Creato da e_d_e_l_w_e_i_s_s il 16/06/2012

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Cose a Caso

 

e se non sei licenziato/a...

Post n°596 pubblicato il 05 Luglio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

… prima o poi vai in pensione.

 

Qualcuno c’è andato, qualcuno sta per andarci, qualcun altro, come me, vede quel giorno distante distante.
La maggioranza degli italiani guarda con preoccupazione allo stipendio  che prenderà alla fine della carriera lavorativa: lo dicono i lavoratori e lo confermano i dati  a  campione provenienti  dall'istituto di ricerca Nextplora

Più della metà degli italiani è certo che l’ assegno pensionistico non sarà sufficiente  coprire le spese quotidiane e del futuro  perciò valuterebbe  un trasferimento all'estero, in quei Paesi in cui il costo della vita è  più basso.

 



















E’ triste pensare che quasi 2 italiani su 3, dopo una vita di fatiche e di rinunce e di tasse pagate fino all’ultimo centesimo,  sarebbero disposti a far le valigie, chiudere casa , allontanarsi dagli affetti e salire su un aereo cercando una nuova vita  che consenta loro di  mantenere un tenore dignitoso e avere servizi più adatti alla terza età.

Nessuna età è facile, ma la terza età in certi casi è difficile: quasi la metà di loro teme di non poter sostenere le spese mediche di cui potrebbe aver bisogno andando in là con gli anni ; una buona parte di loro ha paura di non farcela con la pensione e di cadere in povertà; parecchi di loro sono preoccupati di dover gravare economicamente sui figli anche per le quotidiane necessità.


Pensate che sia un quadro della nostra società veritiero?

E se sì, ammettendo di essere fra coloro che farebbero le valigie rimettendosi in gioco in realtà diverse,  fra lingue sconosciute , usi e costumi differenti che destinazione scegliereste?




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E' vero: ci sono poco
e quelle poche volte che mi collego il servizio non va come dovrebbe.

Oggi per esempio non sono riuscita a rispondere ai vostri commenti
perchè non passano.

In mezz'ora che sono qui la connessione a Libero  è saltata più volte:
troppe per i miei gusti.

Inoltre l'antivirus mi segnala che la connessione non è sicura:
non che abbia segreti su questo pc, ma la cosa disturba.

Quindi:
conto di passare da Voi di quando in quando,
Libero permettendo,
e nel frattempo Vi auguro buonissimi giorni.


 
 
 

ai tempi di WhatsApp

Post n°595 pubblicato il 02 Luglio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Può essere legittimo e per giusta causa.

Mentre quello verbale non produce alcun effetto e non interrompe il rapporto di lavoro tra le parti.

Sto parlando del licenziamento.


          


La legge impone(va)  al datore di lavoro di comunicare il licenziamento per iscritto con tanto di carta e busta chiusa.

Ma ai tempi di WhatsApp, anche un messaggio assolve  agli oneri di forma che ogni interruzione di rapporto di lavoro deve rispettare.
Così è stato deciso nei giorni scorsi dal Tribunale del Lavoro di Catania quando il giudice ha rigettato il ricorso di una 30enne dipendente di un’agenzia di viaggi  che ha ricevuto un messaggio su WhatsApp in cui l’azienda metteva fine al rapporto di lavoro durato un anno e mezzo.

Non è la prima volta che accade: a Genova,  un barista esperto in aperitivi è stato licenziato con un sms del suo datore di lavoro che diceva così: 'Non faccio più aperitivi, buona fortuna'

Segno dei tempi!
In fondo, siamo nell’era in cui si sta insieme messaggiandosi, si festeggia messaggiandosi, ci si innamora messaggiandoci, si gioca all’amore sui tasti freddi guardando dentro un monitor, ci si lascia messaggiandoci ...

...
quindi perché no  licenziare con un messaggio?

Per gli esperti di legge infatti ci sarebbero gli elementi necessari: comunicazionescritta e volontà chiara.

Voi come la pensate?

Siete d’accordo con questa motivazione portata dal Tribunale?

Ampliando il contesto, pensate sia corretto interrompere un rapporto,qualsiasi rapporto,  con un sms?

 
 
 

anni cinquanta: quando il vintage è di dubbio gusto

Post n°592 pubblicato il 25 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ecco com'erano alcune pubblicità degli anni '50.


Soffialo sul suo volto e ti seguirà ovunque


I dottori fumano le Camel

Soffice come un bebè.
Perché l'innocenza è più sexy di quanto credi.


Gli uomini si chiedono:
"E' carina?" Allora non "è intelligente?"




Il cuoco fa tutto,
ma cucinare è compito della moglie
.



"Perchè la tua mamma non ti lava con il sapone Fairy?"


Useremo Chlorinol e saremo come i negri bianchi


Falle capire che è un mondo di uomini.


Sessismo, razzismo, invito al fumo e ammiccamento alla pedofolia.

Nessuna di queste pubblicità oggi certamente sarebbe ammessa.

Non sempre il com'eravamo e il quel che era è da salvare.


Quale fra queste pubblicità vintage, secondo voi, non avrebbe mai dovuto essere reclamizzata?

E quale fra gli spot dei giorni nostri bannereste senza esistazione?

