Creato da tobias_shuffle il 31/05/2013

Incursioni

Il blog di chi non dimentica

 

 

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Post n°281 pubblicato il 23 Maggio 2017 da tobias_shuffle











La otra iglesia

Avviene mentre rinunci
e il tuo cuore è un sassolino
zen
spazzato da un sandalo
preso da una mano
e lasciato scivolare
in una fontana,
succede
sopra migliaia di mondi
dirozzati dalla pellicola esterna
che troppo spesso significa paura,
che mentre rotoli nell'acqua
sorride
stirando la bocca e inarcando le labbra,
fatale nel suono di una mano sola 
trasparente e amniotica,
nell'eco di un rintocco
si sparpaglia e spaventa i pesciolini rossi
accompagnandoti
su un fondo
che non è fine
né destinazione
ma solo soffice sigillo,
silenzio.









 
 
 

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Post n°280 pubblicato il 15 Maggio 2017 da tobias_shuffle











Cibo povero

Visitai
Roma
e non ne ebbi il tempo
vidi rampe
che crepano lo spazio
da un colle ridevano
dall'altro
annusavano colla

Ero tiranno, imperatore,
condottiero e Cesare,
prima ero bozzolo
poi farfalla,
quindi radica
e infine fantasma.
Sotto tali spoglie
Vi parlo.











 
 
 

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Post n°279 pubblicato il 09 Maggio 2017 da tobias_shuffle












Exhaust

è la dannazione, una fetta di sole vista dalla finestra
di un medico,
parole di utenti e giornali che scricchiolano,
e la mente che s'appiglia a qualunque cosa
mentre gli altri menano una vita normale,
sorridere sempre è una condanna
perché cela i vermi dentro la speranza.
gli effetti dei farmaci si fanno sempre più esangui,
ormai è bersi un bicchiere d'acqua,
persino il sole ferisce
e la pioggia deprime.
non esiste via d'allontanamento,
salvezza, oscilli sulle scale
eppure le percorri ogni giorno,
cos'è?
Paura, abitudine, pecorume?
Falla finita, scrittore. Le tue prose sono rancide,
le liriche un lungo
elenco di strazio.
Ascolta me, datti spazio
e termina la commedia.
Ogni cosa che fai è solo per sopravvivere,
Terrore lo chiamavano,
e le giunture avrebbero bisogno d'olio,
il cervello di orizzonti,
la mano di parole.












 
 
 

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Post n°278 pubblicato il 03 Maggio 2017 da tobias_shuffle









Entre-temps

Le sere, sì proprio quelle
e una tinteggiatura
di orizzonte,
da qui lumo le barchette
e le navi da crociera,
sento qualcosa di umido
sull'unghia,
forse piove?
No, è una lacrima
che non è seguita da altre,
resta folle e isterica
senza apparente motivo
che non sia
una vita.
Trascorsa a girovagare
intorno al cuore,
una lacrima, sì,
che appartiene
ai solitari e ai fottuti,
unica reliquia
di un uomo incerto,
posseduto da ciò che vede
e reso sordo
dai sussurri di chi lo ha
lasciato.










 

 
 
 

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Post n°277 pubblicato il 19 Aprile 2017 da tobias_shuffle









In morte di un amico

Non lasciare che i cocci di vetro taglino anche il filo
che ci ha tenuti in sospeso.
Ti ricordi che guardavamo: quella era la vita,
quella era la morte.
Non era impossibile credere che le stelle
avessero un occhio di riguardo, o risplendessero
anche a te.
Hai corso la storia, inseguito colori e suoni,
pasticciato con l'azzardo
e pianto da solo quando le illusioni
battevano contro brandelli di realtà.
ti sei trovato a inseguire aquiloni
di forma e sostanza contraddittoria
ma sempre
ho creduto
che un sorriso
avrebbe risolto tutto.
Terra alla terra, cielo al cielo, Paolo
e non scordarti che noi qui scadiamo
giorno per giorno.
Lasciaci un abbraccio per le terre cupe,
dove ci incamminiamo
senza sapere dove andare
e senza credere che ci salveremo.











