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Creato da prosanctitatect il 17/06/2009

GiovaniProSanctitate

Tutti santi, tutti fratelli!

fiore

Be Holy, Be Happy!

 

MADONNA DELLA FIDUCIA

madonna della fiducia

O cuore immacolato
di Maria
vivo modello
di ogni santità
dona tu la fiducia
di diventare santi.

 

fiduica

 

sorriso

Sappi sorridere molto,
giacché il sorriso
crea un ambiente.
(G.G)

 

 sole 

Ogni giorno bisogna fare almeno
un passo avanti nella via dell'amore,
non ha importanza quanto lungo
perché può essere quello del bimbo
o quello del gigante, ma in ogni giorno
massimo sia lo sforzo per andare avanti
con impegno e con volontà.
(G.G)

 

tutti

 

orme

Non arrestarti
ai primi gradini dell'amore:
prosegui sempre
più in alto.

(G.G)

 

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"La vita,ad oggi,fragile,indifesa e minacciata"

Post n°755 pubblicato il 16 Giugno 2013 da prosanctitatect
 

papa francesco

Dopo la celebrazione eucaristica, dedicata al Vangelo della Vita, Papa Francesco ha ricordato il nuovo beato proclamato ieri a Carpi e ha rivolto un pensiero in particolare alle famiglie e a quanti promuovono la vita, pregando soprattutto a “quella più fragile, indifesa e minacciata”.
All’Angelus Papa Francesco cita un testimone del Vangelo della Vita: Odoardo Focherini, sposo e padre di sette figli, giornalista, che è stato proclamato beato ieri a Carpi, in Emilia Romagna.
“Catturato e incarcerato in odio alla sua fede cattolica, morì nel campo di concentramento di Hersbruck nel 1944, a 37 anni. Salvò numerosi ebrei dalla persecuzione nazista. Insieme con la Chiesa che è in Carpi, rendiamo grazie a Dio per questo testimone del Vangelo della Vita!”.
Papa Francesco affida alla materna protezione della Madonna “ogni vita umana”:
“... affidando ogni vita umana, specialmente quella più fragile, indifesa e minacciata, alla sua materna protezione”.
Un ringraziamento a quanti sostengono la vita quotidianamente, in particolare le famiglie:
“Ringrazio di cuore tutti voi che siete venuti da Roma e da tante parti d’Italia e del mondo, in particolare le famiglie e quanti operano più direttamente per la promozione e la tutela della vita. Saluto cordialmente i 150 membri dell’Associazione “Gravida Argentina” riuniti nella città di Pilar. Grazie tante per quello che fate. Coraggio e andate avanti".
(da radiovaticana.va-fausta speranza)

 
 
 

"Dio sempre ci perdona"

Post n°754 pubblicato il 16 Giugno 2013 da prosanctitatect
 

papa francesco

Seguire la via di Dio conduce alla vita, mentre seguire gli idoli conduce alla morte”. Così oggi il Papa in Piazza San Pietro dove ha presieduto la Santa Messa in occasione della Giornata dedicata all’"Evangelium Vitae", nell’anno della Fede. Il Santo Padre ha più volte ribadito la misericordia di “Dio che vuole la vita, sempre ci perdona”. Migliaia i fedeli presenti, con loro anche le delegazioni provenienti da tutto il mondo del "popolo della vita".
L’affetto dei fedeli, immersi nella preghiera del Rosario, ha accolto il Papa che sorridente sulla jeep vaticana ha benedetto una piazza festante, poi la Santa Messa e l’omelia di Papa Francesco:
Diciamo sì all’amore e no all’egoismo, diciamo sì alla vita e no alla morte, diciamo sì alla libertà e no alla schiavitù dei tanti idoli del nostro tempo; in una parola diciamo sì a Dio, che è amore, vita e libertà, e mai delude”.
“Una fede che ci rende liberi e felici” ha ribadito il Papa sottolineando che “solo la fede nel Dio Vivente ci salva; nel Dio che in Gesù Cristo ci ha donato la sua vita e con il dono dello Spirito Santo ci fa vivere da veri figli di Dio”. E guardando alla liturgia odierna ha evidenziato:
Quando l’uomo vuole affermare se stesso, chiudendosi nel proprio egoismo e mettendosi al posto di Dio, finisce per seminare morte. E l’egoismo porta alla menzogna, con cui si cerca di ingannare se stessi e il prossimo. Ma Dio non si può ingannare:
Ha parlato del “Dio dei viventi, il Dio che si rende presente nella storia, che libera dalla schiavitù”, prima di spiegare il “dono dei Dieci Comandamenti”:
Una strada che Dio ci indica per una vita veramente libera, per una vita piena;
non sono un inno al “no”: non devi fare questo, non devi fare questo, non devi fare questo. No! Sono un inno, al “sì”, a Dio, all’Amore, alla vita. Cari amici, la nostra vita è piena solo in Dio, perché solo Egli è il Vivente!
Il Papa ha evidenziato più volte che “tutta la Scrittura” ci ricorda che Dio è “colui che dona la vita e che indica la via della vita piena”.
"Gesù è l’incarnazione del Dio Vivente, Colui che porta la vita, di fronte a tante opere di morte, di fronte al peccato, all’egoismo, alla chiusura in se stessi. Gesù accoglie, ama, solleva, incoraggia, perdona e dona nuovamente la forza di camminare, ridona vita."
Grande è la “misericordia di Dio” e “sempre ci perdona”, ha ribadito Papa Francesco:
"Dio il Vivente è misericordioso. Siete d’accordo? Diciamolo insieme: Dio, il Vivente è misericordioso! Tutti: Dio, il Vivente, è misericordioso. Un’altra volta: Dio, il Vivente, è misericordioso!"
“E’ lo Spirito Santo, dono del Cristo Risorto” che “ci introduce nella vita divina come veri figli di Dio”, ha proseguito:
"Il cristiano è un uomo spirituale, e questo non significa che sia una persona che vive “nelle nuvole”, fuori della realtà, (come se fosse un fantasma), no! Il cristiano è una persona che pensa e agisce nella vita quotidiana secondo Dio, una persona che lascia che la sua vita sia animata, nutrita dallo Spirito Santo perché sia piena, da veri figli. E questo significa realismo e fecondità. Chi si lascia condurre dallo Spirito Santo è realista, sa misurare e valutare la realtà, ed è anche fecondo: la sua vita genera vita attorno a sé."
"Spesso l'uomo non sceglie la vita, non accoglie il Vangelo della vita - ha aggiunto - ma si lascia guidare da ideologie e logiche" orientate "dall’egoismo, dall’interesse, dal profitto, dal potere, dal piacere e non sono dettate dall’amore, dalla ricerca del bene dell’altro”:
E’ la costante illusione di voler costruire la città dell’uomo senza Dio, senza la vita e l’amore di Dio - una nuova Torre di Babele; è il pensare che il rifiuto di Dio, del Messaggio di Cristo, del Vangelo della vita, porti alla libertà, alla piena realizzazione dell’uomo. Il risultato è che al Dio Vivente vengono sostituiti idoli umani e passeggeri, che offrono l’ebbrezza di un momento di libertà, ma che alla fine sono portatori di nuove schiavitù e di morte.
“Solo la fede nel Dio Vivente ci salva - ha concluso- nel Dio che in Gesù Cristo ci ha donato la sua vita con il dono dello Spirito Santo e fa vivere da veri figli di Dio con la sua misericordia. Questa fede ci rende liberi e felici".
(da radiovaticana.va-massimiliano menichetti)

