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Creato da fra873 il 19/01/2008

RHO CRISTIANA

UN CONFRONTO SUI PROBLEMI DELLA VITA

 

LA PIU' GROSSA TRUFFA DELLA STORIA

Post n°415 pubblicato il 09 Febbraio 2012 da fra873

Sei mai stato vittima di una truffa? Se mi dici che no, che nessuno ti ha mai truffato, lasciati dire che sei uno degli esseri più incredibilmente fortunati che camminano sulla terra.

Però forse non te ne sei ancora accorto, ma truffato di brutto lo sei anche tu.

Oggi ti dicono che puoi fare a meno di Dio, che puoi sostituirlo con mille altre cose, come la cura del tuo aspetto, i soldi, un ideale, la politi- ca, l’amore del momento o, addirittura, te stes- so. Se lo pensi, ti dico che questa è la truffa più grande della storia e che continua a mietere vit- time con la precisione di un cecchino.

I primi due “polli” che ci sono cascati, li hai certo sentiti nominare. Erano Adamo e Eva.

La macchina dell’inganno che li ha fatti ca- dere inesorabilmente era manovrata dal maestro della truffa, quell’essere incredibilmente furbo e malvagio che si chiama diavolo.

Non li ha stuzzicati con una mela speciale, come la strega di Biancaneve, né ha fatto leva sui loro istinti sessuali (di quelli li aveva dotati Dio stesso), ma

ha giocato sul loro orgoglio. Ha in- sinuato in loro il dubbio che Dio non fosse credibile e, soprattutto che non fosse buono.

Li ha convinti che, facendo di testa loro, sarebbero diventati esat- tamente come Dio e avrebbero ca- pito tutto come e meglio di Lui.

I due se la bevvero tutta d’un sorso e disubbidirono all’unico co- mando che Dio gli aveva dato.

Hanno creduto a una bugia e, dopo di loro, ogni essere umano è stato risucchiato nel loro stesso in- ganno. Un inganno che spinge ogni creatura alla ribellione, alla disubbi- dienza, alla menzogna. Questo ha creato fra gli uomini e Dio un abis- so insormontabile. Un abisso che si chiama peccato.

E il peccato, cioè fare qualcosa di male e vivere come se Dio non ci fosse, pensare o desiderare delle cose sbagliate, merita una condanna giusta e sicura.

Dici che tu non ci saresti cascato?

Non è vero. Forse oggi ascolti delle idee e segui teorie e filosofie che sembrano rispondere alle tue aspirazioni e ti fanno cre- dere di poter fare a meno di Dio. E non ti accorgi che sei ingolfato in una truffa che gioca a tuo svantaggio. Ma Dio non truffa nessuno.

Avverte che il male che facciamo lo offende e finirà col fare del male anche a noi. E che Lui certamente lo punirà.

Ma dice anche che ha prov- veduto a colmare l’abisso che separa l’uomo da Lui.

Ha fatto un piano per colma- re quell’abisso e lo ha mandato ad effetto per mezzo di suo Fi- glio Gesù Cristo

Solo Lui, che non aveva mai peccato, si è potuto rivestire di carne umana, ha potuto caricarsi della nostra condanna giusta, subirla senza esserne colpevole, e morire al nostro posto.

In questo modo può garanti- re la salvezza eterna a chi si affida a Lui e vuole vivere secondo i suoi insegna- menti, dati per il nostro bene.

Certe truffe fanno ridere per l’ingenuità di chi ci casca. Forse anche tu ci hai riso su.

Ma assicurati che proprio adesso il diavolo non stia ridendo di te, mentre sei dubbioso e Dio ti sta offrendo una via d’uscita e ti propone la sua soluzione, l’unica possibile.

Questa soluzione è scritta con chiarezza nel Vangelo ed è a portata di mano di chiunque vo- glia leggerlo. La sua origine è sicura perché, lo ri- peto, viene da Dio stesso. Le sue promesse so- no affidabili e la garanzia è totale. Il risultato di- pende da te e dal tuo atteggiamento.

Infatti, Gesù ha detto con grande franchezza a chi lo ascoltava: “Se uno vuole fare la vo- lontà di Dio, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se parlo di mio” (Ev. di Giovanni 7:17). Si tratta dunque di avvicinarti al messaggio di Gesù con un cuore onesto e ammettendo la tua disponibilità a prenderlo sul serio.