 
 
 

due ruote: una storia lunghissima

Post n°591 pubblicato il 21 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Era il 1493 quando un tale Leonardo da Vinci stupiva per la genialità della sua creazione.




Passarono quasi 3 secoli e in Francia nasceva il velocipede che in breve si diffonderà in tutta Europa.
Si arriverà alla fine del 1800 perché colui che pedalava potesse da fermo mettere i piedi per terra.
Ai primi del '900 nasce il Tour de France e subito dopo il giro d’Italia.
A lei viene dedicato anche un film: Ladri di biciclette quasi a testimoniare che la bicicletta sia il mezzo di trasporto preferito nell’Italia del dopoguerra.
Pedala e pedala si arriva al 1970 quando in California nasce la BMX.
Chi allora adolescente non la ricorda? E chi, fra i ragazzini di allora, non s’è sbucciato ginocchia e gomiti facendo bici-cross?
Chi di noi non ricorda la mitica Graziella, prodotta fino alla fine degli anni ’80, magari con il cestino davanti?
Poteva mancare la bici per i terreni sterrati fra radici di alberi, sassi, terra e erba? Ovvio che no! Ed ecco che puntuale arriva la mountain bike.
E poi e poi , modifica su modifica, tecnica su tecnica, sul mercato si impongono le ultraleggere fatte di titanio, alluminio e acciaio.E per chi non ama lo sforzo muscolare? Nessun problema: c’è la bici elettrica.

La leggenda racconta che il primo viaggio in bici avvenne nel giugno del 1817 : si trattava di un modellino con due ruote allineate senza freni così che per fermarsi il guidatore doveva utilizzare i piedi.

Quindi oggi compie 2 secoli: 200 anni di pedalate, di salite, di discese.

E di orgoglio italiano perché, secondo studi di marketing, l'Italia sarebbe il secondo esportatore in Europa, preceduta dal Portogallo e seguita dall’Olanda.
Oggi, oltre che un salutare piacere, è considerata uno dei mezzi di trasporto più utilizzati nel mondo e in particolare in Europa del Nord, Olanda in primis.

Gli italiani che utilizzano sistematicamente la bici per il tragitto casa-lavoro sono solo 743.000 mila, con percentuali elevatissime a Bolzano, Pesaro, Ferrara, Treviso.
E crescono anche le piste ciclabili super affollate nei fine settimana o in agosto.

Va meno di moda al Sud.

Eppure fa bene al cuore, fa bene ai muscoli, fa bene all’umore.
In tre parole:  pedalare è salutare.

Non inquina perciò sta dalla parte dell’ecologia.





…peccato, non dilettarsi a pedalare per necessità o per hobby preferendo lasciare a riposo i quadricipiti ma anche questa è una scelta…


Chissà che ricordi avete, anche lontani, legati alla vostra bici.

 
 
 

essenza dell'estate

Post n°590 pubblicato il 13 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 



 Oggi il carretto non passa più e l'uomo con la casacca di tela bianca non grida più gelati!  perché  ci ha pensato Deliveroo, il servizio di consegna a domicilio, presente in 8 città italiane e molto attivo in quel di Milano.

In fatto di gusti  in generale prevale la tradizione con una netta preferenza alle creme.
Il pistacchio pare il più richiesto, ma ci sono differenze da città a città: a Milano vince il cioccolato, a Roma il caffè, a Firenze la stracciatella, a Piacenza l’amarena.

Tra i gusti nuovi si impongono mango e avocado.

Ma come funziona l’arte del gelato fuori confine?

In miete successo la tecnica dell’ice cream roll, cioè i rotolini di gelato al limone e basilico o albicocca e rosmarino.

In   impazza invece la moda dei taiyaki, dolcetti asiatici simili a pancake e ripieni di  cioccolato e pistacchio.


L’  è  in  controtendenza: cerca  gusti con basso contenuto di zucchero.

In   sono salutisti così ad andare per la maggiore sono i gusti al tè matcha, ai mix di cereali ricchi di acai  e alle versioni senza latte, perfette non solo per chi sta a dieta ma anche per chi osserva un regime vegano.

In    è il momento dei gelati alcolici che si ispirano ai cocktail, meglio se tropicali, come mojito e daiquiri.



 In quelle tantissime vaschette colorate c'è tutta la fantasia di chi del gelato c'ha fatto un'arte.
Perché fare un buon gelato è davvero un 'arte.


Fra questi  sapori così variegati da gustare ce n’è qualcuno che le vostre papille si rifiuterebbero di assaggiare perché troppo lontani dal dolce brivido freddo dell’essenza dell’estate  ?

 

 
 
 

* no, grazie, non datemi consigli *

Post n°589 pubblicato il 11 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 ... so sbagliare da me!


Perché siamo quasi tutti convinti di essere aperti ai consigli, ma in realtà siamo molto restii ad accettarli.

Eppure di tanto in tanto li chiediamo e per la serie che  si sa che la gente dà buoni consigli quando non può dare il cattivo esempio ci vengono elargiti a piene mani.

 Talvolta siamo noi  ad essere così bravi a dispensarli quasi ci sentissimo Gesù nel tempio e ci infervoriamo sposando una causa di cui sappiamo poco o nulla.
Però siamo obiettivi, assicuriamo, visto che emotivamente non siamo coinvolti.

