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        <title>L'atrabilioso</title>
        <description>Date la colpa alla mia insonnia</description>
        <link>http://blog.libero.it/Cipigli/</link>
        <lastBuildDate>Wed, 15 May 2013 17:13:15 +0200</lastBuildDate>
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        <category>Di Tutto un pó</category>
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            <title>Prologo</title>
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            <description>&lt;p class=&quot;MsoNormal&quot;&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;LORENZO &lt;em&gt;(solo, parla al pubblico, molto velocemente e in crescendo)&lt;/em&gt;: Crema al Whisky, Vodka alla menta in gran quantit&amp;agrave;, Grand Marnier, tutta una serie di liquori dolci che ciascuno ricorda per essercisi sbronzato paurosamente almeno una volta nella vita e quindi definitivamente accantonati, il Cointreau su tutti. Martini bianco per intere stagioni. A volte con ghiaccio, a volte senza. Poi il nocino. Molto nocino. Prima in quella bottiglia a guscio di gusto anni &amp;lsquo;70. Poi eccolo che si cambia d&amp;rsquo;abito e si trasforma in una bottiglia pi&amp;ugrave; elegante da bere fredda, una novit&amp;agrave; dei tardi anni Novanta che soppianta senza appello il nocino a temperatura ambiente. Si sa come funziona con queste cose: arriva sempre un giorno in cui uno si chiede come abbia potuto vivere fino a un certo momento con usi cos&amp;igrave; barbari. Eppure era assolutamente normale in quel mondo&amp;nbsp; primordiale bere Nocino caldo a Ferragosto. Poi arriva la stagione delle birre che la prima volta, l&amp;rsquo;autentico irripetibile shock, l&amp;rsquo;epifania, la scoperta dell'America era avvenuta a Cervia, in vacanza molti anni prima, che dopo un paio di piccole alla spina anche quel campeggio polveroso era diventato pi&amp;ugrave; verde il cielo pi&amp;ugrave; azzurro e gli amici pi&amp;ugrave; simpatici e tu pi&amp;ugrave; di tutti messi insieme almeno cos&amp;igrave; ti sembrava. Ed ecco l&amp;rsquo;era geologica della Beck&amp;rsquo;s adesso assolutamente inavvicinabile, con quel suo orribile retrogusto tostato. Ed &amp;egrave; l&amp;igrave; che quei furbastri dei danesi - per secoli rozzi guerrieri gutturali - diventano mostri del design e soprattutto sublimi birrai e quindi s&amp;rsquo;inventano la Ceres modificandone pian piano il gusto fino a farlo diventare insostituibile se non fosse per il prezzo ma &amp;egrave; un capitolo tragico e preferirei non parlarne proprio. Il tutto finisce con una enorme piscina di Velduzzo di provenienza ignota, probabilmente il frutto di floridi vigneti delle verdi vallate della provincia di Qingtian a bagnare copiosamente i bicchieri sui marmorei banconi di Chinatown, qui in questo buco di paese tra gli Appennini e il Po!&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Wed, 15 May 2013 17:09:18 +0200</pubDate>
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            <title>Ben venga maggio?</title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;Una volta, quando qui erano tutti comunisti, uno lo poteva anche capire che Dio ce l'avesse un po' su con noi, ma adesso?&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Una tromba d'aria vista da vicino &amp;egrave; un fenomeno affascinante e anche sorprendente. Io pensavo che girasse su se stessa, un po' come si vede nei fumetti; invece l'aria sale e scende, grigia e sfilacciata, anarchica&amp;nbsp; e un po' sporca. Ero in macchina e la vedevo, doveva trovarsi dalle parti di Castelfranco. Pensavo: meno male, gira al largo. &lt;br /&gt;E' stato l&amp;igrave; che &amp;egrave; cominciato a grandinare, senza traccia di pioggia.