Perciò ti offro una copia gratuita del Vangelo di S. Giovanni, Non c’è alcun impegno da parte tua, se non di leggerlo e valutarlo seriamente. Basta che tu me lo richieda

Allora, cosa sceglierai, la verità o la truffa?

Le TRUFFE a cui non pensi

Tutte le strade portano a Dio. L’inferno esiste, ma sarà vuoto.

Ogni religione è buona, se seguita con sincerità.

L’uomo è fondamentalmente buono e capace di migliorare.

Ogni cosa è lecita, se non fa del male ad altri.

La verità assoluta non esiste. Nessuno ti può giudicare.

La tolleranza è la chiave per la pace nel mondo.

 
 
 

PARADISO SENZA TANMGENTI

Post n°414 pubblicato il 04 Febbraio 2012 da fra873

Oggi, per fare strada ci vogliono raccomandazioni e tangenti. È una vera piaga sociale.

Si conta sul politico per raccomandare il figlio e fargli trovare un impiego. Il sagrestano va dal Monsignore perché metta una buona parola per far promuovere il nipote, che ha poca voglia di studiare. Il tesserato conta sul sindacalista perché favorisca un parente bisognoso. In ospedale, con una piccola mancia, si conta sull’infermiere per- ché accompagni il nonno al bagno quando non ci sono altri parenti che lo accudiscono.

È una piaga che ha influenzato anche la religione. Andare direttamente da Dio, sembra difficile. Disturbarlo per delle piccolezze come il pagamento del mutuo della casa, la scuola del figlio, la gamba rotta della zia che è caduta, sem- bra quasi poco rispettoso.

E allora si cerca qualcuno meno importante, ma ugualmente influente. Si va a pregare la Madonna, che ha un cuore di madre, che capisce i

veri problemi della vita, che ha sofferto tanto ed è tenera e compassionevole. Lei ci può mettere una buona parola e, anche la chiesa lo insegna, suo Figlio non le potrebbe mai negare un favore.

Come se non bastasse, ci si rivolge a questo e a quell’altro santo per ricevere una “grazia”, si corre da un santuario all’altro, per assicurarsi la salvezza dell’anima perché non ci sentiamo la coscienza a posto.

Ma il problema è che non si è mai sicuri di essere andati dal protettore giusto.

E se, invece di portarti in paradiso, ti portas- sero all’inferno?

Sarebbe bello poter andare sul sicuro

Io ti dico che, secondo la Bibbia, tu puoi avere l’aiuto dal migliore avvocato e mediatore che ci sia: il Signore Gesù Cristo.

Da tutta l’eternità era stato designato da Dio come il Salvatore che avrebbe dato la sua vita per riscattare l’umanità peccatrice.

Lui ha versato il suo sangue, ha pagato di per- sona per condurci a Dio. È addirittura diventato peccato, cioè si è caricato di ogni peccato mai commesso dall’umanità intera e si è offerto come nostro sostituto.

Lui è l’unico che è morto per pagare i tuoi peccati e è l’unico che ti può capire fino in fon- do, perché è vissuto sulla terra come un uomo qualsiasi e ha sofferto più di chiunque altro.

Ecco cosa dice di Lui la Sacra Bibbia

“Vi è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù uomo, il quale diede se stesso quale prezzo di riscatto per tutti” (Lettera di S. Paolo a Timoteo, 2:2,6).

Quanti mediatori? Uno.

La Bibbia non parla di nessun altro che ab- bia la stessa posizione di Cristo.

“Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Gesù, nel Vangelo di Giovanni, 14:6).

Gesù è stato molto preciso e assoluto. Nessuno avrebbe potuto compiere l’opera che Lui ha compiuta. Lui solo, che era Dio, poteva offrire un sacrificio di valore infinito, per espiare dei peccati di gravità infinita commessi contro Dio.

Gesù lo ha dichiarato: Lui è l’unico che ci porta a suo Padre, perché è l’Unico che è morto per la nostra salvezza eterna.