 
 
 

"Sono perdonati i suoi molti peccati,perché ha molto amato"

Post n°753 pubblicato il 16 Giugno 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Luca 7,36-50.8,1-3
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola.
Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato;
e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
A quella vista il fariseo che l'aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, dì pure».
«Un creditore aveva due debitori: l'uno gli doveva cinquecento denari, l'altro cinquanta.
Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?».
Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m'hai dato l'acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli.
Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi.
Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi.
Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati».
Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest'uomo che perdona anche i peccati?».
Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; và in pace!».
In seguito egli se ne andava per le città e i villaggi, predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio.
C'erano con lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni,
Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni.
Parola del Signore.

 
 
 

"Il Cuore di Cristo è un simbolo reale,non temiamo di avvicinarci a Lui che sempre ci perdona"

Post n°752 pubblicato il 09 Giugno 2013 da prosanctitatect
 

papa francesco

Il Cuore di Cristo “non è un simbolo immaginario”, perché l’amore di Gesù è la vita che resuscita dalla morte. Cosi il Papa stamane all’Angelus in piazza San Pietro, affollatissima di fedeli di tutto il mondo.
Il Sacro Cuore di Gesù è la “massima espressione umana dell’amore divino”, ha osservato il Papa, ricordando che tutto “il mese di giugno è tradizionalmente dedicato” a questa festa celebrata nella Chiesa universale venerdì scorso. “La pietà popolare – ha aggiunto - valorizza molto i simboli e il Cuore di Gesù è il simbolo per eccellenza della misericordia di Dio;”
“ma non è un simbolo immaginario, è un simbolo reale, che rappresenta il centro, la fonte da cui è sgorgata la salvezza per l’umanità intera.”
Diversi passaggi evangelici sottolineano che “dal cuore di Gesù scaturisce per tutti gli uomini il perdono e la vita”.
“Ma la misericordia di Gesù non è solo un sentimento, è una forza che dà vita, che risuscita l’uomo!”
Cosi come documenta l’evangelista Luca, nell’episodio della vedova di Nain, il villaggio della Galilea dove Gesù con i suoi discepoli arriva nel momento in cui si svolge il funerale del figlio unico della donna, che viene resuscitato dal Signore ‘preso da grande compassione per lei’:
“Questa ‘compassione’ è l’amore di Dio per l’uomo, è la misericordia, cioè l’atteggiamento di Dio a contatto con la miseria umana, con la nostra indigenza, la nostra sofferenza, la nostra angoscia”.
Il termine biblico ‘compassione’ – ha spiegato il Papa - richiama le viscere materne: la madre, infatti, prova una reazione tutta sua di fronte al dolore dei figli. Così ci ama Dio, dice la Scrittura
“E qual è il frutto di questo amore, di questa misericordia? E’ la vita!”
“La misericordia di Dio dà vita all’uomo”.
“Il Signore ci guarda sempre con misericordia; non dimentichiamolo, ci guarda sempre con misericordia, ci attende con misericordia. Non abbiamo timore di avvicinarci a Lui! Ha un cuore misericordioso! Se gli mostriamo le nostre ferite interiori, i nostri peccati, Egli sempre ci perdona.”
Infine la preghiera di Papa Francesco alla Madonna:
“il suo cuore immacolato, cuore di madre, ha condiviso al massimo la 'compassione' di Dio, specialmente nell’ora della passione e della morte di Gesù. Ci aiuti Maria ad essere miti, umili e misericordiosi con i nostri fratelli”.
Dopo l’Angelus Papa Francesco ha reso omaggio alla due religiose madre Sofia e madre Margherita Lucia fondatrici di Congregazioni, beatificate oggi in Polonia.
“Con la Chiesa che è in Cracovia rendiamo grazie al Signore!”
Quindi un saluto a tutti i fedeli in piazza e collegati in tutti il mondo:
“…grazie! Oggi non dimentichiamo l'amore di Dio, l'amore di Gesù: Lui ci guarda, ci ama e ci aspetta. E' tutto cuore e tutta misericordia. Andiamo con fiducia a Gesù, Lui ci perdona sempre."
(da radiovaticana.va-roberta gisotti)

 
 
 

«Ragazzo,dico a te: alzati!"