Così succede che niente si regala tanto generosamente quanto un consiglio.




















Anzi, ci diciamo, sono perle costruttive..

Fanno crescere perché da un confronto si esce sempre arricchiti. E un confronto ci fa diventare critici verso noi stessi.


Invece no!

Parrebbe, secondo uno studio della Aston University britannica,  che la maggior parte delle persone,  pur chiedendo pareri e dritte,  non voglia ascoltarli  perché rimetterebbero in discussione l’idea che hanno di se stesse e anche – per qualcuno- la propria autostima.
Quindi, no, non cerchiamo consigli  ma  solo conferme.


Sarà di certo capitato anche a voi di dare qualche suggerimento  in tutta buona fede  e anche di chiederne…


… giusto per farmi gli affaracci vostri ... di solito, apprezzate un consiglio da parte di una persona di cui avete stima, lo incorniciate e lo appendete al muro come cimelio,   o invece vi viene quella strana tentazione di seguirlo?

 
 
 

traghettandoci di là...verso la deriva

Post n°588 pubblicato il 10 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Era da qualche giorno che non mi collegavo.

Oggi trovo tutto cambiato.

Pazienza, mi dico! In fondo i cambiamenti erano nell’aria.

La dicitura di qualche giorno fa che lasciava presagire a un traghettamento di massa verso WP diceva * Scopri come* e cliccandoci sopra venivi ricatapultato nella homepage fra post di gossip.

Bene, la bustina dei messaggi lampeggia ma non so a chi devo rispondere.
Però ho un sacco di notifiche.

Non riesco a passare da molti blog. Alcuni già da qualche giorno non si caricavano e me ne dispiaceva.

Ho fatto 3 tentativi prima che questa 'comunicazione di servizio' passasse: quindi ho difficoltà anche a stare in questa pagina.

Non riesco a inserire nessuna foto che correli un post.

Qualcuno di voi ha gli stessi 'problemi' miei? 


E,  magari, qualcuno di voi  più ferrato e presente di me, per favore,  sa darmi delle dritte, almeno per tentare di passare dai blog amici superstiti e inserire una foto in un ipotetico prossimo abbozzo di post?

Intanto vi ringrazio e conto di passare a leggervi…ci terrei davvero!






                                               Grazie di cuore, Nuvola_vola.

                                                Senza le tue dritte

                          non sarei riuscita a inserire alcuna immagine.

                                           

 

 
 
 

tutte le strade portano a Roma...

Post n°587 pubblicato il 04 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

... al numero 10 giallorosso

Fra lacrime e amore dopo 25 anni, tanti goal,   5 " libri " (???) i cui proventi sono stati destinati all’UNICEF di cui è ambasciatore e  una cifra percepita a  tripli zero,  immensa e da capogiro,  Roma omaggia Totti e lo fa così.

Un murales per Totti nei pressi di Porta Metronia, quartiere in cui è cresciuto.























Mica è finita qui, eh!
Un gruppo di tifosi ha apposto una targa nei giardinetti di piazza Santa Maria Liberatrice, uno dei luoghi simbolo del rione romano  più romanista che c'è, Il Testaccio, con la scritta " Piazza Francesco Totti VIII re di Roma" .
E lui, Er Pupone, soddisfatto si immortala sotto il cartello.


















Parrebbe  che la piazza in onore de Il Capitano  sia anche su Google Maps e sia definita 'luogo di culto'




 



















Ok! Sono donna e per me il calcio è vedere bei tipi con quadricipiti ben scolpiti che corrono dietro a un pallone, sudano, gioiscono, s’incazzano, qualche volta sputano per terra.

Guadagnano cifre esorbitanti, ma d’altronde si sa il calcio è sport nazionale.

Gli altri lavori, ben più utili, sono secondari… impopolari…
… vabbè, fa niente…

…anzi no!

Assolutamente nulla contro Totti - che peraltro mi sta pure simpatico-  ma fa pensare che se  il suo addio , i murales, la targa a titolare la piazzetta,  google maps sono i problemi italiani e romani, beh...siamo messi davvero alla carità.


 

 

 

 
 
 

affetto maldestro o preludio di violenza?

Post n°586 pubblicato il 01 Giugno 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Può essere un bacio "rubato" considerato violenza sessuale, da denunciare e magari perseguibile ai fine di legge?

Era di questo che si parlava fra di noi.

Lei raccontava che una sua amica era piuttosto angosciata perché la figlia, 15enne, sarebbe stata "sbattuta" contro il muro di una via e baciata da un amico sulla guancia.
Sulla guancia perché, si dice, la ragazzina sarebbe stata speedy gonzales nel girare la testa facendo in modo di porgere appunto la guancia.
A casa ne ha parlato.  Con rabbia, con amarezza, con delusione perché si è sentita ‘violentata’
La famiglia ha appoggiato e rincarato il sentire della figlia.






































Tutti concordavamo che un bacio non si ruba, lo si dà e lo si dà quando da entrambe le parte si è consenzienti.

I pareri, però,  erano spaccati a metà.

