PENSIERI AL VENTO

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Citazioni nei Blog Amici: 33
 

 

Rahma, la ragazza africana senza arti che vive dentro una bacinella: la famiglia non ha i soldi per le cure.

Post n°1096 pubblicato il 22 Luglio 2016 da Ciottolinadgl2
 

 

«Ringrazio Dio per tutto quello che riesco a fare. Mi piacerebbe aprire un business, un negozio di alimentari: è questo che vorrei fare». Mentre svela i suoi sogni Rahma Haruna ha il volto che splende, gli occhi luminosi e felici di una 19enne che guarda al futuro. E riesce a farlo nonostante viva in una condizione terribile: è praticamente senza arti e con dolori costanti da quando aveva sei mesi e la sua crescita si bloccò inspiegabilmente, senza che i medici riuscissero a trovare una motivazione né, quindi, una cura per lei. Un'esistenza confinata nella sua casa di Kano, in Nigeria, dove i genitori la accudiscono con amore, cercando di darle tutto quello che possono e senza farla sentire un peso, portandola a spasso infilata in una bacinella di plastica, non potendosi finora permettere altro. Poi, recentemente, in un supermercato, uno sconosciuto l'ha incontrata, si è commosso e le ha regalato una sedia a rotelle, ha scattato delle foto che ha girato ai giornali locali e la sua storia è diventata pubblica, scatenando la generosità di tante persone che hanno cominciato a inviare aiuti alla sua famiglia. «Quando aveva sei mesi - racconta la madre Fadi - aveva appena imparato a stare seduta: a quel punto la sua crescita si bloccò e non imparò mai a gattonare. Cominciò tutto con una febbre, poi arrivarono i dolori allo stomaco, alle gambe, alle braccia». Da allora Rahma non crebbe mai più. «La mia famiglia mi aiuta tanto - racconta la ragazza - Come fanno? Mi danno tutto quello di cui ho bisogno». E lo fanno a costo di qualunque sacrificio: il padre Hussaini, un agricoltore, ha trascorso 15 anni alla ricerca disperata di una cura per la figlia, lavorando il più possibile per racimolare i soldi necessari per pagare le spese sanitarie e i medici, arrivando a vendere tutto quello che aveva. Fino a quando non gli è rimasto più nulla. I medici finora contattati sono rimasti tutti sconcertati dalle condizioni della ragazza, alcuni di loro hanno addirittura tirato in ballo la possibilità che fosse stata colpita da un jinn, un essere soprannaturale della mitologia islamica. Ora, dopo che la vicenda è diventata di dominio pubblico, la famiglia di Rahma sta ricevendo aiuti da parte di diverse persone e spera che un ente di beneficenza o un medico specialista possano aiutare la figlia almeno con terapie efficaci contro i continui dolori. Rahma, pazientemente, vive come può. È affezionatissima al fratellino di 10 anni Fahad, che stravede per lei: «La faccio uscire tutti i giorni - dice il piccolo - e la porto dai parenti, lei è felice quando andiamo da loro. E io mi sento felice ogni volta che vedo la gente aiutarla». E nonostante ogni giorno sia per lei una nuova sfida, Rahma non perde il coraggio, le speranze, il sogno di aprire il suo negozio. E ringrazia Dio per tutto quello che le ha dato.

-*-

Poverina anche se mi fa pena per la sua disabilità trovo che sia una grande giovane donna perché non si è mai persa di coraggio nonostante la disabilità, la povertà e i dolori e ha una grande voglia di vivere e lavorare. , Ciotty

 
 
 

In Germania c'è un gatto che va ogni giorno all'università per aiutare gli studenti: si chiama Sammy

Post n°1095 pubblicato il 08 Giugno 2016 da Ciottolinadgl2

Quando la sessione d'esami si avvicina e lo stress diventa più intenso, non esiste studente che non vorrebbe trovarsi accanto qualcuno disposto a fargli scaricare la frustrazione in qualche modo. In questo, gli studenti l'Università di Augsburg in Baviera, Germania, sono davvero fortunati: possono fare affidamento su Sammy. Egli non è altro che il gatto del campus, ma non è stato "assunto" per svolgere questo ruolo: lo svolge con immenso piacere da quando aveva un anno. Sammy è il gatto di un uomo che abita poco lontano dal campus, e almeno una volta al giorno va a passeggiare tra la biblioteca e il giardino, accoccolandosi sulle gambe degli studenti  o sul prato, al sole, pronto a ricevere carezze e grattini. 


