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Creato da: degregori1959 il 11/06/2009
AFFARI SPORCHI E GIUSTIZIA CRIMINALE.

 

 

Giustiza criminale.

Post n°19 pubblicato il 30 Novembre 2009 da degregori1959
 

Dal 14 dicembre 2009 in tutte le librerie "Giustizia criminale", il nuovo libro di Italo Degregori.

12 milioni di euro scomparsi saltano fuori dopo quasi cinque anni di indagini, scagionando l’autore dalle accuse di essere la mente e il braccio di un colpo milionario, accuse che lo hanno portato per due volte in carcere.

Viene così dimostrata una verità tanto attesa quanto conclamata, che ci porta non solo a nutrire seri dubbi sul comportamento di taluni Magistrati, ma si rivela un vero e proprio atto di accusa contro il nostro sistema giudiziario, reo, secondo l’autore, di errori e omissioni ingiustificabili.

Una malagiustizia che ha permesso che milioni di euro restassero nelle mani dei potenti e dei loro protetti, lasciando all’asciutto centinaia di risparmiatori.

Una lista completa di 500 clienti, tutti i nomi, tutti i dettagli dei soldi versati e ritirati, una società utilizzata per ripulire fondi di dubbia provenienza.

Una prosa diretta e aggressiva che vi farà conoscere ogni aspetto di questa vicenda, augurandovi che tutto ciò, un giorno, non succeda anche a Voi.

 

 

 
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BRUTTA STORIA.

Post n°17 pubblicato il 04 Ottobre 2009 da degregori1959

 

Un ulteriore aspetto curioso che comprova ulteriormente le mie teorie è quello dei clienti che versavano solo assegni, molti circolari e pochi bancari, tutti ovviamente e rigorosamente dell’importo massimo di 10.000 euro, e ciò per scontati motivi di segnalazione antiriciclaggio.

A questo riguardo mi sento in dovere di riportare il caso sicuramente più clamoroso, ovvero quello di M. F. di Revello, che ha investito con la mia società la somma di 253.000 euro, versando la bellezza di numero 82 assegni circolari, equivalenti quindi ad una media di 3.085 euro per assegno.

Mi chiedo ora: ma cosa pensavano questi clienti, che in caso di controlli non si sarebbe trovato niente? Pensavano forse che versando decine di assegni di piccolo taglio sarebbero stati al sicuro da eventuali controlli della Guardia di Finanza? E poi era inutile fare decine di assegni circolari di piccolo importo se comunque li versavano tutti assieme per importi complessivi superiori ai fatidici 12.500 euro, in ogni caso la segnalazione antiriciclaggio scattava comunque.

E invece no, credevano di essere i più furbi, pensavano che cominciando dopo poco tempo la loro attività di rimborsi continuativi di fare in tempo a ripulire e poi chiudere i conti cercando di non lasciare traccia del loro passaggio. Poveri illusi.

 
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PENSO DI ESSERE STATO ANCORA GENTILE!

Post n°15 pubblicato il 30 Settembre 2009 da degregori1959
 

CORRIERE Alba, Bra, Langhe e Roero – 3-8-2009

 Degregori replica a Rizzo

 In riferimento a quanto scritto dall’Avvocato Alberto Rizzzo e pubblicato in data 6 luglio 2009 dal “Corriere”, il sottoscritto autore del libro “Affari sporchi” con la presente intende contestare punto su punto quanto affermato dall’Avvocato stesso.

In primo luogo non risulta ssolutamente né allo scrivente né tantomeno presso il competente Tribunale di Saluzzo, nessuna querela fatta dall’Avvocato Alberto Rizzo nei miei confronti, né all’epoca della pubblicazione del libro “Affari sporchi” né tantomeno in occasione della seconda edizione. La pubblicazione del libro “Affari sporchi” ha comportato complessivamente numero 5 querele ad opera delle seguenti persone: Dott. Maurizio Ascione, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Saluzzo, Dott. Massimo Striglia, curatore fallimentare nella procedura fallimentare contro la società Wall Street Trader srl di cui ero amministratore, Maresciallo Gianni Montalto della Tenenza di Saluzzo della Guardia di Finanza, Ezio Pepino, collaboratore attivo della società Wall Street Trader srl, Andrea Soldani, cliente della società Wall Street Trader srl. Come si vede non risultano assolutamente le numerose querele delle tante “vittime” descritte dall’Avvocato Rizzo, né quelle del giudice per le indagini preliminari, né tantomeno quelle dei larghi strati della società civile e politica della provincia di Cuneo; pregherei l’Avvocato Rizzo di documentarsi meglio prima di scrivere.