Uno assolveva la bravata del ragazzino e ci si rivedeva adolescente alle prime armi.
L'
altra assolutamente non giustificava il fatto: il bacio rubato poteva essere il preludio a palpeggiamenti indiscreti o addirittura a violenza. Quindi un gesto da non lasciare passare e denunciare subito. Magari fosse perseguibile ai fine di legge!  perché potrebbe lasciare strascichi nella psiche della ragazzina.
Lui dava dimostrazione del più bieco maschilismo: irriportabile, ma ben immaginabile da voi che leggete.
Quella sosteneva che tutte noi, un tempo, abbiamo ricevuto almeno un bacio non voluto e tutte noi non abbiamo creato un caso, ma ci siamo difese.

Io? Qualche energica pedata data dove prendo prendo aveva fatto zoppicare chi azzardava a tradimento  ma ricordo anche le scuse  dei *colpevoli* che seguivano. Il tutto finiva lì   però  il messaggio che passava era forte e chiaro.
Ricordo di averne parlato con mamma e con papà. E ricordo pure che ci litigai perché loro volevano intervenire: ero grande, ribattevo , e sapevo badare a me stessa.
Sono diventata donna senza traumi.

Mi chiedo e vi chiedo,   pur ribadendo che  incantonare una su per un muro non si fa mai,  è corretto parlare di violenza sessuale per un bacio sul viso fra adolescenti?

O, invece, sarebbe corretto dare il giusto peso senza eccedere e trasformare una normale 15enne  in una perseguitata dal coetaneo  maniaco?

 

 
 
 

i * no * che aiutano a crescere

Post n°585 pubblicato il 28 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

E lo può ben dire, a ragione, oggi Renzi.
Sì, perché con quella botta di  no  con cui la maggioranza di italiani l'aveva  mandato a casa, sperando, credendo, illudendosi che di lui si perdessero le tracce, politicamente parlando, fin da subito hanno dovuto ricredersi.

Il governo Gentiloni infatti è ed  è stato il governo Renzi.
Unica differenza: con Gentiloni Premier  è calato sostanzialmente il numero di presenzialismi più o meno spettacolari.


Grazie ai  no, comunque, oltre alle polemiche infruttuose, è uscito definitivamente dal  PD lo zoccolo duro di sinistra di cui oggi non ha più senso parlare perché l'ideologia abbracciata è fuori tempo ed è maturato un PD  moderato.

Immaginate Matteo Renzi mentre canta Bandiera Rossa con il pugno sinistro alzato? Sarebbe buffa cosa, non trovate?

Un nuovo PD che potrebbe – chissà se il condizionale è d’obbligo -  cercare larghe intese a 3_centossessantagradi  sulla legge elettorale.

Che ci piaccia o no, ora Renzi è segretario del PD.
Incontestabilmente votato.
Con un ampio margine di vittoria.
E come tutti i segretari di partito ha diritto a candidarsi alla Presidenza del Consiglio alle prossime elezioni che potrebbero avvenire a ottobre. Un ottobre non certo rosso perché  il PD ha perso il suo colore tradizionalmente concepito.

  Di qui la probabilità che Renzi venga eletto Presidente del Consiglio.
Qui lo dico e qui lo nego, a oggi , la scena politica non contempla candidati di altri partiti carismatici.





























Sta il fatto che  a dicembre è  uscito dalla porta di servizio e ora  sta entrando dalla Porta Principale perché saranno gli italiani, saremo noi italiani, eventualmente a votarlo.


Per correttezza, se si fosse votato il senso del referendum by passando la persona Renzi e guardando alle proposte effettive,  ora avremmo ridotto il numero parlamentari al Senato, avremmo una sola Camera e avremmo abolito il CNEL.

... a volte il guardare a 360° non perdendo di vista l'obiettivo e senza formalizzarsi su piccolezze fa la differenza…

 
 
 

le " rosse " : costose, fastidiose, ingombranti

Post n°583 pubblicato il 23 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Si infilano fastidiosamente ovunque, puntualmente escono dal portafogli e per quanto piccole siano risultano ingombranti.

Nessuno le vuole.
Nemmeno i distributori automatici e neppure i parchimetri.





























Dal 2002 ad oggi sono stati coniati circa 46 miliardi in euro di monete da uno e due centesimi che tradotto in unità equivalerebbe a oltre 6 miliardi di cerchiolini metallici.

Una montagna di ferro che tutta insieme pesa più della Costa Concordia e che impilando un centesimo sull’altro otterremmo una torre alta 76 mila chilometri cioè la circonferenza della Terra nel suo punto più largo.

Ma il peso dei centesimi è anche economico:  costano un'enormità
Per ogni moneta da 1 centesimo il conio dello Stato spende 4,5 centesimi mentre per ogni moneta da due centesimi il prezzo da pagare è 5,2 centesimi.

Irlanda, Belgio e Finlandia hanno già detto addio alle piccole monetine rosse già da tempo arrotondando i prezzi ai più vicini 5 centesimi.
E dal 2018 potrebbe essere il turno dell’Italia grazie a un emendamento alla manovra-bis.

Qualcuno sostiene che il risparmio annuo sarà di circa 20 milioni.

Qualcun altro dice che gli arrotondamenti saranno sempre per eccesso, mai per difetto, per cui centesimo oggi, centesimo domani , a risparmiare non sarà il consumatore.



Voi che ne pensate?

 Sarà un effettivo risparmio per il cittadino o la " centesima " buggerata?


 

 
 
 

quando il gioco si fa duro...

