intesa San Paolo; Fornero: vicepresidente di Intesa San Paolo; Gnudi, amministratore di Unicredit Group; Giarda, vicedirettore della Banca Popolare e amministratore Pirelli. È forse un governo tecnico per il bene dell'Italia o una dittature delle banche, salvate da parecchi miliardi in America e in Europa? In una crisi nata nelle banche e mascherata dal debito pubblico.
In nome della Costituzione, non possiamo accettare la macchina infernale del patto fiscale, né la ratifica di un parlamento servile, né la modifica costituzionale dell'articolo 81, perché a pagare tutte le spese è chiamato solo il mondo del lavoro e le piccole imprese. Constato dolorosamente l'appoggio e l'elogio solenne del Vaticano e della Cei all'Agenda Monti.
E allora dico: alziamo la testa. Abbiamo di nuovo l'Uomo della Provvidenza? Il paese a pezzi va alle urne in una confusione generale. L'Agenda Monti è al centro e si è messa al comando delle operazioni col sostegno della Confindustria e del Vaticano e delle forti cancellerie occidentali. Come agiscono le altre forze politiche, l'Agenda Grillo, Ingroia, Berlusconi e Bersani? Chi saprà tracciare piste di riflessione e conseguenti azioni? Il debito pubblico è un dogma? I nostri padri costituenti erano stati capaci di unità delle varie matrici ideali per mettere fine al fascismo ed edificare una Italia democratica.
A mio avviso oggi nessuno ci riesce. È scomparsa la cultura del bene comune come priorità assoluta. Il singolo si agita, si organizza, per diventare "protagonista" e si sforza di condividere un gesto collettivo. «Osare la speranza nella democrazia» era il motto della mia Brigata Partigiana. Non voglio arrendermi. Con la sinistra sociale politica, i sindacati, la Fiom, sono ancora impegnato per traghettare il popolo italiano dalla solidarietà assistenziale ad una solidarietà liberatrice, strutturale, nei diritti di tutti. Continuo a lottare in direzione ostinata e contraria.
Il Pd e Sel, con il grande evento delle primarie, hanno lanciato un segnale positivo: non dettare agende ma dare spazio ai "protagonisti", partendo dal basso e mettendoci in rete a livello italiano ed europeo, per vedere fiorire il nuovo. È indispensabile rischiare. Il programma sia trasparente, anticipatore, progettuale. Solo così potremo ancora una volta, con tanta sofferenza, con i nostri dubbi, tentare di sradicare nelle nuove e nuovissime generazioni, l'assenza di futuro.

 
 
 

Zero, 100 mila spettatori per mega-tour da Ansa

Post n°9891 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Ieri ultima delle 15 date al Palalottomatica di Roma23 maggio, 15:18

 

Zero, 100 mila spettatori per mega-tour (ANSA) - ROMA, 23 MAG - Centomila spettatori al Palalottomatica di Roma per Renato Zero: e' il bilancio trionfale con cui si e' chiusa ieri sera la serie di 15 concerti da record che l'artista ha tenuto in un mese nel palasport.

Un'iniziativa senza precedenti nella storia della musica italiana. Data l'enorme richiesta, da settembre Zero sara' in tour (18 date) anche nel resto della Penisola e da domani arriva in radio il nuovo singolo 'Voglia d'amare'.

 
 
 

Cannes, da Kechiche storia lesbo

Post n°9890 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Nel film La vie d'Adele amore e scene esplicite di sesso23 maggio, 16:28

 

Cannes, da Kechiche storia lesbo (ANSA) - CANNES, 23 MAG - Abdellatif Kechiche, regista franco-tunisino, stavolta ha messo il suo obiettivo su una tenera storia d'amore lesbo di una quindicenne che scopre lentamente la sua sessualita' (un po' come Ozon in 'Jeune & Jolie'). E il regista racconta tutto questo in 'La Vie d'Adele', in concorso al Festival di Cannes, e che sara' distribuito in Italia da Lucky Red, in tutti i suoi particolari. Dai lunghi dialoghi con le sue coetanee fino al sesso rappresentato in maniera esplicita, tra nudita' e gemiti.

