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« EVO MORALES E LE FOGLIE DI COCAArturo Reghini e il Concordato »

ESOTERISMO E FASCISMO

Post n°5 pubblicato il 22 Marzo 2009 da associazione.ignis

 

  -  E allora, che pensare del Fascismo? – chiese Nino Daniele ad Amedeo Armentano.

            Ed egli rispose:

- Non giudichiamo. E’ un fenomeno contingente che sarà inquadrato negli “scopi occulti di una volontà superiore”. Il programma iniziale dei Fasci fu aiutato in tutti i sensi. Si volle in quel momento l’esaltazione di tutti i valori italiani e quindi si fu, tutti, per un “ordine nuovo”. Quando però i migliori di noi, discepoli della tradizione pitagorica, rividero la minaccia di una reazione guelfa, si allontanarono. Essi erano ghibellini, danteschi. E lo sono.

- Donde verrà dunque “l’ordine nuovo”?

            Ma a questo punto ARA tacque e non ci fu più verso di farlo parlare”. (Nino Daniele, Fiume Bifronte, Ignis, 2009).

            Con queste parole si chiude l’intervista, pubblicata nel 1929 su un giornale di San Paolo, che Amedeo Armentano rilasciò al giornalista e scrittore Nino Daniele, “emigrato” come lui in Brasile.

            In questi ultimi anni si è intensificata in Italia la ricerca storica sulle radici “esoteriche” del fascismo, ma non sempre essa ha imboccato la strada giusta; molte volte gli scrittori, condizionati in qualche caso da personali posizioni ideologiche, si sono mossi seguendo un tracciato tortuoso  e fantasioso.

            Per la verità la natura stessa dell’argomento, non potendo disporre di una solida documentazione d’archivio, l’unica sulla quale gli storici si basano per sviluppare le loro ricerche ed analisi, si presta a diverse interpretazioni, il più delle volte frutto delle personali convinzioni di chi scrive o del partito, setta o chiesa da cui dipende.

            Qualche tempo fa il noto politologo Giorgio Galli nella Prefazione ad un libro di Marco Pasi scriveva: “Sono gli stessi anni nei quali un maestro dell’esoterismo italiano, Arturo Reghini (....) dopo un’iniziale condivisione  del programma dei fasci, accusa Mussolini di essere passato dalla parte neoguelfa, prologo di quella “conciliazione” (Patti Lateranensi) che, nonostante qualche screzio per quanto concerneva l’educazione della gioventù, si tradusse in un consolidamento della tradizione della Chiesa Cattolica in Italia”.

            Sembrerebbe quindi che la “conciliazione” sia stato il momento critico, lo spartiacque, il punto di rottura tra un determinato movimento “esoterico”, (al quale a quanto pare  avrebbero aderito non solo Reghini, Armentano e la Scuola Italica, ma probabilmente lo stesso Kremmerz e l’Ordine che agiva alle sue spalle;  movimento che lavorava in forma “esoterica” per la restaurazione di uno stato ghibellino)  ed il regime politico che si consolidò in Italia dopo la firma dei Patti Lateranensi. 

            Sulla rivista “Politica Romana” (6/2000-2004) Amelio (pseudonimo dell’ermetista Piero Fenili)  nel riassumere le vicende della Fratellanza Terapeutica di Myriam e quella del Maestro Giuliano Kremmerz accenna  ai rapporti di amicizia che intercorsero tra l’ermetista Alfonso Del Guercio “estimatore della sapienza pitagorica” (pag.253) ed il pitagorico Arturo Reghini e scrive: “Quello  che ci sembra caratterizzare il pensiero di Del Guercio è piuttosto il suo verdetto di avvenuta estinzione  della spiritualità pagana, contenuto nel giudizio espresso sull’azione del suo ultimo e più prestigioso rappresentante, l’imperatore Giuliano, il quale non riuscì nuovamente a ‘galvanizzare’ i riti del culto pagano...” (pag.252).