Post n°582 pubblicato il 21 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

... i duri non giocano.

Che sia bufala come alcuni sosterrebbero,  o realtà come alcuni fatti documenterebbero, poco cambia ormai.

Si chiama car surfing pare sia nato intorno agli anni '80, ma sembra essere la moda del momento tra i giovanissimi di tutto il mondo.
La traduzione è immediata: surf sull'auto. 


La rete  pullula di fotografie e di video di automobili che appaiono lanciate a tutta velocità su strada con ragazzi a braccia allargate e  in piedi sul cofano o sulla cappotta : mimano il  cavalcare  dell’ onda.
Proprio questo gioco è la causa di un incidente di qualche giorno fa a Rovigo in cui  un ragazzo di 19 anni ha perso l’equilibrio volando giù dal cofano dell’auto in corsa ed è stato travolto dall'automobile di un amico.
Si dice che stava cimentandosi in questo gioco per dar dimostrazione del suo coraggio. Versa in gravi condizioni.
Non è il primo non sarà l'ultimo.


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Si chiama Blue Whale Challenge, arriva dalla Russia ma spopola ottenendo vari adepti giovanissimi in tutto il mondo.
Letteralmente significa la sfida della Balena Blu e prevede che i partecipanti svolgano una serie di azioni, 50 per la precisione e una al giorno.
Un rituale tutto elencato in Rete e scaricabile con app. : le prime azioni sono molto semplici e innocue, poi, pian piano,  evolvono in gesti e comportamenti che portano all’odio per la vita e per se stessi.
Ascoltano musica triste, praticano autolesionismo, fino all’epilogo estremo.
Stando ai numeri, le morti suicide sono a quota 150: adolescente più, adolescente meno…un orrore!

Qualche giorno fa a Pescara una 13enne è stata "salvata" perchè s'era  sentita male a scuola.
Le sue condizioni non erano affatto buone e sulle sue braccia hanno trovato tagli .
Lei avrebbe dovuto compiere l'ultimo gesto, quello fatale, mercoledì prossimo.
Avrebbe dovuto buttarsi
dall’ottavo piano: la roulette della follia virtuale aveva deciso questo.






























Non sono giochi, come quelli che comunemente intendiamo ed è allucinante che vengano considerati tali.
Perché di ludico non c'è nulla.
C’è piuttosto la sfida che gli adolescenti fanno con la morte.

Inutile colpevolizzare i ragazzini.
Ridicolo solo pensare a gioventù bruciata.
O dire *ai miei tempi…*

Piuttosto le famiglie dove stanno quando non s'accorgono del disagio dei propri figli?
50 giorni non passano così velocemente perché un genitore possa giustificarsi con un * non me n’ero accorto.*


E ancora: la rete offre, ma offre anche insidie.
Ecco, forse sarò antica, forse anacronista, ma mi chiedo per quale motivo in rete possano venire postati impunemente foto, video, programmi e app  e nessun organo di controllo si attivi non solo a oscurare tali orrori , ma a denunciare e punire coloro che li pubblicano.

 

 
 
 

come siamo umani, noi ...

Post n°581 pubblicato il 19 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Ci fanno sorridere e anche vergognare.
Qualcuno arrossisce, qualcun altro sprofonderebbe.
Eppure ci rendono così umani e spontanei perché non sono mai intenzionali.
Non ci piace farle e spesso nell’esasperato quanto maldestro tentativo di ovviarle rincariamo la dose.
A poco serve ripetersi: prima di parlare, pensaci,  perché negli anni di figuracce  se ne fanno parecchie.
Molte si perdono nei meandri della memoria, altre si ricordano con benevolenza, alcune con imbarazzo.

Ne parlavamo fra di noi.
Quello ricorda la volta in cui mandò un sms tra l’osè e l’erotico a Marina, la sua collega, e non a
Mar t ina perché il contatto sulla rubrica del cell. stava un posto sotto e nella fretta refuso fu.
Lei  alle casse automatiche con una fila chilometrica scoprì che la transazione non gli era consentita e dovette lasciare lì il mucchio di acquisti.
A lui viene in mente una riunione importante  di  un lavoro importante con gente importante e il suo russare così sonoro che il relatore si fermò. Aprendo gli occhi all’improvviso, un numero imprecisato di occhi lo fissavano in silenzio.
Quella non ce la fa dimenticare l' imbarazzo in palestra quando, dentro in doccia, realizzò che di essersi dimenticata nel borsone l'asciugamano.

Io?
La feci tempo fa a una festa di compleanno di mia figlia.
Quando suonarono alla porta, mi trovai davanti una signora che disse:
"Sono venuta a prendere *Maria*"
 e io : " *Mariaaa!*  la nonna è venuta a prenderti" .

Da dietro sentii una voce piatta, ferma e scocciata. * Non sono la nonna, sono la mamma*




























Avessi potuto mi sarei fatta più piccola dei bimbi che intenti e spensierati stavano giocando.
Volevo porre rimedio dicendo che la vivacità dei giochi mi aveva offuscato la mente e la  vista, ma ebbi la decenza di stare zitta e abbozzai un sorriso orrendo di circostanza o forse di scusa.

Da allora, mai più provai a dare l’età a chicchessia.

Voi come state a figuracce?

Ne ricordate una in particolare, se mai l’avete fatta?


