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YOGA E ALTRE STRANEZZE

LA PRATICA DELLO HATHA YOGA - VIDEO

 

 

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TANTRA LA VIA DEL SESSO - LA YOGHINI - Parte Prima, Cap. IX

Post n°92 pubblicato il 14 Settembre 2015 da paoloproietti.rnk

 

 

 

 

 



IX – LA YOGINĪ

La Dea, e la donna che ne è incarnazione vivente, è onnipresente nel Tantra.

Si respira il suo profumo ovunque, e, andando avanti nella lettura dello Haṭhayogapradīpikā si capisce che la protagonista assoluta delle tecniche sessuali è Lei, la yoginī.

III.99

“La donna che raggiunta la maestria nelle Arti del Sesso, contraendo i muscoli sottili della vagina, risucchia lo sperma e trattiene i propri fluidi vaginali, è una yoginī “

La yoginī non è una semplice praticante di yoga. In sanscrito con la parola, neutra, yogin si indicano i praticanti di entrambi i sessi, yoginī, invece, è la Donna realizzata, capace di condividere lo stato di ānanda, beatitudine suprema, col suo compagno, che viene chiamato, a volte, kanthādhārin, che significa “Sposo dell’Amata” o “Sposo della Sacerdotessa”.

La differenza di significato tra yogin e yoginī riflette le diverse caratteristiche e potenzialità dell’uomo e della donna.

Nel corpo femminile, non solo i canali energetici sono più morbidi e ampi, ma si trovano tre luoghi, detti vuoti creativi, in cui dimorano le “Grandi Madri”, le tre forme della Dea che incarnano il Vuoto, la Luce e il Suono.

La vagina è la dimora di Umā/Pārvatī, la” Madre del Vuoto e dell’Azione”, nel cuore risiede Lakṣmī “ Madre della Luce e della Conoscenza” e nella gola troviamo Sarasvati “Madre del Suono e del Desiderio”. La valenza operativa delle pratiche sessuali dipende in gran parte dalla relazione tra vagina, cuore e gola, e dal loro entrare in risonanza durante l’orgasmo femminile.

I tre vuoti creativi sono considerati tre Maṇḍala.

La vagina in particolare è detta “Maṇḍala Segreto”.

Per Maṇḍala si intende una rappresentazione grafica o tridimensionale dell’Universo, nella quale le tre forze primarie (Fuoco, Sole,

si combinano con le direzioni dello spazio, dando vita a
i cinque elementi della fisica, alle cinque azioni fondamentali, alle cinque percezioni ecc. ecc. Scoprire le zone della vagina che corrispondono agli Elementi, e stimolarle nell’ordine della dissoluzione (Terra – Acqua – Fuoco – Aria - Spazio) e poi della manifestazione (Spazio – Aria - Fuoco – Acqua – Terra) significa svelare l’identità tra Microcosmo e Macrocosmo, tra il corpo degli amanti e l’Universo, trasformando, di fatto, l’atto sessuale nel Rito della Creazione.

 
 
 

TANTRA - LA VIA DEL SESSO

Post n°91 pubblicato il 12 Settembre 2015 da paoloproietti.rnk

 

COPERTINA DI tANTRA - LA VIA DEL SESSO

TANTRA, LA VIA DEL SESSO il mio primo libro, è in libreria dal 14 settembre. Si tratta della prima parte di un lavoro di ricerca che ho fatto negli ultimi 10 anni. A rileggerlo mi pare che emerga un'idea diversa da quella che la maggior parte delle persone ha del Tantra. Molti credono sia una serie di tecniche per far meglio all'amore,per "durare di più", per avere più orgasmi. Secondo me è è la forma più alta di devozione nei confronti della Dea, ovvero della Vita.

Vorrei che questo Blog si trasformasse in un luogo di confronto e condivisione.
Troppo spesso ho letto cose inesatte sul Tantra.
Troppo spesso ho visto, con sorpresa, la Via di Kamaesvari, Dea del Desiderio e della Nostalgia del Cielo, trasformata, dal morboso sguardo degli occidentali. in una serie di pratiche erotiche fini a se stesse.
Mi auguro che le mie ricerche e le vostre riflessioni possano far luce sul 

reale significato degli insegnamenti dei maestri antichi.
Il libro, di cui darò delle anticipazioni in questa pagina, è dedicato a Yeshe Tsogyal, la "Danzatrice del Cielo" ed è diviso in cinque parti, come cinque sono le fasi del Rito Sessuale nella tradizione indiana, più una introduzione ed una conclusione in cui racconto le mie esperienze personali e la mia iniziazione al tantrismo.
Nella prima parte parlo delle fonti documentali e dei problemi generati, nelle traduzioni, dall'Obscene Pubblications Acts, che impediva, fino al secolo scorso, nell'Impero britannico, la stampa di immagini e testi con contenuti erotici.

