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ECCO COSA SIGNIFICA ABORTIRE: non sò chi l'abbia scritta, ma è di una dolcezza infinita...............fa piangere!!!

Post n°294 pubblicato il 09 Giugno 2013 da franca7

 

  • ECCO COSA SIGNIFICA ABORTIRE:

    Ciao. Mi chiamo… Anzi non mi chiamo. Sono troppo piccolo per avere un nome. Ho appena qualche settimana di vita. La mamma non si è ancora accorta di me. Semplicemente, percepisce in lei qualcosa di diverso, ma non immagina cosa possa essere: improvvisi sbalzi d’umore, capogiri, eccessiva stanchezza. Non sa che io sono dentro di lei. Poi, realizza il fatto di avere un ritardo, e si spaventa. La mamma è giovane. Va ancora a scuola. Percepisco la sua angoscia, e mi ferisce la sua speranza della mia inesistenza. Continua a ignorare la cosa, a voler credere che io non esista. Oggi però ha finalmente trovato il coraggio di scoprire la verità: adesso sta entrando in farmacia per acquistare un test. Si rivolge al farmacista timidamente, parlandogli a bassa voce. Temo che si vergogni di me. Torna a casa. Chiudendosi in bagno, affronta la realtà: prende il test fra le sue mani, e dopo qualche istante comprende che c’ero, che esistevo. Mi ha profondamente colpito la sua disperazione: avvertivo il suo dolore, unito al mio che cresceva man mano per la sua infelicità. Perché non mi vuoi, mamma? Non piangere, tranquilla. Ci sono qui io che ti voglio bene. Adesso prende il cellulare. Sta facendo uno squillo a papà. Non so cosa gli stia dicendo, ma la mamma si arrabbia molto con lui, grida, gli urla che io non sono un dente cariato da estirpare: sono un essere umano! Dice che non può tirarsi indietro, fingere che la cosa non esista, perché che lo voglia o no, lui è mio padre. La mamma è così piccola ancora, fragile, ha bisogno del sostengo morale di papà, soprattutto per dare la notizia ai nonni. Invece si trova costretta ad affrontare ogni cosa da sola, perché lui non vuole saperne di me. Papà, quando la mamma ha saputo di me è scoppiata in lacrime, tu addirittura vuoi buttarmi via: perché non mi volete? Cosa vi ho fatto di male? Sono solo un bimbo innocente. Ora la mamma lo sta dicendo alla nonna. Nonna, cosa fai? Perché le hai dato uno schiaffo?!? Cosa c’è di tanto cattivo in me, che non deve nascere? Mamma tranquilla, andrà tutto bene. Non intristirti perché hai litigato con la nonna. Vedrai, le passerà. Andrà tutto bene.

    Sono passati cinque giorni. Ora ho cinque giorni di vita in più. Che bello, non vedo proprio l’ora di nascere, di imparare a camminare, a parlare, a correre. Voglio che mi insegni tutto quello che sai, mamma. E non importa se papà non mi vuole, magari con il tempo cambierà idea. Per adesso mi basti tu. E’ così bello addormentarsi con te, mammina, svegliarsi con te, accompagnarti in ogni gesto che fai. E’ così bello vivere in te, crescere in te, nutrirsi lentamente in te, grazie a te. Mi trovo così bene,qui,nel tuo ventre:percepis­co tutto il tuo amore che, superato il trauma iniziale, si alimenta di giorno in giorno. All’inizio eri spaventata, è vero, ma ora sento che stai iniziando ad amarmi. Chissà, forse un giorno anche papà mi vorrà bene. Sono coccolato qui,in te,protetto,ogn­i sostanza importante mi viene fornita attraverso la tua bocca. Io non devo fare neanche lo sforzo di pensare cosa sia giusto per la mia crescita, e cosa no, perché pensi a tutto tu, mamma. Mi trovo così bene qui, che quasi quasi mi dispiace venire al mondo, distruggere questa realtà così semplice, pura ed autentica che mi sono costruito. Ben presto voi grandi inizierete con le vostre stupidaggini, mi riempirete la testa delle solite chiacchiere. Avrò appena imparato a camminare quando vorrete già che io sappia correre. Avrò appena imparato a leggere, quando già pretenderete che diventi avvocato. Avrò appena imparato a baciare una ragazza, quando già vorrete consigliarmi la giusta moglie da prendere. Ma quello che mi dispiace di più, è sapere che un giorno anche io diventerò come voi. Acquisterò la vostra malizia, il vostro modo contorto e inutile di vedere la vita, mi serviranno i soldi, stupidi pezzi di carta che rovinano i sentimenti.
    Ma in fondo non importa. Sono contento di nascere, di scoprire il mondo. Vedrai, ci divertiremo insieme, mamma.