 

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Ma che dolce questo gattino, lo sempre sostenuto pure io che i gatti sono animali speciali parola di gattofila. , Ciotty

 
 
 

Donna torinese ha inventato le innovative scarpe componibili ma ha detto:"Non chiamatemi stilista, non ho mai studiato".

Post n°1094 pubblicato il 06 Maggio 2016 da Ciottolinadgl2
 

Non ho studiato né fashion design né disegno industriale, quindi stilista in quel senso non mi ci sento. Mi piace il titolo di inventrice, ma ci abbinerei il fatto di avere una forte passione. Creativa può riassumere al meglio tutte le sfaccettature della mia professione". Parola di Alexandra Alberta Chiolo, 28enne di Torino che dopo un percorso di studi in Scienze della Comunicazione e forte di una grande passione per la moda, ha brevettato le Albertine, delle scarpe componibili che rispondono al desiderio di versatilità di ogni donna, come racconta lei stessa all'Adnkronos. Vendute 'a pezzi' le Albertine si possono comporre a seconda del proprio gusto e delle proprie esigenze: la tomaia di vitello è accompagnata da tacchi e plateau disponibili in diversi colori e altezze, che si agganciano e sganciano dalla tomaia dando vita ogni volta a una scarpa 'stacca-attacca' sempre diversa. "L'idea è nata nel novembre del 2011 – spiega Chiolo all'Adnkronos – le scarpe sono componibili, il che significa che tacchi e plateau si possono intercambiare. In fondo, è il gioco di ogni donna che ama comporre abbigliamenti sempre diversi. Chi non ha mai sognato di avere la scarpa comoda su cui camminare tutto il giorno e poi cambiare, con un semplice gesto, senza portarsi tutto il guardaroba dietro?" Da viaggiatrice incallita, Alexandra racconta di avere avuto l'intuizione proprio durante il suo girovagare per il mondo, notando che erano molte le ragazze della sua età a tenere un paio di scarpe di ricambio nella borsetta. Da lì a breve il sogno si è trasformato in realtà. "Il primo prototipo l'ho sviluppato grazie all'assistenza di un amico architetto - racconta la creativa - da lì si sono sviluppati gli studi necessari per garantire la sicurezza di una camminata stabile, grazie a diversicrash test ". Niente paura quindi di ritrovarsi con la scarpa 'staccata' nel bel mezzo di un appuntamento: "I crash test servono a valutare il punto di rottura del tacco e del plateau - spiega Alexandra - ed evitare i classici inconvenienti che si possono incontrare durante una camminata qualunque sul marciapiede o sui sampietrini". Il prodotto è inoltre coperto da brevetto internazionale: "Abbiamo sviluppato un meccanismo di aggancio e sgancio unico - chiosa la creativa - e adattato su una calzatura studiata da noi, quindi abbiamo ritenuto necessario brevettarlo". Oggi il modello di punta è rimasto quello di partenza, "il bestseller è la décolleté nera con i tacchi e il plateau oro-rosa", racconta Alexandra, ma le combinazioni sono infinte. Le scarpe, certificate 100% Made in Italy sono prodotte nella zona tra Marche ed Emilia. "Tutti i fornitori sono italiani e operano e lavorano in Italia - continua la creativa - Si tratta di scarpe completamente artigianali". Nella sua start-up, avviata con un impegno economico proveniente dalla sua famiglia e successivamente sostenuta da un fondo del lussemburgo che ha acquistato delle quote, oggi assieme a lei lavorano 4 persone. "E' passato un anno e mezzo dal lancio effettivo con l'avvio del nostro canale di e-commerce più altri multibrand - sottolinea la creativa - adesso stiamo sviluppando una rete di negozi multimarca, quindi anche la produzione è aumentata. Abbiamo partecipato alle fiere Tranoi di Parigi e al White di Milano, e piano piano stiamo sviluppando questa rete commerciale". Quanto al prezzo, essendo componibili, le Albertine hanno anche un 'prezzo componibile', come ama ripetere spesso Alexandra. "Si parte da una base che è la tomaia, che costa circa 180 euro. Oltre al vitello nero, oggi è disponibile in tweed, in pura seta, o in gommato quindi a seconda del materiale e della lavorazione cambia anche il prezzo. Poi ci sono tacchi e i plateau, da 39 euro per quelli semplici verniciati o laccati, fino a salire di prezzo con metal, glitter o le pietre applicate. Infine ci sono tacchi da 1000 euro, completamente torniti a mano ricavati da un unico pezzo". Oltre alle classiche Albertine, poi, a settembre verrà lanciata la variante 'Pop' con la tomaia lavorata semindustrialmente, stampata in pvc. "E' un prodotto più giocoso e accessibile che costerà 149 euro, inclusi tacchi e plateau, pur mantenendo le caratteristiche fondamentali delle Albertine - continua Alexandra - Il pvc è filtrato senza solfiti ed è anallergico". Il coronamento del sogno di Alexandra è arrivato ad aprile, quando le Albertine sono state scelte per la Triennale di Milano all'interno della rassegna 'W-Women in Italian Design'. "Una bella sorpresa - commenta la creativa - la richiesta è partita da loro e ci ha fatto molto piacere". La creatività di Alexandra sembra davvero inarrestabile, come il nuovo progetto in cantiere, del quale ha anticipato qualche dettaglio: "Verrà lanciato la prossima prossima estate - spiega - con modifiche sostanziali molto interessanti. Si tratta sempre del mondo delle calzature con parti intercambiabili, ma si tratterà di una nuova scarpa. Le Albertine continueranno ad esistere, questo sarà un progetto collaterale che andrà ad affiancare e ad aumentare la diversificazione dei prodotti".