Post n°751 pubblicato il 09 Giugno 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Luca 7,11-17.
Dal Vangelo secondo Luca

I
n seguito si recò in una città chiamata Nain e facevano la strada con lui i discepoli e grande folla.
Quando fu vicino alla porta della città, ecco che veniva portato al sepolcro un morto, figlio unico di madre vedova; e molta gente della città era con lei.
Vedendola, il Signore ne ebbe compassione e le disse: «Non piangere!».
E accostatosi toccò la bara, mentre i portatori si fermarono. Poi disse: «Giovinetto, dico a te, alzati!».
Il morto si levò a sedere e incominciò a parlare. Ed egli lo diede alla madre.
Tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: «Un grande profeta è sorto tra noi e Dio ha visitato il suo popolo».
La fama di questi fatti si diffuse in tutta la Giudea e per tutta la regione.
Parola del Signore.

 
 
 

"Gesù ci esorta a condividere senza chiusure"

Post n°750 pubblicato il 02 Giugno 2013 da prosanctitatect
 

papa francesco

“La festa del Corpus Domini ci chiede di convertirci”, affinché condividiamo il poco che abbiamo senza chiuderci in noi stessi. E’ quanto sottolineato da Papa Francesco all’Angelus in Piazza San Pietro, gremita di fedeli. Il Papa ha, quindi, rivolto un accorato appello per la liberazione delle persone sequestrate in Siria, assicurando la sua preghiera per la pace nel martoriato Paese. Infine, il Pontefice ha chiesto di pregare per la pace e la riconciliazione in America Latina e per i soldati italiani caduti in missioni di pace all'estero.
All’Angelus, nella Festa del Corpus Domini, il pensiero del Papa va alla Siria, martoriata dalla guerra civile. Papa Francesco confida la sua “viva e sofferta” preoccupazione per il persistere del conflitto che colpisce soprattutto la “popolazione inerme che aspira ad una pace nella giustizia e nella comprensione”.
“Questa tormentata situazione di guerra porta con sé tragiche conseguenze: morte, distruzione, ingenti danni economici e ambientali, come anche la piaga dei sequestri di persona. Nel deplorare questi fatti, desidero assicurare la mia preghiera e la mia solidarietà per le persone rapite e per i loro familiari, e faccio appello all’umanità dei sequestratori affinché liberino le vittime. Preghiamo sempre per la nostra amata Siria”.
Nel mondo, ha aggiunto, “ci sono tante situazioni di conflitto, ma ci sono anche tanti segni di speranza”. Ed ha così incoraggiato “i recenti passi compiuti in vari Paesi dell’America Latina verso la riconciliazione e la pace”. Passi, ha aggiunto, che vanno accompagnati “con la nostra preghiera”. Prima degli appelli per la Siria e l’America Latina, Papa Francesco si era soffermato sul miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci narrato dal Vangelo domenicale. Il Papa ha messo in luce l’atteggiamento dei discepoli che cercano la “soluzione più realistica, che non crei troppi problemi”. Sia, dunque, “congedata la folla perché vada nei villaggi vicini per mangiare”:
“L’atteggiamento di Gesù è nettamente diverso, ed è dettato dalla sua unione con il Padre e dalla compassione per la gente, quella pietà di Gesù verso tutti noi: Gesù sente i nostri problemi, sente le nostre debolezze, sente i nostri bisogni. Di fronte a quei cinque pani, Gesù pensa: ecco la provvidenza! Da questo poco, Dio può tirar fuori il necessario per tutti. Gesù si fida totalmente del Padre celeste, sa che a Lui tutto è possibile”.
Ecco perché Gesù dice ai discepoli di “far sedere la gente a gruppi di cinquanta”. Questo, ha sottolineato, “non è casuale”: “significa che non sono più una folla, ma diventano comunità, nutrite dal pane di Dio”. Gesù “prende poi i pani e i pesci, alza gli occhi al cielo, recita la benedizione” e così, ha aggiunto, “è chiaro il riferimento all’Eucaristia”. Quindi, pani e pesci vengono distribuiti senza che finiscano:
“Ecco il miracolo: più che una moltiplicazione è una condivisione, animata dalla fede e dalla preghiera. Mangiarono tutti e ne avanzò: è il segno di Gesù, pane di Dio per l’umanità”.
I discepoli, ha detto ancora il Papa, “videro, ma non colsero bene il messaggio. Furono presi, come la folla, dall’entusiasmo del successo”. Ancora una volta, dunque, “seguirono la logica umana e non quella di Dio, quella del servizio, dell’amore, della fede”.
“La festa del Corpus Domini ci chiede di convertirci alla fede nella Provvidenza, di saper condividere il poco che siamo e che abbiamo, e non chiuderci mai in noi stessi. Chiediamo alla nostra Madre Maria di aiutarci in questa conversione, per seguire veramente, sempre di più, quel Gesù che adoriamo nell’Eucaristia”.
Nella Festa della Repubblica italiana, salutando i fedeli, il Papa ha quindi chiesto una particolare preghiera, "in silenzio, nel nostro cuore" per i caduti in operazioni di pace all’estero:
“Questa mattina ho celebrato la Santa Messa con alcuni militari e con i parenti di alcuni caduti nelle missioni di pace che cercano di promuovere la riconciliazione e la pace in Paesi in cui si sparge ancora tanto sangue fraterno in guerre che sono sempre una follia! Tutto si perde con la guerra! Tutto si guadagna con la pace! Chiedo una preghiera per i caduti, i feriti e i loro familiari."
(da radiovaticana.va-alessangro gisotti)

