Creato da desioinpadania il 18/08/2011
Notizie e commenti dalla città di Desio
 

 

E CONVOCATA LA COMMISSIONE STATUTO E REGOLAMENTI, MARTEDI 14 ALLE ORE 20.30

Post n°66 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da desioinpadania

Scarica la convocazione e leggi gli argomenti iscritti all'ordine del giorno della prossima commissione Statuto e Regolamenti, che si riunirà alle ore 20.30 di martedì 14 febbraio 2012. Clicca qui

Leggi il regolamento ERP (Edilizia Residenziale Pubblica)

Leggi la proposta per il nuovo statuto della GSD

 
 
 

CONVOCAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE: GIOVEDI 16 E VENERDI 17 FEBBRAIO

Post n°65 pubblicato il 11 Febbraio 2012 da desioinpadania

E' convocato il Consiglio Comunale della Città di Desio, per giovedì 16 e vernerdì 17 febbraio 2012 alle 20.45 presso la Sala Consiliare.

QUESTI I PUNTI ISCRITTI ALL'ORDINE DEL GIORNO:

1.  INTERROGAZIONI INTERPELLANZE  - ART. 57 REGOLAMENTO CONSIGLIO COMUNALE;
2.  COMUNICAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE ART. 166 DEL TUEL N. 267/2000 (PRELIEVO FONDO DI RISERVA) – SECONDO SEMESTRE ANNO 2011 –;
3.  INDIVIDUAZIONE DELL’AREA DA ACQUISIRE AL PATRIMONIO COMUNALE AI FINE DELL’APPLICAZIONE DELLA SANZIONE DI CUI ALL’ART. 31 – TERZO COMMA – DEL T.U. APPROVATO CON DPR 6 GIUGNO 2001, N. 380, PER LE OPERE ABUSIVAMENTE REALIZZATE SULL’IMMOBILE CON ACCESSO DALLA VIA SABOTINO E CATASTALMENTE CONTRADDISTINTO AL FOGLIO 48 DAI MAPPALI 25-26;
4.  ACQUISIZIONE AL PATRIMONIO COMUNALE DI AREA DESTINATA NEL PGT A SEDE STRADALE DI PROPRIETÀ DELLA SOCIETÀ DANTE ARMANDO SRL CON SEDE A MILANO IN VIA VARANINI N. 8; 
5.  PROGETTO DI FORMAZIONE OPERE DI URBANIZZAZIONE AFFERENTI IL PERMESSO DI COSTRUIRE N. 46126/65/DC DELL’11 SETTEMBRE 2009  SOCIETÀ EURO IMMOBILIARE S.R.L. APPROVAZIONE MODIFICA ART. 6 DELLA CONVENZIONE URBANISTICA DEL PIANO ATTUATIVO DELL’AREA CONTRADDISTINTA NEL PRG PREVIGENTE CON LA  D6, DEFINITIVAMENTE APPROVATO CON DELIBERAZIONE DI G.C. N. 71 DELL’1 APRILE 2008;
6.  DEFINIZIONE DEGLI INDIRIZZI PER LA NOMINA E LA DESIGNAZIONE DEI RAPPRESENTANTI  DEL COMUNE PRESSO ENTI, AZIENDE ED ISTITUZIONI, FONDAZIONI E SOCIETÀ PARTECIPATE;
7.  GSD S.P.A. “GESTIONE SERVIZI DESIO S.P.A.” – MODIFICA ARTICOLI DELLO STATUTO SOCIETARIO;
8.  APPROVAZIONE REGOLAMENTO CORPO POLIZIA LOCALE;
9.  REVOCA  REGOLAMENTO COMUNALE PER L’ASSEGNAZIONE  DEGLI ALLOGGI DI E.R.P. IN DEROGA ALLA GRADUATORIA E AI REQUISITI AI SENSI DEGLI ARTT. 14 E 15 DEL R.R. 1/2004 APPROVATO CON DELIBERA C.C. N. 85 DEL 29.11.2005 E APPROVAZIONE NUOVO REGOLAMENTO;
10.  APPROVAZIONE VERBALI SEDUTE CONSIGLIO COMUNALE DEL 29 NOVEMBRE E DEL 19 DICEMBRE 2011.

La seduta di venerdì 17 febbraio 2012 si intende convocata anche in 2a convocazione, se necessario.

DIRETTA WEB: sarà possibile seguire in diretta i lavori della Seduta anche in streaming web, accedendo al canale web tv della Città di Desio.

COME RAGGIUNGERE LA SEDE : Sala Consiliare (Palazzo Comunale) – P.zza Giovanni Paolo II, porta n. 19 – lato nord . (Impostazione navigatore: Corso Italia angolo Via Torricelli).

 
 
 

GIOVANI PADANI: “Scriveremo Monti Buffone su ogni muro del Nord”

Post n°64 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da desioinpadania

VARÈS. Dopo la denuncia per vilipendio ad alta carica dello Stato indirizzata a tre giovani padani di Varese, non tardano le reazioni dei vertici del movimento giovanile del Carroccio.

I tre giovani sono stati sorpresi dalle Forze dell’ordine nei pressi dell’ippodromo di Varese dove erano comparse scritte “Monti buffone”. Portati in Questura dove sono stati trattenuti fino all’alba, sono stati denunciati per vilipendio.

Ora i Giovani padani annunciano iniziative di solidarietà e hanno pubblicato sul sito www.giovanipadani.com alcune centinaia di scritte comparse sui muri della Padania. “Scriveremo Monti buffone su ogni muro del Nord”, annunciano i giovani padani. Ricordiamo che per la Corte di Cassazione il termine “buffone” rivolto al capo del Governo è ritenuto “forte critica” e non vilipendio, come ci ha insegnato il caso di cui fu protagonista Berlusconi.

“Un’aberrazione da Stato di polizia – punta il dito il coordinatore nazionale MGP Lombardia, Eugenio Zoffili - Si tratta di un episodio gravissimo di intimidazione alla libertà di espressione che da sempre in politica è passata anche attraverso le scritte sui muri”.

