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Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
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Pillole di Orlandino Ardinghelli. Prossimamente su ZDF.

Post n°173 pubblicato il 10 Febbraio 2012 da je_est_un_autre
Foto di je_est_un_autre

Je_est-Orlandino indossa una camicia da notte lunga fino ai piedi e una cuffietta color bianco sporco. Come se fossimo ancora nel Medioevo, nella stanza da letto arredata come nel Duecento fa un freddo cane e quei pochi indumenti leggeri non bastano certo a scaldarlo.
Je_est-Orlandino guarda nell'obiettivo della macchina fotografica e ha quella faccia un po' così.

Ci sono dei canali televisivi, in Germania, che mandano solo documentari. Documentari storici, intendo. Quale location migliore dove ambientare una docufiction storica sul Duecento se non la bellissima San Gimignano, dunque?
E se è vero che il Medioevo italiano alla tedesca si concede più di una licenza (sui costumi, tanto per dire), va dato atto che sul set sono tutti tranquilli ed efficienti come una produzione italiana non riuscirà MAI ad essere (es.: AHO', SPOSTAME STO COSO CHE DEVO PIAZZA' AAA LUCE!)

Je_est-Orlandino ha conosciuto la (in ambiente documentaristico) moglie Costanza il giorno prima in stazione a Bologna. Da quel momento lei non ha smesso di parlare: pause per la respirazione non pervenute.
La sera al ristorante con la troupe lui opta per un piatto di pici all'aglione, mossa strategica che dovrebbe servire a tenere la moglie a debita distanza almeno qualche poco, il giorno dopo. La mossa si rivelerà del tutto inefficace.

Il primo giorno si gira la seguente scena: Orlandino e la moglie devono scendere dal letto e correre a guardare dalla finestra per scoprire che la famiglia rivale sta costruendo una torre più alta della loro. La sceneggiatura (è un documentario, c'è la voce fuori campo) non prevede più di due battute di Orlandino: "Maledetti! Maledetti!" e nient'altro.
Al primo ciak, prima che lui possa aprire bocca, la moglie si avventura in un monologo improvvisato. La regista la riporta alla ragione.
Costanza riuscirà ugualmente a dire più parole di Orlandino, che diligentemente si limita al suo "Maledetti! Maledetti!".
Visto l'andazzo la recitazione non è propriamente cinematografica, nondimeno la regista è entusiasta. Probabilmente perchè è straniera.

Si passa agli esterni. Je_est-Orlandino è costretto da sceneggiatura a reggere lo strascico al vestito della moglie. Lo strascico è lungo dieci metri e non pesa uno scherzo. Pure, durante un ciak di prova la moglie ha da ridire sul modo in cui lo strascico viene retto e portato. Volano scintille, c'è aria di divorzio.
Per fortuna la regista, che è donna sensibile nonchè considerevolmente alta e bionda, accorre per sedare gli animi. Commossa per la temperatura polare si prodiga anche in abbracci calorosi agli attori, con grande gaudio di Orlandino.

Il secondo giorno si gira in Piazza Duomo e nelle vie del centro storico: la circolazione viene bloccata con metodi direi improvvisati, se si considera la produzione tedesca. Come sempre non viene meno la calma, nemmeno quando un automobilista pretende di passare con la macchina a meno di un metro da telecamera e troupe, urlando dal finestrino abbassato: "DI 'STO FILM M'IMPORTA SEGA!".

Al tardo pomeriggio vengono girate le scene conclusive (Orlandino e consorte agguerritissimi si recano dai rivali) con la fretta che si può immaginare per catturare gli ultimi raggi di un solicello pallidissimo ma tenace. La regista (donna meravigliosa e lungimirante) decide di utilizzare quei pochi minuti di luce giusta per un primo piano di Orlandino alquanto arrabbiato, ripreso con la macchina a mano.
Quando tocca a Costanza, il sole è definitivamente tramontato.
Così come un matrimonio durato lo spazio di tre ciak.

(continua, spero, su ZDF)

 

 

 
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