 
 
 

Jerry Lewis, pensavo questo ultimo film

Post n°9889 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Sulla Croisette con Max Rose di Daniel Noah, fuori concorso23 maggio, 16:04

 

Jerry Lewis, pensavo questo ultimo film (ANSA) - CANNES, 23 MAG - ''Ho sentito in ogni momento delle riprese di questo film che non ne avrei mai interpretati altri'', dice commosso Jerry Lewis alla presentazione di Max Rose di Daniel Noah, fuori concorso a Cannes. L'attore ha fatto ridere a crepapelle per tutta la conferenza stampa. A chi gli chiedeva di raccontare la sua carriera e il suo rapporto con Dean Martin, ha risposto: ''Ma lei lo sa che e' morto?''. E alla platea che si sbellicava: ''Sapevo che prima o poi avrei detto qualcosa di sbagliato''.

 
 
 

Cannes, chiusura in bellezza con Delon

Post n°9888 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Il 25 maggio proiezione restauro 'Delitto in pieno

Cannes, chiusura in bellezza con Delon (ANSA) - CANNES, 23 MAG - Alain Delon chiudera' in bellezza il festival di Cannes. L'attore e' atteso il 25/5 per partecipare alla proiezione del restauro di Delitto in pieno sole, il film di Rene' Clement con un Delon 25enne nel pieno della sua sfolgorante bellezza e al primo ruolo importante. Uno dei mostri sacri del cinema francese tornera' cosi' sulla Croisette due anni dopo aver salito la Montee des Marches con Claudia Cardinale per l'evento dedicato al restauro del film cult Il Gattopardo di Luchino Visconti.

 
 
 

Ministro Bray: a Venezia gli Stati generali del cinema da ciencittà news

Post n°9887 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


[di Stefano Stefanutto Rosa]

Cannes. Il ministro Massimo Bray intervenendo all'Italian Pavilion, ha annunciato che alla prossima Mostra di Venezia si terranno gli Stati generali del cinema. "Intendo ascoltare tutte le posizioni e condividere le soluzioni. Vorrei che il mondo del cinema trovasse le risposte adeguate ai suoi problemi. Sono più che mai necessari alcuni provvedimenti, a cominciare dal tax credit che deve diventare norma sempre operativa. Non è possibile che debba essere rinnovato ogni tre anni, chiederò di togliere questa scadenza che non aiuta il cinema".


Il ministro ha poi commentato positivamente la firma avvenuta oggi a Cannes, tra il CNC e la DG Cinema-MiBAC, della convenzione relativa ai fondi bilaterali di sostegno allo sviluppo della coproduzione di opere cinematografiche italo-francesi. A ratificare l'intesa Eric Garandeau, presidente del Cnc, e Nicola Borrelli, direttore DG Cinema-MiBAC, alla presenza dei ministri della cultura francese Aurélie Filippetti, dello stesso Bray e dell'attrice Claudia Cardinale.
La dotazione annuale del Fondo ammonta a 500mila euro e entrambe le parti contribuiscono annualmente al Fondo in egual misura con 250mila euro. Le sovvenzioni concesse ad un progetto non possono eccedere il 70% delle spese di sviluppo del progetto stesso, nel limite di 50mila euro per progetto. La commissione per la valutazione e la selezione dei progetti è composta da 6 membri. Le due parti sono responsabili di nominare annualmente 3 membri titolari ed altri 3 membri supplenti.

Il cinema ha ricordato poi il ministro Bray è una delle eccellenze della nostra cultura, rappresenta all'estero il testimone e lo strumento dell'identità italiana. "Dobbiamo credere nella qualità che l'Italia mostra in alcuni mestieri come il cinema appunto. Così come credo molto nel lavoro per tenere insieme tutte le professioni del cinema. Ho avuto recentemente un primo incontro con i produttori".

Il ministro è tornato poi sulla questione della tutela dell'eccezione culturale che ha visto in questi giorni l'Italia scendere in campo a fianco della Francia nella battaglia per l'esclusione del settore audiovisivo dai negoziati sul libero scambio con gli Stati Uniti. "Sono convinto che occorra una posizione europea, non sono pro o contro qualcuno, dobbiamo insistere nel tenere separato questo tavolo, anche all'Europa fa bene credere in una sua dimensione culturale".
Bray stasera sarà alla proiezione ufficiale de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, "una grande scommessa per il MIBAC che in parte l'ha finanziato".