 
 
 

“Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati:dodici ceste"

Post n°749 pubblicato il 02 Giugno 2013 da prosanctitatect
 

 

Vangelo
Luca 9,11b-17.
Dal Vangelo secondo Luca

Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlar loro del regno di Dio e a guarire quanti avevan bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla, perché vada nei villaggi e nelle campagne dintorno per alloggiare e trovar cibo, poiché qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Dategli voi stessi da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente».
C'erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai discepoli: «Fateli sedere per gruppi di cinquanta».
Così fecero e li invitarono a sedersi tutti quanti.
Allora egli prese i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono e si saziarono e delle parti loro avanzate furono portate via dodici ceste.
Parola del Signore.

 
 
 

"I mafiosi si convertano a Dio,non possono rendere schiavi donne e bambini"

Post n°748 pubblicato il 26 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

papa francesco

“I mafiosi e le mafiose si convertano a Dio”. Questa preghiera di Papa Francesco, salutata da salve di applausi, ha caratterizzato l’Angelus di questa mattina in Piazza San Pietro. Ricordando la Beatificazione, avvenuta ieri, di don Pino Puglisi, il Papa ha stigmatizzato lo sfruttamento delle mafie ai danni di milioni di vittime, esclamando: “Non possono fare di noi fratelli schiavi”.
Sullo sfondo non si staglia la Valle dei Templi di Agrigento ma le architetture vaticane, eppure 20 anni sembrano cancellati d’un colpo quando, con voce forse meno tonante ma non meno addolorata, Papa Francesco riecheggia le storiche parole di Giovanni Paolo II nel 1993. Ma prima di approdare all’analogo auspicio di conversione, la denuncia di Papa Francesco si allarga a tutti quei contesti dove il crimine la fa da padrone con soprusi e violenze:
“Io penso a tanti dolori di uomini e donne, anche di bambini, che sono sfruttati da tante mafie, che li sfruttano facendo fare loro un lavoro che li rende schiavi, con la prostituzione, con tante pressioni sociali. Dietro a questi sfruttamenti, dietro a queste schiavitù, ci sono mafie. Preghiamo il Signore perché converta il cuore di queste persone. Non possono fare questo. Non possono fare di noi, fratelli, schiavi! Dobbiamo pregare il Signore! Preghiamo perché questi mafiosi e queste mafiose si convertano a Dio”.
A innescare questo crescendo spontaneo è stato pochi istanti prima, appena dopo la preghiera dell’Angelus, il ricordo di don Pino Puglisi, beatificato ieri in quella Palermo nella quale il 15 settembre di 20 anni fa la mafia lo assassinò. Un uomo, afferma il Papa, la cui vita e la cui morte sono ancora oggi un monito per chi pensava di strappare con lui anche ciò che aveva seminato:
“Don Puglisi è stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo li sottraeva alla malavita, e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà, però, è lui che ha vinto, con Cristo Risorto”.
Gli applausi della folla, enorme anche questa domenica, sono una scia sonora che prolunga l’eco delle parole del Pontefice nel Colonnato della Piazza. Ma lo stile comunicativo del Papa ha nel frattempo regalato altri efficaci spunti di riflessione, più eminentemente spirituali. Parlando della Trinità, come due ore prima con i bambini di una parrocchia romana – e affermando come questo mistero significhi qualcosa di concreto e non che Dio sia “qualcosa di vago” – Papa Francesco ritrova una espressione che da qualche settimana ha fatto il giro del mondo:
“Il nostro Dio non è un Dio 'spray', è concreto, non è un astratto, ma ha un nome: ‘Dio è amore’. Non è un amore sentimentale, emotivo, ma l’amore del Padre che è all’origine di ogni vita, l’amore del Figlio che muore sulla croce e risorge, l’amore dello Spirito che rinnova l’uomo e il mondo. Pensare che Dio è amore ci fa tanto bene, perché ci insegna ad amare, a donarci agli altri come Gesù si è donato a noi, e cammina con noi”.
E per rafforzare il concetto di un amore che non è mai volato alto sul destino dell’umanità, ma al contrario si è strettamente intrecciato con le vicende della storia di ogni epoca, Papa Francesco prosegue:
“La Santissima Trinità non è il prodotto di ragionamenti umani; è il volto con cui Dio stesso si è rivelato, non dall’alto di una cattedra, ma camminando con l’umanità (...) Dio ha camminato con il suo popolo nella storia del popolo d’Israele e Gesù ha camminato sempre con noi e ci ha promesso lo Spirito Santo che è fuoco, che ci insegna tutto quello che noi non sappiamo, che dentro di noi ci guida, ci dà delle buone idee e delle buone ispirazioni.
La considerazione finale è per Maria, colei – afferma Papa Francesco – che grazie a Cristo “è già nella gloria della Trinità” e, allo stesso tempo, una Madre vicinissima ai suoi figli:
“E’ la Madre della speranza, nel nostro cammino, nella nostra strada, Lei è la Madre della speranza. E’ la Madre anche che ci consola, la Madre della consolazione e la Madre che ci accompagna nel cammino.
Adesso preghiamo la Madonna tutti insieme, a nostra Madre che ci accompagna nel cammino”.
Al termine della recita dell’Angelus, dopo aver affidato all’intercessione del Beato Puglisi – e di San Filippo Neri, altro grande formatore dei giovani che la Chiesa celebra il 26 maggio – il lavoro dell’“Associazione Nazionale San Paolo degli Oratori e dei Circoli Giovanili”, e ancora aver salutato l’Associazione italiana sclerosi multipla, Papa Francesco ha riservato attenzione particolare a uno tra i molti gruppi presenti in Piazza San Pietro:
“Saluto il gruppo di cattolici cinesi qui presenti, che si sono riuniti a Roma per pregare per la Chiesa in Cina, invocando l’intercessione di Maria Ausiliatrice".
(da radiovaticana.va-alessandro de carolis)