La seconda parte è invece dedicata alla conoscenza anatomica ed agli esercizi preparatori.
La terza al Rito Sessuale vero e proprio ed alla Dottrina delle Vibrazioni, anima autentica del tantrismo
La quarta, intitolata "L'Onda della Bellezza", è dedicata a Shankara Bhagavad pada ed alla Sri Vidya, l'insieme di pratiche legate allo Sri Yantra.
La quinta parte riguarda invece la pratica vera e propria.

LOVERS

Ringrazio Caterina Genta che mi ha fornito la foto di copertina, tratta da una coreografia che abbiamo danzato insieme un po' di anni fa, subito dopola nostra iniziazione al tantrismo Tibetano con i Monaci Gelugpa.
E ringrazio i mie amici fratelli del Gruppo Yoga vedanta che mi hanno sostenuto nelle mie ricerche Laura Nalin Beaudet,Fabio Giancarlo Cozzi, Onofrio Amendola, Andrea Pagano, Gianni Bencista, Francesca C., Milena Romanelli, Malcolm Bilotta e i nuovi preziosi collaboratori della Scuola di Yoga Integrato, Romina Carne, Amelia Taboni, Iris Giusi Tanoni,Emanuela Proietti, e Marzio Vincent che un annetto fa mi mise nell'orecchio la pulce della pubblicazione.

 

 
 
 

TRADIMENTI

Post n°90 pubblicato il 28 Aprile 2014 da paoloproietti.rnk


paolo 20 anni

 

Sono con Ivana. 
La mia amica di sempre. 
La ascolto. 
Racconta ad altri di quando mi ha incontrato, 35 anni fa. 
Un deficiente boccoluto che se ne andava in giro con un flauto di canna, seguito da un codazzo di ragazze. 
35 anni sono tanti. 
Un deficiente. 
Pensavo di essere Krishna all'epoca. 
Ridiamo. 
Ivana è brava a raccontare. 
Me lo vedo davanti il deficiente con la faccia da surfista. 
Che buffo. 
Poi viene la malinconia. 
No, non è la nostalgia della giovinezza, è qualcosa di diverso. 
L'umore si fa nero. 
Torniamo a casa e accendo il pc. 
Oh! Il forum di Yoga! 
Leggo gli ultimi interventi, verbosi, colti. 
Discussioni sugli scopi della vita, dello yoga, sui rapporti tra pensiero occidentale e pensiero indiano. 
Fino a poco tempo fa mi sarei fregato le mani e mi sarei buttato come un falco sulle colte citazioni, le perifrasi ad effetto e gli involontari strafalcioni degli altri falchi. 
Adesso gli onorevoli duelli filosofici alla ricerca della verità ontologica mi paiono insensati. 
La magia di Ivana ha funzionato. 
Il deficiente con la faccia da surfista se ne sta lì davanti a me. 
Non fa mica niente! Non mi giudica, non mi critica (è incapace di farlo!). 
Mi guarda e basta, col sorriso di allora. 
E io mi sento una [om]. 
Mi viene in mente il "bacio della morte"... 
No niente di drammatico, per carità: quando ero ragazzino e ci facevamo le canne, chiamavamo bacio della morte un gioco stupido. 
La mia fidanzatina tirava un gran boccata di canna, poi mi baciava e mi soffiava il fumo nei polmoni. 
Io lo tenevo dentro fin quando potevo e poi lasciavo che uscisse da solo, di colpo, dal naso e dalla bocca. 
Dopo 35 anni il deficiente con la faccia da surfista se ne è uscito, di botto, come il fumo del bacio della morte. Ha aperto il cassetto polveroso dove lo avevo chiuso e ora se ne sta lì, in silenzio. 
E mi guarda. 
La parola che mi risuona nella testa è TRADIMENTO. 
In questi anni sono andato alla ricerca della verità. 
La Verità è la cosa più importante. 
La Verità è rivoluzionaria. 
La Ricerca della Verità è lo scopo ultimo dell'Essere umano. 
Al deficiente con la faccia da Surfista della verità non fregava un accidente. 
Pensava di essere Krishna. 
Cercava Radha, l'Amore che nulla pretende.

