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Un blog creato da lady_camille il 26/10/2012

Dentro la notte

... a separarci solo un filo di stelle

 
 

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Quel rifugio sul mare

Post n°18 pubblicato il 10 Febbraio 2013 da lady_camille


Scende la sera sul mare, non c'è ancora la luna ma la luce del faro rischiara, ora il cielo, ora il mare, ora i ricordi...
Lei su quel mare, si lascia carezzare i piedi dall'acqua mentre sotto la stessa luna Lui, altrove, si lascia avvolgere dalla foschia.
Sono divisi da km di aria, ma immersi negli stessi pensieri.
È un tempo che ha lasciato un vuoto caldo nei loro cuori e la luce del faro sembra conoscerne ogni segreto.
Si erano incontrati per caso, entrambi con la voglia di fuggire, di flutti di mare, di vento sul viso e di perdersi su quella linea dove cielo e mare si fondono e si confondono.
Le loro vite somigliavano ad onde spumose che s'infrangevano sulle rocce, bramose di libertà.
I loro sguardi non si erano cercati ma si erano sfiorati e compresi, le loro mani si erano unite e scaldate quasi in assenza di parole.
Quel rifugio sul mare, quel farsi svegliare dalla luce del sole, quello stare abbracciati seduti sul prato ad ascoltare la musica del mare, li aveva accolti senza mai chiedere. Il loro sentirsi bastava a quei giorni inattesi.
Lei è ritornata a respirare le emozioni di quel tempo, non da sola, ma con un cuore amico, silente testimone, cui poter raccontare quella magia mai svanita e riviverla così tra le parole ancora una volta.
Le parla delle corse sulla spiaggia, all'aurora, dopo notti non dormite, a respirarsi, a frugarsi, ad amarsi, ed ancora di quel sentirsi svuotati d'ogni dovere e liberi da ogni vincolo da potersi perdere anche in un sol brivido.
Ora li, la sua anima è sola, ma sulla pelle ancor riecheggiano sospiri e respiri. Ripercorre quei luoghi e ne assapora l'essenza, rivivendo ore di sole, di vele sul mare, di abbracci, di baci, che avvolti nella brezza del mare rendono ancora vicino ciò che ormai è lontano.
E ripensa a quell'ultima sera racchiusa nel profumo d'una rosa che già al mattino seguente aveva noto il destino.
Nell'aria ancora l'eco d'un pianoforte a ricordarne i sorrisi.
Anche Lui, nello stesso tempo, ma in un luogo diverso, ode quella stessa melodia che lo riporta a quei giorni vissuti e ancora vividi sulla pelle e nel cuore. Gli ritorna il fiatone, lo stesso che aveva nel salire quelle scale verso il suo cielo.
E' ora un mare in tempesta, il suo cuore, un'eco che scava sul fondo, quella stessa udita nel passeggiare sul molo, nel calpestare la sabbia, impalato di fronte all'immenso.
E' inverno, ma quei ricordi lo riscaldano ancora, anche quando è la sua città a darle il buongiorno e un altro volto a specchiarlo. Ferma nella sua mente come un quadro d'autore ancora la vede con gli stessi occhi di allora e ancora quell'odore di mare gli si riaffaccia nel cuore. Si perde al solo pensiero di quanto fosse dolce lasciarsi dondolare dal mare, abbracciati, momenti in cui il mondo era chiuso fuori ed esistevano solo i loro desideri, la loro passione, il loro ridere, il loro volersi sentire inaspettatamente felici.
Anche lui ritorna al faro, di lì a qualche settimana, a riprendersi quel tempo. Il cuore gli batte forte, dissolvendo quella nebbia calata nella sua anima. Risale le scale, si affaccia sul mare e ne respira ancora una volta la favola; ha bisogno ora di sapere se quel tempo è stato solo un sogno a svanire.
Lei è ancora lì che ne sfoglia ogni pagina, non riesce a lasciarlo andar via, lo rilegge tra le righe della sua vita ormai senza di lui ma consapevole di aver vissuto emozioni indelebili, irrepetibili...
Ma, questo non è più tempo di restare ma di andare, di chiudersi alle spalle il ricordo, insieme a pezzi di cuore, perle di anima, brividi di pelle, essenza di vita che hanno creato amore che tale resterà, oltre quel tempo ...

 
 
 
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