La seconda fondamentale obiezione riguarda la dichiarazione dell’Avvocato Rizzo in cui afferma di aver prestato, insieme all’Avvocato Massimiliano Pani, tre anni di strenua e puntuale difesa dello scrivente; da quanto scritto non la giudicherei una difesa molto strenua e puntuale, in quanto lo stesso Avvocato scrive della sottrazione di oltre 40 miliardi di lire, mentre le accuse formulate nei miei confronti dalla Procura di Saluzzo si riferivano alla metà di tale importo; ciò mi conferma ulteriormente che ho fatto proprio bene a “dismettere io”, e non loro, il mandato difensivo, e ciò è ulteriormente comprovato dal fatto che quando nominai l’Avvocato Renato Cravero del Foro di Torino come mio nuovo difensore di fiducia, siccome ogni indagato non può avere più di due avvocati, tolsi il mandato “in primis” proprio all’Avvvocato Alberto Rizzo.

Un’altra cosa che non capisco è come fa l’Avvocato Alberto Rizzo a parlare di “tutela del segreto delle indagini in corso” quando sono ormai quasi 2 anni che non si occupano più della mia vicenda, visto che la revoca del loro mandato risale al 5 ottobre 2007.

E infatti tante e tante cose sono successe di cui gli Avvocati Rizzo e Pani non sono assolutamente a conoscenza.

Come ultima cosa vorrei soffermarmi sulla dichiarazione – forse la più grave di tutte – in cui l’Avvocato Alberto Rizzo afferma che gli episodi da me descritti nel libro “Affari sporchi” non sono mai avvenuti; inviterei l’Avvocato a riflettere prima di scrivere queste cose, poiché quanto da me scritto nei confronti suoi e dell’Avvocato Massimiliano Pani corrisponde alla pura e semplice verità, verità supportata anche e soprattutto da mia moglie.

L’unica cosa giusta che ha scritto l’Avvocato Rizzzo è che sarà in ambito giudiziario la trattazione di questa vicenda.

Sentitamente ringrazio.

                                                                                                                                      Italo Degregori

                                                                                                                                                 Rifreddo

 

Il sig. Degregori si assume la paternità e la responsabilità delle affermaazioni riportate.

“Il Corriere” garantisce la possibilità di replica alle persone citate nella lettera.

 
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SCANDALOSO! - LEGGETE E MEDITATE -

Post n°14 pubblicato il 30 Settembre 2009 da degregori1959
 

CORRIERE Alba, Bra, Langhe e Roero – 6/7/2009

 Rizzo ancora su “Affari sporchi”

 Con la chiusura della campagna elettorale e la mia recente nomina ad Assessore della

Giunta Sibille presso il Comune di Bra, mi sia consentito precisare – con riferimento

agli articoli riguardanti la mia persona comparsi sugli ultimi due numeri del Corriere,

a firma di Grazia Novellini –, quanto segue.

La pubblicazione – in forma ANONIMA – della lettera sull'operato dello scrivente –

comparsa a pagina 5 dell’ultimo numero del Corriere – riprende testualmente alcuni

passi – falsi e gravemente diffamatori – di un libro apparso alcuni mesi fa e scritto da

un ex cliente, tal Italo Degregori, contro il quale ho già ritualmente proposto querela

all’epoca per il reato di diffamazione a mezzo stampa, così come ho proceduto nei

confronti della casa editrice che lo ha pubblicato.

Sono attualmente in corso di svolgimento le indagini condotte dalla Procura della

Repubblica di Pesaro competente per territorio, nell’ambito delle quali sono persona

offesa insieme a molti altri, vittime anch’essi delle accuse calunniose contenute nel

libro e facenti parte, con ogni probabilità, di un preciso disegno criminoso.