“Questo governo – prosegue Zoffili – sta dimostrando ogni giorno la sua faccia più oscura: prima le manganellate ai pescatori, poi il terrorismo fiscale con cui schiaccia aziende, lavoratori e pensionati, ora anche il ripristino di reati che speravamo scomparsi con il ventennio fascista”.

“E’ un mondo al contrario – commenta Lucio Brignoli, coordinatore federale dell’ MGP – da una parte il governo svuota le carceri a colpi di decreto, toglie i poteri ai sindaci in tema di sicurezza e dall’altra colpisce con durezza chi ha ancora il coraggio di chiedere
democrazia e libertà per il suo territorio.”

“Il vero vilipendio – prosegue Brignoli – è quello che viene fatto ogni giorno contro i lavoratori del Nord, precarizzati e costretti a professioni sottopagati che umiliano i loro anni spesi a studiare. Il vilipendio è quello contro la democrazia, perpetrato da forze politiche di governo che non rappresentano altro che biechi interessi di casta. Il governo sappia che in tutta la Padania ci sono decine di migliaia di giovani pronti a scrivere su ogni muro che il re è nudo. Ce l’ha insegnato Bossi, i muri sono i libri dei popoli e noi abbiamo vernice e braccia abbastanza per scrivere molte altre pagine,
vilipendio o no.”

“Un atto politico al limite dell’intimidazione – aggiunge il deputato Paolo Grimoldi, presidente federale del Movimento giovani padani – Non mancheranno certo iniziative parlamentari per chiedere al governo chiarezza circa le sue priorità: difendere i cittadini dai criminali o inseguire dei ragazzi che chiedono giustamente di esprimere le proprie idee su un Governo che tradisce, umilia e spreme come sempre il Nord.”

Dei Giovani Padani fa parte anche Marco Pinti, segretario della sezione della Lega Nord di Varese, che ha fatto esporre uno striscione al balcone che recita “muri puliti, popoli muti”.

“Un’accusa così sproporzionata - dichiara Pinti – Un blitz buffonesco che tradisce il nervosismo di un sistema Italia in profonda crisi. Se una scritta sul muro spaventa il Potere costituito, allora vuol dire che la Lega all’opposizione sta seguendo la strada giusta. Hanno paura di noi e fanno bene perché presto riusciremo a mandare a casa questo governo. Essere perseguitati per aver detto la verità deve essere solo motivo di orgoglio, sul foglio si scrive denuncia, ma si legge medaglia.”

 
 
 

LA LEGA NORD MANDA IN TILT GOVERNO E TOGHE INTOCCABILI

Post n°63 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da desioinpadania

Con l’approvazione dell'emendamento del deputato del Carroccio Gianluca Pini, il Governo è stato battuto alla Camera (261 i favorevoli e 211 i contrari) sulla responsabilità civile dei magistrati. L'emendamento prevede, in particolare, che "chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento" di un magistrato "in violazione manifesta del diritto o con dolo o colpa grave nell'esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia", possa rivalersi facendo causa allo Stato e al magistrato per ottenere un risarcimento dei danni. Il testo passa ora al Senato. Con questo voto si è capito che quando c'è da votare segretamente, ritorna la democrazia e sparisce quell'inconsueta ed altrettanto debole maggioranza che supporta il Governo Monti. Il voto sulla responsabilità civile dei magistrati "E' una vittoria della Lega che in qualche modo andava fatta. L'hanno votata parecchi, non solo il Pdl", ha commentato il leader della Lega Nord Umberto Bossi.
APPROFONDIMENTI:
articolo tratto da "La Padania"
articolo de "Il Sole 24 ore" - RESPONSABILITA' DIRETTE PER LE TOGHE
articolo de "Il Sole 24 ore" - GIUDICI IN RIVOLTA: UNA RITORSIONE, PRONTI ALLO SCIOPERO

 
 
 

SVUTOCARCERI: "Saremo parte civile nei processi per i delitti commessi dagli scarcerati"

Post n°62 pubblicato il 08 Febbraio 2012 da desioinpadania

"Quella del Governo Monti non è una lotta per la civiltà, ma un salto nel buio  della barbarie. Il ministro Severino ha mai chiesto alle Forze dell'ordine cosa  ne pensano di tanto lavoro buttato alle ortiche? si è mai fatto un'idea di cosa voglia dire mandare fuori tutti indiscriminatamente? Sa cos'è la recidiva? Se non lo sa, sappia almeno una cosa: chiederemo a lui e al suo collega Monti i danni morali ed economici per qualunque delitto commesso dai futuri scarcerati.
Siamo pronti a costituirci parte civile al fianco di tutti i cittadini che subiranno le conseguenze di questo far west".

Così Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e presidente federale del
Movimento Giovani Padani.

 
 
 

POSTO FISSO MONOTONO? MONTI LA SMETTA DI PRENDERE IN GIRO PRECARI E GIOVANI

Post n°61 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da desioinpadania

"Sembra evidente - commenta Fabrizio Cecchetti, consigliere regionale della Lega Nord - che il tratto comune dei membri di questo Governo è l'arroganza. Mario Monti ha infatti dichiarato che il posto fisso sarebbe "monotono", dimenticando forse che in tanti, soprattutto giovani, non hanno nemmeno la fortuna di avere un lavoro precario. I dati sulla disoccupazione giovanile divulgati ieri dalla Cgia di Mestre parlano chiaro: nella sola Lombardia la disoccupazione reale, ovvero la somma di coloro che cercano lavoro ma non lo trovano e di quelli che hanno addirittura rinunciato a cercarlo, è pari a oltre il 40%. Senza contare che, e questo il Professor Monti dovrebbe saperlo molto bene, nessuna banca è disposta a concedere credito per il mutuo sulla casa a chi non ha un contratto a tempo indeterminato. A questo punto vada lui a spiegare ai suoi amici banchieri che il posto fisso è "monotono". Se la situazione non fosse drammatica poi, una dichiarazione del genere rilasciata da chi si fregia del titolo di "senatore a vita", suonerebbe addirittura comica. La spocchia dimostrata da lui e dai membri del suo Esecutivo appare ormai intollerabile; inutile ricordare la figura pietosa del Sottosegretario Martone che ha chiamato "sfigati" i giovani che non riescono a laurearsi prima dei 28 anni, scordando però che molti di questi sono costretti a lavorare per mantenersi gli studi. La è che questi tecnici, che dovevano essere i salvatori del Paese, stanno collezionando una serie imbarazzante di figuracce e ciò accade perché vivono arroccati nei loro salotti, completamente sconnessi con il mondo reale."