            Amelio attribuisce queste posizioni e l’inevitabile interesse di Del Guercio per una  rigenerazione del cattolicesimo, alla “doppia influenza evoliana e guénoniana”.

            Nel 1982 il figlio di Alfonso Del Guergio, Giacomo, nel corso di un colloquio con due esponenti della Myriam ebbe a dichiarare che il padre non aveva fatto parte della Scuola Italica di Arturo Reghini, in quanto tale Scuola perseguiva una finalità politico-esoterica tendente alla restaurazione del paganesimo di Giuliano Imperatore.

            Qualche anno dopo Lorenzo Armentano, parlando delle finalità politico-esoteriche del padre Amedeo fece un’affermazione simile sulle finalità della Scuola Italica; poichè Lorenzo Armentano e Giacomo Del Guercio non si sono mai conosciuti e incontrati dobbiamo concludere che Del Guercio padre (amico di Reghini) e Lorenzo Armentano avevano attinto l’informazione alla stessa fonte: Reghini-ARA.

            A questo punto abbiamo un certo numero di elementi su cui basarci per esporre le nostre considerazioni e aprire la strada a futuri approfondimenti su un tema importante non solo dal punto di vista storico, ma per le opportunità che esso offre in campo politico e spirituale a favore di un nuovo rinascimento italiano.

            Le ricerche sull’esoterismo fascista vanno indirizzate in ambiente  ermetico-pitagorico e per essere più precisi in ambiente reghiniano-kremmerziano. I personaggi che agivano nei rispettivi sodalizi erano in possesso di qualificati mezzi esoterici e poteri personali per poter promuovere ed influenzare una formazione politica che agli inizi aveva mostrato di far valere in Italia e nel Mondo i valori classici del fascio littorio, della romanità  e dell’imperialismo pagano e  quelli più moderni della solidarietà sociale e della giustizia economica.

            Quest’ambiente oltre a possedere  testimonianze, documenti e una buona letteratura attestante la sua presenza ed attività in quegli anni, ha avuto i maestri i quali, di fronte alla reazione guelfa, per sopravvivere hanno dovuto scegliere l’esilio in patria o all’estero.

            Consigliamo però i ricercatori di tener sempre ben presente  il diverso ruolo delle due Scuole. Nel caso della Myriam e dell’Ordine iniziatico dal quale dipendeva occorre molta cautela. Anche se sono frequenti in Kremmerz e in ermetisti come Magnani ferme  condanne del clericalismo e diffide sui patteggiamenti e confusionismi tra Stato e Chiesa, non bisogna perdere di vista le finalità primarie di quella Fratellanza che erano terapeutiche.

            Ben diverso fu il caso della Scuola Italica che fin dalle sue prime apparizioni in pubblico con gli scritti di Reghini assunse una posizione di esplicita denuncia e di aperta condanna di ogni cedimento dello Stato alle pretese  dei clericali. Oggi è chiaro a tutti, profani e iniziati, che è su questo tavolo che l’Italia si gioca il suo futuro.

 

