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Un blog creato da sinemoiaquai il 04/03/2006

Ma'pe iabbu

escape from me

 
 

FIORE

E qui, se mai verrai, l’estate
quietamente si sfanno gli obelischi
e cattedrali come sortilegi
consumano in esilii avventurosi.
Prossimi alle scogliere noi
parleremo del Sud, dell’Europa,
dell’uggia e del campo di tabacco
che avanza in bilico tra noi e il mondo.

il Salento in poesia. Ieri e oggi.

(in foto, il menhir di Carpignano)

 

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ANOTHER BRICK IN THE WALL

•••••••••••••••▼The Wall▼•••••••••••••• ┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬ ┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴ ┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬ ┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴┬┴© 
 

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IL MIO PROFILO SU TECHNORATI

MIO PAESE, COSÌ SGRADITO DA DOVERTI AMARE.BODINI


 

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SOTTO SCORTA

MA I SOGNI SONO VIRTUALI?

Perché
non ricordo

mai i miei sogni?

 

 

« Come un uomo sulla terraTi amo? Facciamo il conto... »

Dal blog di Kuda

Post n°522 pubblicato il 12 Febbraio 2009 da sinemoiaquai
 




Catena di blog per chiedere la reintroduzione della norma che obbliga a fornire tutti i nuovi edifici di pannelli solariE' incredibile non si capisce con quale logica il Governo Berlusconi tenti colpi continui contro l'industria delle energie rinnovabili, dopo il tentativo, fallito, di affossare le detrazioni per l'efficienza energetica, oggi, nascosto nel decreto milleproroghe viene tolto l'obbligo per i nuovo edifici di avere, almeno in parte, energia prodotta da fonti rinnovabili.

Nella finanziaria del 2008 il Governo Prodi aveva introdotto, a decorrere dal 10 gennaio 2009, l'obbligo per gli edifici di nuova costruzione, ai fini del rilascio del permesso di costruire, l'installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, in modo tale da garantire una produzione energetica non inferiore a 1 kW per ciascuna unità abitativa, compatibilmente con la realizzabilità tecnica dell'intervento.

Il governo italiano persiste con questo atteggiamento miope, arretrato e irragionevole e non perde occasione per portare avanti una malcelata battaglia contro la difesa ambientale. Fortunatamente alcuni comuni hanno già introdotto l'obbligo, ma le sostanze nocive non si fermano ai confini comunali. Chiediamo a gran voce che l'obbligo venga re-introdotto alla Camera.

Qui parte una nuova catena di blog perchè LE RINNOVABILI NON SONO PIù UN'ALTERNATIVA, SONO UN OBBLIGO!


 
 
 
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LÀ È VISSUTO UN POPOLO DI FORMICHE

In quella terra, sulle colline strappate al bosco, al demanio, al feudo baronale, un piccolo popolo è riuscito a fare quel ke avrebbe spaventato un popolo di giganti



 
Non accusarmi, anima,
se ti possiedo di rado,

chiedo scusa al tutto,

se non posso essere ovunque. Chiedo scusa a tutti,

se non posso essere ognuno e ognuna.

So che finché vivo, niente mi giustifica, perché io stessa mi sono d'ostacolo.
Non avermene, lingua,

se prendo in prestito parole patetiche, e poi fatico,

per farle sembrare

leggere
 

MASSIMILIANO aNTONUCCI

 


Chiedo scusa al caso se lo chiamo necessità.
Chiedo scusa alla necessità se tuttavia mi sbaglio.
Non si arrabbi la felicità se la prendo per mia.
Mi perdonino i morti se ardono appena nella mia memoria.
Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante.
Chiedo scusa al vecchio amore se do la precedenza al nuovo.
Perdonatemi, guerre lontane, se porto fiori a casa.
Perdonatemi, ferite aperte, se mi pungo un dito.
Chiedo scusa a chi grida dagli abissi per il disco col minuetto.
Chiedo scusa alla gente nelle stazioni se dormo alle cinque del mattino.
Perdonami, speranza braccata, se a volte rido.

 
Perdonatemi, deserti, se non corro con un cucchiaio d'acqua. E tu, falcone, da anni lo stesso, nella stessa gabbia, immobile, con lo sguardo fisso sempre nello stesso punto, assolvimi, anche se tu fossi un uccello impagliato. Chiedo scusa all'albero abbattuto per le quattro gambe del tavolo. Chiedo scusa alle grandi domande per le piccole risposte. Verità, non prestarmi troppa attenzione. Serietà, sii magnanima con me. Sopporta, mistero dell'esistenza, se tiro via fili dal tuo strascico. Non accusarmi, anima, se ti possiedo di rado. Chiedo scusa al tutto se non posso essere ovunque. Chiedo scusa a tutti se non so essere ognuno e ognuna. So che finchè vivo niente mi giustifica, perché io stessa mi sono d'ostacolo. Non avermene, lingua, se prendo in prestito parole patetiche, E poi fatico per farle sembrare leggere. Wislawa Szymborska, Sotto una piccola stella.
 [photo by Demarquet] img: © Geoffroy Demarquet
 

questa volta
voglio
nascere albero
sentire la terra
sotto
toccare
il cielo

 

INCATENATA ALLA LUNA



 

LE CITTÀ INVISIBILI , FABY

Bauci

Dopo aver marciato sette giorni attraverso boscaglie, chi va a Bauci non riesce a vederla ed è arrivato. I sottili trampoli che s'alzano dal suolo a gran distanza l'uno dall'altro e si perdono sopra le nubi sostengono la città. Ci si sale con scalette. A terra gli abitanti si mostrano di rado: hanno già tutto l'occorrente lassù e preferiscono non scendere. Nulla della città tocca il suolo tranne quelle lunghe gambe da fenicottero a cui si appoggia e, nelle giornate luminose, un'ombra traforata e angolosa che si disegna sul fogliame. Tre ipotesi si dànno sugli abitanti di Bauci: che odino la Terra; che la rispettino al punto d'evitare ogni contatto; che la amino com'era prima di loro e con cannocchiali e telescopi puntati in giù non si stanchino di passarla in rassegna, foglia a foglia, sasso a sasso, formica per formica, contemplando affascinati la propria assenza.

da: Le Città Invisibili di Italo Calvino