 Noi abbiamo “un gran Sommo Sacerdote, che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio... Egli è stato tentato come noi, però senza peccare. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per essere soccorsi al momento opportuno...” (Lettera agli Ebrei 4:14,16). Nessuno ci può capire meglio del Si- gnore Gesù, o ci può dare più amore, misericordia e grazia di Lui.

 “Chi ci può condannare? Cristo Gesù è colui che è morto; e, più di questo, è risuscitato e è alla destra di Dio e anche intercede per noi” (Lettera di S. Paolo ai Romani 8:34). Gesù è l’unico che ha potuto offrire un riscatto sufficiente per i nostri peccati e per i peccati di tutto il mondo.

È anche l’unico che è risuscitato. Lui solo può condurre a Dio.

 “Egli può salvare completamente quelli che per mezzo di Lui si accostano a Dio, vivendo sempre per intercedere per loro” (Lettera agli Ebrei 7:25). Gesù ha pagato per ogni peccato, ha guadagnato la nostra salvezza e ora ce la offre in dono.

Che potrebbe fare di più?

 L’Apostolo Giovanni che è vissuto accanto a Gesù per tre anni, che lo ha ascoltato e ha visto i suoi miracoli, che lo ha visto morire sulla croce e lo ha toccato e gli ha parlato dopo la resurre- zione, ha scritto: “Io vi scrivo queste cose perché non pecchiate; e se qualcuno ha peccato, noi abbiamo un av- vocato presso il Padre, cioè Gesù Cristo il giusto; Lui è il sacrificio propiziatorio per i nostri peccati e non soltanto per i nostri, ma anche quelli di tutto il mondo” (Prima lettera di S. Giovanni 2:1,2).

Ascolta: se puoi avere dalla tua parte il migliore avvocato e il più potente, perché andare da un altro? Parla con Gesù e digli che sei un peccatore senza speranza, e accetta il dono che ti offre: la salvezza. È gratuita.

Lui ha già vinto la tua causa.

Prega così: “O Dio, sono un peccatore e mi rendo conto che merito la tua condanna. Ma credo che Gesù ha pagato per ogni mio pecca- to e lo accolgo ora nella mia vita come Salvatore e Signore. Grazie!”.

Se hai pregato, o se vuoi altre spiegazioni sulla Bibbia, scrivimi. 

 
 
 

RECESSIONE

Post n°413 pubblicato il 01 Febbraio 2012 da fra873

“Recessione”: che brutta parola per iniziare un nuovo anno! È la parola che, in questo momento, più ci fa temere e tremare, pensando a noi stessi, alle nuove generazioni e, in particolare, ai nostri figli. Riusciremo a mantenere per noi e a garantire loro il tenore di vita che a fatica abbiamo raggiunto? Oppure ci aspetta un tempo di rinunce, di sacrifici, di vita grama? Dopo aver vissuto fra sperperi incoscienti il tempo delle “vacche grasse” e delle “spighe piene e belle”, saremo in grado di affrontare quello delle “vacche magre” e delle “spighe vuote”, che ci ha colti del tutto impreparati? Dopo aver ascoltato (e in troppi, ahimé, creduto!) “le visioni vane e illusorie” di profeti politici che ci assicuravano che tutto andava bene, che “ a differenza delle altre nazioni l’Italia non aveva problemi” e che anzi aveva “un’economia forte, stabile e inattaccabile”, riusciremo a reagire e a superare lo smarrimento provato davanti a chi ci ha ricordato che invece “eravamo sull’orlo del baratro”? E da questo “baratro” ci salveremo o finiremo per caderci dentro?

Non sono sicuramente visioni e pensieri sereni quelli che ci accompagnano in questi primi giorni del 2012. Certo, come figli di Dio che hanno la convinzione che nulla della nostra condizione e della nostra situazione sfugge allo sguardo amorevole del nostro Padre celeste, siamo sereni non soltanto perché sappiamo che la parte migliore della nostra esistenza è quella che ci attende nel futuro ma anche perché siamo certi che la presenza e le cure divine le avvertiremo pur nel fondo di un eventuale “baratro”. Ma, al di là di queste importanti certezze basate sulle sue promesse, c’è un’altra riflessione che il Signore ci chiama a fare. Abbiamo mai pensato che esiste anche una recessione positiva? In molti sono infatti convinti che l’attuale recessione economica è figlia di un sistema economico, gestito dal capitalismo dei grandi potentati finanziari e bancari, delle multinazionali industriali ed economiche. Scopriamo così che, per poter risalire la china, il primo provvedimento da prendere è quello di vivere un’altra recessione, questa volta positiva e cioè la recessione da un sistema profondamente iniquo ed immorale perché corrotto e prevaricatore. Un sistema che, basato su politiche ingiuste, sullo sfruttamento dell’altro e sull’indifferenza nei confronti dei veri bisogni dell’uomo ha finito per affamare gli uomini, creando l’assurda contraddizione di far vivere quasi l’80% della popolazione mondiale in un tempo di “vacche magre” mentre contemporaneamente il rimanente 20% viveva un’epoca di “vacche grasse”: di abbondanza di cibo e di beni senza precedenti nella storia. Ma... è una recessione possibile?