 
 
 

NUOVO REGOLAMENTO PER LA POLIZIA LOCALE DI DESIO APPROVATO IN COMMISSIONE STATUTO E REGOLAMENTI

Post n°60 pubblicato il 03 Febbraio 2012 da desioinpadania

Martedì 31 gennaio si è riunita la Commissione Statuto e Regolamenti, convocata dal presidente Andrea Villa. All'ordine del giorno c'era la discussione relativa al nuovo regolamento del Corpo di Polizia Locale, che ha avuto un parere positivo espresso all'unanimità.
Ecco alcune delle norme inserite: divieto assoluto per tutti glia genti di fumare durante il servizio, vietato indossare orecchini, bracciali o collane eccessivamente vistosi. Vietato intrattenersi in futili discussioni con colleghi o altre persone, proibita l’assunzione di sostanze alcoliche o superalcoliche. La serata è stata molto interessante perchè la presenza del comandante Di Mauro e del commissario Colciago ha permesso avere una discussione articolata, che ha potuto dare risposte in tempo reale alle richieste dei consiglieri ed avere una visione più globale sull'operato della Polizia Locale. A Desio sono in servizio 29 agenti, a cui vanno aggiunti alcuni amministrativi. Secondo un calcolo effettuato dal Corpo, in base al numero di abitanti e ai servizi presenti in città, il rapporto ottimale sarebbe di un agente ogni 700 abitanti.
E' stato illustrato il criterio utilizzato per formare il nuovo stemma del Corpo - ottenuto secondo alcune regole araldiche -, sono state motivate le scelte per cui sono in dotazione alcuni equipaggiamenti ed è stato fatto un quadro sul numero degli agenti in servizio e sull'organizzazione interna. Ogni agente, oltre all’arma di ordinanza, avrà in dotazione spray irritante e bastone estensibile.
Il regolamento sarà approvato ufficialmente nel corso del prossimo consiglio comunale che si riunirà nel mese di febbraio. 

 
 
 

MANOVRA MONTI: PER ADESSO LE CARTOLINE, POI I FORCONI!

Post n°59 pubblicato il 20 Gennaio 2012 da desioinpadania

La nuova tessera elettorale? “Voto bancomat”. Al grido di “Indignati e dissanguati: per il nostro futuro, Padania indipendente!”, domenica mattina, in occasione della manifestazione federale della Lega Nord, il Movimento giovani padani distribuirà migliaia di cartoline “Voto bancomat” da indirizzare al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Sul retro un messaggio per Napolitano per annunciare ogni forma di lotta contro le manovre sanguisuga del Governo Monti-Napolitano.

 

“Se impugniamo noi i forconi, come sta facendo qualcuno a sproposito, non paralizziamo solo la Padania, ma mandiamo in rovina tutto il Paese – spiega Lucio Brignoli, coordinatore federale del Movimento Giovani Padani – Per questo il 22 gennaio, in piazza, ci saranno anche migliaia di ragazzi che non intendono certo rinunciare al proprio futuro per foraggiare le banche di Monti e l’assistenzialismo centro-meridionale. Quello di domenica è l’ultimo appello civile, poi la Padania se ne andrà…”.
“Questa è la manovra “Munti”, e come al solito questa banda di banchieri è venuta a mungere al Nord – attacca Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e presidente federale del Movimento giovani padani – Una banda di personaggi capaci di farsi pagare le vacanze da strani figuri o di lucrare su abitazioni pubbliche, mettendo come priorità il Sud e dimenticandosi completamente del Nord e del federalismo. Questa dittatura dei banchieri è l’espressione peggiore se non la cancellazione della democrazia. Monti faccia in fretta a sistemare i conti dei suoi amici e se ne vada”.Il Movimento giovani padani sfilerà in fondo al corteo.

 
 
 

L'ASSESSORE SI TAPPA LE ORECCHIE. CHE FINE HA FATTO LA DISPONIBILITA' SBANDIERATA DA QUESTA AMMINISTRAZIONE?

Post n°58 pubblicato il 10 Gennaio 2012 da desioinpadania

È vero, devo dare ragione all'Assessore, purtroppo la cittadinanza NON SEMPRE partecipa alle iniziative, spesso si rintana nelle proprie case o “espatria” nelle vicine Seregno e Monza.

Cosa si può fare? Queste sono solo alcune semplici proposte che si potrebbero attuare nel breve periodo.

1)La transenna non sarà nè la causa nè la soluzione delle poche vendite dei nostri negozianti, ma penso che possa migliorare la situazione, anche parzialmente, dell'isola pedonale. Ci sono altri negozi dietro la basilica che, al sabato pomeriggio, restano difficilmente accessibili, provate a chiederlo agli stessi negozianti. Se vogliamo, aggiungiamo anche che alle celebrazioni della messa alle 18:30 non c'è molta gente.

2)Adesso, come ha fatto notare qualche negoziante intervistato il 7 gennaio su Il Cittadino, il tram non c'è più, perchè non si sollecita ATM alla rimozione dei binari e dei cavi elettrici?

3)Come mai la minoranza attuale non è mai stata chiamata dall'assessore a lavorare su progetti per rinnovare il centro? Noi nuovi eletti ne sappiamo ben poco; potremmo invece trovare motivi di accordo, condividere proposte interessanti. Ecco cosa di concreto bisognerebbe fare subito nelle commissioni.

