Creato da cloudonmyhead il 27/07/2009
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Messaggi del 03/05/2012

WILE COYOTE

Post n°151 pubblicato il 03 Maggio 2012 da cloudonmyhead

 

Se oggi dovessi fare un bilancio della mia vita, mi scoprirei molto più donna e meno ragazza di un tempo. Più cinica e meno incline al perdono.

Di buono c'è che mi prendo meno sul serio, sorrido e rido di più, fottendomene delle rughe che così solcheranno il mio viso.

Certo non entro più nei miei pantaloni bianchi taglia 42 (e sospetto che non ci entrerò nemmeno dopo aver sfornato l'erede), non sopporto i tacchi alti e le lenti a contatto per 12 ore di fila e non prendo un aereo ogni tre giorni. Ma in compenso non sono costretta a sorridere a merde travestite da uomini di potere, non devo sentirmi chiamare velina e percepire i loro occhi sul culo mentre passo da una stanza all'altra.

Guadagno meno, me la godo di più. Vedo i miei genitori quasi tutti i giorni, seguo l'incedere dei loro anni guardando le loro schiene ingobbirsi impercettibilmente ancora un po’. Dedico più tempo agli amici, bevo molto meno e non piango più se sono brilla.

Amo la mia casa, che finalmente sento casa. Ho imparato a cucinare senza per forza dover scongelare un piatto già pronto. Esco dall'ufficio quando ancora c'è luce fuori e mi resta tempo per fare la spesa, qualche pulizia o anche solo per spiaggiarmi sul divano a limarmi le unghie.

Abbraccio mio marito con amore e non più solo con affetto, la sua spalla sotto la mia testa è casa e rifugio e profumo di pelle sbarbata e tabacco. 

Non mi importa di fare carriera, mi interessa di più costruire rapporti che durino nel tempo, che vadano oltre una stretta di mano ed un caffè al tavolo di una sala riunioni. Rapporti fatti di panchine al sole, dehors estivi nel centro città, telefonate chilometriche, sguardi che parlano, mani che toccano cuori duri e feriti.

Lecco ancora le mie ferite e sto più attenta a non procurarmene altre, ché esiste un tempo per l’autolesionismo e non è questo il mio.

Faccio voli pindarici che mi sbattono a terra. Ma mi rialzo dopo ogni caduta, butto le spalle indietro, raddrizzo la schiena, mi asciugo le lacrime e ricomincio il cammino. Questo non è cambiato: sono ancora come Wile Coyote.

 

 
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