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MUSSOLINI: UOMO DI FACCIATA?

Post n°37 pubblicato il 26 Aprile 2014 da associazione.ignis

PARTO DA QUESTE NOTIZIE PER INVIARE ALCUNE MIE CONSIDERAZIONI ( peraltro suffragate da troppi documenti e letture) su tutta la questione che in certo modo abbiamo vissuto. Presupposto ineludibile è questo: Durante tutto il ventennio Mussolini è stato soltanto una facciata. Il vero potere in Italia, quello che CONTA al momento opportuno, quello che agisce condizionando questo o quell'uomo politico a comportarsi in un certo modo è facilmente identificabile ma non è prevedibile, anche se prevedere certi comportamenti, date certe premesse, potrebbe essere facile. Durante il Ventennio, la DIARCHIA ,che non era quella che dicono ( Duce-Re) ma era Massoneria annidata al Quirinale e nell'Esercito+Marina (non in aviazione!) ed il VATICANO che agiva per le molte vie che noi conosciamo. Ovviamente di questa sua debolezza il Duce era a perfetta conoscenza ed agiva di conseguenza, cioè giostrando la partita con somma maestria, ma, TRATTANDOSI DI PERSONA ISOLATA ( non poteva contare che su pochissimi consiglieri reali), forse fra i gerarchi Bottai, che però era un fascista autentico e (molto sottilmente intransigente) e pochi altri che sapevano fiutare l'aria. Da questo punto di vista è essenziale il libro di Enzo Montagna e quello molto più importante dell'avv. Carlo Del Re, persona che ho avuto il piacere di conoscere all'inizio degli anni 60, "Fascismo tradito" che ho illustrato più volte su Accademia della Libertà you tube.  Stante questo il quadro generale, NON STUPISCE che Mussolini abbia giocato il tutto per tutto e che, appagato dall'essere riuscito a trascinare in GUERRA CONTRO L' INGHILTERRA un ruffiano di quest'ultima come casa Savoia, non abbia più avuto la capacità o la forza di reagire contro il tradimento continuato e palese di generali, ammiragli e teste di cazzo del codazzo. D'altronde, per imprigionare generali ed ammiragli ci vogliono forze reali che Mussolini NON aveva e d'altronde, come ben sappiamo ( ma ne ho avuto conferma nei miei anni giovanili) anche in RSI la maggioranza degli aderenti NON AVEVA CAPITO una minchia. La manifestazione più evidente è stata data il 24-25 luglio. Accusare Mussolini di ingenuità in questo caso è proprio questa una manifestazione di ingenuità politica, anche perché, come sempre accade, nessuno dice mai a se stesso...cosa avrei fatto io in quella situazione??? Mussolini aveva, ed era ottimamente funzionante, un sistema informativo tipologia GOSSIP, che è quella che ci permette di conoscere di tutto nel nostro paese. Anche nel caso della VISITA AL RE non ci sarebbe stata via di scampo. Se NON ci andava lui erano i generali del Re ad andarlo a cercare, Meglio giocare la carta da solo, e d'altronde la sprovvedutezza dei vertici del Partito Fascista è esemplare. Qui non si tratta di trovare giustificazioni: si tratta di avere la tempra morale di REAGIRE anche avendo torto. ( Esempio evidente la reazione del Partito Nazista e delle SS dopo l'attentato al Fuhrer.) Mentre sulla capacità dei generali felloni di agire con algida determinazione basta l'assassinio di Ettore Muti, l'unico ritenuto, a torto o a ragione, capace di coalizzare i fascisti contro lo psudo-governo Badoglio. Su questo argomento si può continuare a lungo, ma basti in questo caso quanto finora scritto, al fine di creare argomento di riflessione. L'altro NODO cruciale, cioè quanto avvenuto fra il 20 aprile 1945 ed il 2 maggio, ancorché diffuso di nebbie difficilmente dipanabili, anche grazie a congetture sparse ai 4 venti da chi per decenni era interessato solo o a nascondere o a gettare ipotesi a fini di lucro, è argomento di una prossima riflessione che può avere un senso solo se si parte dallo stesso presupposto...COSA AVREI FATTO IO IN QUELLE CONDIZIONI....( tenendo conto che si trattava di condizioni ineluttabili, come si sapeva da qualche anno, che il rischio di un assassinio era sempre presente, come dimostrato dall'assassinio di tanti fascisti, ma che UNA CONDANNA DEL DOPOGUERRA COME NEL CASO DEI TEDESCHI non ERA PREVISTA E LO SI SAPEVA...come dimostrato dal fatto che tutti i capi che non si sono fatti ammazzare gratuitamente a Dongo sono sopravvissuti, e personalmente ne conosciuti più d'uno). gv  