Geremia, dopo aver parlato delle “visioni vane e illusorie” da sempre offerte ai popoli da chi si propone loro come autorità e come guida, ricorda anche: “non hanno messo a nudo la tua iniquità” (La 2:14). Scopriamo allora che la vera recessione in grado di operare un reale cambiamento nella vita individuale e sociale degli uomini è la recessione dal peccato, la recessione dall’iniquità, cioè da ogni forma di ingiustizia e di sfruttamento. Finché gli uomini non permett eranno che sia messa a nudo la loro iniquità e non vivranno il desiderio di essere rivestiti “di misericordia, di benevolenza, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza... di amore” (Cl 3:12, 14), qualsiasi tentativo di cambiamento si risolverà in una missione impossibile. Cosa possiamo in questo contesto, in attesa che vengano “i nuovi cieli e la nuova terra” dove per certo abiterà la giustizia? Viviamo la recessione dal peccato, vinciamo l’indolenza e l’indifferenza e mostriamo il vestito più bello donatoci da Cristo: quello dell’Amore!

 
 
 

BASTA AVERE FEDE?

Post n°412 pubblicato il 30 Gennaio 2012 da fra873

Se dici che non hai fede, abbracci la fede del- l’ateo che dice: “Dio non c’è”. Però sempre fede è. Se ti basi su quello che ti hanno insegnato, come verifichi che sia giusto? Potresti essere co- me la ragazza che andava a Napoli, pensando di

andare a Bologna. Salomone, l’uomo più savio del mondo, ha

detto: “C’è una via che all’uomo sembra diritta, ma fi- nisce col portare alla morte” (Proverbi 14:12).

La fede che ti proponiamo, basata sulla Bib- bia, è molto diversa, perché si fonda su un li- bro che è stato attaccato, ma che non è stato mai smentito. In più si basa su una persona: Gesù Cristo. Lui è l’oggetto di fede di cui ci pos- siamo fidare.

Lui è stato molto categorico:“Chi ascolta la mia parola e crede in Colui che mi ha mandato ha vita eterna (ha il requisito giusto per andare in Paradi- so) e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte (spirituale) alla vita (spirituale)” (Giovanni 5:24).

Perché ha potuto affermarlo? Perché era Dio e lo ha dimostrato. Non ha mai detto una bugia, è stato sempre dalla parte di chi aveva bisogno. Ha fatto miracoli per guarire i malati e gli inde- moniati. Nella sua condotta ha dimostrato l’a- more, la santità e la giustizia di Dio. “Chi ha visto me, ha visto il Padre” ha detto (Giovanni 14:9).

Non solo: è arrivato a caricarsi di tutto il ma- le che gli uomini hanno mai compiuto e compi-

SENTI QUESTA.MMMMMMM Ero in treno e una ragazza sonnecchiava seduta nel mio scompartimento. C’erano altre persone. Chi leggeva, chi parlava di politica e chi guardava fuori dal finestrino.

Viene il controllore, che come tutti i control- lori parlava nel naso: “Prego, biglietti!”.

La ragazza si sveglia, fruga nella borsa, tira fuori il biglietto e il controllore le dice: “Ma que- sto treno va a Napoli, mica a Bologna!”.

“Come!? Io credevo che andasse a Bologna.”

“Mi dispiace, dovrà scendere a Napoli e pren- dere il treno per Bologna! Non dica a nessuno che non le faccio la multa... vedo che non lo ha fatto apposta. Però a Napoli compri un altro bi- glietto e faccia attenzione al treno su cui sale.”

