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Creato da cineciclista il 20/06/2010

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Quale orologio

Post n°94 pubblicato il 09 Maggio 2012 da cineciclista
 

orologioHo un orologio stretto al polso, come un braccialetto sigillato e del quale il carcerato a piede libero che sono non si può disfare. Non misura nessun tempo: me lo impone come un obbligo, un dovere.  Ma ho un altro orologio sparpagliato addosso dappertutto, lo senti battere al ritmo del cuore ma è sotto la pianta dei piedi, dietro la nuca, nel fondoschiena, tra i peli del petto, in gola, sotto le ascelle, nei ventricoli, aorte, capillari, emisferi cerebrali, ecc. Questa specie di clessidra sensibilmente diffusa, a darle retta, mi fa fare dei giri a vuoto pazzeschi, delle perdite di tempo stratosfericamente assurde, senza che se ne possa fornire alcuna approssimativa spiegazione logica. Non misura un cazzo, anzi, cancella ogni misura, ma è l’unico strumento che ti può combinare degli appuntamenti pazzescamente precisi con ciò che non avresti incontrato forse mai seguendo l’orologio stretto al poso. Così è un po' di tempo che seguo più la dissipazione di tempo di questo secondo orologio.

 
 
 

Pensieri e bolidi

Post n°93 pubblicato il 21 Aprile 2012 da cineciclista
 

pensiero rombante, foto

A volte mi attraversano pensieri… Mi attraversano come bolidi silenziosi, senza traccia sonora ma con intensa e rapida scia di luce. Non faccio in tempo a fermarli, a fotografarli, a schizzarli sulla carta… Ma perché poi dovrei? Non siete miei – dico loro –, appartenete allo sproporzionato mondo, sfrecciate pure in un lungo e largo, silenziosi o rombanti, come e dove vi piace! Il circuito del tempo è così paradossalmente sconfinato che qui, purtroppo, siete costretti a ripassare…

 
 
 

battito del poeta

Post n°92 pubblicato il 07 Aprile 2012 da cineciclista

Photobucket

LATIDO DEL POETA. No me importa de las dudas, si en vano vine, pasé por la tierra, y si me marcharé como las flores que marchitan en un abrir y cerrar de ojos. ¿¡ Y del renombre, de la fama que ningún día en el mundo de mi tendrá, como podría interesarme?! Tampoco me importa lo que mañana hará mi corazón, qué sólo el quiere ser sombra de tu alma por un instante que no mudaré con ninguna eternidad y ser atravesado en un su latido apenas de la flor de luz en tus ojos. (r.t.)

 BATTITO DEL POETA. Che mi importa dei dubbi, se sono venuto e passato invano sulla terra, e se me ne andrò come i fiori che appassiscono in un batter d’occhio. E della fama, della celebrità che nessun giorno al mondo conserverà di me, cosa potrebbe mai interessarmi!? Tanto meno di quello che farà il mio cuore domani mi importa, perché esso chiede di essere ombra della tua anima per un istante che non cambierò con nessuna eternità ed essere attraversato in un suo battito appena dal fiore di luce nei tuoi occhi. (r.t.)

 

 
 
 

A una Maestra di Tantra

Post n°91 pubblicato il 01 Aprile 2012 da cineciclista
 

abbraccio tantra, foto

Maestra, mi piacerebbe tanto ballare con te il tango muto del Tantra, recitare all’ombra del tuo ventre il mantra delle labbra sulla pelle, celebrare l’origine ebbra dei gemiti d’amore dal caos, dall’ombra e dal silenzio, passarti nella tenebra il cobra del senso così che la tua algebra erotica lo restituisca a entrambi in sostanza di brividi, deliri e ambrosia divina. Balbetto a te, Maestra, con queste parole ciò che può esprimersi e intendersi pienamente solo in altra lingua, con altri sguardi, sensi, sorrisi e bisbigli, eppure fu sempre un’illusione ingenua ogni paradiso o trasognato giardino, senza la conoscenza dura dell’incolta e velenosa radura, l’assaporare ancora il fiele amaro dell'infernale erba che nutre questa terra.   

 
 
 

Perduta

Post n°90 pubblicato il 16 Marzo 2012 da cineciclista

gente del deserto, immagine

Anima mia, che adesso io ti abbia perduta è conseguenza della mia follia, ma la mia follia è conseguenza di averti persa allora, al nostro primo sguardo, avendo il mondo subito smarrito me al suo amore. Mi trascino nel vuoto senza te, come mi trascinai incontro a te da quel mondo che era ieri deserto e oggi torna deserto. Alla frontiera degli errori noi siamo stati eroi, la battaglia era infatti impari ma proprio per questo non siamo fuggiti, per vincere anche ciò che era perso, per guadagnarla la sconfitta e non lasciarcela imporre. Ogni energia d’amore inutilmente spesa è stata poi ritrovata e di nuovo smarrita e ora torna come fuoco vivo che alimenta la follia. Perché se la morte ci può sempre chiamare con voce muta e potente è per l’insensatezza di quel desiderio che anela tanto l’inizio quanto brama la fine.

 

 
 
 
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