    Ora stiamo entrando in uno studio medico. Non piangere, mamma. Ci sono qui io che ti voglio bene. Vedo il dottore, molte macchine e tanti infermieri. Sei già curiosa di sapere se sarò un maschietto o una femminuccia? Eppure tu continui imperterrita a singhiozzare. Cos’è? L’emozione di sapere il mio sesso? Continui a ripetere, accarezzandoti il ventre “perdonami, bambino mio”. Perdonarti di cosa?!? Perché dovresti avere bisogno del mio perdono? Cosa stai facendo, per chiedermi scusa?

    Sento un dolore, una specie di ago che invade il mio piccolo mondo perfetto. Ho capito tutto. Le mie cellule strappate dalla tua carne. Ora capisco che tu non mi insegnerai mai a camminare, a parlare.
    Io non verrò mai al mondo.
    Non piangere mamma, io ti perdono. Chissà se esiste un paradiso per i bimbi mai nati.

    Addio mamma. Avremmo avuto tanto amore da darci. Addio.
    Con affetto
    Il tuo bambino senza nome.
 
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KREDITANSTALT DEL 1931 E DI QUELLA ARGENTINA ED EUROPA

Post n°293 pubblicato il 26 Marzo 2013 da franca7

- MARTIN SIBILEAUsibileau.com

Come per ogni evento possiamo pensare a Cipro in termini politici ed economici. Un’analisi politica a due dimensioni

La prima dimensione tocca la storia geopolitica della regione e le riserve di gas naturale recentemente scoperte. Fin dal lontano 1853, l’anno della guerra di Crimea nel Mar Nero, questa regione era considerata di rilevante interesse politico, per le stesse ragioni di oggi: evitare l’espansione della Russia nel Mediterraneo e la guerra fu causata dalla rottura degli equilibri del potere costituito, dopo le guerre napoleoniche, con il Congresso di Vienna, nel 1815.

Da allora in poi, tutta una nuova serie di eventi inattesi rese la Francia più debole e la Prussia più forte, cambiarono le alleanze e la risoluzione finale avvenne 60 anni dopo, con la prima guerra mondiale. E ‘ in questa stessa ottica che vedo in Cipro 2013 un evento politico molto importante: Se la Russia dovesse aggiudicarsi un piano di salvataggio di Cipro (mentre scrivo, questo non sembra probabile) ottenendo in pegno le riserve di gas naturale o una base navale, si registrerebbe un nuovo equilibrio di potere nella regione e Israele sarebbe il più grande perdente.

La seconda dimensione politica si riferisce ad un punto di cui scrissi esattamente un anno fa, proprio ispirato dal caso Kreditanstalt del 1931. In un articolo dal titolo: “Oro, riserve, repressione finanziaria e il KreditAnstalt del 1931” :

 

