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Perchè Yaris?

                                Vi immagineRicordate come la Toyota, definì la Yaris alla sua immissione sul mercato? Il piccolo genio

Ora vi chiederete che centra tutto questo con te?
Si dia il caso che feci la mia prima entrata in chat, proprio il giorno che arrivò la mia macchina..una yaris nera...

Si dia il caso che, nella famosa fiaba di Aladino, la lampada, nel cui interno è racchiusa una potenza senza limiti, il Genio...appunto...è custodita nella caverna delle meraviglie...
Decisi che Yaris sarebbe stato il simbolo del mio viaggio nella rete, senza lontanamente presupporre, quanto realmente, questo viaggio mi avrebbe permesso proprio l'entrata nella caverna...

Ora , sempre la pubblicità recita: " il piccolo genio " è diventato adulto...ed io mi son detta: " perchè non trasmettere anche la mia adultità, integrando ciò che io sono e ciò che Yaris rappresenta?"
...fantasia e realtà si sono mescolate...
...ne è uscito il Blog...immagineimmagineimmagineimmagineimmagine
...a voi i commenti...

 

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Costruire la felicità

Post n°656 pubblicato il 19 Novembre 2009 da Yaris167
 

 

L'Invito di Guido Mastrobuono a partecipare al concorso
" Costruire la felicità" mi fornisce un ottimo spunto di riflessione
che desidero condividere.

Parlare di" Costruzione della Felicità" può sembrare un paradosso:
 o si è felici o non lo si è. 
Io stessa,  se guardo agli aspetti prioritari della mia vita,
vedo soltanto aspetti fratturati e dolorosi,
ben lontani da ciò che normalmente si intende per felicità.

Eppure, questi aspetti fondanti la mia persona,
rappresentano ciò che vuol dire per me " Costruire la Felicità":
attenzione, partecipazione, presenza alla vita reale che,
in quanto tale, è fatta anche di rabbia, di delusioni, di rinunce,
di sacrifici e anche di rimpianti.
Ciò che avrebbe potuto essere e non è stato.

Guardare al passato comporta sviscerare ad una ad una
le sue pieghe e rinnovare dolore più delle gioie,
ma è da quelle stesse pieghe che sgorga la serenità interiore,
 autentica felicità.

Si cerca la pace e, per rincorrerla,
si giunge a compromessi, al quieto vivere.
Come una pentola a pressione che inizia ad accumulare gas,
la tensione aumenta. Sentimenti negativi, proiezioni,
scaturiscono ad ogni "sbuffo" della pentola che finisce
con l'esplodere.

Dov'è il governo dell'azione?
Quale governo ci può essere sui sentimenti?
E come è possibile parlare di " Costruzione della Felicità"?

Analizzando le situazioni e i conflitti, 
che solitamente sorgono nelle relazioni,
destabilizzante è scoprire che, l'assenza di felicità,
di quella serenità d'animo al quale tende ogni uomo,
 è ben lontana da una qualsiasi realizzazione personale.
Tutto è reale, ogni pensiero, ogni gesto, ogni parola è reale
e tutto viene " realizzato". Sorriso e pianto, dolore e gioia,
rabbia e felicità, sono soltanto polarità che esprimono
uno stato d'animo,
ma quanto quello stato d'animo esprima la personalità,
non ci è dato di sapere,
visto che includiamo il tutto nell'espressione
"carattere", il polisemico termine con il quale
si suole identificare una persona.

" Le cause non determinano il carattere di una persona,
ma soltanto il manifestarsi di questo carattere,
cioè le azioni" ( Schopenhauer) e sono queste azioni
che possono costruire la felicità o distruggerla.


Ciò che appare, pur reale,
non può essere preso come dato di realtà di questo assunto.
Può sembrare una contraddizione,
ma una persona solare rimane tale anche nel pianto,
una persona chiusa resta chiusa anche nella gioia.
Gli stessi caratteri somatici esprimeranno, nel tempo,
ciò che la  persona E',
disegnando sul viso la " Maschera" della  personalità.

A poco serve il chirurgo estetico.
Incamuffabile è la ricchezza d'animo che non c'è.
E volutamente parlo di un'assenza,
perchè la miseria che colma il vuoto interiore
è il peggiore dei mali.
Si nutre di effimero e di illusorio e
manifesta "violentemente" quel vuoto,
anche nella calma apparente.

Poi c'è la lettura, il giudizio,
la connotazione del bello e del buono, giusto e sbagliato,
eppure qualsiasi connotazione, anche moralistica,
non potrà togliere alla "persona" ciò che è,
unica testimonianza di ciò che ha costruito e della propria
" felicità", vera ricchezza d'Animo.

 

 
 
 
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