"... Non potevo credere che il momento che a lungo avevo aspettato fosse finalmente arrivato. Avrei potuto amarla, senza nessun freno, senza nessun accorgimento, finalmente alla pari. Non dissi nulla, mi limitai ad annullare l’esiguo spazio che mi divideva ancora da lei, dalle sue labbra e dal suo corpo. La volevo in un modo indescrivibile, così tanto intensamente da provare quasi dolore. Appoggiai le mie labbra alle sue, baciandola prima piano, a fior di labbra, poi più intensamente,con la consapevolezza che non avrei dovuto fermarmi o tirarmi indietro per paura di farle del male. Avrei potuto baciarla a lungo, sempre, certo che non mi sarei mai stancato di sentire quelle morbide labbra a contatto con le mie. -Edward-, mormorò, stringendo i miei capelli e attirandomi ancora più vicino a lei. Avrei perso presto completamente il controllo, troppo incitato dal suo stesso desiderio, riflesso del mio. La portai contro la parete della stanza, continuando a sorreggerla. Non l’avrei mai fatta staccare da me, ero certo che avrei provato dolore se solo si fosse allontanata per qualche istante. Le sfilai la camicia che indossava, scoprendo le sue spalle nude. Posai le mie labbra su quella pelle bianca, candida, liscia che avevo a lungo sognato di baciare, di leccare, di strofinare, ma che solo ora potevo finalmente assaporare come volevo. Bella non sembrava per nulla turbata dalla mia imminente impazienza…anzi sembrava non avesse aspettato altro dal momento in cui avevo varcato la soglia di casa con lei tra le braccia. -Bella…-,sussurrai al suo orecchio, riempiendomi del suono del suo nome. Lei mi strinse maggiormente a sè, immergendo le mani tra i miei capelli e stringendoli piano. Nonostante sapesse che non mi avrebbe fatto del male, non facilmente e in modo irreversibile perlomeno, sembrava trattenersi, consapevole di essere momentaneamente più forte di me. -Non trattenerti…-, la implorai, sperando che esaudisse la mia preghiera e mi facesse sentire, percepire con ogni parte del suo corpo, con ogni respiro, con ogni gemito, con ogni carezza quanto mi volesse e quanto fossi assolutamente e necessariamente suo. -Non lo faccio…-, rispose, sostando il capo all’indietro per permettere alla mia bocca di scendere per esplorare le curve morbide del suo collo, e le linee sinuose delle sue spalle. Non avrei mai creduto che potesse diventare ancora più bella di quanto fosse sempre stata da umana. Avevo temuto che, trasformandola in vampira, avrei perso una piccola parte dell’attrazione che provavo per lei. Ma in quel momento, in quell’istante, ogni dubbio sparì. Era sempre lei, era sempre Bella…piegata, arresa tra le mie braccia, in balia delle mie carezze e dei miei baci. Ero certo che non mi sarei mai stancato di accarezzarla, di percorrere le linee morbide e perfette del suo corpo allo stesso tempo marmoreo e morbido. Le accarezzai una gamba, agganciata dietro alla mia schiena…deglutii nel farlo, emozionato e stupito allo stesso tempo dell’irruenza di quell’atto d’amore che ci aveva colti improvvisamente. Continuai il cammino, spostando verso l’alto il lembo del vestito che la ricopriva fino a raggiungere il suo fianco. La sentii respirare a fondo, affannosamente, quasi le mancasse il respiro. Era impossibile per lei sentire la mancanza di ossigeno, ma era destramente eccitante sentirla respirare in quel modo ansimante, quasi insostenibile. -Cosa c’è?-, le chiesi, passandole la punta della lingua dietro l’orecchio, e facendole reclinare la testa sulla mia spalla, quasi avesse bisogno di sostegno. -Mi stai facendo morire…-, rispose, spingendosi ancora di più verso di me, verso la parte che più pulsava dal desiderio di averla di nuovo, finalmente. -Impossibile…-, risposi, sarcastico, afferrandola con entrambe le mani per i fianchi e portandola a sedersi sul bordo della cassettiera bianca che si trovava in camera. Mi allontanai un attimo per guardarla in tutto il suo splendore. Aveva gli occhi lucidi, rossi intensi, le labbra vivide, probabilmente a causa