 
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Mamo_Rosar_Amru
Mamo_Rosar_Amru il 24/04/12 alle 16:44 via WEB
Progetto "CENTRUM HERMETICUM KREMMERZIANUM MEDIOLANI" Scrive il Maestro Kremmerz (I Tarocchi-Portici, Febbraio 1905): "In Natura esiste, tra le forme, un legame indissoluto come tra tutte le sostanze. Questo concetto unitario del macrocosmo, unità universale, non è un saggio di difficile interpetrazione dell'idea manifestativa della non separazione delle cose. La visione del Universo è relativa, ma dovunque e comunque ar­monica e di immagini legate e mai indipendenti. Prego i lettori intelligenti di seguirmi in questa esposizione delle prime concezioni semplici che con l'artificio e la misura della parola scritta è tanto dif­ficile di concretare, e di tener conto che non io de­sidero di divenire astruso, ma che gli elementi semplici delle concezioni ermetiche son tanto sottili che la materialità verbale ne guasta e altera il tessito — e le idee chiare a cui ho fatto appello dal primo mo­mento possono solo con precisione presiedere alla investigazione, per fare intendere le fondamentali e precise linee della Magia ... nella sua es­senza primitiva, lontana da quell'oscuro ebraismo cabalistico] che fu origine di errori interpetrativi e di superstizioni dispregevoli. Questa unità nella Natura esiste per impossibilità di separazione. Eppure tutte le unità di forma e di sostanza, tutte le specie naturali, sono unità per le stesse solo perché istintivamente tendono alla separazione. Un esempio: l'uomo. L'egoismo ne conserva l'u­nità. Un istinto rudimentale dell'egoismo deve esistere in ogni specie dei tre regni naturali della convenzionale classifica scolastica. Le forme di cristallizzazione, le torme delle fioriture nei vegetali, le forme somatiche degli animali sono istinti dell'egoismo separatore a cui tendono, senza riuscire, tutti gli individui e tutte le unità. Il Caos, nel secreto cabalistico, esclude l'idea della combinazione chimica e accentua l'idea della se­parazione, come istinto, approssimandosi al miscuglio. Se al Caos fosse stato preposto il principio femminile che esiste e presiede alle forme nell'Universo, non vi sarebbero state forme — perché ciò che presiede alla fusione delle sostanze di natura separata è prin­cipio femminile a cui si dette nome Amore negli esseri a forma umana. L'odio è principio separativo, l'egoi­smo nel momento della sua ribellione al mondo. Malgrado ogni ribellione v'è un legame che non si rompe tra la volontà che non cede e il resto della Natura. La individualità è un'apparenza. Il SEPARANDO è l'enigma della magia dei grandi maghi ed è la sola finalità assoluta. Una pianta in un prato e un cane che corre nella via che confina e si allontana dal prato sono cose separate apparentemente. Nel momento che guardiamo noi dimentichiamo che cane e pianta respirano la stessa aria e toccano la stessa terra. Noi stessi che osserviamo tocchiamo la stessa terra e respiriamo l'aria stessa e dimentichiamo di essere parte congiunta e continua della visione esteriore. Chi ci può dire se la visione stessa non sia un semplice prodotto di queste continuità? E che questa ci da il senso illusi­vo della separazione nostra dalle cose viste? ". Il Separando può essere realizzato a vari livelli; il livello di base è quel Separando di Controllo che Kremmerz così descrive nel IX dei Dialoghi sull'Ermetismo: " L'autore alchimico che si fece chiamare Rupescissa, nei suoi manoscritti, esprime, a modo suo e del tempo in cui scriveva: - se la umana ampolla che pare di una sola vessica costitituita non si separa in doppia vessichetta, onde una sia judice dell'altra, non potrai credere che la Pietra (Rupe) sia in vista del pellegrino-. Non esiste integrazione dei poteri occulti dell'uomo e nell'uomo senza questo SEPARANDO DI CONTROLLO. Rinunziare? Ma noi non rinunziamo