“(Il fatto del Kreditanstalt) si verificò perché la Francia, un creditore del settore pubblico, pose una condizione politica all’ Austria, in cambio di un piano di salvataggio del Kreditanstalt. Oggi nella zona euro, come nel 1931, il settore pubblico continua ad essere creditore del settore pubblico. Nel 1931, l’Inghilterra e la Francia erano creditori dell’Austria e posero delle condizioni che nessun investitore privato avrebbe mai richiesto.
Gli investitori privati ​​vivono e muoiono per i loro profitti e per le loro perdite. I politici vivono e muoiono per i voti che ricevono. Gli investitori privati si ​​preoccupano per la sostenibilità e per la struttura del capitale del debitore,delle loro garanzie e del profilo del finanziamento concesso. I politici si preoccupano della sostenibilità del loro potere, questo è un dato di fatto e dobbiamo imparare a conviverci.
Nel 2012, la Grecia, e sempre più anche altri paesi periferici dell’UE hanno debiti con altri governi, con il FMI e con la BCE. Gli investitori privati ​​sono stati spazzati via e non torneranno molto presto. Temiamo che, proprio come nel 1931, quando si dovrà affrontare un altro piano di salvataggio sia, nuovamente, per la Grecia o per il Portogallo o per la Spagna,si metteranno delle condizioni politiche tali che nessun investitore privato avrebbe mai nemmeno concepito nella sua mente.
Pensate a questo … Quanto è successo nel mondo per l’Anschluss – l’unione doganale tra Austria e Germania nel 1931 – aveva qualche relazione con la capitalizzazione del Kreditanstalt??? Niente! Eppure, milioni e milioni di persone in tutto il mondo sono state condannate alla miseria in solo pochi giorni, e i loro risparmi sono evaporati!

Signore e signori, benvenuti nel mondo della fiat- money – la moneta a corso forzoso-! Siete stati avvertiti! Se tra pochi mesi leggerete sui giornali che il Consiglio dell’UE esigerà irresponsabilmente cose strane da un paese periferico che ha bisogno di un piano di salvataggio, ricordatevi il Kreditanstalt. Ricordatevi del 1931.

Cercate di capire che questo non è un rischio marginale. Il rischio marginale è esattamente l’opposto. Qui c’è un rischio reale che scopriremo quando ci sarà bisogno di un altro piano di salvataggio e vedremo i politici pensare come investitori privati
​​e dare priorità all’ economia piuttosto che a considerazioni politiche. Questo è il vero rischio marginale! Quando avverrà questa crisi si, i media parleranno di una espansione dei rapporti e diranno che comunque tutto va bene da questa parte dell’Atlantico. Ma se ci leggete, sapete che tutto quello che ha portato a una situazione del genere era perfettamente prevedibile e niente va veramente bene da questo lato dell’Atlantico. E vi ricorderete del 1931 … “

A questo punto, penso che avevo già detto tutto e di non avere nient’altro da aggiungere. Le mie preoccupazioni di un anno fa, si stanno rivelando, purtroppo, giuste.
Analisi economica: la confisca e due promesse non mantenute

Cipro 2013 è peggio non solo della crisi Kreditanstalt ma anche dell’Argentina 2001 perché qui esiste anche un elemento di esproprio e due promesse che prima non c’erano state.

La confisca

Né nel 1931 né nel 2001 chi aveva depositi nelle banche austriache o argentine era stato oggetto esplicito di una confisca arbitraria dei propri risparmi da parte di chi li rappresentava al Parlamento. Questo è un elemento totalmente nuovo che porta violenza nel dramma. Se torniamo al 1931 e al 2001, vediamo che i depositanti inseguivano le loro banche per conoscere i prezzi: per scoprire il vero controvalore in dollari – fisici- dei loro scellini e dei loro pesos ( valute fiat ). Questo era tutto quello che provocarono i governi ( ad esempio la corsa agli sportelli). I governi non intervennero, allora, per manipolare il risultato finale. Negli anni ’30, per effetto del contagio negli Stati Uniti, i depositanti scoprirono e si resero conto che i loro dollari valevano molto meno di 1/20,67 di oncia d’oro. Nel 21° secolo, l’atto finale dello stesso gioco vedrà i possessori di titoli – oro (fiat) rendersi conto che c’è un premio per l’oro fisico.

Sia nel 1931 e nel 2001, i governi intervennero solo per rallentare i tempi di scoperta del nuovo prezzo del denaro, ma non intervennero per cambiare il risultato. Nel caso dell’Argentina, applicando un moltiplicatore di credito per il dollaro di 1/0.3 (30% era il coefficiente delle riserva), il dollaro USA arrivò ad essere scambiato a 3 pesos nel 2003. Nessuno si sorprese quindi in Argentina quando il peso perse i due terzi del suo valore rispetto al dollaro USA. La svalutazione non era una confisca. I depositanti non salvarono banche o governi, semplicemente subirono un trasferimento di ricchezza sul mercato, che avvantaggiò solo chi aveva dollari fisici. E né le banche, né il governo avevano dollari fisici. Ecco perché fecero bancarotta in entrambi i casi.

