ECO90IN UN TERRITORIO FINITO CON RISORSE AMBIENTALI ED ENERGETICHE FINITE NON E' POSSIBILE UNA CRESCITA INFINITA ,E' UNO SPRECO INFINITO |
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VI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE PER LA COLLABORAZIO , MIRKO GIAMMELLA.
GIARDINO BOTANICO
IL GIARDINO BOTANICO DI UBOLDO
Unico nella nostra zona l'alboreto-giardino botanico è fruibile da tutti sia per motivi di studio sia per ricerche scientifico conservative.Tutt'altro che seondario ,risulta essere anche un importante spazio ricreativo.Un forte incoraggiamento è infatti rappresentato dalla crescente frequentazione da parte della popolazione che ha compreso l'importanza di poter passeggiare,correre e ritemprarsi in un luogo particolarmente adatto e sicuro.Ed è proprio in questo contesto che ogniuno può meglio comprendere le vitali funzioni(raffreddamento,protezione dall'inquinamento e dai rumori)svolte dagli alberi.Oltre al ripristino del bosco lombardo,vi è una zona con specie italiane rare o in estinzione ed un'altra dedicata alle vecchie piante da frutto.In tutta l'area sono stae intraprese sobrie ma efficaci misure agronomiche per migliorare la fertilità del terreno e l'irrigazione permettendone una facile gestione ecologica ed economica.L'iniziativa è un progetto di ECO'90 ed è sostenuta dal comune di Uboldo, con la collaborazione attiva degli alunni delle classi seconde della scuola Media.
SVINCOLO DI SARONNO SUD
IL GIARDINO BOTANICO RISCHIA DI ESSERE DISTRUTTO DALLO SVINCOLO DI SARONNO SUD

L'area si presenta ben curata e molto frequentata da sportivi ,ragazzi,anziani e gente comune che vuole divertirsi o rilassarsi.Molte persone la frequentano perchè è protetta,sicura e lontana (per ora) dal traffico e la gente di Uboldo (e non solo) ne ha compreso l'importanza.La Scuola ,il Comune ed ECO'90 hanno pensato quest'area anche per la salute degli uboldesi e sono stati compresi;ora c'è il rischio che il progetto nuovo svincolo di Saronno sud la distrugga.Tenendo presente le finalità ambientali,didattiche e sociali,la distruzione di quest'area sarebbe una sconfitta per tutti e un diseducativo esempio per aver vanificato il lavoro dei nostri ragazzi.
SVILUPPO SOSTENIBILE
"La terra non è una eredità dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli." (Lettera del capo indiano Seattle al presidente Usa Franklin Pierce, del 1854)
L'Associazione culturale "L'Isola che non c'è" di Saronno e l' Associazione "Il Sandalo equosolidale di Saronno, nella ricorrenza del suo 15° anno di attività, promuovono un ciclo di incontri aperti al pubblico sul tema: "Lo sviluppo sostenibile" (vedi sotto, la scheda).
L'iniziativa si propone di contribuire a diffondere presso il pubblico del comprensorio saronnese, una maggiore conoscenza e consapevolezza rispetto a questo tema cruciale, con il quale l'intera umanità è già chiamata a confrontarsi in modo stringente.
L'iniziativa è aperta a quanti, Gruppi, Associazioni, Cooperative, Enti, cittadini, giovani e meno giovani, ecc. ne condividono le finalità e desiderino contribuire attivamente alla sua organizzazione e alla sua buona riuscita.
Gli incontri si svolgeranno a Saronno, in luoghi e date ancora da destinarsi, tra ottobre 2009 e maggio 2010.
NO EXPO,NO A TUTTE LE OPERE ANNESSE
CENA ETNICA 2006





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Forse mai nella storia italiana un'opera pubblica è stata inutile in modo palese sin dall'inizio come la TAV in Val di Susa. Un'opera che costerà decine di miliardi di euro a carico dei contribuenti, su un un tratto già servito dalla Ferrovie e dall'autostrada, in previsioni di un incremento di trasporto merci che non ci sarà mai, ma che anzi diminuisce. La TAV finirà tra vent'anni, quando i responsabili di questa scelta sciagurata non ci saranno più. Lascerà un debito generazionale spaventoso che pagheremo con le tasse e una valle sconvolta per sempre. Un tunnel di 57 chilometri che modificherà la struttura del territorio, comprese le fonti d'acqua. I fondi della UE di cui si riempiono la bocca i politici serviranno solo per una mancetta alle imprese e alle sicure infiltrazioni mafiose. In un'Italia dove i treni dei pendolari sono carri bestiame e le stazioni sempre più fatiscenti, questa dissipazione di soldi pubblici, quattro volte il Ponte di Messina, grida vendetta. Ma, se la TAV non serve, anzi distrugge, allora a chi serve? Solo a chi prenderà i soldi e a chi glieli farà avere : politici e costruttori! Domani sarò in Val di Susa a sostenere i suoi abitanti. Sarà Dura! Leggo e pubblico dal Blog di Grillo,Mirko Giammella. Commento personale i nostri politici locali ,e mi riferisco a quelli uboldesi,sostengono che chi manifesta e impedisce i lavori della TAV lo fa andando contro interessi generali. Non avevo dubbi ! |
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La strategia per l'uscita dalla crisi è sempre la stessa: cementificare, cementificare, cementificare. I nuovi 100.000 alloggi in un'Italia già distrutta dal cemento sono un atto di demenza economica, prima ancora che ambientale. Chi guadagna dalla costruzione di immobili in un Paese che sta relegando i suoi spazi verdi sugli Appennini e sulle Alpi? Ovunque case vuote. Se passeggiate in una qualunque grande città vedrete, accanto a nuove costruzioni residenziali che devastano i centri e le periferie, interi palazzi, uffici, alloggi in vendita e in affitto. A che serve costruire ancora e ancora? Il Italia ci sono seconde, terze, quarte case in luoghi (prima) meravigliosi. Case vuote, affittate un mese all'anno, qualche volta neppure quello, dalle persiane chiuse. Edificate ovunque, sulle dune della Sardegna o sui prati dei paesi montani. Qual è il VERO valore economico di queste case? |
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De Marco: "qual'è la ricaduta occupazionale e il volume d'affari che gli industriali vorrebbero drenare verso i nuovi inceneritori?"
