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Creato da casavuota il 27/08/2005

Discanto

.per vie, atti e sospensioni

 

 

Il distacco dal mondo dell'Acqua.

Post n°28 pubblicato il 16 Dicembre 2010 da casavuota

Non disturbi la mia lettura, sussurrando.
Sei reduce del mondo dell'Acqua.

Non c'è spazio ma volume nel tuo corpo - e un corso di fiume interrotto.
La memoria non mi basta - riduci i miei ricordi in suono.
Le parole, l'allusione di una lingua a riposo
formano un sibilo inequivoco.

Guardo la tua forma e non so ridirti.
Così mi sfuggi, invitante all'inseguimento.
La ragione mi è d'ostacolo.

Di pesi più leggeri è il mondo che mi chiami ad abitare.

Daniele

 
 
 

Il rumore dell'appartenenza.

Post n°27 pubblicato il 11 Dicembre 2010 da casavuota

Noi siamo se dubitiamo - la certezza è un'asfissìa.
Ci riferiamo uno all'altra, per bisogno di geografia.

Per la voglia di una bussola.

Il cuore umano non chiede il permesso, ottiene tutto in prestito.
Così l'idea si appoggia, l'idea arriva tardi.

Aderiamo l'una all'altra, rimanendo sempre così.
Una e l'altra.

E ci guardiamo dagli occhi, come affacciati - e mai il mondo ci guarda.
Il respiro - solo lasciandolo andare/sei tu.

Daniele

 
 
 

Non amiamo per un bisogno di unitą, ma per liberarcene.

Post n°26 pubblicato il 10 Novembre 2010 da casavuota

Non amiamo per un bisogno di unità, ma per liberarcene.

Due nuclei appetenti formerebbero una galera più ampia
un limite spostato più in là.

E' invece il bisogno didissolverci, di evaporare
per sradicarci dalla finitezza / che ci fa incontrare.

Abbiamo bisogno di essere scoperchiati e di trasformarci,
di tornare particelle / libere e disordinate.

La concretezza del reale è frutto del desiderio di immaterialità dello spirito.

Nell’incontro di due amanti avviene il disfacimento delle catene
metamorfosi piena di abbandono,
piena di infinitezza.

Daniele

 
 
 

Non voglio conoscerti.

Post n°25 pubblicato il 09 Novembre 2010 da casavuota

Non voglio conocerti.
Non voglio che tu mi conosca.

Non voglio che tu intuisca la divisione
le particelle mobili, il veloce disgregarsi e ricostituirsi di me.

Non voglio che tu veda sotto alla mia vista, dove sono e non sono,
e il ricordo non ha memoria.

Non voglio che tu mi sappia,
e che scoperchi l’apparenza /  la mia logica controvertibile.

Ti penso formata da un solo elemento,
un astro caduto / privo di nostalgia.

Daniele 

 
 
 

Il ricordo si rivolge alle vene

Post n°22 pubblicato il 06 Novembre 2010 da casavuota

Il ricordo si rivolge alle vene
come un buio, o un’apparenza.

E così la logica dei pensieri
è trattenuta nella linea di un ramo.

Colano senza petali, a gocce
ad uno ad uno - i cipressi e gli ideali.

Quel giorno, un altro giorno
quel luogo, e ogni altro luogo.

C’era e non c’era un’aria
del prima e del dopo.

E in ginocchio o sulle mani
speravo in una fioritura.

 
 
 
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