A Cipro 2013, chi ha conti in banca non ha idea di quanti soldi riuscirà a recuperare del suo capitale. Le perdite previste non hanno nessun nesso con un moltiplicatore del credito pubblico (In Argentina sapevano tutti che, a partire dal marzo 1995, per regolamento della banca centrale, per ogni tre dollari fiat in circolazione c’era un solo dollaro USA reale come garanzia). A Cipro, quanto si riuscirà a recuperare è in fase di “discussione” in questo momento da parte dei membri del Parlamento con la consulenza di Bruxelles, Berlino, Washington DC e Mosca. Questo è di gran lunga molto peggio. Così si arriverà ad un elemento di conflitto sociale, di risentimento, che non sarà facile placare.

La Prima promessa non mantenuta: L’unione bancaria

Durante il 2012, i politici hanno fatto grandi sforzi per convincere il pubblico che la zona euro era solo un passaggio per una unione bancaria prima e per una unione politica poi. La pietra angolare di quella promessa doveva essere il ruolo della Banca Centrale Europea come prestatore di ultima istanza. Doveva essere una promessa unanime, una promessa ad ogni giurisdizione. Per tutti gli scopi pratici, avrebbe dovuto importare molto poco quanto vale il PIL o la popolazione di un singolo paese. Infatti, se la BCE non può preparare nemmeno un pacchetto di 5,8 miliardi di euro che sembrano essere il minimo necessario per non sbattere i ciprioti sulla strada …. cosa potremmo aspettarci quando questo problema si dovesse presentare in Italia, che ancora non ha nemmeno un governo con cui negoziare ???

Nel 1931, la promessa d un sostegno internazionale per l’Austria fu solo implicita.

Nel 2001, la promessa che ci sarebbe stato un prestatore di ultima istanza era esplicitamente assente in Argentina.

Nessuno in Austria o l’Argentina aveva mai previsto niente di questo genere e a nessuno era mai stato promesso niente. Nessuno è stato deluso. Questo non è il caso del 2013.

La Seconda promessa non mantenuta : I depositi sotto 100 mila euro sarebbero stati garantiti

Forse mi è sfuggito qualcosa, ma per quanto ne so, non ho mai visto Mario Draghi indire una conferenza stampa per dire: “Cari depositanti di euro nella zona euro: Fintanto che questa banca centrale, che io presiedo, esiste, indipendentemente dalla geografia o dalla circostanza politica, qualsiasi deposito fino a centomila EURO sarà garantito dal mio istituto“. Se mi sono perso questo messaggio, vi prego di accettare le mie scuse e di essere così gentili da inviarmi il link per leggerlo on-line (lo scorso anno ho cancellato il mio abbonamento alla tv via cavo, per l’educazione dei miei figli).

La promessa di garantire i depositi fino a 100 mila euro non è stata apertamente difesa per Cipro 2013. A mia conoscenza, non c’è mai stata nessuna promessa di questo genere sia nel 1931 che nel 2001. Pertanto, i depositanti ciprioti sono stati abbandonati fuori al freddo, trattandoli molto peggio dei loro omologhi in Austria o in Argentina, le cui aspettative non erano mai state alte.

Ultime riflessioni

Se si guarda il caso di Argentina 2001, ci si rende conto che si trattava di una scommessa piuttosto chiara. In Argentina, il coefficiente di riserva in dollari USA si conosceva: era il 30%. Sapevano tutti che i depositi USD erano stati dati in prestito al governo e che il governo era di fronte ad una significativa probabilità di default. Le banche comunque offrivano ai loro clienti in dollari un tasso di interessi del 20% annuo. Pertanto, un argentino che aveva soldi in banca poteva affrontare una scommessa chiara: Guadagnare il 20% annuo contro la probabilità di perdere 2/3 del capitale. Se pensava che la probabilità di un default del governo argentino fosse dopo almeno quattro anni, poteva fare una scommessa con una possibilità di vincerla.