E se sì, vi va di raccontarla?

 
 
 

umanità, dove sei finita?

Post n°579 pubblicato il 14 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

Loro,  4, 8, 20 anni, dormivano in un camper a Roma in zona Centocelle.

Erano Rom.
 
E' stata lanciata una bottiglia incendiaria e la loro casa è diventata così:













Loro sono morte carbonizzate.
La giustizia farà il suo corso ma non è l' atto criminale, ingiustificabile, terrificante su cui mi soffermo e mi concentro.

Il giorno dopo qualcuno porta dei fiori sul luogo del rogo.
Qualcun altro posteggia così :


























schiacciando i fiori deposti in ricordo delle tre vittime Rom.

Il web insorge.


Qualcun altro, a proposito di muri, si esprime così:










































Già questo basterebbe per dire che abbiamo toccato il fondo e che questi comportamenti sono uno sfregio al genere umano.
Fra i vari commenti riportati da testate giornalistiche, leggo questo:

Smettiamola di fingere commozione e sdegno politicamente corretti.
Prendiamo invece atto, amaramente, una volta per tutte, che i cosiddetti zingari non sono visti dalla stragrande maggioranza della popolazione europea come nostri simili, ma come nostri parassiti. Se poi al parassitismo si accoppia l'attivita' criminale cui la stragrande maggioranza dei cosiddetti zingari si dedica con tale passione fino a trasformarla in "stile di vita", l'indifferenza verso queste persone e la loro esistenza diventa, soprattutto per chi ne ha subito i crimini, autentico odio.




Se non fossero state Rom ma ragazzine italiane, francesi, tedesche, inglesi, americane, cinesi  avremmo visto lo stesso degrado umano?

Fa bene la commentatrice a sostenere che siamo un popolo di buonisti, perbenisti e benpensanti che fingiamo commozione quando in buona sostanza non ce ne frega poi tanto...perché sono zingari?


 
 
 

fette di torta tutte uguali o di serie A e di serie B?

Post n°578 pubblicato il 10 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

I figli riempiono una vita, diventano il centro di tutto:
delle emozioni, dell'amore, della dedizione.
Quando sono piccoli sono una continua scoperta,
via via che i loro occhi e la loro mente si aprono alla vita.
Dipendono completamente da noi,
e ci rendiamo conto che solo le nostre cure permettono loro di vivere, di esprimersi
e di svilupparsi.
Man mano che crescono rappresentano un susseguirsi di gioie, di ansie, di soddisfazioni, di preoccupazioni, di momenti felici.
I sacrifici fatti per loro non hanno peso.

P. Angela e L. Pinna

 

 

E così è per chi di noi è genitore. Così è stato per i nostri genitori quando noi eravamo figli . Così fu per i genitori dei nostri genitori quando loro, ormai canuti, erano bambini.
Così è la vita.




























E spiace quando stamattina lei  diceva: * Mah, io sono sempre stata la figlia di serie B: quando eravamo bimbi veniva sempre prima mia sorella, la loro principessa, poi mio fratello , l’ometto di casa e poi pensavano a me. Ma alla fine mi hanno fatto un regalo enorme: sono cresciuta in fretta.*

Quella diceva: * Sai, a volte anche a me pare di fare preferenze fra i miei: vuoi perché uno è autonomo e sveglissimo, vuoi perché l’altro è fragile o probabilmente sono io a considerarlo così. Non lo faccio con cattiveria. Ne ho parlato  con uno psicologo che mi ha tranquillizzata dicendo che è normale. *

Rispondeva lui : * Sei brava a riconoscere questo, sai...perchè nessun genitore ammette di avere un figlio preferito. Molti si raccontano b@lle da soli.*

Io? Ascoltavo tra l'interdetta e l'esterrefatta.

Non mi ci ritrovavo affatto, né come figlia, allora e ora,  né  come mamma, adesso.

Comunque la curiosità di fronte a queste chicche di vita è rimasta.
Mi sono rivolta a San Google perché se lo dice Internet e pure la scienza...

Ebbene, l'ennesima conferma arriverebbe da uno studio trasversale iniziato nel 1989 da sociologi  dell'Università della California e condotto su un campione piuttosto vasto di figli e di rispettivi genitori seguiti per tre anni.
Risultati alla mano: più del 70% dei genitori avrebbe confessato di avere un trattamento preferenziale nei confronti di uno dei figli.

Per cui,  parrebbe che sì, nell'inconscio di un genitore ci sia il figlio di serie A e il figlio o i figli di serie B.
Per una corrente di psicologi il podio andrebbe al primogenito su cui si concentrerebbero tutte le aspettative e i sogni e sarebbe considerato il più intelligente ; per un'altra fetta di psicoterapeuti,  invece,  il secondogenito o l’ultimo nato sarebbe il figlio prediletto, il più piccolo, il più coccolo, talvolta voluto e altre non cercato e se la caverebbe meglio nella vita perché meno protetto.


Voi, come genitori, se lo siete,  e come figli , allora e oggi , pensate che l’amore di una mamma e di un papà verso i figli  si divida come le fette di una torta, cioè tutte uguali?

O invece pensate che la serie A e la serie B non esista solo nel calcio?

 
 
 

fare arte o imbrattare?