 
 
 

A Jean Sorel il Premio alla carriera dell'Ischia Film Festival

Post n°9886 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Andrà all'attore francese Jean Sorel il Premio alla carriera dell'Ischia Film Festival, che si svolgerà dal 29 giugno al 6 luglio. Diretto da registi del calibro di Luis Bunuel, Sidney Lumet, Luchino Visconti e Carlo Lizzani, l'attore entra a far parte della lunga e prestigiosa lista dei premiati della manifestazione tra cui figurano Sir Ken Adam, Vittorio Storaro, Ron Howard, Abel Ferrara, Pavel Lungin, Krzysztof Zanussi, Giuliano Montaldo e Pupi Avati. Sorel ritirerà il premio nella serata finale della manifestazione, dedicata quest'anno al 'cineturismo', nello scenario naturale della Cattedrale diroccata del Castello Aragonese ad Ischia.

 

L'Ischia Film Festival si svolgerà tra gli spazi suggestivi del Castello d'Ischia e la cinquecentesca Torre di Michelangelo, con un fitto programma di mostre, incontri e proiezioni. L'evento, realizzato con l'adesione del Presidente della Repubblica, è sostenuto della Regione Campania e dal Mibac,- Direzione Generale Cinema, con il patrocinio del Comune d'Ischia

 
 
 

Redford naufrago solitario nel silenzio dell'oceano

Post n°9885 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


[di Michela Greco] CANNES - "Credo nel valore del silenzio, al cinema e anche nella vita. Tradurlo in forma artistica permette a un attore di abitare completamente il ruolo". E' così che Robert Redford descrive la sua clamorosa prova recitativa inAll is Lost, il film di J.C.Chandor passato oggi fuori concorso a Cannes in cui non pronuncia nemmeno una parola in un'ora e mezza di racconto (fatta eccezione per un brevissimo prologo in voce off). All is Lost non ha dialoghi, non ha (quasi) musica e sullo schermo mostra soltanto Redford, il mare e una barca alla deriva. Una sfida di sopravvivenza che diventa una sfida cinematografica notevolissima, tutta giocata sull'acqua (ma anche sott'acqua), dove quest'uomo non più giovane deve resistere alla violenza della natura perdendo progressivamente ogni appiglio e affidandosi solo alla sua tenacia. "Una sfida così non si poteva rifiutare", racconta ai giornalisti, fiero di essere tornato davanti alla macchina da presa dopo tanti film da regista, "Nessuno dei tantissimi cineasti indipendenti che accogliamo ogni anno al Sundance mi aveva mai chiesto di fare l'attore per lui. Ho colto la palla al balzo e accettato con entusiasmo. Anche perché fare il regista e il produttore sottopone a molte pressioni, è bello ogni tanto recitare, spero di continuare a farlo".

Se l'ovvio riferimento letterario è Il vecchio e il mare di Hemingway, è impossibile non pensare a Vita di Pi o a Cast Away vedendo questa avventura estrema di naufragio fisico ed esistenziale. Con la differenza che in questo caso il protagonista "non ha nessuna 'stampella' ed è solo con se stesso", ma resiste eroicamente a prove fisiche e psicologiche durissime, a dispetto dell'età. La sua barca a vela va alla deriva e, immerso nell'acqua fino al collo, Redford è costretto ad affrontare la tempesta, la fame, la sete. "Dopo tanti film da regista volevo donarmi completamente al regista. E J.C. aveva una visione forte di questo racconto e una grande padronanza della sua storia", ha spiegato Redford, divo impegnato, classe 1937, che ha fatto scuola con le sue scelte indipendenti, la creazione del Sundance Film Festival e la vita lontana dalle omologazioni hollywoodiane. Dice che "questo film è l'opposto di quello che si vive oggi. C'è solo il mare, una barca e un uomo e può essere percepito come in contrasto con tutto il rumore che si fa oggi nel mio Paese".