 

 

 

krishna radha

 

La filosofia è una strana roba. 
Ci si comincia a creare un sacco di problemi sull'esistenza di Dio, sul rapporto tra Individuo e Assoluto, sulla necessità di annichilire l'ego. 
Quanti anni ho passato a studiare le tecniche per annichilire l'Ego! 
Che senso ha? 
La Ricerca assidua della Verità, la Credenza di voler distruggere le Credenze finisce spesso, o sempre, per andar contro alle ragioni del cuore. 
Ma se esiste un Assoluto, dove altro potrebbe essere se non nel cuore? 
Nel nucleo vivo e palpitante delle emozioni che dà vita e forma al nostro corpo, alla nostra vita? 
La natura dell'essere umano è Ananda, beatitudine infinita. 
Felicità senza limiti. 
L'ho scritto un mucchio di volte. 
Ma forse non l'avevo mai veramente capito prima di adesso. 
"Natura" significa ciò che si è veramente. 
Krishna cercava Radha, l'Amore che nulla pretende. 
E Radha non è una Dea, è una donna in carne ed ossa. 
C'è esiste. 
Basterebbe essere fedeli a se stessi, alla propria Natura, per vivere sempre e comunque al suo fianco. 
Ma l'Amore, di cui si parla sempre, all'uomo non basta. 
Lo mettiamo in un cassetto in attesa di tempi migliori, c'è sempre qualcosa da fare: ottenere la sicurezza economica, il rispetto degli altri, il successo. 
Siamo sempre pieni di così nobili ideali da perseguire, di obblighi sociali o familiari da onorare, che finiamo per lasciarlo lì, l'amore, nel cassetto sempre più polveroso del cuore. 
Verrà il momento di aprirlo, prima o poi, ci diciamo. 
E intanto via ad inseguire il successo, a piangere per le ferite dell'Ego, a cercare la verità ontologica. 
Il massimo è quando anziché donarsi all'amore, perdiamo tempo a convincere gli altri dell'insensatezza di vivere senza amore. 
Il deficiente con la faccia da surfista mi sorride. 
Lui lo sa di chi sto parlando.... 

 
 
 

LA LOGICA DEL CORPO: HATHA YOGA

Post n°89 pubblicato il 14 Aprile 2014 da paoloproietti.rnk

Molti praticanti, e alcuni insegnanti che conosco, hanno difficoltà ad assumere le posizioni come Upavishta Konasana, con le gambe in apertura, 

UPAVISHTA KONASANA

Si arriva a dire che non sono essenziali per la pratica dello Hatha Yoga o che l'apertura è roba da ballerini e che dipende da una predisposizione naturale. 
In realtà l'apertura è essenziale per uno Hatha Yogin, se non si padroneggiano le "spaccate, sarà difficile assumere correttamente Padmasana o Siddhasana. 
E per ciò che riguarda la predisposizione naturale, a parte i casi di patologie più o meno gravi, basta osservare i bambini nei primi anni di vita: per loro Mandukasana o Upavishta Konasana sono posizioni normali. 
Alcuni ci si addormentano, suscitando i gridolini di incredulità di adulti con il bacino contratto e le lombari accartocciate. 

BIMBO SPACCATA

 

Per poter assumere le posizioni fondamentali dello Hatha Yoga, per prima cosa occorre prendere coscienza dei fantastici giochi di specchi costruiti dalla mente. Nella nostra società le posture naturali dell'Essere Umano sono considerate innaturali e le abitudini errate, nate da sovrastrutture culturali, da mode, spesso, sembrano, di contro normali.  