La ragazza era sicura, aveva creduto ferma- mente che il treno l’avrebbe portata a Bologna. Ma non era il treno giusto. Ora i suoi occhi era- no pieni di lacrime arrabbiate.

Tutti abbiamo fede, crediamo, ci fidiamo e lo dimostriamo in tanti modi. Prendiamo una medi- cina e crediamo che ci farà del bene. Mandiamo

una e-mail e crediamo che arriverà entro pochi istanti. Digitiamo un numero al telefono e credia- mo che ci risponderà la persona che cerchiamo.

Ma la fede deve essere collocata sull’ogget- to giusto. La ragazza sul treno pensava e crede- va fermamente che sarebbe arrivata a Bologna. Era tanto sicura che si era messa pure a dormi- re. Evidentemente non aveva letto con cura il ta- bellone dei treni alla stazione. Se lo avesse fat- to, avrebbe preso il treno giusto.

Un numero telefonico digitato male non ti mette in comunicazione con chi vuoi tu.

Un indirizzo e-mail sbagliato ti ritorna con “destinatario inesistente”.

Una medicina non ordinata dal medico, ti potrebbe mandare all’ospedale anziché guarirti.

Se poi si tratta di fede religiosa, invece di portarti in paradiso, potrebbe portarti all’inferno.

Oggi si dice che basta avere fede e che non importa in che dio credi. Basta essere sinceri e avere una tua spiritualità. Fabbricati il dio che vuoi, credici e tutto andrà bene. Ma è una bufala.

Chi pensa di potersi fare un dio secondo i suoi gusti è in grave pericolo. Niente lo può as- sicurare che il dio che si fabbrica con la sua im- maginazione sia quello giusto. Se è frutto di un pensiero umano è pura fantasia. E chi vorrebbe basare la sua eternità su una fantasia?

ranno e è morto per pagare la pena che noi tut- ti avremmo meritata.“Lui giusto per gli ingiusti” ha detto S. Paolo. In più è risuscitato, il che ha di- mostrato che era immortale.

Ecco alcune parole di Gesù, che potrai verifi- care tu stesso nel Vangelo di Giovanni, che ti of- friamo in omaggio. Leggendolo farai delle sco- perte incredibili.

“Chi crede in me ha vita eterna” (6:47).

“Iddio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non pe- risca (non prenda il treno sbagliato!), ma abbia vi- ta eterna” (3:16).

“Voi morirete nei vostri peccati, se non credete che io sono (il Cristo)” (8:21).

“In verità vi dico che chi commette il peccato è schia- vo del peccato” (8:34).

“Chi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui” (14:21).

“Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la pa- rola che voi udite non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato” (14:24).

“Se osservate i mie comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io ho osservato i comandamenti del Pa- dre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia completa” (15:10,11).

Su che treno sei? Non pensi che sarebbe im- portante pensarci?

 
 
 

SEI STANCO?

Post n°411 pubblicato il 26 Gennaio 2012 da fra873

E chi non lo è? Con la vita che si fa, corri di qua e corri di là, non è possi- bile non essere stanchi.

Giusto. È stanco lo studente, è stanco il profes- sore, sono stanchi la mamma e il papà, è stanco l’impiegato ed è stanco il capoufficio. È stanco an- che il medico a cui gli stanchi ricorrono per farsi curare. Insomma, la stanchezza è comune a tutti. Spesso diventa la vera maledizione della vita.

I medici, però, ci dicono che si deve vedere la stanchezza sotto un’altra luce. Affermano che la stanchezza è una vera benedizione. Infatti, per la persona normale, la stanchezza è come un se- maforo rosso che l’avvisa di frenare, di modera- re il ritmo, prima che sia troppo tardi.

Chi si sente sempre stanco, dovrebbe consi- derare questo stato come un segnale importan- te. Dovrebbe andare dal medico, per scoprire se un organo del suo corpo ha bisogno di cura.

Se il medico gli dice che non ha nulla ed è in buona salute, la stanchezza lo avverte che ha

lavorato troppo, ha tirato più del necessario e deve concedersi una tregua, magari interrompe- re ogni tanto quello che fa e bere una buona tazza di caffè. O, addirittura, dovrebbe prendersi un’intera giornata di riposo, di svago e andare a letto un po’ prima la sera.