del suo vizio di mordersi ripetutamente il labbro, proprio come stava facendo in quel momento, mentre la osservavo, a metà tra l’imbarazzata e la compiaciuta. -Vieni qui…-, disse, decisa, infilando l’indice nel passante dei miei pantaloni e attirandomi a lei. Non mi opposi. Lasciai che le sue mani accarezzassero il mio corpo, consapevole che non avrei voluto alto se non sentire le sue dita delicate sfiorarmi piano, con l’intenzione di darmi piacere. -Bella…-, la chiamai, quando la sentii spingersi lungo il mio bacino, fino a raggiungere l’orlo dei miei pantaloni. Non rispose, ma prese piano a sbottonarli uno a uno i bottoni. Mi appoggiai con entrambe le mani alla cassettiera, temendo davvero di non poter resistere a quella tortura deliziosa alla quale mi stava sottoponendo. Sembrava stare ben attenta a ogni suo gesto, conducendo lentamente le sue lente carezze. -Sei bellissimo…-, disse, dopo aver raggiunto il suo scopo, e iniziando ad accarezzarmi. Ero davvero confuso, frastornato da quelle sensazioni, che potevo vivere senza alcun freno, senza preoccuparmi di farle del male. -Anche tu sei bellissima…-, dissi, tornando a occuparmi di lei e strappandole letteralmente di dosso il vestito. Non era mia intenzione essere così irruento, ma il bisogno di sentire la sua pelle, il suo corpo a contatto con il mio era diventato insostenibile. E altrettanto insostenibile era il desiderio di sentirmi parte di lei, completamente suo. Non ci fu bisogno di parole per capire che l’insostenibilità di quel desiderio era comune ad entrambi. Sapevo che quello che avevo raggiunto era la felicità…non volevo altro…solo sentire i suoi gemiti in risposta alle mie spinte. Solo sentire il suo corpo scaldarsi, irrigidirsi a contatto con il mio;sentire il suo corpo pronto ad accogliermi come se fosse stato creato apposta per me, come due metà che non aspettano altro di ricongiungersi per raggiungere finalmente la felicità, insieme, perché soli, l’uno senza l’altro non sono niente, se non involucri vuoti, aridi. -Edward…-, ansimò, lasciandosi infine cadere sulla mia spalla, per posarvi un dolce bacio. Non c’erano parole per descrivere quello che c’era stato tra noi. Tutto era andato oltre ogni mia aspettativa. Le accarezzai piano i capelli, che le ricadevano lungo la schiena liscia e scolpita. Mi staccai da lei e la sollevai tra le braccia.-Che fai?-, chiese, appoggiando entrambe le mani sul mio petto, per scostarsi da me, e guardarmi in viso.-Cosa hai preparato ancora?-, chiese dubbiosa. Le sorrisi, senza risponderle. Mi limitai a posarle un bacio sulla punta del naso. La portai oltre la camera da letto, nella stanza adiacente. -E questa che stanza è?-, chiese, aspettando impaziente che aprissi la porta per svelare il mistero. -Niente di che…-, risposi evasivo.-E’ una stanza che tutte le case hanno…-, mormorai, abbassando la maniglia e facendola entrare nell’immenso bagno che Esme aveva fatto costruire. -Oh mio Dio…-, esclamò, stringendomi forte le braccia al collo, e affondando il viso sul mio petto, nascondendosi per l’eccitazione. -Beh…sai…-, iniziai a spiegarle.-Esme ha voluto ricreare l’atmosfera della nostra isola, solo che mancava un elemento fondamentale per ricreare la giusta ambientazione. Credo che in questo si sia fatta aiutare dalle visioni di Alice…-, le spiegai. Ero quasi certo che Alice avesse spiato a lungo la nostra luna di miele, senza farsi scrupoli nel raccontare dettagli personali al resto della mia famiglia. -Ah…-, rispose Bella, sollevandosi e tornando a fissare il centro della stanza.-E’ per questo che il nostro bagno è quasi completamente occupato da un’enorme vasca idromassaggio?-, chiese sorridendomi, sgranando gli occhi.-O forse dovrei più propriamente chiamarla piscina…?-, chiese ancora. Sorrisi della sua osservazione. Erano l’unico modo che mia madre aveva trovato per ricreare un pezzetto del nostro oceano e sì, molto probabilmente aveva un po’ esagerato con le dimensioni, ma in questo modo saremo stati sicuramente comodi. -Ti va di provarla?