4)Perchè non incentivare i residenti del centro a ristrutturare le proprie case? Come? Ora che dovranno pagare l'IMU, sarebbero ben felici di vedersela ridotta in cambio di un' intelligente tinteggiatura o risistemazione delle facciate sbiadite delle loro case. Questo porterebbe ad un immediato miglioramento dell'immagine delle vie centrali che andrebbe comunque guidato dall'Amministrazione, secondo standard di qualità.

Il centro di Desio è oggi come un quadro sbiadito; un restauro ben fatto può aiutarlo a riacquistare luminosità.

Quindi, proviamo a concedere degli sgravi fiscali consistenti e forse così, ci sarà chi rimetterà mano al portafoglio.
Desio coglierà due piccioni con una fava. Si abbellirà senza che l'amministrazione spenda: chi rimette a nuovo la propria casa solitamente lo fa bene, affinchè duri nel tempo; Andrebbe solo un po' indirizzato da linee guida chiare. E qui l'amministrazione dovrà essere preveggente, amante del buon gusto e dell'estetica e anche intransigente. Come? Studiando preventivamente la risistemazione delle vie centrali e indicando chiaramente a chi vuole aderire regole e tempi di attuazione.

Le mie sono riflessioni finalizzate ad una collaborazione sia con i commercianti, sia con l'amministrazione. Intendo comunque sottolineare che bisogna essere operativi e che si deve lavorare da subito con piccoli passi concreti che però, da quel che vedo, l'Assessore non vuole fare. Mi chiedo ancora perchè lo spostamento della transenna non la possa proprio “digerire”.

Che cominci ad accontentare con piccoli passi la minoranza e i negozianti che mi appoggiano. Che cominci a dimostrare di essere disponibile davvero, aderendo a quelle piccole proposte che non gli costano assolutamente nulla, davanti alle quali sembra proprio tapparsi le orecchie. Altrimenti, chiedo scusa, ma sulla sua disponibilità io e la cittadinanza comincerà ad avere dei seri dubbi.

Ringrazio per l'attenzione.

Riccardo Mariani
Consigliere comunale
Lega Nord - Lista civica per Desio

 
 
 

DEPUTATI BRIANZOLI, IL PIU' PRESENTE IN PARLAMENTO E' PAOLO GRIMOLDI

Post n°57 pubblicato il 09 Gennaio 2012 da desioinpadania

E' Paolo Grimoldi, deputato monzese della Lega Nord e presidente federale del
Movimento giovani padani, il parlamentare più produttivo della Brianza e, in
assoluto, uno dei meno assenteisti di Montecitorio.

A certificarlo è il rapporto Camere Aperte di "Openpolis", che ha redatto una minuziosa classifica (http://camereaperte2011.openpolis.it).

Grimoldi, tra le altre cose primo firmatario della nuova legge per la tutela della biblioteca nazionale dei ciechi, ha partecipato al 96,49% delle votazioni con una percentuiale di assenza del 3,51%. Il suo indice di produttività è 294,2, fattore che lo posiziona al 74simo posto della graduatoria complessiva.

"Questa classifica, pur con alcuni aspetti che vanno valutati al di là dei numeri, rende sicuramente conto del lavoro fatto a Roma, alla faccia di chi semplifica o semplicemente non conosce. Il Parlamento è il luogo dove si traducono in azioni le richieste che arrivano dal territorio: più uno sta in mezzo alla gente, nei Comuni, nelle sedi del movimento, maggiore sarà la mole di lavoro. e' una mole che si sopporta con piacere ed orgoglio, perché i nostri cittadini, i cittadini padani, meritano rispetto e risposte. Certo, con i ministeri a Monza la vicinanza alla gente sarebbe stata maggiore".

Questa l'attività svolta a Roma da Grimoldi: http://www.camera.it/671?shadow_deputato=301455

 
 
 

BANCO DESIO, CDA APPROVA IL PIANO 2012 - 2013

Post n°56 pubblicato il 29 Dicembre 2011 da desioinpadania

Non si sente parlare molto spesso del Banco di Desio e della Brianza, spa con oltre cento anni di storia e che nel corso di quest’anno è risultato essere il quindicesimo gruppo creditizio del nostro paese: uno spunto importante è però venuto pochi giorni fa, quando l’istituto lombardo ha provveduto a rendere note le conclusioni a cui è giunto il suo consiglio di amministrazione. Nel dettaglio, i punti salienti sono sostanzialmente due, vale a dire l’apertura di ben dodici filiali e il mantenimento del Tier 1 (la componente primaria del capitale) al di sopra dei dieci punti percentuali. Ma vi sono anche altri dati e informazioni che sono degni di nota; in particolare, i proventi operativi sono previsti in aumento del 6,6%, mentre l’utile operativo della banca in questione dovrebbe sfiorare i nove punti percentuali di crescita (+8,8% per la precisione).

In aggiunta, bisogna sottolineare il +5% del margine di interesse e il +5,8% delle commissioni nette e degli altri proventi che fanno riferimento alla gestione. Si dovrà dunque partire da questi importanti presupposti per dar concretezza al piano strategico relativo al biennio 2012-2013, il quale ha ricevuto’ok definitivo da parte dello stesso cda. Per il resto, si possono citare la provvista da clientela (+10,4%), i crediti verso i clienti (+7,9%) e la raccolta proveniente dalla clientela ordinaria (+10%), con un filo conduttore complessivamente positivo come si può intuire in modo piuttosto agevole.

Il comunicato del Banco Desio, poi, ha messo in luce la ferma volontà di proseguire nella strategia di fiducia nei confronti di un modello ben preciso, ovvero quello dell’istituto retail, in grado di mettere a disposizione del cliente qualsiasi tipo di servizio. Una testimonianza evidente è data proprio dall’apertura delle filiali citata in precedenza, una operazione che consentirà alla banca di contare su qualcosa come ben 197 sportelli complessivi, una rete che potrebbe espandersi anche oltre il 2013.

http://www.mondofinanzablog.com/2011/12/25/banco-desio-cda-piano-2012-2013/

 
 
 

Euro sull'orlo del baratro Paesi e banche gią in fuga.