Treviso – “Per dar da mangiare ai due inceneritori pensati da Unindustria bisognerebbe far arrivare nella Marca l'equivalente di un treno al giorno carico di rifiuti speciali”. E' questa la stima fatta dall'assessore all’Ambiente, Ubaldo Fanton, e ripresa dal consigliere di Sinistra e Libertà, Luca De Marco (nella foto). Tanto servirebbe per colmare il gap tra le 500 mila tonnellate di scarti necessari ai termovalorizzatori e le appena 117 mila tonnellate, stando ai dati dell’Arpav, che la Marca ha prodotto nel 2007. “Il fabbisogno di incenerimento dei rifiuti speciali è del tutto sovrastimato e la sostenibilità del progetto di Unindustria è affidata agli incentivi pubblici e all'attività di importazione dei rifiuti – spiega De Marco – l'interesse privato è chiaro, ma non si capisce quale sia l'interesse pubblico”. E se la produzione trevigiana di rifiuti speciali è così contenuta è perché circa 300 società già lavorano al riciclo degli scarti. “Unindustria prende in considerazione il totale dei rifiuti prodotti, ma è come se considerasse che tutti gli altri impianti debbano abbandonare la loro attività – conclude – perciò abbiamo invitato l’assessore Fanton a quantificare anche la ricaduta occupazionale e il volume d'affari che gli industriali vorrebbero drenare verso i nuovi inceneritori”. Mauro Favaro Da OGGI TREVISO Leggo e Pubblico. Finalmente qualcuno inizia ad accorgersi di qualcosa anche se siamo veramente molto lontani , soprattutto dove non cè la presenza di inceneritori , dal capire che è solo un grande business che va contro gli interessi della collettività. Non riusciamo a capire che il problema dei rifiuti si risolve con la collaborazione di tutti i cittadini attraverso una sempre miglior raccolta differenziata e attraverso acquisti consapevoli che mirino alla riduzione dei rifiuti.Poi ci deve essere l'impegno politico che deve portare le aziende a realizzare imballaggi sempre meno voluminosi e più facili da gestire nelle mura domestiche. Mirko Giammella
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Vi prego di leggere da questo link "L'ultimo Natale del famoso microscopio". 5000 euro scarsi raccolti a favore della nanodiagnostics, in molti mesi, (quasi un anno) sono una cifra ridicola. Quante volte accidenti, QUANTE volte, abbiamo tutti potuto contare su Stefano Montanari e le sue conferenze? Forse, amici della Rete no inc, è il momento di ricambiare, o non avremo una seconda possibilità: compriamo i libri (e facciamone regalo ai Sindaci inadempienti la legge), rinunciamo ad una pizza o un CD mettiamo da parte una moneta ogni volta che entriamo sul suo sito... E MANDIAMOGLI 10 EURO, 20 EURO, 50 EURO. Minimo. Non so se ci rendiamo conto, ma tutto il peso economico del laboratorio a Modena è sulle spalle dalla famiglia Montanari e basta. Forse è ora di darsi una mossa: servono i FATTI non solo le belle idee e la consapevolezza di essere nel giusto (sostenendo la strategia zero rifiuti). Montanari ha il solo torto di non fare un banner gigante sul suo sito: servono donazioni. SERVONO-DONAZIONI. Servono donazioni. Adesso. Bisogna mandare avanti il laboratorio a Modena. «Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformate in azioni» PS: Questo appello alla rete no inc è il solo modo che ho di continuare (continuare) ad aiutare la nanodiagnostics: una briciola di quanto Gatti e Montanari hanno aiutato tutto il movimento rifiuti zero, in fondo. Bene. Mano al portafoglio. Come e dove mandarle, le indicazioni le trovate sul sito |
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