***

Alcune di queste affermazioni di Giorgio Vitali devono essere fermamente ribattute. Per due motivi: o l’autore dello scritto è male-informato (ne dubito!) o vuole sostenere una tesi dettata more solito da alcuni pregiudizi storici e politici.

Scrive Vitali: Durante tutto il ventennio Mussolini è stato soltanto una facciata. Subito dopo afferma: Il vero potere era in mano alla Massoneria e al Vaticano.

Senza dubbio buona parte del vero potere era in mano al Vaticano e alle parrocchie; ma Vitali dimentica di dire che i governi post-unitari (in parte filo-massonici) avevano messo il bavaglio al Vaticano, lo avevano ridotto al silenzio e che le forze politiche laiche e rivoluzionarie nate subito dopo la prima guerra mondiale si attendevano un governo che mettesse fine definitivamente all’influenza politica della Chiesa in Italia. Mussolini, quando ancora comandava e non era una maschera di se stesso, fece esattamente il contrario. Conquistato il potere anche con l’aiuto di queste forze, firmò con il papa un patto di conciliazione al punto da meritarsi l’epiteto di uomo della provvidenza, appellativo di cui il Duce non si è mai vergognato. In poche parole chi ha dato in Italia il potere alla Chiesa? Ma Lui, l’uomo della provvidenza, potere che la Chiesa ha esercitato e continua ad esercitare meglio di prima e senza soluzione di continuità. E questa è una delle verità riconosciuta da eminenti storici.

Veniamo al discorso sulla massoneria. Premesso che la massoneria degli anni venti non è quella accozzaglia di affaristi di oggi, non è stato proprio Mussolini a volerla mettere fuori legge nel 1924 su ordine perentorio della Compagnia di Gesù che mediava dietro le quinte tra Mussolini e Gasparri per la firma  dei Patti Lateranensi?  Eppure Mussolini sapeva molto bene (vi sono documenti che comprovano quel che dico) che almeno uno degli Ordini Massonici allora attivi in Italia era di dichiarata fede nazionalista e fascista. Era una massoneria  contraria al dominio imperiale inglese nel Mediterraneo che ostacolava i nostri piani di espansione in Africa. Ed era una massoneria in buona relazione con alcune logge massoniche americane. Nonostante tutto Mussolini mette L'INTERA  massoneria italiana fuori legge e costringe all’esilio o al silenzio fior di uomini che credevano sinceramente e fermamente in un fascismo laico e rivoluzionario libero dal giogo vaticano.

Quando Mussolini si accorse dell’errore – si, Mussolini si accorse di aver sbagliato mettendo fuori legge la massoneria e le scuole esoteriche perché tentò negli anni ’30 di mettersi in contatto con alcuni importanti esponenti della massoneria con l’intento di risvegliarla – ormai era troppo tardi. Nessuno si fidava più di lui e si profilava all’orizzonte quella deriva politica che avrebbe trascinato l’Italia in una guerra rovinosa.

Pertanto: Mussolini uomo di facciata? No, sino a quando fu laico, rivoluzionario, anticlericale e socialista. Si,  quando firmò i Patti Lateranensi e quando si lasciò guidare dai vari Federzoni, ammiragli e generali che tramavano dietro le quinte per rovesciare lui e tutta l'Italia. (tl)

 

 

 
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