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Un po' care ma essendo fatte artigianalmente è normale... cmnq davvero ingeniosa questa ragazza, brava complimenti. ,  Ciotty

 
 
 

I gemelli siamesi che non vogliono essere divisi: "Stiamo bene così"

Post n°1093 pubblicato il 28 Aprile 2016 da Ciottolinadgl2

Pin e Pan sono due gemelli siamesi di sette anni che vivono a Nakhon Sawan, 250 km a nord di Bangkok, in Thailandia. Sono uniti all'altezza della vita e condividono due gambe, e anche se i medici hanno dato l'ok per separarli, i due fratellini, un maschio e una femmina, non ne vogliono proprio sapere. I piccoli vivono insieme ai nonni e col tempo hanno imparato a condurre una vita quasi del tutto normale. Uno controlla la gamba destra, l'altra quella sinistra. Sanno aiutarsi a vicenda e in questo modo riescono anche a spostarsi e a vestirsi da soli. Nei loro sette anni di vita, Pin e Pan, come riporta il Sun, hanno imparato a camminare e a percorrere anche alcune rampe di scale, mentre per spostarsi utilizzano un triciclo. Nella scuola per disabili che frequentano, invece, sono i loro insegnanti a consentire loro gli spostamenti su una sedia a rotelle. L'operazione per dividere i due gemelli è possibile e non comporta rischi per la loro salute, ma né i piccoli, né i loro nonni, hanno intenzione di affrontarla. «Quando sono nati per me è stato uno choc, piansi moltissimo. Col tempo però ho imparato che è meglio che stiano insieme, sono bravissimi. Loro non vogliono essere divisi, e nemmeno noi», ha spiegato la nonna dei piccoli. Anche i loro insegnanti sono dello stesso parere: «I loro nonni sognano che possano diventare dei medici, noi speriamo possano proseguire gli studi perché sono bambini intelligenti e dal grande potenziale».

-*-

Molto coraggiosi sia loro sia la loro famiglia adesso sono piccoli e non possono decidere ma quando saranno più grandi magari vorranno essere divisi, quando saranno adolescenti e cominceranno a innamorarsi lei di un ragazzo e lui di una ragazza sarannoi primi a dire ai nonni in questo caso, perchè di genitori non se ne parla nell'articolo, vogliamo essere divisi. A me i gemelli siamesi hanno sempre colpito li trovo delle creature strane uno scherzo del destino. E tu che leggi cosa ne pensi? , Ciotty

 
 
 

Giorno dei gatti, simbologia e storia di questi felini che tanto amiamo dall'antichità a oggi