Post n°55 pubblicato il 27 Dicembre 2011 da desioinpadania

Varsavia e Praga non vogliono più entrare. Portogallo, Italia e Grecia in crisi: istituti temono crollo e preparano cambio in escudo, lira e dracma

di Andrea Tempestini
Libero - 27/12/2011

La grande fuga dell'euro è già iniziata. La divisa unica nata per tener testa al dollaro (moneta che conosce un simile declino ma supportata da un sistema di tutele e cuscinetti più efficace), la divisa che fino a un paio di anni fa era il sogno dei Paesi europei tenuti ai margini, pare oggi essersi trasformata in una trappola. Le testimonianze più evidenti, quelle sotto gli occhi di tutti, sono le difficoltà dell'Eurozona e della sua politica, paralizzata dall'immobilismo interessato di Berlino quando si tratta di prendere decisioni che contano. Risultato? Lo spread dei titoli di Stato dei paesi in crisi galoppa e gli stessi paesi - stiamo parlando dell'Italia - sono costretti a sottomettersi a sacrifici difficili da sostenere e, probabilmente, inutili. Ma del fatto che l'euro sia diventata una tagliola piuttosto che un'opportunità paiono essersene accorti anche quegli stati che, fino a ieri, hanno sempre spinto per entrare nel magico mondo della moneta unica.

Lo scetticismo dell'est - Per prima la Polonia, dove secondo recenti sondaggi quasi i tre quarti della popolazione sono contrari dell'abbandono dello zloty, la moneta di Varsavia. La politica, incarnata dal premier liberale Donald Tusk, europeista convinto, è costretta ad ascoltare il popolo, anche se la Polonia da tempo attua un piano di rigore intransigente per poter entrare nell'euro. Quindi la Repubblica Ceca, dove 70 cittadini su 100 sono contrari all'addio alla corona. Il premier Petr Necas ha chiarito che l'ingresso in eurolandia non è tra i punti del suo programma (il suo mandato scade nel 2014). E ancora la Bulgaria, che avrebbe tutte le carte in regola per entrare nell'euro già dal prossimo anno; il governo però fa sapere di non essere attratto dalle sirene di Bruxelles. Diversi stati dell'est, che dopo più di 20 anni dalla caduta dell'Urss iniziano a rivedere la luce e ad avere economie floride e dinamiche (non è il caso dell'Unghiera a rischio default), snobbano i cosiddetti 'grandi', da cui ora preferiscono prendere le distanze. Fanno eccezione la Lettonia (vuole adottare l'euro nel 2014, ma rispettare i target di inflazione non pare un obiettivo scontato) e la Lituania (che avrebbe già dovuto adottare la moneta unica nel 2007 ma mancò per un soffio gli obiettivi di inflazione). Da segnalare, infine, anche lo scetticismo e i mal di pancia dei paesi dell'est che l'euro lo hanno già adottato, ma non ne vedono i benefici: Estonia, Slovacchia e Slovenia osservano con una punta di rammarico la robusta crescita dei cugini polacchi, che senza euro riescono a galoppare.

Vecchi sistema di cambio - Ma a mostrare incertezze circa la tenuta della moneta unica non sono soltanto le nazioni che si sfilano ancor prima di entrarvi, ma anche il mondo delle banche che si prepara al collasso del sistema e al ritorno alle vecchie divise. Il caso più recente in ordine cronologico è quello segnalato dal Wall Street Journal, che ha riferito di almeno due istituti impegnati a riattivare il sistema di cambio basato sulla dracma, l'escudo e la nostra vecchia lira (le tre vecchie monete dei tre Paesi più a rischio, rispettivamente Grecia, Portogallo e Italia). Tecnicamente le banche hanno contattato Swift, il consorzio con sede in Belgio che gestisce la più grossa fetta di transazioni finanziarie internazionali, per chiedere se i codici delle vecchie divise siano ancora attivi o quantomento utilizzabili in caso di emergenza. Se le banche riceveranno una risposta positiva da Swift potrebbero immediatamente lavorare a un sistema di cambio alternativo a quello dell'euro in grado di entrare a regime con solerzia nel caso in cui i Paesi in questione collassassero. Per inciso Swift ha evitato di fornire risposte (almeno risposte pubbliche) per evitare le devastanti conseguenze speculative che potrebbero seguire una fuga di notizie.

Assalto Usa alle banche europee - La paura del crollo dell'euro è arrivata anche nella Gran Bretagna che si è sfilata dal sistema fiscale comunitario, nel Regno Unito isolato dalla cosiddetta Ue a 26 e con il dente avvelenato nei confronti di Bruxelles e della Bce. Dal Foreign Office di Londra, giorni fa, sono infatti trapelate indiscrezioni sull'esistenza di veri e propri piani di evacauzione dei cittadini britannici da Spagna e Portogallo in caso di collasso dei due Paesi. Dal ministero degli Esteri non sono arrivate nè conferme nè smentite: il dicastero si è limitato a sottolineare come sia dovere delle istituzioni essere pronti a qualsiasi eventualità. In un quadro a tinte fosche (qualche settimana fa l'indiscrezione relativa alla Germania intenta a stampare marchi in Svizzera) si aggiungono poi le notizie riportate dal New York Times, che riferisce di un vero e proprio assalto degli Stati Uniti alle banche europee. Istituti, compagnie assicurative e fondi a stelle e strisce vedono nei big europei una colossale occasione per fare shopping: le banche e le istituzioni del Vecchio Continente, infatti, per soddisfare le richieste della Bce dovranno disfarsi di asset per 3mila miliardi di euro. E' scattata così la corsa ai saldi europei da parte dei colossi americani che hanno cominciato a spartirsi il bottino: chi ha soldi e liquidità può ancora permettersi di fare acquisti.

 
 
 

La storia di Babbo Natale. Auguri dai Giovani Padani!