Anche il regista evoca il valore metaforico del suo All is Lost: "Da un certo punto di vista questa storia riflette la società. Non era la mia motivazione principale, ma in effetti, mentre la generazione di Robert e dei miei genitori ha vissuto la crescita economica, la mia è nata all'epoca della crisi del petrolio. Perciò la mia è la generazione più giovane che osserva quella precedente prepararsi a lasciare il pianeta". Per J.C. Chandor la sfida era anche quella di mettere Robert Redford in "una situazione strana, anormale. E' come se gli avessimo tolto la voce e allontanato dai ruoli per cui è ricordato". E lui, che in All is Lost affronta calmo ogni avversità, ribatte: "Il silenzio obbliga ad avere totale fiducia nel regista e a vivere pienamente il ruolo. Mi ha costretto a essere libero, a ignorare ciò che mi circondava, eccetto il mare e la barca. Avevo tale fiducia che ho potuto lasciarmi andare".

 
 
 

No Sorrentino, no party

Post n°9884 pubblicato il 23 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


CANNES - Folla di vip e l'arrivo a sorpresa della star hollywoodiana James Franco per il party organizzato a Cannes per Paolo Sorrentino e il suo film La grande bellezza, dopo la proiezione ufficiale in concorso. Il party, offerto da Disaronno, che è entrato a far parte della sceneggiatura del film con un'operazione di product placement, si è svolto nella Villa Oxygen, location in perfetto stile con le ambientazioni del film: protagonista il jet set del cinema italiano e internazionale, tra cui Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Isabella Ferrari, Roberto Herlitzka, oltre naturalmente allo stesso Sorrentino. E ancora Serena Dandini, Carlo Rossella, i produttori della pellicola Nicola Giuliano e Francesca Cima. Ospite a sorpresa, la star hollywoodiana James Franco. I presenti si sono scatenati al ritmo della musica del dj di fama internazionale Harvey Ambomo, e poi del duo Exchpoptrue, il cui brano ''La Discoteca'' è stato inserito nella colonna sonora della pellicola. La serata si è conclusa con un gruppetto di impavidi invitati che ha sfidato la temperatura poco estiva con un tuffo in piscina.

 

Per celebrare la pellicola, Disaronno ha ideato anche un nuovo cocktail a base di vodka, succo di pompelmo e nettare di agave.

 
 
 

frasi d'autore

Post n°9883 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema
 
Tag: frasi

"Piango don Gallo, prete degli ultimi. Lo ricordo mentre canta Bella Ciao, il canto della Resistenza a cui aveva partecipato da giovaneI suoi fari sono stati la Costituzione e il Vangelo. Con lui se ne va il vero esempio di uomo di fede."Antonio Ingroia

 
 
 

La Roma cultural-festaiola? Che talento renderla cafona da Il giornale

Post n°9882 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Convince "La grande bellezza", affresco a tratti spietato della decadenza della vita intellettuale del Paese. Tra scrittori vanesi e artisti "concettuali"

Il senso di La Grande bellezza, il film di Paolo Sorrentino in concorso ieri a Cannes, è racchiuso in Ferito a morte di Raffaele La Capria, uno dei romanzi del Novecento italiano.

Entrambi napoletani, entrambi educati a una sorta di armonia pagana, il miracoloso secolare rapporto fra natura e cultura, il secondo ha fatto a tempo a viverne la sua ultima stagione, mentre al primo non è dato altro che il rimpiangerla per non averla conosciuta. Ferito a morte ruotava intorno al mito della «Bella giornata», ovvero la sintesi perfetta che fra cielo, mare e esseri umani dava a quest'ultimi l'idea che un paradiso in terra fosse possibile, e eterno. Ma, in agguato, c'era sempre «l'occasione mancata», il non cogliere l'attimo illudendosi che ci fosse sempre tempo, che lo si potesse sempre rimandare. E, invece, dopo, c'erano solo cenere e disillusione.

Sorrentino è un regista molto letterario (cosa che i cinefili puri gli contestano, non illegittimamente), per il quale ciò che si dice vale quanto, e non meno, di ciò che visivamente si racconta. La grande bellezza è piena di citazioni esplicite, Dostoevskij e Bellow, Céline e Flaubert, e una delle sue chiavi è in un altro autore francese, Paul Morand, di cui il protagonista parafrasa a suo modo il fastidio di dover trascorrere la sera con una donna che, una volta fatto l'amore, si rivela vacua, nessun interesse in comune: «Non ho più l'età per sopportare una serata perduta». Il tempo è infatti il tema della Grande bellezza. Lo abbiamo sprecato, ce lo siamo lasciati sfuggire tra le mani, e ora non resta altro che il ricordo, la memoria, la nostalgia. Quest'ultima è una delle poche armi a nostra difesa, dice uno dei tanti protagonisti del film, il meno cinico, il più fragile e insieme l'unico che cerchi di trovare una via di fuga (Carlo Verdone gli presta la sua migliore faccia malinconica), insieme con le radici, il senso di appartenenza, come spiega una alter ego di Madre Teresa di Calcutta, «tecnicamente una santa», ammonisce un cardinale bon vivant, ma ancora non riconosciuta come tale dalla gerarchia ecclesiastica...