Chi ha euro in banca con che regole gioca? Altro che una scommessa chiara! Non sa quale potrà essere la perdita del suo capitale, perché sarà decisa in un week-end da politici che nemmeno lo rappresentano. Nessuno sa davvero dove sono andati a finire i depositi e si ignora anche a quale giurisdizione debbano rivolgersi. Infine, i tassi di interesse pagati dipendono solo dalla loro fiducia nel sistema, mentre in Argentina nel 2001 i tassi erano al 20% l’anno (questo perché nel 21° secolo si applica la politica del 0% di interessi).

Alla luce di tutto questo, posso solo concludere che chiunque continui a tenere un conto senza garanzie in una banca della zona Euro dovrebbe farsi controllare il cervello!

Martin Sibileau
Fonte: http://sibileau.com
Link: http://sibileau.com/martin/2013/03/24/why-cyprus-2013-is-worse-than-the-kreditanstalt-1931-and-argentina-2001-crisis/
Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO
via http://www.zerohedge.com/news/2013-03-24/guest-post-why-cyprus-2013-worse-kreditanstalt-1931-and-argentina-2001-crises

http://www.comedonchisciotte.org/site//modules.php?name=News&file=article&sid=11650

 

 
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PER CHI VOTARE????????????????????

Post n°291 pubblicato il 10 Febbraio 2013 da franca7

Diversi utenti mi hanno chiesto se e per chi voterò nelle prossime elezioni governative. Ho deciso quindi di rispondere con un articolo, ma vorrei chiarire bene che non si tratta in alcun modo di un invito a seguire le mie scelte. Va benissimo parlare e discutere di queste cose in generale, e lo abbiamo fatto dozzine di volte nei numerosi thread dedicati alle elezioni. Ma quando si tratta di fare effettivamente una scelta, ognuno deve sentirsi libero di seguire la propria strada, senza farsi influenzare da nessuno. Altresì, bisogna saper rispettare le scelte altrui, senza aggredire nè criticare chi non la pensa come noi. Consideratela quindi una semplice "disquisizione" a cielo aperto - per metà richiesta e per metà voluta - che riguarda esclusivamente la mia persona. Il mio voto vale esattamente come quello di chiunque altro.

***

Ho letto il programma dei tre partiti principali che si presenteranno alle elezioni - PDL, PD e Movimento 5 Stelle - e devo dire che è stata un'esperienza molto interessante. Me li vedevo davanti, tutti sudati, i redattori di questi programmi che cercano di barcamenarsi in un difficile equilibrismo fra le cose che si possono dire, per invogliare la gente a votare per te, e quelle che è meglio non dire, per non vederle poi ritorcersi contro te stesso.

Nonostante questa sia una caratteristica comune dei tre programmi, ho notato delle differenze fondamentali fra i tre partiti, che cerco di riassunere.

PROGRAMMA PDL

A leggere il suo programma, sembra quasi che Berlusconi continui a vivere in un sogno che è iniziato trent'anni fa, e che per lui evidentemente non è ancora finito. E' il sogno del liberismo sfrenato, senza vincoli e senza intralci, ...

... del capitalismo e della finanza selvaggi, che vedono i suoi cavalieri partire a lancia in resta alla conquista dei mercati, per poi beneficiare i propri lavoratori con una ricchezza di seconda mano, "regalatagli" dall'alto da un padrone benevolo e saggio. I repubblicani in USA la chiamano "trickle-down economy", l'economia che "sgocciola" dall'alto, e che finisce per portare acqua - dicono loro - fino alle piante più basse ed assetate.

Non solo questo modello economico ha ampiamente dimostrato di non funzionare (i ricchi diventano sempre più ricchi, mentre verso il basso sgocciolano solo povertà e disperazione), ma unito alla formula della spirale del prestito diventa la catena della schiavitù per la grande maggioranza della popolazione.

Basta infatti leggere, nel programma PDL, la frase "Attribuzione alla Bce del ruolo di prestatore di ultima istanza, sul modello della Federal Reserve americana", per capire che siamo sulla strada sbagliata.