 
 
 

"Lo Spirito prenderà del mio e ve lo annuncerà"

Post n°747 pubblicato il 26 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Giovanni 16,12-15
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future.
Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà.
Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà».
Parola del Signore.

 
 
 

"Piazza San Pietro,un cenacolo a cielo aperto"

Post n°746 pubblicato il 19 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

piazza san pietro

“Una rinnovata Pentecoste che ha trasformato Piazza San Pietro in un Cenacolo a cielo aperto”: con queste parole Papa Francesco ha commentato al Regina Coeli quella che ha definito la “festa della fede”, iniziata ieri con la Veglia e culminata stamani nell’Eucaristia.
“Abbiamo rivissuto l’esperienza della Chiesa nascente”: così Papa Francesco sottolinea la bellezza dell’unità.
“Anche noi, nella varietà dei carismi, abbiamo sperimentato la bellezza dell’unità, di essere una cosa sola. E questo è opera dello Spirito Santo, che crea sempre nuovamente l’unità nella Chiesa”.
E il Papa ringrazia tutti i Movimenti, le Associazioni, le Comunità, le Aggregazioni ecclesiali:
“Siete un dono e una ricchezza per la Chiesa! Questo siete voi! Ringrazio, in modo particolare, tutti voi che siete venuti da Roma e da tante parti del mondo. Portate sempre la forza del Vangelo! Non abbiate paura. Abbiate sempre la gioia e la passione per la comunione nella Chiesa! Il Signore risorto sia sempre con voi e la Madonna vi protegga!”.
Poi il pensiero alle popolazioni dell’Emilia Romagna che il 20 maggio dell’anno scorso furono colpite dal terremoto. E una preghiera anche “per la Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia”. E il saluto a tutti:
"Fratelli e sorelle, grazie tante per il vostro amore alla Chiesa! Buona domenica, buona festa e buon pranzo!".
(da radiovaticana.va-fausta speranza)

 
 
 

«Se uno mi ama,osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà"

Post n°745 pubblicato il 19 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

 

Vangelo
Giovanni 14,15-16.23b-26.
Dal Vangelo secondo Giovanni

Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.
Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Parola del Signore.

 
 
 

"Difendiamo la vita fin dal concepimento"

Post n°744 pubblicato il 12 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

piazza s.pietro

Al termine della Messa per le canonizzazioni, il Papa ha presieduto la preghiera mariana del Regina Caeli, rivolgendo i suoi auguri a Italia, Messico e Colombia, Paesi di provenienza dei nuovi santi, e lanciando un appello per la difesa della vita dal concepimento.
Nuovo bagno di folla, entusiasmo e affetto per Papa Francesco che al termine del Regina Caeli in jeep è arrivato fino in Via della Conciliazione per salutare i fedeli, oltre 70mila, e baciare con tenerezza i tanti bambini che i genitori gli porgevano per farli benedire: prima di rientrare in Vaticano il Papa è sceso dal veicolo per abbracciare numerosi disabili. In occasione della preghiera mariana, il primo pensiero del Papa è stato per l’Italia:
“I martiri di Otranto aiutino il caro popolo italiano a guardare con speranza al futuro, confidando nella vicinanza di Dio che mai abbandona, anche nei momenti difficili”.
Quindi, ha pregato affinché “per intercessione di Madre Laura Montoya, il Signore conceda un nuovo impulso missionario ed evangelizzatore alla Chiesa” colombiana e perché “ispirati all'esempio di concordia e riconciliazione di questa nuova santa, gli amati figli della Colombia continuino a lavorare per la pace e il giusto sviluppo della loro patria”.
“Nelle mani di Santa Guadalupe García Zavala” ha poi posto “tutti i poveri, i malati e coloro che li assistono” e ha raccomandato “alla sua intercessione la nobile Nazione messicana, perché bandita ogni violenza e insicurezza, avanzi sempre di più sulla via della solidarietà e della convivenza fraterna”.
Il Papa ha poi ricordato che ieri, a Roma, è stato proclamato beato il sacerdote Luigi Novarese, fondatore del Centro volontari della Sofferenza e dei Silenziosi Operai della Croce:
“Mi unisco al rendimento di grazie per questo prete esemplare, che ha saputo rinnovare la pastorale dei malati rendendoli soggetti attivi nella Chiesa”.
Papa Francesco ha salutato anche i partecipanti alla “Marcia per la vita” che ha avuto luogo questa mattina a Roma, invitando “a mantenere viva l’attenzione di tutti – ha detto - sul tema così importante del rispetto per la vita umana sin dal momento del suo concepimento”:
“A questo proposito, mi piace ricordare anche la raccolta di firme che oggi si tiene in molte parrocchie italiane, al fine di sostenere l’iniziativa europea ‘Uno di noi’, per garantire protezione giuridica all’embrione, tutelando ogni essere umano sin dal primo istante della sua esistenza. Un momento particolare per coloro che hanno a cuore la difesa della sacralità della vita umana sarà la ‘Giornata dell’Evangelium Vitae’, che avrà luogo qui in Vaticano, nel contesto dell’Anno della fede, il 15 e 16 giugno prossimo”.
Infine, ha rivolto a tutti il suo ormai consueto saluto domenicale:
”Vi auguro buona domenica e buon pranzo!”.
(da radiovaticana.va-sergio centofanti)

 
 
 

"Mentre li benediceva,si staccò da loro e veniva portato su,in cielo."

