Creato da giusidng il 26/06/2010

Giusi Dangelico

E' nei libri che gli scrittori custodiscono le loro verità

 

 

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L'uomo "solo e sconsolato"

Post n°38 pubblicato il 31 Marzo 2011 da giusidng
 
Foto di giusidng

 

La grande scrittrice Oriana Fallaci un giorno conobbe l'amore e scrisse il libro intitolato "Un uomo"  Due anni fa pensai anch'io di conoscere l'amore e invece incontrai solo  "Uno stronzo". Non potendo intitolare così il mio libro ho deciso di usare il nome di colei che me lo ha fatto scoprire per quello che era.

Niente ferisce, avvelena, ammala, quanto la delusione. Perché la delusione è un dolore che deriva da una speranza svanita una sconfitta che nasce sempre da una fiducia tradita cioè dal voltafaccia di qualcuno o qualcosa in cui credevamo.

(Oriana Fallaci)

 

Dopo aver scoperto la sua password, Cristina l’aveva modificata a suo gusto, per il piacere sottile di immaginarlo digitare la frase che lei più sentiva adeguata a Lorenzo, ossia "sono uno psicopatico". E così anch’io digitai quelle tre parole senza sebbene riuscire a trattenere una risata mentre vidi aprirsi sullo schermo la videata con la posta in entrata e in uscita di Lorenzo.

Con un lieve senso di colpa ma mossa da una curiosità più prorompente cliccai e iniziai a leggere tutte le mails in entrata. Rimasi profondamente delusa scoprendo che l’uomo che per mesi avevo immaginato solo e sconsolato era al contrario fin troppo sovraffollato. Riceveva posta da una lista interminabile di ragazze da quasi tutto il mondo che paradossalmente sottolineava il vuoto di una vita senza un vero amore. Dal Brasile reclamavano il suo interesse modelle e aspiranti veline, quasi tutte mulatte, o comunque dai colori scuri.

Dalla Russia con furore si susseguivano foto di candidate bionde con occhi chiari, che Lorenzo inoltrava al suo migliore amico fra l’altro, tutte modelle ventenni, ovviamente, e sulla stessa onda delle colleghe brasiliane.

Immaginai per un momento il furbo Lorenzo inorgoglirsi alla vista di tante donne da ingannare con la scusa dei sentimenti e portarsi invece nella camera da letto, per poter commentare il giorno dopo con i colleghi al bar, quanto si trovasse in una posizione invidiabile. D’altra parte immaginai le galline straniere e italiane speranzose di aver trovato il pollo giusto da spennare sino all’ultima piuma. Le potevo immaginare mentre facevano i calcoli su quanto guadagnasse Lorenzo, sugli anni che gli restavano da campare e di quale pensione avrebbero goduto in futuro.

Rievocai la storia di un ricco amico di famiglia che convalescente da un brutto male, a cinquantacinque anni sposò una cubana ventenne, illusa di aver fatto il colpo della sua vita. Dopo soli due anni incontrammo la ventenne al mercato rionale, avvilita dalle continue richieste sessuali dal marito, che oltre a essersi ripreso e godere di ottima salute, aveva mandato in frantumi i suoi piani futuri.

Fra tutte le lettere in entrata mi colpì quella di una certa Cintia che gli scriveva con una frequenza giornaliera e manifestava la sua inquietudine per avergli inviato le sue foto senza veli e pretendeva il suo indirizzo per andarlo a trovare all’istante. Per nessun essere umano è piacevole scoprire di essere stato ingannato e di essere un gioco, una sfida o un piacevole passatempo, soprattutto poi per chi professa la sincerità ad ogni costo.

E così anche per me non fu facile accettare di aver creduto alla recita del buffone di turno e di far parte di un campionario di probabili prede dalla rapida consumazione.Terminai di leggere le lettere in entrata e sospirai intensamente ricordando tutte le volte in cui Lorenzo aveva dichiarato di essere serio, solido, equilibrato, e soprattutto non incline a frequentare ragazze straniere e passai quindi all’esame delle mails in uscita.