 

 
 
 

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Post n°276 pubblicato il 11 Aprile 2017 da tobias_shuffle












Quartine d'amore

Perdonami, ma non sgocciolare umori
che appartengono a un passato
a un pasto freddo
a prigioni

Aggrappati allo strascico di ciò che era pioggia
e fendi ogni colore con le stesse unghie
che m'hanno arpionato il cervello
rendendolo mùtilo ma stellare

Compiangimi per la stessa superbia
trasformato in graffito (lo sai, le città trasudano)
ma ora liberato
e circondato da cerbiatti in laterizio

Accompagnati a questo braccio
ripiegato su milioni di pieghe oniriche
simile a un fazzoletto incensato
e stagionato fra marzo e un aprile gotico

Conducimi e raccogli mentre passi
violaciocche passive e meravigliose,
fatte di pensieri effervescenti,
monili dimenticati da Dio durante l'ascesa

Affannati senza che Io dica una parola
e tra slarghi affettuosi ripetimi la traduzione
dei pensieri lasciati troppo tempo al largo,
a fare da memoria a un'intimità spaventosa











 
 
 

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Post n°275 pubblicato il 06 Aprile 2017 da tobias_shuffle











L'uomo che fu inesorabile

Avrò
più spirito,
vestiti per il cuore
lente involuzioni perché fanno bene,
e nessuno possiederà
quell'uccellino di primo pensiero
strafatto di notte
inesorabile nel mattino

Le colline lievi che anche voi potete vedere
ecco,
strapazzato come dopo un club
assunto nella stessa maniera
dopo una coda di ore,
in fila a perpetrare viaggi:
sono una città che frana
papiro moderno

Sarò una foglia stropicciata
e come adesso rido
piangerò;
non vi è modo di schivare
l'onesto dubbio

sopra un'unica mano
il futuro e il passato,
ci pongo i miei dadi.
Abbracciateli quando e dove
cadranno.













 
 
 

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Post n°274 pubblicato il 31 Marzo 2017 da tobias_shuffle










Raccogli le stelle
ma non metterle in un vaso.
Lasciale crescere.





















 

 
 
 

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Post n°273 pubblicato il 08 Marzo 2017 da tobias_shuffle











Hey Joe, take a walk on the wild side

Non so se il Mondo avrà i risvolti
oppure saremo noi a cucire,
con stanca mano,
le pezze di un Amore sdrucito,
fanciulle
arrivate, pazze, spezzate e ricomposte
Vi vedo
e mi raccolgo in un sorriso fetale
sulla sommità della roccia fatale
sventolo panni bianchi
tralcio di vite
dal grezzo sasso

Esplodo mentre entri nella baia,
faccio dei raggi delle gocce,
ne voglio comporre corona
e inondarti, si può anche bruciare
quella vecchia carretta
che ti ha recato sino a questo strano scoglio.
Puoi porgermi la mano.
Il mio regno è una termite
e la sua testa un pozzo senza fondo,
qui viviamo con poco, pazzi e reietti,
accomodati e dammi la mano
che userò per scriverti di me.











 
 
 

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Post n°272 pubblicato il 02 Marzo 2017 da tobias_shuffle













Lamentazione I

Perpetua è la sconfitta, tremore la mia mano
quando stringe lacrime
che inondano il petto
e gocciano sui lacci delle scarpe

Le stesse che ti hanno condotto,
che c'hanno portato lontano
che hanno illuso,
porti e città, letti
attraversati e vissuti
occhi sfatti di gioia

Ora il mio mare è il mio cuore
e risacca ogni volta che mi torni a visitare
in illusione,
parte sollievo parte disperazione,
osservo anche i miei piedi,
che mi potevano recare sulle balze
sfrangiate delle onde
e non si muovono, invece

Prigionieri dell'orizzonte
catene di un cielo
mai così azzurro
eppure sempre così inutile













 
 
 
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