Post n°1092 pubblicato il 06 Aprile 2016 da Ciottolinadgl2

 Il 17 Febbraio è ormai ufficialmente riconosciuto come la festa nazionale del gatto, una festività introdotta, nel 1990, in seguito a un referendum proposto dalla giornalista e gattofila Claudia Angeletti, ai lettori della nota rivista "Tuttogatto".
In particolare fu chiesto ai lettori di indicare il giorno più consono da dedicare agli amici a quattro zampe e la proposta vincitrice risultò essere proprio il 17 febbraio. Perché?
Per tanti motivi:
1) Anzitutto febbraio è il mese del segno zodiacale dell’Acquario, ossia il segno degli spiriti liberi e anticonformisti, per eccellenza, esattamente come quello dei gatti che non amano sentirsi oppressi da leggi che non siano state create da loro stessi;
2) Il 17 perché questo numero richiama atmosfere arcane e anticonformisti, per eccellenza, esattamente come quello dei gatti che non amano sentirsi oppressi da leggi che non siano state create da loro stessi;
2) Il 17 perché questo numero richiama atmosfere arcane e superstiziose alle quali il gatto è legato da secoli, ma anche perché può essere interpretato come 1 vita per 7 volte. Come noto, la tradizione vuole che il gatto abbia il beneficio di ben 7 vite e nei paesi nordici il 17 è un numero porta fortuna perchè significa proprio avere la possibilità di vivere per sette volte;
3) Infine perché 17 in numeri romani si scrive XVII che anagrammato si trasforma in “VIXI”, ossia “sono vissuto” o “sono morto” e viene associato alla vita felina proprio perché con le sue sette vite il gatto può affermare di essere morto più volte ed aver esorcizzato la morte.
Fin dall’antichità i gatti sono stati oggetto di culto e venerazione: gli Egizi adoravano Bastet , dea della vita, della sessualità e fertilità, con corpo umano e testa di gatta ed erano talmente rispettosi di questi animali che in caso di morte naturale di uno di loro, gli abitanti della casa si radevano le sopracciglia in segno di lutto ed organizzavano un rito funebre. I Celti svolgevano cerimonie sacre ai piedi dei Menhir sulla cui cima c’era seduto un gatto maschio luminoso e solare che faceva da tramite tra il cielo e la terra o ancora nei culti pre-colombiani si tenevano spettacolari feste nel mese Pax associato al Felino Sacro.
Ma ancora oggi il gatto viene venerato e rispettato: in India ogni sei mesi si festeggia la dea Sasthi, simbolo dell’amore e della maternità, che cavalca un gatto bianco. In Giappone, nel tempio di Nikko il gatto dormiente riceve ancora offerte dai turisti e dai fedeli. I giapponesi sono particolarmente legati alla figura di questo animale tanto è che usano il simbolo di un gatto seduto e con la zampina alzata, il così detto Maneki Neko, per dare il benvenuto in una casa o anche come porta fortuna.
La statuetta del Maneki Neko esiste di diversi colori ed ognuno ha un diverso significato, ad esempio il nero è contro le malattie, il celeste per la sicurezza personale, il giallo per l’amore etc.
Concludo augurando a tutti i gatti buona festa e ricordando, in onore del mio bellissimo gatto che potete ammirare nella foto, un proverbio inglese che recita:
Nella casa dove vive un gatto nero non mancherà mai l'amore. (tratto dall'articolo di:radio.torvergata.it)

-*-

Io amo moltissimo i gatti ne ho due ora ne ho avuto uno che ho amato moltissimo era un persiano nero bellissimo è morto di vecchiaia nel 2012 a 16 anni, e poi ho fatto un test su facebook tempo fa che diceva che dea egizia sei ed è venuta proprio Basted. , Ciotty


 

 
 
 

Alice Sabatini Miss Italia 2015: "Ossessionata dai piedi degli uomini"

Post n°1091 pubblicato il 22 Marzo 2016 da Ciottolinadgl2
 

Alice Sabatini si racconta sulle pagine di Diva e Donna e ammette alcuni simpatici particolari che fanno parte della sua personalità. Miss Italia avrebbe una vera e propria ossessione per i piedi degli uomini: "L'uomo non deve avere un dito del piede più lungo dell'alluce - ammette Alice Sabatini a Diva e Donna svela la sua fissazione -. Ho una vera ossessione per i piedi - continua Miss Italia - Ho una repulsione per unghie nere e calli. Sarà che ho avuto due fidanzati calciatori e un mio ex aveva sempre l'alluce distrutto, senza unghia. Che schifo. Mi fa impressione essere toccata, anche sfiorata con piedi brutti. Una volta mi piaceva un ragazzo ma ho guardato in basso e mi è passata la poesia".