a niente, le rinunzie sono mistiche, l'Ermetismo Magico fa tesoro di tutto, anche delle asinerie scientifiche. La neutralità è di regola in ogni esame ponderato delle cose, ma nelle pratiche psichiche o ermetiche o magiche è assolutamente indispensabile". Vi sono varie vie per approfondire il Separando a partire da quello di controllo Nella monografia "La Triplice Via" (riportata in Introduzione alla Magia v. I) il kremmerziano Abraxa (Ercole Quadrelli) scrive: " Ti è palese il compito primo di nostra Arte: devi strapparti alla natura umida di cui sei sostanziato e rigenerarti nella forza solare, sì che da essa sii fatto un "essere che è", un centro che, svincolato dalle condizioni delle nature sublunari, respira. La sete, la febbre, la brama incessante ed oscura verso l'esistenza devi spossarla: in ciò conosci la condizione per passar al di là della legge degli uomini. Ma cotesta operazione (come "mortificazione"e "putrefazione" la troverai nomata negli Ermetisti) si può eseguire per vie differenti. Conoscile, ma sappi anche che esse non sono egualmente eccellenti, rispetto al compito ultimo. Cogli ciò che ciascuna di esse sa dare, sì che, per composizione, tu possa venire al senso del magistero perfetto. 1) Vi è un primo INDIRIZZO, che chiamerò SPERIMENTALE. Qui lo sviluppo ha un carattere discontinuo: sì tratta di trasformazioni della coscienza da uno stato ad un altro, senza una connessione intrinseca fra i due. L'io, semplicemente, è portato dall'uno all'altro: è un istantaneo identificarsi o destarsi in questo o in quello, senza il concorso di una iniziativa diretta, propriamente individuale, e di una vera, attiva preparazione. Come in una esperienza chimica si conoscono sì gli elementi e le condizioni affinchè si produca una certa combinazione, ma il risultato si presenta come una cosa nuova, una sostanza nuova, senza che tu colga un intimo rapporto di generazione nell'accadere, del pari vi sono metodi altrettanto precisi, ma che conservano un carattere analogo quanto agli stati che producono. In questa categoria puoi far rientrare la tecnica basantesi sull'azione di particolari sostanze presso determinate attitudini dell'anima; come pure alcune pratiche di hatha-yoga, efficaci nel presupposto di certe predisposizioni fisio-psichiche. Puoi farvi rientrare anche esperienze suscitate, per determinati scopi, direttamente, da chi abbia un congruo potere e, infine, una serie di fenomeni in apparenza spontanei, l' istantaneo sprigionarsi, lampeggiando o imponendosi, di modi estranormali di sensazione o di autopercezione nella coscienza. Anche in queste due possibilità, difatti, si mantiene una discontinuità ed un'istantaneità travolgente degli stati di coscienza. "Prima questo, poi questo". Il lato negativo di una simile via risiede nel fatto che le realizzazioni cui essa può portarti hanno generalmente un carattere di eccezione. Non apprensione e balenamento, sebbene possesso effettivo e permanente qui richiederebbero un potere della tecnica, tale da mortificare completamente, o trasformare, l'ente naturale: altrimenti ti ritroverai al punto di prima, quando l'influsso sia cessato, perchè il senso di te ha conservato la sua abitudine a identificarsi a quell'ente. Quando invece tutto fosse tolto via, è chiaro che, se sussisti, il nuovo stato sarà la tua stessa rigenerata coscienza. Dico: "se sussisti"; ma sii prudente, poichè sono molte le possibilità, se soltanto per questa via tendi al compimento totale, che il tuo salto sia troppo corto: e se non sarai passato completamente "di là", aspre lotte avrai a combattere, disponendo di uno strumento minorato. Il lato positivo di questa via viene dal fatto, che la discontinuità fra il modo normale ed i modi iniziatici della coscienza non può mai essere rimossa per intero. Sono, questi, risvegli, illuminazioni, evidenze di una novità