Ci sono poi delle proposte assolutamente comiche nel loro programma, come ad esempio la frase a se stante "dimezzamento dei costi della politica". Quanto "costa" la politica, esattamente? Chi lo decide? E cosa significa poi "dimezzare"?

Un'altra proposta decisamente comica è il "superamento di una politica europea di sola austerità". E come si "supera", di grazia, la "politica europea di sola austerità", visto che abbiamo appena stabilito che vogliamo incatenarci mani e piedi alla BCE?

Se poi accostiamo questa proposta alla frase del programma che dice "Le banche hanno avuto tantissimo, ora diano", la risata diventa fragorosa.

C'è poi la questione della guerra, che io ritengo di importanza fondamentale: quando leggo "L’Italia in Europa e nel mondo a difesa della libertà, della democrazia, dei diritti umani, e delle libertà religiose" mi ritrovo davanti l'immagine dei militari italiani obbligati a fare da cuochi e camerieri all'imperialismo americano nel mondo, mentre diventiamo tutti complici dei crimini di guerra che costoro commettono.

Non mi sento minimamente rappresentato da questa gente, e non voterò mai per loro.

PROGRAMMA PD

Ho letto il programma del PD e lo trovo decisamente poetico. Non "poetico" nel senso di incantevole, ma poetico per la completa mancanza di un collegamento con la realtà. Se Berlusconi vive in una nuvola tutta sua, almeno quella nuvola ha dei contorni definiti, di tipo ideologico, che lo portano a concretizzare una serie di proposte precise e tangibili: "eliminazione dell’IMU sulla prima casa", "divieto di pubblicazione delle intercettazioni", oppure "cancellazione delle spese relative agli animali dal redditometro". Sono tutte palle, ovviamente, ma almeno loro hanno il coraggio di metterle nero su bianco.

Il programma del PD invece sembra un tema di 5a elementare, intitolato "Come vorresti il futuro di questo pianeta?"

"Noi immaginiamo un progetto-Paese che individui grandi aree d’investimento, di ricerca, di innovazione verso le quali orientare il sistema delle imprese, nell’industria, nell’agricoltura e nei servizi. La qualità e le tipicità, mobilità sostenibile, risparmio ed efficienza energetica, le tecnologie legate alla salute, alla cultura, all’arte, ai beni di valore storico e alla nostra tradizione, l’agenda digitale. [...] Per noi salute, istruzione, sicurezza, ambiente, sono campi dove, in via di principio, non deve esserci il povero né il ricco. Perché sono beni indisponibili alla pura logica del mercato e dei profitti. Sono beni comuni di tutti e di ciascuno e definiscono il grado di civiltà e democrazia del Paese."

Bravo Marangoni, 10 e lode. Continua così e vinci il premio "Giosuè Carducci" del locale agriturismo.

Ma poi, sentite questa: "Sviluppo sostenibile. Sviluppo sostenibile per noi vuol dire valorizzare la carta più importante che possiamo giocare nella globalizzazione, quella del saper fare italiano. Se una chance abbiamo, è quella di una Italia che sappia fare l’Italia. Da sempre la nostra forza è stata quella di trasformare con il gusto, la duttilità, la tecnica e la creatività, materie prime spesso acquistate all’estero."

La carta più importante che possiamo giocare nella globalizzazione è il "saper fare" italiano?!? Cioè? La miglior difesa dalla globalizzazione sarebbe quella di buttarcisi dentro a capofitto, sperando che la vendita delle Ferrari, delle mutande di Armani e delle borsette di Prada nel mondo possa risolvere i problemi in casa nostra?

Ragazzi, non siamo nel 1980. Siamo nel 2013.

La cosa più triste della cosiddetta "sinistra italiana" è proprio la profonda contraddizione nella quale principi sani - ma totalmente astratti - finiscono inevitabilmente in conflitto con la realtà delle cose, mentre le loro scelte pratiche tradiscono continuamente un celato desiderio di "giocare anche noi a Monopoli".

Guardate infatti una delle poche cose a cui "si impegna" il PD nel suo documento: "Appoggiare l’esecutivo in tutte le misure di ordine economico e istituzionale che nei prossimi anni si renderanno necessarie per difendere la moneta unica e procedere verso un governo politico-economico federale dell’eurozona."

