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Post n°111 pubblicato il 26 Marzo 2010 da criscaso
Che non si dica che in Cina non c'è libertà. Google annuncia che se il governo cinese non toglierà i filtri censori abbandonerà il grande paese? Beh, in Cina non sono tanti che se ne lamentano, giusto poche centinaia di milioni... tutti gli altri cinesi si stanno dando da fare per costruire un motore di ricerca potente quanto Google, uguale a Google anche nel funzionamento e molto simile nella grafica, che fa tutto quello che fa Google. Certo, poi il governo fa girare disposizioni molto precise in cui si invitano i cittadini a vigilare sui giornalisti e sugli operatori dell'informazione, a qualunque grado e livello, con lo scopo di "proteggere" la libertà e l'indipendenza dell'informazione. Libertà di censura, insomma. E a quanto pare, al popolo cinese va benissimo. Forse un po' meno a chi assiste dal di fuori. Perchè ce la prendiamo tanto con questa cosa? Non lo sappiamo, forse, che certe nazioni hanno un concetto piuttosto singolare e molto personale di "libertà"? Cosa ci turba? Forse la spinta che abbiamo, dentro di noi, di desiderare il bene del prossimo e di vederlo condividere il nostro stesso grado di libertà? Non posso crederlo, perchè l'uomo, per natura, è piuttosto egoista e furbacchione e tende a fare soprattutto il proprio interesse a discapito di quello degli altri. Se un'intera nazione lo fa apertamente e lo rivendica come la propria "libertà", non vedo proprio perchè qualcuno dal di fuori dovrebbe dolersene: se a qualche cinese non dovesse stare bene, ebbene, gli basterebbe espatriare per sperimentare altri tipi di libertà, diciamo la libertà occidentale di dire esattamente quello che vogliamo, quanto vogliamo e dove vogliamo. Non è vero, che da noi è così? Ma certo che sì. E non capisco Google: perché parli di libertà? Non è meglio parlare di "opportunità di I cinesi hanno cominciato in bicicletta, poi sono passati al motorino, poi all'automobile, poi hanno scoperto l'elettronica che hanno ben copiato e riprodotto in svariatissime varietà... e poi hanno cominciato a fare scoppiare atomiche e a mandare satelliti nello spazio; ed è storia di pochi anni fa la simil-Soyuz di Yang Liwei. I cinesi stanno facendo esattamente quello che hanno fatto gli occidentali, e lo fanno senza fretta e senza dubbi, perchè hanno un cervello composto da un miliardo e mezzo di cervelli e sanno benissimo che ogni singolo cervello può occuparsi di un piccolissimo particolare del grande progetto. Cosa importa di Google, cosa importa della libertà? La libertà è cara, e forse verrà messa in "programma" solo quando altri programmi ben più importanti saranno compiuti. Prima li vedremo agganciare in orbita stazioni spaziali, poi li vedremo saltellare sulla luna e allora sì che dovremo fare i conti con loro e con il loro modo di intendere la "libertà". Solo, speriamo che qualche occidentale di governo apra gli occhi e capisca che nella vita non c'è solo il potere e non ci sono solo i soldi, a contare. E speriamo anche che Google capisca che con i discorsi di principio non si va molto lontano, specialmente se li si fanno con persone che non hanno avuto il tempo di studiare e non sanno esattamente il significato di parole che usano molto raramente. Cerchiamo invece di trattare con le diverse persone ponendoci al loro stesso livello, e non su uno sgabello che è il modo peggiore per essere capiti. I cinesi non sanno cosa sia la libertà, forse, e anche per questo non se ne preoccupano. Cerchiamo invece, e piuttosto, di occuparci dei nostri problemi che non sono pochi: abbiamo una nazione allo sbando, sessanta milioni di italiani persi dietro alla televisione e privi di qualunque idea critica riguardo alla politica, al governo, alle problematiche civili e occupazionali, abbiamo tesori naturali e tesori prodotti dai nostri avi che languono in condizioni pietose e non facciamo altro che cercare di fregarci l'un l'altro. E come noi italiani, ciò è anche caratteristico di quasi tutte le altre nazioni di questo occidente che tanto strilla per la mancanza di libertà e democrazia in Cina... L'altra sera ero a casa di un'amica, in compagnia di amici. C'era una giovane coppia di Non perdiamo tempo a giudicare i cinesi, che forse sarebbe meglio cercare di guardare ciò che stiamo combinando noi per primi. Per prima cosa dovremmo spegnere i nostri televisori al plasma, smettere di pagare abbonamenti per le tivù a pagamento, guardare meno grandi fratelli e meno calciatori, comprare di meno tutte quelle cose che non ci servono a nulla e invece riaprire quelle buffe cose che abbiamo di là, nel ripostiglio, quelle con tanti fogli di carta appiccicati: ah, sì, i libri! E' venuta così. |
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