
In una sua vecchia canzone Bobby Solo cantava: "Gelosia mi acceca mi uccide assurda malattia..." E in effetti la gelosia è una malattia che acceca e uccide.
A conferma di ciò l'ennesimo femminicidio, consumatosi, pochi giorni or sono, a Palma Campania, un paese in provincia di Napoli.
A scatenare il raptus omicida come spesso accade è stata la gelosia. Stando a quanto riportato da www.affaritaliani.it, l'uomo aveva installato sul computer della moglie un software cosiddetto "keylogger" che, di nascosto, registrava tutto ciò che veniva digitato sulla tastiera e lo inviava via mail. E con un "trojan spy" carpiva le password di Facebook per poter entrare nel profilo della consorte e leggere i messaggi privati. Così Giancarlo Giannini, 35 anni, ha scoperto sul social network che la moglie Alessandra Sorrentino, 26 anni, amava un altro uomo. E quando, in un post, ha letto il messaggio "Ti amo", accecato dalla gelosia l'ha uccisa a colpi di forbici.
Da mesi l'uomo coltivava il sospetto del tradimento, mentre il rapporto con Alessandra diventava sempre più tormentato dai continui litigi, anche davanti ai figli di quattro e sei anni. Loro, i bambini, sono ora affidati agli zii, non sanno nulla della tragedia consumatasi in casa mentre dormivano.
Ma intanto proprio su Facebook, la piattaforma diventata quasi l'arma del delitto di gelosia, un torrente di messaggi inonda il profilo dell'assassino (quello della vittima è stato cancellato poche ore dopo l'omicidio), prima che qualcuno chiuda la bacheca virtuale. E non ci sono solo commenti di chi rinfaccia a Giannini il suo folle gesto, gli grida "sei un mostro" e gli chiede "come puoi avere distrutto la vita anche ai tuoi figli?". C'è anche chi scrive "ma che cazzo dite!" o addirittura un agghiacciante "non è possibile giudicare dal di fuori". Come se, "dal di dentro", possa esistere qualcosa che giustifichi la barbara uccisione di una donna di 26 anni.
Alessandra è stata ritrovata in una pozza di sangue sul balcone. A chiamare i carabinieri è stato un vicino che ha sentito urlare la vittima. L'omicidio è avvenuto nel cuore della notte in via Municipio 92, proprio al centro della cittadina. Le forbici di medie dimensioni, arma del delitto secondo quello che avrebbero accertato i carabinieri, erano conficcate nel petto della donna. Giannini invece, è stato trovato dai militari in stato confusionale.
Ora gli inquirenti analizzeranno quel software installato dal marito geloso e sospettoso sul pc della donna, capiranno quali sono i messaggi che hanno scatenato il raptus omicida: servirà a tracciare il profilo criminale di un assassino che, ora, si trova in isolamento nel carcere di Poggioreale. Impossibile, invece, sapere quanti programmi di questo genere sono installati nel mondo all'insaputa degli utenti, quanti potenziali Giannini possano esserci sulla faccia della terra. Di certo, sottolinea la Polizia Postale, si tratta di un fenomeno in aumento, e nel 70 per cento dei casi accertati le vittime sono donne.
Non c'è bisogno di citare alla lettera le leggi sulla privacy e contro lo stalking, ovviamente, per capire che si tratta di una pratica illegale. Per trovare software di questo tipo, assolutamente gratuiti, basta fare una breve ricerca su Google, per scaricarli e installarli non servono competenze informatiche da hacker e nemmeno da "semplice" smanettone: chiunque può farlo, con una media conoscenza dell'uso del computer.
Naturalmente esistono anche gli "antidoti": chi ha il dubbio di essere spiato da un "keylogger" può scaricare un programma (sempre gratuito) come Revealer Keylogger o KL-Detector. E, una volta scovato il software-spia, avvisare le forze dell'ordine.
COMMENTO PERSONALE:
Inutile stare qui a chiedersi si può uccidere per gelosia, la risposta è nei fatti di cronaca, negli ultimi 5 giorni tre donne sono state uccise dai loro compagni divorati dalla gelosia quello che vale la pena chiedersi è io potrei essere capace di uccidere? Posta così la domanda, l'immediata risposta è : - "NO" io non potrei. Eppure a pensarci bene siamo tutti dei potenziali assassini in quanto il raptus omicida, scatenato dalla follia del momento, priva l'essere umano della necessaria lucidità per potersi auto controllare e quindi lo induce a commettere quello che viene definito per l'appunto un gesto folle, spesso compiuto da persone che fino a quel momento non avevano mai dato adito a poter pensare che potessero esplodere con inaudita violenza.
Dall'inizio dell'anno ad oggi sono state uccise 67 donne e siamo ancora a metà anno. Ecco questo è un dato su cui riflettere e chiedersi erano tutti assassini coloro che hanno compiuto questi efferati omicidi o lo erano potenzilamente, esattamente come potremmo esserlo noi?
Pubblicato da Staff Radio DgVoice, Rossella.
Inviato da: elisa
il 19/06/2013 alle 09:48
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il 19/06/2013 alle 01:19
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