Il problema è che, comunque, è troppo tardi, la «grande mutazione» si è compiuta e quello che, mezzo secolo fa, l'età della Dolce vita di Fellini e di Ferito a morte di La Capria, era percepito come un futuro minaccioso in agguato, è divenuto il presente, e non lascia più spazio alla speranza.

A passeggio per una Roma colta nel suo albeggiare, quando la sua lancinante bellezza non è scalfita dalla volgarità del turismo di massa, né dalla frenesia dell'altrettanto volgare popolo della notte, Jep Gambardella, il protagonista del film di Sorrentino (Toni Servillo), autore di un unico bel romanzo, scrittore mancato per ansia di perfezione e poi volontà di abiezione realizzatasi in un giornalismo da gossip e un presenzialismo mondano, si muove fra i fantasmi e la realtà di una città talmente eterna nel suo aver visto tutto e il suo contrario, da poter irridere l'attualità. E, infatti, la popolano artisti di una post-avanguardia di cui ormai non si capisce più né il significato né il valore, e che tuttavia hanno successo; intellettuali legati a una stagione «rivoluzionaria», il comunismo partitico di lotta e di governo del tempo che fu, riciclatisi adesso in custodi di un moralismo accigliato; borghesi con la sindrome del divertimento perpetuo, per coprire il nulla della loro quotidianità; giovani emergenti che hanno dalla loro solo l'età e la voglia selvaggia di apparire. A tutto ciò fa da contorno una cattolicità sempre più di facciata, la pompa, lo sfarzo, senza però che dietro ci sia l'essenza, lo spirito, la fede.

Film per certi versi lugubre, una sorta di sermone funebre sulla decadenza di Roma (e dell'Italia), La grande bellezza racconta, con una luce cinematografica, bellissima (opera di Franco Bigazzi) e degli attori esemplari (il già citato Servillo è un colto farabutto napoletano, tanto simpatico quanto insopportabile, Sabrina Ferilli una malinconica spogliarellista, Serena Grandi il tragico mascherone del suo passato, Galatea Ranzi, l'intellettuale engagée e protégée del tempo che fu, Carlo Buccirosso l'imprenditore sessualmente assatanato, la morte della speranza, la dissipazione del talento che l'accompagna, l'angoscia esistenziale di chi si trova ad assistere a un finale di partita. «L'occasione mancata» ha preso definitivamente il posto della «bella giornata» e per chi il passato, non avendolo vissuto, non è più in grado di ricordalo, o avendone fatto parte può solo rimpiangerlo, il futuro è solo una morte a credito.

 
 
 

Ciao Don Gallo

Post n°9881 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema

Si è battuto per tutta la vita per dare voce e dignità agli "ultimi", ai dimenticati, agli emarginati, lottando contro ogni pregiudizio, praticando - quotidianamente, concretamente - pace e diritti.
Senza Don Andrea Gallo, "prete di strada", da sempre grande amico di Emergency, saremo tutti più soli. Lo vogliamo ricordare qui, oggi, con questo pensiero. Lo ricorderemo tutti i giorni nel modo che lui, ne siamo sicuri, preferirebbe: curando chiunque ne abbia bisogno e portando diritti laddove sono negati.