&lt;br /&gt;Chicchi grossi come palle da tennis, certi botti da mettere paura: ero sicuro che avrei&amp;nbsp; trovato la macchina completamente bucherellata. Quando sono sceso dall'auto per ispezionare i danni mi sono parzialmente risollevato: pochi occhielli sul tetto e un paio sul cofano, nemmeno troppo visibili. Deve essere per via del color Grigio Intellettuale della mia Punto, che confonde un po'. Mi avessero consegnato la Punto color Grigio Pessimo Umore (la mia prima scelta, ma non era disponibile) forse le ammaccature si sarebbero viste di pi&amp;ugrave;. Come si vede, non tutti i mali vengono per nuocere.&lt;br /&gt;Comunque, tornando al nostro tornado, noi si pensava che fosse roba che solo nel Texas, almeno di queste dimensioni, e invece eccoci qui, tra la Via Emilia e il West.&lt;br /&gt;E' stato quando alle sette del mattino dopo mi sono svegliato con una bella scossettina di terremoto, che ho fatto quei miei ragionamenti su Dio.&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; un mio amico che &amp;egrave; di qui ma vive a Roma, fa lo sceneggiatore. Gli ho detto: magari &amp;egrave; ora di scriverci su una storia, che ne dici? E lui: s&amp;egrave;! Lo sai che mi risponde il produttore? &quot;Andrea, 'na tromba d'aria e un terremoto a dodici ore de distanza? Edd&amp;agrave;i, nun ce se crede!&quot;.&lt;br /&gt;Eggi&amp;agrave;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Mon, 06 May 2013 11:34:56 +0200</pubDate>
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            <title>Le cannibale</title>
            <link>http://blog.libero.it/Cipigli/12065079.html</link>
            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Che i partecipanti ai corsi di teatro siano soprattutto donne, &amp;egrave; cosa arcinota. La ragione sostanzialmente &amp;egrave; questa: gli uomini si vergognano, le donne (giustamente) se ne sbattono e si buttano. Molti uomini preferirebbero sprofondare nelle viscere della terra piuttosto che affrontare un'improvvisazione dal titolo &quot;Sono un geranio che fiorisce&quot;. Le donne appunto, se ne fregano, si mettono l&amp;igrave; e fioriscono. Poi magari qualcuna fiorisce un po' storta, ma intanto s'&amp;egrave; messa in gioco.&lt;br /&gt;Insomma i corsi son quasi sempre a maggioranza femminile. Quest'anno poi ho toccato il record: quindici donne e zero uomini. Che &amp;egrave; anche un bel vivere, naturalmente, ma provate voi a cercare testi teatrali che contengano quindici personaggi femminili e basta. Naturalmente ci si deve adattare, e le allieve non si stupiscono pi&amp;ugrave; di dover interpretare ruoli maschili. Il risultato &amp;egrave; che negli anni mi &amp;egrave; capitato di vedere Amleti donna, Prosperi donna, e donne sono state addirittura anche certi Romei e certi Don Giovanni.&lt;br /&gt;Ebbene questa volta, per non sbagliare, ho scelto una commedia (insisto a chiamarla &quot;commedia&quot; anche se qualcuno storcerebbe il naso) di soli personaggi maschili. Che mi &amp;egrave; sembrato il modo migliore per aggirare il problema, almeno in parte. Certo, quando ho annunciato il tema del saggio finale, qualcuna ha alzato un sopracciglio, qualcun'altra aveva l'aria perplessa, ma di fronte a certi innamoramenti letterari, mie care, non si pu&amp;ograve; transigere.&lt;br /&gt;Un librino, &quot;I cannibali&quot; di George Tabori, capitato nelle mie mani quasi per caso e che fin dalle prime pagine si &amp;egrave; dimostrato di una forza devastante, inedita, rivelatrice. Lo spunto &amp;egrave; presto detto: il padre dello stesso Tabori mor&amp;igrave; ad Auschwitz nel dicembre del '44 per essersi rifiutato di mangiare il cadavere di un compagno. Un episodio realmente accaduto, disumano, indicibile. E dove sta il genio di Tabori? Sta nell'immaginare un gruppo di discendenti di vittime del Lager che, con la supervisione di due sopravvissuti anziani, tenta di immedesimarsi nei genitori per rivivere quelle ultime drammatiche ore. E se l'argomento sembra lugubre e inaffrontabile, anche l&amp;igrave; &amp;egrave; sempre Tabori che ci viene in aiuto con una scrittura potente e nervosa, piena di macabro