-, chiesi, lasciandole un bacio sulla spalla. Annuì, guardandomi intensamente negli occhi. Non ne avevo ancora abbastanza, e sarebbe stato impossibile non avere più voglia di lei, e dai suoi occhi si leggeva lo stesso disperato incessante bisogno. La feci sedere sul bordo della vasca e andai ad aprire il rubinetto per riempirla. -Alice ci ha lasciato una vasta scelta di lozioni per profumare l’acqua. Cosa preferisci?-, le chiesi iniziando a leggere i nomi sulle confezioni.-Sandalo, lavanda, pesca, gelsomino, fragola…-, ma fermai il mio elenco, non appena sentii delle dolci braccia stringermi il bacino. -Fa lo stesso…ma il profumo che preferisco è il tuo…-, mormorò, soffocando le sue parole con un bacio sulla mia schiena. Mi voltai verso di lei. Non sapevo come faceva ma era una sorpresa continua, riusciva sempre a sorprendermi. Condividevo in pieno la sua affermazione:anch’io non volevo altro che riempirmi sempre e solo del suo profumo. Profumo che ora non mi faceva più soffrire e desiderare il suo sangue, ma che, per qualche strano motivo era rimasto sempre lo stesso. Sempre la stessa dolce fragranza di fresia e di lavanda…era il profumo, il sapore della sua pelle e mi faceva letteralmente impazzire. Le accarezzai dolcemente una guancia, continuando a perdermi nei suoi occhi, che avevano perso il loro colore nocciola, ma in quanto ad espressività erano sempre gli stessi. -Ti amo…-, sussurrai, avvicinandomi al suo viso e lasciandole un bacio all’angolo delle sue labbra. -Ti amo tanto…-, continuai, avvolgendo le mie braccia attorno alla sua schiena, senza preoccuparmi della stretta. Prosegui il mio cammino verso le sue labbra, fino ad incontrarle. Socchiuse, aspettavano le mie.-Anch’io ti amo, Edward…-, sussurrò, dolce, vicino alla mia bocca,prima di accettare le mie labbra sulle sue. La sollevai tra le braccia, trascinandola nell’enorme vasca pronta per noi. Mi immersi piano, quasi temendo che la temperatura dell’acqua potesse in qualche modo darle fastidio, quando mi ricordai-lo scordavo troppo spesso-che lei era simile a me, e potevo meglio prevedere quali potessero essere le sue sensazioni. Mi sedetti appoggiando la schiena sul bordo della vasca, continuando a tenere Bella tra le braccia. La feci sedere di fronte a me, tra le mie gambe…il mio petto contro la sua schiena. La sentii ansimare quando, appoggiandole delicatamente le mani sui fianchi, la portai ad aderire completamente a me. Mi faceva impazzire. Sapere che in qualche modo ero io a darle piacere, a provocarle quel piacere estatico e profondo che solo due amanti del corpo e dell’anima possono darsi, mi faceva impazzire. -A cosa pensi?-, le chiesi, spostandole i capelli dalle spalle e accarezzandolo il collo lentamente con il dorso della mano. Raccolsi un po’ d’acqua e la versai sulla sua schiena beandomi dei riflessi perla che la sua pelle assumeva. Bella si fece ancora più vicina, reclinando la testa di lato, per offrirmi completamente il suo collo. Nonostante non sentissi più il richiamo del suo sangue, l’attrazione che provavo verso quel punto del suo corpo rimaneva immutata. Così liscio, chiaro, vulnerabile…mi chinai, appoggiandole un bacio, per poi proseguire lungo la sua lunghezza, disegnando piccoli cerchi concentrici con la lingua. La sentivo tendersi, contrarsi, lasciarsi completamente andare su di me affidandosi completamente a me…alle mie mani, alla mia lingua,al mio corpo… -Cosa vuoi che faccia?-, le chiesi, sentendo la sua mano cercare la mia per stringerla forte. Non rispose subito. Con l’altra mano la feci voltare delicatamente verso di me. -Dimmi amore…cosa vuoi che faccia?