-*-

Come la capisco anche a me non piacciono i piedi in generale, neppure i miei e mi fa senso chi sta scalzo o si mette sandali o infradito soprattutto se ha i piedi brutti. , Ciotty

 
 
 

Cercasi mangiatori di cioccolata, l'appello dell'Università di Pisa: ecco come candidarsi

Post n°1090 pubblicato il 17 Marzo 2016 da Ciottolinadgl2

Assaggiare cioccolata, mangiandone un pezzettino ogni giorno, per aiutare la ricerca. E' la richiesta dell'Università di Pisa. Quello che potrebbe essere preso per un sogno goloso è un progetto dell'ateneo che ruota intorno alla Toscolata, la cioccolata prodotta in Toscana. Si cercano volontari che ne mangino 40 grammi al giorno, per due mesi, intervallati da 15 giorni di pausa.
La Toscolata, nei primi soggetti volontari, ha per ora avuto risultati clinici positivi. 

L'APPELLO Per l'ultima parte del progetto si cercano altri 15 volontari di età compresa tra 35-65 anni e essere portatori di almeno 3 fattori di rischio cardiovascolare compresi tra fumo, ipertensione, elevati livelli di colesterolo, sovrappeso o familiarità per malattie cardiovascolari. Ci si potrà sottoporre a un check up.  

PER CANDIDARSI Per candidarsi bisogna scrivere alla dottoressa Rossella Di Stefano, presso la cardio angiologia dell’Ospedale Cisanello (email: r.distefano@ao-pisa.toscana.it) oppure alla dottoressa Francesca Felice (email: francesca.felice77@hotmail.it) o alla dottoressa Ester Belardinelli (email: ester.belardinelli@gmail.com).

 

 -*-

 Buona idea nel vero senso dellaparola dato che è un cibo che piace a quasi tutti, e perchè non candidarsi provateci? , Ciotty

 

 

 
 
 

Facebook, sono arrivate le "reactions": da oggi il "mi piace" non è più solo

Post n°1089 pubblicato il 24 Febbraio 2016 da Ciottolinadgl2

Su Facebook arrivano i sentimenti. Dopo una fase di analisi e test durata oltre un anno, il social network di Mark Zuckerberg lancia oggi ufficialmente una serie di tasti che affiancano il 'Mi piace', il pollice all'insù che ha contraddistinto la piattaforma nel corso degli anni. Si tratta delle Reactions, le reazioni con cui commentare i post degli amici. Accanto al 'like' tutti gli utenti, anche italiani, nel giro di un paio di giorni, avranno a disposizione altri cinque disegnini: Love, Haha, Wow, Sigh o Grr. Le nuove emoji compaiono se si tiene premuto il tasto 'Mi piace' da dispositivi mobili o ci si passa sopra con il cursore da computer, e sono animate. Il cuore di Love, ad esempio, pulsa. "Le persone accedono a Facebook per condividere ogni genere di storia - che sia felice o triste, divertente o provocatoria. Abbiamo notato che sarebbero contenti di avere nuovi modi per esprimere i propri sentimenti", spiega Sammi Krug, product manager delle Reactions di Facebook, commentando quello che definisce "un grande cambiamento" per il social. Gli utenti potranno quindi mettere un Sigh al post di un amico che ha subito una perdita, o un Grr all'amico che ha patito un'ingiustizia. Ma non avranno a disposizione un pollice verso, il tasto 'Non mi piace', ipotesi da tempo scartata da Facebook per evitare di seminare negatività nel social. Manca anche la faccina 'Yay', Evviva, sperimentata dalla compagnia ma scartata perché, dice Sammi Krug, "non era interamente compresa o usata a livello globale".

-*-

Io volevo pure il non mi piace perchè a volte le cose che mettono alcuni miei amici non mi piacciono per niente, mi riferisco ad esempio quelli che usano facebook per raccontare a tutti gli amici la propria vita anche se stanno male, scrivono che sono all'ospedale, o se sono donne che sono incinte e sono a fare le visite quando partoriscono mettono in primo piano le foto dei loro figli (qui ci vorrebbe la copertura degli occhi e bocca da parte dei gestori di facebook, come fanno nei giornali per tutelare privacy minori), per farsi mettere mi piace o che bello o poverino sei malato... ecco io vorrei per queste cose il non mi piace perchè Zuckerberg non lo ha messo? , Ciotty

 
 
 