 

GAMBE ACCAVALLATE

 

Vediamo: nessuno di noi si stupisce nel vedere una bella donna con le gambe accavallate e le scarpe a punta, tacco dodici. Anzi ci sono studi sul linguaggio del corpo, sui messaggi della seduzione e via discorrendo. Consideriamo normale stare seduti di sbieco, con una gamba sopra l'altra e le dita dei piedi strizzate quasi fino alla necrosi. Pensiamoci un attimo. Se in un salotto televisivo mi metto seduto per terra a gambe incrociate lo strano sono io, e questo, dal punto di vista della, come chiamarla... Logica del Corpo(?) è ASSURDO. Nel momento in cui diventiamo consapevoli di questo ribaltamento della Logica Corporea, la maniera di assumere le posture dello Hatha Yoga muta radicalmente: non è l'Asana ad essere Innaturale, sono le sovrastrutture culturali a farcelo apparire tale. Se comprendiamo il processo di ribaltamento della "Logica Corporea" verrà a galla la reale motivazione dei nostri gesti quotidiani e, piano piano, ci libereremo del concetto di Prestazione, uno dei peggiori nemici del praticante. La nostra maniera di muoversi, di parlare, di vestirsi, non dipende quasi mai dalle esigenze del corpo, ma dalla necessità di piacere agli altri. "Il Tema è La Relazione" mi diceva sempre la mia ex Donna. Già. Il problema è che per relazionarsi con gli altri, con la società o le micro-reti sociali (famiglia, amici, colleghi) indossiamo abiti di scena e interpretiamo dei ruoli, infischiandosene delle esigenze del corpo e delle emozioni da cui queste esigenze insorgono. A forza di cercare di comunicare con l'esterno, di studiare le leggi delle relazioni, rischiamo di perdere contatto con la sapienza antica del corpo, unica via per riscoprire lo Stato Naturale. Per uno Hathayogin il tema non è la Relazione, il Tema è ESSERE. E come si fa ad Essere se si assumono le posizioni e i comportamenti che devono farci accettare dalla società? 

 

MAGRITTE

 

Il viaggio a ritroso verso lo stato naturale ci svela, pian piano, tutti i nostri bluff. 
Smascherare se stessi è doloroso, e in molti casi, è meglio lasciar perdere. 
Ma se ci si addentra nella via dello Yoga guardarsi in faccia diventa, invece, una necessità. 
Quanti sono gli istruttori di yoga che evitano accuratamente di mostrare agli allievi le posizioni che non gli riescono? 
Quanti sono quelli che nascondono le loro lacune dietro le comode ipocrisie del "Questo non mi risuona" o "Il mio maestro ha detto che non si fa così"? 
Lo yoga pretende che ci si mostri nudi: è una via che toglie. 
Fa piazza pulita di certezze e pregiudizi. 
Ti fa vedere la tua faccia così com'è, senza belletti. 
Arrendersi al corpo. 
Questa è l'unica cosa possibilità. 
E il corpo non è una macchina di muscoli, legamenti ed ossa, ma lo specchio delle emozioni. 

 

MAGRITTE 2

Se ci si arrende svanisce il concetto di Prestazione. 
L'Ascolto Interiore non si accorda con la volontà di piacere o di stupire gli altri. 
Studiare una postura che ci crea difficoltà, come, per molti, la Spaccata Frontale, significa innanzitutto comprendere cosa mi impedisce di assumere una posizione NATURALE. 
Attaccare le gambe a corde e carrucole, farsi torturare da pesi e partner con tendenze sadomaso, nello Yoga non serve assolutamente a niente! 

TORTURA

 

L'unica cosa che conta è la consapevolezza, lo scoprire, pian piano, cosa impedisce al mio corpo di esprimere le proprie, naturali, potenzialità. 
Ma ritorniamo alle posizioni in apertura, naturali per l'essere umano, in assenza di patologie particolari. 
Se un praticante di Hatha Yoga non riesce ad assumerle significa: 
1) che non ha piena consapevolezza della geometria del corpo, ovvero che non sa come allineare le articolazioni e come muovere correttamente il corpo nello spazio. 

2) che non ha piena consapevolezza del pavimento pelvico. 

Per colmare queste lacune bisogna cominciare a diventare coscienti del movimento naturale del sistema osseo. 

 

SCHELETRO

Il sistema osseo è dinamico, si muove continuamente seguendo l'andamento delle maree del liquido cerebro spinale. 
Le ossa pari o gemelle (le costole per esempio) in inspirazione si allargono ed in espirazione si chiudono. 
Le ossa impari (il sacro, per esempio) in inspirazione si flettono verso l'esterno ed in espirazione si allungano. 

