AGNER E DINTORNI

Il BLOG CHE RAGGRUPPA TUTTI I PAESI ALLE PENDICI DEL MONTE AGNER .. e non solo!

 

PERCHE' UN BLOG

Ci siamo... è arrivato il Blog.. Continuazione ideale del gruppo I DIGOMANER di Facebook, con cui continuerà ad interagire, il gruppo creato inizialmente, come tributo a DIGOMAN, un minuscolo paesino di montagna nel comune di Voltago Agordino in provincia di Belluno, ma l'idea di fondo, era ed è, per dare una "mano virtuale" ai piccoli borghi alpini, spesso quotidianamente in lotta con spopolamento, abbandono ed isolamento, che accomuna tante piccole meravigliose realtà delle nostre Dolomiti, molte volte al di fuori del circuito del turismo e del giro che conta..

Il Blog è stato scelto perché non tutti, gli utilizzatori di Internet, frequentano Facebook, quindi, nell'ottica di dar maggior risalto possibile non solo a Digoman, ma anche a Voltago Agordino, Frassené Agordino, Rivamonte Agordino, Gosaldo e tutte le varie frazioni che sono presenti alle pendici del Monte Agner e della Croda Granda.

Perché solo facendo fronte comune e unendosi in un comune sforzo promozionale, potranno avere la forza di dire la loro ed incentivare così un turismo che ingiustamente snobba questi meravigliosi angoli a fianco del Parco delle Dolomiti Bellunesi
Nel limite del possibile, vedrò di aggiornare il blog, con novità e con parte del materiale già presente sul gruppo, sono grato già da ora, a quanti vorranno eventualmente dare contributi sia scritti che foto/video

Un piccolo gesto del singolo, unito a molti piccoli altri, potrebbe dare veramente una grande mano ai nostri amati paesi di montagna....
Non è forse vero, che l'unione fa la forza...

 

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MADONNA DI VOLTAGO - PARTE QUINTA - CONTRADDIZIONI E DUBBI ANCHE IL CLERO SI DIVIDE