"Chi riconosce l'appartenenza alla famiglia umana, come fa a non aprire le porte?"
-- Don Andrea Gallo

Un grande abbraccio a tutti gli amici della Comunità di San Benedetto al Porto

 
 
 

frasi d'autore

Post n°9880 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema
 
Tag: frasi

I miei vangeli non sono quattro... Noi seguiamo da anni e anni il vangelo secondo De Andrè, un cammino cioè in direzione ostinata e contraria. E possiamo confermarlo, constatarlo: dai diamanti non nasce niente, dal letame sbocciano i fiori. (Don Andrea Gallo)

 
 
 

Cannes 2013, il giorno di Sorrentino e Servillo, acclamati per “La grande bellezza” da Il fatto quotidiano

Post n°9879 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema
 

Il film del regista de "Il divo" piace alla stampa straniera. Ispirazione dichiarata ai temi della dolce vita di Fellini, ma nel racconto di un mondo di occasioni perdute senza tempo. Nel cast anche Carlo Verdone e Sabrina Ferilli
Cannes 2013, il giorno di Sorrentino e Servillo, acclamati per “La grande bellezza”

La Roma “godona” di Paolo Sorrentino piace a Cannes. “Persino” agli stranieri. “Se voi italiani pensavate che all’estero non avrebbero apprezzato il film forse è perché non sapete leggere bene le cose! Cosa accaduta già con Il Divo. Non conosco le ragioni del loro apprezzamento, ma ne sono solo lieto”. Il regista napoletano replica a chi  – in conferenza stampa – si fa portavoce di un bizzarro (ma non nuovo..) “mood” che ha preso forma nei confronti de La grande bellezza, oggi concorrente sulla Croisette e in uscita in 430 sale italiane. Ovvero quello per cui la stampa critica del Belpaese denigra il proprio cinema, altrimenti celebrato fuori Penisola. Atteggiamento non generalista (la laicità della critica è sacra) ma in questo caso pertinente. Dunque, incalza Sorrentino, è leggenda che “gli stranieri attendano un film italiano che parli male dell’Italia: loro cercano solo dei bei film, punto. Non ci sono preconcetti, e la dimostrazione è che all’estero hanno successo nostre pellicole profondamente diverse l’una dall’altra”. E, va detto, l’accoglienza della pellicola da parte di diverse testate internazionale è stata entusiasta.

La quinta prova di Sorrentino in concorso a Cannes non è La dolce vita 2.0, benché “l’interiorizzazione di Fellini abbia contagiato ogni giovane cineasta italiano, incluso me. Oltretutto Fellini dichiarò di essersela inventata la Roma de La dolce vita. Certo, ci sono assonanze nei temi tra il suo e il mio film, ma non non esiste altra forma di apparentamento per ragioni anche ovvie: quel film era un capolavoro…”. Nel gioco delle differenze/comunanze tra i due – mantra di ragionamenti da quando Sorrentino decise di fare questo film – va notato che ciò che Fellini voleva intitolare “La bella confusione” era un’Italia diversa da oggi. Come? Lo spiega Toni Servillo, interprete sapiente dello scrittore/giornalista Jep Gambardella, il Virgilio de La grande bellezza: “Era spinta dal rilancio del dopoguerra, una filosofia compositiva. Allora c’erano delle speranze, degli entusiasmi. In questo caso, invece, la città diventa ritratto metaforico di una condizione umana che riguarda occasioni perdute”.

Sorrentino & Servillo, come ormai accade da anni, esprimono complicità istantanea. Napoletani e sentimentalmente cinici. L’uno teorizza l’altro, “Toni è il mio unico vero critico, crea concetti sulle mie intuizioni”, annuncia il cineasta mentre prova faticosamente a definire cosa “sia” La grande bellezza. “E’ la bellezza della vita atemporale, non solo di Roma ovviamente. Oserei dire che è anche la bellezza della fatica del vivere stesso”. E 10 anni fa – insiste Sorrentino – “questo film sarebbe stato identico, perché non calca la crisi del momento, interrogandosi prevalentemente sui sentimenti/dinamiche degli esseri umani che appartengono all’universalità spazio-temporale. Anche il problema delle occasioni mancate esisteva dieci anni fa…”.

Alla fine della ricerca, tale Grande Bellezza lascia un vuoto di senso, altrimenti detto un eccesso di vacuità. Che il film mirabilmente trasforma in immaginario per scomposizione / ricomposizione come in un mosaico di eterno presente, quale poche città come Roma riescono a simboleggiare. I personaggi “abitano” questa metafora, la decadenza di chi – forse – cerca la Grande Bellezza nel luogo sbagliato. Se i contenuti dentro al cinema di Sorrentino tramutano istantaneamente in linguaggio formale, in questa sua nuova prova si percepisce un principio di verità (e sincerità) che nell’ultima sua filmografia stentava ad emergere. Un pregio di non poco conto, perché è ciò che determina il segno distintivo del film.