Facciamo un esercizio semplice semplice: 

SPACCATA FRONTALE

 

1)Apro le gambe quanto posso (anche 90° va bene) e, mani a terra, scendo, sempre quanto posso, con la schiena in avanti. 
La posizione deve essere il più comoda possibile. 

2)Porto l'attenzione sul mento e sul sacro. 
In Inspirazione devo percepire un leggero movimento del sacro indietro e in alto e del mento in avanti e in alto. 
In espirazione sia il sacro che il mento torneranno in asse e percepirò una spinta verso l'alto e verso il basso della colonna vertebrale. 
Una volta percepito il movimento naturale cerco di assecondarlo spostando volontariamente il mento e il sacro. 

3)Porto l'attenzione sulle costole e sulle ossa delle gambe. 
In inspirazione ne devo percepire l'allargamento verso l'esterno ed in espirazione la chiusura. 
Il movimento delle ossa delle gambe si tradurrà in una rotazione nella zona dell'articolazione coxo-femorale. 

 

COXO FEMORALE

 

4)Adesso inspirando muovo consapevolmente il mento e il sacro in avanti e faccio ruotare le gambe leggermente all'esterno. 
Espirando rilasso il più possibile il bacino e allungo la colonna, sempre con dolcezza. 

5) Dopo aver per ripetuto per 9-18...108 cicli respiratori, mi fermo e ascolto il fluire delle energie. Dovrò percepire una specie di formicolio o una carezza sottopelle che, con la pratica, si trasformerà in una vibrazione. 

6) Porto l'attenzione sul Pavimento pelvico visualizzandolo come un rombo i cui vertici sono: osso pubico, ischi, coccige. 


PAVIMENTO PELVICO

 

Inspirando "allargo" il rombo: osso pubico e coccige si allargano sull'asse sagittale e gli ischi lateralmente. 
Espirando cerco di rilassare e di allungare la colonna. 
Continuo fin quando non percepisco una vibrazione e/o un formicolio nella zona del perineo. 

7) A questo punto immagino che all'interno delle gambe ci sia un canale (uno per gamba) che dal piede porta all'ombelico passando per il pavimento pelvico. 
Inspirando immagino che l'aria dai piedi arrivi all'ombelico facendo allargare il "ROMBO" del pavimento pelvico. 
Espirando "faccio uscire l'aria dai piedi" allungando e allargando dolcemente le gambe. 
Dopo 9-18...108 cicli respiratori mi fermo e cerco di percepire vibrazioni e/o formicolii nelle gambe, nel pavimento pelvico, nella zona del sacro. 
Tiro su la schiena mi allungo e ripeto allargando un poco le gambe.......


 

 

 

 
 
 

VEDERSI VISTI

Post n°88 pubblicato il 21 Marzo 2014 da paoloproietti.rnk

"- Se le stelle apparissero una volta ogni cento anni
 l'uomo conserverebbe il ricordo della città di Dio - 

Non ricordo chi l'abbia scritto, ma è proprio una bella frase. 
Se il sole ci mostra il mondo senza pudore, è con discrezione che i ricami oro e argento delle stelle ci portano fuori dalle tempeste, e addolciscono il vuoto angosciante della notte. 
Troppo caldo il sole per fartelo amico, neppure puoi guardarlo negli occhi. 
Con le stelle è diverso: godi della loro danza, sempre nuova, le saluti prima dell'alba, come un Romeo sorpreso dal canto dell'allodola, e dopo il tramonto le ritrovi lì, appese al cielo".
Ryu No Kokyu
Lo Yoga è una danza, la danza degli Dei.
Non mi stanco mai di ripeterlo.
Eppure ogni volta che un gesto, ripetuto magari mille e mille volte, prende vita, mi sorprendo.
La vera bellezza è effimera.
Ed è insolita.
La perla di rugiada, al primo sole, emoziona più di un gioiello antico e la rosa che sboccia sulla pietra, inattesa e solitaria, irride, insieme, la roccia e l'artista più osannato.
All'improvviso, a volte, l'asana, la mudra o la sequenza si fanno danza, e il Corpo dello Yogin si scopre palcoscenico per il Nataraja e la sua Sposa. 
A volte, mica sempre. 
Gli Dei sono capricciosi forse, o forse siamo noi che non abbiamo ancora appreso a perfezione l'Arte della Resa.
Arrendersi alla Gravità è l'unico modo per spiccare il volo. 
Arrendersi alla saggezza antica del corpo è la sola via per uscirne, dal corpo, e per "vedersi visti".