Post n°80 pubblicato il 12 Giugno 2010 da BluAtlantic

Di Cherubino Miana

SEGUE:
Alla prima comparsa aveva a fianco "un bambino": così lo videro i veggenti e così dissero. Il bambino Gesù, ad altri bambini dai 9 ai 13 anni, apparve proprio come un bambino qualsiasi e non come il figlio di Dio.
Alla seconda e terza apparizione, martedì e mercoledì 6 e 7 luglio '37, la Madonna aveva "il bambino" in una culla ed aveva la mano alzata, probabilmente "in atto di benedire".
Nelle prime apparizioni, dunque, la Madonna continua ad essere una "mamma" che si porta dietro il suo bambino. Sempre mercoledì 7 luglio '37, Eisa Miana, intensamente raccolta nella preghiera, aveva un bambino piccolo in braccio: la Madonna protese il braccio e, sorridente, strinse la mano al piccino. Anche da questo episodio emerge la figura materna e, forse, la spiegazione del "perché" la Madonna, in tanti casi, preferisce apparire a fanciulli.
Anche la gente, che accorreva a migliaia, la vedeva come una "mamma": erano in gran numero gli ammalati, taluni inguaribili, gli storpi, qualche cieco. Tutti erano là per chiedere la "grazia" della guarigione tramite le preghiere, in particolare la recita del rosario.
Alcune suore dell'ospedale di Agordo fecero chiedere da Maria Miana se una con sorella, ammalata, sarebbe guarita. La Madonna rispose: "Sì, purché abbiate a pregare".
Il "caso" apparizioni della Madonna a Voltago, a oltre 50 anni di distanza, sarebbe stato riaperto, a Roma, per essere riesaminato e approfondito.
La stupefacente informazione è stata data al Gazzettino da G.C., persona molto nota a Voltago e nell' Agordino per i numerosi incarichi pubblici ricoperti, degna di fede e assolutamente al di sopra di ogni sospetto.
G.c. ha riferito di avere ricevuto di recente la visita di un noto teologo laico che lo ha interrogato sui fatti di Voltago, sul loro svolgersi e sulle sue conoscenze al riguardo.
Se si tratti di un'indagine ufficiale, o riservata, G.c. non ha saputo precisarlo. Il teologo, parlando delle apparizioni della Madonna, ha detto che: " ... sono state riscontrate sorprendenti analogie tra le modalità delle visioni, e tra i "segni" di Medjugorje con le modalità e i segni di Voltago, per cui la Chiesa, a Roma, sta ristudiando il caso, per vedere se, allora, 50 anni orsono, non sia stato chiuso troppo in fretta".
Come noto, Papa Giovanni Paolo II ha una speciale venerazione per la Madonna, per cui è ipotizzabile che dia un grande impulso alla considerazione e alli, verifica di tutta la fenomenologia riguardante le apparizioni della Vergine.
La provincia di Belluno, dopo le presunte apparizioni di Voltago ha avuto anche le presunte apparizioni di Cavarzano, nell'85 e fino a1l'87, che tutti ricordano. Anche di queste ultime il Papa è stato tenuto costantemente informato ed è certo che il suo atteggiamento al riguardo è di molta prudenza, ma anche di spiccato interesse.
Ha suscitato curiosità in alcuni, indifferenza in altri, i più, la voce, che - secondo un ex amministratore comunale di Voltago, G.C., in ambienti qualificati si riesaminerebbe il caso delle apparizioni del 1937, che all'epoca vennero considerate una "montatura".
G.c.fornisce dunque l'ultima testimonianza sulle presunte apparizioni. "A quel tempo io avevo 10 anni e quando si è sparsa la voce che ad altri bambini che io conoscevo appariva la Madonna, ho voluto andare anch'io su a Piandison, per vedere. La Rina Conedera, una bambina seria, mi diceva:
"Vedrai che la Madonna apparirà anche a te, perché sei un tosatèl valènt (un bravo ragazzo-ndr)". Purtroppo, invece, io non la vidi mai. Però, la Rina, quel giorno, mercoledì 7 luglio 1937, il terzo giorno delle visioni vide anche lei la Madonna, per la prima volta, credo.
La gente secondo me, in maggioranza, specialmente nei primi giorni, credeva che le apparizioni fossero autentiche. Conoscendo le veggenti era impossibile pensare che potessero fingere come delle attrici consumate, essendo tutte concordi nel riferire che la Madonna diceva, come appariva e parlando in italiano. Però la maggioranza della popolazione, in seguito, è stata agli ordini della Chiesa perché credere alle apparizioni era considerato più o meno come un'eresia".
PRO E CONTRO" SU VOLTAGO
Se ne interessò anche il futuro papa Giovanni Paolo I
Ave Maria - Voltago 1937 - era scritto su tavola lignea indicatrice del luogo, ove appunto nel 1937, dal 5 luglio al 2 ottobre, un lunedì, giorno dedicato agli Angeli Custodi il 5, e la festa degli Stessi il 2 - si erano suecedute le apparizioni della Madonna ad alcune fanciulle, nella località Piandisòn, a Voltago, nella Valle del Cordevole, nel Bellunese.
La gente era accorsa ben numerosa, e sem¬pre più, tanto che era folla in certi giorni; e un sacerdote, allora quarantenne (Mons. Fortunato Rossi), ricorda di essersi ritrovato nel farsi strada a fatica tra la ressa, con un solo bottone della veste talare, e salito poi sul masso, ove stavano le fanciulle, ben difese dai carabinieri contro l'assalto devoto della folla entusiasta, quando le vide andar in estasi verso il mezzodì, stringeva egli il polso ad esse con le mani robuste, sì da fermar il sangue loro, ma nulla esse avvertivano; e poi a lungo, per delle gran mezz'ore, si prestò a prender su, dalla folla sottostante che attorniava il masso, detto il «Sassòn della Madonna», le corone del Rosario che la gente lo pregava di mettere sul luogo preciso dove le fanciulle dicevano che la Madonna posava i piedi nell'Apparizione. E lui lo faceva volentieri, ma erano tante, e si aggrovigliavano, e non si riusciva poi a resti- tuirle una per una, e premevano dalle altre parti del masso gli altri per aver lo stesso favore ed allora egli diceva: Fate voi! e dall'alto le lasciava cadere tutte, ma dozzine e dozzine e aggrovigliate: e con suo gran stupore le vedeva spartirsi per aria, una per una, come sciolte da una mano invisibile, e cader come fiammiferi, nelle mani dei devoti; e ricominciava con gli altri che chiedevano, lo stesso favore, e sempre si ripeteva la meraviglia. Alla fine volle portarsi un ricordo di quella esperienza, e si prese sotto braccio quel non leggero sasso piatto che era in cima al masso, posto come segno del luogo della comparsa, e lo fece arrivare, tramiteun suo amico, niente meno che da Padre Pio, e il Santo Cappuccin disse subito che era proprio venuta la Madonna a Voltago; e questo lo ripetè pure ad altri del Bellunese.
Don Albino Luciani e Voltago
Anche il maestro del paese quando chiese alle sue scolare cosa aveva loro detto la Madonna, trasecolò, e fu persuaso della veridicità, sentendo le dire in un perfetto toscano che non poteva esser loro: La Madonna ci ha detto: lo sono l'Immacolata Concezione, ma voglio essere chiamata l'Addolorata; e sono venuta perché abbiate a pregare.
Lo stesso futuro Papa Luciani, Giovanni Paolo I, allora giovane Cappellano cooperatore di Mons. Luigi Cappello, fratello di Padre Felice S.J. s'era dovuto occupare della vicenda, per mandato del Vescovo Mons. Giosuè Cattarossi, ed aveva interrogato con acume le fanciulle e ne era rimasto favorevolmente impressionato. In seguito, a distanza di settimane aveva ripetuto per ordine ancora del Vescovo, l'interrogatorio, ed era rimasto, questa volta, perplesso per delle contraddizioni emerse.
Egli aveva trasmesso il verbale coscienziosamente stilato; ed in seguito era venuta una notificazione nientemeno che del Santo Offizio, che negava la credibilità alle Apparizioni (31.12.38). Ma c'è una spiegazione di quella contraddizione nel secondo interrogatorio una delle 5 veggenti doveva aver palesato un segreto che la Madonna aveva affidato alle veggenti, e quella da allora non ebbe più l'apparizione; ma stando-sempre nel gruppo, fu causa delle contraddizioni.