In altre parole, il PD non si impegna a difendere il lavoratore dallo strangolamento progressivo a cui lo sottopone la politica monetaria dell'eurozona, ma si impegna a difendere la moneta unica da eventuali proteste da parte del lavoratore, nel giorno in cui arrivasse a mangiare la foglia.

La sinistra italiana è morta con Enrico Berlinguer - o meglio, è morta con l'assassinio di Aldo Moro da parte della C.I.A. Da quel giorno la sinistra è stata rimpiazzata da un partito di amebe intellettualoidi senza spina dorsale, che grazie al totale scollamento fra l'ideologia proclamata e le azioni intraprese ha funzionato da trappola di contenimento per milioni e milioni di italiani progressisti - e quindi potenzialmente pericolosi per lo status quo.

I veri gatekeepers sono loro, la finta sinistra di oggi.

Da un punto di vista elettorale non posso nemmeno dire di non identificarmi con il PD, perchè il loro programma semplicemente non esiste. E questo chiaramente non è un caso.

PROGRAMMA MOVIMENTO 5 STELLE

A prima vista il programma del Movimento 5 Stelle può apparire confuso e disorganizzato, poiché mescola negli stessi capitoli problematiche di livello diverso (ad esempio, la "possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica"sta insieme alla "definizione della classe C della provincia di Bolzano", nel capitolo dedicato all'energia).

Ma dopo averlo letto due o tre volte, da questo programma emerge chiaramente qualcosa che manca in tutti gli altri: la prevalenza degli interessi del cittadino su quelli del potere e dello Stato in generale. Per la prima volta, fra le righe di questo programma, si respira un senso di politica dal basso verso l'alto, e non viceversa.

Le proposte del Movimento Cinque Stelle sono varie e numerose, per cui risulta difficile in questa sede affrontarle singolarmente. Ma hanno tutte, come dicevo, quel comune denominatore che cerca di restituire al cittadino l'integrità dei suoi diritti, naturali e costituzionali, insieme alla sua dignità di essere umano (vedi sezione "medicina" in particolare). Nel contempo lo investe delle giuste responsabilità nel fare la scelta politica su coloro che lo rappresenteranno in Parlamento.

Le proposte del Movimento 5 Stelle infatti sono quasi tutte precise e dettagliate. Questo permette, da una parte, di capire chiaramente come essi intendano affrontare certi problemi dal punto di vista pratico, mentre dall'altro ci permetterà, alla fine della nuova legislatura, di valutare quanti degli impegni avranno saputo mantenere, e soprattutto quanto e come avranno combattuto per raggiungere gli obiettivi prefissati.

Sappiamo infatti che nessuno in Parlamento avrà la maggioranza assoluta, e che quindi per governare sarà comunque necessario scendere a compromessi. Ma sarà proprio nella misura e nella qualità di quei compromessi che potremo valutare l'onestà e la sincerità degli sforzi fatti dal Movimento 5 Stelle, per decidere se tornare eventualmente a votare per loro oppure no.

Per quanto io non mi senta rappresentato al 100% da questo partito - mi sarebbe piaciuto leggere qualcosa di chiaro contro le nostre missioni militari all'estero, oppure contro la politica monetaria centralizzata di Bruxelles - mi sento rappresentato a sufficienza dalle proposte concrete che hanno fatto.

Ritengo quindi giusto che venga data loro la possibilità di provare a metterle in pratica, al meglio delle loro capacità complessive, e darò quindi il mio voto al Movimento Cinque Stelle.

Se son rose fioriranno.

Massimo Mazzucco

Programma PDL
Programma PD
Programma 5 Stelle

 
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CHI VOTEREMO??????????????????

Post n°290 pubblicato il 06 Febbraio 2013 da franca7

Lettera a Marietto Monti. Sul restare nell’euro
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E Monti, Marietto Monti, che dice? Che dice dello sciagurato nonché pietoso tentativo di far competere le Lancia con le Mercedes agli stessi prezzi e di dare gli stessi social benefit di Düsseldorf alle campagne di Caltanissetta? Il riservato Marietto Monti , che nel suo «medaglione» biografico precisa che nel poco tempo libero consentitogli dai «tanti studi», in gioventù si dedicava precipuamente alla bicicletta e «a seguire gli affari internazionali sintonizzandosi su varie radio straniere a onde corte», che mosse sta studiando, oltre a geniali strategie fiscali?