LAURA PAOLO 1

In fondo la meditazione non è altro che farsi spettatori di sé, guardarsi come si guarda il campo scosso dal vento.
O  l'onda che si spinge fino in cielo per abbracciar la Terra.
Ecco il trucco!
Quando l'Asana, la Mudra, la sequenza si nutrono della nostalgia delle stelle come l'onda si nutre di quella della Terra, il gesto  si fa meditazione e lo Yoga Arte.
Le stelle, ancora loro.
Sono mesi che ricordo, leggo e scrivo di stelle, il piccolo grande segreto dello Yoga.
Per gli indiani dei Veda Shiva, il Nataraja è la costellazione di Orione e la sua cavalcatura è il Toro che gli si para di fronte.
La danza degli Dei è, anche, il girotondo, consolatorio, delle stelle.
Consolatorio, perché  è vero che 
"Se le stelle apparissero una volta ogni cento anni l'uomo conserverebbe il ricordo della città di Dio
ma che angoscia sarebbe, notte dopo notte, annegare gli occhi  nel vuoto! 
Il sorriso della luna piena parrebbe triste e il disciogliersi delle sue sorelle puzzerebbe di morte, come il pesce vecchio.
Lo Yoga si fa Danza quando ci si arrende alle stelle.
 Lavorando in due il gioco dell'abbandono si fa più facile, ascolti te stesso e ascolti l'altro, il tuo respiro si fonde col suo e la pelle si fa sottile per meglio sentire  il gioco dei muscoli.
Ci si arrende all'altro come alla gravità e la bellezza, la grazia, sbocciano. Inconsapevolmente.
Involontariamente.

LAURA PAOLO 2

Non c'è volontà nella Bellezza. 
Volontà forse, con la maiuscola, ad intendere una Legge che non può  essere scritta né detta, ma nell'Arte non c'è spazio per l'IO VOGLIO: 
l'Onda della Bellezza è anarchica e bizzosa, come gli Dei o la donna che ami. Tu non puoi decidere quando inarcherà la schiena, come un drago antico, per slanciarsi verso il Cielo, verso le stelle, né puoi costringerla a rimanere al tuo fianco, quando il richiamo della sua casa di cristallo si farà risacca.
Puoi solo aspettare.


LAURA PAOLO 3

La Bellezza è Eterna, proprio perché effimera.
Su di Lei il Signore del tempo non ha  potere alcuno.
Quando arriva la riconosci subito.
 Il gesto, anche il più banale, si muta in poesia, si fa rotondo, morbido, dolce e sembra che dia luce.
Questo è proprio strano.
Però accade.
Sarà suggestione, ma quando ti "arrendi" il corpo pare più luminoso e il movimento, anche solo di una mano, disegna l'aria come fosse sabbia.
Forse al richiamo della Bellezza, le stelle nascoste in noi, nell'oscura memoria delle cellule, fanno capolino.
O magari è il corpo dello Yogin a rendere l'aria specchio, e la luce che si vede non è altro che il riflesso della Vita che sgorga dalla pelle, la carne i muscoli.

LAURA PAOLO 4

Quando dagli asana insorge la Danza degli Dei, lo spazio si fa denso e il corpo irradia luce. 
Normale per chi prende sul serio i versi antichi, straordinario per chi non sa che la Poesia è rivelazione e l'Arte  scienza. 
Gli dei dormono in noi e come i sogni si destano al primo sonno. 
Non il sonno del corpo, intendo, ma l'affievolirsi della presunzione, del credere che la volontà possa dominare la Natura.
Basta arrendersi alla saggezza del corpo e gli dei aprono gli occhi (i tuoi occhi!) per  mostrarti ciò che è.
Non la realtà fantastica e barocca della mente, ma proprio quello che è.
La mente umana è golosa di sistemi, calcoli e progetti. 
Il corpo, invece, vuole solo danzare.
Chi può biasimarlo? 
In fondo è nato per quello

LAURA PAOLO 5

 
 
 
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