«Comunione mistica»

Una testimonianza singolare in favore delle apparizioni viene dal Vescovo di Feltre e Belluno di allora. Mons. Gerolamo Bortignon disse al parroco di Voltago don Giuseppe Masoch che i Cappuccini del Santuario della Santa Casa a Loreto gli avevan detto che una delle veggenti di Voltago aveva ricevuto sotto i loro occhi la Comunione mistica, dopo che essi s'eran fatti perplessi sentendo che il loro con fratello Cappuccino Vescovo aveva scomunicato le fanciulle di Voltago. Lo stesso Don Giuseppe racconta che durante la guerra una delle veggenti, che frattanto s'era sposata, presentandogli il bambino nato nel 1944, gli aveva detto che la Madonna aveva preannunziato per quel pargolo una carriera di musicista insigne: fu vero, Uto Ughi è un violinista di fama mondiale. Il canonico don Maurizio Barosso, Rettore del Santuario della Madonnna del Portone di Asti, che seguì da vicino i fatti di Voltago, essendovi in villeggiatura nel 1937 , lui che aveva per primo in Italia scritto su Fatima e anche su Laus nel Delfinato in Francia - accolse, definendole dalle contrarietà subite in valle, due delle veggenti e testimoniò pubblicamente sulla Stampa di Torino, cronaca di Asti, che aveva assistito con un confratello religioso ed altra persona alla Stimmatizzazione ricevuta dal Cielo dalle due giovinette che servivano nel suo Santuario del Portone. E quando una delle veggenti suddette entrò a Genova in una congregazione religiosa e la Curia di Belluno trasmise ivi la sanzione di cui era colpita; l'arcivescovo cardinal Siri non volle riconoscere tale sanzione. Questo lo affermò don Masoch, che è parroco a Voltago dal '40 circa e si trovò a dover applicare le misure di sanzioni ecclesiastiche della Curia Bellunese e a dover contrastare quanti salivano al Piandison al 5 di ogni mese, per pregare. Ed un giovane padre cappuccino trentino, che dalla vicina Primiero passava nel!' Agordino per aiutare i parroci, nel suo zelo per obbedire al Decreto del Santo Offizio, è famoso ancor oggi per aver gridato dall' Alto del «Sassòn della Madonna», alla gente sottostante: qui non è comparsa la Madonna! È comparso il diavolo!