-, le chiesi ancora, beandomi del suo imbarazzo, evidente dal fatto che si stava mordendo le labbra nervosa. -Toccami Edward…ho bisogno di sentirti su di me…-, mormorò infine, arrendendosi alla mia domanda, e abbassando lo sguardo verso l’acqua. Non me lo feci ripetere due volte, era quello che volevo sentirmi dire. Avevo bisogno di sapere che era totalmente mia, totalmente presa dalle mie carezze, dai miei baci…avevo bisogno di sapere che aveva assolutamente e incessantemente bisogno di me, esattamente come io ne avevo di lei. Ero certo che il mattino seguente, separarmi da lei sarebbe stata una sofferenza atroce. La feci voltare interamente verso di me. Lei capì le mie intenzioni e si sedette sulle mia gambe, cingendo, con le sue, la mia schiena. Non mi sarei mai stancato di guardarla, ammirarla mentre attendeva con ansia di essere accarezzata, baciata…Intrecciai di nuovo una mano alla sua, mentre l’ spostai l’altra sul suo seno, tormentandola delicatamente. Subito arrivò la risposta che attendevo:si tese all’indietro, inarcando la schiena e premendo il suo bacino verso il mio. Mi stava facendo impazzire e non ero sicuro di poter resistere ancora a lungo, senza sentirmi completamente parte di lei. Spostai la mia bocca sul suo seno, mordendola piano…il gemito di piacere che uscì dalle sue labbra era un chiaro segno che tutto quello che le stavo facendo le provocava piacere. Mi spostai lento più giù, verso il suo stomaco. Poi ancora più giù verso il suo ventre piatto e tonico, sorreggendola per la schiena mentre lentamente si inarcava, seguendo il percorso dei miei baci. Mi fermai, un attimo esatto prima di concludere il mio cammino, facendola ansimare forte e facendola gemere, frustata.-Ti prego continua…-, mormorò accarezzandomi i capelli. Mi piaceva sentirmi dire cosa dovevo farle e velocemente la sollevai, portandola a sedere sul bordo della vasca. Non si oppose al mio gesto, ma anzi, mi sorrise eccitata guidando il mio volto verso il punto da baciare. Iniziai lento, giocando piano con la lingua, per poi aumentare il ritmo fino a sentirla irrigidirsi e contrarsi sulle mie labbra. Si lasciò cadere contro il mio petto, senza smettere di ansimare. -E’ stato bellissimo-, mormorò, stringendosi ancora più forte a me. Non avrei mai creduto di poter arrivare a fare simili cose con Bella, non prima perlomeno. Ma ora mi rendevo conto che volevo stare con lei in qualsiasi modo…ovviamente sempre rispettando i suoi desideri. -Ora tocca a me…-, disse dopo qualche minuto, ribaltando velocemente le nostre posizioni, e prendendo a fare su di me quello che fino a poco prima ero io a fare su di lei. Mi appoggiai all’indietro, sui gomiti, lasciandomi trasportare da tutte le fortissime sensazioni che il mio corpo stava vivendo…Non ero mai stato prima con una donna ed ero contento di aver aspettato l’arrivo di Bella, della mia amata Bella, per condividere quelle scoperte e quelle gioie con lei. Non volevo nessun altro al mio fianco…Lei che sapeva essere dolce e passionale, forte e vulnerabile allo stesso tempo. Non avrei mai smesso di amarla,di questo ero certo. Mi lasciai andare alle sue pazienti mani e alla sua bocca delicata, lasciandomi guidare verso la via del piacere. -Bella…-, mormorai, prendendola di nuovo tra le braccia e scivolando con lei, nella profumata schiuma della vasca.-Tu vuoi farmi morire, vero?-, chiesi, baciandole la schiena. -Potrei farti la stessa domanda…-, rispose, schizzandomi con l’acqua, divertita. Era una gioia vederla così serena e appagata…scacciava ogni brutto momento che avevamo vissuto. Si rilassò sul mio petto, silenziosa, e rimanemmo così, ad accarezzarci muti e ansimanti finché non percepii che l’acqua era diventata fredda.-Vieni…ti porto a provare il letto…-, le dissi, conducendola fuori dall’acqua a avvolgendola nel grande telo bianco che avevo lasciato al bordo della vasca. Bella rise.-Che c’è?-, chiesi. -C’è che mi tratti come fossi ancora umana. Non c’è bisogno che mi asciughi, ne che mi trascini fuori dall’acqua se è diventata troppo fredda. Ora sono come te…non c’è più il rischio che mi prenda un raffreddore o che mi ammali…-, concluse, lasciandomi un bacio sulle labbra. -Lo so, hai ragione-, mormorai, rendendomi conto di quanto le mie premure fossero sciocche,-ma lasciami prendermi cura di te. Per te sembra essere facile, ma io mi devo ancora abituare all’idea che tu sia come me…-le spiegai, sollevandola per portarla nel letto. Probabilmente avevo detto qualcosa di male perché si incupì e non parlò a lungo. Neppure io parlai, aspettai, accarezzandola piano, che fosse lei a spiegarmi il motivo del repentino cambiamento di umore. -Edward…?