Post n°54 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da desioinpadania

Gli storici affermano che la storia di Babbo Natale ebbe inizio con la tradizione di San Nicola, un prete cristiano del '500 che visse in Medio Oriente, figlio di genitori benestanti, cresciuto in un convento e divenuto sucessivamente saderdote… vecchio e dalla lunga barba bianca, abitava poco distante da un castello; addolorato dal pianto dell'uomo ch’ivi v’abitava e commosso dalle sue insistenti preghiere – dovute alle precarie condizioni economiche e all’unica soluzione alle stesse: la prostituzione delle 3 figlie - decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive attraverso una finestra del castello lasciata aperta, tre sacchi di monete che servissero per sanare la triste situazione. Per le prime due notti tutto andò liscio, ma la terza, la finestra fu chiusa. Fu proprio il padre delle tre giovani donne a compiere tale atto per cercare di scoprire l’identità del suo benefattore.
Ma S.Nicola non si dette per vinto! Arrampicatosi sul tetto del castello riuscì comunque a far entrare il terzo sacco di monete calandolo attraverso il camino! L'oro, cadendo, si infilò nelle calze delle tre ragazze appese ad asciugare.
Altri sono gli episodi che dipingono lo stesso Nicola in situazioni diverse: la principale tra queste sarebbe stata quella di aiutare le famiglie più povere donando loro del cibo calandolo anonimamente attraverso i camini delle case o attraverso le finestre.
Tutte queste versioni non fanno altro che confermare l'aiuto che effettivamente S.Nicola diede a numerose persone.
Ma la storia di Babbo Natale non si conclude trovandone l’identità in questo Santo: a seconda della religione praticata e delle tradizioni popolari ogni nazione adottò il proprio… In Inghilterra un vecchio allegro personaggio molto gradito ai bambini, noto come Father Christmas (Babbo Natale), ne prese il posto. Anche la Francia aveva il suo Babbo Natale (Pere Noel), mentre la Germania affidava i doni per i bambini a Gesù Bambino. Tutte queste figure natalizie si differenziavano fondamentalmente per il colore delle proprie vesti: chi blu, chi nero, chi verde; ma le uniche cose che avevano in comune erano la lunga barba bianca e il loro regalare doni.
La popolarità di questo personaggio s’allargò a macchia d'olio e scrittori ed artisti si uniformarono tra loro trasformando il manto e la mitra in una barba bianca, un mantello verde e un cappuccio.
La personificazione si completò nel ‘800 descrivendolo come un forte vecchio rubicondo dalla barba bianca, residente al Polo Nord dove, aiutato da numerosi gnomi costruisce dei giocattoli da distribuire come doni durante la notte di Natale, trasportati con l'ausilio di una slitta trainata da renne volanti e passando attraverso i camini delle case.
L'immagine che siamo invece abituati a vedere di Babbo Natale deriva da una delle prime pubblicità della Coca Cola. Nel 1931 quest’azienda decise infatti di usare Babbo Natale nelle sue campagne pubblicitarie invernali e commissionò ad un artista americano, Haddon Sundblom, l'incarico di ridisegnare e standardizzare il vecchio gentiluomo raffigurandolo mentre teneva in mano una bottiglia della celebre bevanda. Queste illustrazioni invasero il mercato dai primi Anni Trenta all'inizio dei Sessanta, diventando l'immagine di colui che porta i regali di Natale. Dalla varietà di colori utilizzati nei primi disegni, Sundblom scelse quelli che combaciavano con i colori commerciali della Coca Cola: nella fattispecie rosso e bianco. Da quando quella campagna pubblicitaria fu conclusa, nessuno al mondo ha mai più visto Babbo Natale raffigurato con i colori originari…

 
 
 

DESIO, APPROVATO REGOLAMENTO PER LE SALE GIOCHI: "VOGLIAMO TUTELARE LE FASCE A RISCHIO DIPENDENZA"

Post n°53 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da desioinpadania

"Esprimo soddisfazione – commenta Andrea Villa, presidente della commissione Statuto e Regolamenti – per l’approvazione del regolamento sulle sale da gioco.Vietare il gioco d’azzardo è impensabile, non si farebbe altro che trasferire la gestione delle scommesse alla criminalità organizzata peggiorando ulteriormente la situazione. Tuttavuia, nulla vieta alle Amministrazioni comunali di disincentivare l’apertura di queste attività, limitandone così le negative ripercussioni sociali a danno del territorio. Ed è proprio in questa direzione che si è mosso il comune di Desio. Con l'adozione del nuovo regolamento, nessuno potrà dare vita a nuove sale a meno di cinquecento mertri da scuole, edifici di culto, strutture sanitarie, sedi di associazioni ed edifici di pubblica utilità. In caso di apertura, e questo vale anche per le sale già esistenti, si dovrà rispettare un orario che va dalle 13 alle 22.30.
Senza voler demonizzare gli esercenti che aprono sale da gioco, la città di Desio si pone nell'ottica di contrastare questo fenomeno per la piaga sociale che rappresenta. In particolare vogliamo tutelare i minori e le fasce più a rischio da possibili fenomeni di dipendenza".

 
 
 

REGIONE, APPROVATO BILANCIO 2012: MANTENUTO LIVELLO SERVIZI, NONOSTANTE I 47 MILIARDI CHE LA LOMBARDIA REGALA OGNI ANNO A ROMA

Post n°52 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da desioinpadania

E' stato approvato dal Consiglio Regionale il Bilancio 2012 di Regione Lombardia. Nel merito è intervenuto il Presidente della Commissione Bilancio, Fabrizio Cecchetti (Lega Nord).
 