tale, che manca ogni possibilità di adeguata prefigurazione. Vi sarà un approssimarsi, un tendere ad essi, ma la trasformazione, la presenza, sarà sempre un salto. D'altra parte, solamente da questa "presenza" resta infuso in te un potere trascendente di comprensione e di azione, senza di cui ogni tuo sforzo sarebbe vano. L'occhio tuo resterebbe a cercare dentro se stesso, chiuso nella tenebra, la volontà tua resterebbe vincolata, lottante, ottusa, ignara della chiarità liberata, della levità possente delle essenze superiori.Così nella nostra via tu troverai anche elementi del metodo "sperimentale", che però vanno integrati con una iniziativa individuale trasformativa, sì che gli stati trascendenti possano venire assimilati e l'essere tuo tutto portarsi in essi; e in essi tu non sarai perduto, agito e " rapito ", ma attivo, affermativo, presente. 2) La seconda direzione rappresenta ciò che, presupponendo una opportuna integrazione iniziatica, l'ESPERIENZA MISTICA può fornire o propiziare. E' un metodo, che agisce essenzialmente con l'anima e col sentimento. Per comprenderlo, come qui va compreso, sappi che il segreto dell'avviamento sta nel creare in te un esser due. Devi distaccare - prima immaginandolo e poi realizzandolo- un principio superiore, che si metta di faccia a tutto ciò che abitualmente sei - vita istintiva, pensiero, sentimento- che lo controlli contempli e misuri in chiaro sapere, momento per momento. Sarete in due: te dinanzi "l'altro" e conoscerai il significato dèi "dialoghi interiori", l'interiore comandare ed obbedire, l'interiore chiedere ed ottenere consiglio, quali te li danno figuratamente molti mistici cristiani e islamici, quali si riflettono anche nella forma di molti testi indù, compilati per l'appunto in forma di dialoghi, le cui persone effettivamente non sono persone, ma dal discepolo desto vengono realizzate come due parti della sua stessa anima. L'opera consiste, in definitiva, in un "capovolgimento": farai dell'altro il "me", e del "me" l'altro. A seconda che la persona si accentri nell'uno o nell'altro dei due principi, avrai la Via Secca o la Via Umida, il metodo magico o il metodo mistico. Nel mistico la mente crea un « altro », che però resta « altro » (il Maestro, il « Cristo » da imitare, quando non anche la stessa immagine della Divinità). L'io non vi si trasforma; resta invece nella parte femminile fatta di desiderio di bisogno di sete e come anima tende a Lui in uno slancio di rinuncia, di amore, di adorazione, di dedizione completa. Sui juris non esse, morire completamente alla propria volontà, darsi a Dio con interna umiltà e povertà, consacrandogli ogni atto con pura fede, nulla volendo per sé, in una sofferenza ed in un amore indicibile, ecco che cosa richiede la « mortificazione » da chi abbia prescelto la « Via Umida », non possedendo la forza di un distacco attivo, ma anelando all'Eterno con il centro di sé nelle « Acque », nell'«anima », in ciò stesso, dunque, che va spossato. Ma questa via ha molte imperfezioni. Anzitutto la difficoltà a trascendere il dualismo proprio all'amore (nell'unione propria all'amore l'amato e l'amante comunicano sì, ma restano anche distinti) nell'identità che è legge di ogni vera realizzazione iniziatica. Così anche ai vertici della teologia mistica cristiana (che batte appunto questa via) vedrai sussistere un dualismo, il quale raramente dà luogo alla vera trasformazione secondo sostanza nell'« altro», onde la dualità si riveli, insieme alle corrispondenti personificazioni divine, la parvenza di una data fase del processo. Il rapporto di desiderio e di amore è poi negativo e dipendente, ha carattere di bisogno - e capovolgerlo nell'orientamento puramente affermativo, centrale, sufficiente, delle nature solari, richiede un salto di qualità e un ardire, a cui la natura della precedente mortificazione crea, nel