L’autore dello scritto, infatti, è stato un cliente dello Studio che condivido con l'amico

Massimiliano Pani: dopo tre anni di strenua e puntuale difesa penale prestata a tutela

di questo soggetto – accusato di aver truffato 423 clienti residenti nella provincia di

Cuneo per la sottrazione fraudolenta di somme per oltre 40 miliardi delle vecchie lire,

con la conseguente imputazione di bancarotta fraudolenta aggravata, episodi per i

quali ha scontato un notevole periodo di custodia cautelare in carcere –, entrambi

abbiamo deciso di dismettere il mandato per insanabili divergenze con il nostro assistito

in merito alla strategia difensiva.

Per tutta risposta, sono state scaricate su di noi – così come su tutte le altre persone

coinvolte nella vicenda giudiziaria, dal Giudice per le Indagini Preliminari di Saluzzo,

al Pubblico Ministero che svolgeva le indagini, al curatore fallimentare, agli ufficiali

di Polizia Giudiziaria per ricordarne solo alcuni – accuse tanto infamanti quanto infondate,

allo scopo, forse, di teorizzare un vero e proprio complotto nei suoi confronti.

Questa amara quanto gratuita vicenda avrà la sua trattazione, come è giusto che sia,

ESCLUSIVAMENTE in ambito giudiziario dove, sono certo, verranno accertati i

gravissimi danni arrecati alla reputazione umana e professionale di tutti i soggetti diffamati,

permettendo di chiarire il disegno criminale portato avanti dal Degregori che,

non soltanto ha rappresentato a carico dello scrivente episodi mai avvenuti ma, in un

vortice di accuse tanto pesanti quanto infondate, ha trascinato nelle sue ricostruzioni

demolitorie anche i magistrati saluzzesi che si sono occupati della sua vicenda, nonché

larghi strati della società civile e politica della Provincia di Cuneo, perseguendo –

evidentemente – l’obiettivo di scaricare sul sistema costituito le responsabilità del suo

operato.

La mostruosità delle accuse ivi contenute, unita alla loro assoluta infondatezza, colorano

l’intero impianto diffamatorio del testo che, sono certo, verrà smascherato

dall’Autorità Giudiziaria.

Ragioni di tutela del segreto delle indagini in corso, come Voi ben comprenderete, non

mi consentono di entrare ulteriormente nel merito della vicenda.

Posso solo aggiungere che l’accertamento della verità dei fatti dimostrerà che ho tenuto

comportamenti diligenti, scrupolosi ed attenti a salvaguardare – in primo luogo – le

esigenze difensive del Degregori.

Cordialità.

Avv. Alberto Rizzo,

assessore del Comune di Bra

 
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Estratto "Giustizia criminale"

Post n°12 pubblicato il 26 Settembre 2009 da degregori1959

Concludo affermando per l’ennesima volta che sono solo ed unicamente dei criminali, come la stessa giustizia che amministrano in maniera così offensiva nei confronti non solo miei, ma di tutti coloro che avevano riposto in loro quelle speranze di giustizia, speranze ovviamente disattese al 100%, al fine di favorire solo ed esclusivamente coloro che potevano tornare utili per il loro tornaconto personale.
Avranno i vari Giudici e Procuratori il coraggio di ammettere, almeno una volta nella loro vita, i propri sbagli, o faranno finta di niente, cercando sempre e di nuovo di scaricare la colpa sull’amministratore, cercando di far scomparire le prove della loro servizievole attività a favore dei soliti noti a scapito e danno dei tanti che si ritroveranno con, in mano, una manciata di sabbia?
O cercheranno nuove scuse, continuando a scrivere le loro bugie e falsità, per cercare di arrestare nuovamente l’amministratore Italo Degregori, al fine di offrire al “popolo italiano” la testa del colpevole, continuando a calpestare ogni forma di correttezza e legalità?
In conclusione, continueranno ad amministrare la Giustizia in maniera criminale o si decideranno a mettere la parola fine ai loro soprusi e ai loro comportamenti di dubbia imparzialità?
Ma, come ho sempre ribadito fin dall’inizio, saranno presto nuove aule di Tribunale a legittimare chi dice e ha sempre detto la verità, al contrario di chi ha sempre affermato il falso, lanciando accuse gratuite e prive di ogni fondamento sul sottoscritto.
E questo vale per tutti i Giudici, i Pubblici Ministeri e i Consulenti che hanno fatto del Tribunale di S....... il luogo di ritrovo della loro criminalità organizzata.
E vediamo se qualcuno mi farà ancora querela per diffamazione, ex art. 595 del codice penale.

 

 
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