-, mi chiamò voltandosi di fianco, verso di me e appoggiandomi una mano sulla guancia. -Ti manca?-, chiese. -Cosa dovrebbe mancarmi?-, le chiesi, cingendola con un braccio e attirandola a me. Avevo molto di più di quello che avevo sempre desiderato, cosa avrebbe potuto mancarmi? -Ogni cosa di me…il mio profumo, il calore e la morbidezza della mia pelle. Per me non è cambiato niente, ma io ho perso tutte queste cose…-,mormorò con tono triste, abbassando gli occhi e appoggiando il suo mento al petto come una bambina.-Deve essere molto triste per te…-, continuò. Non sapevo come reagire ad una simile sciocca osservazione e sorrisi, portando l’indice sotto il suo mento per incrociare i suoi occhi. -Non ti rendi conto di quello che dici amore…-, iniziai.-E’ impossibile per me essere triste. Ho tutto quello che desidero, anzi molto più di quello che ho sempre desiderato…-, le spiegai. -Non stai rispondendo alla mia domanda…-, osservò mettendo il broncio. Non sapevo come spiegarle che anche per me non era cambiato nulla, e tutti i cambiamenti che, effettivamente c’erano stati, avevano migliorato le cose, rendendomi tutto molto più semplice con lei. Pensai che l’unico modo per farle capire quanto non “fosse cambiata”, era essere più esplicito. -Sei molto calda…-, le sussurrai all’orecchio, mordendogli piano il lobo e cercando il suo seno con la mano. Era vero…percepivo la sua pelle scaldarsi quando la toccavo o quando la baciavo…-E sei morbida…-, continuai, lasciando proseguire la mia mano, più in basso, sul suo bacino fino a trovare l’essenza della sua morbidezza. Non parlò, ma chiuse gli occhi, aggrappandosi al lenzuolo e stringendolo forte.-E per il profumo, beh…è solo un bene che tu non abbia più l’odore di prima. Ti ricordi il profumo degli escursionisti?-, le chiesi, senza smettere di accarezzarla, lì, dove poco prima avevo fermato la mia mano. Sapevo che correvo il rischio di non ottenere risposta, perché in quei momenti rimaneva estremamente distratta e non ero certo che la sua mente riuscisse a percepire le mie parole. -Sì…-, rispose ansimando,-ma ho cercato di dimenticarlo…- concluse faticosamente. -Bene…-, dissi,-immagina di baciare qualcuno con quel profumo-, la provocai, spostando le mie labbra sul suo stomaco. -Oh…-, fu l’unica esclamazione che uscì dalle sue labbra, ma non capii se fosse la risposta alla mia provocazione o alle mie carezze. -Quindi puoi ben capire che non sento la mancanza di niente. Ho tutto ciò che voglio…-, mormorai, portando le labbra vicino alla mano, per aiutarla in quello che stava facendo. Non so se furono le mie affermazioni a convincerla, o quello che stavo facendo a lasciarla senza parole. Ma non obiettò più, e si lasciò andare a ben altri pensieri..."
"Come posso dire se la tua voce è bella. So soltanto che mi penetra e mi fa tremare come una foglia e mi lacera e mi dirompe. Cosa so della tua pelle e delle tue membra. Mi scuote soltanto che sono tue, così che per me non c'è sonno né riposo, finché non saranno mie."
Post n°119 pubblicato il 16 Novembre 2011 da pussycat_750
Abbracciami adesso perché conosci i miei pensieri e puoi arrivarmi così in fondo da spogliarmi l’anima ma non guardar se c’è la luna, non servirebbe il suo chiarore. Stringimi intensamente per un istante ancora che io possa sentire il calore del tuo petto intorno al mio cuore e le tue mani avvolgermi sincere. Sospira con me soltanto un altro po’ e con un bacio regala all’infinito questo momento solo nostro parte di un frammento che non potrà mai esser rubato.
Inviato da: yentlG
il 19/12/2011 alle 17:05
Inviato da: pussycat_750
il 14/12/2011 alle 14:40
Inviato da: Niktr
il 12/12/2011 alle 00:47
Inviato da: What_your_soul_sings
il 24/11/2011 alle 15:58
Inviato da: yentlG
il 23/11/2011 alle 17:31