Post n°743 pubblicato il 12 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Luca 24,46-53.
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno
e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme.
Di questo voi siete testimoni.
E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall'alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse.
Mentre li benediceva, si staccò da loro e fu portato verso il cielo.
Ed essi, dopo averlo adorato, tornarono a Gerusalemme con grande gioia;
e stavano sempre nel tempio lodando Dio.
Parola del Signore.

 
 
 

"Dobbiamo impegnarci a proteggere i bambini da abusi e violenze"

Post n°742 pubblicato il 05 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

piazza san pietro

Impegniamoci con coraggio e chiarezza a proteggere i bambini. E’ l’accorato appello che Papa Francesco ha levato, stamani, al Regina Caeli in Piazza San Pietro, in occasione della Giornata dei bambini vittime della violenza, promossa dall’associazione “Meter”. Il Papa non ha poi mancato di rivolgere un saluto speciale alle Chiese d’Oriente che celebrano la Pasqua, ricordando in particolare i cristiani che vivono tra prove e sofferenze. Infine, ha ricordato la Beatificazione in Brasile di “Nhá Chica”, testimone di carità per i poveri.
Difendere i minori dagli abusi e da ogni genere di violenza. Al Regina Caeli, Papa Francesco saluta l’associazione “Meter” nella Giornata dei bambini vittime della violenza e coglie l’occasione per pronunciare parole vibranti in difesa dei più piccoli:
“Questo mi offre l’occasione per rivolgere il mio pensiero a quanti hanno sofferto e soffrono a causa di abusi. Vorrei assicurare loro che sono presenti nella mia preghiera, ma vorrei anche dire con forza che tutti dobbiamo impegnarci con chiarezza e coraggio affinché ogni persona umana, specialmente i bambini, che sono tra le categorie più vulnerabili, sia sempre difesa e tutelata”.
Prima delle parole in difesa dei bambini, Papa Francesco aveva rivolto un saluto particolare alle Chiese d’Oriente, che seguono il Calendario giuliano e celebrano dunque in questa domenica la festa di Pasqua:
“Raccolti in preghiera intorno a Maria, invochiamo da Dio il dono dello Spirito Santo, il Paraclito, perché consoli e conforti tutti i cristiani, specialmente quanti celebrano la Pasqua tra prove e sofferenze, e li guidi sulla via della riconciliazione e della pace”.
Quindi, rivolgendosi ancora alle Confraternite, ha ribadito che l’amore per la Madonna “è una delle caratteristiche della pietà popolare che chiede di essere valorizzata e ben orientata”. Infine, il pensiero del Papa è andato al Brasile, dove è stata proclamata Beata Francisca de Paula De Jesus, detta “Nhá Chica”:
“La sua vita semplice fu tutta dedicata a Dio e alla carità, tanto che era chiamata ‘madre dei poveri’. Mi unisco alla gioia della Chiesa in Brasile per questa luminosa discepola del Signore”.
(da radiovaticana.va-alessandro gisotti)

 
 
 

"Lo Spirito Santo vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto"

Post n°741 pubblicato il 05 Maggio 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Giovanni 14,23-29.
Dal Vangelo secondo Giovanni

Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
Chi non mi ama non osserva le mie parole; la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Queste cose vi ho detto quando ero ancora tra voi.
Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v'insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto.
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore.
Avete udito che vi ho detto: Vado e tornerò a voi; se mi amaste, vi rallegrereste che io vado dal Padre, perché il Padre è più grande di me.
Ve l'ho detto adesso, prima che avvenga, perché quando avverrà, voi crediate.
Parola del Signore.

 
 
 

"Dignità e sicurezza per tutti i lavoratori"