"Vissero per sempre felici e contenti", svelata la formula per l'eterno amore

Post n°1088 pubblicato il 16 Febbraio 2016 da Ciottolinadgl2

Qual è il segreto per essere "per sempre felici e contenti"? Avere qualcosa in comune. A dirlo è l'esperta di relazioni amorose Esther Perel, che ha lavorato con centinaia di uomini e donne in tutto il mondo. Perel, come si legge sul sito di news 'Business Insider UK', riferisce di aver osservato durante i suoi innumerevoli incontri con diversi tipi di coppie alcuni elementi chiave che le relazioni felici hanno in comune: 

1 - Restare curiosi l'uno dell'altro. "Le persone in coppia che sono davvero affiatate continuano ad essere curiose l'una dell'altra. Non pretendono di conoscere ormai il partner, né ritengono di sapere che cosa dirà prima ancora che apra la bocca". 

2 - Essere felici per il proprio partner. "Sono realmente in grado di gioire della felicità dell'altro, anche se non ha nulla a che fare con loro. Sono felice per te, per quello che sta succedendo a te. Questo è un atteggiamento generoso, carino e davvero è ciò che fa venire voglia di tornare a casa". 

3 - Mantenere una propria vita personale . "Rispettano molto l'individualità l'uno dell'altra. Hanno spazio per il proprio mondo interiore fatto di pensieri, obiettivi, hobby, passioni o amicizie. A differenza delle coppie che sono sempre reciprocamente 'affamate' e cercano di nutrirsi a vicenda".

"Questi tre elementi - la libertà, la felicità per l'altro e la stima - sono essenziali nelle relazioni felici", conclude Perel.

-*-

Sarà vero voi ci credete? Io si ci credo dai. , Ciotty

 
 
 

Hijarbie, la Barbie musulmana col velo diventa una star su Instagram

Post n°1087 pubblicato il 04 Febbraio 2016 da Ciottolinadgl2
 

La Barbie col velo che veste i panni di una giovane musulmana. Si chiama 'Hijarbie' e vive su Instagram dove ormai è una star. Nata dall'idea della giovane studentessa nigeriana Hannefah Adam, la bambola ha già milioni di followers. Il prossimo passo - così scrive il Mirror - è quello di proporre l'Hijarbie alla Mattel. La bambola ideata dalla giovane mescola tradizione e modernità. Hannefah si è ispirata al proprio guardaroba: lunghe gonne a pois e colorate sciarpe che rendono il look di Hijarbie semplice e originale. Sulla scia delle ultime novità introdotte dalla Mattel, come la Barbie curvy, la ragazza nigeriana spera di dare un volto anche alla sua creazione, che per ora rimane solo virtuale. Un faro per l'integrazione culturale delle tante ragazze musulmane che vivono un Occidente lontano dalle loro tradizioni.

-*-

Bella idea così i Mussulmani integralisti potranno dormire sonni tranqulli dato che le loro bambine non giocano fin da piccole con bambole nude e poco vestite. Ora la Mattel deve approvare l'idea e la ragazza non farsi rubare il brevetto ma registrarlo. , Ciotty

 
 
 
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QUESTO E' IL MIO ANGELO CUSTODE STRA BELLO

SI CHIAMA UMABEL CHE VUOL DIRE DIO IMMENSO HA LA CAPACITA' DI SUSCITARE E MANTENERE L'AMICIZIA. APPRENDIMENTO RAPIDO E GRANDE INTELLIGENZA. INTERESSE VERSO L'ASTROLOGIA E LE SCIENZE NATURALI. FACILITA' DI PAROLA. ASPETTO GRADEVOLE. DI MESTIERE FA IL VIGILE DEL FUOCO, MI PROTEGGE DA TUTTE LE PERSONE CATTIVE E PROTEGGE IL MIO BLOG. LO SO E' DAVVERO BELLO UN VERO FIGO!!!!

 

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MESSAGGIO PER R.

Tu sei invidiosa di me e sai cos'è un invidioso? No? Te lo dico subito: L'INVIDIOSO E' UN DEFICIENTE CHE NON RIESCE A RASSEGNARSI. E tu mi odi (io non ti odio anche se mi hai fatto del "male" e continui a farmelo)perchè sai cosa scriveva Hermann Hesse: SE ODIAMO UNA PERSONA E' XCHE' E' UGUALE A NOI.

La calma è la virtù dei forti e se aspetti con pazienza sulla riva del fiume, vedrai presto passare galleggiando, il corpo del tuo nemico!

 

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