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Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
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La terra trema

Post n°183 pubblicato il 24 Maggio 2012 da je_est_un_autre

Prima di tutto, si diventa enormemente ripetitivi.
Parli e senti parlare solo di questo, leggi e vuoi leggere solo di questo, se ti viene da scrivere qualcosa ecco qui un post pieno di roba che avete già letto altrove ma oggi mi dispiace, oggi tocca a me.

Mai come domenica pomeriggio ti eri reso conto di quanto sia importante la condivisione dell'esperienza. E' una comunità che è uscita dalle case desiderosa di dire, e anche se le facce dicevano di pallori guardinghi (facce conosciute e amiche, ma mai viste così) il bisogno di comunicare era irrefrenabile, e anche se le storie si assomigliavano tutte, tutte comunque dovevano essere raccontate, perchè ognuna a suo modo unica.
Adesso, a distanza di qualche giorno, si vive la paradossale situazione della continua attesa di qualcosa che speri non avvenga. Si è attenti, ogni rumore inganna, il temporale di due pomeriggi fa era addirittura beffardo con quei tuoni che era così facile scambiare per quel rombo sinistro e ormai familiare. Così si impara a vivere, governando una lotta tra inquietudine e sollievo a maggior vantaggio del secondo perchè alla fine, nella direttrice che da qui porta a Ferrara siamo pur sempre l'ultimo paese dove la gente può ancora dormire dentro le case, queste case in piedi e senza danni. Perchè non posso fare a meno di pensare che già a Crevalcore un piccolo plotone di sfollati ha abbandonato la propria abitazione, e un mucchio di persone dorme nelle macchine.
Ieri sera un'altra scossa.
Di solito a casa mia a quel punto avviene un piccolo summit:
che facciamo? non so. teniamo aperto il cancellino davanti alla porta  così se si deve uscire è più facile? va bene. le macchine? la mia l'ho messa dentro. io sulla strada, se ne sento un'altra dormo fuori. d'accordo. i ragazzi? sono tranquilli. allora notte. notte.
E via così.

La mia terra non ha uno skyline eccezionale.
Non ti riempie di emozione, meraviglia o sgomento. E' un orizzonte semplice fatto di pioppi e paesini immersi nell'umidità e nella foschia, di case di campagna e silos, di porcilaie e stalle, ogni tanto c'è un capannone squadrato. Niente di eccezionale come detto, ma dovreste vederla questa terra quando il verde risplende e l'aria si scalda e impazzano i profumi forti di fine primavera. Non è niente di eccezionale ma mi basta stare lontano per un po' e mi manca irrimediabilmente. Perchè è la mia.
Sarà il caso di resistere, Emilia.

 
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