ECO90IN UN TERRITORIO FINITO CON RISORSE AMBIENTALI ED ENERGETICHE FINITE NON E' POSSIBILE UNA CRESCITA INFINITA ,E' UNO SPRECO INFINITO |
IL 24 MARZO E' INIZIATA LA CAMPAGNA REFERENDARIA CHE SI CONCLUDERA' IL 4 LUGLIO.SI SONO COSTITUITI DEI COMITATI PROVINCIALI A CUI PUO' ADERIRE CHIUNQUE COME SINGOLO,COME ASSOCIAZIONE,COME COMITATO,COME MOVIMENTO O COME PARTITO POLITICO.ANCHE NEL SARONNESE SI E' COSTITUITO UN GRUPPO DI LAVORO.
SE VUOI CONTRIBUIRE VISUALIZZA IL CALENDARIO E SEGNALACI LA TUA DISPONIBILITA' INVIANDO UNA MAIL A : mirko.giammella@gmail.com
INVIACI UN COMMENTO CLICCANDO ALLA FINE DI OGNI POST SULL'OPZIONE SCRIVI UN COMMENTO SAREMO LIETI DI APRIRE DIBATTITO SULLE TEMATICHE PROPOSTE.NON SARANNO PUBBLICATI COMMENTI ANONIMI VOLGARI O OFFENSIVI.
VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LA COLLABORAZIO , MIRKO GIAMMELLA.
GIARDINO BOTANICO
IL GIARDINO BOTANICO DI UBOLDO

In queste pagine potrete scorrere le immagini del Giardino botanico di Uboldo, situato in un’area di circa un ettaro, nel centro sportivo comunale di via Manzoni e aperto a tutta la popolazione.E’ nato dalla collaborazione con le scuole (ogni anno c’è la Festa dell’Albero, dove vengono piantate, assieme ai ragazzi, nuove specie) e con l’Amministrazione comunale.
PER SAPERNE DI PIU' SUL GIARDINO E PER CONOSCERE LE SPECIE PRESENTI CLICCA QUI
SVINCOLO DI SARONNO SUD
IL GIARDINO BOTANICO RISCHIA DI ESSERE DISTRUTTO DALLO SVINCOLO DI SARONNO SUD

L'area si presenta ben curata e molto frequentata da sportivi ,ragazzi,anziani e gente comune che vuole divertirsi o rilassarsi.Molte persone la frequentano perchè è protetta,sicura e lontana (per ora) dal traffico e la gente di Uboldo (e non solo) ne ha compreso l'importanza.La Scuola ,il Comune ed ECO'90 hanno pensato quest'area anche per la salute degli uboldesi e sono stati compresi;ora c'è il rischio che il progetto nuovo svincolo di Saronno sud la distrugga.Tenendo presente le finalità ambientali,didattiche e sociali,la distruzione di quest'area sarebbe una sconfitta per tutti e un diseducativo esempio per aver vanificato il lavoro dei nostri ragazzi.
SVILUPPO SOSTENIBILE
"La terra non è una eredità dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli." (Lettera del capo indiano Seattle al presidente Usa Franklin Pierce, del 1854)
L'Associazione culturale "L'Isola che non c'è" di Saronno e l' Associazione "Il Sandalo equosolidale di Saronno, nella ricorrenza del suo 15° anno di attività, promuovono un ciclo di incontri aperti al pubblico sul tema: "Lo sviluppo sostenibile" (vedi sotto, la scheda).
L'iniziativa si propone di contribuire a diffondere presso il pubblico del comprensorio saronnese, una maggiore conoscenza e consapevolezza rispetto a questo tema cruciale, con il quale l'intera umanità è già chiamata a confrontarsi in modo stringente.
L'iniziativa è aperta a quanti, Gruppi, Associazioni, Cooperative, Enti, cittadini, giovani e meno giovani, ecc. ne condividono le finalità e desiderino contribuire attivamente alla sua organizzazione e alla sua buona riuscita.
Gli incontri si svolgeranno a Saronno, in luoghi e date ancora da destinarsi, tra ottobre 2009 e maggio 2010.
NO EXPO,NO A TUTTE LE OPERE ANNESSE
CENA ETNICA 2006





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TERMOVALORIZZATORI, "PER FARLI FUNZIONARE DOVREMMO DIVENTARE IMPORTATORI DI RIFIUTI"De Marco: "qual'è la ricaduta occupazionale e il volume d'affari che gli industriali vorrebbero drenare verso i nuovi inceneritori?"
Treviso – “Per dar da mangiare ai due inceneritori pensati da Unindustria bisognerebbe far arrivare nella Marca l'equivalente di un treno al giorno carico di rifiuti speciali”. E' questa la stima fatta dall'assessore all’Ambiente, Ubaldo Fanton, e ripresa dal consigliere di Sinistra e Libertà, Luca De Marco (nella foto). Tanto servirebbe per colmare il gap tra le 500 mila tonnellate di scarti necessari ai termovalorizzatori e le appena 117 mila tonnellate, stando ai dati dell’Arpav, che la Marca ha prodotto nel 2007. “Il fabbisogno di incenerimento dei rifiuti speciali è del tutto sovrastimato e la sostenibilità del progetto di Unindustria è affidata agli incentivi pubblici e all'attività di importazione dei rifiuti – spiega De Marco – l'interesse privato è chiaro, ma non si capisce quale sia l'interesse pubblico”. E se la produzione trevigiana di rifiuti speciali è così contenuta è perché circa 300 società già lavorano al riciclo degli scarti. “Unindustria prende in considerazione il totale dei rifiuti prodotti, ma è come se considerasse che tutti gli altri impianti debbano abbandonare la loro attività – conclude – perciò abbiamo invitato l’assessore Fanton a quantificare anche la ricaduta occupazionale e il volume d'affari che gli industriali vorrebbero drenare verso i nuovi inceneritori”. Mauro Favaro Da OGGI TREVISO Leggo e Pubblico. Finalmente qualcuno inizia ad accorgersi di qualcosa anche se siamo veramente molto lontani , soprattutto dove non cè la presenza di inceneritori , dal capire che è solo un grande business che va contro gli interessi della collettività. Non riusciamo a capire che il problema dei rifiuti si risolve con la collaborazione di tutti i cittadini attraverso una sempre miglior raccolta differenziata e attraverso acquisti consapevoli che mirino alla riduzione dei rifiuti.Poi ci deve essere l'impegno politico che deve portare le aziende a realizzare imballaggi sempre meno voluminosi e più facili da gestire nelle mura domestiche. Mirko Giammella
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