Post n°577 pubblicato il 07 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

La strada osserva. La strada governa [...]
La rivoluzione avviene quando la strada entra nel museo e il museo si trasferisce nella strada.
Chi sopravvive alla strada governa il mondo.
Paulo von Vacano

 

Street art  è riferito a quelle forme di arte che si manifestano in luoghi pubblici, spesso senza esplicito permesso e con le tecniche  più disparate perché ogni artista che pratica l'arte di strada ha le proprie motivazioni personali.
Per alcuni di loro è una forma di critica verso la società e la politica.
Altri più semplicemente vedono le città come luogo in cui potersi esprimere liberamente.

L'arte di strada offre la possibilità di avere un pubblico potenzialmente vastissimo, molto maggiore di quello che entrerebbe in una tradizionale galleria d'arte.

 


























Il termine si avvale di più tecniche dalle vernici, ai graffiti  fino alle bombolette spray.

Ha varie accezioni e non è chiaro il confine fra fare arte o insudiciare e deturpare i muri.

Tant'è che l'articolo 639 recita(va) così: 

                          può essere correttamente qualificato come «imbrattamento»,
                                                 l’azione che consiste
nell’insudiciamento,      
                                   prodotto con qualsiasi mezzo ed in qualsiasi modo idoneo,
                                                                    della cosa altrui .


Era più o meno il 2009 quando uno  street artist,  Manu Invisible,  finì davanti alla corte di Cassazione per aver appunto dato libero sfogo alla sua creatività a Milano in luogo pubblico.
Venne poi  assolto  a formula piena per mancanza di reato  segnando un precedente in Italia riguardo al riconoscimento artistico della street art . E oggi a un anno dalla sentenza  secondo cui non si tratta di apprezzare il valore artistico o meno dell'opera e di dare ad essa un inammissibile giudizio di valore, ma soltanto di considerare che a una tale condotta è applicabile la recentissima causa di non punibilità" gli viene dedicato un murales immenso.

Questo: per cui il "reato di imbrattamento" si è trasformato in "reato di espressione"

 

L'arte urbana italiana ha raggiunto una notorietà europea nei primi anni 2000.

Da allora vi è stato un continuo crescendo di mostre ed eventi tematici, da Milano a Bologna fino a Roma dove, oltre alla mostra permanente,  si affiancheranno da oggi fino  ad ottobre altre espressioni di arte urbana: Cross the street, l’hanno chiamata.

Occasioni per gli artisti di farsi conoscere e per il pubblico non pagante di ammirare. Criticare. Dissentire. 

E voi come giudicate l’arte di strada?  Pensate che sia fare arte o imbrattare?

 

 
 
 

sì, pronto?!

Post n°576 pubblicato il 05 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s

* Buonasera, sono Amelia della XYZ, parlo con la famiglia Rossi ?*

























In Italia ci lavorano 80.000 persone, più della metà sono donne.
Se fino al 2008 il 70%  dei lavoratori era under 35 e un terzo era rappresentato da studenti,  oggi gli over 40 sono il 34% e al posto degli studenti ci sono i laureati.

20.000 persone non hanno contratti e retribuzioni in regola quindi sono pagati in nero o con voucher  e hanno  contratti a tempo parziale pur essendo impiegati full time, domeniche comprese.

I più fortunati percepiscono una paga che oscilla fra i 600 e gli 800 euro al mese.


Riceviamo così tante telefonate con proposte di servizi e abbonamenti che  un’associazione di categoria avrebbe  ammesso che si sta esagerando.

Pare che 1.000.000  di italiani sia  iscritto al Registro delle Opposizioni un elenco inutile di chi esprime la volontà di non ricevere telefonate indesiderate.


A chi di noi non è accaduto almeno un centinaio di volte di ricevere negli orari più disparati telefonate di vendita?



C'è chi taglia corto. Più o meno educatamente.
Chi manco ascolta e riattacca.
C'è anche chi risponde così:



                                                   



Un tipo mi raccontava che, in un momento particolare della sua vita, è restato al telefono, confidandosi con l'operatrice, perfetta sconosciuta,  per quasi un'ora e che  chiudendo la comunicazione , senza acquistare nulla, si è sentito meglio.


E voi di fronte alle televendite dei più svariati servizi come vi comportate?

 
 
 

ogni bel gioco dura poco?

Post n°574 pubblicato il 04 Maggio 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Anche no, parrebbe.

Era il 2011 quando Antena 3, una delle più importanti emittenti spagnole, trasmetteva Il Segreto.
In Italia sbarcherà a giugno del 2013 su Canale 5, il pomeriggio,  ma anche in prima serata.
Gli episodi durano circa un'ora ed hanno uno share elevatissimo tant’è che siamo a quota settima edizione mentre l’ottava è in programmazione.
Il numero delle puntate mandate in onda ad oggi è millequattocentottantaquattro.

Siamo ancora molto lontani dalle più 3.300 di Cento Vetrine e distanti anni luce dalle oltre 7.700 di Beautiful.
Il leit motiv è lo stesso: intrallazzi amorosi, colpi di scena, drammi che si susseguono e lieti fini che si rincorrono, personaggi che vanno, vengono e ritornano, muoiono e rivivono.

Bravi gli sceneggiatori e gli autori che negli anni hanno dato prova di fantasia e inventiva se non altro per la costruzione di dialoghi  e tenaci gli attori che sul set hanno provato e riprovato per giorni, mesi e anni.