mistico, una seria pregiudiziale. Per via della disposizione, da cui si parte, che non è un attivo attrarre e determinare, ma attesa, desiderio, impulso, accade inoltre che gli stati trascendenti appaiano come rivelazione: tu non resti integrato in essi, ma passivo e sradicato, sotto la loro percuotente potenza di miracolo. «In mezzo allo stupore nasce un atto: è l'azione della grazia. Signore, non sono degno! » dice Ruysbroek. « Entrerai nella Luce, ma non toccherai la Fiamma »- tu leggi ne "La Luce sul Sentiero". Sia da te, come mistico, anche realizzato lo « stato di unione ». Esso ti trasporterà, ti assorbirà; sboccando nella Luce universa sarai subitamente questa Luce stessa. Con lo spegnersi soddisfacendosi della brama per Dio, il tuo centro annegherà, e codesto annegamento ti parrà il Bene supremo ed il termine ultimo. L'«estasi» la nostra via la conosce invece soltanto come una prova da attraversare e come un «solvente» - null'affatto come il termine ultimo. Non è di un «uscire» da noi che si tratta (estasi = uscire), ma di un rientrare, di un riprender possesso della «sede del Centro». La Luce mistica rappresenta per noi le «Acque Superiori», nelle quali il tuo essere non deve venir meno, ma invece ridestarsi. Il lato positivo di questa via sta nella parte che essa lascia , in ogni modo all'iniziativa individuale. Bada poi che il mistico, sia nel credere alla realtà oggettiva distinta personale dell'ideale del suo principio superiore (Gesù Cristo da imitare, per esempio, o Dio stesso), sia nel non riferire a se l'azione rigenerante (l'« azione della grazia »), mette inconsapevolmente in opera alcune leggi generali della prassi trascendente. Vogliono, tali leggi, che una immagine « agisca » precisamente quando non sia pensata ma presentata figuratamente e fissata contemplativamente nell'immaginazione, ed amata come se fosse una realtà vera, distinta dal contemplatore; e vogliono che la brama per il compiacimento del progredire nella Via, sia uccisa, che il tuo essere interiore si erga in silenzio, per una forza impersonale calma ed occulta, e non sotto il desiderio di crescere, che paralizzerebbe la crescenza stessa e varrebbe soltanto ad indurirti per un inevitabile rafforzarsi del vincolo dell'Io. Sono puri dettagli di tecnica, questi, che non hanno nulla di morale né di religioso né di sentimentale, per quanto il mistico li viva invece appunto sotto questo aspetto illusorio e mitologico. Per esempio nell'« imitazione del Cristo » vale una serie di immagini, che agiscono suscitando forze sottili atte a produrre una « mortificazione » dapprima, poi una «resurrezione », anche se il Cristo non fosse mai esistito. Tieni presente infine che per l'uomo di oggi la Via Regia stessa, all'inizio di solito parte dal principio umido, anche se dopo quest'acqua debba esser resa arida e secca. Alla Via, in effetto, conduce spesso una fame dello spirito, un bisogno dispotico dell'essere tuo tutto. E' il "grido rauco e inarticolato della natura umida" da cui un « logos di luce » - secondo il "Pimandro" - trae un « fuoco puro sottile penetrante verso l'alto ». Così puoi comprendere, come forme intermedie fra la Via secca e la Via umida, speciali metodi che si basano su di una esasperazione sino all'autoeccesso di energie della natura inferiore. E' la via sacrificale, l'estatismo violento ed orgiastico dionisiaco ed anche la via dei Tantrici. Te ne sarà detto in seguito. 