umorismo yiddish, con scene che sembrano prese a prestito, chess&amp;ograve;, dal circo, o da qualche folle cabaret. Insomma si tratta di una riflessione necessaria, delicata, profonda: &amp;egrave; possibile per questi discendenti-attori dare corpo e voce ai genitori, per capire e superare una tragedia definitiva come quella di mangiare un compagno per non morire di fame? Gli attori entrano ed escono dai ruoli in un vertiginoso cambio di prospettive, parlano al pubblico, lo provocano continuamente, si esaltano e si avviliscono per l'impossibile impresa di &quot;mangiare e risputare&quot; il passato che non passa.&lt;br /&gt;Queste allieve ci provano. Qualcuna con entusiasmo, qualcuna frenata dall'oggettivo schifo e dal pudore, ma le cose stanno venendo fuori.&lt;br /&gt;E se quel pazzo di Tabori fa cantare ai suoi detenuti-attori la canzone &quot;S&amp;igrave;, non abbiamo banane&quot;, le mie allieve sibilano a fil di dente, guardandosi minacciose, una specie di cover concepita per l'occasione: &quot;Datemi un coltello...&quot;.&lt;br /&gt;Magari dopo questa non&amp;nbsp; mi faranno pi&amp;ugrave; fare laboratori l&amp;igrave; dentro, ma intanto potrebbe anche uscirne un saggetto interessante.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Sun, 28 Apr 2013 11:27:05 +0200</pubDate>
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            <title>Residuati</title>
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            <description>&lt;IMG width=&quot;120&quot; height=&quot;90&quot; SRC=&quot;http://blog.libero.it/Cipigli/getmedia.php?4or%60zo%2Cgm%7DKg%60w_gh%7D5%7C%60%3F%2565748a30%3E%2512a1k%25laemz%27licmaxiC%3A%2532%27z%05kgonmghom%05jP&quot; border=&quot;1&quot; align=&quot;left&quot;&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Dopo che si &amp;egrave; stati traditi in questo modo, non c'&amp;egrave; altra maniera di ricompattarsi se non attorno alle figure nobili del nostro album di famiglia. Ora, prima che quei muri implodano non lasciando pi&amp;ugrave; nessuna traccia di una storia che non ha avuto nemmeno un minuto di gloria, io e Acume ci stringiamo nel ricordo e nell'esempio dello zio Enrico e del nonno Karl. Che di guardare avanti non siamo pi&amp;ugrave; capaci.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;(Ma, oh, che facce ieri sera in questa sede alla periferia dell'impero! - l'unico paese d'Italia con una giunta tutta femminile, possiamo menarne giusto vanto - facce incredule e tristi e disorientate e arrabbiate. Gettate un occhio qua dentro, e vedrete che furto avete fatto).&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 23 Apr 2013 10:14:04 +0200</pubDate>
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            <title>Immaginazione</title>
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            <description>&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;&lt;em&gt;Un venerabile vecchio dalla lunga barba bianca, solo, in una radura spazzata dal vento. Come sedile un semplice masso di pietra. &lt;br /&gt;Austero nella sua povera tunica, scruta l'orizzonte, cogitabondo. &lt;br /&gt;Pensa con calma alle cose, lontano dai rumori del mondo, e quello stesso mondo lo capisce meglio degli altri.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;span class=&quot;ske03&quot;&gt;Avr&amp;ograve; anche un'immaginazione fumettistica, ma questa &amp;egrave; la mia idea di &quot;saggio&quot;. &lt;br /&gt;Nel senso di uomo saggio. &lt;br /&gt;Poi leggo la lista dei dieci saggi scelti da Napolitano per risollevare le sorti del Paese, e ci trovo Quagliariello. Gaetano Quagliariello. &lt;br /&gt;E l'impressione &amp;egrave; quella di non aver capito nulla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Troppi fumetti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;</description>
            <pubDate>Tue, 02 Apr 2013 00:45:44 +0200</pubDate>
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