Post n°740 pubblicato il 29 Aprile 2013 da prosanctitatect
 

piazza san pietro

Siamo tutti chiamati ad accogliere “la novità di Dio nella nostra vita”, così Papa Francesco prima del Regina Coeli, salutando i fedeli raccolti in piazza San Pietro, gremita ieri mattina di decine di migliaia di giovani giunti da tutto il mondo per la Messa presieduta dal Santo Padre, nella Giornata odierna dei cresimandi e dei cresimati. Il pensiero del Papa è poi corso alle vittime del crollo di una fabbrica in Bangladesh.
Papa Francesco - solidale con il dolore dei familiari degli oltre trecento operai tessili periti nel tragico incidente di mercoledì scorso a Dacca in Bangladesh – ha invocato dignità e sicurezza per tutti i lavoratori nel mondo.
“In questo momento speciale desidero elevare una preghiera per le numerose vittime causate dal tragico crollo di una fabbrica in Bangladesh. Esprimo la mia solidarietà e profonda vicinanza alle famiglie che piangono i loro cari e rivolgo dal profondo del cuore un forte appello affinché sia sempre tutelata la dignità e la sicurezza del lavoratore”.
Rivolto a tutti i fedeli che gremivano piazza San Pietro, in un clima di grande gioia e serenità, il Papa ha ricordato che “la Vergine Maria ci insegna che cosa significa vivere nello Spirito Santo e che cosa significa accogliere la novità di Dio nella nostra vita”. Per questo Francesco ha affidato tutti i cresimati alla Madonna.
“…ogni cristiano, ognuno di noi, è chiamato ad accogliere la Parola di Dio, ad accogliere Gesù dentro di sé e poi portarlo a tutti”.
E se “Maria - ha osservato il Papa - ha invocato lo Spirito con gli Apostoli nel cenacolo: anche noi, ogni volta che ci riuniamo in preghiera, siamo sostenuti dalla presenza spirituale della Madre di Gesù, per ricevere il dono dello Spirito e avere la forza di testimoniare Gesù risorto.
“Questo lo dico in modo particolare a voi, che oggi avete ricevuto la Cresima: Maria vi aiuti ad essere attenti a quello che il Signore vi chiede, e a vivere e camminare sempre secondo lo Spirito Santo!”
(da radiovaticana.va-roberta gisotti)

 
 
 

"Vi do un comandamento nuovo:che vi amiate gli uni gli altri"

Post n°739 pubblicato il 28 Aprile 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Giovanni 13,31-33a.34-35.
Dal Vangelo secondo Giovanni

Quando Giuda fu uscito, Gesù disse :«Ora il Figlio dell'uomo è stato glorificato, e anche Dio è stato glorificato in lui.
Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito.
Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete, ma come ho gia detto ai Giudei, lo dico ora anche a voi: dove vado io voi non potete venire.
Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri; come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri.
Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri».
Parola del Signore.

 
 
 

"La giovinezza bisogna metterla in gioco per grandi ideali!"

Post n°738 pubblicato il 22 Aprile 2013 da prosanctitatect
 

papa francesco

Fiducia piena, intima comunione, intesa profonda: con queste espressioni Papa Francesco parla del rapporto di amicizia che possiamo avere con Gesù ascoltando la sua voce. Usa l’immagine del pastore con le sue pecore, richiamandosi all’odierno Vangelo di Giovanni. E ricorda la Giornata Mondiale delle vocazioni. Poi la preoccupazione di Papa Francesco per la situazione in Venezuela, la preghiera per quanti sono stati colpiti dal terremoto in Cina e il pensiero a don Niccolo’ Rusca proclamato ieri Beato.
“Gesù vuole stabilire con i suoi amici una relazione che sia il riflesso di quella che Lui stesso ha con il Padre: una relazione di reciproca appartenenza nella fiducia piena, nell’intima comunione”.
Papa Francesco ricorda le parole di Gesù riportate nel vangelo di Giovanni: “Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono … nessuno le strapperà dalla mia mano… nessuno può strapparle dalla mano del Padre mio.” E afferma che “in questi quattro versetti c’è tutto il messaggio di Gesù:
“Lui ci chiama a partecipare alla sua relazione con il Padre, e questa è la vita eterna.”
“E’ bellissima questa parabola! Il mistero della voce è suggestivo: fin dal grembo di nostra madre impariamo a riconoscere la sua voce e quella del papà; dal tono di una voce percepiamo l’amore o il disprezzo, l’affetto o la freddezza. La voce di Gesù è unica! Se impariamo a distinguerla, Egli ci guida sulla via della vita, una via che oltrepassa anche l’abisso della morte.”
Papa Francesco parla di “mistero profondo, non facile da comprendere”:
“… se io mi sento attratto da Gesù, se la sua voce riscalda il mio cuore, è grazie a Dio Padre, che ha messo dentro di me il desiderio dell’amore, della verità, della vita, della bellezza… e Gesù è tutto questo in pienezza!”.
“Questo ci aiuta a comprendere il mistero della vocazione, dice il Papa che però aggiunge: “a volte Gesù ci chiama, ci invita a seguirlo, ma forse succede che non ci rendiamo conto che è Lui”.
“Qualche volta avete sentito la voce del Signore che attraverso un desiderio, un’inquietudine, vi invitava a seguirlo più da vicino? Avete avuto voglia di essere apostoli di Gesù? Pensate questo voi? Siete d’accordo? Domanda a Gesù che cosa vuole da te e sii coraggioso! Sii coraggiosa! Domandaglielo!
La giovinezza bisogna metterla in gioco per grandi ideali. Domanda a Gesù che cosa vuole da te e sii coraggioso!”.
“Le vocazioni – dice Papa Francesco - nascono nella preghiera e dalla preghiera; e solo nella preghiera possono perseverare e portare frutto”. “Dietro e prima di ogni vocazione al sacerdozio o alla vita consacrata, c’è sempre la preghiera forte e intensa di qualcuno: di una nonna, di un nonno, di una madre, di un padre, di una comunità…”, ricorda il Papa:
“Mi piace sottolinearlo oggi, che è la “Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni”. Preghiamo in particolare per i nuovi Sacerdoti della Diocesi di Roma che ho avuto la gioia di ordinare stamani. … c’erano 10 giovani che hanno detto “sì” a Gesù e sono stati ordinati preti stamane… E’ bello questo!

