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Perchè Yaris?

                                Vi immagineRicordate come la Toyota, definì la Yaris alla sua immissione sul mercato? Il piccolo genio

Ora vi chiederete che centra tutto questo con te?
Si dia il caso che feci la mia prima entrata in chat, proprio il giorno che arrivò la mia macchina..una yaris nera...

Si dia il caso che, nella famosa fiaba di Aladino, la lampada, nel cui interno è racchiusa una potenza senza limiti, il Genio...appunto...è custodita nella caverna delle meraviglie...
Decisi che Yaris sarebbe stato il simbolo del mio viaggio nella rete, senza lontanamente presupporre, quanto realmente, questo viaggio mi avrebbe permesso proprio l'entrata nella caverna...

Ora , sempre la pubblicità recita: " il piccolo genio " è diventato adulto...ed io mi son detta: " perchè non trasmettere anche la mia adultità, integrando ciò che io sono e ciò che Yaris rappresenta?"
...fantasia e realtà si sono mescolate...
...ne è uscito il Blog...immagineimmagineimmagineimmagineimmagine
...a voi i commenti...

 

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assegnato da  maggiemr

motivazione: a Rossella per la sua disponibilità e  il suo impegno

assegnato da   sergiorgios a   YARIS167

Per il suo blog intrinseco di realtà e fantasia… altamente professionale per la sua attività e impegno come counselling.

 

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« Stress da malattiaCostruire la felicità »

La Malattia come risorsa

Post n°655 pubblicato il 15 Novembre 2009 da Yaris167
 

 I miei lettori più fedeli avranno sicuramente notato che nei miei post c'è spesso il  riferimento a situazioni contingenti il mio vissuto.
Non potrebbe essere diversamente. Come persona e  come counsellor,  utilizzare gli strumenti che ho a disposizione è una necessità e fa parte della cura di me... 

 Anche in questo caso non farò eccezione. Il post che sto per pubblicare riguarda proprio " la Cura di sè" e, intitolare il post "La Malattia come risorsa", potrà sembrare un tantino azzardato, visto che non cè malattia senza paura, senza sofferenza e senza dolore e soprattutto senza l'attesa di una guarigione ma...

Aspettare senza sapere l'esito di una malattia, ha rappresentato il " Life motive" della mia vita. Chi conosce il mio vissuto sa a cosa mi riferisco...
Purtroppo "la malattia", qualunque sia la forma patologica con cui si presenta, non da certezze se non a guarigione avvenuta quando il risultato e gli esiti, supporteranno  o meno le statistiche mediche  sul caso...

Ed è proprio quel tempo inefinibile di attesa che può divenire risorsa, per il malato e per chi gli sta intorno;  inutile negare che l’attesa fa costruire  enormi impalcature di significato e  farle crollare subito: a poco serve " la distrazione" seppur necessaria..
Cosa c’è di peggio dell’attesa?  Il tempo sembra arrestarsi e allo stesso tempo correre veloce: perde ogni dimensione... la mente rumina un  saliscendi di emozioni e pensieri...

In questo contesto si inseriscono, per me, le parole di Duccio Demetrio*:

 La vera cura di sé,
il vero prendersi in carico
facendo la pace con le proprie memorie
inizia probabilmente quando non più il passato
bensì il presente,
che scorre giorno dopo giorno
aggiungendo altre esperienze
- certo sempre meno sorprendenti
di quelli degli anni finiti
della giovinezza e della prima età adulta -,
entra in scena.
E diventa luogo fertile
per inventar o svelare
altri modi di sentire,
osservare,
scrutare e registrare
il mondo dentro e fuori di noi

Così ho vissuto la malattia dei miei cari, così vivo la mia: evento  traumatico e destabilizzante, può rivelarsi evento miracoloso proprio perchè dà la possibilità di attivare tutte le nostre risorse, anche affilando le armi per combatterla, ma soprattutto lasciando emergere  "la capacità di capire quale è la linea spartiacque che fa la differenza, fra il lasciarsi vivere ed il vivere lasciandosi andare... prendendosi Cura di sè" 

Duccio Demetrio. Raccontarsi. L'autobiografia come cura di sé

 

 

 
 
 
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