Padre Felice Cappello

C'è un saporito episodio da raccontarsi di quei primi giorni dell' Apparizione. La padrona del prato al luogo dell'apparizione, vedendo l'erba calpestata dai pellegrini, si sforzava, con un bastone in mano, di difendere il suo diritto, raccomandando di usar il sentiero; ma al momento dell'apparizione, fu ella stessa favorita dalla visione, e gettò via il bastone, gridando forte: «L'è ver, l'è ver!». Il fratello del Parroco arcidiacono di Agordo, il gesuita, insigne canoni sta padre Felice Maria Cappello, il «confessore di Roma» al S. Ignazio, famoso come Padre Pio a San Giovanni Rotondo, veniva ogni anno dal fratello in Agordo per aiutarlo nel tempo estivo, quand'era libero dal suo insegnamento alla Gregoriana. Ebbene, lui, nato come Papa Luciani (e pur suo parente) nella vicina Val del Biois, accoglieva e consolava e assolveva nel suo illuminato ministero del confessore quelli che erano colpiti dalle sanzioni canoniche in quei tempi. Nel 1985, a maggio, una comitiva di pellegrini tedeschi dalla Svizzera, Austria e Germania, tornando da Medjugorje, fece tappa a Voltago per visitare il luogo di quelle apparizioni, di cui essi sapevano molto, di cui aveva scritto in Belgio, il sacerdote Roberto Ernst. E si dovette aprire un sentiero per arrivare al Sasso benedetto che 53 anni pri¬ma aveva polarizzato su sé tanto concorso e devozione. Da allora quel sentiero fu sempre più battuto. Le profezie di quel 1937 sull'aurora boreale del 25.1.38, sull'incendio di Caviola del 20.8.44 (unica quasi salvata la casa natale di padre Cappello), e della stessa Voltago (ottobre '44) si sono avverate. Dunque c'è il sigillo e il Dito di Dio su Voltago. Padre Pio stesso nel 1938 aveva assicurato (I'abbiam detto) che era vera l'apparizione. Eppure anche contro di lui c'era stato il Monitum del Santo Uffizio come per Voltago. Alle Ghiaie di Bonate di Bergamo, nel 1944 ci furono 13 apparizioni, dal 13 maggio al 31; all'ultima c'era presente una folla di un milione e mezzo» di persone e col viaggiar di allora, sotto le bombe. Ivi la Madonna assicurò: Sarò riconosciuta!
Lo crediamo e preghiamo anche per Voltago.

Giovanni Della Giacoma

IL SEGNO - SETIEMBRE 1990 - 21

 

CON LE PROSSIME PUBBLICAZIONI ANALIZZEREMO AL MEGLIO LA SITUAZIONE CON TESTIMONIANZE ED INTERROGATORI, DUBBI E CERTEZZE. SICURAMENTE LA STORIA SI FA AVVINCENTE E VISTA A DISTANZA DI ANNI PIU' CHIARA. mOLTI PRELATI SI SUCCEDETTERO. MA PROVATE AD IMMAGINARE LO STRESS PSICOLOGICO DEI VEGGENTI......E QUANTE PRESSIONI

 

 
 
 
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