E il Papa di fronte al coro della piazza con il suo nome chiede che il coro sia per Gesù!
Grazie tante per il saluto, ma salutate anche Gesù. Gridate “Gesù”, forte…”
Dunque la preghiera “a Maria perché ci aiuti a conoscere sempre meglio la voce di Gesù e a seguirla, per camminare nella via della vita!”.
Dopo il regina Coeli, il pensiero agli avvenimenti in Venezuela:
“Li accompagno con viva preoccupazione, con intensa preghiera e con la speranza che si cerchino e si trovino vie giuste e pacifiche per superare il momento di grave difficoltà che il Paese sta attraversando. Invito il caro popolo venezuelano, in modo particolare i responsabili istituzionali e politici, a rigettare con fermezza qualsiasi tipo di violenza e a stabilire un dialogo basato sulla verità, nel mutuo riconoscimento, nella ricerca del bene comune e nell’amore per la Nazione".
“Chiedo ai credenti di pregare e di lavorare per la riconciliazione e la pace. Uniamoci in una preghiera piena di speranza per il Venezuela, mettendola nelle mani di Nostra Signora di Coromoto".
E un pensiero a quanti sono stati colpiti dal terremoto che ha interessato un’area del sud-ovest della Cina Continentale:
“Preghiamo per le vittime e per quanti sono nella sofferenza a causa del violento sisma".
Poi il Papa ricorda la beatificazione a Sondrio di Don Nicolò Rusca, sacerdote valtellinese vissuto tra i secoli sedicesimo e diciassettesimo.
“Fu a lungo parroco esemplare a Sondrio e venne ucciso nelle lotte politico-religiose che travagliarono l’Europa in quell’epoca. Lodiamo il Signore per la sua testimonianza!”.
L’affettuoso saluto per tutti i pellegrini, venuti da diversi Paesi: le famiglie, i tanti gruppi parrocchiali, le associazioni, i cresimandi, le scuole. In particolare i numerosi ragazzi della diocesi di Venezia. E qui il Papa torna a rivolgersi con intensità spontaneamente proprio ai giovani:
“Ma ricordate voi, ragazzi e ragazze, la vita bisogna metterla in gioco per i grandi ideali!”.
Poi il saluto ai catechisti della diocesi di Gubbio guidati dal loro Vescovo; la comunità del Seminario di Lecce con i ministranti della diocesi; la rappresentanza dei Lions Club d’Italia. E ancora il ricordo alla Giornata delle vocazioni:
“In questa Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, nata cinquant’anni fa da una felice intuizione di Papa Paolo VI, invito tutti ad una speciale preghiera affinché il Signore mandi numerosi operai nella sua messe. Sant’Annibale Maria Di Francia, apostolo della preghiera per le vocazioni, ci ricorda questo importante impegno. A tutti auguro una buona domenica!”.
(da radiovaticana.va-fausta speranza)

 
 
 

"Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperà dalla mia mano"

Post n°737 pubblicato il 21 Aprile 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Giovanni 10,27-30.
Dal Vangelo secondo Giovanni

Le mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno mai perdute e nessuno le rapirà dalla mia mano.
Il Padre mio che me le ha date è più grande di tutti e nessuno può rapirle dalla mano del Padre mio.
Io e il Padre siamo una cosa sola».
Parola del Signore
.

 
 
 

"Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete"

Post n°736 pubblicato il 14 Aprile 2013 da prosanctitatect
 

Vangelo
Giovanni 21,1-19
Dal Vangelo secondo Giovanni

Dopo questi fatti, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così:
si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaèle di Cana di Galilea, i figli di Zebedèo e altri due discepoli.
Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma in quella notte non presero nulla.
Quando gia era l'alba Gesù si presentò sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù.
Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No».
Allora disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non potevano più tirarla su per la gran quantità di pesci.
Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «E' il Signore!». Simon Pietro appena udì che era il Signore, si cinse ai fianchi il camiciotto, poiché era spogliato, e si gettò in mare.
Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: infatti non erano lontani da terra se non un centinaio di metri.
Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane.
Disse loro Gesù: «Portate un po' del pesce che avete preso or ora».
Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatrè grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si spezzò.
Gesù disse loro: «Venite a mangiare». Enessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», poiché sapevano bene che era il Signore.
Allora Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede a loro, e così pure il pesce.
Questa era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
Quand'ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci i miei agnelli».
Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti voglio bene». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle».
Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi vuoi bene?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti voglio bene». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle.
In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi».
Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: «Seguimi».
Parola del Signore.

 
 
 
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MOVIMENTO PRO SANCTITATE

Il Movimento Pro Sanctitate
fondato a Roma nel 1947
da Mons. Guglielmo Giaquinta,
Vescovo e Servo di Dio,
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ad essere testimoni del messaggio
di amore e di santità
portato da Cristo.
Propone incontri di spiritualità,
cammini di formazione, ritiri,
esercizi spirituali, missioni ministeriali,
corsi per animatori parrocchiali.
Attraverso il suo Centro
editoriale cura e diffonde
pubblicazioni di spiritualità
e di agiografia.
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l'infinito amore del Padre
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che abbia capacita' di cogliere
il fermento di bene, di ansia,
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•un uomo della gioia.
Il mondo cerca sguardi
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e di gioia: la felicita'
e' la ricerca profonda
del cuore umano.
Se abbiamo trovato la felicita'
in Cristo dobbiamo emanare gioia.
•un uomo dinamico.
Occorrono dei rivoluzionari
dell'amore, persone capaci
di creare intorno a se'
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dell'amore.
Il passato, il futuro,
la cultura, la mentalita',
la civilta' della santita'.
Una civilta' della santita'
dove le singole mentalita'
diventano mentalita' diffusa:
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non piu' solo tu,
non piu' solo un altro,
ma tutti insieme, santi insieme.

Guglielmo Giaquinta

 

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