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TERMOVALORIZZATORI, "PER FARLI FUNZIONARE DOVREMMO DIVENTARE IMPORTATORI DI RIFIUTI"

Post n°118 pubblicato il 16 Gennaio 2010 da eco90uboldo
 

De Marco: "qual'è la ricaduta occupazionale e il volume d'affari che gli industriali vorrebbero drenare verso i nuovi inceneritori?"


Treviso – “Per dar da mangiare ai due inceneritori pensati da Unindustria bisognerebbe far arrivare nella Marca l'equivalente di un treno al giorno carico di rifiuti speciali”.

E' questa la stima fatta dall'assessore all’Ambiente, Ubaldo Fanton, e ripresa dal consigliere di Sinistra e Libertà, Luca De Marco (nella foto). Tanto servirebbe per colmare il gap tra le 500 mila tonnellate di scarti necessari ai termovalorizzatori e le appena 117 mila tonnellate, stando ai dati dell’Arpav, che la Marca ha prodotto nel 2007.

“Il fabbisogno di incenerimento dei rifiuti speciali è del tutto sovrastimato e la sostenibilità del progetto di Unindustria è affidata agli incentivi pubblici e all'attività di importazione dei rifiuti – spiega De Marco – l'interesse privato è chiaro, ma non si capisce quale sia l'interesse pubblico”. E se la produzione trevigiana di rifiuti speciali è così contenuta è perché circa 300 società già lavorano al riciclo degli scarti.

“Unindustria prende in considerazione il totale dei rifiuti prodotti, ma è come se considerasse che tutti gli altri impianti debbano abbandonare la loro attività – conclude – perciò abbiamo invitato l’assessore Fanton a quantificare anche la ricaduta occupazionale e il volume d'affari che gli industriali vorrebbero drenare verso i nuovi inceneritori”.

Mauro Favaro Da OGGI TREVISO Leggo e Pubblico.

Finalmente qualcuno inizia ad accorgersi di qualcosa anche se siamo veramente molto lontani , soprattutto dove non cè la presenza di inceneritori , dal capire che è solo un grande business che va contro gli interessi della collettività. Non riusciamo a capire che il problema dei rifiuti si risolve con la collaborazione di tutti i cittadini attraverso una sempre miglior raccolta differenziata e attraverso acquisti consapevoli che mirino alla riduzione dei rifiuti.Poi ci deve essere l'impegno politico che deve portare le aziende a realizzare imballaggi sempre meno voluminosi e più facili da gestire nelle mura domestiche.

Mirko Giammella

 
 
 
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Data di creazione: 01/02/2009
 
 

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