Creato da: je_est_un_autre il 04/11/2008
Date la colpa alla mia insonnia

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Ti faccio un nastro/3

Post n°302 pubblicato il 04 Giugno 2017 da je_est_un_autre

Deve essere un segno distintivo di ogni generazione, rivendicare con forza la superiorità della musica che si è ascoltata, e ci vuole una bella faccia tosta per mettersi a combattere con chi sullo stendardo esibisce, chessò, i Rolling Stones o i Led Zeppelin. Ma d'altra parte è così, è una guerra in cui gli altri hanno sempre torto.
E infatti noi abbiamo ragione.
Noi che abbiamo ascoltato i Joy Division e i Tuxedomoon, gli Wire e i Bauhaus, i Cure e i Jam lo possiamo dire: abbiamo ascoltato la musica migliore del mondo. E io credo che quegli anni siano stati irripetibili anche perchè nell'ingenuità e in una certa esaltazione dell'adolescenza e della prima giovinezza pensavamo davvero che quella musica distorta e dolorosa, epica e corrosiva segnasse perfettamente il tuo tempo che era davvero il tuo, fino in fondo, e forse potevi arrivare a pensare che - anche se erano ormai perdute le illusioni rivoluzionarie delle generazioni precedenti - ecco, potevi arrivare a pensare che quelle note avrebbero potuto cambiare la vita, perchè sicuramente stavano cambiando la tua, di vita.
E' solo un momento, si sa. Poi succede che si cambia: d'un tratto cambiano le priorità, le necessità quotidiane ti portano altrove, e si sa che a trent'anni il rock comincia un po' a rompere le palle e così tutto si ridimensiona. Succede così, come quando si invecchia. C'è un  mattino che ti alzi e ti scopri un capello bianco, una ruga. Sei diverso.
Però se ci pensi, a quegli anni là, a certi movimentati ritorni da locali di Cà di Sola o di Nonantola, ad alcuni concerti da pelle d'oca, se pensi a quegli anni che sanno di Martini bianco e di birra e di locali impregnati di fumo, se pensi alla prima volta in cui ascoltasti Pornography dei Cure, ecco, se ripensi a tutto questo, capisci che ne valeva la pena, e forse ti senti anche un po' un privilegiato.

Ed è vero che una cosa che riempiva con tanta forza le tue giornate un bel giorno si sgonfiò, persa fra mille altre cose e passioni e urgenze e cambiamenti, ma è stato bello rituffarmi col pensiero a quei giorni, vissuti con un'intensità forse mai più toccata dopo di allora, ed è il privilegio e il rischio della gioventù.
Ecco, adesso ormai ci siamo, speriamo vada bene.
Vi farò sapere.
Magari vi faccio un nastro.

 
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