3) Nella VIA MAGICA, secca o solare, creerai non inconsapevolmente e passivamente come fa il mistico, ma consapevolmente e volitivamente, una dualità nell'essere tuo; ti porterai quindi direttamente nella parte superiore, t’identificherai con quel principio superiore e sussistente a cui invece il mistico tende identificato con la sua parte inferiore, in un rapporto di bisogno e di abbandono. Lentamente, ma sempre più, fortificherai cotesto « altro », che sei tu stesso, gli creerai supremazia, finché sappia tenere sotto di sè tutte le potenze della parte naturale e disporre interamente di esse. Ti si impone così una disciplina di fermezza e di distacco, fino a che sia creato un equilibrio, la qualità di una vita padrona di sé, libera rispetto a sé, detersa dall'istintività, dall'appetito oscuro dell'essere naturale nella carne come nella mente. Solo allora potrai eventualmente usare con frutto, come ausiliaria, qualche « acqua corrosiva », espressione alchemica per i metodi violenti (sostanze tossiche e sesso, sospensione del respiro, etc.); attaccando la compagine naturale, esse daranno al nucleo fisso ed atto già costituito una possibilità di espandersi, di più energicamente irrompere - ma se tale nucleo invece non fosse già costituito, esse per dissoluzione ti condurrebbero non sopra, ma sotto la condizione da cui sei partito. La disciplina affermativa si integra con trasformazioni provocate con qualche metodo diretto, sulle quali però tutto l'essere pronto, duttile, si riafferma digerisce e si fa digerire e sale intero, nulla lasciando indietro. I salti saranno ritmi più rapidi in cui tu qui devi essere capace di trasformare il tuo lento ritmo di essere incarnato, al modo stesso di un nuotatore che colga la corsa di un'onda, l'assuma e si faccia portare da essa; ma dove giunge, egli stesso giunge, e a sé si ricongiunge, restando affermativo, fermo, centrale. La natura solare ed aurea in te allora potrà rompere l'equilibrio ed essere più forte: l'altro - il tuo io, i tuoi sensi, la tua mente - sarà sotto di te. E potrai anche sospenderli: renderli inerti, neutralizzati, fissati: è il Silenzio, « l'estinzione della mania», il dissiparsi della nebbia. Allora nel tuo occhio rischiarato, lampeggerà la visione ciclica, integrale: vedrai la tua essenza trascendentale, il destino degli esseri e delle cose tutte e il regno di « coloro che sono». Concepirai il modo dell'atto allo stato libero, del moto immateriale agente fuori di ogni spazio o corpo con una rapidità creativa senza tempo. Si amalgamerà il centro in te con la natura universa non diveniente e da essa ritrarrà una virtù divina che si traduce in poteri miracolosi. Potrai volgerti allora alla conoscenza dei Nomi ed alle nozze con le « Lettere ». Sarai iniziato.." Nelle ACCADEMIE MIRIAMICHE, la via è essenzialmente la seconda (umida, lunare, isiaca) in cui, ermeticamente parlando, "il Re diventa Regina": l'opus magicum è per lo più limitato alla cura degli infermi e si attribuisce l'effetto curativo alle entità invocate, alla forza complessiva della catena e al Capitolo Operante che guida la catena stessa. Non è però una via "mistica" nel senso religioso e limitante del termine, perchè vi agisce quell' "opportuna integrazione iniziatica" cui fa cenno la monografia di Abraxa e che permette ad un certo punto un mutamento di polarità, in cui "la Regina diventa Re" e l'adepto passa a quell'ambito Osirideo, che segue essenzialmente la terza via (secca, solare, magica in senso vasto). Per esemplificare, un tipico rituale di mutamento della polarità è il cosiddetto Rituale del Senza Nascita, resosi famoso soprattutto negli ambienti della Golden Dawn e dell'O.T.O. Esso infatti inizia in forma lunare: "Te io invoco, Senza-Nascita. Te, che creasti la Terra ei Cieli. Te, che creasti la Notte e il Giorno. Te, che creasti le Tenebre e la Luce. Tu sei Osorronophris, che nessun uomo ha mai visto. Tu sei Iabas Tu sei Iapos: Tu hai distinto fra il giusto e l'ingiusto. Tu hai fatto il femminile e il maschile.Tu producesti il Seme e il Frutto.Tu disponesti che gli Uomini si amino gli uni con gli altri e che si odino gli uni con gli altri. Io sono Ankh-af-na-Khons(u) il tuo Profeta, cui Tu affidasti i Tuoi Misteri, le Cerimonie di Khem. Tu producesti l'Umido e l'Asciutto e