“Esprimo soddisfazione – commenta Cecchetti – per l’approvazione del Bilancio regionale della Lombardia. Nonostante la gravità della crisi internazionale e i tagli alla spesa pubblica infatti,la nostra Regione ha comunque mantenuto un livello accettabile dei servizi erogati ai cittadini. Non si tratta di un risultato di poco rilievo, specialmente tenendo in considerazione gli svantaggi cronici con cui siamo costretti a fare i conti. A prescindere dalla riduzione del 25% del tetto di spesa dovuta ai tagli posti in essere a causa della crisi, non si può non considerare la mole enorme del nostro residuo fiscale: delle tasse e dei balzelli versati dai lombardi allo Stato centrale infatti, circa 47 miliardi di euro spariscono nella voragine romana; soldi che naturalmente non fanno più ritorno sul nostro territorio. Inoltre  bisogna considerare i crediti che vantiamo nel campo della sanità con le altre realtà regionali e che ammontano a 769 milioni di euro. Soldi di cui, per ora, non si è vista traccia e che  – conclude il Presidente della Commissione Bilancio – potrebbero essere reinvestiti per migliorare la qualità della vita dei lombardi.

 
 
 

LOMBARDIA, LEGA NORD: 15 ANNI DI RESIDENZA E TETTO DEL 5% PER ALLOGGI ALER A CITTADINI NON COMUNITARI.

Post n°51 pubblicato il 22 Dicembre 2011 da desioinpadania

La Lega Nord ha presentato  tre Progetti di Legge al Pirellone sulla residenzialità.

Nel merito sono intervenuti il Presidente della Commissione Bilancio e primo firmatario, Fabrizio Cecchetti e il Capogruppo della Lega Nord in Consiglio Regionale, Stefano Galli.
“Il pacchetto residenzialità – spiega Cecchetti – si compone di tre progetti di legge che abbiamo deciso di presentare per introdurre criteri che premino coloro che risiedono da più tempo sul territorio della nostra Regione per l’accesso ad alcuni servizi alla persona. Considerato infatti il periodo di forte crisi economica e la necessità di migliorare la gestione delle risorse finanziarie disponibili, riteniamo doveroso intervenire in questo senso. Nello specifico, i primi due progetti di legge puntano ad introdurre il termine temporale di quindici anni di residenza continuativa sul territorio regionale per l’ottenimento dei benefici in materia di diritto allo studio e dei servizi in ambito sociale e sociosanitario, ad esempio la precedenza per i lombardi nelle graduatorie degli asili nido. Il terzo progetto di legge invece riguarda l’accesso all’edilizia residenziale pubblica e, oltre ad elevare gli anni di residenza continuativa necessari da 5 a 15, prevede una quota massima del 5% per assegnazione degli alloggi ALER ai cittadini di Stati non aderenti all’Unione Europea. Con queste misure si andrà a riequilibrare una situazione assurda che fino ad oggi ha visto premiare gli ultimi arrivati a scapito di chi risiede da sempre in Lombardia e si trova paradossalmente scavalcato in graduatoria.”
“Con queste tre iniziative legislative – prosegue Galli – siamo tornati alle nostre origini. Si sappia quindi che la Lega non ha mai dimenticato i motivi per cui è nata. Siamo consapevoli che su queste tematiche non si tratterà di una battaglia facile e che ci troveremo di fronte ad un ostruzionismo trasversale, ma proprio il fatto di essere soli contro tutti è la dimostrazione che la Lega è l’unico baluardo che può difendere i cittadini da lobby e poteri forti.”

 
 
 

LA TASSA SUL MACINATO DI MONTI E PASSERA

Post n°50 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da desioinpadania

Che fine ha fatto il glorioso centocinquantesimo? Che cosa è rimasto dell'orgoglio nazionale della gran parata del 2 giugno, a parte un paio di milioni di euro buttati al vento?
Monti accetta la sovranità fiscale dell'Europa dei banchieri, che ormai non solo decidono per noi le leggi su immigrazione e cittadinanza, ma stabiliscono anche quante e quali tasse dobbiamo pagare.
Eppure dal Colle più alto ci avevano invitato a non dimenticare, a studiare e riprendere quelle pagine gloriose... il 1 gennaio prossimo questo paese sarà investito dalle conseguenze di una manovra finanziaria lacrime e sangue, che cancellerà anni di conquiste sindacali - nel silenzio dei grandi sindacati -, comprimerà i consumi - nel silenzio della cosiddetta Destra liberale e impedirà per anni l'accesso a un lavoro decente a centinaia di migliaia di giovani - nel silenzio colpevole degli sbandieratori del tricolore. La storia si ripete: 1861 - 2011. L'Europa dell'usura e la Roma del potere ci presentano il conto. Proprio come allora, quando, fatta l'Italia dei savoia e dei massoni, bisognò pagarne i costi. Il Colle più alto di allora, la monarchia sabauda, non tagliò i propri privilegi, nè lo fece la casta. A sistemare le cose, fu chiamato, allora come oggi, un grande esponente del mondo accademico, Quintino Sella. La Bocconi non c'era ancora, ma le banche sì. Finita la sua esperienza di governo e salvata a modo suo l'Italia, Sella ne fondò una sua, che da lui prese il nome e che ancora esiste. La situazione era di emergenza e Sella, come oggi Monti - Passera, considerò quasi ovvio colpire nel mucchio. Allora come oggi quell'operazione ebbe il sostegno della maggior parte della borghesia del Nord e ubbidì agli ordini che venivano dalle logge europee: bisognava restituire alle banche inglesi i denari serviti per corrompere gli ufficiali borbonici e armare gli eserciti di Savoia e garibaldini.
Elaborata nell'estate 1868, la tassa sul macinato entrò in vigore il 1 gennaio dell'anno successivo. In un paese ancora poverissiomo, dove l'alimentazione principale era a base di farine - pasta, polenta, pane - il Governo decise di tassare l'unica cosa che non era ancora tassata: la fame. Poichè, allora come oggi, lo Stato non si fidava dei suoi sudditi (siamo ancora considerati tali), la tassa colpì anche la produzione "presunta". Ogni mugnaio era tenuto a versare la tassa, sia facendo riferimento a un contatore che misurava il numero dei giri delle macine, che semplicemente in base alla macinazione stimata. La macinatura di un quintale di granoturco valeva per l'erario una lira, quella di un quintale di castagne cinquanta centesimi. All'epoca il salario di un'operaia tessile era di cinauqnta centesimi al giorno. Un chilo di pane costava 45 centesimi. La reazione popolare - di cui a stento parlano i nostri libri di scuola - non tardò a mancare. Campagne e città furono infiammate da rivolte spontanee, presto sedate a colpi di cannone. Il comando della repressione su affidato a Raffaele Cadorna, che nel 1870 si sarebbe distinto nell'eroica - e storicamente inesistente - presa di porta Pia. Scrive Antonio Gramsci - maestro dimenticato della sinistra italiana - che la tassa sul macinato "era insopportabile per i piccoli contadini che per pagarla consumavano il poco grano prodotto da loro stessi; era causa di svendite per procurarsi il denaro ed occasione di pratiche usuraie pesantissme". Il sangue del popolo e il potere degli usurai: la storia non è andata avanti molto.