Lorenzo scriveva a tutte da vittima, conscio che la tenerezza fa scaturire nell’animo materno delle donne un senso di protezione. Man mano che mi accingevo alla lettura riconoscevo il suo carnet di frasi da seduttore veterano e che aveva venduto per spontanee anche a me: "Amò, tesò, ma quanto ti piaccio da 0 a 10? Posso chiamarti qualche volta? Ti lascio il mio numero, tu sei diversa dalle altre, hai una marcia in più, io sono sempre solo..!"

Fra tutte quelle mails mi fece particolarmente male quella datata otto novembre indirizzata alla ormai nota Cintia, che chiamava amore e nella quale dichiarava di non frequentare nessuna donna, di essere "solo e sconsolato", e che l’avrebbe ricevuta a casa sua non appena i turni ospedalieri lo avrebbero permesso.Solo quattro giorni prima mi aveva scritto quanto gli mancassi e desiderava rivedermi. A quel punto oltre che delusa ero davvero fuori di me:

"Ah si! Quindi io non sarei nessuno?" Urlai sgranando gli occhi leggendo quelle bugie. "Adesso mi ripresento meglio e ti faccio vedere io chi sono e come non mi dimentichi più per tutta la vita! Ti faccio nero Lorenzo Rossi!"

Pronunciai furiosa confermando l’opinione di coloro che sostengono che spesso gli scrittori scrivono per vendicarsi della realtà. "Alla fine sei tu il commediante e non loro! E se ti piacciono tanto, almeno abbi il coraggio e la dignità di non sparlare alle loro spalle! Sputi pure nel piatto dove mangi! E non finisce qui signor Rossi! Non finisce qui!" Promisi con la mia innata vocazione al dramma. Prima di credere ciecamente a Cristina, volevo un chiarimento da Lorenzo, sebbene i fatti parlassero da soli. Così qualche giorno dopo l’accaduto decisi di chiamarlo

e rivelargli tutto quello che era accaduto, con un tono di voce molto pacato e tranquillo. Lui non negò di aver conosciuto Cristina via chat. Era di buon umore e sembrava sorpreso di ascoltarmi, ma dovevamo risentirci in un altro momento perché era al lavoro. La sera lo richiamai a casa chiedendogli di Cintia e il suo atteggiamento nei miei riguardi cambiò. Mentì su tutto e si mostrò irritato e annoiato.

Ci sono uomini che quando esauriscono la provvista di scuse hanno come ultima possibilità per sottrarsi alle accuse quella di alzare il tono della voce, fingersi offesi e intimarti di non cercarli mai più. Pensano di essersi discolpati così mentre per noi donne questa non è altro che la dichiarazione ufficiale della loro colpevolezza.

Ci vuole coraggio ad ammettere i propri errori, ci vuole carattere a scusarsi per un comportamento che ha ferito chi ci ama e Lorenzo purtroppo in questo campo ha sempre mostrato la massima codardia.

Finalmente avevo capito chi era davvero quell’uomo, perché la moglie lo aveva probabilmente lasciato e soprattutto quanto ero stata fortunata a seguire il mio istinto e non avergli offerto tutto il mio cuore ed essermi preservata da quelle che temevo si sarebbe rivelate delusioni ancora più cocenti.

Mi sentii completamente svuotata, sola, tradita nei sentimenti e denudata dalla coperta d’affetto che ognuno di noi si avvolge intorno, sebbene a volte produca un calore diverso da quello desiderato. Un giorno senza amore è come una notte senza stelle e Lorenzo aveva appena oscurato il mio cielo.

 

 

 

 
 
 
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 Chi sono

Scrittrice, opinionista e redattrice di articoli in magazines e riviste nelle seguenti lingue: italiano, inglese, portoghese. 
In Italia:

da gennaio 2013 http://www.vanityfair.it/author/Giusi%20Dangelico

-scrittrice di storie vere per Confidenze, Mondadori, da gennaio 2012
-collaborazione con RCS group nel 2012

dal 2011 Responsabile Relazioni pubbliche Per IKOS, scuola di psicoterapia per medici e psicologi. 

da febbraio 2011 Blogger.

http://www.dimarsicolibri.it/ellenica.html

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