Dando retta agli avvertimenti della stanchez- za, daremo al nostro corpo la possibilità di ricu- perare l’energia necessaria per condurre una vita operosa e utile.

Ma ci sono degli stanchi diversi e forse tu sei fra questi. Pensando al passato e guardando al futuro, ti stai dicendo: “A che serve tutto questo lavoro? Perché lottare tanto?”.

Non ti sembra, a volte, di essere stanco di tutto: del lavoro, della famiglia, di tanti doveri assillanti, della vita stessa?

Non sei l’unico. Un uomo ricchissimo, il più sa- piente della terra, anche secondo l’opinione di Gesù Cristo, ha provato questo tipo di stan- chezza. Era il re Salomone, che, alla fine della sua vita, ha scritto un trattato sul valore dell’esi- stenza e l’inutilità di affaticarsi per ciò che è pas- seggero. Nel suo libro, intitolato L’ECCLESIASTE, che significa “Il predicatore”, ha scritto:

Io, l’Ecclesiaste, sono stato re d’Israele, a Gerusalemme, e ho applicato il cuore a

cercare e investigare con saggezza tutto ciò che si fa sotto il cielo: occupazione penosa, che Dio ha data ai figli degli uomini perché vi si affatichino.

Io ho visto tutto ciò che si fa sotto il sole: ed ecco, tutto è vanità e un correre dietro al vento. Ciò che è storto non può essere raddrizzato, ciò che manca non può essere contato.

Io ho detto, parlando in cuor mio: “Ecco io ho acquistato maggiore saggezza di tutti quelli che hanno regnato prima di me a Gerusalemme; sì, il mio cuore ha posseduto molta saggezza e molta scienza”... anche questo è un correre dietro al vento. Infatti, dov’è molta saggezza c’è molto affanno e chi accresce la sua scienza accresce il suo dolore. (1:12-18)

Un po’ pessimista, non ti sembra?

Forse non ci credi, ma anche questa stanchezza è un dono di Dio. Ti avverte del peri- colo che stai correndo e ti costringe a riflettere sulla tua vita e a prendere una direzione diversa.

Il Signore Gesù ha detto: “Venite a me voi tutti che siete travagliati e stanchi e io vi darò riposo”. Affidarsi a Gesù e seguire quello che Lui dice dà una grande pace e un riposo perfetto per l’anima.

Non mi fraintendere: non voglio dirti che devi diventare più religioso, magari fanatico, per trovare la pace. Ho detto che seguire Gesù dà la pace. La religione, in sé, non ti aiuta.

Infatti, proprio parlando dei religiosi, Gesù ha detto: “Legano dei pesi gravi e li mettono sulle spalle della gente, ma loro non li vogliono smuovere neanche con un dito”.

La religione che impone regole, riti e doveri diventa un peso e non un riposo.

A chi dovresti allora rivolgerti per risolvere i problemi più intimi e tormentosi della tua vita? A Gesù e a Lui solo. Le sue parole sono state tramandate e sono scritte nella Sacra Bibbia. Lui ha detto: “Le mie parole sono spirito e vita” e l’Apostolo Pietro ha detto, rivolgendosi a Gesù: “Tu hai le parole di vita eterna!”.

Perciò dobbiamo leggere quelle parole. Non solo: dobbiamo anche crederle e, con fiducia, metterle in pratica. Gesù è stato chiaro e ha detto: “Chi ascolta la mia Parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita”.

Anche Salomone, alla fine dell’Ecclesiaste è arrivato alla stessa conclusione: “Ricordati del tuo Creatore, nei giorni della tua giovinezza, prima che ven- gano i cattivi giorni e giungano gli anni dei quali dirai: 

«Io non trovo alcun piacere...». Temi Dio e osserva i suoi comandamenti, perché questo è il tutto dell’uomo. Dio infatti farà venire in giudizio ogni opera, tutto ciò che è occulto, sia bene sia male...” (12:3,15,16).

Procurati una copia del Vangelo e medita sulle parole di Gesù. Ti faranno del bene e ti mo- streranno come avere il vero riposo. Il riposo più dolce che ci sia.

 
 
 
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