Accanto a Toni Servillo, che mai finisce di ringraziare il regista di cui è alter ego, “ogni sceneggiatura che mi propone è un regalo”, un cast variegato come meglio non si potrebbe, specchio di chi penetra i diversi punti di vista, ovvero “ambienti” dove si officiano delle ritualità legate al mondano, all’arte, alla politica, alla religione, e al giornalismo: Carlo Verdone e Sabrina Ferilli (entrambi magnifici) sopra tutti, ma anche Buccirosso, Herlitzka, Galatea Ranzi, Isabella Ferrari, Iaia Forte, Anita Kravos e tanti altri.

Se per Sorrentino il trionfo è a portata d’ovazione (attesa stasera alla proiezione ufficiale), non ugualmente si può dire del cinema italiano, genericamente parlando. “Dove sta la grande bellezza del cinema d’Italia oggi?” chiede la stampa nazionale al 43enne ex ragazzo di Napoli. “Non so rispondere. Spesso viene osteggiato a priori”. Forse la domanda andrà girata al neo Ministro dei Beni e Attività culturali Massimo Bray giunto oggi a Cannes a siglare un accordo di coproduzione tra Italia e Francia e ad assistere alla prémiere internazionale dell’unico portabandiera in concorso. Dal suo annuncio di oggi, pare voglia organizzare “gli Stati Generali del cinema italiano alla Mostra di Venezia, perché la cultura merita risposte dalla politica”.

 
 
 

Esterno sera, revocato divieto minori 14 da Ansa

Post n°9878 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


La regista, e' un film aperto a tutti gli sguardi22 maggio, 17:57

 

Esterno sera, revocato divieto minori 14 (ANSA) - ROMA, 22 MAG - Revocato il divieto ai minori di 14 anni per Esterno Sera, il film di Barbara Rossi Prudente tratto da una sceneggiatura vincitrice del Premio Solinas, nelle sale dal 23 maggio. Il limite era stato imposto per una scena in cui Alba, la protagonista, corre di notte tra le macchine sfidando la sorte. ''Esterno sera e' un film sulla famiglia, sull'amore mancato, sul disagio che ne deriva e, pertanto, un film aperto a tutti gli sguardi'', commenta la regista.

 
 
 

Refn a Cannes con 'Solo Dio perdona'

Post n°9877 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema
 


Protagonista Gosling figlio vendicatore, tra violenza e silenzi22 maggio, 14:43

 

Refn a Cannes con 'Solo Dio perdona' (ANSA) - CANNES, 22 MAG - In concorso a Cannes 'Solo Dio perdona' del regista danese Nicolas Winding Refn, con una superstar come Ryan Gosling, e' stato accolto con fischi a qualche applauso alla proiezione stampa. Tra violenza e silenzi, e' la storia di Julian (Gosling), un inglese che vive a Bangkok gestendo con il fratello Billy (Tom Burke) un club di Thai Box.

Quando Billy viene ucciso, la loro madre Crystal (Kristin Scott Thomas) pretende la vendetta da Julian. Il film uscira' in Italia con 01 il 30 maggio.

 
 
 

Nastro d'Argento a carriera a Herlitzka

Post n°9876 pubblicato il 22 Maggio 2013 da Ladridicinema
 
Tag: eventi, news


Grande attore per Bellocchio, Piccioni e Sorrentino22 maggio, 18:09

 

Nastro d'Argento a carriera a Herlitzka (ANSA) - ROMA, 22 MAG - Nastro d'Argento alla carriera per Roberto Herlitzka, protagonista del cinema di qualita' negli ultimi anni, mentre prosegue la sua lunga stagione vissuta prevalentemente a teatro. L'annuncio a Cannes, dove Herlitzka e' stato applaudito ieri nel cast corale de La grande bellezza di Paolo Sorrentino, perfetta chiusura di un'annata che lo ha visto anche nei panni del cinico professore ne Il rosso e il blu di Giuseppe Piccioni e del parlamentare-filosofo ne Bella addormentata, di Marco Bellocchio

 
 
 
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