Per qualcuno, grazie appunto alla cadenza giornaliera con cui vengono proposte,  saltare un appuntamento significa perdere parti fondamentali dell'intreccio narrativo.

Per altri, stagione dopo stagione, episodio dopo episodio, giorno dopo giorno la soap opera diventa soporifera più di una camomilla. Noiosa. Ripetitiva. Sempre uguale a se stessa.

























Posto che nessuno di noi segua o abbia seguito una sola puntata di una qualsiasi soap opera e posto anche che i numeri a quattro cifre parlino chiaro testimoniando un indubbio successo di trame viste, riviste e rivisitate,  secondo voi cos' è che tiene avvinghiato lo spettatore a queste infiniti e poco originali copioni ?

 

 
 
 

legalizziamo sì ? no ? ni ?

Post n°573 pubblicato il 28 Aprile 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

 

Un mondo senza droghe è un'illusione, per questo va legalizzata
B. Della Vedova

Non conosco drogati felici
L. Pace

Con le droghe non si può essere permissivi
M. Matzuzzi

Non proibizioni ma responsabilità
G. Battistuzzi

La canna è come l’articolo 18, irrilevante
R. Ruggeri

 

 

 

 

Sbarcata alla Camera lo scorso luglio , è subito stato rispedita in Commissione: si tratta della proposta di legge , 3295, sulla legalizzazione della cannabis.
Si articola in pochi punti essenziali.
* è consentita solo ai maggiorenni la detenzione di 5 g.; in casa la soglia si alza fino a 15 g. * è vietato fumarla in luoghi pubblici;
* si possono coltivare per uso personale fino a 5 piante di cannabis, comunicandolo all'ufficio preposto.
* lo spaccio sarà ancora reato. Ma la legge dà il via libera ai cosiddetti cannabis social club, locali dedicati alla coltivazione e alla vendita della cannabis.


La nuova legge consente, previa prescrizione medica il suo consumo per uso terapeutico di qualsiasi patologia legata al dolore laddove i farmaci si sono rivelati inefficaci.

Sta il fatto che se fino allo scorso anno la si importava dall’Olanda, con il nuovo anno è cominciata la distribuzione della cannabis prodotta in Italia dallo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze autorizzato coltivarla a scopo di ricerca e produzione.
Ad oggi  sono 12 sono dodici le regioni che hanno legalizzato l’uso della cannabis terapeutica : Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Friuli-, Liguria, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto.

 

In caso diventasse legge, lo Stato destinerà il 5% del ricavato al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga.






















E intanto che se ne discute, a Bari il giudice assolve - perché il fatto non sussiste - un 30enne trovato con 60 grammi di marijuana. Lui, il tabaccaio, è di fede 'rastafariana' e a  casa sua c’è una stanza  con tanto di giradischi  e  musica 'rasta' e dove fuma la canna proprio per meditare.

A Milano, qualche giorno fa , i radicali regalavano semi di marijuana ai passanti: "Piantateli" esortavano.


Sono molti i pro e altrettanti i contro circa la legalizzazione della cannabis.
Anche per scopo terapeutico.


Voi che ne pensate?

Favorevoli alla legalizzazione sì, sempre e comunque, propensi solo a renderla legale per scopi medici o contrari del tutto e senza dubbio di sorta? 

 

 

 
 
 

Roma caput

Post n°572 pubblicato il 25 Aprile 2017 da e_d_e_l_w_e_i_s_s
 

























mon
nezza!

E intanto Roma paga profumatamente la puzza dei rifiuti mentre  l’Austria s'arricchisce due volte.
Partirebbero tre container a tenuta stagna alla settimana destinazione Zwentendorf che attraversano le Alpi per milleeduecentochilometri.
 Ogni carico è di circa 700 tonnellate di rifiuti e costa alla collettività  circa  138 euro a tonnellata più le spese di viaggio.
Facendo due conti,   mentre  Roma spende 14.000.000 di euro l'anno in Austria s'illuminano 170.000 case perché i rifiuti  prodotti dai romani  vengono bruciati e convertiti in gas che genera vapore. Il  vapore, incanalato nella vicina centrale elettrica,  si trasforma  in energia che  va ad alimentare i paesini austriaci.

*Ripulire la capitale spedendo i rifiuti a 1000 chilometri di distanza può sembrare un controsenso, ma rientra negli sforzi dell’Unione europea per aiutare le città a ridurre  la quantità di immondizia che finisce nelle discariche.* dicono e continua il direttore della centrale di smaltimento rifiuti della ENV *Non è assurdo: l’alternativa sarebbe continuare a conferire i rifiuti nelle discariche già stracolme e produrre così emissioni di metano con un forte impatto in termini di emissioni di CO2. E’ molto meglio spedirli.*

E non è la prima volta che succede: ricorderete senz'altro l'inceneritore in Germania che bruciava gli ecoballe napoletani.

Di chi sia la colpa, ormai poco importa.
Città che producono più rifiuti di quanti ne possano gestire; controsensi che diventano normalità ecosostenibili ; amministrazioni che non sanno amministrare.

E' proprio vero che il denaro non ha odore... neppure di immondizia...

 

 
 
 
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