Giuseppe Reguzzoni - La padania, domenica 18 novembre 2011

 
 
 

IL GOVERNO MONTI CANCELLA I CONSIGLI TRIBUTARI, COMPRESO QUELLO DI DESIO: STOP ALLA LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE

Post n°49 pubblicato il 21 Dicembre 2011 da desioinpadania

Il consiglio tributario del comune di Desio è stato cancellato ancora prima di essere istituito. Eppure, la commissione Statuto e regolamenti, convocata congiuntamente alla commissione Bilancio, ne aveva approvato il regolamento.
Con questo strumento, reso obbligatorio dal governo Berlusconi per tutti i comuni al di sopra dei 5mila, i comuni e l'Agenzia delle Entrate avrebbero potuto dar vita ad una task force in grado di combattere contro l'evasione fiscale. Per riassumerla, sarebbe stata caccia a quanti viaggiano su auto milionarie salvo poi figurare nelle statistiche Istat come nullatenenti e presentarsi ai servizi sociali per ottenere agevolazioni sul pagamento delle tariffe mensa per le scuole. Con questo strumentio il comune avrebbe incassato i denari recuperati agli evasori accertati, andando ad aumentare le risorse disponibili nel bilancio.
Purtroppo il governo Monti, con la complicità delle forze politiche che lo sostengono, ha inserito i consigli tributari tra gli enti inutili che sono stati soppressi. Peccato, perché ogni strumento che combatte contro l’illegalità – e l’evasione è una grave forma di illegalità – è utile e va stimolato ad operare per il meglio. In questo modo, i consiglieri comunali hanno perso del tempo in commissione per discutere di un argomento ritenuto “inutile”, mentre i cittadini onesti hanno perso uno strumento utile a scoprire i furbi, che in questo modo continueranno a rimanere impuniti.
Da rilevare che, in consiglio comunale, solo la Lega Nord ha sottolineato la gravità di questa scelta, evidentemente condivisa dalle altre forze politche, compreso il sindaco. Alla faccia della sbandierata legalità.

Resta un'altra amara constatazione, che evidenzia ancora come il governo Monti penalizzi la Padania in favore del meridione, dove l'evasione è molto più alta. E dove chi evade potrà continuare a farlo.

 
 
 

IL SINDACO DI DESIO: "NON VOGLIAMO I ROM DI LISSONE". LA LEGA NORD: "PRIMA ALLONTANI QUELLI DI DESIO"

Post n°48 pubblicato il 20 Dicembre 2011 da desioinpadania

Il campo nomadi di Lissone, situato al confine con il comune di Desio, forse verrà smantellato. Il PGT recentemente adottato nella città del mobile, ha infatti cambiato la destinazione d'uso di quell'area, rendendola commerciale. Nel caso in cui un operatore intendesse fare un investimento, il campo nomadi verrebbe spostato altrove.
Il sindaco di Desio, nei giorni scorsi ha messo le mani avanti dichiarando: "Non vogliamo il campo Rom di Lissone". Roberto Corti può stare tranquillo. Essendo al confine con Desio, ma trattandosi di una porzione di territorio del comune di Lissone, è ovvio che "spetterebbe al comune di Lissone - dichiara il sindaco Ambrogio Fossati -preoccuparsi di dove spostare le famiglie Rom che vi sono ospitate da anni".

Da settimane Desio vive una vera e propria emergenza Rom. Prima di pensare a quelli di Lissone, il sindaco dovrebbe pensare ad allontanare quelli che ci sono a Desio, visto che al momento le soluzioni adottate risultano pesantemente insufficienti e totalmente inadeguate a risolvere il problema, che da quando si è insediata la nuova amministrazione è aumentato vertiginosamente.

 
 
 

Convocazione del prossimo consiglio comunale

Post n°47 pubblicato il 16 Dicembre 2011 da desioinpadania

PROSSIMO CONSIGLIO COMUNALE CONVOCATO PER LUNEDI' 19 E MARTEDI' 20 DICEMBRE 2011

E' convocato il Consiglio Comunale della Città di Desio per lunedì 19 e martedì 20 dicembre 2011 alle 20.45 presso la Sala Consiliare del Municipio.
Questi i punti all'ordine del giorno:

- interrogazioni, interpellanze - art. 57 regolamento consiglio comunale;
- BEA Spa - "Brianza Energia Ambiente Spa": indirizzi in ordine alla gestione del primo periodo transitorio;
- approvazione del regolamento comunale per le sale giochi e l'installazione di apparecchi da gioco;
- approvazione verbale seduta consiliare del 15 novembre 2011;

La seduta di martedì 20.12.2011 si intende convocata anche in 2° convocazione, ove necessitasse.

DIRETTA WEB: Vi ricordiamo che sarà possibile seguire in diretta i lavori della Seduta anche in streaming web, accedendo al canale web tv della Città di Desio
COME RAGGIUNGERE LA SEDE: Sala Consiliare (Palazzo Comunale) – P.zza Giovanni Paolo II, porta n. 19 – lato nord . Impostazione navigatore: Corso Italia angolo Via Torricelli.

 
 
 
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