tutto ciò che nutre ogni Vita creata." Termina però in forma solare, sugellata dal cambio del nome: "Io sono Colui che odia che il male sia fatto nel Mondo! Io sono Colui che lampeggia e tuona. Io sono Colui da cui proviene il Flusso della Vita sulla Terra. Io sono Colui la cui bocca sempre fiammeggia. Io sono Colui che genera e si manifesta nella Luce. Io sono la Grazia del Mondo. Il Cuore Cinto da un Serpente è il mio Nome". Di passata, il nome iniziale Ankh-af-na-Khons(u)=La Mia Vita è in Khons(u) tradisce la precedente pratica dei Rituali di Khons (il Deus Lunus egizio) che tanta importanza hanno nella pratica miriamica. Ritornando a quel che diceva Abraxa, la via solare o osiridea richiede il pieno sviluppo di quel Separando di Controllo, che non solo permette la Neutralità Ermetica a cui Kremmerz fa costante riferimento nelle sue opere, ma contiene "in nuce" ogni forma più spinta di Separando. Fino a che punto ci si può spingere? Trascurando certe distinzioni un po' "accademiche", come quella tra separando lunare, mercuriale e solare, ricorderemo che Kremmerz afferma "Iniziare vuol dire cominciare. Initium, principio. NESSUNO DA' LA FINE. Perché l’arcano è di natura tale che chi più lo ha intravisto da vicino non può comunicarlo. Può conferirlo nei limiti dei poteri, darlo intero no. (Ai Discepoli della Grande Arte, Nizza, 1 giugno 1917). Dunque "Nessuno dà la fine" e cioè non si può limitare l'estensione dello sviluppo spirituale; il che esclude una ripartizione sistematica e definitiva dello sviluppo stesso. Un praticante osirideo non ha in realtà bisogno di altro che della pratica del separando di controllo e dei suoi naturali approfondimenti. Se è bastevole di ciò, perfino l'aiuto di un maestro esterno gli diventa superfluo, il separando stesso indicandogli l'ulteriore strada da percorrere. Ma molti praticanti hanno dificoltà a mantenere costantemente il separando di controllo ed ecco allora il maestro osirideo che fornisce loro antidoti a ostacoli specifici. Nello scegliere l'antidoto ha completa possibilità : "potendo servirsi di il maestro di tutti i manoscritti dell'ordine, che può mettere a disposizione dell'allievo secondo la sua capacità e la sua intellettualità" (Regulamenta del Grande Oriente Egizio). Al di là del separando di controllo, non esiste dunque, in ambito osirideo, alcuna pratica ufficiale (cioè obbligatoria per tutti) , tutte le altre avendo il mero valore di antidoti ad hoc e ad personam. Se il maestro non è limitato nella sua scelta, il discepolo dal canto suo non ha alcun interesse a far collezione di rituali che a lui non servano e, se per caso ne ricevesse dal maestro in gran numero, avrebbe ben poco di cui gloriarsi, ciò testimoniando soltanto un gran numero di ostacoli personali. Il CHKM è un progetto aperto a tutti i praticanti kremmerziani -in particolare dell'area milanese- di "temperamento" osirideo ed ai miriamici giunti a praticare il Rito Esteriore Egizio (conclusivo del fascicolo D della Miriam) che è un tipico rituale del "Portale", preparatorio dello stadio "la Regina diventa Re" di passaggio al regime osirideo. A grandi linee, il CHKM si propone di: - Creare una catena osiridea in cui i vari aderenti abbiano ciascuno Sole e Luna in equilibrio e perciò una catena diversa da quelle miriamiche, ove un Capitolo Operante agisce da Sole nei confronti dei praticanti dei cerchi più esterni (Luna). - Avviare una ricerca storico-filologica sulla ritualità kremmerziana, tuttora manchevole. Un frammentario abbozzo fu tentato, su Internet, nel forum "Gruppo di UR". Tale ricerca è da intendersi non avente finalità divulgative, ma a beneficio di tutti i praticanti seri dell'area kremmerziana. Coloro che fossro seriamente interessati possono scrivere al seguente indirizzo e-mail: g_kremmerz@yahoo.it
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