Qual è il disegno segreto di cotanto studioso radiotelegrafista? Crede lui che le nostre industrie possano ancora competere con quelle tedesche AGLI STESSI COSTI di produzione (anzi, più alti, viste le nostre inefficienze e scialacqui)?

Ma lo sa — il telegrafista — che in Medio Oriente ormai mangiamo anche le pizze surgelate tedesche? Le mozzarelle anche. L’insalata , il pomodoro e i ravanelli olandesi?

I ravanelli olandesi, Mariettoo, sveglia! Lo vede, il telegrafista, che gli scaffali dei duty free del mondo danno otto volte più spazio ai vini francesi che a quelli italiani? Lo vede che un eccellente Muscadet, all’estero, costa come un discreto Valpolicella? Lo sa che l’Italia non è più riuscita a creare un franchise alimentare internazionale che sia uno? Cioè, se neanche nell’alimentare non riusciamo più a reggere, è come se Claudio Villa cantasse «Granada» con la voce di Geronimo Ignazio La Russa.

E la Spagna? Non c’è un prodotto spagnolo in giro per il mondo. Non se ne vede uno, a parte qualche rara mediocre automobile, che non si squaglia solo perché è fatta con ingegneria per l’appunto tedesca. Cosa fa la Spagna, se un appartamento a Barcellona costa due volte la stessa metratura a Vienna? Quando la gente si stancherà della puzza di fognetta che pervade i «carrers» catalani e si stuferà della stronzaggine dei valenciani, chi comprerà gli appartamenti nei condomini di Benidorm, pieni di inglesi vomitanti della suburbia delle Midlands, a prezzi due volte superiori a tante altre località mediterranee non eurizzate? Che faranno gli spagnoli eurizzati, quando gli europei finalmente si accorgeranno che, sulle spiagge iberiche, su dieci divieti segnalati da cartellonistica, gli autoctoni ne infrangono nove e mezzo e che sotto il materassino c’è sempre la solita cacca dei cane iberico di turno?

E la Grecia? Dopo aver venduto feta, feta e ancora feta e olive su olive — che esporterà oltre a feta e olive? Forse ancora un po’ di feta?

Siete mai stati a Bratislava ? Bratislava è eurizzata. Le cose e i servizi colà ora costano come a Vienna, che sta lì a 80 chilometri, solo che a Vienna è tutto molto meglio. Un giorno stavo in quel di Banska Bistrica, sempre in Slovacchia, posto tristissimo, al bancone di un bar, e guardavo come un’accigliata ostessa, jeansata d’ordinanza e sculettante come ci si puo’ aspettare da una slo-vacca, mi stesse preparando una spremuta d’arancia. Non era una spremuta. Era una «schiacciata» d’arancia, una poltiglia che non si poteva bere , al massimo si poteva tentare d’ inghiottire. Ebbene, la schiacciata d’arancia costava quattro o cinque euro, quasi come al Café Sperl di Vienna, là dove si è serviti da soavi Romy Schneider in vestito tirolese fresco e profumato di bucato...

Marietto, tu lo sai che è un disegno impossibile. Ma tu quando nomini stentoreo Jean Monnet, e lo definisci «un grande francese, eminente figura di europeista» e il Parlamento europeo ti tributa una ovazione di applausi , tu ti fai la cacchetta addosso dall’emozione europeista e pensi , oltre all’urgente cambio di pannolone, a quanta strada hai fatto da quando ascoltavi i transistor a onde corte nell’angolo della tua cameretta…

...Il Giannizzero
(lettore EFFEDIEFFE)

 
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...........12/12/2012...........

Post n°289 pubblicato il 12 Dicembre 2012 da franca7

............................OGGI E' IL 12/12/2012.......................................

SIMPATICA DATA CHE NON VIVREMO MAI PIU'...............

BUONA FORTUNA A TUTTI

 
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